Bambini prodigio con racchetta.
Come aiutare tuo figlio a diventare campione.
Ottavo riassunto - dal post n.1 al n.608 (ripartiamo da qui!)

 
7 Agosto 2007 Articolo di Stefano Grazia
Author mug

GENITORI & FIGLI (1-608)
ovvero, citando Kill Bill (il Blogger-non il film!):
Cosa devono fare i genitori per far diventare il figlio campione …
e non avere rimorsi di coscienza in caso di insuccesso!
PIÚ LUNGO DI UN ROMANZO RUSSO, PIÚ SPUMEGGIANTE DI UNA SERIE TV AMERICANA, PIÚ PROFONDO DI QUELLO CHE SI POTREBBE A PRIMA VISTA PENSARE GENITORI & FIGLI GIUNGE AL SUO OTTAVO RIASSUNTO. I precedenti sette li potete trovare ai post Nº 70, 121,150, 221,250,319 e 418) Come al solito il Navigatore del Web che si trovasse a passare per caso da questi siti remoti dovrebbe leggerseli se non proprio tutti almeno,diciamo,gli ultimi 2 o 3 - cosí per farsi un’idea o per rinfrescarvi la memoria. E dopo aver letto, su, dai, non storcete il naso: non è che noi ad ogni post s’inventi qualcosa ed è vero che, anzi, spesso ci ripetiamo, soprattutto io, ma è pur innegabile che dalle amabili chiacchierate intorno al focolare cel tennis nascano spesso spunti meritevoli di nota anche perché i partecipanti sono spesso Addetti ai Lavori, nascosti o meno sotto improbabili nicknames. Fra coloro che a volto scoperto hanno partecipato al blog ricordiamo quello che Pibla definisce a ragione “l’Unico a parlare con cognizione di causa” FULVIO FOGNINI (il cui figlio Fabio ha mentre scrivo appena battuto 2 and 2,come dicono gli americani, Murray. Miniera di consigli, suggerimenti e aneddoti Fulvio ci mette spesso in guardia dai pericoli vari (People doesn’t get it-diceva anche Connors-it’s a jungle out there) e soprattutto dall’accettare caramelle dagli sconosciuti (leggi coaches sprovveduti e anche, secondo lui, Academies).Ma ricordiamo,oltre ovviamente ad Ubaldo che ancora di tanto in tanto una capatina la fa, anche i Maestri Carlo Polidori, Enzo Loiacono, Igor Parodi e anche - benché celato sotto pseudonimo- Stefar che comunque ci ha dato tanti di quegli indizi da essere riconoscibilissimo e quindi perseguitabile dalla FIT. Fra le New Entry lasciatemi ricordare il Professor Salvatore Buzzelli, ex decatleta di valore nazionale e attualmente Preparatore Atletico alla Bologna Tennis Academy, un antesignano assertore dell’importanza della Preparazione Atletica nel Tennis, autore di numerosi articoli e anche di un DVD sull’argomento in tempi in cui questa figura nemmeno esisteva.
E cosí dunque se nell’Ultimo Riassunto nel Post 419 (a cui vi rimando) si era notato che negli Ultimi 100 posts i tre argomenti principali erano stati 1. DEFINIZIONE DI TALENTO 2. RAPPORTO GENITORI/COACHES 3. E ANCORA E SEMPRE CONFRONTO ACADEMY/COACH PRIVATO
il tema principale dei 200 posts successivi (dal 418 al 600 circa) è stato invece brillantemente riassunto da Roberto sia pure in un’altra area del Blog ma sicuramente ispirato anche da un paio di miei cavalli di battaglia della prima ora (Tessera FIT e COMPETIZIONI NEL WEEK END). Scrive dunque Roberto Commentucci a proposito delle possibili migliorie da apportare al Mondo Junior:
“E’ giunta l’ora di avanzare proposte concrete. Credo che con un po’ di buona volontà si potrebbe condensare il meglio di quanto apparso su questo blog in un documento pubblico, contenente una serie di suggerimenti pratici e concreti, che potrebbe essere pubblicato e quindi portato a conoscenza del settore comunicazione esterna della FIT. Di seguito provo ad abbozzarne un tentativo di scaletta, diviso in macro-temi.
1) Organizzazione delle competizioni giovanili:
a. rimozione del vincolo quadriennale che lega il giovane tennista ad un determinato circolo al momento del tesseramento;
b. organizzazione dei tornei nel fine-settimana, in modo da lasciare più spazio alla formazione, come avviene in molti altri paesi;
c. trovare modalità atte ad incentivare i circoli ad organizzare tornei giovanili su superfici rapide, in modo da abituare fin da piccoli i nostri a confrontarsi con le problematiche del veloce (e a far metabolizzare ad alunni e maestri l’importanza, sempre crescente, del servizio nel gioco moderno!!).
2) Organizzazione del settore tecnico:
a. miglioramento del sistema di presidio del territorio (ricordo sul tema alcune proposte di marcos, orientate ad una maggiore snellezza organizzativa, ma non ne rammento esattamente i dettagli);
b. creazione di un piccolo numero di “borse di studio” per inviare giovani tecnici promettenti, motivati e disposti a viaggiare, a “studiare” da coach presso le migliori academies straniere o presso altre federazioni, in modo da poter supportare nell’inserimento professionistico i giovani promettenti che stiamo per fortuna ricominciando a produrre grazie al centro federale di Tirrenia e all’ottimo Furlan.
3) programmazione degli juniores (argomento questo sollevato piú volte da Pibla, heraimo e Others,non ultimo Papá Fognini,NdSTGR)):cercare di imitare, per quanto possibile, la programmazione seguita dai giovani talenti delle academies private (vedi percorso di Miccini) o delle federazioni estere, in modo da ridurre la permanenza dei nostri nelle competizioni giovanili ed affacciarsi prima, e con maggiore gradualità, al circuito professionistico minore (futures), cercando di diversificare già dai 17 anni l’attività sulle varie superfici (non solo futures sulla terra in Italia);ovviamente rinunciando a sbandierare i successi dei nostri under 18 per ragioni propagandistiche: piuttosto, spiegare al grande pubblico che è più importante, per un diciassettennne, vincere il torneo future di Casamicciola che essere il n. 1 del mondo juniores;”Roberto aggiungeva poi altre considerazioni condivisibilissime (per esempio sulla Coppa Davis) che non essendo pertinenti all’argomento ho tagliato anche perché questo dovrebbe essere un Riassunto e quindi conciso (le risate…). Sulle competizioni nel week end mi da man forte anche Stefar:“sono anni che ripeto a tutti i giudici ed agli organizzatori di tornei che all’estero (vedi Francia o Spagna) i tornei giovanili si fanno il venerdi - sabato - e domenica. con primo turno venerdi sera,secondo sab mattina,terzo sab pomeriggio,semi la dom mattina e finale la domenica pomeriggio…..sono cinque turni in due giorni e mezzo…..si stancano poverini ? embe’ ? vince chi e’ piu forte e comunque si impara e ci si rinforza,no? Pensate ai vantaggi: 1)Allenamenti agonistici non persi durante la settimana,alcuni dei quali pagati fior di soldi. 2)Meno impegno dei genitori e piu’ facilita’ per accompagnamenti. 3)Meno viaggi 4)Possibilita’ di organizzare convenzioni con bar e ristoranti dei circoli,con quasi tutti i partecipanti concentrati nel week end. 5)possibilita’ per i tecnici di visionare le finali ” Potrei giá fermarmi qui ma ovviamente molti altri Argomenti sono stati dibattuti negli ultimi duecento posts:
1)L’IMPORTANTE È LAVORARE NON SOLO BENE MA DAI 5 ai 14 anni
Non lo dico piú solo io, lo dice anche Piatti. Che dice anche: “per tutti i giocatori con potenziale occorre allestire un Team di Specialisti (coach, preparatore atletico, medico, massaggiatore, incordatore, etc) GIA’ A PARTIRE DAI 12-14 anni…” Insomma, mi sembra che anche da noi ci si sta spostando su quello che si diceva in america 20 anni fa e che io tentavo di illustrare fin dal mio primo post, il Nº37, il piú lungo nella storia del tennis… In diversi anche fra gli Addetti ai Lavori si trovavano in disaccordo sull’essere troppo precoci… Ecco che forse non avevo poi tutti i torti a individuare nelle Academies l’unica possibilità per chi non sia miliardario o tanto bravo in età precoce da essere foraggiato dalla propria federazione… insomma, un Team di Specialisti per un 12-14enne non so in quanti se lo possano permettere…Ma Adriano Moja obietta: “La sola cosa che non capisco è il continuare a definire fenomeni bambini di 11-12 anni” sostenendo non senza ragione che certi apparenti fenomeni sono in realtá semplicemente bambini che hanno cominciato ad allenarsi PRIMA degli altri.flexible non è d’accordo e sostiene,strappandomi una risata secca, che becker avrebbe vinto wimbledon a 17 pure se avesse cominciato a 18!.
2)IL BUONGIORNO SI VEDE DAL MATTINO! FENOMENI o PRECOCI?
Gio92 riassume: “esistono due atteggiamenti molto diversi nei confronti di un bambino di 10 anni che vuole percorrere il percorso agonistico nel tennis ; da una parte strutture “all’americana” dove un bambino di 10 anni gioca già per almeno 3 ore al giorno , dall’altra l’impostazione della federazione italiana dove , invece, un bambino di 10 anni è considerato “piccolo” quindi deve giocare al massimo diciamo 5-10 ore alla settimana (quindi molto meno rispetto alle academy). Ora dovendo confrontare i due metodi sulla base dei risultati non dovrebbero esserci dubbi (che risultati puo’ vantare la federazione italiana rispetto ai vari bollettieri & c ?!) , invece a me i dubbi rimangono eccome…” , per “il tarlo che una sovraesposizione di tennis in età precoce possa essere deleterio”.Anche Fulvio come Adriano Moja invita a fare attenzione a chiamare fernomeni bambini di 11 -12 anni, ma questo ce l’aveva giá spiegato Atti l’Anti-Fenomeno.Fulvio peró ci aggiunge dell’aneddotica ricordando il caso di Natali invincibile fino 13 anni. “poi il fisico cambia ,le partite giocate si moltiplicano anche per quelli meno bravi fino ad allora, e la gran differenza tra loro diventa sempre più sottile” e Natali “che a 12 anni aveva già la copertina su Tennis Italiano e in molti (fit compresa) puntavano su di lui,a 14 anni era uno (non più l’unico) dei 4 migliori ,a 15 era nel gruppo dei 8 migliori fino a che a 16 (…) scomparve dal gruppo under dei ‘’forti’’ e ora penso abbia smesso, perché, mi diceva il padre, non ha più voglia,io dico forse perchè non vince più!!!”Peró,rispondendo alla domanda di heraimo (“se il ragazzo non è tra i primi 3-4 del suo anno è meglio lasciar perdere. Ho capito bene? Lo chiedo senza spirito polemico”) il Papá di Fabio Fognini ammette che “si, effettivamente se non in casi sporadici,non ho mai visto ragazzini che a 15 16 anni erano fuori dai migliori riuscire a centrare l’obbiettivo in seguito.il fatto è che come ho ribadito molte volte si dever cominciare e bene sin da..piccoli”.Definendo meglio il suo pensiero Adriano distingue: “Qualcuno li chiama prodigio, ma tale termine dovrebbe essere usato solo in campo artistico e scentifico, nello sport sarebbe meglio usare il termine ‘ precoce un bambino che da Bollettieri viene allenato per cinque e più ore al giorno tecnicamente e strategicamente… quanti altri bimbi con lo stesso allenamento gli sarebbero pari ?” Enzo non è d’accordo e sostiene che “Il Buongiorno si vede dal Mattino! Le capacità più importanti per avere qualche possibilità le dà la natura E NESSUN ALTRO. Se la natura non ha fatto il suo miracolo, NON HAI SCAMPO!” In trasferta in Italia replico,ed Enzo è d’accordo,che l’importante non sia partecipare, bensì competere e nel caso dei nostri figli “IMPARARE A COMPETERE” e che il DONO DI NATURA come lo chiama Enzo non basti se non è abbinato alla Perseveranza” Ve lo ricordate qual’è il requisito essenziale perché il sogno si avveri? La CAPACITÁ DI SOGNARE,certamente, MA ANCHE: LA PERSEVERANZA NEL SOGNO!!!
3)GENITORI BUONI & GENITORI CATTIVONI
kill bill, quello che aveva scritto l’immortale frase,subito eletta a mio credo e motto “Io però non sono partito con l’idea di farne un futuro professionista ma solo un agonista”, scrive commentando un articolo su Tennis Italiano in cui il Talent Scout Della Vida faceva l’«esempio di Genitori Buoni e Genitori Cattivi: “Io però mi sono un po’ stancato di sentir dire che per avere un giocatore di tennis i genitori devono essere ………… e fare ………..I genitori dei nuotatori e dei ginnasti ( campioni del mondo ) sono tutti dei fanatici benestanti e ottimi educatori ?O queste sono doti riservate ai tennis parents ?Perché sono riusciti ad avere quei risultati ? Loro non sono Italiani che fanno fatica a maturare, mammoni poco portati al sacrificio come i nostri ?Hanno piscine e palestre a volontà ? Sono sport poco praticati ? Le federazioni navigano nell’oro ?E i genitori dei calciatori ? Perfetti anche loro ?Quella dei genitori, mi viene il lieve sospetto , che sia una bella scusa per nascondere i veri problemi di questo sport legati ad un livello di insegnamento chiamiamolo generosamente non adeguato, e di una struttura federale chiamiamola altrettanto generosamente dilettantistica.E mi viene anche il sospetto che quando riesci ad avere 3-4 atleti vincenti in campo internazionale dietro ci siano grosse personalità tecniche e dirigenziali.Non parlo solo dei vertici ma di quello che questi riescono a trasmettere alla cosi detta base.Cosa si intende quando si dice che i giovani devono lavorare perfettamente dai 5 ai 14 anni ?Forse che devono andare all’estero ?”
4) LA DOLCE EUCHESSINA E IL GIURAMENTO D’IPOCRITA
ovvero il Comportamento da Gentleman inglese in Campo del Giovane Tennista:è giusto autoincitarsi con un C’MON anche sul Doppio fallo dell’Avversario? Io, Stefano Grazia, sono dell’idea che se il C’MON è un AUTO incitamento non è scorretto, certo è meglio farselo dopo un gran scambio… Ma STEFAR mi ammonisce col cartellino giallo: “Mi sembra tu voglia giustificare l’atteggiamento di tuo figlio che si comporta in un certo modo (c’mon all’avversario su un doppio fallo….o su un errore) anziche’ stigmatizzarlo fin da ora.” In realtá il mio discorso voleva essere un po’piú profondo “se è vero che perfino Roger Federer era da piccolo un IMBARAZZO per i suoi genitori, e se Murray insulta apertamente Brad Gilbert e quest’ultimo non ci vede nulla di male se serve comunque a farlo giocare bene…Molti Coaches insomma ritengono lo sbattere la racchetta per terra un male solo se si ritorce contro di te…panatta sotto di due set a zero in una finale dei Campionati Italiani contro Barazza si sfogó fracassando la racchetta di legno per bene e con rabbia mirata e poi,risollevato, vinse al quinto…Ma in effetti la questione è: FINO A CHE PUNTO È DAVVERO IRRISPETTOSO PER L’AVVERSARIO UN GESTO DI STIZZA RIVOLTO A SE STESSO? D’accordo che rompere una racchetta è brutto soprattutto perché è uno spreco,un insulto alla povertá,etc etc, ma il gesto di stizza, l’urlo di rabbia, l’autoincitamento? Atti scrive: “Non è mai morto nessuno per un C’MON ricevuto, io direi che il limite è il rispetto dell’avversario, mi dà molto piu’ fastidio vedere i ragazzini che scagliano le palline invece di passarle piano, o genitori che lasciano fare di tutto al figlio per paura che si arrabbi ancora di piu’ e poi…perda la partita ( neanche fosse la finale a Wimbledon !)” Ma quello che io volevo dire è che per diventare un campione all’inizio il tuo Ego deve essere smisurato, il tuo Potere di Concentrazione incredibile, il tuo Egocentrismo irritante…Inutile menarsela, per diventare un Campione devi essere un po’ un po’ “STR…ano” … poi, quando Campione lo sei veramente, hai tutto il tempo di rifarti un immagine, come Agassi, come Hewitt, come Federer… A STEFAR che giustamente e molto nobilmente si sostituisce per una volta a Marcos e scrive: “Il rispetto dell’avversario,l’educazione,l’onesta’ verso se stessi e verso l’avversario sono valori a prescindere,e sono valori VINCENTI.E’ anche da come ‘’tiene’’ il campo mentalmente che si distinguono i buoni giocatori da quelli scarsi…” d’altronde come puoi dar torto? Ma nel Mondo Reale esiste la giustizia morale nello sport? (…)Certo,-scrivevo in un mio post- io sono il primo ad esagerare nel tentativo moralizzatore di educare mio figlio ma mi chiedo se faccio poi davvero bene…A parte che se lo educo, vengo accusato di essere un genitore abusivo (il paradosso è proprio quello) ma se non intervengo probabilmente di esserre un cattivo genitore…E chiedendomi insomma SE NON ESAGERAVO nell’interventismo punitivo lanciavo una provocazione “non è che io non sia d’accordo o che anch’io non cerchi d’insegnare il giusto comportamento, e che vittoria e sconfitta,those impostors, hanno da essere trattate come Kipling insegna, allo stesso modo,e blah blah blah, ma a volte mi chiedo se tutto ciò abbia ancora un senso quando è sotto i nostri occhi quel che accade troppo più spesso, e cioè che dio,o almeno il dio del tennis, non esiste e che i BRAVI RAGAZZI DIVENTANO COME TE E ME, MENTRE SONO QUELLI “CATTIVI” AD AVER PIU’ CHANCES DI DIVENTAR CAMPIONI…” Nessuno ha avuto il coraggio di rispondere alla Provocazione.Ovviamente, i Bambini sono Tutti Buoni e a tutti possiamo dare la Dolce Euchessina (ve la ricordate? E a quelli cattivi? …Che spingano!… Ma poi, temprandosi nello sforzo, non diventano schiavi dei lassativi…)
5)PERCHÉ NON ABBIAMO UN TOP TEN?
Per Atti il problema sta nella “difficoltà tutta Italica di conciliare talento , fisicità e concentrazione; noi siamo un popolo di artisti, operoso e con molti geni, ma quando si tratta di creare un giusto MIX fondamentale per emergere nel tennis….. ci manca sempre qualcosa per comporre il puzzle..Abbiamo avuto i Canè (talento), i Gaudenzi (fisico), i Furlan (testa) tanto per fare degli esempi, tutti ottimi giocatori con almeno una qualità da top ten ma con lacune negli altri 2 elementi fondamentali.Un altro grande errore tutto italiano è l’esagerazione che ci porta a conclusioni affrettate esaltando piccole imprese o al contrario bocciando, a volte, delle buone basi di partenza, perché da noi piu’ che in tutto il resto del mondo, conta piu’ apparire che essere, e dove meglio, se non nei nostri circoli snob e gaga, si puo’ trovare terreno fertile per genitori convinti di avere fra le mani un futuro “assegno a nove zeri”?”Anche per Marcello “l’ambiente in Italia non è affatto l’ideale humus per costruire non dico dei campioni, ma giocatori stabilmente entro i top 20” e punta il dito sulle “le superfici. Clendario Atp alla mano noto che la maggior parte dei tornei maggiori sono giocati su superici veloci, e ho appreso che dal 2009 sparirà uno dei tre AMS in terra seguito dal torneo di Valencia o Barcellona… allora mi chiedo perchè in Italia si continua a giocare sulla terra come superficie dominante?”
6)MA NE VALE POI LA PENA?
Paul Goldstein, giocatore di 31 anni, pro dal ‘98, stabilmente intorno alla posizione 100 che in prize money ha guadagnato in carriera circa 1,5 Mil $; stimando i costi vivi di ogni stagione e deducendo un 40% in tasse e previdenze il suo utile netto è stato di 420.000 $, ovvero 42.000 $ netti all’anno.Questa è una cifra che ogni manager o impiegato direttivo, anche di livello medio, guadagna in qualunque paese del mondo occidentale, ma è infinitamente più selettivo e difficile arrivare ad essere un top 100 nel Tennis.E dunque,si chiede Carlo, ne vale la pena? Dissertano sul fascino comunque ambiguo di una certo tipo di vita Roberto, heraimo,John e Torzillo e anche Anto che va giú pari:” o sfondi e stai a galla oppure se non riesci ad entrare nei 100 è meglio cambiare mestiere ed andare a fare il commesso!” Il mio contributo alla discussione è il riportare alcuni posts precedenti in cui si faceva notare come “30-50 anni fa nessuno con una certa educazione e cultura avrebbe mai potuto pensare di barattare SCUOLA con il successo sportivo…lo Sport con la S maiuscola lo facevano solo i Ricchissimi per Diletto o i Poverissimi come strumento di emancipazione sociale od economica…Anzi, i genitori laureati ad avere un figlio che praticava sport con velleitá agonistiche magari si sentivano un po’ genitori di Serie B …Ma ora il discorso é ben diverso…”
Per ritornare al punto alla base di questo nostro Blog e cioè che NON puoi arrivare a 16/17 anni e dire: da grande voglio fare il Campione Sportivo e cioè che in realtá sono i genitori che decidono se tu diventerai un campione: se lasciano decidere a te, bambino,non lo diventerai mai. Quando vuoi tu, é troppo tardi.Io sono per Educazione e Sport in un equilibrio bilanciato…nell’educazione OBBLIGATORIA del Figlio (oltre a nuoto,sci,tennis,golf + uno sport di squadra a scelta) semmai includo anche Musica e Recitazione…Variare, variare, in armonia come dicevano Gianni,Anto, Marcos e Ubaldo…perfettamente d’accordo
7)E COMUNQUE.PRIMA PAGARE,POI VINCERE
Enzo Lojacono sostiene che un ragazzo di famiglia non particolarente facoltosa pur con talento, non abbia NESSUNA possibilità di emergere; a meno che le conoscenze del maestro non siano tali da potergli trovare uno sponsor che creda nel bambino. E anche Fulvio è d’accordo stroncando le obiezioni del sottoscritto (chi è povero ha piú fame, etc etc etc).”il fatto caro è –sostiene “l’Unico che ha Cognizione di Causa”,-che per diventare bravi devi fargli fare moltissimi tornei a livello nazionale e internazionale e se la cassa ..piange mi dici come fai?”
8)ALLENAMENTO GIOCOSO vs RIPETIZIONI
Riprendendo un po’ quanto giá scritto da alcuni (Igor Parodi soprattutto) e anche il credo del PTR e in pratica i concetti di Luigi Bertino, il Direttore della Van der Meer in Europa, autore del libro Munckin Tennis, il Maestro Enzo Loiacono,che vive di altro ma per diletto ha creato piccola scuola tennistica in un paesino del Siracusano, circa dieci anni fa, e ha un figlio, il Piccolo Sebi, 9 anni(classe ’98), che sará un campione, ci spiega come lui abbia tentato di insegnare il tennis al figlio abolendo le ripetizioni e insistendo fin dall’inizio col “giocare i punti”. Se non sono cosí d’accordo sul fatto di abolire le ripetizioni (E COME LA METTIAMO CON LA TEORIA DELLA MIELINA? E comunque con Bollettieri, Langsdorp, i Coach dello Spartak Club di Moscow?) non posso che essere d’accordo con il principio alla base: che l’allenamento per un UNDER 10 sia il piú possibile vario, giocoso,divertente…ahimé, purtroppo non sempre è possibile o meglio, non sempre ne sono stato capace.A sostegno della sua tesi Enzo fa l’esempio della Play Station (cfr Post Nº451) e dice “ Io sono assolutamente contro le ripetizioni! Il cesto lo uso solamente per i servizi e per giunta, pochissime volte e con una certa cautela” E poi ancora: “Per concludere, io ho sempre impostato gli allenamenti lasciando al giocatore la scelta dei colpi e dei movimenti da fare e intervenendo pochissimo sulla tecnica vera e propria dei colpi; mettendolo piuttosto in condizioni di gioco sempre diverse e cercando di dargli sempre nuove varianti a cui egli deve rispondere con soluzioni autonome.Per quanto concerne la correttezza di esecuzione dei colpi, (se un bambino è ben coordinato naturalmente eseguirà i movimenti pressocchè corretti), preferisco le sedute di videoanalisi fatte con il confronto dei propri movimenti a rallentatore, rispetto a movimenti di un modello (nel nostro caso Agassi). Concludendo: “In realtà sono convinto che l’allenamento e il match debbano essere praticamente la stessa cosa.” Nel Post 455 replicavo: “RIPETITION,RIPETITION,RIPETITION…mi diceva Lance Luciani dello Strategy Zone alla Bollettieri Academy” ricordando poi che anch’io professavo la naturalezza e la fluidità alla JohnnyMac e ancora in una certa misura ne sono convinto ma non sono più convinto che non si debbano fare Ripetizioni su Ripetizioni… A lungo termine i fondamentali sono perlappunto fondamentali… kill bill si erge ad arbitro nella discussione mettendo d’accordo tutti: “La grossa lacuna nel nostro sistema è quello di applicare un metodo per tutti e di fare poco o nulla per personalizzare il lavoro.Per tornare a ripetizioni si ripetizioni no penso che dovreste distinguere 2 momenti fondamentali del lavoro tecnico :A)La parte addestrante : imparare e assimilare prima e automatizzare poi un movimento nuovo.B)La parte allenante : rendere efficace il movimento , che ho imparato, in un contesto più generale.Io credo che la fase addestrante non possa fare a meno delle ripetizioni ( i famosi cesti ) la fase allenante deve farne a meno perché il movimento imparato va inserito nel contesto della partita e va saputo fare non solo correttamente ma anche nella giusta situazione.È per questo credo che si alternano i cesti con i punti.” Sull’aspetto “giocoso” dell’allenamento invito a leggere il Post Nº 589 che riguarda la Lezione di Bertino ai Maestri PTR e aggiungo, magari forzando un po’, anche il Post Nº559 del Prof Buzzelli che insegna il Servizio allenando l’Atleta al Lancio del Giavellotto: “ritengo-scrive il Prof- le esercitazioni di lancio del giavellotto meritevoli di considerazione in quanto attività ludica per i ragazzi ed efficace mezzo tecnico di allenamento, perché se vuoi lanciare vicino-preciso o lontano e provare la sensazione dell’esplosività nel vedere la coda dell’attrezzo che vibra vigorosamente all’impatto col terreno ed in linea col lanciatore, devi necessariamente acquisire equilibrio dinamico, scioltezza nel movimento, giusta escursione articolare supportata da giusti caricamenti e giusti dosaggi di forza esplosiva che garantiscono lunghezza della leva ed elevata velocità angolare finalizzata, esattamente quello che un servizio di livello richiede.Inoltre il “giochino” costituisce una esperienza ed una memoria motoria significativa, diversa, divertente ed altamente correlata col gesto tecnico specifico ed anche un modo per uscire dagli schemi classici ed a volte alienanti eseguiti sul campo.”E quindi nel Futuro vedremo Nike e Wilson modificare le Borse da Tennis inserendo una tasca per il Giavellotto?
CIO’ DETTO NON MI STANCHERO’ MAI DI RIPETERLO: NON ESISTE UN ALLENAMENTO PERFETTO PER TUTTI MA ESISTE UN ALLENAMENTO PERFETTO PER TE.
9)E RITORNIAMO A PARLARE DI COACHES & GENITORI
Marcello, in un’altra area del Blog, fa il ritratto di Toni Nadal e di altri Genitori/Parenti senza precedenti illustri come Maestri o addirittura digiuni di Tennis tipo Mike Agassi…Eppure loro ci sono riusciti a creare il Campione. Il perché, secondo Marcello, è proprio da ricercare nell’assenza di preconcetti e quindi nella libertá d’immaginare,intuire,creare. Vogliamo metterci,nel mazzo, anche Walter Bartolí, il Medico riciclatosi Coach? Invece questi personaggi sono spesso visti con orrore, etichettati come ciarlatani (bé, ancora 15 anni fa si dava del “cioccolataio” a Bollettieri )Enzo s’inserisce affermando che “il buon coach è colui che ha “l’occhio lungo” (anche a livello mentale) e che sa essere uno psicologo pur non essendolo professionalmente”E kill bill aggiunge:
“I coach di alto livello sono diventati tali perché hanno avuto l’umiltà e l’intelligenza non solo di insegnare ma anche di apprendere da ogni atleta con cui hanno avuto a che fare.
Allenare un fuoriclasse ,si chiamano così perché mettono del proprio nelle loro prestazioni andando al di là della comune tecnica conosciuta, è un esperienza impagabile per un tecnico perché ha l’occasione di imparare quello che nessun altro può insegnargli.
Questi personaggi, che generalmente potete contare sulla dita di una mano in ogni disciplina sportiva, sanno intuire quello che nella particolarità del gesto del loro futuro atleta ,ancora in formazione, sarà una caratteristica che renderà il suo gioco efficace o che al contrario sarà fattore limitante della prestazione”ENZO si guadagna poi l’imperitura stima di Maria teresa raccontando (in particolare nei Posts Nº 464,466 e 534) il suo approccio coi Genitori e concludendo: “Per quanto riguarda alla sincerità dei maestri, io credo che un maestro dovrebbe subito dire di non essere in grado di sfornare campioni, ma se lo crede, può assicurare di riuscire di far dare il meglio dall’atleta (che può essere un buon giocatore da circolo o il n. 1 del mondo)… dipende dalla natura!” Adriano Moja risolleva l’antico quesito sulla collaborazione Genitori/Coaches (Ho chiesto al circolo dove siamo iscritti se potevo affittare i campi per continuare tali esercizi con e senza lanciapalle (a batteria)ma i responsabili compreso il maestro di mio figlio hanno accampato mille scuse, compreso il fatto che il bambino può trovarsi spaesato ad essere allenato dal padre. Verità è che da fastidio che qualcuno oltre a loro metta le mani sulla preparazione del ragazzo.) E siamo quindi daccapo.Io continuo peró a credere, francamente, che un Genitore che scende in campo A GIOCARE col figlio sia più utile del Genitore che affida il Figlio al Coach PERCHE’ non vuol rinunciare a giocare lui…Il Coach Internazionale Carlo Polidori é “molto contento dell’esistenza di questo blog” ma scivola sulla classica buccia di banana quando aggiunge che spera “che attraverso i consigli che vi arrivano dai vari professionisti che vi scrivono voi genitori possiate “crescere” che gli merita una replica, che suscita l’entusiasmo di heraimo, da parte del Vostro Umile e Permaloso Chairman “Dai, come puoi scrivere che speri attraverso i vostri consigli di aiutarci a crescere? Spero tu intendessi a crescere “i nostri figli” perchè così,senza il complemento oggetto, suonerebbe un po’ offensivo…
SCHERZO!!!!!Forse ho frainteso ma mi piacerebbe però più partire dall’idea che anzichè mettersi in cattedra il Coach/Maestro dovrebbe vedere nel Genitore qualcuno con cui allearsi e non uno da redarguire ,istruire …o addirittura “crescere”. Qualcuno a cui spiegare certe cose,certo, ma anche qualcuno da cui farsi spiegare delle altre…Io sono d’accordo con quanto scrivevi un centinaio e passa di posts fa sulla Necessità di Comunicare e sicuramente per questo un requisito fondamentale è la CAPACITA’ DI ASCOLTARE…Solo che ritengo questo Requisito fondamentale sia per i Genitori che per i Maestri e Coaches.” In effetti e ad onor del VERO e ad una piú attenta lettura, Carlo aggiungeva piú sotto di credere fortemente “che la funzione di un maestro di tennis sia anche quello di supportare (mi raccomando con la U !!), di aiutare i genitori nelle scelte che si devono prendere via via che il ns piccolo atleta cresce” Rispondendo ad alcune richieste,Fulvio sostiene che le Riunioni Tecniche dovrebbero essere fatte fra gli Addetti ai Lavori che altrimenti se tutti sono come il Vostro Chairman non si finisce piú, ma heraimo pur dandogli ragione non puó fare a meno di aggiungere “anche se comunque un genitore che si sbatte tutto l’anno un minimo dovrebbe essere coinvolto secondo me, o no…? Il fatto è che queste riunioni non ci sono proprio nè con i genitori nè con i maestri.” Alla fine e forzando in po’ il pensiero ai fini di una sana provocazione atta a stimolare il dibattito,azzardavo: “Credo che invece il Genitore sia ancora più fondamentale del Coach anche nella crescita tecnica e non solo caratteriale…Perchè? Perchè è il Genitore che di solito sceglie il Coach…e lo cambia. Anche Fulvio di recente l’ha fatto e ha anche scritto su questo blog: forse avremmo dovuto farlo prima.”
10) ATTENTO: QUALCUNO TI LEGGE
Ed è dopo scambi come questi che talvolta mi assale il dubbio “se sto davvero facendo un buon servizio a mio figlio e se non fosse stato meglio chiamarmi Zorro o Morgan e lui magari Marcelino Hewitt, …”Come scrive heraimo nel mettersi a nudo, senza ipocrisie e mascheramenti “sorgono problemi molto pratici e reali: se mi legge il maestro? Se mi legge la Federazione? Se mi legge il Direttore del Torneo? Se mi legge il genitore di..?”
11) TESTE(r) DI…ACADEMIES:
Enzo,Fulvio, Carlo Polidori e Stefar mettono in guardia il Vostro Chairman sul pericolo di girare da un’Academy all’altra privando Nicholas di un punto di riferimento tecnico, un rilievo peraltro fattomi anche dai Responsabili del Circolo Giardini Margherita di Bologna. “caro stefano,scrive Fulvio, temo che il tuo figliolo tra poco ti dirà: ma chi devo ascoltare?”mentre Carlo aggiunge: “Non capisco la finalità del progetto: state cercando di insegnargli del tennis o lo volete far diventare un tester di academy, centri di allenamento ed altro?” Al che,pur ringraziando e riconoscendo per buone tutte le osservazioni, mi toccava rispondere: “MA COME FATE A GIUDICARE O A SCEGLIERE SENZA PRIMA ANDARE A VEDERE?” Soprattutto poi con la Spada di Damocle del Vincolo TESSERA FIT/CIRCOLO per 4 anni…
12)E RITORNIAMO DUNQUE ANCHE A PARLARE DELLE ACADEMIES
In questi 200 posts oltre che della solita Bollettieri Academy e della Pat Cash, si è parlato di Bob Brett Tennis Center a Sanremo, Bologna Tennis Academy di Cesare Zavoli e Salvatore Bozzelli, Van Der Meer World Class Training a Marengo…Inoltre Roberto,profondo conoscitore delle realtá tennistiche italiote, ha accennato al Centro di Cordenons di Mosé Navarra e al Centro ad Arezzo di Rianna, giudicato molto positivamente per il lavoro effettuato con Storace,Luzzi e Bracciali. Una stroncatura proviene invece da John nel Post Nº523 e riguarda l’Academy Parigina di Mouratoglou, per lui “Una delusione a a 360 gradi” con una preoccupante notizia: “All’accademia esiste solamente 1 coach !!! che segue gli stages. si alterna da un campo all’altro senza alcuna logica , dando solamente dei tips tipo: come on…., try again, very good..” Certo, se quel che dice John è vero, come dare torto a Fulvio quando scrive “io non credo ai miracoli delle accademie italiaene e estere, specchietti per le allodole,dove per ogni giocatore di livello alto ve ne sono almeno 100 di livello scarso,e dove non diranno mai al genitore: senta, lasci perdere l’ agonismo suo figlio che non è portato,lí inseguono il vil denaro come ossessi!” Fulvio insomma crede che “il giocatore giovane di rilievo debba avere un coach personale (diciamo assieme ad 1 compagno) per poter lavorare tranquillamnete senza asilli o invidie da parte di altri…genitori,i quali ricordate saranno sempre li col dito puntato se il maestro in questione fa palleggiare 5 volte di più l’altro che non il proprio figlio!e qui si potrebbe aprire un altro dibattito,fra genitori e…genitori e credetemi che riusciremmo a fare altri 4000 post!!!” Ovviamente la replica è che esistono Academies ed Academies ma quello che dice Fulvio è certamente vero: Che le Academy siano macchinette mangiasoldi è verissimo….si dice che per ogni 500 che entrano da Bollettieri solo uno diventi un top 100…Gli altri 499 servono probabilmente a pagare i costi di quell’uno…Triste ma darwiniano. Ma le Academies devono,e non mi stancheró mai di ripeterlo, essere considerate come uno Strumento a propria disposizione. In una Academy come quella di Bollettieri Piccini ha la possibilitá di allenarsi con coetanei di ottimo livello e giocare sets con Stepanek,Haas, la Vaidisova…di fare preparazione atletica, di avere lo psicologo, il nutrizionista, la videoanalisi, la scuola…ALL IN ONE. Poi guardate che l’Academy non esclude mica il coach privato e personale … Ma la domanda dovrebbe essere: è più facile entrare nei top 100 allenandosi da solo col Maestro nel Circolo sotto casa o andando a 13-14 anni via da casa boarding in un Academy magari all’estero? Quantitativamente credo che la maggior parte dei top 100 maschili e femminili abbia una storia di Academy (anche Tirrenia tutto sommato deve essere considerata un Academy)…E poi ci sono anche quelli che non sono dei Fenomeni: cosa vogliamo farne di loro, carne da macello? Adriano “Omen Nomen e anche Cognomen” Moja scrive, applaudito da Anto, che “le Accademie sarebbero eccezionali se fossero pubbliche, non a pagamento, e dassero a tutti la possibilità di usufruirne, senza richiesta economica, lo so è ipocrisia, ma solo cosi si vedrebbero i veri valori in campo. Cosí fosse “forse qualche bimbo lascera il calcio per il tennis, e forse avremo un italiano vincitore di uno Slam”. L’altra cosa che il Vostro Umile Chairman voleva aggiungere peró è che si fa spesso un gran descrivere queste Academies come dei campi di prigionia, sorta di lager dove i bambini vengono “costretti” ad allenarsi come dei robots…Temo che chi scrive queste cose NON sia mai stato in un Academy…Al contrario, l’immagine che io e mia moglie abbiamo delle Academies da noi visitate è ben diversa; luoghi gioiosi, giocosi, pieni di luce, mens sana in corpore sano, molta eccitazione, centinaia di bambini che si allenano ma anche interagiscono, studiano, si conoscono, magari anche s’innamorano… Senza dimenticare che A EGREGIE COSE L’ANIMO ACCENDON L’URNE DEI FORTI O PINDEMONTE…Ma davvero, l’idea che noi ci siam fatti-e soprattutto che Nicholas si è fatto- delle academies è BEN DIVERSA DA QUELLA CHE ALCUNI DI VOI HANNO…devo anche confessare che anche le Scuole Americane/Inglesi/Internazionali sono ben diverse dalla vostra idea di scuola…In che senso, dite? Nel senso che mio figlio vuole andare a scuola anche se è malato…per lui la scuola è gioco, divertimento, incontro con gli amici…Sport, Musica, Teatro…Da noi forse si imparano ancora quelle noiose poesie che si, l’abbiam capito poi, servono ad allenare la memoria, ma in certe scuole americane e inglesi invece imparano le battute di una commedia e allenano la memoria, imparano a stare sul palcoscenico, a vincere la timidezza, e…soprattutto si divertono…. Bene, l’idea che mio figlio si è fatta della scuola e delle academies è probabilmente particolare ma devo dire che pur divertendosi a fare un viaggio di solo turismo, non l’ho mai visto ansioso e voglioso di vacanze…Allo stesso modo l’allenamento in un Academy è meno noioso o stressante di quello col Maesro Privato o col Papà Coach perchè è un allenamento con altri ragazzi (un’ora o due da solo ma più spesso ci sono sfide con altri di pari o maggiore livello, tanti stimoli, tante novità, ripetizioni non ripetitive se mi passate questa sorta di ossimoro…
13) DOPING
L’argomento lo introduce Ubaldo prendendo spunto da un invito al ritorno al Dilettantismo proposto da Clerici su Repubblica. Con l’entusiastico consenso della Signora Scanagatta il Divino Gianni sostiene che “l’unico vero sport da far praticare ai nostri figli è quello puramente dilettantistico”. L’esasperazione agonistica porterebbe inevitabilmente, “o a prendere dei prodotti illeciti per accrescere la propria competitività (per soddisfazione personale e/o per i soldi che girano attorno alle gare prof) o a concentrare tutta la propria gioventù, adolescenza, vita in qualcosa comunque di molto limitato e non necessariamente formativo finendo per logorare anzitempo il proprio fisico e la propria mente che andrebberoi coltivati invece in attività assai più armoniche” . Mah, io sento dire che un sacco di doping sia presente proprio nelle corse dei cicloamatori…proprio perché non c’è l’antidoping! Pur di battere il ragioniere Pinco Pallino, sono disposti se non a farsi di Epo a prendere comunque delle anfetamine…Anche heraimo e Nicola sono dubbiosi mentre uno dei miei favoriti, Thomas Yancey-e il che non significa che io sia sempre d’accordo con lui, anzi: ma articola il pensiero e scrive da dio!- ci onora della sua presenza con un saggio socio-filosofico che dopo averci strappato sulle prime un attonito: orpo!, lancia inquietanti interrogativi sull’evoluzione della specie, dividendo l’umanitá fra esseri feroci che la dominano, il volgo informe che è dominato e un raro manipolo d’intelligenti a cui ovviamente yancey (e i frequentatori di questo blog)appartengono.. No,a parte gli scherzi, è un piacere leggere Yancey (ma che fará nella vita? Il Premio Nobel di Filosofia?Per mer è la reincarnazione di Oscar Wilde e di Lord Brummel messi insieme) e il suo post è da leggere e rileggere …Non puó essere riassunto ma due o tre chicche si possono estrapolare:“Ma discutere di giustizia sociale è un tipo di riflessione simile a quella sull’esistenza di Dio: lascia il tempo che trova, perché si infrange contro il legno storto dell’umanità.”E POI:
“In fondo, l’autentica povertà è la mancanza di consapevolezza.”
14) AVVISI PER I NAVIGANTI
kill bill rispondendo a Dani nel Post Nº 545 fornisce indicazioni sui Tornei U10 e U12 e sulla distinzione fra agonistici e non e anche adriano moja riporta nel POST Nº 570 la posizione della FIT al riguardo.Enzo Lo Iacono descrive invece nel Post Nº556 come la FIT abbia suddivisola nostra nazione è stata divisa in 5 macroaeree e come sia organizzato il sistema di Avvistamento Fenomeni. Concludendo di essersi accorto al Lemon Bowl che “Nessuno stava a guardare”. Si è presentato solo alla premiazione il sig. Barazzutti, che è arrivato, ha premiato e se n’è andato.”In definitiva, è l’amara conclusione del nostro Enzo che rispondeva a una domanda di gio92,non mi preoccuperei assolutamente dell’interessamento della FIT.”
15)GRAN FINALE
Concludo con il Divino-come lo chiama Fulvio- Marcos e con Enzo Loiacono. Scrive Marcos in quello che dovrebbe essere la Dichiarazione Programmatica del Tennis Parent:
“ogni genitore, alla nascita di un figlio, è assolutamente privo delle competenze necessarie ad un’equilibrata crescita di un bimbo. nessuno, infatti, nasce genitore. nessuno sa se quel che prova ad insegnare sia buono per suo figlio; nessuno sa se continuare ad insistere su alcuni concetti, o precetti, porti il figlio ad apprenderli, oppure a rifuggirli, per il naturale senso di ribellione, che, prima o poi, tocca a tutti. nessuno sa come calibrare la dolcezza e l’intransigenza, l’educazione al rispetto delle regole e l’educazione alla scoperta della possibilità di rompere le regole, l’insegnamento a credere in se stessi e l’insegnamento a credere nella potenza della collettività, l’insegnamento alla fuga dalle prepotenze altrui e del momento in cui non si deve fuggire, anzi…bisognerebbe essere mostri di pedagogia e sociologia. e, invece, non lo siamo: ogni genitore si aggiusta come meglio può, ricordando gli insegnamenti avuti dai propri genitori, cercando di limarne gli errori, se riconosciuti.così è nel tennis: quando ci si improvvisa coah dei propri figli, si sa di essere ogni giorno sul punto di sbagliare. quando si sa questo, raramente si sbaglia; si preferisce, infatti, assegnare a chi fa il coach di mestiere la crescita sportiva del proprio bimbo, sopportando, talvolta amaramente, anche gli aspetti meno nobili del coach che si è trovato. il maestro di tennis non è pedagogo, nè sociologo; spesso non è genitore. le capacità che deve trasferire sono principalmente tecniche, ma l’aspetto mentale è argomento più delicato, seppur fondamentale per la crescita di uno sportivo.il genitore, se è in grado e se riconosce lacune nella fase d’insegnamento mentale, deve supplire il coach solo in questo.sempre, però, gli insegnamenti che riguardano la sfera caratteriale, l’autostima, il rispetto per gli altri e la capacità di concentrazione sono parte dell’educazione che si cerca di dare ad un figlio a prescindere dal suo percorso sportivo.se si è bravi genitori, quindi, già si è fatto tutto quel che si può fare per un figlio, anche riguardo alla sua crescita sportiva.”
Potrei chiudere qui e invece utilizzo diabolicamente il Maestro Enzo Loiacono, uno dei collaboratori piú prolifici del nostro blog, per accrescere la nostra autostima:“Ma perché i maestri italiani (preparatori fisici compresi) tengono le loro schede di allenamento come fossero segreti industriali? Non è che, forse, scambiando le opinioni e le proprie esperienze reciprocamente, anche con chi non ha il marchio FIT (ma ha fatto anche tanti di quei corsi ritenendoli molto utili, tipo PTR o UISP) si riesca a costruire un tennis italiano più valido a livello di coaching. Per esempio, perché non utilizzare questo eccezionale blog?”

Collegamenti sponsorizzati


839 Commenti a “Bambini prodigio con racchetta.
Come aiutare tuo figlio a diventare campione.
Ottavo riassunto - dal post n.1 al n.608 (ripartiamo da qui!)”

  1. Salvatore Buzzelli scrive:

    Grazie alla famiglia… Grazia per la fiducia che mi accorda, e per avermi solleticato ad esprimermi in un argomento a cui sono molto sensibile: la specializzazione sportiva precoce , perché di ciò si tratta, secondo me, nel caso Virgili, che purtroppo non è un caso isolato nel mondo dello sport in generale e del tennis in particolare.
    Premetto che non conosco nel dettaglio la situazione, ne tanto meno le persone che ne sono coinvolte, quindi non avendo elementi certi per uno spassionato giudizio, mi colpiscono alcune frasi lette nei Post dei signori Heraimo e Fulvio del 29 e 30 luglio scorso, che attirando la mia attenzione, stimolano una personalissima riflessione: “dai 7 anni è seguito ai massimi livelli dai massimi esperti”, “tornei pro all’età di 15 anni”, “il carico di pesi”, “fragile e non ancora sviluppato”, “soffre di mal di schiena”.
    Sviluppando il concetto, devo immaginare che per questo preadolescente (meno di 15 anni per giunta non ancora sviluppato) con un notevole talento tennistico, al fine di aumentarne la capacità di prestazione attraverso l’aumento della potenza e l’incisività dei colpi (per poter partecipare a tornei pro), si sia pianificato e realizzato un lavoro fisico con “sovraccarichi” (pesi), che ha avuto come risultato non secondario una serie di problematiche fisiche alla colonna vertebrale (mal di schiena) che attualmente hanno compromesso la carriera del ragazzo.
    Alla luce di ciò, se non ho interpretato male, mi sento di porre all’attenzione dei frequentatori di questo blog, alcuni spunti della letteratura scientifica a riguardo, su cui peraltro concordano tutti gli autori, per stimolare una riflessione comune:
    1) La massa muscolare è direttamente proporzionale alla forza assoluta posseduta.
    2) Il metodo allenante più redditizio per ipertrofizzare i muscoli è quello che prevede l’uso di sovraccarichi (Milone dell’antica Grecia… docet!)
    3) L’allenamento per l’incremento della forza non è significativo prima dello sviluppo sessuale
    4) Nei soggetti in età puberale ed adolescenziale, l’improvviso aumento dell’increzione di testosterone, determina una migliore allenabilità della forza.
    5) Generalmente, negli organismi in via di accrescimento, la struttura delle ossa, a causa dello scarso contenuto di calcio, è più elastica ma meno resistente alla pressione ed alla torsione; di conseguenza, la capacità di carico risulta ridotta rispetto a quella degli adulti, ed in caso di adolescenti biologicamente “in ritardo”, quindi con strutture fisiche ancora acerbe, questo fenomeno viene amplificato e procrastinato nel tempo (si ricorda che l’ossificazione del sistema scheletrico si conclude tra il 17° ed il 20° anno di età).
    In sintesi si può affermare che generalmente nella fase di vita dagli 11-12 ai 15-16 anni di età, pur essendoci condizioni ormonali favorevoli per l’allenamento della forza, si registra una relativa minore capacità di sopportazione meccanica da parte del sistema scheletrico; ciò impone che laddove si decida a favore dei “pesi”, che il rapporto tra carico e capacità di carico soggettiva sia attentamente valutato e le esercitazioni eseguite con la massima prudenza per evitare l’insorgere di danni a carico del sistema scheletrico ed in particolare alla colonna vertebrale particolarmente fragile in questo periodo auxologico.
    Ammesso e non concesso che, come ipotizza il padre del ragazzo e riferisce al signor Fulvio, i problemi per Virgili derivino dall’essersi sottoposto all’allenamento con i pesi forse esagerato (?), vorrei a questo punto porre l’accento anche su un dettaglio che non è certamente di poco conto ma spesso ignorato e cioè che l’incidenza meccanica causata dal reiterarsi soprattutto di torsioni forzate che la tecnica tennistica impone, produce un eccesso di carico su alcuni punti delle corrispondenti articolazioni, che favoriscono il prodursi di alterazioni precoci di tipo artrosico di notevole significatività quanto più l’inizio dell’attività avviene in età precoce e spesso non supportata da profilassi motoria adeguata (il ragazzo ha iniziato a 7 anni).

    Ognuno è libero di trarre le conclusioni che ritiene più opportune.

    E visto che mi rivolgo a genitori attenti ed impegnati nella ricerca di aiuto per far crescere i loro figli …. come recita il titolo di questo blog, approfitto di questa occasione per permettermi di offrire ulteriori spunti di riflessione.
    Nell’inizio precoce dell’attività sportiva e nella ricerca precoce di specializzazione, esiste il rischio che la costruzione pianificata dell’allenamento, restringendosi ad uno sport, non tenga conto degli aspetti di un allenamento adeguato all’età ed allo sviluppo e/o non sopravvaluti la capacità psicofisica di carico del bambino.
    Inoltre i carichi ed i contenuti dell’allenamento, spesso unilaterali (nel nostro caso la tecnica tennistica) non tengono conto che è necessaria una formazione multilaterale (un patrimonio di movimenti ed apprendimenti motori relativi a varie attività: corsa, salti, lanci, acrobatica, ecc…), in quanto essa rappresenta l’ampia base di esperienze motorie che agevola i successivi carichi di volume ed intensità ed eleva il livello massimale di prestazione finale.
    Quando i carichi unilaterali, vengono aumentati troppo rapidamente, possono condurre ad eccessi di carico per i sistemi interessati per cui se cartilagini, ossa, tendini e legamenti, per esempio, vengono sollecitati in modo esagerato e non fisiologico, si possono presentare troppo precocemente fenomeni di logoramento. Infine allenamenti unilaterali, monotoni e troppo intensivi, possono rapidamente portare ad una saturazione con conseguente ristagno del risultato che sono spesso causa di abbandono dell’attività.
    Inoltre bisogna sempre tener presente che se un bambino o un adolescente viene condotto in età precoce alle massime prestazioni nella sua categoria, non è affatto certo che, da adulto, riuscirà ancora a migliorarsi ed a restare al vertice.
    La scienza sportiva ha già da tempo decretato i tempi ed i modi del procedere con i ragazzi in fase evolutiva, da questi dettami si evince che fino a 10-11 anni l’addestramento trova terreno fertile ed agisce fortemente sulle qualità coordinative, ed in questo il tennis è di per sé una attività sportiva che si autoalimenta incentivando prerequisiti fondamentali quali l’equilibrio, il ritmo, la coordinazione oculo-manuale e podalica, la coordinazione ideomotoria e sensomotoria,ecc…, dai 12 anni in avanti, anche per l’intervento naturale dell’accrescimento, attraverso un allenamento organizzato, utilizzando ricchezza di mezzi, carichi adeguati e progressivi si migliorano decisamente le qualità condizionali (velocità, resistenza, forza e mobilità articolare), ed in combinazione con le qualità coordinative si sviluppano una serie ampia di abilità motorie. Sempre in questa fase è possibile meglio che in altre epoche della vita sportiva, l’apprendimento della strategia e della tattica di gioco, ed in ultimo ma non ultimo, si riesce a canalizzare al meglio l’equilibrio mentale che il gioco, pardon, lo sport tennis esige.
    Alla luce di quanto ormai dovrebbe essere arcinoto, se non c’è il rispetto delle fasi biologiche dell’accrescimento e dell’apprendimento, se si sconvolgono le tappe del processo educativo e si è alla ricerca del risultato sportivo precoce, molto spesso l’esito di questi comportamenti, produce risultati fallimentari sulla carriera e sulla personalità del potenziale tennista di alto livello.
    Certo, ci sono le eccezioni.
    Certo, la tentazione di voler bruciare le tappe per creare il giovane campione è grande.
    Ma i bambini e gli adolescenti sono tali, e non UOMINI IN PICCOLO!
    Sarebbe auspicabile affidarsi da subito a personale specializzato, competente ed esperto e a volte avere anche uno straccio di laurea in uno dei settori sportivi e dell’educazione fa la differenza!.

  2. fulvio scrive:

    caro sig .Buzzelli,ho letto la sua magnifica risposta ai quesiti sul carico o sugli allenamenti dei ragazzi ancora in età..adolescenziale…credo di poter affermare che la sua relazione oltre a essere di una competenza estrema ci aiuta a capire di quali persone potremmo fidarci.allora gli faccio una domanda: la persona che ci ha messo del ‘’suo” con Virgili è tale Dorocenko,per chi non lo conoscesse,un ”luminare” della preparazione penso fisica voluto a tutti i costi nella Fit i,come non credere a quello che ti faceva fare?
    come poter contestargli che l’indiscriminato uso dei pesi su un ragazzo ancora in sviluppo potesse creargli i problemi che sappiamo?
    insomma di chi fidarci?personalemte posso assicurare a tutti che i tantissimi problemi che ha avuto mio figlio di natura muscolare (strappi-stiramenti.infiammazioni-e altre cose ) sono stati brillantemente guariti da una persona che in tanti non conoscono,ma i pochi che hanno la fortuna di saperlo,si affidano senza problemi a lui: il Prof.Parra di Montecatini. Mister Laser come lo chiamano in molti,ecco quello che consiglio io è avere informazioni su come e cosa fare e chi un domani visto che gli sportivi devono convivere con molti problemi di natura muscolare e non a chi affidarsi per le cure e ancora prima per la prevenzione !!

  3. Stefano Grazia scrive:

    The Doc is Back!
    Dopo lunga assenza rientro in possesso del computer e del provider con accesso al blog…La Madre di Tutti i Riassunti l’avevo inviata per email a Ubaldo& Co! Un carissimo saluto a tutti ed entro subito in media re ringraziando il Prof Buzzelli per ilsuo intervento, che sono perfettamente d’accordo con Fulvio. Tempo fa sullo stesso argomento di Virgili affrontato mi sembra nel periodo di Montecarlo, avevo manifestato -da medico- le stesse perplessità di fronte a queste protrusioni discali che lo affliggevano, e chiedendomi chi fosse stato il Preparatore auspicavo che venisse fatto il nome…E non per una volgare caccia all’Untore ma per due motivi: se è vero che è lui il responsabile, era importante che altri Atleti lo sapessero e lo evitassero accuratamente…Se invece sono altri i motivi,le concause, le ragioni sarebbe opportuno che il Preparatore Atletico potesse discolparsi…Sarebbe interessantissimo sentire la sua versione, se esistono altre ragioni o se veramente è stato fatto un errore così marchiano…
    Certo, m’immagino anch’io le difficoltà del profano di fronte al luminare per lo più presentato dalla Federazione…Con che titoli e argomenti uno potrebbe permettersi di dubitare? Con che coraggio?
    In realtà la situazione non è poi tanto dissimile anche nel rapporto Genitore/Maestro-Coach…dove spesso le domande e i dubbi dei genitori vengono stigmatizzati… Che ognuno faccia il suo mestiere, si dice: voi il Genitore,io il Coach, (o il Preparatore Atletico)…
    Ecco, se vogliamo aggiungere una ulteriore sfumatura al ruolo del Genitore, quella che mi sembra più importante è proprio quella di Supervisore, di Controllore del Lavoro Altrui…E se il Coach,il Maestro, il Preparatore Atletico ci vedono come una scocciatura, bè, mi dispiace per loro, ma di necessità si fa virtù…e si cerca di non commettere errori marchiani…Dopo tutto, fare il Medico 300 anni fa era più facile:si poteva somministrare qualunque stronzata e se il paziente moriva era la volontà di dio…L’alfabetizzazione di massa prima e l’accesso alla cultura poi e alla stampa specializzata ha fatto si che il rapporto medico-paziente si sia modificato notevolmente…Certo, qualche volta ci vorrebbe maggiore fiducia, certo: qualche volta si viene a perdere l’effetto placebo che derivava semplicemente dal vedere il Medico, magari assiso sul suo scranno elevato e con la luce che filtrava dalla finestra alle spalle…Ma credo che il fatto che il Paziente abbia una Educazione Sanitaria di Base costringa il Medico di Famiglia a studiare di più e a fare meglio il suo lavoro se non altro anche per non farsi beccare in castagna… Allo stesso modo credo che il Genitore debba scegliere a chi affidare il Coach e il Preparatore Atletico e abbia il dovere di controllarne il lavoro e chiedere spiegazioni senza essere per questo stigmatizzato o trattato con sorrisini di circostanza… E certo, è nell’interesse del Genitore, studiare e capire di cosa sta parlando, seguire gli allenamenti, leggere libri, articoli, vedere filmati, parlare con tecnici e specialisti…Migliorando le sue conoscenze sarà in grado di stimolare anche il Coach da lui scelto…Forse. Ma se il Coach non si sente stimolato, forse è il caso di cambiarlo…

  4. Stefano Grazia scrive:

    Rientrato da poco a Luanda mi era arrivato l’ultimo numero di Tennis Italiano e la mia attenzione era stata attirata da un articolo a pagina 12dal titolo Tra FAVOLA e farsa, firmato da Andrea Scanzi e incentrato su Marion Bartoli…Non so, forse é solo che sono io ad essere particolarmente sensibile sull’argomento Genitori & Figli ma mentre leggevo l’articolo di per certi versi indisponente fin dal titolo, ho provato un senso di malessere e di amarezza. Non so se sono l’unico ma a me é sembrato un pessimo articolo di “malato pettegolezzo a prescindere”, di dietrologia a basso costo, di psicologia accidiosa e quasi invidiosa…
    Ho anche scritto una email alla Redazione della Rivista ma non mi hanno risposto…Ripeto: potrei essere io a sbagliarmi ma mi èe quasi sembrato
    che chi l’avesse scritto avesse vissuto un’esperienza simile ma non di successo, un padre la cui figlia non é diventata una giocatrice e magari lo sta accusando di non averla spinta a sufficienza…Certamente nella realtá Andrea Scanzi non avrá figlie e magari sará solo un ventenne di belle speranze ma onestamente l’impressione che mi ha dato é stata quella. Di uno che deve criticare a prescindere chi ce l’ha fatta e soprattutto con quel fare paternalistico e moralistico di chi é depositario della antica saggezza italiana. Fortunatamente poche pagine piú avanti Riccardo Piatti scrive con tutt’altro tono (e secondo me tutt’altro spessore) della stessa Marion e del Papá, prendendo quest’ultimo come un esempio di Papá Coach riuscito, sia come papá che come coach. Ma allora chi ha ragione? Piatti o Scanzi?

  5. Stefano Grazia scrive:

    In vena di proporre conversazioni stimolanti dopo la forzata apnea….sul Corriere di Oggi leggevo invece un articolo sul «Piccolo Budda»
    Osel Hita, 22 anni, reincarnazione del lama Thubten, che stancatosi del monastero in Tibet e si è iscritto a una scuola canadese di regia…Vi riporto l’articolo di Elisabetta Rosaspina perchè mi ha imposto alcune considerazioni sui bambini che vengono scelti da altri per fare certe cose..eh,si, certo, il paragone,un po’ forzato se vogliamo, è con i nostri figli “scelti” dal genitore (io per primo) per diventare un campione…

    MADRID – Sempre di luce si tratta, in fondo: ma invece di inseguire l’illuminazione spirituale, il «piccolo Budda» spagnolo ha preferito seguire le orme dei fratelli Lumière. E darsi al cinema. Osel Hita, la cui vicenda ispirò il regista Bernardo Bertolucci, ora ha 22 anni e, quando nacque, con un parto quasi senza dolore, in un ospedale di Granada, il 12 febbraio 1985, era un bimbo stranamente sereno e placido: non piangeva mai, era radioso. Perciò fu chiamato «Osel», luce chiara in tibetano, e fu riconosciuto dal Dalai Lama come la reincarnazione del lama Thubten Yeshe, morto undici mesi prima in California.
    I genitori di Osel, ora divorziati, appartengono alla comunità buddista locale e a metà degli anni Ottanta decisero con entusiasmo di assecondare il disegno divino, avviando il piccolo al suo destino di futuro leader del buddismo tibetano in Occidente. Osel, a 14 mesi, era diventato il primo bambino spagnolo riconosciuto come reincarnazione di un lama, ma questo comportava per lui la vita monacale, una dura disciplina, 16 ore di studio al giorno e nessuno svago tipicamente infantile. Doveva abbandonare la famiglia e crescere tra preghiere e meditazione. Già a 8 anni, nel 1993, Osel scrisse una lettera dal monastero tibetano di Sera a sua madre, chiedendole di venire a riprenderlo.
    Maria Torres ne discusse con il marito Paco, che decise di partire con un altro dei suoi figli, Kunkyen, anche lui monaco consacrato, per andare a tenere un po’ di compagnia al suo bimbo lama in crisi. Ma quella vita proprio non faceva per Osel. Che, a 18 anni, aveva voglia di una strada diversa, meno elevata magari, ma un po’ più «normale», e possibilmente percorrerla in moto, come tutti i suoi coetanei. Contro ogni aspettativa e ogni segnale celeste, Osel voleva seguire la sua grande, terrena passione: il cinema. Se qualcuno ha cercato di dissuaderlo, lo sa soltanto lui. E in ogni caso non c’è riuscito: dopo aver lasciato il monastero, Osel ha vissuto un po’ a Ibiza con sua madre, poi ha viaggiato per gli Stati Uniti e l’Europa e ora si è iscritto a una scuola di regia cinematografica in Canada. La decisione di lasciarsi alle spalle la facoltà di filosofia buddista metafisica e dialettica del Tibet non è definitiva né irrevocabile: in qualunque momento, Osel può tornare alla vita monastica e per i tibetani resterà una guida spirituale. Anche se Hollywood dovesse conquistarlo per sempre.

    Leggendo l’articolo si simpatizza ovviamete con Osel, condannato da un destino più grande di lui, e quindi anche coi nostri figli condannati spesso dai nostri sogni che non sono necessariamente i loro,ma al tempo stesso non si prova quella strana malinconica sensazione nel vederlo abbandonare la via del predestinato? E se fosse stato davvero il…? Allo stesso modo, m’immagino il dispiacere di molti genitori nel momento in cui il figlio troverà il coraggio per dir loro finalmente: basta, non ne posso più, voglio suonare la chitarra,fare il rapper, l’attore, il veterinario, il ragioniere, il cardiochirurgo…E magari qualcuno di loro chissà avrebbe davvero potuto essere The One!
    Il punto dolente è questo: non ho alcun problema ad accettare scelte diverse da parte di mio figlio a 12-14-16 anni, il problema è che per emergere in un qualsiasi sport non puoi decidere di farlo a 14-16-18,qualcuno deve averlo già deciso per te…Giusto o sbagliato che sia. E qualche volta,anzi spesso,anch’io ho i miei dubbi…E non se mio figlio sarà o meno un campione, quello è assolutamente secondario: i dubbi vertono sul se sia giusto o meno sacrificare le vacanze al mare, ai monti, all’estero per vacanze monotematiche di tennis…Imporgli l’academy in Florida, a Sanremo o a Merano invece che portarlo allo Stelvio a sciare o al campeggio libero nel Deserto degli Agriates in Corsica…O in Jamaica a fare windsurf…O in Sardegna, chiaro… Tutte quelle cose che facevamo noi da ragazzi…

  6. fulvio scrive:

    io penso invece che quando raggiungerà la maturazione ,anche se non giocherà più,ti ringrazierà per l’esperienza e la dedizione che hai avuto nei suoi confronti.in fondo anche tu potevi andare a sciare allo stelvio o a vedere i fondali delle maldive in quel periodo.a volte anche io mi sono posto il problema: sarà contento mio figlio di quello che GLI FACCIO FARE?ci ho perso tante notti a pensare se era giusto o sbagliato,poi 1 mese fa quando era da solo a barcellona a casa sua,mi ha scritto una letteremail,lho aperta e sul titolo cera scritto: papà ,mamma…VI ADORO!!
    spiegando a noi che la vita che sta facendo per lui è la cosa più bella che potesse immaginare, ringraziandoci degli enormi sacrifici che abbiamo e stiamo facendo per lui.bè non posso negarvi che una lacrimuccia è ..scappata anche a me,io che quando perdeva e non si impegnava ero il primo a alzare la voce,a dirgli che se continuava a comportarsi male in campo lo avrei fatto smettere.ora a 20 anni che devo fare se non dirgli…grazie fabio .comunque andrà la sua carriera mi ha fatto capire che gli sforzi fatti ma me e mia moglie non sono stati vani,che lui ha fatto quello che sognava di fare.
    quindi caro stefano non preoccuparti per quello che farà ,ma del come saprai farglielo fare,al massimo visto che proprio ieri ho parlato col tuo amico Parodi,lo butterai nell’oceano con una bella tavola da….surf!!!!

  7. Stefano Grazia scrive:

    Fulvio, L’unico che ha diritto di parlare per cognizione di causa!…GRAZIE DI CUORE…E ti confesso che la lacrimuccia, a leggere il tuo post (e all’interno del tuo post l’email di tuo figlio) è scappata anche a me e mia moglie (che sono andato a svegliare per farle leggere quanto scrivevi…)…
    GRAZIE ANCORA…E salutami Parodi (ma quale dei tre? Papà Nitto o i due figli Coaches Adriano o Igor… Ma pensa, lavoravamo tutti in Jamaica fra l’84 e il 90 e non li ha fatti andare alla Bollettieri!!! Non lo ammetteranno mai,soprattutto Mamma Franca, ma secondo me è stata un’occasione mancata…i classici due piccioni con una fava: papà in Jamaica, Mamma e Figli a Bradenton (invece che a Celle): ogni due o tre week end il Papà poteva andare a trovarli o viceversa…Igor a 14 era osservato speciale a Riano…Mah, secondo me è stata un’occasione persa, anche perchè ci sarebbe stato il vantaggio di essere più vicini e non separati da un oceano (Kingston-tampa son 2 ore di volo…)…l’unico che mi dia sotto sotto ragione credo sia Adriano… A parte ciò, magnifica famiglia: l’ho già scritto, ma vedendo Nitto giocare coi due figli quando mi vennero a trovare a Lagos mi diede l’ispirazione…se avessi mai avuto un figlio-e allora nemmeno ci stavo pensando- mi sarebbe piaciuto crescerlo così, allenarlo io o almeno, faticare e divertirmi sul campo con lui di modo che un po’ con l’esempio e un po’ per il normale spirito d’emulazione figlio/genitore lui si potesse appassionare… Ogni tanto,dicevo, qualche dubbio affiora, specialmente in quei periodi in cui magari anche per motivi secondari (siamo per esempio nel bel mezzo d’un trasferimento) si è meno pazienti e tolleranti verso certi atteggiamenti d’indolenza (vera o finta che sia…sto parafrasando Ubaldo!) sul campo, ma quello che mi hai scritto: primo, davvero mi onora e secondo: mi rincuora…E hai ragione, sotto sotto è davvero quello che ha mosso i nostri passi fin dall’inizio…che nostro figlio un giorno, diventato o meno un campione, ci possa comunque scrivere un email come quella che tuo figlio, che un campione lo è diventato, ha scritto a te e tua moglie. E grazie quindi per aver condiviso con noi questo momento.

  8. Stefano Grazia scrive:

    Ciò detto, voglio premettere una cosa: al 99%mio figlio NON diventerà MAI un Campione. Per tutta una serie di motivi: fisici (al massimo arriverà a 176-178 e se ci va di lusso), mentali (maturerà ma non mi sembra avere quella vis agonistica propria del campione di razza),sociali (vivendo all’estero si è abituato ai lussi e agli agi che in realtà non ci appartengono e soprattutto non appartengono a chi deve vivere di blood sweat & tears). Di questo ne sono, ne siamo consci anche se può sembrare dai nostri discorsi tutto il contrario. Inoltre non abbiamo uno straccio di risultato a giustificare quanto fior di tecnici & coach avrebbero visto…io temo davvero di avere fra le mani il tipico giocatore che durante la settimana del corso di tennis vince il premio per il più bello e bravo stilisticamente e poi nel torneino di fine corso perde al primo o secondo turno.
    Quindi, se fosse per i risultati sarebbe meglio lasciar perdere… Ma abbiamo sempre detto che a 10 anni èquasi meglio vincere poco e continuare a migliorarsi. Un po’ per questo e soprattutto perchè continuo a ritenere la pratica di uno sport agonistico un ottimo mezzo educativo, fino a 13-14 anni questa è la strada…Un po’ più esasperata di altri, lo ammetto (ma ricordate che noi abbiamo rinunciato alla Bollettieri per via della Scuola che non ci piaceva, almeno non in questa età) e comunque ricordate che per esempio in questo momento Nicky gioca solo un’ora al giorno e fa poi 45′ di atletica 2-4 volte a settimana….
    L’ho voluto scrivere e sottolineare perchè temo coi miei Posts alcuni dei quali finiti con tanto di foto su 0 15- di avergli creato intorno aspettative eccessive: non dico in lui ma in altri che magari credono che sia un Quinzi e invece c’è la stessa differenza che fra il cielo e la notte… Certo, a 17 aa una scholarship per il college è sicuramente nelle sue possibilità ma per il momento queste sono le nostre aspettative. E l’email di ringraziamento che mi aspetto è proprio da lì, da un Academy e dal College poi, non da un torneo ATP.
    MA PROPRIO PER QUESTO PERO’ CREDO SI DEBBA COMUNQUE NON RINUNCIARE E FARE IN FONDO TUTTO IL PERCORSO in ome di quello che dicevano Clerici e Tommasi: in Italia non mancano i Campioni, mancano i Genitori dei Campioni…
    In questo, e solo in questo, oso accostarmi al papà di Fabio Fognini e non perchè mio figlio al momento lasci intravedere le possibilità che probabilmente in Fabio (o Miccini)già a 10 anni si intuivano.
    Però sempre meglio una rigida educazione sportiva che la vita di molti figli di espatriati che bighellonano senza arte nè parte nelle loro Prigioni Dorate (i compounds dove vivono), passano ore davanti alla PSI o peggio davanti alla TV a vedere wrestling e al massimo giocano a calcio nel campetto della scuola internazionale o del proprio compound, senza comunque alcuna velleità di entrare a far parte di una squadra locale (Nicholas è forse lunico che ha amici angolani: i ragazzini del Circolo di Tennis…
    Vero: c’è bisogno di tanto intanto nella vita del Bambino di un po’ di sano ozio… Ma non esageriamo,però.

  9. Stefano Grazia scrive:

    BTA…BBTC…VDM…No, non sono obbligazioni bancarie…
    Diario Italiano di un vagabondo della racchetta

    E dopo quelli Africani,Americani e Australiani continuo questa volta con un meno eclatante, dal punto di vista del titolo, ma non meno avventuroso, Diario Italiano… Il fatto é, e dovete capirmi, che mancavo dal suolo natio da quasi due anni e sono partito da Luanda pensando di farmi questa volta una bella vacanza in Italia, al seguito di mio figlio Nicholas, 10 anni, al quale avevamo designato una estate tutta incentrata sul tennis. A differenza degli altri anni infatti non avevamo previsto il solito viaggio in Florida perché, come chi legge 0 15 ormai sa quasi a memoria, pensavamo di eventualmente di fargli finire il ciclo delle elementari negli Stati Uniti o al massimo in Australia, cogliendo i classici due piccioni con una fava: ottima scuola in un “full english environment” e allenamento di qualitá ovviando cosí alle carenze della situazione tennistica angolana e in particolare alla mancanza di un calendario di tornei giovanili.L’idea era quindi di seguire Nicholas in giro per tornei, circoli ed Academies in Italia (Bologna Tennis Academy con Cesare Zavoli, Bob Brett Tennis Center, Van Der Meer a Merano con Luigi Bertino) magari alternando con una settimana di sci estivo e una al mare, e di farci cosí un’idea del panorama giovanile tennistico italiano. Ma come si suol dire avevamo fatto i conti senza l’oste. Da Luanda ero infatti partito con un contratto in scadenza a settembre 2008 ma dopo nemmeno una settimana dal mio rientro in Italia sono stato raggiunto dalla notizia che, per motivi troppo lunghi da spiegare ma essenzialmente burocratici (la legge angolana non permette agli espatriati che lavorano per le Oil Company un soggiorno superiore ai tre anni e pare che con me avessero giá fatto un’eccezione visto che stavo per cominciare il quinto) che a Settembre avrei mutato sede lavorativa, destinazione ancora ignota, essendo medico e non un operatore petrolifero vero e proprio i miei erano sicuri che non sarebbe stato un problema rinnovare e mi avevano infatti detto: parti tranquillo! E infatti… per cui a un certo punto mi ero davvero sentito, in giro per tornei ed academies a parlare di tennis, come gli orchestrali sul Titanic che continuavano a suonare mentre la nave andava a fondo… Non è che fossi preoccupato per il mio lavoro, un posto da qualche parte me lo avrebbero comunque trovato ma ovviamente quando c’è di mezzo una famiglia e un bimbo, quando ci si deve trasferire subentrano tutta una serie di prioritá…che esulano dalle finalitá di questo diario e che dunque vi risparmio, ma era solo per darvi un’idea …(e comunque per non lasciarvi nell’angoscia: ho saputo proprio oggi che ritornerò “to the place where I belong”…la Jamaica? No,magari…la Nigeria, Lagos…E sono contento: dicevo sempre che sarei tornato a Lagos domani…a piedi! e invece la Compagnia mi ci manda addirittura in aereo!) Insomma, non mi son goduto come avrei voluto le vacanze italiane ma é stata egualmente un’esperienza molto interessante, questa mia prima estate immerso nelle profonditá oscure del junior tennis italiano… eh si, perché questa é stata la mia prima volta in Italia al seguito di mio figlio Nicholas, Under 10, un passato giá denso di esperienze tennistiche africane americane australiane-per quelli che non avessero avuto la pazienza e la voglia di leggere i precedenti post da cui sono state tratte poi le famigerate storie su 0 15 -ma praticamente a digiuno di esperienze italiane.
    Per esempio, il mio primo torneo Under 10 in Italia é stato…bé, quite…interesting, direbbero gli inglesi… con momenti esaltanti (combinazione vincente con risposta di dritto seguita da swing volley devastante in campo aperto), paradossali (3 gironi Round Robin, passano i vincenti e il miglior secondo…poi un genitore parlotta col giudice arbitro e si decide che a passare saranno i vincenti e i tre secondi…Il che era anche giusto in partenza ma guarda caso, il figlio di quel genitore non sarebbe stato il miglior secondo…), imbarazzanti (qualcuno che riconosce Nicholas dagli articoli su 0 15), surreali (quando Nicky sbatte la racchetta per terra disgustato durante i palleggi preliminari…di un incontro poi vinto 61 61…),commoventi (l’amicizia di Nicholas con un ragazzo down innamorato del tennis che a bordo campo faceva il tifo per lui), felliniani (quando dopo aver gridato ad un cambio di campo: “bravo Nicky,su,è una bellissima partita, state giocando bene tutti e due, lui è bravo: sono queste le belle partite da giocare e vincere!”mi sono beccato un warning per coaching!) Tra l’altro ho visto anche un bambino sul campo adiacente mettersi a piangere durante uno scambio…per scoprire poi che piangeva perchè da 4/0 l’avversario aveva rimontato a 4/2…Il Giudice Arbitro si scoccia e lo richiama e il Genitore dell’Avversario gli fa: Suvvia, non faccia la Mamma…(Come dicevo, …quite interesting!)

    Vi dicevo delle Academies in Italia: ce ne siamo fatti una scorpacciata e mi sono anche meritato delle critiche sul Blog da vari Addetti ai Lavori che mi rimproveravano la mancanza di un punto di riferimento tecnico e di trasformare mio figlio in un tester di academies ma al di lá delle ragioni dei miei detrattori, tutte giustificate e con un fondo di veritá, io contrappongo la perfetta riuscita di quest’estate: Nicholas alla fine ha giocato solo dtre tornei e pur giocando scampoli di gran tennis e vincendo alcune partite, non ha ancora alcun trofeo in bacheca ma é stato visto da alcuni “federali” che si sono espressi molto positivamente, si é procurato uno sponsor per le racchette, Head, ed é stato messo sotto radar da un paio di coaches. La via scelta era diversa: non attraverso le vittorie in tornei, vittorie che obiettivamente non potevano venire data la mancanza di esperienza e fisicitá, ma attraverso la qualitá dei fondamentali e il possesso di un gioco che se continua ad evolvere potrebbe (condizionale, mi raccomando,condizionale)permettergli di vincere domani.

    Ricapitolando, rivediamo un attimo:

    BOLOGNA TENNIS ACADEMY (BTA)
    BOB BRETT TENNIS CENTER (BBTC)
    VAN DER MEER (VDM)

  10. Stefano Grazia scrive:

    BTA

    Sul pericolo di privare mio figlio di un Punto di Riferimento … In realtà il punto di riferimento in Italia noi lo avevamo subito trovato in Cesare Zavoli e nella sua Bologna Tennis Academy che da un paio d’anni ha trasferito dal Circolo del Dopolavoro Ferroviario al Circolo Siro e che dirige in società col Prof Salvatore Buzzelli, con la collaborazione del Maestro Paolo Lubiani (si,proprio il padre di Francesca, ex top 100) e dei preparatori atletici Emanuele Tendi ed Elena Buzzelli senza dimenticare la moglie di Zavoli, Loredana, vero e proprio factotum della BTA. Cesare Zavoli nell’ambiente è molto noto e in passato ha allenato fra gli altri la Garbin, la Camerin e la Lubiani. Esaurita quella esperienza Zavoli preferisce ora concentrarsi sulla “formazione del giovane tennista” e la sua manifesta intenzione è appunto quella di colmare la lacuna che esiste fra l’addestramento di base della SAT e l’agonismo vero e proprio. Di questo ci eravamo immediatamente accorti l’anno scorso quando dopo un penoso rimbalzare di Circolo in Circolo alla ricerca di un ambiente dove far allenare Nicholas mentre eravamo a Bologna, l’unico che ci era sembrato avere affinità elettive con noi e col nostro modo di pensareera stato proprio Cesare.
    Zavoli ha inoltre avviato una interessante collaborazione tecnica con il Centro Federale di Tirrenia e segnatamente con Giancarlo Palumbo, il responsabile nazionale Under 16, che presenzia a cadenze regolari gli allenamenti e tramite il quale si allenano alla BTA anche allievi di interesse nazionale seguiti dalla FIT quali Eros Siringo e A.Grimalska. Inoltre quest’estate anche la allora numero 21 del mondo Tathiana Garbin si preparava atleticamente-e questo all’epoca era uno scoop-, fra uno Slam e una Fed Cup, col Prof Buzzelli. Fra gli allievi del circolo Manuel Righi, A.Magotti e F.Andreetti(U 14) e A.Patracchini,T.Bordoni, E.Corsini, tutti Under 16, e Oana Golimbioschi, numero 700 WTA e quel matto di Davide Zucchini, un 2/5 di vent’anni dalla simpatia contagiosa che é divenuto subito,ahilui!, uno dei favoriti di Nicholas.Purtroppo Nicholas é l’unico bambino di 10 anni e questo gli ha creato qualche difficoltá di ambientamento in particolare col Gruppo di Ferrara, tutti 14enni ed oltre, costretti a volte a sopportarlo sullo stesso campo ben oltre il limite-e a volte so per esperienza quanto possa essere fastidioso… Ma al tempo stesso é diventato il beniamino di alcuni dei giocatori piú grandi, in particolare di Eros Siringo.Uno dei punti di forza dell’Academy a mio parere, oltre alla proficua collaborazione con Palumbo, é il Prof Salvatore Buzzelli, ex decathleta di livello nazionale prima che un incidente in moto gli tarpasse le ali e autore giá negli anni 80/90- quando la figura professionale del Preparatore Atletico non esisteva, almeno in Italia,-di articoli e perfino DVD antesignani sulla Preparazione Atletica del Tennista (basati sulla esplosività) e fra i primi ad utilizzare sistemi di allenamento personalizzato che utilizzavano il computer. Quello che differenzia, secondo noi ed ´solo la nostra opinione,sia chiaro, l’Academy di Zavoli e Buzzelli dagli altri Circoli è soprattutto il fatto che fin dall’inizio sembra quello che davvero è: un posto dove ci si allena. A fare la differenza è anche l’approccio di Cesare Zavoli al mondo delle competizioni giovanili: Zavoli e Buzzelli non stanno solo sul campo ad allenare ma battono in lungo e in largo la regione cercando di andare a vedere i ragazzi in torneo, come si comportano, che problemi hanno, come cercano di risolverli. Si tratta di una preparazione orientata davvero alla competizione e comincia fin dalla programmazione, e questa atmosfera la si respira appena si entra al Circolo.L’anno scorso non avevamo potuto che spendere pochi giorni ma quest’anno, durante la nostra permanenza a Bologna, Nicholas ha in pratica vissuto mattina e pomeriggio alla BTA e questo gli ha fruttato la possibilitá di essere visto anche da Palumbo che di tanto in tanto, a cadenze piú o meno settimanali, presenzia a qualche allenamento.

  11. Stefano Grazia scrive:

    BOB BRETT TENNIS CENTER a SANREMO
    INTENSITA’ + QUALITÁ

    Bob Brett deve essere uno che bada molto al sodo e se ne frega del marketing…voglio dire,alzi la mano chi ha mai sentito parlare del suo Centro tennis a Sanremo… Si,magari gli Addetti ai Lavori o gli aficionados assidui divoratori di rviste e siti superspecializzati, ma i Comuni Mortali?…Difficile trovarne la pubblicitá sulle riviste patinate… Noi lo veniamo a sapere solo perchè ci finisce a lavorare come Coach l’ottimo Adriano Parodi, il figlio del mio Capo Cantiere quando avevo la fortuna di lavorare come Medico per l’Ansaldo a Kingston,in Jamaica…Bei tempi, ma allora cavalcavo le onde fuori dal reef di Hellshire Bay con una tavola a vela e mi atteggiavo a Guerriero della Schiuma guardando con malcelato snobbismo alla tribú dei gesti bianchi … ben lontano dal solo immaginare che di tutti gli sport uno dei più brutali ed epici è certamente il tennis, e non è nemmeno uno sport di contatto… Ma sto divagando. Insomma, al momento di programmare l’Estate Tennistica di Nicholas avevo cominciato a chiedere in giro e quasi per caso, dopo che avevo già prenotato una settimana qui e due là, ecco che Nitto Parodi,che in Jamaica invece di andare in windsurf nel tempo libero giocava-e bene-a tennis, mi scrive: ma scusa, perchè non provi da Adriano? Lavora con Bob Brett a Sanremo…. La mia reazione é stata del tipo: ah,perché, Bob Brett ha un Academy in Italia? E dopo aver mandato due accidenti ad Adriano che io credevo ancora in Belgio al circolo dove si allenava anche la Henin, mi son messo in contatto con lui che ha subito stimolato l’interesse con racconti di 6 ore quotidiane di allenamento (conosce bene il suo pollo) e mi ha dato un nome, Sanja, da contattare. Che non è,ovviamente, Sanja Mirza che pure figura fra i nomi di spicco che si sono allenati al Centro.Comunque, anche senza Adriano lo stesso nome di Sanja emerge, con indirizzo email, dal sito http://www.bobbretttennis.com con alcune-sobrie, molto sobrie -informazioni. Comunque scrivo una lunga email in inglese che rimane a lungo senza risposta. Finalmente Sanja riesce a trovare un minuto di tempo e ci comunica,ovviamente in perfetto italiano, che poichè la filosofia rigorosa di Bob Brett è quella del numero chiuso, cioè di non accettare più studenti di quelli che possono stare sul campo, è rimasto un buco solo in una settimana, la prima di luglio, prendere o lasciare. Prendiamo, fidandoci più di Adriano che di Bob Brett, immaginandolo come semplicemente un Nome e non una entità reale…Mai ci saremmo potuti sbagliare maggiormente. E non su Adriano, che rimane un grande, ma su Bob Brett, che come andrete presto a scoprire, era sempre presente tutti i giorni anche lui, distribuendosi equamente su tutti i campi e non facendo distinzione fra Marin Cilic,diciannovenne di 195 cm e giá top 100, e Nicholas Grazia, 134 cm, e ancora nessun torneo, neanche quello Under 10 di Mirandola, in bacheca… E comunque procediamo con ordine: arriviamo a Sanremo di Domenica e saliamo lungo gli stretti tornanti o meglio carrugi che portano al bellissimo Circolo Solaro…E quando dico bellissimo, non scherzo: tutti sostengono che sia uno dei più belli se non il più bello in assoluto della Liguria… La Cittá dei Fiori mi ha lasciato piuttosto freddino,devo dire, e se la devo salvare, la salvo per il Circolo…In collina, appoggiato su piú terrazze, fantastica vista sul mare lontano in basso…Comunque entriamo e vigliacco se si trova anche un pur solo minimo accenno o riferimento al Bob Brett Tennis Center… Niente di niente, non una insegna, non una indicazione, non una semplice targhetta alla porta della segretaria… Chiediamo in giro ed é una salva di “ah si, sono qui, ma io non ne so niente…si, l’Ufficio c’é ma adesso non c’é nessuno…”. E non c’é nemmeno una targhettina sulla porta dell’Ufficio di Sanja. Insomma, ben presto capiamo che “Quelli della Bob Brett” sono ospiti, ospiti magari non dico mal sopportati ma forse nemmeno troppo amati – la mia magari è solo un’impressione di utente e trattatela come tale. Insomma, io mi sarei aspettato un bel banner del tipo: “Welcome to Circolo Solaro: Proud Home of BBTC” e invece niente di tutto questo…Bob Brett affitta i campi (da 5 ad 8) e ha per contratto diritto ad averne sempre almeno tre in terra. La collaborazione finisce lí, le gestioni sono completamente differenti da un lato il Circolo con la sua Scuola Maestri, dall’altro Bob Brett e il suo Staff di 5-7 Maestri o Coaches (FIT o PTR). Questa dicotomia o piccola competizione interna ogni tanto traspare, specialmente quando ci sono problemi di campi a causa del vento o di un torneo, ed é forse l’unica nota un po’ stonata che non inficia minimamente la qualità dell’allenamento ma crea di tanto in tanto qualche piccolo disagio. E comunque le note negative si esauriscono qui: d’ora innanzi mi sentirete solo tessere lodi sperticate- se si esclude l’impossibilità al Circolo di farsi un Cappuccino prima delle 9! Dunque Nicholas ha giocato tutta la settimana in gruppetti variabili mai superiori a quattro giocatori per campo spesso di tre e qualche volta anche di due. Per ogni campo, sia che i giocatori fossero due,tre o quattro, c’era sempre un Coach e-udite udite-a turni regolari arrivava poi Bob Brett in persona che racchetta in mano si metteva a palleggiare con ognuno di loro, Bob Brett,dico, l’allenatore di Becker ed Ivanisevic, mica un pinco palla qualunque.. Una cosa così non mi era mai capitata di vederla in tanti anni di frequentazioni di Academies dove spesso il Giocatore o Coach Famoso che da il nome alla struttura é solo una presenza fugace o comunque si occupa solo della “star” quando non é in giro per il mondo. Bob Brett no, ogni mezzora si spostava al campo adiacente e prendeva in mano le redini dell’allenamento, facendo il feeding al cesto o rispondendo a rete al volo ai colpi da fondo, dando suggerimenti ad ognuno e consigliando anche il coach di turno. Persona molto pacata e serena, sempre sorridente, sempre pronta a salutarti e non restia a dialogare col genitore…Mentre stavamo parlando suona il cellulare: “Sergey! Che piacere…No, non mi disturbi affatto: ho sempre tempo per Mr Bubka!” L’AVRETE RICONOSCIUTO ANCHE VOI: era Sergey Bubka, uno dei piú grandi atleti di sempre, campione olimpico e demolitore di record a ripetizione nel salto con l’asta…Suo figlio, da poco uscito dal mondo junior, si allena al BBTC. E mentre i giorni passavano baciati da un clima perfetto per il gioco del tennis-mentre nel resto d’Italia si crepava dal caldo in Liguria c’erano 20-25 gradi- l’impressione ricavata fin dal primo training mattutino non faceva che consolidarsi: in pratica fanno 3 ore + 3 ore, due di tennis e una di preparazione atletica e alle 13 i ragazzi pranzano tutti insieme, facendo cosí gruppo molto facilmente, nel bar ristorantino sopra i campi, l’unica area del Club che sembra riconoscere ufficialmente la presenza dell’Academy. Nicholas si é facilmente inserito fin dal primo giorno, aiutato probabilmente dall’ambiente internazionale: croati, russi, francesi, cinesi, americani, irlandesi,svizzeri, etc etc e solo qualche raro italiano. Tutti i giocatori visti sul campo nella settimana di luglio, da Cilic al gruppetto di bambini di 8-9 anni, erano ai diversi passaggi di un unico percorso: quello che porta almeno a tentare di diventare un professionista. Non vi erano insomma bambini capitati lí per sbaglio: il livello e l’intensità erano molto alti e la qualità dell’allenamento superiore. Qualcuno si lamentava della mancanza di un programma vero e proprio nel senso che ogni volta che si arriva sul campo non si sa bene che cosa si andrá a fare: Bob decide ogni sera e spesso, preso da improvvisa ispirazione, modifica i programmi e la composizione dei gruppi. Però questa cosa, se da un lato impegna non poco lo staff, dal punto di vista del Genitore potrebbe essere un pregio,anzi lo è sicuramente, perché vuol significare una costante attenzione. Certo, questo era uno stage estivo, suppongo che durante l’anno vi sia programmazione e periodizzazione. L’unico difetto semmai é la mancanza di un Preparatore Atletico vero e proprio e qualche volta l’ora di atletica eccede nella parte aerobica, con mezzora di corsa per tutti, per esempio, non facendo differenza fra il giocatore ATP, la ragazzina e il bambino. Ma questo é successo solo un paio di volte e per il resto i ragazzi hanno lavorato molto con coni, scalette, palla medica in circuit training il piú possibile fantasiosi e stimolanti. In conclusione dunque l’esperienza é stata particolarmente proficua per Nicholas che si é allenato veramente bene,con ottima “attitude” e soprattutto divertendosi visibilmente: avremmo potuto scaricarlo alle 8 e riprenderlo alle 18 senza problema alcuno. Davvero, dovessi giudicare con una sola parola la settimana che Nicholas ha trascorso al Bob Brett Tennis Center l’unica che mi viene in mente é:eccellente. Onestamente non ho idea se questo di Bob Brett sia il segreto meglio conservato di tutta la Liguria tennistica: non so nemmeno se un servizio come questo, indubbiamente entusiasta, gli possa far piacere…l’impressione é quasi che non voglia nemmeno ingrandirsi, che non ne abbia bisogno, con i suoi contatti, cosí si bisbigliava ai tavolini della Terrazza sopra i campi, con la Federazione Canadese e con quella Croata… Da l’impressione di un tipo alla mano, rilassato, sicuro di se, sempre sorridente… L’ultimo giorno vengo via dall’assistere al match di mio figlio con uno dei migliori Under 12 Canadesi,12 aa appena compiuti, perchè l’impunito non si accontenta di giocarsela (sono 4/4 soprattutto per via degli unforced errors del più grandicello) e ad ogni punto perso sbatticchia la racchetta per terra costringendomi a minacciarlo di farlo uscire dal campo…Me ne vado per non doverlo fare davvero e perchè è meglio che impari da solo a gestirsi e incontro Bob Brett che ci fa i complimenti,ci spiega cosa ha cercato di migliorare, dove dovrebbe lavorare (giocare più tornei) e per quanto riguarda l’ira funesta ci dice di non preoccuparci : se la rabbia gli serve per elevare il suo gioco, non è un problema…-le stesse cose le dice anche Gilbert a proposito di Murray, la stessa cosa ce la dirá anche Bertino. Ci accorgiamo cosí che non abbiamo ancora pagato, é sabato, Sanja é giá scappata per il week end e l’ufficio é chiuso…”No problem, sorride Bob Brett, pagherete la prossima settimana…scrivete a Sanja, vi manderá i dati per il bonifico….” Tutto cosí tranquillo, famigliare, fiducioso nel fatto che noi sicuramente, al suo Centro, ci torneremo.

  12. Stefano Grazia scrive:

    VAN DER MEER WORLD CLASS TRAINING CENTER a MARLENGO

    Rientrati da Sanremo a Bologna, dopo un’altra settimana spesa alla BTA questa volta ci dirigiamo, come da programma preparato mesi prima, a Merano o meglio e piú precisamente a Marlengo dove ha sede il Van Der Meer Training Center Europeo dove nel mese di Luglio da ormai una quindicina d’anni si tengono i corsi denominati World Class Training di Luigi Bertino. Anche qui ci arriviamo tramite uno dei figli dei Parodi, questa volta Igor, Maestro FIT e PTR, che da sempre mi ripeteva che in Italia per i bambini il non plus ultra era il Maestro Luigi Bertino di cui lui ha una stima che sconfina nella venerazione sia come tecnico che come persona.Chi sia Luigi Bertino non é un segreto per tutti quelli che masticano un po’ di tennis:collaboratore di Riccardo Piatti e Pino Carnovale ai tempi del Circolo Le Pleiadi di cui é stato Direttore Tecnico, ha curato e seguito la preparazione tecnico-agonistica di molti giocatori professionisti ed é considerato un profondo conoscitore dei piú moderni metodi di allenamento, specializzato nella preparazione tecnica ed agonistica dei giocatori juniores. Considerato uno dei migliori Docenti del PTR e autore di numerosi articoli che compaiono sulle piú importanti riviste specializzate, attualmente é Direttore Tecnico Regionale FIT per il Piemonte e svolge la sua attivitá come Direttore Tecnico del Tennis Club Monviso di Grugliasco (TO). Ma, e questo é molto importante secondo me, ha anche visitato e lavorato nelle migliori scuole di tennis del mondo e per esempio nel 1990 ha conseguito la qualifica di “International Coach”, presso la Nick Bollettieri Tennis Academy di Bradenton-USA.
    Bene, l’anno scorso Nicky era ancora troppo giovane per il programma agonistico World Class Training alla Van Der Meer Tennis University Europa di Marlengo (BZ). -l’etá minima richiesta é 10 anni- e quindi eccoci qui, quest’anno, per quello che giá da tempo era considerato il clou della stagione estiva. Il clou anche e soprattutto perché per la prima volta Nicholas sarebbe stato lasciato solo. Infatti tutte le volte che siamo stati da Bollettieri o da Pat Cash o in qualsiasi altro Centro, uno dei due genitori era comunque presente, un po’ per osservare ed imparare le metodiche d’allenamento, un po’ perché in effetti, per quanto Nicholas sia stato precocemente esposto ad una vita diciamo cosí di viaggi ed avventure, otto-nove anni sono pur sermpre pochi per lasciarlo completamente in balia d’estranei. Ma anche perché il bambino tennista lasciato solo nelle grandi Academies finisce spesso anche per essere trascurato e magari non ricevere le attenzioni che giustificano il prezzo del biglietto. Confortati dalla presenza di Igor e dagli ottimi riscontri durante l’anno quando aveva cominciato a dormire nei week ends a casa degli amici di scuola, avevamo dunque deciso di portarlo alla VDM e di rimanere due,tre giorni in zona anche per vedere come si comportava e poi… di abbandonarlo al suo destino! Per poco invece non lo dovevamo riportare via subito perché dopo una notte era giá venuto ai ferri corti col suo compagno di camera, poi divenuto uno dei suoi migliori amici, che non sopportava la sua eccessiva esuberanza e smania del palcoscenico. Anche ai Bertino e Signora, che si occupa dei ragazzini durante il mese dal punto di vista logistico, al primo impatto Nicholas doveva essere sembrato un arrogante e viziato selvaggio snob (se esiste un animale di questo tipo). Contro ogni più ottimistica previsione invece ne sarebbero rimasti conquistati.
    Io non so se ho capito tutto quello che Luigi Bertino ha spiegato a mia moglie e siccome sono discorsi privati voi mi perdonerete se per una volta non li condivido, ma vi basti sapere che la cosa mi ha fatto estremamente piacere proprio perché so che Bertino valuta il potenziale del giocatore per quello che vede dentro ma anche fuori dal campo…La sua richiesta di tenerlo costantemente aggiornato mi ha ovviamente fatto molto piacere.
    Per raccontarvi dell’Esperienza a Marlengo scelgo di riportarvi una mia lettera alla Famiglia Parodi in cui faccio un po’ di confronti fra BBTC (Bob Brett) e VDM, visto che in uno ci lavora Adriano e nell’altra invece Igor, i due figli Maestri/Coach del mio vecchio capocantiere in Jamaica.
    Nel Prossimo Post.

  13. Stefano Grazia scrive:

    A TUTTI I PARODI SPARSI PER IL MONDO:

    Carissimi, sono appena rientrato a Luanda e ancora non ho niente di certo in mano anche se tutte le strade sembrano portarmi di nuovo a Lagos.Il che sarebbe stata la manna fino a un anno o anche sei mesi fa mentre ora é sempre meglio dell’Angola ma dal punto di vista del tennis di Nicholas potrebbe non farci cambiare programma (Australia) soprattutto perché ce l’avessero detto a Gennaio o anche a Maggio probabilmente sarei riuscito ad iscrivere Nicholas di nuovo all’american School (ottima) di Lagos mentre cosí proprio non so…Ma non mi lamento (…)
    Cogliendo l’occasione per salutare Igor ( visto che credevo di trovarlo alla Pensione e invece siamo partiti prima che lui potesse rientrare) approffitto anche per darvi una rapida impressione dei due Stages frequentati da Nicholas
    Dunque, a mio avviso e prima di tutto, si tratta di due cose abbastanza differenti con target e bacini d’utenza completamente diversi.
    Devo comunque riconoscere che dopo una lieve perplessità iniziale, sono stato molto contento di aver inviato Nicky anche alla VDM e forse, in questo preciso momento, l’esperienza avrà un significato persino maggiore delle precedenti nelle varie altre academies, questo per via dell’aspetto educativo, del fatto che Nicky per la prima volta rimanesse da solo affrontando problematiche di autonomia ed empatia e dovesse imparare anche e soprattutto ad accettare e farsi accettare (e non con l’accetta,possibilmente) dagli altri. Per il fatto insomma che prima di tutto l’esperienza era un rito di passaggio, una learning experience. Ci sono stati alcuni inevitabili problemi all’inizio (si é subito accapigliato col compagno di camera divenuto in seguito uno dei suoi migliori amici) e un paio di piccoli misunderstandings (non so come si erano fatti l’idea che noi fossimo contrari alla disciplina, figuriamoci: abbiamo dato l’autorizzazione ad usare perfino la frusta!, scherzo )che alla fine però hanno contribuito a farsi apprezzare e ad apprezzare meglio l’intera esperienza. Mi è particolarmente piaciuto poi assistere quasi per caso domenica mattina alla Lezione/Dimostrazione di Luigi Bertino ai Maestri PTR in cui ha utilizzato Nicholas (e altri 3 piú grandicelli) per dimostrare il suo credo nell’insegnamento ai bambini U10-U12, e cioé che alla base debba esservi il GIOCO (e quindi anche vari giocattoli dalla Z Ball allo Zonker alle Sagome Bersaglio al minitennis al Jumper etc etc etc). La cosa da un lato mi ha ricordato che io a Lagos con Nicky ho cominciato proprio cosí (riuscendo anche nell’ultimo anno) a raggruppare una decina di bambini dai 4 ai 7 aa sui campi dell’Italian School al Sabato Mattina)E mi ha inorgoglito vedere come Nicholas davvero padroneggiasse la tecnica e la motricitá da suscitare commenti dai Maestri ammirati e impressionati.E anche qualche senso di colpa per aver averlo fatto piangere (ma solo perché si comportava male, cacciandolo dal campo). Sicuramente spesso dai 3 ai 9 aa si é allenato per farmi un piacere e non avendone molta voglia. Adesso mi sembra che la sua voglia non sia in discussione: si tratta semmai di aumentare l’intensitá e la qualitá riducendo il tempo trascorso sul campo. Se ho ben capito quel che ha detto Bertino.

    Ho trovato all’inizio Luigi Bertino una persona molto distaccata nel suo indubbio carisma e all’inizio mi ero convinto che,a differenza di altri coaches in altre academies, non vedesse di buon occhio i Genitori a nordo campo.Forse fa parte del Carattere Piemontese, non so, ma in seguito,e come normale, chiarito il dubbio fondamentale-che noi fossimo contrari alla disciplina… figuriamoci, abbiamo ho avuto di nuovo modo di scambiare qualche parola sia con lui che con il resto della famiglia e credo che vi fosse anche abbastanza convergenze di vedute. Mi ha fatto ovviamente piacere sentirmi dire che Nicholas ha capacità di gran lunga superiori alla media e che continuando così si potranno ottenere ottimi risultati. Ma quello che poi hanno detto a Gabrí il giorno della partenza, sia Luigi Bertino che sua moglie Roberta, é stato completamente inaspettato.Quasi imbarazzante dal tanto che ce ne han parlato bene. Secondo la moglie Roberta, forse perché geologa, Nicholas sarebbe addirittura “una miniera di pietre preziose…Attento a non fartele rubare! (Da un Coach Cattivone?)

    (…)

    Ció detto, le differenze fra BBTC e VD sono chiaramente nel target a cui si rivolgono, il bacino d’utenza é diverso. Mentre da BBTC vanno giá agonisti e giocatori che giá sono pro o comunque sognano,tentano,sperano di diventarlo, da VDM qquesti ultimi sono solo il 20% e magari ci sono finiti per sbaglio. Per la stessa ammissione di Bertino, il suo Corso si rivolge a quei ragazzi che si affacciano per la prima volta o quasi all’agonismo o a uno Stage di Tennis. E’ l’evoluzione naturale dopo la SAT e si rivolge soprattutto agli u12 e u10. Questo significa che Nicky ritornerá sicuramente da BBTC e non da VDM? Non necessariamente visto che Nicky si é ovviamente divertito moltissimo (soprattutto forse quando NON giocava) ed era la sua prima esperienza “boarding”, cioé FUORI casa. E che proprio per questo giudico l’esperienza VDM molto positiva. Puó anche darsi che il prossimo anno trovandoci in Italia si possa decidere di fargli fare tutti i tornei Nike del Trentino e quindi farlo stare, con questa scusa, altre 2-3 sett a Merano. Potrebbe essere un’idea, se in quel momento avessimo come obiettivo il giocare tornei. Si allena al mattino, lo portano a giocare al pomeriggio. Non so, magari si puó, magari no.

    Certo, avrei voluto anch’io andare una sett sullo Stelvio a sciare con lui per staccare ma non é stato possibile: a sett mi spostano dall’angola, destinazione ancora ignota, siamo sotto stress, programmi tutti da rifare…Nicholas ora si riposa per due settimane (e nel week end era in montagna a fare…”tarzaning”…buttarsi con la liana da albero in albero…con sua madre e con amici)poi avrá un mese in cui fará poco o nulla qui a Luanda, solo partitelle con amici…puó darsi che fino a Dicembre a tennis ci giocherá in maniera frammentaria…Quest’estate si é fatto 5 sett di tennis…E secondo me a Sanremo e a Merano si é anche molto divertito. La BBTC é stata veramente una bella sorpresa e la soddisfazione per la qualitá e l’intensitá del lavoro é stata immensa. Forse lavorano meglio che da Bollettieri (dove hanno piú varietá: videoanalisi, matches pomeridiani, teoria, mental conditioning) ma alla fine sono -nei Summer Camps-piú dispersivi. ATTENZIONE: non sto parlando di Nicky che ormai da due anni fa un programma tutto particolare: lui si allena da solo o con un altro al massimo con questo Lance Luciani e Margie Zeisinger, fa 2-3 ore solo con loro e del Bollettieri Program Normale prende quel che rimane: gli avversari con cui giocare, ogni tanto qualche drill nel gruppo a cui apparterrebbe (ma in cui raramente va) per fare volume, la mezzoretta col cioach nostro amico per fare consistency… Cioé lui arriva da Bolletta, lo mettono nel Gruppo e poi lui saluta il Gruppo e va a lavorare con Lance e Margie…Il Gruppo é utilizzato solo per le partite e per fare Preparazione Atletica/Mental/etc ma solo se c’é il buco, Il programma standard del BBTC é superiore (anche se piú povero) al programma standard di Bollettieri. Che merita peró di essere fatto ugualmente perché é comunque… un altro mondo.
    Il Van Der Meer a Merano é ovviamente un’altra cosa e all’inizio ho avuto,non lo nascondo, qualche perplessitá: il livello dei partecipanti al Corso era molto disomogeneo e anche l’accesso ai Coaches sembrava difficile: non sembrano abituati ad avere i genitori intorno e soprattutto non sembrano gradirli. O meglio, sembrano avere quell’atteggiamento dei Medici di una volta che anche 50/100 aa preferivano somministrarti la cura lasciandoti nell’ignoranza, sfruttando l«effetto placebo, e magari anche ricevendoti assisi su uno scranno piú elevato in modo da importi anche fisicamente una sudditanza psicologica. Lo stesso Bertino ammette che il Corso non é rivolto prevalentemente a giocatori del livello di Nicholas (e sia ben chiaro, ce n’erano ma di 3-4 aa piú vecchi) o meglio, che come Nicholas sono giá assidui frequentatori di altre Academies,ma rappresenta un primo assaggio di quel che si deve fare per quei ragazzini che si affacciano per la prima volta o quasi all’agonismo. Le metodiche insegnate sono le stesse che ritroviamo anche da Bollettieri,alla Pat Cash o alla BBTC e anzi semmai l’intensitá é minore. Si vorrebbe far credere che vi sia un’occhio piú attento alla qualitá ma onestamente gli allenamenti di Lance Luciani alla Img Academy sono tutti imperniati sulla Qualitá, quasi maniacale. La differenza é che non tutti i bambini possono accedervi: sono allenamenti giá superspecializzati e risulterebbero una perdita di tempo per l’80% dei bambini e ragazzi presenti al Corso di Marlengo. Diciamo dunque che mentre per esempio la BBTC è una vera e propria Academy per giocatori, ripeto, che più o meno giustificatamente credono,sperano,pensano di poter intraprendere (o già stanno intraprendendo, vedi Cilic & Co) una carriera da pro, la VDM si rivolge di più ad una Utenza fra i 10 e i 12-14 aa, non necessariamente di aspiranti Pro e con finalità e modalità più educative. Il livello di gioco dei partecipanti,salvo qualche eccezione, è insomma notevolmente diverso: superiore alla BBTC, di livello talora modesto alla VDM dove alcuni ragazzini sembrano appena usciti da una SAT talora nemmeno di buon livello e si affacciano quasi per la prima volta ad un approccio più prettamente agonistico del gioco. Diversa quindi la modalità d’insegnamento e anche l’intensità: alcuni ragazzini che si lamentavano della fatica a Marlengo non sarebbero sopravissuti ai camps di Sanremo, Bradenton , Sanchez, Cash… Del resto la filosofia di Bertino è manifestatamente rivolta ad una qualità mirata anche se l’ho visto comunque pretendere concentrazione e disciplina in campo. Io resto dell’idea giá espressa a Igor che questa filosofia soft meglio si giustifica nel corso dell’anno mentre in uno stage di 1 -4 settimane ritengo possa essere non scorretto lavorare qualche ora in più (Comunque contrariamente all’impressione che forse Igor aveva ricavato, sulla Quality over Quantity noi concordiamo in pieno: ricordate, non abbiamo accettato le 4 ore di Bollettieri per tutto l’anno…se invece ci andiamo per 2-3 sett, ok, via alla Full Immersion…).

    Chiudo con un aneddoto…Roberta Bertino ci raccontava di aver rimproverato ad un certo punto Nicholas perché stava andando al campo con un ragazzino di 13-14 anni dietro di lui che gli portava la Borsa (in effetti gigantesca). La difesa di Nicholas era che tutti i grandi campioni nei Tornei dello Slam hanno qualcuno che li aiuta a portare le Borse. Ignoro la giustificazione dell’altro ragazzo ma ridendo con Roberta le dicevo: Hai fatto benissimo, per caritá, ma guardiamo il lato positivo: sicuramente é indice di grande personalitá, non gli dovrebbe far difettola capacitá di leadership!
    Sempre ridendo ribatteva Roberta Bertino: Di quello ce ne eravamo accorti subito tutti fin dal primo giorno…”

  14. Stefano Grazia scrive:

    Ora l’estate Tennistica Italiana 07 di Nicholas é ormai esaurita e di fronte ai frenetici cambiamenti di vita che ci attendono sembra già uno sbiadito ricordo…anche se non siamo riusciti a fargli giocare quella decina di tornei che avremmo voluto, credo sia stata estremamente positiva…In fondo BTA, BBTC e VDM per noi sono stati più redditizi di alcuni titoli in borsa…Nicky è tornato a Luanda e in attesa di trasferirci-fra un mesetto- a Lagos gioca un’ora al giorno, dopo la scuola, coi suoi coetanei e mi sembra che stia vincendo più partite di quando era partito anche se di tanto in tanto, mi dicono, continua a sbatticchiare la racchetta per terra… Bof, per un po’ non ne voglio più sapere: che giochi e si arrangi e che provi a capire da solo che ci si diverte di più se anche l’altro gioca bene…
    Ora basta, comunque, adesso tocca a voi…come è andata l’estate? Ehi, kill bill, heraimo,pibla, gio92,enzo,stefar, francesco, adriano & tutti gli altri papà…per un mese tocca a voi raccontare le vostre esperienze…Del figlio di Fulvio sappiamo tutto e facciamo tutti il tifo…e dei vostri?

  15. Gio92 scrive:

    Ciao Stefano, oltre a ringraziarti ancora una volta , ti chiedo un paio di favori, se possibile ; non ho ben capito ma “0 15″ è una rivista cartacea o un sito/blog , nel secondo caso è possibile averne l’indirizzo ? Inoltre mi potresti mandare il tuo indirizzo di email, riguardo al mio autorizzo il gestore del blog a passartelo.

    Anche io ringrazio Fulvio per condivedere in modo così aperto le proprie esperienze, veramente un bel gesto.

  16. Stefano Grazia scrive:

    Fino al 14 settembre mi puoi trovare a “stefano.grazia@eniangola.it”. Se mi scrivi poi ti passo quella privata. Dopo dovrei andare in Nigeria ma la tempistica è ancora nebulosa e in effetti sono, anzi siamo (io e mia moglie) tutti presi a scervellarci sulla migliore soluzione studio/tennis per i prossimi tre-quattro mesi…Insomma, puoi scervellarti per mesi a cercare di ottimizzare e pianificare e poi, sblam, cambia tutto…Certo, se Bollettieri avesse accettato la nostra scelta di scuola ora tutto questo non ci avrebbe scalfito: Nicky starebbe già frequentando la St Stephens di Bradenton e si allenerebbe 2 ore a sera alla Bollettieri…Invece se ricordi volevano imporci la Scuola DENTRO l’Academy, con orari ridotti, classi raggruppate,etc etc… Adesso però di fronte alla prospettiva di due-tre mesi in italia dopo un mese di scuola internazionale e poi col trasferimento futuro in una scuola americana in nigeria (o in australia…c’era anche questo in ballo), mah…Come complicarsi la vita e vivere infelici sempre e comunque,eh?
    0 15 è una rivista che viene spedita in abbonamento…in effetti cercavo di convincerli a inviarne di nuovo qualcuna in omaggio ai Circoli perchè per esempio a Bologna la conoscono in pochi meè più diffusa in Lombardia e nelle Tre Venezie…

  17. Salvatore Buzzelli scrive:

    Solo per aggiungere l’indirizzo web della Bologna Tennis Academy su cui trovare altre informazioni del nostro centro di allenamento.
    http://www.bolognatennisacademy.it

  18. Stefano Grazia scrive:

    Ciao Prof: Nicky sabato ha fatto una finale qui a Luanda e ha perso,giocando benissimo, solo da un 13enne che a un certo punto si è messo a giocare dei moonball in top spin esaperato che rimbalzavano sulla linea (bravo lui!) e poi si infilavano direttamente nella rete di recinzione (non abbastanza spazio a fondo e Nicky ancora un nanetto…) …Comunque ha giocato bene, sono contento e salutami Cesare…Probabilmente prima di andare in Nigeria passeremo un po’ di tempo in Italia e quindi a settembre ci vediamo alla BTA

  19. Gio92 scrive:

    Mi scuso x l’uso privato ma , Stefano ho provato a scriverti ma il tuo mail server risponde :
    - These recipients of your message have been processed by the mail server:
    stefano.grazia@eniangola.it; Failed; 5.4.3 (routing server failure)

    non mi sembra un buon segno….

  20. Stefano Grazia scrive:

    Gio sono io un *°@!^%!!: l’indirizzo esatto è :stefano.grazia@eniangola.eni.it… Scusami ma è evidenteche i questi giorni sono preso da miriadi di cose…Riprova. Nel frattempo non solo Sara Errani coi suoi 7 mesi da Bollettieri da sola a 12 anni è , come dicevo a roberto commentucci in altra area del Blog, un ottimo spunto per Genitori & Figli (come sarebbe bello se ci scrivesse se le è servito, indipendentemente dal fatto che poi uno posa preferire allenarsi a Valencia o a Tirrenia…secondo me le sno stati utili) ma anche Donald Young che molti ad un certo punto del Blog avevano ipercriticato per essere passato pro troppo prsto (ipocriti: se li avessero dati ai loro figli tutti i soldi che hanno dato a Donald i avrebbero rifiutati?) e troppo presto dato per spacciato…leggendo su usopen.org l’intervista diDonald Young, tradotta comunque in Home Page dall’ottimo luca corradini, due cose mi avevano favorevolmente colpito:
    1)il riferimento ai propri genitori:
    ” mio padre e mia madre sono stati i miei coach per tutta la vita. Senza di loro, non avrei mai giocato, perche’ non saprei nemmeno com’e’ fatta una racchetta da tennis. Percio’ do pieno credito a loro per il tennis e tutto il resto”
    2)il ftto che lui abbia voluto partecipare di tanto in tanto ancora ai tornei juniores (mi sembra abbia vinto un US Open l’anno scorso e Wimbledon quest’anno) per abitarsi alla PRESSURE: giustamente, dice, giocando nel Main Draw di uno Slm da N°220 non hai nulla da perdere e giochi tranquillo…invece, giocare da favorito nel Tabellone Junior era tutta un’altra cosa…
    Tenendo conto che lui normalmente gioca challengers e futures (come roberto & co. giustamente si aspetterebbero anche dai nostri trevisan ,Fabbiano e Lopez), l’inserire nella propria agenda un Wimledon e un US Open JR avendo queste finalità mi è sembrata una cosa intelligente…chissà che non gliel’abbiano suggerita papà e mommy…
    Insomma,se poi è vero quel che dice Gasquet, e cioè che il gioco di Young ricorda quello di Marcelino Rios, io e mio figlio abbiamo già trovato il giocatore per cui tifare nei prossimi 10 anni…

  21. blufox66 scrive:

    Cari bloggers,
    sono anch’io come molti altri un genitore di due ragazzini che si stanno avviando all’attività agonistica.
    Sento, come molti di voi, il peso che il “costo” di questa attività posta sulle mie finanze familiari, e siccome non ho beni al sole da potermi permettere investimenti massicci sull’attività preparatoria e agonisitica dei miei figli, e peraltro vivo in un paese (paese inteso come località e non come Italia!) dove nei circoli hanno la priorità i soci e non le future leve, mi faccio una domanda e vorrei girarla anche a voi:
    “Ha veramente senso investire su questo sport sapendo che raggiungeremo un limite oltre il quale potranno andare solo i figli di papà, oppure è meglio dedicarsi a kasket, nuoto, o altro?”
    Non rischiamo di trasmettere ai nostri figli delle frustrazioni future pericolose per la loro formazione caratteriale?
    Io non sono uno di quelli cha ha l’ambizine di cambiare il mondo e quindi queste ansie che mi attanagliano quotidianamente le riverso su di voi sotto forma di provocazione!

    Se qualcuno vuole dirmi la sua……

    Grazie e saluti

    Blufox66

  22. stefano grazia scrive:

    blufox66, in realtá poni domande che mi ricordano quelle basic e ancestrali del replicante di Blade Runner (Chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando?) che pesano come macigni (e a cui accennavo quasi di sfuggita intervenendo nella diatriba in altra area del blog fra Marcos e i detrattori di Paolino Cané ) e alle quali noi tutti quotidianamente tentiamo di dar risposta. Alcune di queste risposte, o meglio dei tentativi di risposta in effetti sono anche giá stati dati soprattutto nelle fasi iniziali di questo blog…Soprattutto i piú assennati puntualizzano che solo dei folli avviano al tennis i propri figli pensando al guadagno o alla possibilitá di diventare un top 30… In realtá dovrebbe essere un processo darwiniano: cominci a giocare, sei forte, hai un gran fisico e una gran zucca, ti notano, la federazione ti supporta, giri il mondo, compri la corvette … Sappiamo tutti che non è cosí che funziona, tutti ci dicono, fulvio fognini in testa-e lui è l’unico che sa davvero come funziona- che di soldi se ne spendono moltissimi… Paradossalmente poi peró stare troppo bene non aiuta, perché ti viene a mancare la fame, la voglia di emergere o di fuggire dal ghetto o dal mondo grigio oltre cortina o da una vita insulsa… Peró in uno dei primissimi post anto si chiedeva, anzi chiedeva ad Ubaldo: “Ma io scusa non riesco a capire una cosa, e ti prego di spiegarmela, nei top 100 uomini troviamo argentini, i quali non dovrebbero allora giocare, essendo stati travolti dalla crisi economica del loro paese, cileni, russi, ucraini, i ns cugini poveri spagnoli, e qualche sparuto italiano. Non vorrai dirmi che tutti questi sono figli di milionari…purtroppo il ns sistema italiano non aiuta, o giochi a calcio o giochi a calcio”
    Su questo punto ci siamo tornati ad intervalli abbastanza spesso… Se ne hai voglia, leggiti i Riassunti e magari qualche spunto attinente lo trovi…Ma le tue domande ripropongono l’argomento da un punto di vista nuovo: “Non rischiamo di trasmettere ai nostri figli delle frustrazioni future pericolose per la loro formazione caratteriale?”
    Sempre in un’altra aerea del Blog io ipotizzavo appunto che forse il fatto che vi siano pochi GIGANTI di 2 metri nel tennis non sia dovuto al fatto che giocano meglio quelli di 185 ma al fatto invece che nel basket o in altri sport di squadra ci si diverta di piú e a livello medio(cre) anche si abbiano piú occasioni di guadagno…
    Detto tutto ció, io credo che il tennis possa ancora essere considerato,almeno all’inizio, un buon sport di formazione…piú volte ho ripetuto quella frase di Pancho Segua: “ non importa se tu sei ricco,bello, famoso,simpatico…sul campo da tennis it’s you and me,baby:just you and me”
    Peró, blufo (dal film Buffalo 66?), non ti nascondo che siamo nati per soffrire…Ma leggiti la risposta di Fulvio qualche post sopra…Viviamo tutti per momenti cosí, non importa se invece che al RG poi a noi mortali capitano a quello di Mirandola…

  23. Stefano Grazia scrive:

    Siccome è colui che ha dato il via a tutto il nostro sub-blog col suo articolo su Jan Silva, vi riporto l’articolo su DONALD YOUNG di Stefano Semeraro, condirettore di Match Point, che potete trovare anche in Rassegna Stampa…Per me però Semeraro qui è eccessivamente, e fin dal titolo, severo con Young e chi lo assiste…Dai, siamo seri: chi avrebbe rifiutato le carrettate di denaro degli Sponsors? Non ci dice sempre Fulvio che di soldiu ce ne vogliono fin troppi? E anche sulle scelte…non ci dice sempre roberto che Young è avanti 2-3 anni rispetto ai nostri Lopez,Trevisan & Fabbiano PROPRIO per la scelta di giocare challengers e future? In fin dei conti tutto fa esperienza e quel che non ammazza ingrassa…Mi era poi piaciuto questa sua decisione di giocare gli SLAM Junior, per fronteggiare la tensione che si ha giocando da favorito… Dai, non ha certo sbagliato proprio tutto Donald Young…

    ECCO L’ARTICOLO (Stefano Semeraro, la stampa del 28-08-07)
    Young, mani d’oro e scelte sbagliate

    (La profezia di McEnroe chi sa se diventerà realtà?)

    Donald Young ha 18 anni, è nero, americano, mancino. Ha mani fatate. E un destino interrotto. Cresciuto nel South Side di Chicago, figlio di Ilona e Donald senior, maestri di tennis convinti di non essere diventati campioni per questioni di budget, a 3 anni già sparava palline. A 10 era un fenomeno. «E’ il primo che vedo che ha una mano come la mia», disse di lui John McEnroe, indirizzato verso un campo di periferia dal suo manager Gary Swain, che aveva annusato il prodigio. Una miscela di effetti, tocchi, volée, angoli limati. Il bambino nero vinceva i tornei giusti Orange Bowl under 18 a 14 anni e diceva le cose che gli americani volevano ascoltare: «Sarò il n. 1. L’ho deciso a 3 anni quando ho visto Sampras e Agassi per la prima volta». Il nuovo Arthur Ashe, la versione maschile delle Williams. Prodotto ideale. Nike e IMG si affrettarono a buttargli addosso pile di carte da firmare, a sostenerlo fiutando l’affare. La scelta di passare professionista a 15 anni, il più giovane di sempre, fece storcere il naso a molti, ma ai Mangiafuoco non importava. A 16 anni Donald era già un divo, sequestrato nel suo talento fragile da un esercito di manager, amici più o meno veri, consiglieri interessati, valanghe di wild card che gli regalavano ingressi in tornei da cui usciva al primo turno, con le tasche vuote di esperienza ma piene di dollari. «Volevo parlare con lui, per dargli qualche consiglio sorrideva basito James Blake -; non sono riuscito a passare il muro di persone che lo circonda». Anche il professionismo si è rivelato un muro impenetrabile. Ma dalla parte di Young. Per due stagioni non è riuscito a vincere un match. 0-11. Bravo, ma leggero, troppo giovane, troppo montato, con i due orecchini di diamante che non riuscivano a illuminare il buio di sconfitte umilianti. Due anni o quasi fuori dai radar. Fino a una settimana fa, quando un Young un po’ più adulto, dopo mesi passati a farsi i muscoli nei circuiti minori, un po’ meno esposto, è riapparso sulla mappa, da n. 223 del mondo, vincendo il suo 1° match Atp a New Haven, contro Delic e mettendo paura a Davidenko. Ieri ha fatto Il bis, agli US Open, 4 set e 9 ace contro Chris Guccione. Donald sorride, come sempre. «So di poter giocare a questo livello». E gli errori del passato? «Contro di noi c’è stata molta cattiva stampa», digrigna papà Young. Ieri notte agli Us Open hanno onorato Althea Gibson, la prima campionessa nera del tennis, morta in miseria nel 2003. A Soweto stanno riaprendo i campi che inaugurò Ashe. Il successo è fatto anche di lacrime. Chissà se Donnie Young ha imparato la lezione?

  24. stefano grazia scrive:

    Leggo sempre in altra area uno scambio fra egizio (suppongo trombetta) e roberto (sicuramente commentucci) e a roberto che non crede alla inferioritá psicologica GENETICA o comunque naturale dell’atleta italiano e cita come esempi Valentino Rossi e Yuri Chechi, Egizio ribatte pronto:
    “Per quando riguarda il discorso sugli sport individuali, bè quando facevo riferimento ad altri sport, non mi riferivo di certo a sport come il motociclismo e la ginnastica artistica, che non hanno molte affinità col nostro tennis. Prendiamo il golf, ad esempio. Mi trovavo a parlare qualche tempo fa col presidente del circolo di golf Acqua Santa (Roma), mi disse che i golfisti azzurri soffrono delle stesse problematiche dei loro connazionali che giocano a tennis. Ne parlo di frequente anche col mio amico Marzio Miloro, ex tennista che si è dedicato al golf da parecchi anni, e mi ha confermato la stessa cosa. I golfisti nord europei sono senza dubbio più “attrezzati” dal punto di vista mentale. Su questo tipo di argomento ho le mie idee. Parecchi problemi che incontrano i nostri giocatori derivano, secondo me, dal passato che hanno alle spalle. E’ un discorso che meriterebbe molto spazio, ma tanto per farla breve, sono convinto dal fatto che tennisti e golfisti, nel nostro paese, provengano da un certo tipo di famiglie che tendono troppo a “tutelarli” (leggi anche viziarli, coccolarli, servirli, proteggerli, assillarli, assisterli, eccetera eccetera eccetera), fin da quando sono già bimbetti . Tutto ciò hai idea di come viene “pagato” da questi bimbetti quando poi si ritrovano sul campo da gioco soli soletti?? Che non anno la capacità di “arrangiarsi” e non sono attrezzati in maniera adeguata (rispetto ai loro coetanei di altri paesi) per “lottare” e soffrire in campo…”
    L’argomento é stato affrontato anche da noi ma solo in parte…se qualcuno ha voglia di provarci, é il benvenuto…mica ci vorremo fermare a un passo dai 1000 posts,vero?

  25. stefano grazia scrive:

    Da un po’ di tempo colgo nelle altre aree del blog un sacco di spunti: si, tutte cose di cui abbiamo giá parlato anche noi e anche prima degli altri, e comunque per chi si mettesse in ascolto in questo momento, Paolo scrive:
    “………qual è il motivo per l’assenza di campioni nel mondo del tennis???
    Perché da 30 non abbiamo un giocatore che riesca ad entrare nei primi 10,
    quando sono riusciti in questa impresa Cipro (Bagdatis), Tailandia (Srichapan), Equador (Gomez), Marocco (El Elanayui), etc. etc………. !!????
    Per me il motivo principale è CULTURALE.
    L’italiano medio resta in famiglia fino a 30 anni, il tennista medio resta in Italia fino ai 20 anni………….quando oramai è tardi per diventare un campione!!!
    I giovani americani, francesi, russi sono abituati ad uscire dalla famiglia molto più giovani……..
    così succede che la Sharapova a 9 anni si trasferisce dalla Siberia alla Florida……
    che il giovane Agassi (iraniano/americano) a 13 anni girà gli Stati Uniti da solo per disputare i tornei con i diciottenni……….
    secondo voi cosa ne sarebbe stato della Sharapova se fosse rimasta a giocare in Siberia??
    Tecnicamente credo che l’80% delle capacità di un giocatore vengano costruite prima dei 18 anni,
    dopo si cresce fisicamente, psicologicamente, etc……..
    Scommetterei (anche se non lo so per certo) che ad esempio Starace a 18 anni si allenava con dei giocatori di 4° categoria, mancando il fondamentale confronto con i migliori, quello che ti permette di diventare un campione.
    Così succede che a 26 sia ancora incompleto tecnicamente (ed orami è tardi)…………e che non abbia ancora la mentalità del giocatore internazione.
    Spriamo in Giacomo Miccini che non mai visto giocare, ma che almeno tennisticamente le scelte giuste le ha già fatte”
    Mi é piaciuto particolarmente quel:

  26. stefano grazia scrive:

    Dicevo,prima che mi scappasse l’invio, che mi era particolarmente piaciuto quel:
    “L’italiano medio resta in famiglia fino a 30 anni, il tennista medio resta in Italia fino ai 20 anni………….quando oramai è tardi per diventare un campione!!!”
    E quindi l’ho trovato degnio di essere inserito nel nostro spazio.

  27. marcos scrive:

    è che nel tennis, per sfondare, bisogna eccellere…sennò, tutta la mia stima andrebbe per l’italiano medio:

    in medio stat virtus!

  28. stefano grazia scrive:

    Sempre in attesa del Risveglio dal Letargo di alcuni dei grandi “contributors” di questo blog, girovagando qua e lá trovo sempre argomenti interessanti…Per esempio voi sapete del mio provocatorio amore per Yuri Sharapov, troppo disprezzato e negletto da tutti e dai media per essere vero… Ora, se é vero che insulta le avversarie deklla figlia, non lo scuso di certo ma leggendo qua e lá interviste e libri il quadro che ne esce non é poi cosí male… E adesso, cosa ti ho scoperto? Nell’ottima rubrica COL SENNO DI POI, ecco un articolo di Fabio Della Vida di 4 anni fa…Dove a un certo punto, dopo aver ricordato la prima volta che la vide palleggiare, 5 anni prima, q In questi anni tutte le volte che ho visto Maria Sharapova l’ho sempre trovata migliorata (questo è un aspetto importantissimo in un giocatore) ed in questo è stata molto aiutata dai genitori, persone intelligenti che hanno capito di avere una figlia dal talento eccezionale e che l’hanno aiutata e sostenuta in decisioni difficili (vedi quella di andare adallenarsi a Los Angeles da Robert Lansdorp, decisione rivelatasi poi giustissima).

  29. stefano grazia scrive:

    Mi é scappato un tasto: leggasi:
    Dove a un certo punto, dopo aver ricordato la prima volta che la vide palleggiare, 5 anni prima, qando aveva 10 anni, Della Vida aggiunge:
    “In questi anni tutte le volte che ho visto Maria Sharapova l’ho sempre trovata migliorata (questo è un aspetto importantissimo in un giocatore) ed in questo è stata molto aiutata dai genitori, persone intelligenti che hanno capito di avere una figlia dal talento eccezionale e che l’hanno aiutata e sostenuta in decisioni difficili (vedi quella di andare adallenarsi a Los Angeles da Robert Lansdorp, decisione rivelatasi poi giustissima). ”
    Della Vida é quello che ogni tanto ci racconta di Genitori Bravi e Genitori Cattivi. Insomma, sembra che Yuri non sia poi cosí male,secondo il Giuidizio di un Esperto che ne deve avere visti di tutti i tipi…
    Mi sembrava doveroso renderlo noto: a volte siamo tutti molto lesti a giudicare in base a querllo che sentiamo dire o a sensazioni epidermiche (la gestualitá di Yuri nel momento del trionfo é in effetti un po’ antipatica, almeno all’istante…poi forse ci si abitua) e chissá che invece non siano altri gli Orchi…
    Ah,volevo aggiungere che la Rubrica Col Senno di Poi é dell’ottimo Riccardo Bisti…In questi giorni di trasloco e d’impacchettamento (dovrei poi alfine ritornare a Lagos) sto sfogliando centinaia di riviste di tennis (e cinema e musica) alla ricerca di articoli interessanti, tecnici e non, ed é davvero interessante andare a riguardarsi su Match Point e Tennis Italiano e US le cronache del tennis giovanile di qualche anno fa e verificare i nomi che si sono confermati e chi invece un po’ si é perso… Sto raccogliendo in un Folder diversi articoli che sono pertinenti al nostro sub-blog e potrebbero meritare un commento… una interessantissima inchiesta del nostro Ubaldo in due puntate sui Coach per esempio… ma anche articoli di Castellani,Piatti,Della Vida appunto… Insomma, lo consiglio a tutti: andate a rileggervi i vecchi numeri delle Riviste di Tennis: sono quasi piú interessanti 2-3 anni dopo…O perlomeno, molti degli articoli che avete probabilmente degnato di una fugace occhiata acquistano spesso a qualche anno di distanza una nuova prospettiva…

  30. angelica scrive:

    Stefano una curiosita’ a cui puoi sicuramente rispondere.
    Le nuove leve dell’est :Radwanska, Szavay etc. ma anche le giocatrici russe,sono “prodotti” creati dai genitori in casa senza dover investire un capitale portandole a giocare nelle academy?
    E se si, secondo te e’ anche grazie all’aiuto delle loro federazioni oppure solo per fortissima volonta’ dei genitori?

  31. Stefano Grazia scrive:

    mah, Angelica… la domanda è sicuramente intrigante e intelligente e vorrei poter rispondere che non mi prendi in contropiede… senza mai essermela formulata probabilmente è una domanda che mi frulla in testa da qualche tempo… e ogni tanto affiora come risposta forse quando cercavo di far passare la teoria secondo cui talora conviene non essere poi tanto ricchi perchè altrimenti nessuna Academy ti farà mai lo sconto, anzi: si tu che finisci di fornire i soldi per quelli che non ce li hanno…E siccome le ACADEMY sono care o sei mooooolto ricco oppure forse è meglio essere poveri ma bravi: pochi grilli per la testa, nessuna pretesa, tanta fame, paura di ritornare oltre cortina o comunque al freddo e al grigio… Insomma, io ho letto o sentito con le mie orecchie delle storie incredibili, di genti diverse venute dall’est con 700 dollari in tasca… via ad inseguire un sogno, tagliati i ponti col passato,il genitore che si adatta a fare il giardiniere o a dare l’acqua ai campi…la lucida follia di chi non ha mai avuto nulla e a quel sogno si aggrappa…oppure follie più concrete di chi semplicemente vuole procurare ai figli il college attraverso il tennis (o il golf)… Oppure genitori più benestanti che mandano il figlio in america a 12 anni come ha fatto Tursunov… Ma non è questa la domanda che mi hai fatto e voglio pensarci bene…Io parto dall’idea che nei paesi dell’est esista in questo momento quella felice congiunzione di circostanze che porta alla

  32. Stefano Grazia scrive:

    C’è stato un BLACK OUT, cosa molto frequente qui in Africa,ed è saltato tutto…Dicevo:…E siccome le ACADEMY sono care o sei mooooolto ricco (e allora a un certo punto probabilmente ti chiedi chi te lo faccia fare o comunque diventi il classico gentleman amateur, che gioca solo per divertirsi e perde infatti col sorriso sulle labbra e dopo averti stretto la mano e detto: good game,ol’ pal, se ne va con la sua jaguar) oppure forse è meglio essere poveri ma bravi: pochi grilli per la testa, nessuna pretesa, tanta fame, paura di ritornare oltre cortina o comunque al freddo e al grigio… E se sei bravo ma bravo davvero magari Fabio Della Vida ti nota e ti mette sotto contratto…Quello che stavo però per dire prima che saltasse il POWER era che io parto dall’idea che nei paesi dell’est esista in questo momento quella felice congiunzione di circostanze che porta alla fioritura di talenti sportivi: da un lato la permanenza di un ambiente non ancora corrotto dal lusso esagerato, non a tutti i livelli almeno, e di un sistema di educazione sportiva statale, scolastico, rigido, che permette quasi l’indottrinamento (i bambini devono fare sport perchè fabene, serve a tenerli sotto controllo, e magarei è l’unica cosa che c’è da fare e che li possa divertire); dall’altro con il crollo del comunismo la possibilità di uscire dal paese, di viaggiare e se sei bravo di farti notare o comunque di poter vedere, essere visto, osservare, imparare,etc etc… Magari è solo un periodo, una finestra che si è aperta nel passaggio fra un mondo anche lui “GONE WITH THE WIND” e spazzato via dal crollo del Muro e il Nostro Decadente Impero Occidentale (che sia beninteso comunque preferisco con tutti i suoi innumerevoli difetti)… Magari fra 10 anni anche loro come gli slavi e i russi si ritroveranno corrotti dagli agi,dagli ozi e dalle playstations….
    Ma dunque, tu chiedi: Fortissima Volontà dei Genitori o anche Aiuto delle Federazioni?
    Non lo so: mi piacerebbe pensare che le due cose ad un certo punto s’incontrino ma suppongo che ogni caso sia diverso…la Sharapova mi sembra un prodotto di Yuri (così come le Williams di Richard) ma vorrei potermi documentare…nei miei soggiorni in US io vedo molte nuove leve dell’est, come le chiami tu, in america, nelle academies…alcuni sono sicuramente i figli/ie di nuovi ricchi, altri figli di gente alla disperata ricerca di uno sponsor,di una scholarship, di un colpo di fortuna…vedo insomma che non ti ho risposto…devo documentarmi meglio: nel frattempo se qualcuno ha qualche opinione, ci dia dentro che non si può parlare sempre di volandri & co…o del montepremi femminile, del GOAT o delle tds elargite democraticamente dal computer…Su,ragazzi: datevi da fare…

  33. max scrive:

    premetto che in un altro sport ho creato il miglior atleta italiano ed uno tra i primi 10 nel mondo ma probabilmente senza modestia credo nn sia diventato il nr 1 solo per la ns separazione. nello stesso periodo (1998) mia moglie ha partorito e visto che la separazione dal mio atleta ha avuto ripercussioni sul mio lavoro in generale dissi a mia moglie: “nn ti preoccupare ns figlia diventerà la nr 1 nel tennis!” E mia moglie: “Nel tennis? E chi l’allena?” “Io dissi nn ti preoccupare”. Come allenatore nel mio sport (x due anni nr 1 italiano) ho girato il mondo ed ho conosciuto tutti i migliori conoscendo le varie tecniche e mi sono fatto l’idea che l’educazione , l’educazione sportiva, il lavoro, la tecnica di base, il nn guardare i risultati fino nel ns caso ai 13-14 anni e la preparazione fisica stiano al 1° posto per la creazione di un campione ma quando parlo di preparazione fisica parlo di quella specifica x lo sport che si vuole fare ma soprattutto di quella che si fa dai 6 agli 11 anni xchè è in questa età che si assimilano certe proprietà fisiche che a 13 ad esempio nn si assimilano + o cmq si assimilano al 50% e con il doppio della fatica; se qualcuno però dice in italia di far fare 3 sedute alla settimana da 90 minuti ad un bambino di 6 anni casca il mondo!!! ma x queste proprietà che si devono allenare e che sono indispensabili (rapidità equilibrio velocità etc) nn servono mica i bilancieri!!! il problema è che in italia e forse nel mondo preparatori atletici che sanno queste cose si possono contare sulle dita di una mano, allora io cosa ho fatto: ho cominciato a dare un’educazione a mia figlia (cosa normale fino a qualche decennio fa e inesistente negli ultimi anni dove i genitori sanno solo dire di si e dare qualsiasi cosa ai propri figli, mossa che soprattutto nello sport + difficile e duro nel mondo mi sembra impossibile che possa pagare), che come primo risultato ha fatto di lei a detta delle maestre la più brava della scuola. Il secondo passo è stato quello di darle insieme ai suoi giochi una piccola racchettina con delle soft ball che lei ogni tanto usava x i fatti suoi. terzo passo è stato a 4 anni di portarla con me e mia moglie quando giocavamo a tennis e alla fine dell’ora con la sua racchettina e le sue palline palleggiavamo x 10 minuti. il passo successivo dopo un’anno è stata iscritta all’estate tennis del circolo vicino a casa ns dove facevano un’oretta di mini tennis ed il resto della mattinata giocava colorava e faceva i compiti con le amichette e poi l’ho iscritta alla SAT. A sei anni (dopo lunga ricerca) ho trovato il preparatore atletico giusto (era stato richiesto come prima scelta da piatti x ljubicic). Da quest’anno (9 anni alla fine di ottobre) si allena 3/4 ore al giorno in un’academy (lun-sab) in lombardia e tre volte alla settimana fa 90 min. di preparazione fisica con il suo preparatore. tengo a precisare che quando in primavera l’ho portata nel week end a provare all’academy mia figlia si allenava già 2 ore al giorno ma alla fine della giornata quando le ho chiesto cosa ne pensava lei mi ha risposto.”papà da oggi mi voglio allenare solo qui!!” Ho raccontato tutta la storia x fare sapere a tutti le scelte fatte da un allenatore cha ha già portato un’atleta di uno sport nn di squadra ai primi posti al mondo e xchè credo che in italia pochi hanno fatto questo tipo di scelte. ora vi darò le mie motivazioni: il tennis è cambiato nel senso che ora è un lavoro che può far guadagnare molto soldi e quindi nel mondo viene preso in considerazione come tale (quindi tanto lavoro tecnici migliori etc) e nn mi risulta che esista un lavoro che nn faccia stancare o che dovendolo fare x forza tutti i giorni piaccia. è un lavoro però che si svolge dai 14 ai 30 anni quindi è impensabile dire che a sei anni o a 10 x i tornei si è piccoli, al massimo nn si deve guardare il risultato essendo un tirocinio ma bisogna farlo!!! (è come dire che è inutile fare il tirocinio da un avvocato perchè praticamente lavori gratis). in italia invece è purtroppo un’attività x ricchi e quindi il 50% dei possibili “portati” li perdi in partenza. a questo aggiungete che nessun genitore viene preparato dalla federazione con delle indicazioni sul dove e come far allenare i propri figli a seconda delle proprie mire perchè un fatto è se uno vuol giocare x divertimento altra cosa è se uno vuole “provarci” e costruirci un’attività. c’è ancora della gente che crede che facendo giocare la sat e l’agonistica al proprio figlio nel circolo sotto casa dia delle chances: ADDIO!!!!!! o uno è federer ed allora ti notano oppure ciccia!!! uno deve partire pensando ad essere davydenko cioè ad un giocatore normale con neanche molto talento che con il sacrificio il lavoro e la voglia di arrivare diventa il nr 3 della classifica mondiale poi se uno ha il dono di natura di federer diventerà il nr 1!!!!! altra cosa che mi ha scioccato andando in giro x i primi tornei di mia figlia è stata quella di vedere genitori strillare ai propri figli di nn stancarsi troppo nei palleggi oppure durante la partita di palleggiare senza sbagliare, oppure quando vedono l’avversario piccolo di statura di tirare lungo e alto oppure di fare delle palle corte: ma a queste persone nn l’ha mai detto nessuno che nel tennis moderno se nn giochi a tutto braccio i vincenti sui campi veloci (90% dei tornei) nn vinci mai? che sui campi veloci se fai le palle corti ti ritornano in faccia dei tir?? questi bambini che vengno così condizionati e quindi giocheranno sempre così, dopo qualche anno di vittorie nei vari tornei rionali appena metteranno il naso fuori dall’uscio nn faranno + un punto e la maggior parte smetterà di giocare!!!!! l’ultima riflessione che vorrei fare è quella che in italia negli ultimi anni (cioè da quando il tennis è cambiato) nessun giocatore è arrivato ai vertici mondiali e che piatti a parte (ma ce n’è uno ed è occupato) nn ci sono allenatori che hanno portato giocatori ai vertici quindi credo in questo momento il fai da te ragionato e supportato sia un vantaggio crecando di pensare come un imprenditore e quindi di fare quello che si farebbe con la propria azienda (quindi anche lo scegliere la persona giusta x la parte tecnica atletica etc) anche xchè se diciamo che il tennis è un’attività commerciale che ha come scopo il guadagno mi sembra che i maestri di tennis abbiano una capacità di guadagno molto minore della maggior parte dei genitori quindi….. pongo un quesito: secondo voi se berlusconi decidesse domattina di creare una academy crescerebbe dei campioni??? come la penso credo l’abbiate capito!!!!!

    N.B. prego i moralisti di astenersi dal rispondere xchè in un paese dove accettiamo la politica che abbiamo, dove nessuno paga le tasse dove tutti rubano dove la tv ci fa vedere che se una ragazza vuol far carriera deve spogliarsi mentre se la vuol fare un maschio deve essere bello e andare a “uomini e donne” dalla de filippi, dove le prostiute fanno schifo ma ci vanno tutti dove le donne danno delle poco alle straniere e poi vanno con macellai amici del marito etc beh posso accettare che uno nn la pensi come me ma cose tipo lo sfruttamento dei bambini etc no semmai forse a questi bambini i vari genitori di agassi sharapova williams bartoli etc etc hanno dato la chances di una vita migliore!!!!!!!

  34. max scrive:

    rileggendo gli ultimi post tengo a precisare che almeno in italia le academy nn sono molto costose anzi in realtà in proporzione alle ore che i ragazzi si allenano costa molto meno che fargli fare lezioni private al circolo tenendo presente che se vai in una academy cmq giochi bene e la sat o la pseudo agonistica nn serve a nulla

  35. stefano grazia scrive:

    Interessante contributo quello di max che estremizza radicalizzandolo un po’ il mio pensiero e da il benservito a chi crede ancora nelle fate (e che a dire il vero da 300-400 posts circa non ci legge piú o almeno non si prende la briga di risponderci…peccato, comunque, perché il contradditorio fa sempre bene). Confesso che sono roso dal tarlo della curiositá e mi piacerebbe scoprire chi si nasconde sotto il nome di max ma sono contento di scoprire che in fondo fino ad ora non abbiamo scritto sciocchezze: ve la ricordate la Teoria della Mielina? Andatevela a rileggere in uno dei Riassunti ma in pratica eccola riprodotta da MAX:
    “Come allenatore nel mio sport (x due anni nr 1 italiano) ho girato il mondo ed ho conosciuto tutti i migliori conoscendo le varie tecniche e mi sono fatto l’idea che l’educazione , l’educazione sportiva, il lavoro, la tecnica di base, il nn guardare i risultati fino nel ns caso ai 13-14 anni e la preparazione fisica stiano al 1° posto per la creazione di un campione ma quando parlo di preparazione fisica parlo di quella specifica x lo sport che si vuole fare ma soprattutto di quella che si fa dai 6 agli 11 anni xchè è in questa età che si assimilano certe proprietà fisiche che a 13 ad esempio nn si assimilano + o cmq si assimilano al 50% e con il doppio della fatica”
    Sono anche d’accordo sull’elogio del Sistema Academy (i Bambini si DIVERTONO di piú, altro che automi in fabbrica…) e sul fatto che alla fine costa di meno. Sul falso moralismo etc etc ho scritto vagonate di parole: devo sottolineare comunque che max ha messo come primo punto l’educazione e il fatto che la figlia sia fra le piú brave a scuola.
    E adesso: é aperta la caccia …chi é secondo voi il miglior atleta italiano ed uno tra i primi 10 al mondo nel 98?
    No,scherzo…rispettiamo la privacy di max…
    MADDAI, VOLETE SCHWERZARE,VERO???? E’ APERTA LA CACCIA!!!!
    No,dai…
    ARE YOU KIDDING??? Un premio in denaro a chiunque fornisca indicazioni…
    SCHERZO!!!!!

  36. kill bill scrive:

    salve Max,
    ho una curiosità : come mai non hai scelto per tua figlia il tuo sport ma il tennis ?
    ( non voglio sapere dell’altro sport e se rispondere puo mettere in pericolo il tuo anonimato non lo fare )
    grazie

  37. max scrive:

    ciao kill, ti rispondo subito: il primo motivo è che è uno sport dove uomini e donne gareggiano insieme nella stessa categoria e di donne arrivate al top ce ne sono state 2 o 3 nel mondo. il secondo è che per fare questo sport ci vogliono requisiti fisici precisi e particolari al giorno d’oggi dai quali nn si può prescindere.ciao

  38. thomas yancey scrive:

    Trovo sempre simpatici i quesiti di Stefano Grazia. E poi i misteri attraggono l’uomo dalla notte dei tempi. Max ha sapientemente sollecitato questo impulso arcano.
    Non sono il depositario della conoscenza sportiva e di nessun’altra forma del sapere. Ad ogni buon conto, l’unico sport che conosco praticato da uomini e donne nella stessa categoria è l’apnea agonistica.

  39. max scrive:

    acqua

  40. Stefano Grazia scrive:

    automobilismo e ippica, sono i primi due sport che mi vengono in mente in cui uomini e donne gareggiano insieme…non è che max sia stato l’allenatore di ribot e tornese?
    Nyaah, sarebbe troppo vecchio per procreare nel 98…

  41. max scrive:

    incominciamo ad avvicinarci…..anche se stiamo parlando di uomini o giù di li…cmq oggi mi sono riletto un po’ di post precedenti e devo fare i complimenti a tutti voi (anche chi la pensa diversamente da me chiaramente) xchè ho trovato molti msg interessanti e intelligenti oltre che (a differenza di me che sono un sanguigno) molto equilibrati e ragionati. piacere quindi di conoscervi tutti. ciao e a presto

  42. stefano grazia scrive:

    max biaggi, frankie dettori…vabbé, mi fermo qui… Ovviamente gli Aficionados avranno giá letto l’articolo su Miccini scritto in Prima Pagina da Ubaldo (di Giacomo abbiamo spesso parlato anche io o mia moglie nei resoconti da Bradenton…Ma volevo darvi una notizia in anteprima: fino a dicembre rimango qui in Angola e dovrei trasferirmi a Lagos solo col prossimo anno…sabato scorso quando ormai eravamo agli sgoccioli con molti problemi ancora irrisolti fra cui un Container di Effetti Personali da Spedire e l’Iscrizione a Scuola di mio figlio in alto mare, e dopo che per un mese avevo continuato a suggerire all’Uff Personale di provare ad ottenere non un Rinnovo ma semplicemente una Estensione per permettere al Nuovo Medico di giungere in tempo (mi si rispondeva che non era possibile), sabato dicevo ho fatto lo stesso suggerimento al Managing Director appena rientrato dalle ferie e tra l’altro anche lui in partenza : l’MD, che ripetutamente e inutilmente in precedenza aveva sollecitato una soluzione che prevedesse il mio trasferimento entro settembre a Lagos, ha suggerito a HR locale la mia proposta e magicamente HR si é mossa ieri ottenendo oggi una estensione a Dicembre. E mi é anche toccato dirgli: “Bravi! Siete Grandi! Ottima idea! Come mai non ci ho pensato io?”
    Scherzo!!!
    A questo punto TUTTO-fatti e circostanze nonché “dati,cause e pretesto”-sembrano condurre logicamente…
    …. a un anno alla Pat Cash Academyin Australia! Infatti, la famosa scuola americana AISL di Lagos che mio figlio frequentava 4 anni fa non ha posti vacanti e Nicky é quindi in waiting list…Ci sono altre scuole ma bisognerebbe andare giú e vedere…sic stantibus rebus con la pervicace ostinazione dell’Img di obbligarci alla Scuola Interna all’Academy e considerando che in Australia l’abnno scolastico comincia a Febbraio, perché no? Un anno fra i canguri o almeno un Semestre: se poi ad Agosto 2008 c’é posto all’AISL di Lagos, si puó fare la prima media (il 6th grade) in Nigeria mentre a 12 aa,massimo 13, l’idea é di seguire le orme di Miccini (oh,intendiamoci, con infinatamente meno talento e soprattutto fisico e risultati e quindi prospettive)

  43. max scrive:

    con Lanfranco cominciamo ad avvicinarci…..

  44. stefano grazia scrive:

    ah,max,max…Allora é il Pentathlon Moderno e del resto ecco perché,giustamente, parli del Miglior Atleta….piú completo di un Decatleta e di un Iron Man del Triathlon… E purtroppo nessuno li conosce se non per un breve momento di fugace gloria quando arraffano qualche medaglia alle olimpiadi…Chi lo conosce,per esempio, Mazzini, vincitore di tre campionati italiani di fila dal 96 al 98?
    Ma un momento, mi dici che uomini e donne gareggiano insieme e allora potrebbe essere Equitazione, Concorso Ippico…Quello stesso in cui abbiamo visto Tatum O’Neil, si,la moglie di Johnny Mac,interpretare la parte della nipotina del personaggio interpretato da Elizabeth Taylor nel primo Gran Prix…In questo film (neanche tanto malvagio se uno non si aspetta capolavori da oscar) Tatum partecipa alle Olimpiadi e vince nel …adesso non so come si chiama, scusate l’ignoranza, ma é una competizione fatta di piú prove che si conclude col percorso completo…Ecco come si chiama, credo: Concorso Completo…E’ il film dove un cavallo impazzisce durante il percorso aereo e lo devono ammazzare prima che faccia precipitare tutti… Comunque, se é questo, dovrei setacciare Google per andare alla ricerca di nomi come Giuseppe Rolli & Co…
    Certo, ci sono sports in cui sei uno straordinario atleta, il migliore del tuo paese o del mondo, e nessuno ti conosce…Gli stessi Abbagnale erano famosi solo in Italia o al massimo in UK…A proposito qui avevo conosciuto i Genitori di Alex Partridge…E chi é,direte voi? Appunto, era l’erede di quel famosissimo indimenticabile canottiere di cui appunto non mi viene il nome, Steve …, che ha vinto 5 (CINQUE!!!) olimpiadi di seguito e io manco mi ricordo il nome…Alex Partridge era nil leader della sua squadra, 4 con, mi sembra, e poco prima delle ultime olimpiadi si era procurato una frattura da stress alle coste e ha dovuto rinunciare…i Genitori erano distrutti:non per loro ma per il figlio, si era preparato per una vita…i suoi compagni hanno vinto l’oro, lui ci riprova il prossimo anno…
    Vabbé, e tutto questo ciosa c’entra con Genitori & Figli? Niente, se non che se tuo figlio diventa un campione in un qualche sport é quasi sempre lo sport scelto dai suoi genitori… oppure uno di quegli sport che si possono cominciare piú tardi, addirittura alle medie o al liceo, perché nessun altro li fa… quando scegli uno sport per tuo figlio, o lo fai perché é il tuo sport o perché fai come Richard Williams o max… Io credo che sia piú giusto offrire una certa scelta e scherzando,ma fino a un certo punto, dico sempre che la mia ereditá consiste nei 4 sports che ho fatto fare a mio figlio: a tre mesi l’ho cacciato sott’acqua in piscina, a 3 anni racchetta in mano, a 4 sugli sci e a 5 il golf…I Quattro Sport Socializzanti, che se vai a vivere all’Estero o in un’altra cittá o in vacanza al Mare o in Montagna, ti permettono di “socializzare” appunto… A questo aggiungerei uno sport di squadra (io giocavo a rugby ma anche se voi vi illudete che in Italia ci sia il boom, credetemi: ne vale la pena solo se vivi in un mondo in cui il rugby é praticato nelle scuole) per sviluppare un po’ di empatia… Poi a poco poco si dovrebbe osservare quale sport il piccolo/a preferisce, che attitudini dimostra, etc etc … tanto poi alla fine sono sempre i Genitori a decidere. L’importante é che a 12-14 anni se vuol smettere e diventare un Ingegnere o un Rapper non glielo si impedisca…
    Ció detto, max, ci ho preso o no?

  45. max scrive:

    no e anche se in italia nn è uno sport molto praticato in molte altre nazioni è lo sport nazionale tanto è vero che il mio ex atleta è uno che guadagna qualche milione di euro all’anno. come indizio posso dirti che x qualche mese l’anno lavora in giappone

  46. giorgio scrive:

    Ma come non ti viene il nome, Stefano? Il mitico Sir Stephen Geoffrey REDGRAVE. 5 ORI OLIMPICI in 5 olimpiadi consecutive (dal 1984 al 2000), oltre a 9 titoli mondiali

    La sua storia umana, oltre che sportiva, probabilemente la conosci già ma mi piace ricordarla a beneficio di chi non abbia mai sentito parlare di questo straordinario personaggio.

    Steve prima di Sydney 2000 aveva scoperto il diabete e ogni giorno doveva fare iniezioni di insulina. Steve era già baronetto, era un gigante, in Inghilterra era già considerato un eroe dello sport. Quattro anni prima, ad Atlanta, aveva detto: “Se mi vedete ancora vicino a una barca siete autorizzati a spararmi”. Da quella barca no, lui non scese. Steve Redgrave si prese il quinto oro olimpico nel canottaggio, quattro senza, e durante la premazione il presidente del Cio, Juan Antonio Samaranch gli disse “Ora ha un posto nel libro d’oro della storia dei Giochi”.

    Steve è uno di quei personaggi che finiscono raramente sul palcoscenico, eppure la sua è una storia di muscoli e fatica, fame e successo, sport come rivincita alla faccia della sfortuna e della povertà.
    Indietro, allora, anni Settanta. Steve va a scuola, non è un granché. Fatica sui libri, la diagnosi è impietosa: dislessia. Non riesce nemmeno a fare la sua firma. Il suo mondo non coincide con quello degli altri. Una forma molto seria, viene esplulso dal college. A casa pochi soldi, padre carpentiere, madre casalinga, working class inglese. Steve comincia con il canotaggio: è alto, grosso, è in gamba, si capisce subito. Il padre si spacca, ma gli permette di allenarsi, accetta lavori umili perché quel figlio sfortunato riesca in qualcosa. No, non vuole che Steve finisca al pub davanti a una pinta di bitter, la birra calda che fa impazzire gli inglesi, a fare a pugni. No, niente cassette da scaricare negli scali del Tamigi. La fortuna di Steve, come si vedrà più avanti, è fatta di persone. Ma Steve, a sua volta sbuffa, si spacca in allenamenti massacranti, con qualsiasi tempo.

    Nel 1979 ecco il primo risultato importante: campione del mondo giovanile. Bello, ma soldi zero. Entra in nazionale, due anni dopo vince il primo titolo mondiale. Anni ‘80: gareggia assieme al fratello Andy, sono una coppia imbattibile, si contendono vittorie e gloria con i fratelloni italiani, Carmine e Giuseppe Abbagnale. 1984, Olimpiadi di Los Angeles, conquista la prima medaglia olimpica, nel quattro di coppia, con i compagni di voga Cross, Budgett, Holmes ed Ellison. Ai giochi di Seul è sul gradino più alto assieme a Matt Pinsett, un altro che segna la sua storia sportiva. Steve è figlio povero, Matt è laureato a Oxford in geografia, è colto, educato, bravo ragazzo di una buona famiglia. Matt è lontanissimo da Steve, eppure funziona. Matt è il capovoga, cioè quello che in barca decide, Steve mette a disposizione rabbia, muscoli: un atleta produce in media una potenza di 200 watt, Steve ne sprigiona il doppio, più di 400. Perfetto. Insieme vincono a Barcellona, ad Atlanta. In mezzo c’è il matrimonio con Ann, osteologa, che diventa il medico della nazionale inglese, la nascita dei figli. “Basta, smetto” , dice ad Atlanta. “No, scusate, ero depresso, ci ho ripensato”. Un anno fa, un’altra diagnosi: diabete. Una mazzata. Insulina, dieta alimentare stravolta, la scelta di continuare a vincere.

    Oggi Sir Stephen Redgrave, o Sir Steve, come lui ama farsi chiamare, ha deciso di smettere la sua attività agonistica e si gode i suoi titoli olimpici, presenziando a molti eventi di carattere sociale, ben consapevole del ruolo fondamentale del controllo della glicemia nella vita di un diabetico

    Nel 2006 completa la sua terza maratona di Londra raccogliendo fondi per £1,800,000

    Spero di perdonerete se sono andato così OFF TOPIC

  47. Stefano Grazia scrive:

    Giorgio, ovviamente era un lapsus momentaneo…(che mi capitano più spesso ora che qualche anno fa quando potevo sciorinare titoli,registi,sceneggiatori e attori di qualsiasi film avessi visto e lo stesso negli sport che mi interessavano…la vecchiaia incalza o forse è solo l’alzeheimer che mi assale come il protagonista del più bel libro di Mordecai Rilcher, La Versione di Barney…e un po’ di pigrizia perchè bastava andare su google per 5″ e digitare canottaggio che il nome di Redgrave sarebbe saltato sicuramente fuori perchè Redgrave E’ il canottaggio (e anche un po’ di cinema, con Vanessa e tutta la famiglia)… Però quando leggo degli allenamenti massacranti di certi campioni di sport oscuri mi chiedo cosa debbano fare quelli degli sport più noti dove la concorrenza è ancora più elevata…
    Ciò detto, con max…ma ho sbagliato anche lo sport? Non dirmi che è il polo…Finchè era il Pentathlon Moderno potevo capire l’asserzione di miglior atleta italiano in assoluto…se passiamo in sport semisconosciuti dovremmo limitarci a miglior atleta italiano nel proprio sport…
    MA RITORNANDO AL TENNIS E AL RUOLO DEI GENITORI,l’altro giorno al Club Coqueiros di Luanda mi è capitato sotto gli occhi Charles, un bambino francese di 10 anni, l’unico qui che sia un po’ piú mingherlino di Nicholas. Bé, a 7 anni Charles era un fenomeno, l’attrazione del Club, giocava come Nicholas, dritto e rovescio a due mani…I Genitori parlavano di portarlo all’ISP in Francia, di farlo seguire dalla Federazione Francese, blah,blah,blah…Tre anni dopo Charles gioca ancora come quando aveva 7 anni con il dritto a due mani e in piú non fa tornei o partite perché non vuole servire, non ha mai imparato…E’ un bravo bambino educato ma non gli piace perdere e quindi…NON gioca.
    Lo guardavo nel campo di fianco che si allenava col papá e con un fratellino…cioè,si allenava…allenarsi è una parola grossa, in realtà palleggiavano col papá…ogni tanto azzeccavano una gran botta ma era piú che altro un’oretta di divertissment col proprio papà…Nulla di male, ANZI…magari era cosí che dovrebbe sempre essere e così doveva forse andare anche con noi e adesso non saremmo qui a porci tutte queste domande…Ma la veritá fra Genitori che Spingono e Genitori che Lascia che Sia (nel senso che prima o poi l’amore arriva, se deve succedere succede) era tutta qui, fra Nicholas e Charles, e non dico 6/0 6/0 6/0, senza storia che non è nemmeno quello e poi non è lo score che conta…Ma sono tre anni che son passati “a rincorrere il vento”, la differenza fra un bambino seguito dai genitori e un bambino a cui i genitori vogliono ugualmente bene e vorrebbero che giocasse a tennis ma poi, come nella parodia della moglie di Dini fatta dalla Guzzanti al Pippo Kennedy Show, ” non si fece…non si fece…” E non so se questa può essere una risposta al quesito posto da Angelica, ma io credo che se oggi il quindicenne Giacomo Miccini può far sognare Tommasi e Ubaldo è principalmente perchè prima di tutto dietro ci sono stati i Genitori, poi come l’amore magari prima o poi arriva anche la Federazione… Chissà, magari succede così anche con le nuove leve dell’Est…
    E max, prima o poi ti becco…adesso vado su google…

  48. Stefano Grazia scrive:

    …spero solo non sia il sumo…nel qual caso capisco la scelta del tennis per tua figlia…

  49. max scrive:

    stefano quindi tu sei la persona che scrive su 0-15….. ti leggo sempre molto volentieri. per il resto la penso come te nel senso che ho cominciato a far giocare mia figlia con me per metterla nelle condizioni di poter iniziare con profitto nel circolo vicino a casa, ed infatti essendo la migliore la mettevano sempre a giocare con i + bravi, dopodichè l’allenarsi duramente con me oltre alla sat ed alla pre-agonistica è servito assieme alle sedute di prep fisica (in + mi sono accorto che al circolo aveva ormai poco da imparare e migliorare) a prepararla all’academy senza che lei sentisse troppo la differenza di lavoro ed anzi ancora oggi che gioca con me solo una volta alla settimana dice che fa meno fatica all’academy…. in questo modo quindi l’ho condizionata al lavoro e trova l’academy come un momento di svago di ritrovo con le amiche etc oltre al fatto che essendo la + piccola è sempre stimolata a far meglio essendoci sempre qualcuno migliore di lei e questo la incentiva anche a “rubare” il mestiere cioè ad osservare (anche per copiare le amichette) le altre e rimanere concentrara che è la cosa + difficile in questa età. fino ad oggi io ho sempre visto un netto miglioramento e se un giorno nn lo vedessi + cercherei un altro posto x far si che ricominci a progredire che è l’unica cosa basilare oggi. altro vantaggio delle academy è che i maestri che ci lavorano arrivando da tutto i mondo e girando con i ragazzi x tornei sono sempre super aggiornati. un piccolo esempio è stato che appena sono arrivato in accademia sono rimasto colpito dall’attenzione maniacale che hanno per le prese, cosa che ad esempio nel circolo dicevano importanti ma senza fretta (premetto che nel mio ex circolo c’è un tecnico nazionale non il maestrucolo di 50 anni che nn vede l’ora di finire la giornata), quindi nn ho dubbi sul fatto che abbiamo preso la strada giusta. è altresì lapalissiano che per arrivare si deve fare ancora di + (educazione cultura sportiva prep fisica perfetta + lavoro etc altrimenti tutti quelli che frequentano un’accademia arriverebbero mentre ovviamente nn è così) cmq l’academy è sicuramente il miglior posto dove portare un bambino se si lavora in sinergia (famiglia academy prep atletico che lavora in maniera specifica a seconda dell’età dell’atleta

  50. Stefano Grazia scrive:

    ebbene si, son proprio io…ma confermo quanto scritto qualche post fa: mio figlio non è poi tutto sto granchè e quindi non aspettatelo al varco, per me non vincerà nulla per altri 3-4 anni, poi chissà, magari diventerà un grosso suonatore di chitarra e stravederà per una donna di nome lisa (citazione per marcos ma questa volta da De Gregori)…Ma anche così credo che anche noi abbiamo fatto le cose giuste, fino ad ora, ma ora, come ci dissero i Bertino, comincia il difficile…nel senso che d’ora in poi quando si sbaglia si perde tempo, che dobbiamo stare attenti a chi affidarlo, a non credere di poter fare noi il lavoro e nello stesso tempo a non credere che solo perchè uno sia un Maestro sia il depositario dell’unico Verbo…Il tutto complicato (o facilitato ,chissà, nel senso che certe scelte azzardate alla fin fine sono d’obbligo in quanto non v’è altra scelta)dal vivere all’estero e in questo momento anche in via di trasferimento…Ma dimmi,sono curioso:tu dici “Da quest’anno (9 anni alla fine di ottobre) si allena 3/4 ore al giorno in un’academy (lun-sab) in lombardia e tre volte alla settimana fa 90 min”
    MA E LA SCUOLA? Da una piccola indagine a me risulta che quasi tutte le scuole ormai fanno il tempo continuato, i figli escono alle 15-16…se ci metti un’ora a portarli, vuol dire che arrivano a casa alle 20-21…e i compiti? e gli svaghi extra tennis? e le giornate invernali buie e cupe sotto il pallone?

  51. Stefano Grazia scrive:

    CHIAMATA ALLE ARMI PER I VECCHI AFICIONADOS…gli USOpen sono agli sgoccioli e anche la stagione dei tornei in Italia…è il momento dei bilanci, dei rimpianti, delle ammissioni,dei ricordi, degli aneddoti… E poi: Stefar ed Enzo, che fine avete fatto? Vi hanno radiato? Maddai che scherzo… O vi siete stancati perchè ripetiamo sempre le solite cose?In realtà blufox66,angelica e max ci hanno offerto nuovi spunti…kill bill, atti, heraimo, francesco… Su, le vacanze son finite, è ora di riprendere a perseverare nel sogno…

  52. heraimo scrive:

    Presente!
    Eh, il sogno sta per svanire…bisogna guardare in faccia la realtà. Mia figlia non ha ancora un punticino ITF, come potrà prendere dei puntoni WTA??Eppure l’impegno ce l’ha messo tutto, i presupposti c’erano, a volte fa anche delle belle prestazioni, tipo battere 61 62 una 2.7, tipo vincere due tornei di terza categoria ma evidentemente significa poco. Ormai si è avvitata in una spirale di insicurezza quando compete con le sue coetanee al vertice, perde fiducia, patisce il confronto, non riesce ad esprimere il suo potenziale. Per lei il meccanismo di selezione e competizione sicuramente è stato nefasto. Mi viene in mente cosa mi dicevano i soloni della federazione anni fa: “adesso non bisogna guardare al risultato, bisogna solo crescere, migliorare il proprio gioco, senza preoccuparsi del risultato” PALLE!! In questo gioco l’unica cosa che conta è vincere, sempre, a tutte le età e in tutte le occasioni. Se vinci sei convocata, se perdi nessuno ti considera. Più della tecnica, della tattica, della preparazione fisica conta quell’istinto killer che ti porta a prevalere, a sfruttare ogni debolezza dell’avversario, ad avere sicurezza e sfrontatezza. Del resto è sufficiente guardare le campionesse: la Henin, le Williams, la Sharapova, la Hantuchova…sono tutte…”cattive”, assetate di sangue. Purtroppo, o per fortuna, quello è un tratto che non si insegna, o ce l’hai o non ce l’hai e se non ce l’hai è meglio che cambi sport. Conta poco il maestro o il numero di ore che ti alleni.
    Scusate lo sfogo, prendetelo appunto per quello. Questo blog è stato molto utile per me, ringrazio Stefano e soprattutto il Papà di Fabio. Consiglio a tutti di andare a rileggersi i suoi interventi: sono veramente rivelatori! Lì c’è scritto tutto! una cosa sopra tutte le altre: se vostro figlio a 14-15 anni non è nel gruppetto di testa non lo sarà mai. Più chiaro di così!

  53. max scrive:

    ed infatti io mi sono appena trasferito. mia figlia ha cominciato in accademia a giugno alla fine della scuola quindi il problema nn c’era. ora ho trovato una scuola che ga 8.30-12.30 + una volta alla settimana 14.30-16.30, quindi il tempo nnn manca in + sfrutterò molto la formula week end. per quanto riguarda compiti, tv (che cmq + di tanto nn voglio che ci si rimbambisca) e svago le ho insegnato da subito ad organizzarsi (soprattutto a scuola di stare molto attenta) quindi ci sta tutto fermo restando che se si ha un obiettivo a qualcosa si deve per forza rinunciare: io le dico sempre: “meglio lavorare dai 7 anni ai 30 che dai 25 ai 75 che sono + del doppio e quasi sempre x la metà dei soldi. per quanto riguarda heraimo le cose nn stanno proprio così: l’accademia che frequenta mia figlia ha appena stipulato un contratto con la mind room di milan lab. portando un’atleta di punta dell’academy ci si è soffermati con ancellotti il direttore di milan lab etc e dicevano che ad esempio pirlo era un giocatore di grandissima qualità ma che se la faceva sotto mentre ora sappiamo il faro che x milan e nazionale è. seedeorf cresciuto nell’ ajax che quanto a cultura sportiva nn ha rivali nel mondo (e la freddezza dei tulipani è riconosciuta da tutti) ha cominciato da subito in olanda a lavorare sul mentale e nn a caso ha vinto champions ovunque sia stato. certo che poi ci sono certi giocatori tipo gattuso chde nn hanno bisogno di nulla. nn credo neanche che sia un caso che mltissimi giocatori usciti dabollettieri possono perdere tecnicamente ma difficilmente di testa. per quanto riguarda il fatto dei risultati è certo che siano importanti ma credo che fino ai 13/14 anni lo siano molto meno e si debba pensare a migliorare il gioco anche xchè cmq se giochi bene vinci spesso solo che a volte puoi perdere con qualche pallettaro. al bonfglio quest’anno ho visto michelle larcher brito (14 anni portoghese che si allena da bollettieri) nn per caso cattiveria da vendere vedrete che sentirete parlare di lei anche se ha perso ai quarti anche xchè un fatto è perdere il bonfiglio a 14 anni altro è vincerlo a 18, mentre qui si ci si esalta se si vincono i vari nazionali under 12/14/16. una under 14 dorte è una 3.1 la larcher brito ha battuto al bonfiglio una 2.1 ora forse capite la valenza di un campionato nazionale. facendo un salto indietro vi faccio riflettere su un ulteriore vantaggio delle academy rispetto ai circoli: in questi giorni il circolo sotto casa aveva una ragazza chè è arrivata in semi dei campionati italiani under 14: il maestro ovviamente l’ha seguita. quesito: e gli altri?? vi rispondo io, o hanno giocato con i genitori o con gli amici o si sono riposati, mentr in quella settimana quelli che frequentano le academy hanno macinato ore ed ore di gioco e tirato migliaia di pallate.
    stefano ma tuo figlio quanti hanni ha? e quando capiti in italia? ciao

  54. Stefano Grazia scrive:

    heraimo, mi piacerebbe poterti consolare dicendo che comunque se come dici tu avete fatto di tutto e ci avete messo il 100%, bè, come si dice, non c’è nessun rimpianto, perchè vi sia un numero uno ci devono essere dei numero 2,3,4 e via… In realtà capisco che quando si debba dire al proprio figlio/a “sei bravo/a, e molto…ma non abbastanza” sia peggio che spataccarsi contro un muro … Ma è qualcosa che 499 di noi su 500 comunque prima o poi dovranno affrontare (queste le stats da Bollettieri su chi ce la fa, 1 su 500). Spero però che tu continui a leggerci e tua figlia continui a giocare e competere…Anzi, spero che u non l’abbia ancora data su (e cambiare ambiente, circolo,maestro? magari provare un academy? NOW OR NEVER! Un anno sabatico…Alla Sanchez! Da Bollettieri!)

  55. Stefano Grazia scrive:

    max, non voglio tediare tutti riproponendo tutta la vita tennistica e non di Nicholas che peraltro ha occupato un buon 70% dei quasi 700 posts di Genitori & Figli…e tutto il post N°37, quello che fu considerato il Post più lungo della Storia del Tennis e che ha fornito poi la traccia per il primo dei miei articoli apparsi su 0 15 con il titolo La mia Africa in scarpe da tennis. Ma in breve ti posso dire che Nicky è del Febbraio 97, ancora per quest’anno Under 10. Il prossimo anno sarà durissima per esempio perchè essendo in ritardo (costituzionale)di crescita renderà chili e massa muscolare agli Under 12…In più per me non è ancora emotivamente maturo-anche se per certi versi e grazie all’esposizione culturale che ha ricevuto in questi anni di viaggi e vita all’estero ha un’apertura mentale largamente superiore a quella dei suoi coetanei italiani. e tutte queste ragioni congiurano nel conseguimento di risultati a breve termine che comunque non sono una priorità…Grinta e voglia di vincere ne ha fin troppa e spesso si lascia attrarre da quello che chiamo Il Lato Oscuro della Forza… Allenarlo è fonte di frustrazione non solo per noi due genitori ma anche per fior di coaches che comunque hanno speso anche parole d’incoraggiamento e di stima financo imbarazzanti… I Coaches dello Strategy zone Program da Bollettieri ci hanno rassicurato che ha grosse potenzialità e che lo vogliono allenare (MA NON AL PUNTO DI ACCETTARLO CON UN PROGRAMMA RIDOTTO_vedi tutti i miei post sulla scuola e sul tennis in Florida.e se fosse stato un Quinzi o un Miccini magari l’avrebbero fatto-anche se,attenzione-i primi due anni Miccini se li è dovuti pagare tutti) Cesare Zavoli gli ha procurato una sponsorship con la Head per la racchetta e tutto senza risultati o che noi chiedessimo niente ma solo perchè secondo lui il potenziale c’è, Buzzelli-il preparatore atletico- e Palumbo della FIT dicono che ha capacità motorie eccezionale, Bob Brett ha speso parole di grande simpatia e apprezzamento invitandoci a ritornare anche durante l’anno e non mi sembrava avesse bisogno dei nostri soldi, anzi quasi si dimenticavano di prenderli, e infine i Bertino, che oltre ad averlo potuto apprezzare appieno dentro e fuori dal campo durante le due settimane full immersion al Centro Van der meer a Marlengo, credo abbiano davvero ragione nel raccomandarci che adesso è molto importante a chi lo affideremo… E qui casca l’asino…A chi lo affideremo? Mi chiedi quando passerò dall’Italia…E’ una bella domanda: avrei dovuto rientrare il 15 settembre a fronteggiare 2-3 mesi d’incertezze logistiche perchè non sapevamo ancora il dove/come/quando conseguente al nostro trasferimento dall’Angola… Ora sembra invece che resteremo a Luanda almeno fino a dicembre e che poi ci trasferiremo a Lagos…Potrei passare per l’Italia a Dicembre ma potrei anche dovermi trasferire direttamente da qui … In mezzo a tutta questa confusione (tra cui anche alcuni dettagli contrattuali e un passaggio di compagnia che vorrei poter analizzare meglio) campeggia la non indifferente problematica della scuola…Come più volte raccontato Nicky ha sempre frequentato scuole inglesi/americane e quindi il nostro postulato era che la quinta comunque la facesse in una scuola inglese e possibilmente in un full english environment…Da qui l’idea di fargli fare un anno da Bollettieri, tramontata poi perchè non ci lasciavano scegliere la Scuola che volevamo noi, almeno NON prima del 7th grade, o di mandarlo in Australia… La chance di tornare in Nigeria (dove Nicky ha speso i primi 6 anni di vita e dove ha cominciato a giocare a tre anni) ci aveva fatto restare alla finestra ma i ritardi burocratici ci stanno precludendo la possibilità di riuscire a iscriverlo all’American School di Lagos, la migliore scuola di lingua inglese in Nigeria e probabilmente in West Africa…
    Insomma, rifammi la domanda fra un paio di mesi…Al momento stiamo accarezzando l’idea di inviare Nicky (e Mamma) alla Pat Cash Academy per un anno (lì le scuole cominciano a Febbraio) e eventualmente vedere ad Agosto: se l’esperienza è insoddisfacente e se ad Agosto 2008 l’American School lo accetta, potrebbero poi raggiungermi in Nigeria altrimenti si faranno due anni in Australia (venendo a trovarmi nei 4 periodi di ferie ed andando a trovarli io nei miei)…A 12/13 aa l’idea sarebbe di imitare Miccini…
    Ma siamo un WORK IN PROGRESS…
    E comunque, nulla in contrario con le Academy Italiane (concordo su tutto quello che hai detto sui vantaggi rispetto al Circolo ed è un argomento che abbiamo sviscerato più volte) ma noi abbiamo il problema della Scuola in Inglese…Potremmo decidere di fargli fare eventualmente le Medie in Italia per assestargli la grammatica ed in quel caso si, potremmo anche fare come hai fatto tu,decidere di trasferirci a seconda di dove andrebbe ad allenarsi…Come scriveva STEFAR, una delle condicio sine qua non è vivere vicino al posto dove ci si allena…
    Ma ora basta parlare di me: leggiti tutti gli OTTO RIASSUNTONI almeno oppure stampati tutti i posts (300 e passa pagine) copiandoli prima su word: è una cosa che comunque consiglio a tutti, e il librone rilegato fa lasua bella figura accanto a 500 anni di tennis di Clerici,Tennis Training di Castellani e Jimmy Connors saved my life di Joel Drucker…

  56. max scrive:

    ti ringrazio molto e se dovessi passare dal nord italia (diciamo milano anche se in realtà milano nn è) mi piacerebbe incontrarti, farti vedere l’academy dove va mia figia ed avere un tuo parere (ne hai viste molte) perchè come ho detto bisogna sempre migliorare e nn si sa mai che un giorno ti debba raggiungere… cmq ora mi stampo tutti i post. ciao e a presto

  57. Stefano Grazia scrive:

    Pochi post più sopra(e invero anche all’inizio della mia collaborazione al blog) davo in pasto ai media (SCHERZO!!!)la mia email così se vuoi puoi scrivermi, darmi la tua e se prima di andare in Nigeria passo per l’Italia a dicembre magari ci si può incontrare: in effetti, se vengo in Italia è perchè devo passare per Milano a firmare dei contratti… Al momento non lo so ancora…Comunque sono sempre felice di vedere nuove academies, non si sa mai…Comunque, d’estate, un assaggio delle grandi academies (Bollettieri, Evert,Hopman,Weil in Florida; Sanchez in Spagna) può sempre essere utile e istruttivo anche se andarci come short timer (cioè come summer camp ) può essere deludente se non si sa interpretare e vedere “oltre”, cioè capire come sarebbe se tu stessi lì tutto l’anno…A parte che comunque per chi non c’è maistato è sempre una esperienza utile e alla fin fine colpisci tons of balls e fai comunque molto volume.La Qualità la puoi fare solo se già conosci o se ci vai per tutto l’anno. Ma tutto questo è già stato scritto più volte e lo troverai sia nei posts che nella Categoria a destra dell’Home Page del Blog alla voce:ACCADEMIE: QUI CI SIAMO STATI.

  58. Atti scrive:

    A rieccomi ! fra ferie e varie non ho piu’ avuto l’occasione di inserirmi nel Blog… ma ho sempre continuato a seguirvi.
    In realtà avrei nolte cose da dire ma non ho la capacità di scrivere di Stefano ne la sintesi ermetica di Marcos quindi provero’ a lanciare qualche spunto :
     Le vittorie di Justine e Roger dimostrano, per fortuna, che la tecnica continua a fare la differenza, anche se oramai in molti paesi (Russia, Argentina, Spagna) riescono a programmare e crescere quasi scientificamente degli ottimi giocatori; i nostri invece appena entrano fra i TOP100 ed arriva qualche contratto si “rilassano” e preferiscono i challanger e le esibizioni a cachet ( ed in questo rappresentano al meglio la filosofia di vita di noi italiani).
     Frequento molti tornei Under 10-12 e purtroppo vedo che sia per i genitori che per molti maestri contano solo che l’allievo vinca, non importa come; sappiamo tutti che vincere “pallettando” non serve per progredire. Vi porto alcuni esempi:
    Mia figlia (U12) ha giocato una finale di un importante torneo interregionale, affrontando l’eterna rivale di quest’anno (8 partite in pochi mesi); aveva perso le ultime 2 al terzo set tentando di giocare a tennis e naturalmente non volendo perdere anche la terza volta di fila, si è messa a pallettare ed ha vinto (e un po’ anche la capisco), ma io mi chiedo a cosa servono queste partite? Ecco perché sono contrario ai trionfalismi giovanili italioti, per emergere bisogna lavorare con occhi piu’ lungimiranti, perché il Puzzle va completato a 17-18 anni.
     Ho seguito anch’io incuriosito i tornei Nike di Nicholas, peccato che non sono riuscito ad “incrociarvi”, anche per vedere il livello dei nostri “indigeni”; confermo che a 10-12 anni il ragazzino piu’ determinato (e furbo) vince, ma col tempo gli altri, possono raggiungerlo e superarlo: il difficile, in Italia, è creare un giocatore con la mentalità da professionista , soprattutto dopo che da piccolo è stato un “fenomeno” (quest’anno alla Lambertenghi pullulavano…)

    Concludo “consolando” Stefano; non guardare i risultati di Nicholas al Nike, anche mia figlia (del 98) in alcuni ha perso al I o II turno, in altri è arrivata in semifinale perdendo dalla vincitrice al Tie-break del terzo ( e indovina come ha giocato l’altra ragazzina il tie break pur di vincerlo ?). Brava perché ha vinto, ma vedremo, col tempo e se continueranno, cosa farà la differenza….ed anzi penso di saperlo, vincendo da piccolo hai piu’ possibilità di venir seguito allenato convocato etc., ma sono anche convinto che almeno altrettanti si perdono per strada, o perché i genitori non possono o vogliono “investire”, oppure perché capitano in circoli senza obbiettivi agonistici, o anche perché non gli viene insegnato, o non imparano, che, al giorno d’oggi, nello sport per competere bisogna avere voglia di impegnarsi, amando la disciplina che scegli; tutti noi abbiamo esempi di ragazzini/e “avvicinati” al tennis, ed “allevati” per vincere, con ore ed ore di allenamenti…. ma poi se non ci crede l’allievo, possiamo portarlo in tutte le Accademies del mondo che tanto a nulla servirà… .
    Ciao.

  59. Gio92 scrive:

    Mi rifaccio vivo anche su “sollecitazione” di Stefano proponendo a chi ci è già passato un quesito : ovvero la gestione “del figlio piccolo”.
    Orbene io ho due maschietti di 10 e 7 anni , succede che il “grande” si è appassionato ed ha iniziato a fare le sue prime gare con anche qualche soddisfazione, ha anche iniziato a giocare molto di più anche con me. Ovviamente il “piccolo” che ha il fratello come l’ESEMPIO ha cercato di imitarlo solo che un po’ la ancor marcata differenza di età , un po’ il diverso carattere ora come ora sta subendo in maniera forte gli sberleffi ed i continui sfotto’ del grande. Non sono ancora riuscito a fargli scattare la molla che lo spinga a cercare di dare il meglio di se per cercare di competere ed anzi per il momento si vergogna a giocare con esterni (al di fuori di me) per paura di fare brutta figura. Non è così scarso ,anzi quando si impegna (ma cio’ ahimè non capita spessisimo) farebbe anche la sua figura ! In più non è ancora riuscito a farsi una compagnia di amichetti di corso al suo livello , ce ne sono alcuni (pochi) + bravi e tanti invece proprio alle prime armi. A questo punto confido in questa nuova annata scolastica (di tennis) sperando che riesca a farsi il “suo giro” pero’ mi piacerebbe conoscere le esperienze di chi ha già vissuto queste situazioni.
    Certo che girando per tornei “under” si vedono dei fratelli/sorelle minori che sono per me incredibili , sembrano quasi dei mini professionisti ! Mah, il mio regolarmente quando andiamo a giocare dopo un po’ si mette a fare le montagnette con la terra rossa e la cosa che preferisce fare e’ buttarsi x terra facendo finta di aver mancato un colpo…..con grande gioia di mia moglie che lava………

  60. Stefano Grazia scrive:

    Grazie Atti e Welcome back! Sull’arte della palletta (che io difendo a livello di Club: se non sai vincere tu contro di loro non lamentarti ma impara a giocare al volo, ma che a livello giovanile è nefanda in prospettiva futura) sono perfettamente d’accordo con te …in verità, e la mia sarà una pazzia alla dr Bartolì, io sto cercando d’insegnare a Nicholas a non aver paura dei “pallettari” e di entrare con la swing volley…In allenamento le fa che è un piacere, ogni tanto anche in partita, a rete gioca bene ma è piccolino e non può fare ancora serve ‘n volley o attaccare incessantemente la rete…Obiettivo dei prossimi 3 mesi, oltre a continuare a migliore servizio, rovescio e foot work, sarà fare di swing volley e smash da fondo campo il proprio bread ‘n butter at breakfast…Eppoi, se sei un coach e stai guardando un match e ti vedi un cosino di 10 aa che attacca i floater a suon di swing volley secondo me ti disinteressi del risultato…Probabilmente molti maestri grideranno all’eresia… Voi che ne dite?

  61. kill bill scrive:

    …. lasciali gridare !
    il danno maggiore è fare le stesse cose anno dopo anno.
    Se riesco nei mesi di Ottobre-Gennaio gli farò fare più atletica che tennis ( di tennis solo addestramento senza punti e partitine ).
    Non sarà facile ‘’stravolgere” il metodo di lavoro del circolo un pò tutto un pò niente da Ottobre a Giugno.
    Sono comunque deciso , se mi seguono meglio se no lo mando 2 volte a tennis e 2 volte al campo di atletica anche se non farà lavori specifici perlomeno spero impari a correre senza strascicare i piedi.

  62. max scrive:

    sono perfettamente d’accordo certo se riuscissi a fargli fare dell’atletica x il tennis sarebbe meglio cmq piuttosto che niente….

  63. Stefano Grazia scrive:

    Gio92, pensa ai problemi che deve aver avuto John McEnroe Sr (e a quelli di Patrick…)…
    PS
    L’immagine di tuo figlio che fa castelli di sabbia sui campi in terra è da film!

  64. Stefano Grazia scrive:

    Programma Africano di Nicholas da qui a Dicembre:
    1)Continuare a migliorare il Rovescio
    2)Migliorare Seconda di Servizio
    3)Focus su Footwork e recupero al centro
    4)Come detto: SWING VOLLEY & SMASH da fondo devono diventare FACILI

    Tenuto conto della logistica angolana e del traffico e degli orari di scuola siamo costretti a fare FULL IMMERSION nel week end (sabato per es 4 h e domenica scorsa 5) mentre durante la sett di solito riesce a fare un’ora…nell’ultimo mese siccome pensavamo di doverci spostare e un po’ perchè si era allenato tutta estate l’abbiamo lasciato giocare più che altro matches nei quali peraltro ha rifilato diversi 6/0 6/1 ai ragazzini di 12/13 aa che lo battevano prima dell’estate, ma ora che sembra che in nigeria ci andremo solo a fine anno la schedule è la seguente:
    LUN: 1h con mia moglie al Club con FOCUS sul Footwork: drills con palla in movimento, recupero al centro, velocità, reattività
    MAR: 1h di calcio con la scuola + 45′ di Atletica con me sotto casa nella palestra e nel cortile della Guest House Eni Angola con coni,scalette, percorsi di guerra, sprints, balzi, pallina magica o z ball, vari giochi, sfruttando il territorio (per es sprints su per le scale etc)
    MER: 1h partitella al club + 45′ atletica (ripetute al power jog, balzi,etc)
    GIOV: 1h al Club: consistency con un vecchio palleggiatore da me chiamato Tutankhamon col quale gioco nella pausa pranzo sfide immortali e che è comunque in grado di fare palleggio sostenuto (specie sul rovescio)
    + 45′ di atletica
    VEN: 2 h al campo della scuola con mia moglie: 1h di servizio , un po’ di cesto sul Back Hand e poi partita
    SAB: 4-5 h con un ragazzino francese di 9 aa al quale Nicky da 6/0 6/1 ma che ha il padre ex seconda categoria francese…è uno scambio alla pari: noi coi nostri drills imparati da Bollettieri e lui con il suo braccio…in più Nicky si diverte ad allenarsi in compagnia e sabato 4 h sono passate in un batter d’occhio: consistency, vari drills, patterns col dritto e col rovescio, giochi per stimolare il gioco al volo e la swing volley, un doppio,un po’ di servizi coi targets…
    DOM: 5 h con un’ora di cesto col feeding a mano e poi Nicky da un lato e io e Gabrì dall’altro e dobbiamo fare 50 palleggi di fila e via; infine vari patterns utilizzando 2-3 local kids, per es io metto in gioco la palla, nicky deve fare un incrociato stretto,l’altro risponde e si gioca il punto…11 points drill, chi vince sta su, chi perde esce…Poi dopo 3-4 si cambia pattern…Infine un doppio e magari un paio di sets di singolo…Giochiamo dalle 11 alle 16 per non avere problemi di campi, mangiamo dei panini a bordo campo, sembriamo degli zingari, ma degli zingari del court!
    A gennaio probabilmente lo infileremo in un academy in australia o in florida: difficilmente infatti riusciremo a trovare a metà anno posto nella famosa American School di Lagos e quindi sarà forse anche meglio per lui, ha bisogno di entrare in un clima più agonistico, ha bisogno di veri coaches, di veri tecnici…ma, oh boy!, quanto rimpiangeremoquesti giorni…E sono anche convinto che non stiamo nemmeno lavorando male!

  65. Stefano Grazia scrive:

    Prima che qualcuno mi denunci a Telefono azzurro, preciso che nelle varie Academies nel mondo i ragazzi lavorano almeno 3 ore al giorno (e infatti questo è il motivo per cui non siamo riusciti ad andare già ora alla Bollettieri: la scuola da noi scelta non lo faceva uscire in tempo, a noi andava bene lo stesso a Gabriel Jaramillo,il Direttore dello Junior Program, no) e che comunque di tanto in tanto (un party di compleanno durante la settimana, una gita al mare o una giornata al golf) un giorno di riposo può saltar fuori (anche se io considero di riposo il martedì dedicato al calcio). Ma quello che mi conforta di più è che ora sembra proprio che Nicholas voglia giocare e si diverta ad allenarsi, anche se poi in campo di tanto in tanto fa il lavativo o “frena” se non gli piace un esercizio…Ma penso sia normale. Soprattutto la differenza è abissale già solo con lo scorso anno quando ancora,ogni tanto, faceva ammattire non solo noi ma anche i coaches dello Strategy Zone e il fatto che non lo cacciassero a pedate mi confortava: si vede che davvero intravedevano una qualche potenzialità…Comunque adesso se lo vediamo stanco, allora ci fermiamo…

  66. Carlo Polidori scrive:

    Saluti a tutti i frequentatori del blog.
    Mi fa piacere vedere come ci sia un grande interesse intorno alla costruzione di un giocatore.
    Mi scuso se scrivo con stile telegramma ma il tempo non è mai abbastanza…….
    x Stefano Grazia:
    come pensi di :
    1)Continuare a migliorare il Rovescio
    2)Migliorare Seconda di Servizio
    3)Focus su Footwork e recupero al centro
    4)Come detto: SWING VOLLEY & SMASH da fondo devono diventare FACILI
    ??
    Cerco di darti/ darvi altri elementi di lettura della mia domanda che spero venga letta in chiave costruttiva.
    Quando pensi di migliorare il rovescio di tuo figlio, da dove inizi? e ancora hai un progetto tecnico finale e come lo state seguendo?
    Dico questo perche’ credo che chiunque stia insegnando qualcosa dovrebbe avere ben chiaro in mente “dov’è il suo allievo”, “dove vuole portarlo” e “per quale strada”
    In questo momento stavo pensando al mio approccio al’insegnamento poi mi sono detto che non conoscendo tuo figlio la proposta non sarebbe stata adeguata.
    E allora ho pensato che sarebbe interessante inserire dei piccoli video, qui nel blog, per fare in modo che attraverso l’osservazione della tecnica piuttosto che di quello che vogliamo mostrare si potrebbe parlare e scambiare piu’ facilmente
    a presto
    Carlo

  67. max scrive:

    SUPER OKKKKKK!!!!! parli di zingari, ho cominciato l’anno scorso con le partite della PIA CUP di mia figlia partendo il giorno prima e andando in alberghi a 4/5 stelle. da questa estate con tornei praticamente tutte le settimane ho guidato + io che quelli che corrono la 24 ore di le mans, ho fatto comperare il frigorifero portatile a mia moglie ed ho girato tutti i parchi del nord italia per fare pic-nic cosa che nn avevo mai fatto in 40 anni!!! (le prime due volte è anche divertente poi……..) ad un torneo ho usato dei tavoli che mi sembravano liberi e a disposizione quando ad un certo punto mi sono sentito dire che per i pic-nic dovevo mettermi sul prato sentendomi veramente un barbone. pensare che a milano vado all’assassino ed il mitico lino quando arrivo mi accoglie sempre con: “buona sera dottore”…) e sono a malapena un ragioniere!!!!!! e quando è un po’ che nn vado mi chiede in che canile sono andato a mangiare negli ultimi tempi!! ce la siamo cercata e l’abbiamo trovata caro amico!!

  68. roberto scrive:

    Volevo segnalare il caso di un giovane ragazzo romano che sembrerebbe sconfessare la famosa teoria della mielina, ovvero dell’apprendimento precoce.

    E’ la storia di Andrea Stucchi, un baldo giovanotto del Canottieri Roma, classe ‘91, che ha iniziato a giocare a undici anni suonati e che in poco più di quattro anni di attività è diventato vicecampione d’europa e campione d’Italia under 16.

    Riporto di seguito un articolo su di lui apparso sulla Gazzetta dello Sport.

    “Tra latino e greco sogno il Foro Italico”

    (Andrea Stucchi, l’astro nascente della capitale, dal basket alla nazionale azzurra di tennis in soli quattro anni ed al titolo di vice campione europeo under 16)

    Francesca Paoletti, la gazzetta dello sport del 3-08-07

    Un po’ di argento. Un po’ di azzurro. Il luglio di Andrea Stucchi è di quelli difficili da dimenticare. Il 16enne del CC Roma si è reso protagonista, nelle ultime settimane, di due clamorosi exploit che lo consolidano tra i migliori giovani azzurri: una finale agli Europei Under 16 di Mosca e il debutto in Nazionale nella Summer Cup in corso a Maglie. Come ci si sente dopo una svolta così? clamorosa nella sua giovane carriera? “Molta felicità, ovviamente, e anche un po’ di emozione. Ho semplicemente raccolto quello che seminavo dallo scorso inverno. A Mosca è stata una settimana magica: stavo bene di testa e ho giocato forse il miglior tennis della mia vita (non ha concesso un set fino alla finale, per poi arrendersi al fuori classe bulgaro Dimitrov, ndr). A Maglie, invece, malgrado il k.o. al doppio di spareggio nel quarti con la Bulgaria; ho giocato per la prima volta in azzurro» Un passato da cestista e un debutto con la racchetta molto tardi, a 12 anni… “Sì, tutto è iniziato solo quattro anni fa. Facevo basket, ero una guardia di 190 cm. Mio padre, invece, gioca a tennis da sempre al circolo e una volta, partecipando con lui ad un torneo, mi sono divertito talmente che ho deciso di cambiare disciplina. Sono un moderno attaccante da fondocampo, servizio e dritto aggressivi. Mi adatto ad ogni Superficie, sulla terra sono nato e il cemento non mi spiace… Una sorta di Fernando Gonzalez, insomma, il finalista degli ultimi Internazionali d’Italia? Sorride: ..Diciamo che sono su quel genere, anche se . le mie passioni sono altre. Ho sempre amato il tennis classico, quello di Federer o di Henman per intenderei, ma oggi imitare quel tipo di giocatori è difficilissimo, se non impossibile» È seguito da sempre dallo storico maestro del CC Roma Bruno Orecchio e da due anni dall’ex agonista Daniele Baldassarri. Quali sono i loro consigli più frequenti? Tecnicamente stiamo lavorando un po’ sugli spostamenti, ma, soprattutto, mi incoraggiano a continuare gli studi. Frequento il Liceo Classico al “Lucrezio Caro”. Fra due anni concluderò la scuola e deciderò cosa fare. Penso di prendere poi un anno “sabbatico” e dedicarmi solo al tennis per vedere cosa accade, per vedere se posso pensare di fare realmente il professionista…Ma dopo aver rischiato di affiancare nell’albo d’oro dee gli Europei Under 16 campioni del calibro di Edberg, Noah e Wilander, ce l’ha un altro sogno nel cassetto? «Dopo due importanti risultati si rischia di pensare troppo in grande, ma io voglio rimanere con i piedi per terra. Un domani mi piacerebbe giocare bene agli Internazionali d’Italia: sono nato e cresciuto a 10 minuti dal Foro Italico, sarebbe un’emozione particolare”.

    E, per completezza, un servizio dal sito Federtennis sulla sua vittoria ai campionati nazionali under 16.

    “CAMPIONATI ITALIANI U16 MASCHILI - Perugia
    Andrea Stucchi conquista il tricolore

    E’ Andrea Stucchi il vincitore dell’edizione 2007 dei Campionati Italiani Under 16 maschili andati di scena a Perugia. Nell’ultimo atto Stucchi seconda testa di serie del tabellone, ha sconfitto per 61 63 Alessandro Bega, accreditato dell’ ottava teste di serie. L’incontro è stato dominato da Andrea (accompagnato dai Maestri Bruno Orecchio e Daniele Baldassarri) che con grande personalità ha sconfitto, in soli 50 minuti , Alessandro. Ottima la prova offerta dall’atleta romano, il quale ha messo a segno ben 17 vincenti nel corso dell’incontro: il gioco aggressivo, preciso ed incisivo praticato dal vincitore non ha lasciato nessuna chances di reazione all’avversario, che alla fine ha dovuto cedere al netto predominio dimostrato da Andrea non solo in occasione della finale, ma in tutti e sette i giorni di gara.”

    Ora io so già cosa mi risponderete, e purtroppo sono d’accordo con voi: se uno così avesse iniziato a giocare a sei anni ora dove sarebbe, di ritorno dall’US Open junior in compagnia di Trevisan e Fabbiano?

    Insomma, la domanda è: si può recuperare in qualche modo il tempo perduto, oppure questo ragazzo non potrà mai esprimere interamente il proprio potenziale?

  69. max scrive:

    a GIO voglio dire intanto che l’idea di suo figlio sdraiato sulla terra rossa mi piace tantissimo ed è proprio dolcissima. dopodichè io ho fatto la scelta dell’investimento per un motivo preciso. dopo le vicissitudini legate al mio lavoro e la conseguente mia decisione di “mollare” ho deciso di dedicarmi anima e corpo prima di tutto alla famiglia, cosa esattamente opposta a quello che facevo prima dove ero spesso in giro x il mondo ed il clou del lavoro si svolgeva nei week end oltre alle pubbliche relazioni che si tenevano la sera a cena. a questo punto sfruttando le mie conoscenze sono riuscito ad impiantare un lavoro che svolgo su internet ma se si voleva il sogno (anche xchè vicino alla mia esperienza lavorativa ed a quella di mia moglie che è una ex atleta russa di mezzo fondo facente parte della squadra nazonale juniores sovietica, poi infortunatasi) la strada era questa. nel mio caso è evidente che devo considerare tuto, dai tempi dela crescita tecnica, fisica e mentale, alle soluzioni migliori per progredire in tutto questo nn sottovalutando che cmq mia figlia ha 8 anni e quindi in tutti i modi devo farle fare tutto mentre si diverte etc etc. se invece nn si hanno certe ambizioni e nn si decide di fare l’investimento della vità (si xchè se uno nn è miliardaro deve o vendere la casa o rinunciare ad altro..) il problema nn sussiste i tuoi figli se vorranno e se gli piacerà il tennis potranno migliorare con calma raggiungendo anche ottimi risultati. ti faccio l’esmpio dell’altro mio figlio che ha 18 anni. lui nn ha mai giocato a tennis poi per caso a 13 anni l’ho portato con me x chiedere info rigardo a mia figlia che nn aveva ancora 4 anni. vedendo dei ragazzi giocare mi disse che gli sarebbe piaciuto provare. ovviamente l’accontentai ha fatto praticamente solo la sat, poi qualche lezione privata e 2 anni fa un po’ di agonistica arrivando a 4.4. dopodichè ha smesso per darsi alla musica ed alla recitazione iniziando a fare l’animatore nei villaggi e continuando la scuola facendo il 5° anno di perito informatico(siamo una famiglia di pazzi lo so!!). quest credo ti faccia capire che i tuoi figli che già da piccoli giocano hanno tutte le possibilità del mondo di arrivare a giocare un ottimo tennis togliendosi anche delle belle soddisfazioni a meno che anche tu vada cercando un sogno ed allora è un’altra cosa!!!! p.s. dopo 4 anni che ho intrapreso questa strada nn me la sento di consigliartela… meglio i castelli di terra battuta!!!!!! ed infatti l’unica cosa certa che farò nel remotissimo caso che mia figlia riuscisse a sfondare sarebbe quella di dare una papagna sul naso a chiunque parlasse di fortuna oppure qualcuno facesse degli accenni sugli eventuali elevati guadagni, perchè il lavoro ch c’è dietro soprattutto da parte delle famiglie è mostruoso e a prescindere dal fatto che a me personalmente piaccia, questo nn significa che nn sia faticoso. come si sa però se un lavoro piace si fa con + entusiasmo ed è questa una delle ragioni per cui ci siamo fiondati in questo tunnel buio, cieco e senza ritorno!!!! ciao

  70. Stefano Grazia scrive:

    roberto, ho letto bene?
    ““Sì, tutto è iniziato solo quattro anni fa. Facevo basket, ero una guardia di 190 cm”
    Se a 12 aa era 190,e comunque praticava sport, qualcosa comunque si spiega del suo futuro successo come tennista…poi bisognerebbe capire bene se a 12 aa ha cominciato da zero o ha semplicemente abbandonato il basket e cominciato seriamente (cioè l’agonismo) il tennis… Comunque, ogni regola ha la sua eccezione e ben vengano, ma se sono alte 190 a 12 aa è comunque più facile…Ma per rispondere alla tua ultima domanda: io credo che in fattodi risultati se si sprendono due bambini di 14 aa, uno che ha iniziato a 3 anni e laltro a 12 ma con quest’ultimon che ha già praticato e sempre altri sport “con la palla e i rimbalzi”, che poi si è dedicato anima e corpo, molte ore al giorno al tennis, che ha motivazioni entusiasmo grinta etc, io non escludo che a livello di U14 e forse anche di U16 il gap si possa chiudere e magari in forza anche di un fisico nettamente superiore, il Ritardatario vincere gli scontri diretti e ottenere migliori risultati…Ma temo che andando avanti, a meno di non trovarsi di fronte a un Fenomeno Unico, riducendosi gli svantaggi fisici e mentali (nel senso che c’è chi matura a 14 e chi a 18 o 20), a un certo punto ci sarebbero cose che quello che ha cominciato a 3 aa riesce a fare con estrema naturalezza e chi ha iniziato poi invece no, non ci riuscirà forse mai, o comunque ci riuscirà con maggiore fatica. Ciò detto, 11-12 aa son sempre pochi, no?ma egualmente si, secondo me, se avesse iniziato prima, magari ora farebbe coppia con Miccini a Bradenton…
    Carlo Polidori, la mia nemesi… si, sarebbe bello poter utilizzare il blog come strumento di analisi (Bollettieri lo fa, facendosi inviare video di suoi studenti overseas e ce lo aveva anche proposto tre anni fa ma io avevo glissato, preferendo in questo caso il metodo tradizionale)…Non avrei problemi ad inviarti del footage di mio figlio e capisco che sei sinceramente preoccupato, non so se dei danni che gli potremmo arrecare o del fatto che nonostante l’assenza di coach Nicky possa davvero imparare la swing volley…SCHERZO!!!
    Prima di tutto, ti devo ricordare che risiedo in Africa: quando sono in Europa o In US lo affido a dei coaches veri… Alcuni di questi, molto rispettabili e targati FIT, mi hanno detto che (incredibile ma vero) Nicholas tecnicamente “è moooolto sopra la media” e uno addirittura “non ha più niente da imparare” (ovviamente in rapporto all’età). Che siano state le 2 sett 2-3 volte all’anno da Bollettieri con Lance Luciani o che sia stato ANCHE il lavoro fatto con noi, nessuno lo potrà mai dire…Sicuramente ora come ora è il momento in cui noi ci sentiamo più inadeguati, abbiamo dubbi e paure e davvero vorremmo avere con noi un Carlo Polidori a cui affidarlo… E’ vero: come gliele insegni certe cose? In realtà gliel’hanno già insegnate i coaches da cui è stato, non solo alla Bolletieri, ma anche alla Pat Cash in Australia o alla BTA di Zavoli e Buzzelli, alla Bob Brett o alla Va Der Meer con lo staff di Bertino…Noi non insegnamo nulla, non ci permetteremmo mai, ma facciamo fare ripetizioni, riproduciamo situazioni, leggiamo libri, seguiamo i consigli di Enzo Loiacono e anche di Stefar e altri maestri ma onestamente come raccontavo al mio nuovo amico max in forma privata, non mi sento di svendere la mia laurea e la mia cultura

  71. Stefano Grazia scrive:

    roberto, ho letto bene?
    ““Sì, tutto è iniziato solo quattro anni fa. Facevo basket, ero una guardia di 190 cm”
    Se a 12 aa era 190,e comunque praticava sport, qualcosa comunque si spiega del suo futuro successo come tennista…poi bisognerebbe capire bene se a 12 aa ha cominciato da zero o ha semplicemente abbandonato il basket e cominciato seriamente (cioè l’agonismo) il tennis… Comunque, ogni regola ha la sua eccezione e ben vengano, ma se sono alte 190 a 12 aa è comunque più facile…Ma per rispondere alla tua ultima domanda: io credo che in fattodi risultati se si sprendono due bambini di 14 aa, uno che ha iniziato a 3 anni e laltro a 12 ma con quest’ultimon che ha già praticato e sempre altri sport “con la palla e i rimbalzi”, che poi si è dedicato anima e corpo, molte ore al giorno al tennis, che ha motivazioni entusiasmo grinta etc, io non escludo che a livello di U14 e forse anche di U16 il gap si possa chiudere e magari in forza anche di un fisico nettamente superiore, il Ritardatario vincere gli scontri diretti e ottenere migliori risultati…Ma temo che andando avanti, a meno di non trovarsi di fronte a un Fenomeno Unico, riducendosi gli svantaggi fisici e mentali (nel senso che c’è chi matura a 14 e chi a 18 o 20), a un certo punto ci sarebbero cose che quello che ha cominciato a 3 aa riesce a fare con estrema naturalezza e chi ha iniziato poi invece no, non ci riuscirà forse mai, o comunque ci riuscirà con maggiore fatica. Ciò detto, 11-12 aa son sempre pochi, no?ma egualmente si, secondo me, se avesse iniziato prima, magari ora farebbe coppia con Miccini a Bradenton…

  72. max scrive:

    premetto che n lo conosco è quindi nn mi permetto di giudicarlo. in linea generale però vorrei segnalare che vincere i nazionali under 16 nn è che di per se sia un risultato eclatante soprattutto se lo vinci al secondo anno di u16 xchè se uno è buono probabilmente preferisce giocare un 10.000$ visto poi che tanto la federazione gli darà un aiuto di 3/4 mila euro in un anno cioè quanto basta per fare un paio di tornei. tanto x fare un nome djokovic alla sua ètà era già tra i primi 150/200 del mondo. cosa invece da segnalare e che mi sembra di una gravità inaudita è quello che ho letto (grazie alla segnalazione del sito da parte di stefano) sul sito della BTA e cioè l’articolo su virgili. cose del genere possono succedere solo grazie al fatto che la ns federazione nn da nessun tipo di aiuto e nessuna indicazione ai genitori che vogliono far intraprendere la strada professionistica ai propri figli. si perchè se io nn ho la + pallida idea di cosa sia il tennis ma ho un figlio che promette devo scoprirlo da solo chi è all’altezza e chi no correndo il rischio di imbattermi in incapaci o in delinquenti, quando sarebbe così facile invece “certificare” accademie circoli o tecnici e fare una lista a disposizione di chi lo volesse almeno x evitare problematiche di questo genere. al contrario invece cercano solo di organizzare corsi x fare cassetta tipo il corso di TECNICO NAZIONALE (cioè quellla che dovrebbe essere la massima qualifica di un maestro italiano) dove nn hanno fatto un’ora sul campo, dove hanno detto cosa insegnare ma nn hanno spiegato COME insegnarlo dove hanno mandato i futuri tecnici nelle varie accademie x un giorno o un week end (come se in un giorno uno potesse imparare come si fa un progrmma annuale di un atleta, il recupero da un infortunio come si cresce un giovane o come si correggono i difetti di un nuovo arrivato) e dulcis in fundo dove hanno dato tale brevetto subito alla fine del corso. COSA???????? si avete capito bene ed ora mi spiego meglio. quando io ho passato l’esame di allenatore pubblico internazionale mi hanno detto: bene bravo ora vada un anno in inghilterra da tizio (il migliore del mondo) poi un anno qui in italia da sempronio (il nr 1 d’italia) e se alla fine dei due anni entrambi i due luminari daranno parere positivo lei sarà abilitato altrimenti il patentino sarà carta straccia. preciso che in quei due anni io sono andato da codeste persone ad imparare ma lavorando dovendomi alzare tutte le mattine alle 5. tali persone lavorano per sceicchi arabi aga khan regina d’inghilterra e tutte le + importanti personalità a livello mondiale che investono centinaia di milioni di euro all’anno, guadagnando decine di milioni di euro all’anno e girando con aerei personali . ai ns geni che nn hanno dovuto andare neanche un mese a buccinasco (tanto x dirne uno) che guadagnano se va bene 3/4 mila euro al mese (e per la loro preparazione è già una mostruosità) noi dovremmo dare in mano i ns figli x tentare la scalata alla classifica mondiale!!!!!!!!!!!!!!!!!!! siamo messi bene!!!!!! poi invece ci sono maestri che sanno tutto hanno lavorato x tutte le varie accademie in giro x il mondo vanno in continuazione per tornei i loro atleti vincono tornei a ripetizione ma che nn essendo laureati (e ci sono migliaia di laureati che nn sanno fare la o con il bicchiere e sono in mezzo alla strada…ma la laurea in scienze motorie che tra l’altro nn da nessunissima specializzazione nel tennis era una delle cose + importanti x poter accedere al corso di TN) quasi quasi nn sono conosciuti oltre a nn avere tale certificazione. qualcuno penserà: come può essere??? elementare watson, uno + stupido e incapace è e più facile sarà manipolarlo, mentre uno che sa il fatto suo sarà un po’ dura lavorarselo visto che nn avrà mai bisogno di nessuno per poter lavorare (sapendo….)

  73. max scrive:

    ma in compenso la federazione grida allo scandalo se volandri chiede soldi x giocare la davis!!!!! ma nn siamo mica nel calcio… per un calciatore soprattutto se giovane o straniero i campionati del mondo (che oltre a tutto si giocano quando i campionati sono fermi ed i giocatori qualsiasi cosa succeda sono già stati ampiamente retribuiti dai contratti con i clubs) sono una vetrina importantissima che può aumentarne ancora di + il valore ed i guadagni al contrario del tennis che soprattutto per un giocatore nn nei primi 30 che qualora si infortunasse in una partita di davis dovrebbe saltare i vari tornei e rinunciare ai guadagni che appunto nel caso di uno fuori dai top ten dipendono quasi in toto dal prize money!!!!

  74. Stefano Grazia scrive:

    Si è rotto il disco…no, avevo suddiviso in due il post non accorgendomi che era già partito prima che lo finissi…Riprendo da Carlo Polidori e scusate l’inghippo:
    Carlo Polidori, la mia nemesi… si, sarebbe bello poter utilizzare il blog come strumento di analisi (Bollettieri lo fa, facendosi inviare video di suoi studenti overseas e ce lo aveva anche proposto tre anni fa ma io avevo glissato, preferendo in questo caso il metodo tradizionale)…Non avrei problemi ad inviarti del footage di mio figlio e capisco che sei sinceramente preoccupato, non so se dei danni che gli potremmo arrecare o del fatto che nonostante l’assenza di coach Nicky possa davvero imparare la swing volley…SCHERZO!!!
    Prima di tutto, ti devo ricordare che risiedo in Africa: quando sono in Europa o In US lo affido a dei coaches veri… Alcuni di questi, molto rispettabili e targati FIT, mi hanno detto che (incredibile ma vero) Nicholas tecnicamente “è moooolto sopra la media” e uno addirittura “non ha più niente da imparare” (ovviamente in rapporto all’età). Che siano state le 2 sett 2-3 volte all’anno da Bollettieri con Lance Luciani o che sia stato ANCHE il lavoro fatto con noi, nessuno lo potrà mai dire…Sicuramente ora come ora è il momento in cui noi ci sentiamo più inadeguati, abbiamo dubbi e paure e davvero vorremmo avere con noi un Carlo Polidori a cui affidarlo… E’ vero: come gliele insegni certe cose? In realtà gliel’hanno già insegnate i coaches da cui è stato, non solo alla Bolletieri, ma anche alla Pat Cash in Australia o alla BTA di Zavoli e Buzzelli, alla Bob Brett o alla Va Der Meer con lo staff di Bertino…Noi non insegnamo nulla, non ci permetteremmo mai, ma facciamo fare ripetizioni, riproduciamo situazioni, leggiamo libri, seguiamo i consigli di Enzo Loiacono e anche di Stefar e altri maestri ma onestamente come raccontavo al mio nuovo amico max in forma privata, non mi sento di svendere la mia laurea e la mia cultura solo perchè dall’altra parte c’è uno con la tessera di Maestro di Tennis… Prima mi deve convincere e soprattutto lasciar essere parte, come genitore, del Progetto.
    Ma capisco l’essenza della tua domanda: come puoi insegnare una cosa che magari non sai fare alla perfezione? Onestamente, e forse qui tu inorridirai, io non sono un entusiasta di quegli articoli sulla biomeccanica dei colpi in cui il colpo viene spiegato come viene spiegato lo swing del golf alla Leadbatter Academy… Ma so che un po’ di questo lavoro è stato fatto anche su Nicholas e proprio ieri parlavo con mia moglie e concordavamo sul fatto che sarebbe ora per Nicky di farsi un paio di settimane allo Strategy Zone con Lance e MargieZeisinger che gli analizza dal vivo e al video i colpi fondamentali. Noi no, non siamo in grado: noi facciamo altre cose, quelle più volte scritte e riscritte. In più credo anche che le cose debbano venire naturali, fluide…mi fido di Bertino se mi dice che Nicholas sa quello che deve fare (lo riconosco: sarebbe già un ottimo maestro) e quindi curo altri particolari, magari il footwork (ogni tanto quando è pigro non allarga i piedi nel finale del colpo e sicuramente si diverte di più a colpire al volo alla Safin, da chi l’ha imparato non so…non avrà ragione Enzo quando scriveva che i ragazzi la tecnica l’imparano da soli guardando i campioni in TV o in video, con l’imitazione?)
    Ma riconosco che Carlo Polidori, coi suoi interventi, mi fa spesso riflettere e di questo gliene sono grato… Quando scrive per esempio: mi aiuta a cristallizzare qualcosa che mi frulla da un po’ nella testa…
    Dov’è Nicholas?
    Dove vogliamo portarlo?
    Per Quale strada?
    Mi sembrano le domande che si pone il replicante Roy in Blade Runner pochi attimi prima di morire….Chi siamo? Da dove veniamo? Dove stiamo andando?
    Credo innanzitutto che Nicholas sia ad un punto dove più che d’insegnamento tecnico ha bisogno di allenarsi, giocare, maturare col carattere (nel senso d’imparare acontrollare le emozioni e incanalare la rabbia del perfezionista). I Coach che lo hanno avuto con loro non mi sono sembrati preoccupati e anzi, dicono che da quel punto di vista è a posto. Il Fisico è un grande punto interrogativo: all’Istituto Auxologico di Milano dicono che ha un ritardo costituzionale di crescita, nessun problema, dovrebbe arrivare tranquillamente sull’1.74-1.78…Insomma, tranquillamente per loro, per un tennista è poco… Ma non ci sono gli estremi per interventi con l’Ormone della Crescita.
    Dove vogliamo portarlo? Ma dove porta il cuore…Adesso in Cima all’Everest! Fra 3,4 anni vedremo…E’ del 97, a meno di non essere dei geniali folli come Richard Williams o Earl Woods, O IL MIO AMICO MAX,non credo che si possano fare investimenti sicuri a questa età…Come disse Fulvio, a 13-14 aa la prima scrematura…Ecco, io conto di arrivare a 13-14 avendo fatto tutto quel che potevo per dargli la possibilità di proseguire: poi è la legge del campo che conta. Fino ad ora il fatto di non vincere un torneo che è uno non mi preoccupa anche perchè ne avesse giocati 20-30…e invece quest’estate ne ha giocati 3.
    Per Quale Strada?
    La strada ahimè è obbligata: non è che io voglia a tutti i costi sostituirmi a un Coach, è che sono costretto a farlo…Preferirei collaborare con un coach anzichè sostituirmi a lui…Ovviamente mi arrogo il diritto/dovere di scegliermelo. Ma a parte questi sofismi: già in precedenza Carlo mi aveva criticato per la “mancanza di un progetto” accusandomi bonariamente (lui ed altri) di andare in giro per academies senza uno scopo ben preciso, a fare quasi il Tester…Avevo però spiegato che la mia è solo umiltà: non avendone l’opportunità durante l’anno ed essendo consciodei miei limiti, d’estate lo devo far vedere ad altri coach/tecnici qualificati, che mi possano dire a che punto siamo, che errori abbiamo fatto, etc etc Quest’estate è stata poi un po’ particolare perchè a Pasqua contavamo di andare a settembre in Florida e invece,non sto a ripetermi, ci son stati problemi nella scelta della scuola…In più ci si è messo il Trasferimento di Lavoro…Insomma, la situazione è fluida. Nel senso che abbiamo l’acqua alla gola. Ma comunque,PER QUALE STRADA? La strada è quella che porta alla Bollettieri Academy a 12-13 anni, la strada di Miccini insomma. Ma certamente passerà anche attraverso l’identificazione di un Carlos Rodrigues e attraverso l’attento ascolto di quel che hanno da consigliarmi i Maestri Coach (come Zavoli e Bertino,per es) incontrati lungo la strada.
    Al momento non possiamo fare altrimenti: in Italia almeno per quest’anno è sicuro che non torniamo, volendo far completare il Ciclo delle Elementari in una scuola di lingia inglese POSSIBILMENTE in un fULL ENGLISH ENVIRONMENT.

  75. Stefano Grazia scrive:

    max, guarda che l’articolo su virgili comunque il Prof Buzzelli l’aveva scritto in anteprima per noi di Genitori & Figli e lo trovi proprio all’inizio di questo ultimo spezzone…cioè dopo l’ottavo riassunto, post N°1 (sarebbe il 609esimo post) Come a dire che questo, il 75, sarebbe in realtà 608 +75=683…mica male,eh? Grande festa quando raggiungeremo il 1000…
    Più che altro sarebbe interessante sentire anche Dorocenko e Virgili stesso…Come scriveva subito dopo Fulvio, il papà di Fognini,Dorocenko è considerato un luminare, ha lavorato con Piatti, con la FIT… come fai poi a dubitare di quello che ti dice?
    Magari bisognerebbe sapere come sono andate davvero le cose, se c’è qualche risvolto di cui non siamo a conoscenza…

  76. max scrive:

    intanto ti ringrazio x il geniale folle… speriamo che i risultati siano gli stessi di williams e woods!!!!! cmq ti capisco ma la tua situazione è quasi la normalità a parte qualcuno che abita a fianco di una academy o qualche pazzo (che x fortuna dei bambini e delle mogli siamo in pochi) che strappa dalla propria casa tutta la famiglia o peggio ancora qualcuno che porta il proprio figlio al circolo sotto casa. tu invece stai seguendo un metodo, quello delle academy, poi in realtà che la palla dal cesto la dia tu o il maestro serbo o lituano che lavora da bolettieri piuttosto che alla evert è uguale se fai le stesse cose. anzi teoricamente potrebbe essere anche meglio xchè tu farai sicuramente qualcosa in + e di + specifico x tuo figlio, cioè meno standardizzato come per forza di cose ogni tanto succede nelle academy e perchè altrimenti nn sarebbe potuto succedere che arrigo sacchi che a calcio giocava come me ha cambiato il calcio nel mondo e maradona nn ha vinto neanche il torneo della pampa. con questo credo che nel tuo caso quello che stai facendo sia la cosa migliore; forse ma questo è solo il mio parere dovresti cercare di fargli giocare qualche torneo in +.ciao

  77. max scrive:

    mi sono riletto… speriamo di nn programmare mia figlia come scrivo altrimenti………….mamma mia!!!!!!!!!!!!

  78. Stefano Grazia scrive:

    no, no, hai ragione: i tornei sono la ragione per cui volevamo fargli fare il prosimo anno in Florida o Australia dove le competizioni si giocano nei week ends…Propruio ieri però ci hanno detto che forse c’è il posto all’American School di Lagos e allora siamo di nuovo un po’ indecisi: trattasi di un ottima scuola e a Lagos le tennis facilities sono ottime se comparate a Luanda e comunque, per un espatriato che lavora sotto l’ombrello di una Oil Company, i costi sono minimi (campi gratis e coach a livello di Coppa Davis a 10$, palleggiatori anche bravi a 2-3$…)… Per non dividere anzitempo la famiglia potremmo decidere di rimandare ancora di un anno, magari facendogli fare un mese da Bollettieri a Dicembre, un paio di sett a Pasqua e un altro mesetto quest’estate… Ma certamente dovrebbe fare più tornei anhe se Bertino mi diceva che quel che conta sono le partite, torneo o non torneo, e quelle gliele facciamo fare…Però mi piacerebbe essere per una volta in un posto dove si potesse all’inizio dell’anno fare un po’ di periodizzazione… Ripeto però che l’Italia, coi suoi tornei durante la settimana, non è l’ideale, se non d’estate…In US per es puoi allenarti dal LUN al VEN e poi giochi il torneo: in Florida cene sono 7-8 ogni settimana a distanze variabili, da sotto casa a 4/5 ore, ma almeno hai il week end a disposizione…
    Comunque, si, mi piace la tua definizione: io ho scelto il metodo delle academies, poco importa in fondo se poi nell’academy ci sono o non ci sono…Ma quel che voglio dire è che nella mia arroganza e superbia non pecco eccessivamente di hubrys e ogni tot periodi mandiamo Nicky da Bollettieri o da Altri per un Check Up. Mi ricordo che anche la Sharapova a un certo punto andò da Langsdorp in California…Cioè lei era da Bollettieri e suo podre,il famigerato Yuri che poi tanto famigerato non deve essere,ANZI!, la portò dal Guru Californiano per mettere a posto i fondamentali…o per qualche consiglio. E so che andava di tanto in tanto anche da Macci. Io capisco quello da cui ci mettono in guardia Fulvio e gli altri, cioè troppi istruttori troppa confusione e poi tuo figlio che chiede: a chi devo dare retta?, ma quello succede di solito se il coach non è serio e se vengono cambiate drasticamente alcune cose…se il metodo seguito è lo stesso e se c’è una supervisione, quella del Famigerato Tennis Parent, il venire a contatto con più coaches non lo vedo come un difetto, anzi…anche da Bolletta è così: c’è il Dr Serve, il Coach specializzato nel Back Hand, etc etc etc..

  79. max scrive:

    esatto anche xchè poi se vai da coach professionisti i fondamentali rimangono sempre uguali!!!!!! al max c’è differenza di mentalità sul tipo di gioco e di tipo allenamenti anche se visti i cambiamenti che (riguardo al tipo di gioco e specializzazone delle superfici vedi ferrero e nadal) che stanno attuando anche in spagna mi sento sempre di + di poter affermare che le cose importanti siano il lavoro la famiglia e soprattutto la preparazione fisica adeguta rispetto all’età dell’atleta. guardando in questi giorni la lista dei nuovi tornei under ho riscontrato poi una piacevilisima sorpresa e cioè l’aumento dei tornei rodeo quelli cioè che si giocano nel week end. vuoi vedere che a forza di dirle le cose qualcosa cambia anche qui???? sinceramente nn credo ma visto che sono un ottimista di natura…… (e meno male altrimenti…)

  80. STEFAR scrive:

    A Fulvio : se ho letto bene ,ma confesso di averlo fatto un po’ di tempo fa…hai detto che a rovinare la schiena di Virgili e’ stato Dorochenko ?

    Come puoi affermare con cognizione di causa una cosa del genere ? E non pensi di poter ricevere qualche ritorsione / citazione ?

    Per quello che mi riguarda Dorochenko ,avendolo conosciuto,e’ uno che ha lavorato bene con la federazione apportando elementi di grande novita’ sulla lateralita’ e quindi sull’impostazione/correzione degli allievi.

    Grazie per risposta e perche’ no sulla situazione attuale di Virgili.

    a Roberto:
    nn so e nn credo che uno che comincia a giocare effettivamente a 12 anni possa vincere i campionati a sedici……..probabilmente in media stat virtus ….ossia Stucchi gia’ giocava a tennis da alcuni anni e poi ha deciso di fare agonismo sul serio a undici/dodici…….chi ne e’ a conoscenza risponda …per curiosita’.

    In genere diffido delle affermazioni tipo: mio figlio ha cominciato l’anno scorso……..oppure :mio figlio gioca due volte la settimana …….non e’ allenato….. ha male al pancino …… e via dicendo

    come a chi diceva che Becker avrebbe vinto anche cominciando tardi…..mah ……nn penso.

    a Stefano:

    complimenti perche’,anche aiutato dalla situazione contingente del tuo lavoro hai capito prima di altri e molto prima di tanti tecnici affermati che il circolo ,grande o piccolo che sia NON E’ L’AMBIENTE GIUSTO PER FAR CRESCERE UN AGONISTA DI LIVELLO ITALIANO!.

    I maestri sono presi da troppi impegni,troppi genitori giustamente esigenti qualunque sia il livello del proprio figlio,troppi equilibri da rispettare e spesso al consigliere del circolo non frega niente del bravo bambino under 12 o 14.

    Un’ occhiata e via….magari domandando chi e’ il giocatore del circolo fra i due che giocano.

    E spesso gli spazi non sono sufficienti per una scuola agonista,i soci esigono il loro spazio.

    E allora ?

    Inutile illudersi,dipende dalla evanescente linea di demarcazione che nessuno puo’ stabilire ….se vostro figlio ha un livello da giocatore di club allora tutto ok,quel che sara’ sara’…….se vostro figlio puo’ provare a fare qualcosa in piu’…..allora le scelte dovranno essere diverse tipo quelle di Stefano ( cui riconosco una passione unica ) per Nicholas.

    a Atti:

    guarda che le partite e le gare fino ai tredici/quattordici anni servono solo come verifica e non come obiettivo .
    Sono cioe’ un mezzo per capire dove intervenire e dove lavorare per raggiungere l’obiettivo in fase di perfezionamento

    Sono pero’ anche un metro di verifica del lavoro svolto,il risultato e’ solo la seconda chiave di lettura..
    Cioe’ non si deve scambiare il mezzo con l’obiettivo

  81. Stefano Grazia scrive:

    GRANDE STEFAR E BENTORNATO…pensavo ti fossi stancato di noi e invece vedo che ci hai sempre seguito…ti ringrazio dell’elogio e adesso aspetto con ansia anche il ritorno di Enzo Lo Iacono così da riprendere a gonfie vele le nostre dissertazioni…E ricordiamoci che roberto ci aveva invitato tutti a promuovere il Manifesto del Tennista Junior chiedendo fra le altre cose la rimozione del vincolo quadriennale e l’introduzione di tornei nel fine settimana come accade, fra gli altri, in US,Australia e Francia…

  82. fulvio scrive:

    ciao Stefar e bentornato tra i …vivi!!riguardo a quello che ti mi chiedi posso affermare che quello scritto da me non è altro che il riassunto fattomi da papà Virgili,e dallo stesso Adelchi in quel di Montecarlo.rovinare è una parola che non voglio usare,ma certamente il problema alla schiena al ragazzo è frutto del lavoro con i pesi fatto e sotto la guida di quel signore di cui stiamo parlando! ti sei chiesto allora come mai dopo un sodalizio durato appena 1 anno Riccardo ha ‘’sciolto” con lui?
    cmq sono cose di poca importanza,l’importante è che Adelchi torni in campo come e meglio di prima.errori .se cosi si possono chiamare,si fanno tutti i giorni,vuol dire che il lavoro fatto a Virgili era forse prematuro e che la solidità adolescenziale del ragazzo era ancora in via di sviluppo!cmq posso affermarti di aver riportato le parole fattemi dal ragazzo e dal padre,senza averci aggiunto del mio,non ne ho la competenza e non conoscendo a fondo come sono andate le cose mi limito a riportare quallo che dicono loro!!

  83. STEFAR scrive:

    A FULVIO:

    Mille grazie per la risposta ,

    speriamo tutti che Adelchi ci sorprenda in futuro con ottimi risultati cosi’

    come speriamo tutti in splendidi risultati per Fabio,che spero continui a

    lavorare per migliorarsi.

    Perche’ non ci racconti delle esperienze fatte da tuo figlio e del rapporto

    avuto con i circoli ? In breve……che tipo di percorso ha fatto tuo figlio dai

    dieci anni a ora ? a che eta’ ha cominciato con un coach ?E i circoli come

    si sono comportati ? sono stati di supporto,di ostacolo, ci sono stati episodi

    di gelosie ,la tua famiglia si e’ impegnata da subito a fondo o e’ scattata

    una molla ,se si quando e dove ?

    E la federazione ? Come ha aiutato in concreto Fabio ?

    Ti dico questo perche’ ho notato che altri paesi si muovono diversamente da noi,tipo la Francia (hanno 26 centri di allenamento federali con piu’ o meno 10 campi coperti e non ciascuno dove fanno raduni tecnici periodicamente con i migliori di ogni regione e un dispendio di energie e denari notevole),tipo la Spagna dove regnano le accademie private con ex giocatori e coach..

    A me sembra che siamo indietro su entrambi i piani…. a te ?

    Grazie per risposte dove puoi.

    Saluti
    Stefar

  84. max scrive:

    purtroppo come ho scritto in precedenza in italia per quanto riguarda la preparazione atletica nel 90% dei casi siamo alla preistoria nn in generale ma nel tennis e per la preparazione specifica al tennis in particolare e credo che ciò succeda perchè nn se ne sia capita la reale importanza . faccio un esempio attualissimo ma importantissimo visto che si parla di bambini dai 7 ai 9 anni: in italia ora esiste la pia cup una manifestazione a squadre dove per l’anno 2007 potevano partecipare bambini nati negli anni ‘97-98-99. la competizione consiste nel misusarsi in partite di tennis+prove atletiche a cui vengono dati punteggi diversi. una delle prove atletiche è quella del lancio della palla madica dal davanti “simulando” (secondo la FIT) il servizio” peccato però che x far usare gli stessi muscoli del servizio, per insegnare ad “usare” gambe e schiena come aiuto e quindi poi come trasferimento della forza dal basso fino al braccio si debba fare il lancio da dietro cioè esattamente il contrario!!!!!!!!!!!!!!!!!!! chissà che gli scarsi servizi della maggior parte dei ns tennisti nn sia proprio un caso????? quindi nn c’è proprio da stupirsi quando anche nomi conosciuti commettono sciocchezze….visto poi che questi nomi hanno contribuito (nn solo loro ci mancherebbe) a nn fare entrare giocatori italiani nei top ten negli ultimi 30 ANNI (così poco??? eh si!!). un altro dei problemi però è che per farsi seguire la federazione cosa fa? promette e da in pratica delle wild card per i tornei maggiori che vogliono dire per gli atleti soldi immediati e soprattutto nn dover lottare fare gavetta ed esperienza nei circuiti minori!!! ottimo insegnamento e avanti così. ho notato (ma già lo sapevo..) che quando si comincia a parlare di temi scottanti cala il silenzio ,per paura immagino (eh gli italiani…) ma se mai nessuno parla le cose nn cambieranno mai e gli eventuali vantaggi (sponsorizzazioni a parte ma che devono servire a poter girare l’europa giocando le qualificazioni e solo se passate i tabelloni principali dei vari tornei) è meglio nn averli. questo anche se in italia ora ci sono moltissimi tornei ma girare dormire con qualche scarafaggio e mangiare male serve sicuramente molto di + alla costruzione del giocatore che poi sul campo mollerà molto + difficilmente!!

  85. fulvio scrive:

    stefar premetto che qualcosina ho già detto ma per levarti quella curiosità che hai lo ripeto.
    fabio comincia a giocare con me a 4 anni e dentro una ”gabbia”. Sì nel circolo nostro esisteva una gabbia col muro e io che frequentavo spesso il circolo,lo lasciavo andare con la sua pallina e la sua racchettina a giocare contro il muro interminabili partite. Giocava bene e cominciai a farlo giocare io ,era lo spasso della gente perchè vedere un bambino con una racchetta più grande di lui riuscire a mandare la pallina nell’altro campo era una vera e propria attrazione della passegiata mare.
    E’ li che noi abbiamo i nostri campi. Cmq andando avanti Fabio giocava a tennis,a calcio e era nella squadra agonistica dello sci club di ”limone piemonte”. Intanto devo dire che il vero ‘’scopritore di mio figlio fu il maestro Marco Lubrano,una persona come poche (infatti il pres della fed ligure Cepellini gli ha appena fatto le scarpe!). Mi contattò e mi disse che voleva Fabio tutte le settimane al sabato a Valletta Cambiaso ,centro della federazione ligure. Fabio giocava e molto bene anche a calcio e io da ex avrei dato una mano perchè continuasse in quello sport. Ma niente, arrivano le prime coppe under 10 e 12, le prime convocazioni regionali e poi nazionali e la frittata è …fatta!!Tennis e solo tennis cosi si decide in casa!! Al circolo cominciano le prima grane,Fabio passa nella categoria ”agonistica” con quelli più grandi di lui di almeno 4 anni e cominciano le …invidie. Il maestro Conti (Massimiliano) non vi dico cosa escogita per far giocare fabio con quelli. mentre quelli della sua età cominciano a lementarsi per la scelta fatta per Fabio. Ci sarebbe da scrivere un libro quanto i genitori (mamme) riescano a essere cosi cattive. E non dico altro. Lubrano continua la sua scelta fatta e porta fabio a Roma a vincere la coppa Belardinelli ,nello scenario dei master series. Non vi dico la felicità dei ragazzi nel vedere dal vivo i vari sampras e agassi. La federazione italiana tennis comincia a elargire quelche contributo. Ma a dirvi la cifra ora mi scappa da ridere! Penso si sia cominciato con 800.000 lire in su!! I vari circoli ”grandi” della liguria cominciano a trattare fabio da giocatore e il suo primo contratto lo ha al TC Genova per la fatidica cifra di 1.500.000 lire all’anno! Una scelta che poi risulterà sbagliatissima. Avrei dovuto lasciare Fabio a Arma e fregarmene delle attenzioni dei genovesi. A 15 anni ecco la scelta del coach perchè a quell’età li si deve fare una scelta di vita,sbagliata o giusta che sia….il resto sono i giorni di oggi…..
    ps la Federazione con me e nella persona di Giancarlo Palumbo, devo essere sincero, si è sempre comportata da signori. Sarà forse perchè io sono un tipo …accomodante e dicono…simpatico? Scusate la seconda parte la farò un altro giorno,ora riprendo a lavorare,non sapete quanto vi costa un figlio per riuscire( se ce la farà) a entrare nei 100…..

  86. Ubaldo Scanagatta scrive:

    Ringrazio ancora una volta il papà di Fabio Fognini per la sua disponibilità a descrivere le sue esperienze…assai istruttive per chiunque abbia un figlio promettente. E attendo il seguito…

  87. max scrive:

    affiancandomi nei ringraziamenti x i racconti delle esperienze di un top 100 ,probabilmente una federazione nn dovrebbe solo comportarsi signorilmente (cosa che dovrebbe essere un obbligo x tutti) ma dovrebbe svolgere nel miglior modo possibile il proprio compito e come giustamente dice lei i soldi x portare un figlio nei primi 100 sono tantissimi, quindi sarebbe auspicabile che in futuro nn sostituissero gli euro (che invece prendono altre strade) con le wild card che nn costano ma nn servono neanche però……cordiali saluti

  88. anto scrive:

    Caro Fulvio, se l’invidia fosse una malattia tutto il mondo sarebbe malato. Leggendo il tuo post non mi meraviglio di quello che ho letto, purtroppo sopratutto in Italia i meritevoli vengono sempre ostacolati in tutti i modi e poi quando sfondano vengono additati per degli stronzi. Li posso capire con tutti i bocconi amari che hanno dovuto mandar giù è più che comprensibile!

  89. Stefano Grazia scrive:

    Aspettando il seguito del racconto di Fulvio , mi riallaccio a quanto accennato da Stefar sul problema Circoli/Academies…ne parlavo con mia moglie, la Gabrì che scriveva da Bradenton, e la invitavo a scriverne lei di persona e magari lo farà,ma insomma, quello che mia moglie diceva era questo: adessohe canche in Italia è tutto un fiorire di nuove Academy…con la nostra esperienza, con quello che abbiamo visto in giro, e quello che abbiamo capito o solo creduto di capire, se mai dovessimo aprire un Academy la prima cosa di cui dovremmo preoccuparci sarebbe l’aggancio,il link,il gemellaggio con una Scuola Privata… Una Scuola che ti metta nelle condizioni di studiare bene ma ti faciliti anche gli allenamenti e la partecipazione ai tornei…Non una scuola dentro l’Academy con classi riunite e orari ridotti ma una VERA SCUOLA anche se PRIVATA (in Italia suona quasi come una parolaccia), a 5′ di School bus dalla Academy con Preside e Professori consci del problema e con la mentalità da tutor o comunque la mentalità di voler aiutare a risolvere il problema e non voler creare l’ostacilo…Intendiamoci: il professore non te la deve far passare liscia se non hai studiato ma ti deve aiutare a riuscire a studiare… Insomma, trovare prima la Scuola e poi costruirci vicino l’Academy…Magari assumere assieme allo Psicologo e al Preparatore Atletico anche un paio di Tutors che seguano gli Alunni e li aiutino… Magari è proprio così che funzionano le cose al Centro di Tirrenia ma è così che dovrebbero funzionare per ogni Academy… Come aveva indicato tempo fa in uno dei suoi primi interventi Stefar, la logistica èanche molto importante…Se tuo figlio per andare a scuola,e poi da scuola all’Academy, e poi dall’Academy a casa passa 2-3 ore in auto…bè, non ci siamo, diventa tutto troppo complicato…
    Bene, il concetto è da sviluppare ma credo di aver reso l’idea…

  90. STEFAR scrive:

    Grazie mille a Fulvio per la risposta esaudiente,

    penso anch’io che le esperienze fatte da una famiglia di un top 100 sono oro colato per qualunque genitore di un figlio promettente .

    Attendo con impazienza il seguito,dai Fulvio…..

    E l’invidia …..faccio un esempio…………vedendo vite spezzate come quella del ”povero” ricco Giovannino Agnelli… si capisce che l’invidia e’ un sentimento che non merita affatto di essere provato.

    Ma questo molti non lo sanno …

  91. fulvio scrive:

    stamattina non ho proprio voglia di far niewnte e allora dopo aver letto le vostre impressioni vi aggiungo altro.
    con la federazioni i miei rapporti sono sempre stati ottimi,daltronde chi ha un figlio nei primi 4 di categoria gode delle attenzioni di mamma Fit ,gli altri…..fabio partecipa a tutte le manifestazioni giovanili importanti,da Auraix a Orange di Miami,dalla coppa del Sol a Autralian Open ,isomma gira il mondo del tennis giovanile ANCHE a spese della federazione.ho detto anche perchè il resto (e sono tanti) sono tutte palanche di tasca ”fogna”la Fit come ho sempre detto da una mano a quelli che VINCONO in quei periodi,ma si dimentica purtroppo dei meno forti,i quali non possono far altro che guardare,si guardare perchè moltissimi tornei giovanili sono solo per nazioni e per inviti,e la fit manda quelli che in italia vincono di più!ora qualcosa con l’avvento di Piatti nel boarding federale si sta facendo,ma tanto ancora cè da fare.per i contributi ,Fabio è quello che per il momento percepisce più di tutti gli under,ma rassicuratevi,è solo un prestito chiamato da loro D’ONORE, una formula di contributo a rendere quando il giocatore guadagnerà oltre i 90000$ all’anno,dovrà restituire la somma avuta al 20% all’anno fino all’estinzione del prestito: CONTRIBUTO?
    A me viene da ridere per non piangere!!sapete quando un junior fa una programmazione a 360° come hanno fatto Naso e mio figlio da under posso assicurarvi che solo un malato di mente come me e pochi altri possono azzardarsi a far fare ai prorpri figli.ora per i migliori vedo che la fit sta seguendo in toto il programma fatto da noi anni fa, e a sue spese!!
    per quanto riguarda il simpaticissimo Stefano Grazia sulla scuola,posso assicurarvi che chi fa tennis full time e studia in privato o in un college ha e avrà in seguito molti problemi con la scuola,non è la stessa cosa,mancheranno nozioni importantissime,mancheranno gli amici e la vita comune,mancherà la famiglia,ma una scelta va fatta,da noi cè un detto che faìì non si può ‘’sussà e sorbi” e allora da qualche parte bisogna perdere qualcosina.le accademie americane ,lo so perchè ultimamente cè andato un ragazzo che da junior tutti aveva predetto per lui un futuro da star del tennis,vi parlo di Figliomeni ,se qualcuno lo ricorda,campione di lambertenghi,campione italiano u14 16 ,un vero fenomeno da ragazzo,popi le prime avvisaglie,fino alla resa ,ora comincia di nuovo in Florida in una university famosa di cui non ricordo il nome.vitto alloggio,macchina per gli spostamenti ,e quando capita anche …studio!!capireta perchè allora dico,meglio un tutor ogni tanto che una scuola che ti serva alla fine solo per giocare!
    continuando cosi temo intaccherò il record di stefano,quindi vi lascio pronto a riprendere al più presto!1
    ps Stfano,mi ha detto Parodi che eri un campione di surf,ti inviterò qui da noi a ARma di Tagiia dove d’inverno cè una baia col vento giusto per poterti cimentare!

  92. Atti scrive:

    Concordo con Max sulla scarsa preparazione atletica dei ns. ragazzi, ma in generale è la maggior parte del ns. movimento che “pensa” bastino tecnica e grinta per emergere !!
    Leggere Fulvio mi straconferma che dietro ad ogni tennista “DEVE” esserci per forza una famiglia, mentre, per esempio nel calcio, un Maradona puo’ sbocciare senza avere alcun supporto; e non solo dal punto di vista economico. Ho dalle mie parti alcuni casi di ragazzi/e dotati di ottime basi tecnico/agonistiche, che arrivati, dopo il percorso junior, alla fatidica decisione se tentare o no, NON hanno trovato, secondo me’ nella famiglia, il supporto “morale” piu’ che economico per tentare .
    Quindi, rispondendo anche a Stefar la mia opinione è che da piccolo se sei Federer è certamente semplice avere un percorso che ti porta a diventare Prof, ma credo anche, come penso sia l’opinione di Stefano, che tu possa essere un Ferrer o un Davydenko costruito piano piano e sottotraccia, senza tante fanfare .
    Tutti, maestro e famiglia, vorremmo avere, fin da subito, il “fenomeno” fra le mani, ma non è forse piu’ gratificante vederlo crescere pian piano, ben sapendo, e l’esperienza di Fulvio Docet, che il difficile arriva quando deve concretizzare le esperienze maturate, con il tempo che gli è tiranno; ed ecco che la consapevolezza del ragazzo a sacrificarsi ed impegnarsi fa veramente la differenza… purtroppo manca a molti dei nostri, o forse si esaurisce troppo presto, consumata dalle “sentenze di sicuro successo” sparate da chi gli sta’ attorno.
    Poi per quanto riguarda Accademies, scuola vita normale etc., piu’ passano i mesi e piu’ mi convinco che il difficile non è gestire queste situazioni, anzi, con obbiettivi chiari le scelte sono “semplici”, invece spesso, per i ragazzi e le famiglie i maggiori ostacoli diventano la motivazione, la voglia e la passione, elementi indispensabili per poter proseguire con l’agonismo; basta guardarsi intorno per capire quanto difficile è per un giovane tralasciare gli stereotipi attuali o domandarsi come mai ci sono 15 ragazze russe fra le prime 100, quando poi vediamo che Francesca Schiavone non avrebbe nulla da invidiare alle varie Kustznetova e Chakvetadze attuali TOP 5. .
    Ciao.

  93. max scrive:

    tutto vero ma sono i particolari che cambiano le cose e cerco di spiegarmi meglio. la pazzia che mamma fit aiuti i primi 4 di ogni cat under sta nel fatto che quelli che vincono saranno quasi sempre del secondo anno under + cresciuti fisicamente e (BIOLOGICAMENTE ma sapranno cosa significa???) e al 1000 x 1000 saranno giocatori che fanno un tipo di gioco che dal momento in cui giocheranno tra i prof sarà perdente anche sulla terra (nonostante nella maniera + assoluta nn sia il tipo di gioco da intraprendere) x il semplice fatto che troveranno cmq gente molto + abituata a soffrire. nn parliamo poi di quando giocheranno sul veloce e si vuol parlare di top ten. una delle tante dimostrazioni è leggere l’albo d’oro della lambertenghi!!! altro particolare su cui riflettere è l’affermazione “quando poi la schiavone nn avrebbe nulla da invidiare a….” ecco io penso che questo sia uno dei grandi problemi: NON AVREBBE ma in realtà HA ECCOME xchè è impensabile creare un atleta tralasciando l’aspetto mentale e far si che una quasi top ten di 27/28 anni (quindi esperta) perda ripetutamente da delle 20 enni con set game e match point a favore!!!! questo è assolutamente il caso di vedere il bicchiere 1/2 vuoto e nn 1/2 pieno, come è da vedere tutto vuoto il fatto che appena si sia incontrata una squadra con ancora qualche ideale almeno un po’ nazionalista (e forse anche con una federazione + generosa finisce 4 a 0 x loro!!!!! devo dire che tutto sommato il prestito d’onore nn è un brutto metodo nel senso che se nn si sfonda nn si ridà ma almeno ci si può provare. certo è che pagando il 20% all’anno di interessi nn si aspettino dopo anche la riconoscienza!!!!! saluti

  94. fulvio scrive:

    ps per max ,non sono gli interessi il 20% ma l’ammontare del dato da restituire annualmente fino ll’estinzione del prestito,tanto per puntualizzare,ci manca solo che la fit faccia anche la figura dell’usuraio ….

  95. heraimo scrive:

    Mi unisco ai ringraziamenti a Fulvio, ma io è dal primo post che lo dico: i suoi interventi sono sempre utilissimi! Anche in quest’ultimo intervento dice una cosa fondamentale: se il ragazzo/ragazza è tra i primi 4 del suo anno tutto bene altrimenti…ciccia. Io lo posso dire con cognizione di causa perchè mia figlia è sempre stata tra le prime 10 ma fuori dalle prime 5, di conseguenza ha beneficiato solo di sporadiche convocazioni e soprattutto ha fatto poche esperienze all’estero, conseguenza: le prime, che non erano assolutamente lontane da lei come gioco, hanno fatto esperienza, si sono allenate di più, hanno fatto tornei all’estero, hanno guadagnato punti ITF per cui il divario anzichè colmarsi è aumentato. Ribadisco quindi una mia convinzione, contrariamente a quello che si dice è importante vincere, più che giocare bene, in tanti anni di esperienza tra tornei e convocazioni non ho mai visto nessuna essere scelta per il bel gioco nonostante gli scarsi risultati. Al di là di tutto ciò resta la cosa assurda che una federazione segua solo 4-5 ragazze per anno e lasci le altre al loro destino. Sarei curioso di conoscere gli stipendi del team di Tirrenia, mi hanno parlato di cifre a 5 zeri, se così fosse sarebbe scandaloso.

  96. Gabri scrive:

    Sono Gabri, mamma di Nicholas e moglie di Stefano Grazia che ha già anticipato il mio proponimento di ritornare a fare due chiacchiere (…non si trattiene il ragazzo!) Ho lasciato il blog con i resoconti quotidiani (o quasi) dei nostri giorni alla Bollettieri Accademy , ritorno per condividere alcuni pensieri, forse distanti dalla piega che ha preso il blog, ma voglio riportarvi all’argomento scuola, solleticata da un bel articolo di Pistolesi letto in uno dei miei luuunghi momenti trascorsi in macchina ogni mattina per portare Nicholas a scuola e poi rientrare a Luanda (piccolo viaggetto di soli 35 chilometri circa che mi fa stare imbottigliata nel traffico dalle 7 alle 9.30, 10 del mattino)
    Stefano con grande premura e senso di squadra, mi rifornisce di articoli e fotocopie già selezionate perché io possa ottimizzare le mie letture (…in macchina , tra frenate e buche, non vi dico i mal di testa!)
    L’articolo di Pistolesi mi ha fatto ripiombare a quegli anni del liceo quando facevo atletica e anche io dovevo subire a volte le angherie, altre volte solo le ironie, degli insegnanti che se ne fregavano delle mie gare domenicali e mi piazzavano l’interrogazione al lunedì.
    La mia riflessione nasce dal fatto che ultimamente mi sembra di notare una proliferazione di Tennis Accademy in Italia, e non so se questo risponde all’esigenza di mercato che viene via via soddisfatta o se sono io che alla ricerca del posto perfetto ne noto l’esistenza, sta di fatto che secondo me nella realizzazione di queste strutture non viene tenuta in considerazione la cosa più importante e cioè l’affiancamento della scuola.
    Infatti proprio pochi giorni fa dicevo a Stefano che se io dovessi cimentarmi nella realizzazione di una scuola di tennis mi preoccuperei prima di trovare la scuola e la formula accademica che mi permetta di proporre un pacchetto finito…sogno?? Non credo se solo ci fosse un po’ di coraggio e volontà e non so bene a cosa si riferisse Pistolesi (e indagherò) quando dice:”…Sento l’esigenza di scendere in trincea culturale per vincere questa battaglia. E invito tutti coloro che considerano lo sport come espressione di vita sana a combatterla al mio fianco.”
    Io non so se è l’esperienza internazionale delle scuole che per scelta o per forza abbiamo avuto modo di conoscere che ci fa vedere le cose sotto un’altra luce, ma soprattutto mi fa essere certa del fatto che ci sono tanti modi di insegnare ai bambini e ai ragazzi e non mi sento di difendere quello italiano a spada tratta.
    Questa estate ho passato in rassegna alcune scuole per iscrivere Nicholas nel caso dovessimo rientrare in Italia in breve tempo e ancora mi sono trovata davanti una struttura vecchia, attaccata ad un autoritarismo che pretende più che insegnare il rispetto. Ho chiacchierato con una gentilissima vicedirettrice, diciamo non più giovane, dalla quale emanava quella tranquilla sensazione materna che ha caratterizzato in passato la figura della maestra, la quale con molta tristezza mi ha confessato che i tempi sono duri e bisogna essere fortunati perché, mi dice con aria comprensiva, certi anni ci sono insegnanti che per esempio passano di ruolo a Bologna, ma sono casomai di Reggio Calabria ed è là che hanno la famiglia che non sempre si può spostare e allora ecco che ad ogni ‘ponte’ arriva il certificato medico e si è fortunati se i giorni di supplenza non superano gli altri. Certo è solo un esempio estremo e non sto dicendo che sia tutto un disastro(…non so se è vero che il ministro vuole ridurre o abolire le ore di informatica e inglese!), ma se contrappongo questa atmosfera a quella di sano entusiasmo educativo che perlopiù respiro in scuole di diversa formazione, mi vengono un po’ i brividi. Di cosa parlo? Parlo del fatto che ci sono metodi che possono insegnare non solo nozioni, ma a crescere come individui sani, equilibrati, cittadini del mondo, rispettosi, cooperativi, tolleranti , e non so come tradurre ‘indipendent learner’, individui che imparano ad imparare da soli, quindi curiosi, interessati, partecipi e casomai capaci di studiare online .E’ con questi metodi e con gli insegnanti che ne sono padroni , con entusiasmo e serenità si possono realizzare strutture in cui lo sport DEVE venire a far parte della formazione dell’individuo. Ora a chi sta facendo quel sorrisino pensando che dall’alto della formazione culturale millenaria del nostro paese queste sono sciocchezze voglio chiedere perché una scuola che si permette durante l’anno scolastico di brandire tanto impegno educativo e tanta serietà nello spremere i cervellini, nell’abbruttirli sotto valanghe di compiti pretendendo impegno e risultati, pena ironia, sarcasmo e brutti voti , chiude poi i battenti ai primi di giugno e li riapre oltre la metà di settembre mollando i ragazzi per strada e a quel punto chi se ne frega se non sanno cosa fare e sciabattano per le strade della città vanno a zonzo in motorino, fumando annoiati, con solo quel malloppo di compiti per l’estate a sistemare le coscienze…ma sapete quante e quante ricerche ormai appoggiano la inutilità o quasi dei troppi compiti a casa? Certo tutto dipende da quale tipo di individuo vogliamo formare. Ed è chiaro che nel momento in cui si deve prendere la decisione di dedicarsi al tennis al cento per cento sono d’accordo con Fulvio che non si possono salvare capre e cavoli, ma almeno si potrebbe arrivare a questo momento con un po’ di vantaggio e io credo che anche di questo la scuola debba tener conto e aiutare questi ragazzi a gestirsi ad organizzarsi, a studiare viaggiando. In Australia hanno messo a punto programmi per sportivi e artisti, musicisti, ragazzi che per il talento che hanno e gli impegni che prendono devono riuscire a organizzare la loro vita. Per gli amici e i compagni di classe poi, bè questo purtroppo o perfortuna è un argomento che indipendentemente dal tennis noi abbiamo già dovuto affrontare e proprio in questi giorni con Nicholas a volte si parla della scuola che deve lasciare, degli amici che se ne sono andati prima di lui e di quelli che adesso lui lascerà e fa ormai tutto parte della sua vita e delle sue emozioni. Certo è ancora piccolo e la curiosità assieme al nostro atteggiamento positivo gli fanno vivere con entusiasmo i cambiamenti…fra qualche anno vedremo se sarà davvero diventato un cittadino del mondo. Non è tutto, ma mi fermo. Dite la vostra che io ho detto la mia! E se c’è qualcuno che si sta cimentando in un’impresa del genere che batta un colpo.

  97. max scrive:

    ringrazio fulvio per la prescisazione, avevo capito male quini allora si potrà anche essere grati….

    x heraimo: credo che nessuno abbia mai detto che in italia sia meglio giocare bene che vincere, ma proprio questo è il problema: se si vince giocando “male” si potrà usufruire delle convocazioni e degli aiuti ma nn si diventerà mai un top ten (come la classifiche atp/wta degli ultimi 30 anni insegnano) e la colpa nn è poi dei giocatori e/o dellem famiglie ma delle scelte della fit che grazie a fulvio abbiamo accertato nn essere un usuraio ma che certamente rimane incompetente ed altro ma lasciamo stare. altro esempio se vs figlio/a è in un circolo che vota contro la federazione secondo voi avrà gli stessi aiuti e/o vantaggi di un’altra che gioca in un circolo cche vota a favore???? al massimo mandano un loro emissario x farti sapere che se vuoi certe cose ti devi spostare in un circolo “amico”……. premetto (prima che si pensi che abbia avuto degli svantaggi od altro) che per ora ho avuto pochi intrecci con la fit ed i suoi emissari (visto l’età di mia figlia 8 anni) ma quel poco mi è bastato per capire l’assoluta mancanza di professionalità e di non interesse alle capacità tecniche delle persone che lavorano x la fit stessa. tanto x essere precisi uno delle personalità + importanti della fit lombarda la prima cosa che mi ha detto venendo a vedere mia figlia è stata: sappia che se vuole avere una chances deve vendere tutto ed investire!!!!!! chapeau.

    x gabri: io ho fatto questa scelta: ho portato mia figlia in una scuola dove fanno un pomeriggio alla settimana (fino alle 16.30) e recuperano le ore il sabato mattino; questo fa si che mia figlia possa allenarsi praticamente tutti i giorni. il secondo passo che farò nel caso mia figlia tra due anni vorrà e dimostrerà, sarà quello di farle fare le medie (tutto sommato ancora molto facili in italia) in maniera alternativa (ancora nn so come se con dei prof a casa o altro) e a 14 anni i giochi sono fatti e le scelte saranno molto + facili. ciao

  98. Stefano Grazia scrive:

    Credevo di aver “postato” rapidamente,e invece me lo sono ritrovato fra i miei appunti da blog, oggi pomeriggio prima di rientrare in Clinica dopo il mio solito match del giovedì nella pausa pranzo contro Tutankhamon quanto segue: il mio discorso sul Link Scuola/Academy si riferiva alla Logistica e soprattutto al Periodo dai 9-10 aa ai 13/14…dopo, è ovvio, si devono fare delle scelte, anche se gli esempi di Gaudenzi e Ancic fanno ben sperare e comunque il non averla come NEMICA, la Scuola, ma come Amica, penso possa aiutare e anche molto…
    Max prima affrontava il problema del “fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare” in cui io mi sono impelagato in altra area del Blog commentando la Schiavone e vorrei evitare le incursioni di giorgio anche in Genitori & Figli visto che il suo scopo principale nella vita sia non essere d’accordo con quel che dico anche quando gli do quasi ragione…C’è stata una bella lotta, da quelle parti, ma il clima non è propositivo come in Genotori & Figli…Sulla scuola voglio dire a max che noi siamo un po’ restii alla Scuola Speciale o al Tutor a casa perchè vorremmo che almeno fino a 13/14 Nicholas avesse una vita normale: cioè, come ha dimostrato l’esempio di quella ragazza rapita e sequestrata in casa per 8 anni (ricordo che alcuni commentatori dopo averla sentita parlare in TV dissero che il suo caso era la palese dimostrazione del fallimento dell’educazione scolastica), non credo che con un Tutor a casa tu impari di meno, ANZI…ma certo ti divertidi meno, socializzi di meno, hai forse meno oppurtuynità di aprire gli orizzonti…quello di cui io voglio che Nicholas non si privi non è l’ora di matematica o di letteratura ma Arts, Music,Drhama…Swimming!!! Quelle ore OBBLIGATORIE in una Scuola Americana (TANTO DIFFAMATA senza conoscerla davvero, perchè non ci sono mica solo le scuole tipo Dangerous Minds o Save The Last dance…) e di cui non si ha traccia in quella italiana…Se poi è vero che levano Computer e inglese, auguri!
    Ecco, qui si che forse noi genitori,io e gabrì intendo, inseguiamo il nostro sogno, condito di tanti film e tanta letteratura americana, quello delle scuole con il campus, con la biblioteca, la Cafeteria, le strutture sportive, la sala di musica, il teatro… Più che fargli fare il tennista perchè quello era il nostro sogno (io giocavo a rugby e poi mi son dato al windsurf…e se posso, accetto con piacere l’invito di Fulvio!), in realtà il nostro sogno era di frequentare delle scuole di stampo americano o inglese (o australiano)…
    Ma quello che dicono Fulvio e max è giusto: a 13/14 aa poi si deve scegliere e in un certo modo si dovrà… Sul fatto delle vittorie e che contano solo quelle…è forse lì che si vede la lungimiranza del Coach…Forse non la si può pretendere da una Federazione…Chissà, gli interessi sono diversi…Da un lato il Coach ha un interesse economico, di prestigio e forse di affetto visto che spesso instaura un rapporto di padre putativo…le Federazioni hanno necessità di ricavare prestigio in determinate competizioni, sono per forza di cose meno lungimiranti (non dico che sia giusto, sto solo cercando di capire)…Ma certamente heraimo tocca il nervo scoperto quando dice che vengono seguiti/e solo i 4/5 migliori per categoria…e allora chi gioca per vincere domani ha bisogno di trovare dei mecenati o essere ricco di suo o…provenire dalla miseria più nera che 10 anni di sacrifici a dormire in un sacco a pelo con altri 10 non lo spaventano, perchè da dove viene è peggio…Ho più volte raccontato di come non riuscissi a capacitarmi , di come facessero questi che raccontano di essere arrivati 10 aa fa negli US con 700$ in tasca…
    Però il problema alla fin fine è che nel tennis guadagnano, nel senso di soldi e visibilità, solo 100 persone al mondo…nel calcio fra serie A e B guadagnano solo in Italia almeno 600 atleti, senza contare la Serie C… In Africa ci sono migliaia di U12 e U14 che potrebbero essere ottimi prospetti: quel che manca loro è la possibilità di andare all’estero in una Academy Europea o Americana e di giocar tornei…
    E allora ecco che molti sene vanno in America col tennis ma più per l’obiettivo del college che di una carriera pro. E poi se sei Sanguinetti o Isner o Blake o Martin…magari ci provi.
    Sono riuscito ad essere logorroico ma in compenso anche confuso. Ma siccome non c’è fra di voi nessun giorno, posto lo stesso: so che mi perdonerete. Al massimo non mi leggerete.

  99. Stefano Grazia scrive:

    OLTRE TIRRENIA…
    UN NUOVO SPUNTO OFFERTO DA GENITORI & FIGLI

    Ok, mettete che vostro figlio è tanto forte che si merita la convocazione a Tirrenia e ci passa 4-5 anni, spesato di tutto…E poi?
    E’ fatta o siamo solo all’inizio?

    Si dissertava con pibla in altra area del blog se non fosse troppo brusco il passaggio al professionismo concepito in questo modo -e cioè mamma Federazione fino alla maggiore età e poi gestisciti come credi- e se magari non sarebbe meglio, cominciare un pochino prima ad avere, non dico una propria struttura, ma comunque almeno un proprio allenatore…La dissertazione nasceva dall’osservazione di pibla sul fatto che mentre dopo gli US Open junior Fabbiano aveva ripreso a giocare raggiungendo i quarti ad Olbia, di Trevisan e Lopez non si avevano notizie (le forniva poi giorgio informandoci che erano tutti iscritti ad un Future in Sardegna). Concludeva preoccupato pibla:, di avere “la sgradevole sensazione che Fabbiano abbia già le idee parecchie chiare sui primi passi da muovere nel circuito maggiore gli altri due non abbiano assolutamente chiaro che cosa fare a questo punto del loro cammino??? Speriamo che i due ragazzi trovino al più presto la loro strada perché, anche senza voler essere polemici a tutti i costi, non è che siano in anticipo rispetto ai loro coetanei e se poi adesso dovessero pagare anche un pesante dazio nell’inserimento nel circuito maggiore, a causa della mancanza di una guida sicura, come minimo gli si restringerebbe ulteriormente la carriera……visti i nefastissimi precedenti (e qui per scaramanzia preferisco non fare nomi) l’obiettivo sarebbe quello di riuscire a non perdere nessuno dei magnifici tre (Trevisan, Lopez e Fabbiano) nel passaggio dal tennis junior al circuito maggiore, anche perché, a mio avviso, la validità di una Federazione mediamente la si misura molto di più nella capacità di non perdere i ragazzi nel loro passaggio al tennis maggiore che non magari nel piazzarne uno nei primi quindici nella classifica ATP.”

    Chi segue da tempo il Blog ben sa che questo è un argomento che sta molto a cuore in particolare a pibla e roberto che lo hanno impostato diverse volte…pibla suggeriva correttamente che fosse argomento da Genitori & Figli e visto che Fulvio è in vena magari la sua opinione potrebbe essere fondamentale…Da quel che ho capito mi è sembrato di capire che mentre Trevisan e Lopez si allenano al Centro di Tirrenia, Fabbiano invece usufruisce si delle strutture e degli aiuti della FIT ma ha un proprio allenatore e quindi decide da solo la schedule…La domanda potrebbe essere: chi seguirà Lopez e Trevisan il prossimo anno? O ancora meglio: non sarebbe forse meglio avere un proprio allenatore COMUNQUE fin dai 16 anni con una programma che tenga si conto delle esigenze della Federazione (do ut des) ma anche delle esigenze personali… non so come funzioni esattamente, sarei curioso di saperlo…
    Il sasso è lanciato…Tocca ora a voi…

  100. kill bill scrive:

    ciao Stefano,
    io non so come funziona ma penso che le idee chiare le abbiano tutti sulla strada da intraprendere: se vuoi diventare un professionista , oltre alle doti , devi avere un coach che ti segua e ti programmi.
    Ma qui cisono 2 problemi di non facile soluzione :
    1) i mezzi finanziari per assumere il coach ( anzi lo staff ) e le spese necessarie per girare il mondo.
    2) Una volta trovati i mezzi trovare lo staff competente e il feeling tra allenatore e atleta.
    Io non so quanto la federazione possa aiutare ma penso che le scelte di Trevisan di giocare tutti quei tornei Junior più che una sua scelta sia stato il modo per giocare ad un certo livello senza doversi dissanguare.
    Penso che se avesse avuto un budget robusto e autonomo forse il suo cammino sarebbe stato programmato diversamente.
    La federazione , tiro ad indovinare , non mi sembra un ente con mezzi illimitati e quindi dovrà per forza fare delle scelte.
    Su chi investo e come ?
    Se vogliamo parlare di politica sportiva bisognerebbe avere , in tutta onesta , dei dati alla mano certi per poter dare dei giudizi.

  101. fulvio scrive:

    premetto che il trio delle meraviglie per me troverà molte difficoltà (come tutti) a intraprendere la trada dei professionisti.so di certo che la fit seguirà ancora 1 anno e nella persona di Brandi quasti 2 giocatori,so che per poter fare una programmazione valida e per pagarsi un coach decente ci vogliono a quell’età circa 70.000 eurini,so che il programma dei 2 (TREVISAN E LOPEZ) di quet’anno altro non è che uno specchietto per le allodole messo dai federali,i queli per conto mio dovevano a quell’età li far fare solo 5 6 tornei compresi gli slam per questi junior!
    di solito l’ultimo anno dell’under 18 si incomincia a fare attività pro e il solo Thomas ,visto che è seguito dal coach privato lo ha fatto.so anche che Piatti disegna una strategia per Fabiano il quale si è limitato nei tornei giovanili.il bello viene adesso: si incomincia con i futures,wc in tabellone in Italia,ma se si fa bene e deve essere cosi per tutti la prassi,si passa subito ai challenger,quali ogni tanto tab,e poi quando si raggiungono i beati 350 atp ,si può cominciare a fare le quali in questi tornei più prestigiosi,quindi viaggi aerei,spese di vitto e alloggio,spese di coache quantaltro.il problema è che la Fit non potrà seguirli in eterno,anche se darà loro i soliti 25000$ di prestito d’onore,ai 20 anni si deve camminare da soli.quindi facendo i calcoli,se cammini da solo e a 18 anni sei ancora 1000 del mondo come fai a mantenerti a 19 0 20 da solo?
    o entri nei 100 e …ciccia.la vedo dura sotto questo aspetto perchè anche loro fenomeni non sono,ma normali mortali come tutti gli altri italiani.premetto che i risultati che impressionano negli slam giovanile sono fatti da quei fiocatori che riescono a centrarli 1 anno prima.quindi fate voi le debite proporzioni!!

  102. Nikolik scrive:

    Mi permetto di intervenire, per dire che le idee di Gabri e Stefano sono molto pratiche e intelligenti e rispondono a molte perplessità che un genitore normale indubitabilmente si pone.
    Io mi immedesimo e dico: ho una figlia, che ha grande passione per il tennis e discreto talento. Che faccio? Le faccio perdere la scuola? E se rimane una delle tante, che faccio, la rovino?
    Quindi, l’idea di affiancare una scuola privata all’academy è ottima, perché risponde a queste domande.
    Insomma, ahimé, io sono un genitore italiano, cercate di capire anche me, no? Io sarei più tranquillo se sapessi che mia figlia, bravina a tennis, avesse un qualunque diploma assicurato, grazie ad una buona scuola privata ed ad insegnanti compiacenti, in maniera tale che, se a 21 anni è ancora sotto al n. 300 del mondo, possa mollare tutto ed iscriversi, pur tardivamente, all’università, senza fare la maestrina di tennis in un circoletto per tutta la vita.
    Insomma, tanto se fai sport a livello competitivo, non puoi studiare, c’è poco da fare. Con questo sistema, forse potresti salvare capra e cavoli.
    Certo, c’è un problema: questo sistema costa tantissimo. non solo devi pagare l’academy, trasferte, ecc., ma anche la scuola privata.
    E la federazione, ovviamente, aiuta solo i 4 più forti, adottando un criterio criticabile finchè si vuole, ma che almeno è oggettivo, quello dei risultati.
    Quindi, non c’è nulla da fare, se non provieni da una famiglia benestante è meglio fare pallavolo.

  103. max scrive:

    io credo che il coach sia inutile prenderlo fino ai quando nn sei almeno nei top 100 per il semplice fatto che o sei il berlusca o al max ti puoi permettere lo sparring partner, il maestro in pensione (visto che gilbert piatti etc sarebbero fuori portata) oppure il classico porta borse che si occupa dei biglietti aerei dell’hotel etc (che in realtà è quello che accade nel 90% dei casi). tutto questo dal momento in cui fai parte di un’accademia l’hai già, infatti ogni atleta ha il suo coach di riferimento (dove va mia figlia ad esempio gli sparring sono tutti 2°cat ed i maestri tecnici nazionali o cmq coach che hanno girato le varie accademie nel mondo e che hanno sempre seguito buoni giocatori). inoltre credo che inizialmente si debbano mettere i ragazzi nella condizione di potersi allenare molto, correttamente e con la possibiltà di confrontarsi, poi però devono metterci del loro. altro che si può fare (io ad es mi comporto in questo modo in questo modo) è quello di ottimizzare il tutto e cioè ad esempio come nel mio caso prendere un preparatore atletico di fama e bravura certa che faccia lavorare il ragazzo/a a seconda dell’età (tanto il costo nn è sarà mai esagerato xchè vede l’atleta una volta alla settimana mentre x le altre volte ti da il programma e lui ha la possibilità di guadagnare con altri atleti cosa che x il coach sarebbe impossibile) e facendo un giorno in + di allenamento facendolo lavorare sui suoi difetti, sui suoi colpi x migliorarli ancora di +, a volte facendo cose a cui l’ accademia lavorano meno (anche x diversificare e rendere meno noiosi gli allenamenti) e/o su cose a cui l’accademia ti consiglia di lavorare. detto questo è vero che la federazione nn ha risorse illimitate ma visto che dal momento in cui segue un atleta significa che questi i risultati li ha già ottenuti (e quindi male nn ha lavorato) l’unica cosa che deve fare a quel punto è quella di dare i soldi (tipo il prestito d’onore di cui parlava fulvio e portarti in giro a loro spese per farti fare esperienza nei vari tornei. altro, è meglio che nn facciano visti i risultati ottenuti!!. in particolare sono spese tipo il tenere in piedi tirrenia etc che devono essere tagliate (poichè per la fit è un costo elevato mantenere queste strutture ma per i giocatori nn è certo l’accademia la spesa maggiore al contrario del partecipare ai tornei in giro per il mondo) mentre devono aumentare gli aiuti x poter partecipare ai vari tornei all’estero. oltretutto di coach bravi come furlan ce ne sono parecchi in italia ed anzi forse è + facile trovarne in strutture private che federali, perchè se bravi ma nn bravissimi da poter allenare federer & Co preferiscono sicuramente nn dover dipendere da nessuno soprattutto da mamma fit dove cmq i compensi nn possono essere quelli che la fed inglese da a gilbert per allenare murray (primo xchè nn abbiamo wimbledon poi xchè cmq prima di finire nelle tasche di un coach devono andare in tante altre direzioni, siamo in italia nn scordatelo mai!!!).
    per quanto riguarda trevisan a me nn fa impazzire (anche se ovviamente spero di sbagliarmi) ma questo è un po’ il modo di pensare italico e cioè che è meglio essere il 1° di nulla che il 500° del mondo, contenti loro…..

  104. max scrive:

    mentre scrivevo è arrivato il msg di fulvio che conferma tutto quello che ho scritto visto che il brandi della situazione (ho scritto di lui xche è stato fatto il suo nome) nn ha certo tirato fuori + giocatori dei vari bob brett vavassori etc (accademie private in italia)!!

  105. max scrive:

    un’altra riflessione che mi viene da fare è che confermati i vari costi è ancora + certa l’importanza di insegnare un gioco super aggressivo poichè mentre i costi di una programmazione giovanile ed italiana è sostenibile quella della programmazione pro per le persone normali nn lo è, e la sharapova tanto x fare un nome l’avvenire nn l’ha vinto, poi però…….ora vi faccio un altro nome michel larcher brito ha perso ai 1/4 il bonfiglio (ha 14 anni però portoghese ma di stanza a bradenton da bollettieri..)

  106. max scrive:

    rileggendo nikolik: ci sono tantissimi laureati in mezzo alla strada figuriamoci se sei solo diplomato, forse meglio la maestrina di tennis in un circoletto che a fare la segretaria in un ufficio dove magari il titolare prova a toccarti anche il c..lo e se nn ci stai ti lascia a casa…….

  107. Stefano Grazia scrive:

    SALTO DI PALO IN FRASCA PER UN ATTIMO SOLTANTO:
    Oggi ho voluto fare un esperimento. Che consiglio a tutti.
    Arrivato a casa dalla Clinica mi apprestavo ad andare un po’ nella piccola palestra della nostra Guest house, sotto casa, dove di solito, sfruttando anche il cortile e le scale e tutto quanto ci offre il territorio, facciamo 2-3 volte a sett preparazione atletica io e nicky. Nikko era appena tornato dalla Scuola con mia moglie: al Venerdì escono alle 13 e allora Gabrì rimane con lui al campo e si fanno 90’ circa di training sul campo(la scuola ormai ce lo concede senza problemi prima delle 16) curando soprattutto il servizio. L’idea mi era frullata in testa ieri notte: un po’ perchè mi sono impigrito, un po’ perchè allenando Nicholas non riesco contemporaneamente ad allenarmi io…Insomma, perchè non chiedere a Nicky di fare lui per una volta il Coach? Obiettivo non tanto nascosto: fargli capire cosa vuol dire.
    Nicholas si era appena messo alla Play Station a giocare alla World Cup di Rugby…era da 10 gg che gli proibivamo l’accesso a causa delle intemperanze sul campo di tennis e comunque alla sola idea di potermi torturare sul campo facendo il sergente dei Marines ha subito mollato tutto con entusiasmo (e per farmi capire che non scherzava è andato a prendere una cintura e usandola a mo’ di frusta mi ha cominciato ad urlare dietro…scherzava, ovviamente, ma (PRIMA LEZIONE) mi ha fatto capire che forse anch’io a volte esagero un po’…)
    Mi sono fatto 45’ fantastici, sudando e puzzando come un porco dalla pancia aperta nel mese d’agosto (la definizione è di Nicholas…non chiedetemi dove l’abbia pescata)…davvero era da un po’ che non lavoravo così bene, così intensamente, e dire che avevo fatto mezzora da solo anche a mezzogiorno-20’ di cyclette e 12’ di interval training sul power jog, ma da soli si è spesso indulgenti e invece col personal trainer sei costretto,se hai amor proprio, a lavorare…e se il personal trainer è tuo figlio il discorso vale anche di più. Ora lasciatemi dire che se mio figlio non diventa un campione (o un attore) sicuramente potrebbe diventare un grandissimo coach…è veramente bravo ed entusiasta, ha doti di leadership, grande personalità, inventiva…e soprattutto sul campo di tennis, tecnicamente, sa …vede il gesto, lo capisce, te losa anche spiegare…Bene, adesso eravamo solo a fare preparazione atletica e un po’ imitandomi ma anche variando e inventando mi ha fatto fare 6’ di power jog per scaldarmi, poi un percorso di guerra con addominali, scatti, balzi, una sorta di arrampicata, slalom coi coni, balzi, pesi a mimare il servizio, sprint sulle scale, push ups, sprint, balzi alla kangaroo, gimkana, pesi a mimare dritto e rovescio, e così via…per circa 4’ di percorso molto intenso…Vedendomi molto provato ha evitato di farmelo ripetere 3 volte come di certo pensava e mi ha fatto fare dei pesi per le spalle, poi 3’ di stepper, poi scatti con partenza da sdraiato, altri scatti con slalom sempre con partenza da sdraiato,e via via altre cose fino a fare sul treadmill 3×100metri in salita 25% a velocità 8 poi 8.5 poi 9 e poi 3 x200metri in discesa a -55 a velocità crescente fino a 20kmh concludendo infine con tre minuti di deaffaticamento sul power jog e 4 su e giù per il cortile alternando le andature… Ci sono stati dei momenti, soprattutto dopo il Percorso di Guerra e dopo ognisprint in salita che non potevo parlare dalla fatica, respirando e inspirando profondamente per recuperare il fiato…dopotutto ho 52 anni…Ma mi ero fatto un punto d’onore nel fare tutto quello che mi avrebbe chiesto senza contestare, lamentarmi, protestare…Ripeto, Nicky è stato bravissimo nel non esagerare e poi a tavola ne abbiamo parlato. Come sono andato? Mi ha chiesto. Sei stato bravissimo, gli ho risposto finalmente recuperando fiato ed eloquio, ma ora ascoltami bene: sei stato bravissimo solo tu o anche sei stato bravissimo perchè iul tuo studente ti ha aiutato, non ti ha creato problemi, non si è lamentato, ha cercato di venirti incontro, ha dato il massimo per quello che poteva dare? Perchè ti ho chiesto di farmi il Coach oggi? Primo, perchè ne avevo davvero bisogno; secondo, perchè tu capissi quello che provo io quando ti alleno, perchè tu potessi immedesimarti in me…Hai dovuto urlare con me? No, perchè non te ne ho dato motivo…E allora se quando sono io ad allenarti, anche tu ti comporti così, primo: facciamo prima; secondo: ci divertiamo di più tutti e due; terzo: migliori, ti serve di più, diventi più bravo. Per questo te l’ho chiesto e forse avrei dovuto lasciare che tu lo capissi da solo ma sono sicuro che anche così un po’ ci penserai. E lo faremoancora e un giorno potremo forse allenarci insieme contemporaneamente aiutandoci l’un l’altro.
    Poi ci siam visti insieme la partita di rugby (ecco, devo dire che entrare in un campo di rugby per una partita di world cup è forse più epico che entrare su un campo di tennis, e non giocavano neppure gli All Blacks…) e poi sono andato in camera e gli ho letto una trentina di pagine della Storia del Mondo di Gombrovicz (si, dovrebbe leggersela da solo, ma sta già leggendo i libri in inglese della biblioteca scolastica e poi era un cosa che avrei sempre voluto mio padre facesse per me). E domani ci alleniamo per 5 ore al Club Coqueiros di Luanda.
    No, non mi sto candidando con Riccardo Piatti al ruolo di padre ideale per i suoiarticoli su Tennis Italiano: è che spesso, molto spesso, proprio non lo sono stato lasciandomi prendere da rabbia e nervoso e frustrazione per il comportamento (non per il risultato) ora indolente ora troppo aggressivo di mio figlio ma per una volta che credo di aver avuto una geniale intuizione ho voluto condividerla.
    Vi saprò poi dire se è stato un turning point ma sono abbastanza scafato e disilluso da sapere che queste cose, i turning point, succedono solo nei film…

  108. Stefano Grazia scrive:

    Dopo l’allenamento odierno vi dico solo una cosa:
    Ragazzi, i turning point sono una bufala pazzesca….

  109. percy scrive:

    Voglio gettare un sasso in piccionaia. Abbiamo parlato dell enorme quantità di soldi che ci vogliono per far giocare i figli a tennis ad un certo livello. Mi domando quanto è lecito pagare per un ragazzo di 13 anni buon giocatore che per adesso ci vuole provare ad emergere per un corso di 5 giorni la settimana ognuno con una sessione di tennis di un ora e mezzo(?! è troppo o è poco secondo voi?) e una di altetica.3 volte in 2 allievi con il maestro (maestro nazionale) e 2 volte da solo con sparring patner+maestro.Il corso prevede poi la diaria per l’accompagnamento a 5/7 tornei. Vi chiedo quanto è giusto pagare senza avere la sensazione di essere presi per il collo o per il c…lo perchè spesso non ci sono alternative?

  110. max scrive:

    tieni presente che in una delle accadomie + importanti (per risultati ottenuti) d’italia il costo ( x 6 giorni la settimana con 3 ore di tennis + 1 ora e mezzo di atletica da ottobre a giugno mentre da giugno a settembre sono 5 giorni alla settimana con a scelta 3 ore tennis +3 ore di prep atletica oppure 4 1/2 tennis + 1 ora e 1/2 prep atletica) è di 6.000 euro all’anno cioè 500 euro al mese. gli accompagnamenti ai tornei è a parte da dividere x i vari giocatori che partecipano al torneo (diaria di 50 euro al giorno + vitto e alloggio per il coach come ho detto da dividere + il costo x il giocatore).

  111. Stefano Grazia scrive:

    mi sembra che 6000 euro all’anno siano una ottima offerta…da come la descrive Mad Max (”mad” detto in tono affettuoso…certo se almio primo apparire io dovevo essere sembrato un folle, m’immagino quante sopracciglia abbia fatto sollevare max col suo istrionico integralismo…Ma io mi ricodo quello che lui ha scritto come premessa riguardo a sua figlia: prima di tutto io e ho dato un’educazione…),dicevo, da come la descrive -e si potrebbe anche farne il nome, no max?-mi sembra ottima e ben strutturata …
    io posso aggiungere che da Bollettieri si spendono 36000$ con vitto e alloggio (a cui si deve aggiungere la scuola)….Alla Evert dovrebbe essere uguale…Da Pat Cash un po’ meno ma è in Australia…Alla Weil Academy ad Ojai in California e da Harry Hopman a Saddlebrook addirittura di più…
    Ma queste sono Grandi Academies, All Inclusive (Gym, Mental Efficiency,Video Analisi…)…Forse bisognerebb fare il confronto con Rick Macci…3h after school dalle 15 alle 18…circa 10.000$…
    Da Bob Brett a Sanremo per una settimana (4 h di tennis al giorno + 2 di prep atletica ti costano 600$ mi sembra, pasti al ristorantino esclusi…

  112. max scrive:

    una notizia dell’ultima ora che ho appreso con molto piacere è che dal gennaio 2008 anche gli under 10 diventeranno agonisti e quindi (anche se previo autorizzazione dei vari comitati regionali) se un under 10 al secondo anno particolarmente forte e ben messo fisicamente che ormai nn ha nulla da “guadagnare” con i tornei della sua categoria potrà fare esperienza negli under 12 (oltretutto con la racchetta da adulto) senza dover girare tra svizzera e croazia. beh chissa mai che i consigli di piatti o gli urli continui aiutino a migliorare un pochino le cose. ciao

  113. Stefano Grazia scrive:

    Tanto per stimolare il dibattito, vorrei mettere a confronti i nostri due Preparatori Atletici (magari ve ne sono altri, sotto mentite spoglie): “Mad” Max e il Prof Salvatore Buzzelli. Vorrei sapere cosa ne pensa Max dell’intuizione del Prof Buzzelli del lancio del giavellotto come aiuto per insegnare il Servizio…
    Colgo l’occasione perchè Max scriveva poco tempo fa:
    “una delle prove atletiche FIT è quella del lancio della palla medica dal davanti “simulando” (secondo la FIT) il servizio” peccato però che x far usare gli stessi muscoli del servizio, per insegnare ad “usare” gambe e schiena come aiuto e quindi poi come trasferimento della forza dal basso fino al braccio si debba fare il lancio da dietro cioè esattamente il contrario!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
    Incuriosito avevo chiesto l’opinione del Prof che mi aveva risposto che la Fit non commette in realtà un errore nel far provare il lancio avanti, anche se sicuramente lanciare verso dietro è più facile.
    Mi scrive il Prof Buzzelli:
    E’ vero,infatti, che per insegnare l’uso delle “catene
    cinetiche chiuse” si fa la policoncorrenza con la palla medica dove
    sono contemplati anche il lancio all’indietro , verso l’alto, laterale
    ecc… questo serve lo dice la parola stessa “ad insegnare a far
    concorrere al gesto di forza veloce (lancio di un attrezzo) tutti i
    muscoli in sequenza ( catena ) dal basso (dai piedi) verso l’alto (alla
    mano che lancia la palla). ”
    Quindi se ho capito ben è giusto esercitarsi con la
    policoncorrenza ma va bene anche verificare con un gesto specifico e
    speciale il risultato dell’allenamento… Ma perchè, Prof, non spiegarlo direttamente ai lettori del Blog e magari iniziare un contradditorio che, badate bene, non sia ovviamente polemica sterile ma un processo critico costruttivo…nati non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtude e conoscenza…

  114. Stefano Grazia scrive:

    Già che ci sono, cerco di coinvolgere il Prof Buzzelli anche su un altro argomento che potrebbe interessare alcuni Genitori …
    Come si fa a verificare le qualità atletiche dei giovanissimi e capire se vale la pena investire o meo sul loro futuro da campioni?
    Io so che il Prof in un suo studio a 10 anni aveva valutato centinaia d allora giovani atleti fra cui Volandri, Kurnikova, Garbin,
    Bracciali, ecc…. e quotandolo esattamente “prevedendo risultati di rilievo, perchè parliamoci chiaro se uno da grande non diventa atleta nel vero senso della parola, e le basi le capisci anche da bambino e le si può quantificare, non si va molto in là! ”
    Io per esempio ho un figlio che è piccolo … all’istituto auxologico mi dicono che è un ritardo costituzionale dicrescita e quindi crescerà più tardi, no problem, ma non diventerà mai un gigante… Nel contempo mi dicono, tutti i Coach che lo hanno osservato, da Palumbo a Bertino, che ha capacità motorie eccezionali…Che fare? Ok, il basket è fuori discussione e direi anche il rugby (che non è più quello che si giocava ai miei tempi)…Ma il Tennis? Si può capire a 10 aa se è meglio che si dia alla Recitazione o alla Cardiochirurgia o tutt’al più al Golf?
    Si può davvero decidere, in un eccesso di specializzazione precoce, a quali sport avviare un bambino o meglio a quali NON avviarlo? O bisogna anche lasciare un po’ di spazio alla fantasia, all’immaginazione,al desiderio e alla cocciutaggine?

  115. marcos scrive:

    non è che se diventano agonisti gli under10, poi, ce li legano al circolo subito, invece che a 12 anni??

    a parte questo, l’under10 del secondo anno (i 97 di quest’anno, i 98 dell’anno prossimo), molto ben messo fisicamente e tecnicamente completo per la sua età, già spesso può incontrare gli under 12 del suo circolo (e di altri circoli amici), senza alcuna difficoltà.

    tengasi conto, inoltre, che l’under 10 nato a novembre o dicembre non riuscirà quasi mai a godere dell’innovazione citata dal max: già oggi, in under 10, si incontrano nei tornei bambini di quasi 11 anni e bambini di 8 anni appena compiuti: la distanza fisica tra le età, è enorme.
    l’innovazione penalizza i nati a fine anno e avvantaggia i nati ad inizio anno: in base a questa, bimbi di 8 e mezzo molto promettenti potrebbero incontrare in torneo ragazzi di quasi 13: mi pare eccessivo…

    l’importante, però, è che si cancelli la regola assurda per cui un dodicenne, ricevendo la tessera fit tramite un circolo, venga ad esso legato per quattro anni nelle competizioni a squadre (o anche nei tornei individuali??): è un ricatto, a mio parere, vergognoso. il circolo, se vuole tenersi un ragazzo promettente, gli metta a disposizione ottimi maestri e faccia lo sconto al babbo!

    c’è ancora quella bella prassi per cui, se il ragazzo gioca per il circolo nelle competizioni a squadre, non paga la retta (o è molto scontata)?

    sui costi: under10

    4 e mezza di tennis settimanale + 2 ore di atletica settimanale = 1800/2000 euro circa, con buon maestro e buon preparatore. esclusa qualsiasi trasferta, panino, caponata ed iscrizione tornei.

  116. Stefano Grazia scrive:

    Prima di andare in Clinica, vorrei sottolineare una cosa che abbiamo già più volte accennato e che costituisce per esempio uno dei motivi per cui guardo con certa fiducia al mio prossimo ritorno a Lagos, Nigeria…Cioè la DISPONIBILITA’ DEI CAMPI…Credo che soprattutto in età U12 (cioè da quando cominci ai 12-14 aa) uno dei fattori fondamentali sia avere la possibilità di usufruire dei campi senza pagarli una esagerazione…cioè poter stare sul campo a lungo e fare tutto quello che devi fare anche quando il famoso quality time (i 45′ alla Connors) non è possibile… In Angola i campi non costano nemmeno molto, rispetto all’Italia: 10-15$ ma se cominci ad allenarti tutti i iorni e a volte anche per 3-5 ore al giorno, i costi cominciano a pesare…In Nigeria tu paghi l’iscrizione al Circolo ma poi non paghi più il campo (ricordo che per me rientrato in Italia fu uno shock pagare un milione e 300000lire per l’iscrizione annuale…E POI PAGARE ANCHE 30.000 lire per un ora di campo d’inverno… I soldi che guadagnavo il mese che lavoravo su una piattaforma finivano in gran parte nel noleggio campi, visto che mia moglie giocava anche lei come me…3-4 ore al giorno!)
    Ma se tu vuoi allenarti, la possibilità di poter stare anche ore sul campo è fondamentale, anche solo a parlare dopo un set e spiegare a tuo figlio cosa avrebbe dovuto fare, senza avere l’assillo del socio che deve entrare o dei soldi che stai spendendo senza giocare…
    Anche Marcos ne accennava, ma i bambini almeno dovrebbero poter stare sul campo GRATIS nelle ore di minor utilizzo… In Nigeria non avrò questi problemi: campi privati nei compounds, 3 campi all’American School, 2 campi all’Italian School e soprattutto mattinate e pomeriggi senza nessuno fino alle 17 nei due grandi clubs di 9 campi…Possibilità di stare sul campo a fare esercizi, drills, sets, match, palleggio SENZA PAGARE IL CAMPO.
    Anche da Bollettieri è così…tuo figlio si allena ma tu hai poi l’utilizzo illimitato dei campi PRIMA e DOPO…ce ne sono una settantina ed è vero che durante gli Easter e Summer Camps si riempono tutti, ma durante l’anno e anche a Pasqua ed Estate DOPO le 17, trovare un campo per giocare o ricapitolare non è certo un problema…
    Certo, quando sei più grandicello, 2 ore magari bastano e avanzano, ma quando hai a che fare con un bambino a volte per trovare quei famosi 45′ di Quality passano tre ore… Io ne sono convinto: la disponibilità di un campo è fondamentale…Tanto che volevo costruirne, ingenuo!, uno a casa mia nella campagna bolognese… 40000 EURO!!!!! E nemmeno potevo costruirmelo in cemento:essendo il mio terreno adagiato su una piana alluvionale potevo costruirlo solo purchè fosse in superficie permeabile, cioè solo terra o erba!!! O anche un particolare tappetino sintetico …ma spendere 40000 euro per avere una superficie in cui non si gioca mai mi sembrava particolarmente esagerato se non stupido…

  117. kill bill scrive:

    cito marcos
    ”c’è ancora quella bella prassi per cui, se il ragazzo gioca per il circolo nelle competizioni a squadre, non paga la retta (o è molto scontata)?”

    il mio ha vinto il titolo regionale a squadre e per ringraziamento , senza cambiare le ore di allenamento ( con la scusa di un pacchetto che a me non frega niente e che non sfrutto ) mi hanno TRIPLICATO la retta dell’anno prima.

  118. max scrive:

    x stefano: lanciare la palla medica in avanti nn è solo meno facile è molto + stupido visto che nn serve (a parte il fatto di spaccargli la schiena) e basta che tu faccia provare a tuo figlio il lancio nei due modi per accorgerti della differenza!!! (se vuoi in pvt di do il nome del prep atletico così quando fai il nome ai tuoi conoscenti chinano il capo….. e nn solo x il nome ma soprattutto x i risultati…..)

    x marcos: 1) la regola nn penalizza nessuno visto che nn è obbligatorio giocare con gli under 12; è solo una scelta che oltretutto deve essere condivisa dai vari comitati regionali e questo evidentemente succederà solo nel caso che l’under 10 sia palesemente troppo + forte nella sua cat (ma questo succede solo al secondo anno di under 10 e quasi sempre se è molto ben messo fisicamente) e di conseguenza se il tuo circolo nn ha under 12 molto buoni il problema rimane, inoltre la partita di torneo è un’altra cosa. x quanto riguarda il costo probabilmente chi fa spendere quelle cifre sta rubando i soldi visto che come ho scritto 18 ore (ma se uno vuole anche di +) settimanali in una accademia dove sono venuti fuori parecchi top 100 (nel mondo) costano 500 euro al mese mentre i programmi (+ il controllo di persona 1 volta alla settimana) di uno dei migliori (Piatti dice il migliore visto che lo voleva x lijubicic) prep atletici italiani costano 100 euro mensili (x gli under 10 poi ovviamente salgono) per un totale quindi di 600 euro al mese!!!! è proprio vero che l’italia è un paese di ladri!!!!!!!!!!! ciao

  119. max scrive:

    premetto che nell’accademia nei 500 euro sarebbe compresa anche la prep atletica (ed il prep atletico è quello di vari giocatori/trici intorno alla 400/500° posizione dell ranking mondiale) sono io che ho voluto x mia figlia il top e soprattutto la personalizazione vista l’età (7 anni quando ha cominciato e quindi in un momento in cui nn si possono e nn si devono commettere errori sia per l’impossibilità dopo di migliorare certe capacità sia e soprattutto per evitare danni irreparabili alla salute ed alla longevità dell’atleta).

  120. max scrive:

    x stefano: ti ricordo che la mia specializzazione è in un altro sport e quindi nn mi permetto di dare un giudizio sul discorso del giavellotto. però per farti piacere ho formulato la domanda al mio prep e nn so se la risposta ti piacerà: le sue testuali parole sono state: ” già i lanciatori del giavellotto sono tutti rovinati fiscamente se poi ci metti su anche il tennis di pure a chi vuole prepararsi in quella maniera di affittare annualmente una stanza da un dottore specializzato nella schiena (ma nella sostituzione però!!!!) N.B. suo anche il pensiero sul lancio della palla medica in avanti

  121. marcos scrive:

    consiglio a kill bill: vai dai consiglieri e ringraziali di cuore.

    immagino che nel pacchetto ci sia pure la piscina estiva a disposizione dalle 10 alle 11 di mattina.

    certamente, max, la partita di torneo è tuttunaltracosa. condivido!

    è una norma che non penalizza, daccordo: è la nascita a dicembre che penalizza e questa norma avvantaggia chi nasce a gennaio…ma non è colpa di nessuno, s’intenda. se non del babbo che ha deciso con la mamma di fare una settimana al mare a metà marzo: tutti soli!

  122. anto scrive:

    Stavo leggendo l’intervista che il coloured Young ha rilasciato relativa a al suo tribolato esordio nel mondo dei pro. Dopo 3 anni da quella data, ha cominciato ad ottenere dei discreti risultati e parliamo di un boy dell’89. Credo che la Nike offrendogli cascate di dollari l’abbia imborghesito, ed il suo tennis ne abbia risentito. Comunque staremo a vedere intanto un occhio a Dall’Asta, di questo giovincello presto ne sentiremo parlare.

  123. max scrive:

    intendevo dire che in realtà questa nuova norma nn avvantaggia chi nasce a gennaio ma che almeno non lo penalizza (al contrario di quella quella attuale, il fatto è che per la gente sono avvantaggiati xchè vincono in realtà in chiave futura sono svantaggiati xchè smettono di progredire e premetto che nn sono di parte xchè mia figlia è nata alla fine di ottobre…) mi spiego meglio: chi è nato alla fine dell’anno può appunto sempre progredire sfruttando il fatto che giocherà sempre con i + grandi. ma chi è nato a gennaio ed è forte e grosso come fa a progredire giocando x unanno sempre con i + più piccoli??? ed il fatto di vincere sempre facile cosa gli servirà???? nn so nel maschile (nn ho guardato xchè nn mi riguarda da vicino) ma nel femminile sono andato a riguardarmi tutte le date di nascita delle + grandi campionesse di sempre ma anche di oggi e la maggior parte sono nate da settembre a dicembre. sarà per il fatto che sono sempre state in difficoltà e che hanno dovuto sempre inseguire che alla fine ce l’hanno fatta?????

  124. Atti scrive:

    Ragazzi se chiedete al dott. Grazia un parere medico su una determinata patologia, spesso sarà diverso dal parere del dott. Y o Z, questo per dire che tutte le strade portano o possono portare a Roma, sta a noi scegliere quella giusta…
    Mi è piaciuta molto lo scambio Coach/figlio figlio/Coach che ha sperimentato Stefano, credo che prima o poi lo provero’ anch’io.
    Confermo, visto che mia figlia e del ‘98, l’inutilità delle prove fisiche nelle gare PIA a scquadre, anche se a precisa domanda un tecnico si è giustificato dicendo che erano di consolazione a chi aveva perso la partita…anzi diro di piu’ nel 2006 avevamo una squadra PIA molto competitiva, ma poiché nessun maestro aveva fatto provare le prove ai ragazzi non siamo passati ai gironi finali, mentre so’ per certo che in altri PIA erano preparate scrupolosamente visto che circa 1/3 del punteggio finale dipendeva dalle prove fisiche.
    Sui costi devo dire che dalle mie parti si spendo un po’ meno… forse perche’ abbiamo molti piccoli “fenomeni” ed i circoli ci vengono incontro ( ovviamente scherzo).
    Credo invece che fino ad un certo punto quasi tutte le famiglie possano permettersi un figlio tennista/agonista (Accademies a parte), il difficile arriva nel momento di passare da junior a Pro, ora la mia domanda è ; “Possibile che non si possano formare dei gruppi di atleti che girano il mondo per i tornei con un tecnico ed un prep.atletico, si potrebbero risparmiare molte risorse e facilitare l’inseremento dei ns. ragazzi/e nel circuito professionistico”
    Voi che ne dite ? o invece ritenete migliore il” chi fa da se’ fa per tre”…tipico della ns. mentalità provinciale e campanilistica.
    Ciao.

  125. max scrive:

    atti il problema è un altro: se io do 100 euro al mese al mio prep atletico x i programmi ed ol controllo settimanale è una cosa, se lo porto con me in giro x tornei me ne costa 10.000 (quelo che guadagna uno del suo calibro a lavorare per vari atleti team etc…)+ 5.000 per il maestro di tennis (se nn è gilbert ovviamente) + mangiare dormire e viaggi x entrambi poi i genitori, i figli… hai presente di che cifre stiamo parlando anche se le dividi x i vari giocatori??? (pensa poi quando sei al torneo uno perde al primo turno, l’altro va in finale giustamente il primo se torna a casa nn vuole + pagare la trasferta al coach e prep atletico costi che poi vanno tutti a ricadere sulla famiglia del finalista….insomma ti assicuro è un bel problema. cmq nelle varie accademie questo servizio esiste già ovviamente prendendo i coach ed i prep atletici che sono liberi in quel momento) se poi ti porti dietro quello che ti fa fare il lancio del giavellotto allora…… tenendo presente cmq che mangiare dormire e aerei costano uguale x tutti!!!!

  126. max scrive:

    ah dimenticavo che spesso succede però che se vai da un dottore ti salva la vita mentre se vai da un altro si accorge in ritardo di un brutto male e muori, quindi stiamo attenti a dire che e strade sono tutte uguali….e nel ns caso se per andare a roma a vedere gli internazionali partendo da milano passiamo x bolzano quando arriviamo sta cominciando il roland garros……

  127. Atti scrive:

    Hai ragione Max, intendevo dire che se chiedi a quello del giavellotto una spiegazione ti dirà che dalla sua esperienza il metodo paga, poi sta a noi valutare chi scegliere è ovvio che se trovi un buon allenatore e/o prep.atletico sei a posto, ma per certi casi vedo che conta molto il risultato ed allora diventano immediatamente dei GURU mentre magari c’entra anche un po’ il caso o la fortuna di avere l’allievo giusto; io credo che ormai si debba andare sia ad alto livello che per allievi giovani verso una preparazione fisica personalizzata, e poi non credo esista un metodo valido per tutti, ma solo professionalità da affrire ai massimi livelli, sta a noi scegliere la strada migliore per i ns.figli.
    Per i gruuppi è vero quello che dici pero’ inizialmente potrebbero dividere i montepremi (singolo e doppio) in tutto o in parte, non dico per tuta la vita ma per 12/15 mesi e cioè il tempo di tentare il grande passo, poi è ovvio che se non ottieni risultati la selezione è naturale, ma magari, e qui non scopro l’acqua calda, in gruppo sei piu’ motivato e tutti aiutano tutti nei dettagli che fanno la differenza. Non so’ se è utopia ma vedo che per esempio Argentini e/o Spagnoli spesso viaggiano in gruppo anche e sopratutto nei Futures e/o Challenger.
    Ciao.

  128. max scrive:

    potrebbe essere un’idea anche se in italia la vedo dura considerando che spagnoli e argentini (genitori compresi) si adattono a dormire x terra con gli scarafaggi (e nn sto esagerando!!!) noi invece…. ed allora se nel gruppo c’è chi rende ma nn rientra delle alte spese perchè deve pagare anche x quello che nn rende nn ci sta +. dal momento che viene fatta selezione aumentano le spese perchè diminuiscono i giocatori con cui dividere e i coach devono essere pagati lo stesso e la stessa cifra. credo che la soluzione migliore resti quella delle accademie che ti fanno pagare x i giorni effettivi che rimani in giro e cmq hai la garanzia di avere coach con esperienza internazionale. purtroppo credo che la regola chi fa x se fa x tre resti la migliore e stia a noi informarsi a 360° ascoltando tutto e tutti cercando di fare le cose migliori. quello che posso dire è (condividendo quello che hai scritto riguardo al fatto che spesso i risultati possono essere casuali ) di “leggere” con molta attenzione i risultati che i vari guru ci sbattono sulla faccia e di fare molta att.ne alle statistiche xchè i nr difficilmente sbagliano. voglio dire che preferisco un a’accademia che ha cresciuto 100 giocatori che sono arrivati nei primi 500 rispetto ad un’accademia che ha creato un top 100 e gli altri 99 sono rimasti dei 3° categoria oppure preferisco un’accademia che ha migliorato la maggior parte degli atleti che le sono arrivati rispetto ad un altra che ne abbia migliorati 3 molto e tutti gli altri per nulla. per quanto riguarda il preparatore atletico mi interessa capire soprattutto che curi particolarmente alla salute e alla longevità dell’atleta, poi sapere se quanti e quanto sono migliorati rispetto a dove si allenavano in precedenza gli atleti che sono andati da lui seguiti. il fatto è che io credo che nel mondo di oggi dove nessuno regala nulla, in un tennis dove i montepremi sono andati alle stelle e dove per fare questo sport ora si devono incontrare atleti di tutto il mondo non si possa lasciare nulla al caso e gli atleti si devono plasmare fin da molto piccoli considerando anche che purtroppo in italia c’è già la selezione naturale dovuta ai costi. sono certo che se ci fossero delle accademie completamente gratuite nel sud italia e si investisse sui migliori in poco tempo anche noi avremmo parecchi top ten.saluti

  129. Stefano Grazia scrive:

    Da un lato mi ha fatto piacere vedere che c’erano una quindicina di posts nuovi, dall’altro son rimasto un po’ sorpreso dai toni…Vabbè, mad max è fatto così, ma non c’è mica bisogno di denigrare il Preparatore del Giavellotto…che comunque è il Prof Salvatore Buzzelli, anche lui un guru,e che sulla sua intuizione ha scritto, mettendo nome e cognome…Non capisco perchè si debba tenere segreto il nome dell’altro (che spero non sia Dhorocenko)…Avevo auspicato non una polemica ma una dialettica costruttiva…Io cederei la parola a Buzzelli…Onestà vuole che Max abbia riconosciuto che non è la sua specializzazione…Ma quoterei Atti…E poi fra uccidere un paziente e salvargli la vita ci sono 98 variabili su 100…e purtroppo, la medicina non è matematica, come forse neanche la Preparazione Atletica, e molto spesso 2+2 non fa 4, ma 3.9 o 4.1…l’importanteè che in entrambi i casi non faccia 2 o 6…
    Prof, se ci sei, batti un colpo…

  130. fulvio scrive:

    credo che stiamo facendo un po di confusione .se si parla di portare under in giro e non si è in una accademia,non vedo come non si debba contribuire al pagamento giormnaliero del maestro o accompagnatore in questione.diverso è quando si comincia a girare per futures,allora il discorso cambia,perchè intanto si ha a che fare con ragazzi-e con almeno 18 anni,che giornalmente si allenanano o in una accademia o in un gruppo con altri e già all’inzio si stipula con i responsabili un contratto per il tutto compreso.non vedo e ne ho mai visto argentini o spagnoli in gruppi come qualcuno di voi dice, dormire per terra o altro e cmq quelli che girano per i futures e sono giovani o sono dei giocatori sui quali molte società hanno fatto degli investimentia …rendere o anche loro sono figli di ..papà!
    investire ui m igliori al sud?
    certo ,ma come i può stilare una classifica dei migliori?
    guardando i risultati dei campionati provinciali o regionali?
    mi sembra riduttivo anche perchè abbiamo tecnici federtai pagati per osservare dappertutto,e nonostante tutto,parlo per esperienza personale,sono poche le volte che sbagliano a non capire se questoo quello diventerà più o meno ”buono”le selezioni vengono fatte a 14 anni e anche se tanti dicono che quello bravo può uscire a 16 17 è difficile perchè a quell’età li ,e parlo sopratutto delle ragazze il 90% smette per motivi di studio o altro.io continuo a asserire che se da giovane non vinci ,difficilmenmte lo farai anche da grande, e i numeri e i risultati difficilmente mi hanno smentito.
    fosse cosi facile far diventare top 10 dei ragazzi al sud o al nord penso che in questa jungla di affamati di tennis in molti si sarebbero dati una mossa dal momento che all’incasso poi alla fine andranno loro

  131. max scrive:

    chiariamo bene le cose: io nn mi permetterei mai di denigrare nessuno, figuriamoci in un campo che nn è esattamente il mio. ho riportato le testuali parole del preparatore atletico che federazione italiana, riccardo piatti, titolari di varie accademie italiane (che lo inseguono invano ma costa troppo), ex top 30 e risultati degli ultimi 10 anni reputano e dimostrano essere il nr 1. il resto sono parole dette a caso. e certamente nn è dorocenko. ora segue in partcolare due giocarori che l’anno scorso appena arrivati erano 800 al mondo uno e l’altro 700 oggi sono 170 e 180. alle sue lezioni sembra di essere ad un pellegrinaggio con gente che arriva da ogni dove e nn perchè prometta (o meglio appena arrivi lui ti promette solo che piangerai dalla fatica) ma xchè gli atleti dopo un po’ volano sul campo (3 anni fa ha preso una squadra di calcio neo promossa e dopo 3 promozioni di fila gli hanno detto che nn avevano abbastanza denaro x sostenere il campionato nella cat raggiunta. ovviamente l’hanno preso per una squadra di cat superiore neo promossache dopo 4 giornate ha 3 vittorie ed un pari) . il nome nn lo faccio (stefano se vuoi posso dartelo in pvt) prima che si pensi che io voglia fargli pubblicità. mi ha pregato però di scrivere la storia del giavellotto x l’incolumità (a cui tiene morbosamente) dei ragazzi. p.s. io nn sono così, io sono così xchè SO che piaccia o meno (ed in italia generalmente nn piace) è un’altra cosa.

    a fulvio:

    per quanto riguarda il girare con gli under immagino che atti abbia proposto questo volendo girare con un maestro qualificato visto che chiunque lo sia ha il suo circolo e quindi perderebbe i soldi delle ore pvt. degli avventurieri nn parlo neanche. per quanto riguarda spagnoli e/o argentini è evidente che parliamo di giocatori diversi, tu stai parlando di talenti già sponsorizzati o/e ricchi di famiglia noi stavamo parlando di gente che ci vuole provare ma che nn è un super talentuoso o un milionario. io ho un amico argentino che 2 anni fa era nr 400 al mondo (22 anni) e che si allenava all’accademia di nalbandian. nn aveva i soldi x pagarsela ed è venuto in italia a giocare gli open (ora è un 2.1 e ne vince parecchi gioca la bundesliga etc). se il maestro dove si allenava nn dava lui da mangiare dormire qualche cliene per le lezioni pvt (io compreso) ed i soldi x girare nn avrebbe mai potuto giocare nessun torneo e qualche notte in estate ha domito anche sulla panchina del circolo!!!!! RIPETO HO DETTO 400 AL MONDO nn il vincitore dei provinciali. riguardo all’accademia nel sud nn ho mai detto che sarebbe facile ma certamente nn passerebbero altri 30 anni e forse 40 o 50 (xchè all’orizzonte c’è il nulla!!!) da panatta & Co nn fosse altro x un vantaggio di numero, cioè dico che è + facile trovare dei campioni potendo scegliere tra 1000 ragazzi che hanno voglia di emergere che tra 100 figli di papà!!!! anche xchè tra quei 1000 che nn possono neanche cominciare potrebbe esserci qualche ragazzo particolarmente dotato ma noi questo nn lo sapremo mai come nn sapevamo fino a qualche tempo fa che delle stupende ragazze alte e bionde (nn proprio tutte però…ma generalmente le russe sono così) abituate a vivere a -50 dopo due giornate ci avrebbero dato 4-0 e ci avrebbero rimandato a casa con le pive nel sacco che in + da ex campionesse del mondo nelle interviste pre e post partita dicevano: “sappiamo/sapevamo fosse dura: questo fa capire quanto valeva la fed cup vinta l’anno prima (altro che campionesse del mondo). federer o la henin (veri nr 1) possono anche perdere ma al via di ogni torneo sono gli stra-favoriti e loro pensano sempre di vincere…..saluti

  132. max scrive:

    porto un altro contributo che mi è venuto in mente solo ora: aprile 2007 mia figlia fa una distorsione (leggera) alla caviglia e g.c. (il mio prep) mi dice tutto quello che devo fare (esattemnte il contrario di quello che mi aveva detto l’ospedale) mi manda a fare l’ecografia poi da un osteopata (uno da cui vanno i giocatori di inter e milan vari ciclisti etc), la porta con lui a fare la rieducazione in piscina. morale tutto ok. un mese dopo dopo si fa la stessa distorsione una ragazza che qualche settimana fa ha perso in finale ai campionati italiani. vede come la recuperano e mi dice: o ha un c..o pazzesco o entro pochi mesi si rifrà male e mette a rischio la carriera. risultato settimana scorsa crac!!!! ora giocare bene è importante ma su una gamba sola nn ha mai vinto nessuno!!!!!

  133. Stefano Grazia scrive:

    max, il tuo guru è per caso Arcelli?
    boh, comunque io faccio un po’ fatica ad estremizzare…credo che la preparazione atletica sia molto importante ma credo che l’importante sia non esagerare…non estremizzare, appunto…non esagerare…Poi credo che quello che fa Max, cioè farsi dare un programma e poi seguirlo, sia corretto…Ma che un bimbo di 7-12 aa abbia bisogno del Preparatore Atletico Personale mi sembra un po’ eccessivo…E’ vero che lo suggeriva anche Piatti, il Team Personale, ma credo che una volta che uno si è fatto dare i programmi li possa far seguire al figlio anche da solo…
    Io il Preparatore Atletico non ce l’ho… ho guardato quel che fanno gli altri, ho letto, ho chiaccherato con il Prof Buzzelli, leggo quel che dice max, ascolto molto…poi scelgo io. No, mio figlio non sta tirando il giavellotto, non c’è spazio in cortile e non ho l’attrezzo, ma quest’estate un po’ si è allenato e sono convinto che male non gli ha fatto…poi onestamente non vedo il problema…Riporto quel che scriveva Buzzelli: ““ritengo le esercitazioni di lancio del giavellotto meritevoli di considerazione in quanto attività ludica per i ragazzi ed efficace mezzo tecnico di allenamento, perché se vuoi lanciare vicino-preciso o lontano e provare la sensazione dell’esplosività nel vedere la coda dell’attrezzo che vibra vigorosamente all’impatto col terreno ed in linea col lanciatore, devi necessariamente acquisire equilibrio dinamico, scioltezza nel movimento, giusta escursione articolare supportata da giusti caricamenti e giusti dosaggi di forza esplosiva che garantiscono lunghezza della leva ed elevata velocità angolare finalizzata, esattamente quello che un servizio di livello richiede.”
    E soprattutto:
    “Inoltre il “giochino” costituisce una esperienza ed una memoria motoria significativa, diversa, divertente ed altamente correlata col gesto tecnico specifico ed anche un modo per uscire dagli schemi classici ed a volte alienanti eseguiti sul campo.”
    Io ho assistito ad una lezione del Guru del Munckin Tennis, Luigi Bertino, collaboratore di Piatti, ai Maestri PTR in cui insisteva sulla importanza di insegnare il tennis “giocando” e ancora di più usando dei veri e propri giochi…Io ho inteso l’utilizzo del giavellotto anche e soprattutto in questo senso. Col Prof discutevo e aggiungevo che anche la pallavolo poteva essere propedeutica…lui sosteneva di no. Non mi ha convinto del tutto: io credo che giocare a pallavolo possa comunque aiutare, anche il servizio…ma è anche vero che io della pallavolo non so nulla.
    Comunque al post N°1 di questa Ottava Tappa di Genitori & Figli (e fra breve s’imporrà un RIASSUNTO N°9) sempre Buzzelli spiegava i pericoli della specializzazione sportiva precoce…io credo che dovrebbe comunque bastare un po’ di buon senso e cultura sportiva da parte del Genitore (che appunto diventa Centrale nella sua funzione di Supervisor).
    Per questo mi posso trovare d’accordo con quello che fa max anche se lui è più integralista e votato alla causa, un Richard Williams nostrano, mentre io ho fin troppi piani B e troppo spesso mi chiedo se non fosse stato meglio aver fatto innamorare mio figlio del vento e delle onde…a quest’ora staremmo progettando la nostra vacanza natalizia in Jamaica e magari l’avrei potuto già portare fuori dal reef di Hellshire dove le onde talvolta raggiungono l’altezza di un albero e al calare del trade wind ci saremmo concessi l’ennesimo red snapper appena pescato e cucinato dai pescatori e mangiato con le mani con un sugo speciale e il contorno di Bammy e Festival, delle focaccie locali… Non sarebbe stato meglio? No stress, solo fun ‘n relax… Ogni tanto ripenso a quel che scrive Pat Cash nella sua biografia, Uncover, e cioè che ha dovuto far smettere uno deisuoi figli perchè se la stava prendendo troppo, si stava consumando…Non era meglio cavalcare le onde di Hellshire, andare a pesca, giocare a golf…fare sport,insomma, ma solo tanto per fare?
    Quel che voglio dire però è che io queste settimane di break gliele voglio lasciare…voglio che continui a sciare, che impari ad andare in surf/wsurf, che pratichi uno sport di squadra e il prossimo anno lo porto sicuramente in Connecticut a fare una settimana o due in uno di quei resort dove insegnano ai ragazzini a recitare, a stare sul palcoscenico…Voglio che non gli manchino queste cose ma so che se da un lato potrebbe essere la sua forza, dall’altro potrebbe essere anche il suo limite: troppe distrazioni, troppi piani B… Della serie:quando Yuri Sharapov approdò in Florida, probabilmente di piani B non ne aveva…

  134. max scrive:

    me n’è venuto in mente un’altra e ve lo racconto. qualche tempo dopo aver portato mia figlia in accademia ed essere entrato un po’ in confidenza con tutti mi hanno raccontato di aver mandato il loro prep atl (che poi hanno licenziato) ad un corso di aggiornamento dove uno dei relatori era g.c. (così almeno sapete le iniziali) che a un certo punto mentre parlava si accorse che lo guardavano tutti come ebeti (c’erano tutti i migliori…??) ed allora lui prese proprio il prep dell’accademia e cominciò a fargli alcune domande. questo rispose dicendo delle castronerie incredibili ed altri poi fecero la stessa figura. g.c. li insultò tutti ma la cosa ancor + grave è che stettero tutti zitti. allora chi mi raccontò l’avvenimento chiese al prep dell’accademia (per fargli uno scherzo) di venire da me a chiedermi come mai nn facevo fare atletica a mia figlia in accademia e chi fosse il suo prep. quando gli feci il nome scattò sull’attenti!!!! ho raccontato questo per dire che è molto facile finire in mano a maghi e fattucchiere e se nn si fa att.ne anche a wanna marchi e donascimento ma il rischio + grosso è quello di rovinare i ns figli. ma di questi anedoti ce ne sarebbero molti come è successo l’anno scorso davanti ai miei occhi quando un preparatore atletico (di un grosso circolo) alla fine della partita vinta dal figlio obeso (che tra l’altro gioca molto bene) come premio gli ha nesso in mano un krapfen!!!!!!
    fate vobis……prima di tutto ci vuole la cultura sportiva che significa:

    imparare prima di tutto a perdere ma poi anche a vincere rispettando sempre l’avversario

    imparare fin da piccoli la cultura del lavoro perchè tanti vogliono vincere ma pochi vogliono lavorare per farlo

    nn trovare mai scuse per le sconfitte

    trovare nel proprio miglioramento la propria vittoria

    bye bye

  135. max scrive:

    premetto che quando leggo stefano impazzisco letteralmente, mi piace troppo anche perchè prima che mia moglie e mia figlia mi avessero imposto (ebbene si io avevo solo fatto una battuta, loro invece mi hanno preso sul serio e guarda dove mi ritrovo!!!!) di portarle sul tetto del modo volevo andare nella repubblica dominicana a rotolarmi come un maiale sulla battigia e quindi immagina i miei rodimenti…….. tornando seri g.c. proprio nn è neanche arrivato (ed io nn l’ho chiesto) al fatto che il giavellotto potesse far bene o meno al servizio. la certezza che procuri dei danni fisici fa si che tale ipotesi nn venga presa neanche in considerazione!!! e soprattutto tu che hai molti piani B dovresti tenerlo ben presente. Lo faccio io che di piani B nn ne ho…..

  136. max scrive:

    ah e tieni presente che quando tu fai fare queste cose ad un bambino di questa età lui nn sentirà mai nulla xchè ora sono fatti di gomma, ma pensa se tu ti accorgessi che dopo i lanci serve meglio, che fai? continui e a 20 anni lo imbarelli!!!!!! meditate gente meditate…. poi riguardo al fatto della personalizzazione sono d’accorso ma infatti la personalizzazione per mia figlia è rispetto all’età e nn alla persona. purtroppo in giro dai 6 agli 11 anni o nn gli fanno fare quasi nulla (e dopo nn puoi + recuperare le capacità che si possono sviluppare in questa età) oppure li fanno lavorare troppo e male (e fanno dei danni irreparabili) o genericamente che serve a poco. per prep personale intendo un prep che faccia fare il max nel miglior modo possibile in relazione all’età e per avvicinarti sempre al limite senza mai superarlo serve uno bravo e tu sai l’italia è il paese dei pressapochisti tutti sanno fare tutto ma male… per creare un campione ci vuole la famiglia top che crei una mentalità un’educazione sportiva e non top una cultura del lavoro top il prep top un lavoro tecnico al top cioè nulla deve essere lasciato al caso. certamente poi nn è detto lo stesso a sicuramente hai giocato al meglio le tue carte hai dato veramente una chances a tuo figlio. una cosa è certa: ho conosciuto in questi anni molti imprenditori di grande successo che hanno provato a far diventare dei giocatori i propri figli. anche per ammissione loro se avessero gestito la loro azienda come hanno fatto con il proprio figlio sarebbero ai semafori a chiedere l’elemosina. a quasi tutte le mie domande fatte loro riguardanti i comportamenti avuti in situazioni similari con i figli e nelle loro aziende le risposte erano opposte!!!
    diventare un top ten è come diventare il milan o la juve berlusconi o bill gates: lavoro lavoro e ancora lavoro e oltretutto sul campo nn ci sono arbitri agnelli craxi o altro che ti possono aiutare…….

  137. Salvatore Buzzelli scrive:

    Non sono un “preparatore di giavellotto” e non ho mai detto di allenare i tennisti come i giavellottisti ma sostengo che per attività fisica di supporto al servizio per i miei allievi uso, e non sempre , far fare qualche lancio con piccoli giavellotti di cui le motivazioni ho già scritto e le vedo riportate oggi dal Dott. Grazia che però ha saltato un pezzo importante che è quello in cui si parla del perché dell’intuizione (per dovere di cronaca, e per chi ne ha voglia, il post è del 30 giugno u.s. nel blog “Genitori e figli….”)

    Naturalmente parlo della mia esperienza con la maggior parte dei miei allievi, che non sono mai stati di età inferiore ai 12-13 anni.
    Non ho mai avuto la presunzione di voler affermare di essere in possesso del verbo della preparazione né di voler affermare il mio pensiero a tutti costi , ma in questo caso sento di dover citare almeno due esempi significativi che in qualche modo sono in linea col mio modo di operare oltre che utili a fornire spunti di riflessione .

    1) Quando mi recavo ad Jyvaskyla (Finlandia) sia per motivi di studio e ricerca nel campo della preparazione fisica, dal mio amico Prof. Carmelo Bosco, sia per andare a trovare mia figlia che ha studiato nel “Likunta” della Università dove Carmelo insegnava “Biologia dell’esercizio fisico”, ho sempre visto sui campi sportivi attigui alle scuole decine e decine di giovanissimi studenti delle elementari, guidati e controllati dai loro insegnanti di Educazione Fisica, lanciare di tutto a mò di giavellotto (Bastoncini, Palline, Vortex, ecc…) questo spiegava la familiarità finlandesi con quella specialità atletica che oltre ad averla come sport nazionale hanno da sempre avuto i migliori lanciatori di giavellotto con i relativi record mondiali.
    Se fosse vero che lanciare il giavellotto provocherebbe sicuramente problemi alla schiena , il Ministro della salute pubblica finlandese abolirebbe la pratica di questa specialità atletica in tutte le scuole, soprattutto in quelle elementari .

    2) E’ proprio di oggi.
    Sono appena tornato da Correggio dove ho accompagnato due miei allievi (Zucchini e Siringo che Stefano conosce bene) per un Open, e lì ho incontrato un vecchio amico nonchè preparatore atletico di quel Circolo Tennis con cui ho scambiato quattro chiacchiere anche sul discorso del PIA (di cui sinceramente non so niente) visto che è il responsabile di Emilia2.
    Lui è il Prof. Pasqualino Abeti ed è anche padre di una bimba di dieci anni, Ginevra, che a quanto pare sembra promettere bene.
    La bimba , che ha dei piedi eccezionali (MATER semper certa… ed in questo caso anche… PATER!) mi ha anche colpito per la naturalezza e la fluidità del servizio che allena e migliora, guarda caso, con il lancio del vortex (il giavellotto giocattolo) e lo scaglia a 45 metri!
    Pasqualino per il suo centro di allenamento ne ha comprati 25!!!
    Mi ha anche detto che il lancio frontale a due mani da sopra il capo che fanno effettuare al PIA viene effettuato con una palla del peso di 1Kg.
    Da semplici calcoli di meccanica, traggo che l’impatto della palla depressurizzata sulla racchetta di circa 250 grammi (gli attrezzi che usano i bimbi under 10) con un braccio di leva di circa 90 cm (braccio più racchetta, senza contare la leva costituita dalla torsione del busto con fulcro sulle ultime vertebre lombari) determina un impulso netto sul piatto corde di circa 130 Newton (circa 13 Kg).
    Mi meraviglio di chi si meraviglia se fanno lanciare una tantum, una palla di 1Kg a bimbi di 10 anni a cui in compenso viene richiesto di giocare a tennis e di reiterare a volte per ore, un gesto tecnico che sottopone ad uno stress articolare e muscolare di notevole intensità dal polso alla colonna vertebrale, passando per gomito e spalla!
    Ma se il preparatore dell’Accademia frequentata dalla figlia del signor Max, quello che per intenderci “bisogna chinare il capo a sentirne il nome ed i risultati” è certo delle affermazioni che fa….
    Ubi major, minor cessat !!!!

    P.S. Ma, il preparatore atletico del signor Max sa che si parla di lui nei termini che si possono leggere su questo blog ?

  138. Atti scrive:

    Vorrei spiegarmi meglio su alcuni punti : la mia esperienza non è certo quella di Fulvio o altri, pero’ credo comunque che la gestione delle trasferte per i tornei, fin da ragazzini, potrebbe essere gestita molto meglio; non è possibile che per partecipare ad un torneo ETA vadano 3-4 allievi di circoli vicini ognuno per conto suo e con il proprio maestro, per me’ sono soldi buttati via…
    Credo che, a seconda dei vari livelli agonistici, ci dovrebbe essere piu’ programmazzione ad inizio stagione pianificando per gruppi di atleti provinciali. regionali, nazionali, dei percorsi nei tornei alternando i maestri, ma torniamo sempre al problema degli orticelli… guai a chi mette il naso nel mio… meglio una brioche da mangiare da solo che una torta da dividere in tanti….ed è qui che dovrebbe intervenire la FIT , mi piacerebbe sapere come viene gestito l’argomento, per esempio, in Spagna o Francia. Al torneo ETA di Ts ho visto che i ragazzi/e Francesi erano accompagnati dai maestri federali, mentre i ns. erano per lo piu’ accompagnati dai genitori o dal prorpio maestro.
    E poi, i raduni…. Max che certamente avrà portato, cosi’ come me’, sua figlia ai raduni di macroarea U10…. credo che l’unica utilità sia la gratificazione che riceve il bambino/a dall’essere convocato il resto, per il momento è solo fumo… in 2-3 raduni annui da 2 ore cadauno con 12-12 bambini/e si fa gran poco. E non parliamo dei raduni regionali…. 15-20 ragazzi in 5-6 campi coperti e divisi con il tecnico regionale che gira ma chiaramente non puo’ vedere piu’ di 5-10 minuti per allievo ed il suo vice, maestro di un circolo, che invece pensa solo a far giocare la sua allieva U12 con le U14 lasciando le coetanee a palleggiare con le U10.
    Ecco da queste cose credo dobbiamo cambiare marcia, nell’azienda di Fulvio è lui che programma o lo fanno gli operai ? certo le risorse sono poche ma molto meno è la voglia di collaborare, forse perché il tennis è individuale ed anche i maestri da sempre sono abituati a gestirsi da soli, e se poi chiedi a noi genitori… spesso il ns. bicchiere è mezzo vuoto mentre gli altri straboccano e l’invidia regna sovrana.
    Ciao.

  139. roberto scrive:

    Ho letto con molto interesse i post di “mad” max, detto anche bulldozer per la sua notevole diplomazia…
    Non sono abbastanza ferrato per entrare nel recente dibattito sulla preparazione atletica. Mi ha però colpito molto la sua affermazione, fatta qualche giorno fa, circa il modo in cui spende i soldi la FIT: secondo max, è meglio chiudere Tirrenia e dare solo contributi ai team privati, che hanno tirato fuori più giocatori di un Brandi qualsiasi…
    Mi pare francamente una posizione un po’ eccessiva. Attualmente nella nostra Federazione convivono due modelli di gestione del settore tecnico:

    1. Tirrenia rappresenta un piccolo clone del sistema francese, una struttura pubblica centralizzata, come è il centro tecnico del Roland Garros. Purtroppo, da noi mancano i centri federali periferici, che danno ai nostri cugini d’oltralpe un grande vantaggio nel presidio del territorio. (Va peraltro riconosciuto che il budget della federazione francese è molto superiore a quello della FIT). Il centro tecnico federale è una struttura tradizionalmente presente nella nostra federazione (prima di Tirrenia, avevamo avuto Formia e Riano, poi chiuso per mancanza di fondi).
    2. I sussidi ai team privati, ai giocatori di “interesse nazionale”, i prestiti d’onore, costituiscono una via alternativa, praticata da pochi anni anche da noi sulla falsariga del modello spagnolo.

    I due sistemi non si escludono a vicenda, ma dovrebbero anzi essere sinergici: Tirrenia dovrebbe costituire la “fucina” dei migliori talenti (e qui mi conforta il post di Fulvio Fognini, che dice che a livello under 14 la Fit è abbastanza in grado di selezionare per Tirrenia i migliori). Questi vengono seguiti da under 14 fino ad under 18, in virtù di una struttura e uno staff in grado di accompagnarli nelle competizioni junior; poi, superati i 18 anni, i giocatori iniziano la loro professione, entrano a far parte di un team privato e beneficiano dei sussidi federali per finanziare le prime pesanti spese necessarie per l’inserimento nel circuito pro.
    Questo dovrebbe essere.

    In difesa di Tirrenia, e di Brandi e Furlan, va anche detto che quando non avevamo un centro federale, negli ultimi 7-8 anni, gli italiani erano quasi scomparsi dalle competizioni giovanili, e abbiamo avuto un buco clamoroso fra la generazione dei Gaudenzi - Furlan, (nati fra il 72 e il 73) e quella dei Volandri-Starace (nati nel 1981, e comunque usciti fuori un po’ dal nulla, in mancanza di una struttura federale che non c’era più).
    Ora, anche grazie a Tirrenia, le cose a livello giovanile sono sicuramente molto migliorate, al punto che si può affermare che Trevisan, Lopez e Fabbiano costituiscono solo la punta dell’iceberg di un movimento che sta tornando a sfornare giovani promettenti. Non voglio fare troppi nomi, ma andando a frugare fra le generazioni 90, 91, 92 e 93 si trovano parecchi altri giocatorini promettenti.
    Inoltre, va detto che il lavoro a Tirrenia è iniziato proprio a partire dagli ‘89, che sono i primi prodotti della nuova gestione federale, e quindi non ha senso dire che Brandi e Furlan non hanno ancora sfornato un giocatore, visto che hanno appena iniziato… diamoci almeno altri 3 o 4 anni, prima di dire che i soldi investiti a Tirrenia sono buttati. Su Tirrenia, e sulla gestione dei nostri giovani, la critica più fondata è quella, già fatta altre volte, relativa alla loro programmazione, che privilegia risultati juniores, utili a fini di immagine, di breve respiro, piuttosto che la costruzione vera di un professionista, che passa per un più precoce inserimento nel circuito pro. Ma questo lo abbiamo già detto tante volte e non vale la pena di tornarci su.

    A mio avviso, le critiche al sistema Italia vanno rivolte soprattutto in un’altra direzione, guardano a quello che succede “a monte” di Tirrenia.
    Il principale punto debole è infatti la qualità media dei maestri e dei preparatori “di base”, quelli che si trovano nei circoli sotto casa, che poi sono quelli che iniziano a lavorare sui bambini piccoli, dai 6 ai 10 anni.
    Lì a mio parere, c’è moltissimo da lavorare: io continuo a vedere troppi maestri anziani, non aggiornati, poco motivati, che usano tecniche obsolete, protetti dalla mancanza di competizione fra circoli (che deriva anche dall’assurdo vincolo che lega il giovane agonista alla struttura di primo tesseramento) e dal valore legale della targa, magari rilasciata 20 anni fa sulla base di valutazioni discutibili.
    Una cosa mi ha colpito particolarmente, nei post di max: il concetto che il periodo che va dai 6 ai 10-12 anni è cruciale, e che se si lavora poco e male lì, poi non si recupera più.
    Abbiamo idea di quanti ragazzini perdiamo all’agonismo a causa di un lavoro di scarsa qualità compiuto nei primi anni del loro addestramento, spesso svolto nel circolo vicino a casa perché magari le famiglie di provenienza non sono particolarmente abbienti e non possono permettersi il lusso di mandarli presso strutture più qualificate? E poi, in mancanza di una benché minima capacità di valutazione, come fa una famiglia a capire se una struttura è buona e una no?
    Il risultato è che in Italia, per accedere ad un addestramento di qualità, nei primi anni di costruzione di un giovane giocatore, è necessario disporre di almeno 3 fattori: disponibilità economica; competenza tecnica, propria o acquisita; una buona dose di fortuna.
    In queste circostanze, a mio parere quello che succede è che la base potenziale di agonisti, da cui poi per un calcolo probabilistico dovrebbero spuntare fuori giocatori di livello internazionale, finisce per essere molto inferiore a quella che appare nelle statistiche federali. In altre parole, solo una piccola percentuale dei ragazzini che iniziano ogni anno a giocare a tennis, avrà realmente la possibilità di accedere ad un addestramento di qualità, e ciò riduce grandemente le probabilità, per il nostro paese, di costruire giocatori.
    Quindi, per chi può, non resta che emigrare, come hanno iniziato a fare i Miccini, i Quinzi e i… Grazia!
    La FIT deve rivedere completamente le tecniche di valutazione dei maestri, le modalità del loro aggiornamento, deve migliorare enormemente la capacità di valutare la qualità dell’addestramento di base svolto nei circoli.
    E’ un lavoro molto più duro di quello che ci è voluto per costruire Tirrenia, lo so bene. Perché è necessario muoversi tra mille resistenze, come sempre quando si vanno a toccare le prerogative di una categoria in qualche modo “protetta”.

  140. STEFAR scrive:

    a Salvatore Buzzelli:

    Sono molto sorpreso dei calcoli che hai fatto mentre non lo sono per

    quanto riguarda il lancio della palla medica di un kg da sopra per le prove

    PIA …..sei sicuro che una palla depressurizzata generi un peso di 13 kg

    ad ogni impatto di un braccio racchetta di 90 cm ? Grazie per spiegazione..

    a Atti:

    Leggiti uno dei miei post precedenti riguardanti il sistema francese.
    A Ts ebbi modo di dicuterne ampiamente con i tecnici francesi.Ha ragione Roberto che dice ,in maniera molto informata(ma e’ della FIT ??)che a noi mancano le strutture periferiche,Tirrenia e’ soltanto un centro federale,ci dovrebbero essere almeno altri 10 centri dove poter lavorare con le stesse metodologie e radunare i migliori di ogni macroarea e non perdere talenti anche piu’ piccoli…

    a Roberto:

    guarda che oggi le selezioni dei maestri sono curate e la formazione per diventare maestro nazionale dura tre anni ,senza i favoritismi del passato.

    E chiaro che si dovrebbe lavorare sulla motivazione di molti…..gli aggiornamenti gia’ esistono,dato che servono anche a fare cassetta…

  141. Stefano Grazia scrive:

    Grande roberto…E ora tocca a te,pibla!
    Vedo che il dibattito si accende, è sempre costruttivo, e il nostro subblog sta ritornando il centro del blog, accademia, forum, padiglione, crocicchio e fucina di idee, emozioni, pensieri… Ringrazio anche il Prof Buzzelli per la sua pronta riscontra (al quale volevo infatti scrivere privatamente se non gli fischiavano le orecchie….ma mi ha preceduto!) In effetti poi anch’io avrei voluto aggiungere che un conto è allenare un iavellottista e un altro è allenare un tennista e usare per lui, fra altre metodiche, anche il lancio del giavellotto… A parte che io ho visto Nicholas appunto essere allenato al gesto e non a cercare di battere il record mondiale…Ma a me uno come Mad Max nel blog piace… a parte che risponde ad ogni post con almeno tre posts suoi (e quindi fa per così dire molti punti) è indubbio che ha dato nuova linfa al nostro forum … Nella concitazione sorta intorno al tema giavellotto vorrei però ricordare al Prof un altro tema:
    Come si fa a verificare le qualità atletiche dei giovanissimi e capire se vale la pena investire o meno sul loro futuro da campioni?
    So che è un tema a cui Salvatore tiene molto e non vorrei si fosse dimenticato del mio assist…

  142. max scrive:

    rileggendo il post dell dott. buzzelli mi dispiace dirlo ma trasuda di pressapochismo. prima di tutto quanto tempo fa andava in finlandia? ora dopo sei mesi se nn ci si aggiorna sei “passato”!! e sono certo che i risultati ci fossero ma nn è questa la contestazione, ma sulla salute e mi creda si informi a breve quegli atleti (prima bambini) nn staranno bene ma nn per la quantità ma per il come eseguono il gesto (mia fglia ne fa 150 di lanci con la palla medica da 1 kg ma nella giusta posizione) che appunto va ad aggiungersi alle altre sollecitazioni che sono però indispensabili. se lei fosse andato in russia qualche tempo fa si sarebbe accorto di cosa facevano fare a bambini di 7/8 anni. poi tanti vincevano le olimpiadi ma migliaia morivano rimanevano zoppi etc etc. e certamnete g.c. sa tutto quello che viene detto e scritto qui sul blog

    atti passandolo direttamente con sua figlia racconta il vero…

    per quanto riguarda roby molte cose che scrive sono condivisibili ma io nn ho mai detto che furlan o brandi siano scarsi ho detto solo che tirrenia (come altre strutture) servono solo per gonfiarne i costi e dirigerne una parte verso altri “lidi” come nei ministeri etc etc. e nn ho mai detto neanche che gli aiuti dovrebbero andare a strutture private ma dovrebbero essere pagate direttamente dalla fit per le spese di viaggio vitto alloggio e allenamenti alle famiglie dei giocatori prescelti visto cmq che accademie coach etc dello stesso calibro e forse anche con + esperienza in italia ci sono

  143. max scrive:

    e ribadisco che g.c. nn è il prep dell’accademia

  144. max scrive:

    e presumo che il prep atletico di emilia 2 fosse uno dei rimasti in silenzio al corso di aggiornamento presieduto da g.c……..

  145. max scrive:

    che per essere + precisi oltre al resto insegna all’università ha scritto vari libri oltre che su varie testate giornalistiche….

  146. Stefano Grazia scrive:

    Aggiungo un paio (o forse più) di considerazioni:
    scrive roberto,citando max: “Una cosa mi ha colpito particolarmente, nei post di max: il concetto che il periodo che va dai 6 ai 10-12 anni è cruciale, e che se si lavora poco e male lì, poi non si recupera più”
    Non lo dice solo max, lo dice, anzi lo scrive sempre su Tennis Italiano anche Piatti e più modestamente lo scrivevo io ,citando Lance Luciani,Margie Zeisinger (i due coach alla Bollettieri che seguono Nicholas) e Langsdorp fra gli altri, nel famoso post N°37 (il post più lungo della storia del tennis, nella prima numerazione da 1-608) attirandomi molte critiche di addetti ai lavori e non (che però poi hanno smesso di scriverci)…le stesse critiche all’ambiente un po’ vecchio del maestro del circolo tipico italiano le abbiamo condivise spesso insieme con lo stesso roberto, stefar, atti, kill bill, enzo etc e bene fa a riproporle roberto: il suo concetto, che sottoscrivo appieno, è quello che c’è differenza fra un posto dove ci si va per allenarsi e ilCircolo del Pensionato che s’in….albera e s’in…cavola se non trova i campi liberi, se gli cambiano due campi in terra con due di cemento, se gli proibiscono di vedere una partita di calcio in TV solo perchè c’è la finale di Wimbledon in contemporanea….
    Proprio 10′ fa ne parlavo con mia moglie e discutendo sui preparatori mia moglie osservava che anche il MIGLIORE, quello di max, probabilmente o chissà era divenuto il migliore facendo anche lui errori sulla pelle degli altri e ci chiedevamo: ma se noi avessimo avuto un secondo figlio, l’avremmo allenato in modo diverso o meglio : avremmo fatto qualcosa di diverso? Avendo identificato col senno di poi alcuni errori,intendo, e quindi volendo evitarli?
    La risposta è probabilmente no, non avremmo fatto nulla di diverso e Nicholas è probabilmente là dove , date le circostanze e le nostre possibilità, non avrebbe potuto essere di meglio…In effetti siamo stati fortunati: noi contavamo di portarlo in Florida a 8 aa ma nell’estate del 2004 quando di anni ne aveva 7 lo facemmo vedere a un Maestro di Bologna, Giovanni Toni, che ci disse che secondo lui era già pronto per andarci…Lo portammo e se era pronto non lo so ma sicuramente se non lo avessimo portato avremmo perso un anno: lì gli cambiarono il grip (lui colpiva ancora il dritto a due mani e tra l’altro con impugnatura da mancino) e noi non avremmo osato (ma nemmeno quei due o tre coach italiani che gli avevano dato un’occhiata) ma soprattutto ci rendemmo conto di come erano li altri bambini della sua età…tra l’altro fu allora che vedemmo per la prima volta Quinzi, di un anno maggiore… Insomma, se credevamo di avere un “fenomeno” in casa (uno di quei tanti fenomeni che proliferano in tutta italia, come ci ricorda di tanto in tanto Atti) ci ridimensionammo subito… E quest’estate dunque, capitando a Marlengo alla Van Der Meer di Bertino dove approdano, come ho già scritto nei miei reportages, alcuni ottimi giocatori ma l’80% è il prodotto delle SAT e/o del Maestro del Circolo Sotto Casa, bè, devo dire che non sono rimasto molto impressionato e soprattutto mi sono rinfrancato…Voglio dire che due Genitori appassionati, ex agonisti seppure in altre specialità e tuttora sportivi, con una cultura non solo sportiva, un misto di arroganza e di umiltà (ci vogliono tutte e due), e la disponibilità economica (ma soprattutto la disponibilità di spendere quei soldi in un’altra maniera invece che, come dice mad max, a rotolarsi in spiaggia alle hawaii ma anche a Riccione, a mangiar panini invece che andar All’Assassino, ad allenare 5 ore sabato e domenica invece che semplicemente andare tu a giocare…fare 45′ di preparazione atletica alla sera invece di guardarti la partita…io per esempio, ex giocatore di rugby, non riesco nemmeno a guardarmi la World Cup perchè giocano spesso sabato e domenica in ore in cui invece andiamo ad allenarci perchè sono quelle le ore in cui i campi sono liberi, dalle 11 alle 16…Al mare ci saremo andati 2 volte negli ultimi 18 mesi, e abitiamo in una città di mare… Vabbè volevo dire che Genitori così possono fare molto meglio di un Maestro di Circolo scoglionato,scafato, poco interessato,poco aggiornato, cinico o superficiale…Questo discorso l’abbiamo già fatto,soprattutto in occasione della diatriba Genitori/Coaches e sull’incomunicabilità fra le due parti, e il Maestro Polidori è intervenuto in difesa della Categoria e sicuramente qui non stiamo a dire CHE TUTTI I MAESTRI SONO COSI’, ANZI…ma molti si, e non sarà colpa loro ma del Sistema, sicuramente,ma molti Maestri Coaches si lamentano essi stessi dei loro Colleghi Maestri…E QUINDI SI, SOTTOSCRIVO PIENAMENTE QUANTO SCRITTO DA ROBERTO: è qui che bisogna intervenire ed è un lavoro molto più difficile e molto più duro che costruire Tirrenia o Riano…

  147. Stefano Grazia scrive:

    Onestà vuole che si dica che così come i Maestri, non tutti i Genitori sono uguali, ovviamente…Così come alcuni sono degli sciagurati, alcuni sono degli incapaci…forse l’ho già scritto ma l’altra settimana osservavo un bambino francese, certo Charles, che tre anni fa giocava come Nicholas e anzi forse tirava anche più forte…La Mamma tutta orgogliosa raccontava che faceva parte del Programma della ScuolaFrancese, Sport et Estude e blah blah blah…Anche lui in tre anni non è cresciuto granchè come Nicky ma in compenso anche il suo tennis è rimasto pressochè lo stesso…non so bene da chi sia seguito: fa qualche mese qui e qualche mese in francia e quando è qui lo vedo giocare col papà un paio d’ore il sabato e la domenica e nel pomeriggio coi coaches locali in lezioni di gruppo… ancora dritto e rovescio a due mani, niente foot work, niente servizio (proprio niente: nicholas gli aveva chiesto di giocare e lui pretendeva che servisse sempre Nicky), niente gioco a rete… Si, è meglio dell’80% dei bambini della sua età che per lo più quando dicono di saper giocare atennis è perchè hanno fatto un corso di tre mesi due ore alla sett in gruppi di 4-6…Sicuramente se lo prendesse qualcuno ora magari in 6 mesi lo trasforma radicalmente…Sicuramente a 10 anni non è certo perduto…
    Ma tre anni li ha sicuramente buttati via…E magari i suoi avevano anche delle aspettative.
    Quindi certo, è sempre tutto relativo…

  148. max scrive:

    tutto perfetto ma dato che facendo questo nn si riesce ad indirizzare denaro
    verso “ALTRI LIDI” NESSUNO E’ INTERESSATO A FARLO ed il discorso delle iniziative private è a questo punto che prende il sopravvento visto che in quel caso i gettiti di denaro continuano solo al continuo arrivo di risultati che con costanza arriverebbero solo lavorando sodo e bene a tutte le età ed a tutti i livelli. purtroppo credo che per nn cadere nella demagogia si debba cominciare a pensare e a ragiornare sulle cose fattibili. allora quando cerchiamo di scegliere il miglior coach/prep atl/accademia/modo di lavorare possibile per ns figlio anche in relazione alle possibilità economiche di tempo ed altro che abbiamo parliamo di cose reali quando scriviamo tutte le cose che nn vanno nel sistema anche se serve a poco facciamo un buon servizio visto che potrebbe servire ad aprire gli occhi a qualcuno che si avvicina al tennis e che ne sa poco ma quando diciamo che bisognerebbe lavorare sul miglioramneto della cat maestri è pura utopia visto che oltre a tutte le problematiche che la fit già gli procura si devono aggiungere gli interessi economici degli stessi che come abbiamo già detto innumerevoli volte spesso nn coincidono con gli interessi degli agonisti. quindi molto + saggio e facile rivolgersi alle strutture preposte..

  149. STEFAR scrive:

    a Stefano:

    Si hai ragione pienamente sui maestri scavolati,scafati,poco

    motivati ,annoiati,me ne impippo,furboni mangiasoldi contastorie e

    quant’altro……pero’ cerchiamo anche di capirne le ragioni…..forse tu

    vivendo in angola non hai ben presente la realta’ italiana o ce l’hai da una

    angolazione (scusa il gioco di parole) parziale……purtroppo molti di questi

    maestri ‘’spallati” lo sono diventati grazie ad un sistema che da’ al

    maestro ben poche gratificazioni e sicurezze..i genitori mai contenti

    convinti di avere il fenomeno….i circoli sempre pronti a cambiare …gli

    allievi sempre pronti a credere alle novelle del primo venuto e la

    federazione con la tendenza a considerarli dei semplici sudditi o servi

    della gleba…

    E ti ricordo che anche i maestri tengono famiglia….

    E poi parlare per i ciarlatani e’ facile nel tennis,basta vedere qualunque

    giocatore e criticarne questo o quel colpo con la fatidica frase…..ma non

    te l’hanno insegnato i tuoi maestri….?…. Ed i genitori che al 90 per cento

    dei casi non hanno cognizioni tecniche che abboccano…….

    Capisco che un genitore cerchi di avere il massimo per il proprio figlio,ma

    quando vedo le cattiverie per gelosia che vengono fatte da una famiglia

    all’altra (e qui cito anche Fulvio che ne avrebbe di esperienza di gelosie da

    raccontare…anzi lo invito a farlo) allora mi fermo e comprendo sempre

    piu’ i maestri spallati.

    Concordo poi con te che fa piu’ un genitore scolarizzato ex giocatore che

    si documenta che non un maestro non aggiornato e scoglionato che se ne

    frega o anche un maestro bavo che pero’ si dedichera’ sempre

    parzialmente e spesso con diffidenza a vostro figlio.

  150. Stefano Grazia scrive:

    max, il Prof non si riferiva a g.c ma all’altro, quello che si è preso gli insulti… Il Prof fa un po’ di confusione fra i due ma quando scrive :
    “PS Ma, il preparatore atletico del signor Max sa che si parla di lui nei termini che si possono leggere su questo blog ?”
    forse si riferisce di quello che sta a capo chino a prendersi gli insulti o scattasull’attenti al solo proferire il nome di g.c…
    Almeno io l’ho intesa così.

  151. pibla scrive:

    Consapevole di essere quanto mai ripetitivo e di andare un pò off topic rispetto alle discussioni in corso, vorrei tuttavia sottolineare che, contrariamente a quanto in precedenza annunciato, Lopez e Trevisan non stanno giocando nemmeno questa settimana e non hanno ancora giocato una partita ufficiale dagli Us Open junior, ergo, in una stagione in cui già hanno clamorosamente (e molto ma molto opinabilmente) privilegiato l’attività junior rispetto al circuito maggiore, una volta conclusa l’attività junior con lo US Open che fanno, cercano di recuperare il tempo perduto nel circuito maggiore???….macchè, si fermano per più di un mese quando ormai siamo sul finale di stagione, lasciando quindi presagire che ormai col tennis pro se ne riparla l’anno prossimo….
    Ma avete un’idea di quanto e quanto prezioso tempo della loro carriera stanno sprecando in questo modo, dico, stiamo parlando di due delle nostre maggiori speranze per il tennis italiano dei prossimi anni, è chiaro che vedendo queste cose poi uno si preoccupa……
    Ovviamente lietissimo di essere presto smentito o rassicurato.

  152. kill bill scrive:

    sottoscrivo in toto quello che ha detto Roberto .
    l’unica cosa che posso obbiettare è che l’anello debole della catena non sono i maestri e neanche la federazone ma le sue fondamenta: i circoli.
    Le società sportive nascono per fare attività agonistica e in quella direzione vanno le maggiori attenzioni , risorse ed energie.
    I circoli non hanno più questa finalità, le academy nascono per colmare questo vuoto ma li il volontariato non esiste e paghi anche l’aria che respiri.
    Volete dei risultati ? Volete maestri e preparatori aggiornati ?
    Pagateli se ottengono dei risultati altrimenti cacciateli.
    Inegnare l’agonismo è un privilegio che si conquista con la professionalità.
    La FIT è lo specchio delle sue società come tutte le federazioni, cattive fondamenta cattivo vertice, buone fondamenta buono anche il vertice.

    Atti : anch’io ero a Ts , ad accompagnare il figlio , anzi ho portato anche un suo amico - rivale di un altro circolo tra l’altro più bravo del mio ( solidarietà e aiuto tra genitori a volte esiste) anche se c’é il problema che chi perde prima deve aspettare l’altro.
    Dovremmo inventarci qualcosa affinchè chi partecipa al bloog si possa riconoscere e incontrare ai tornei.

  153. max scrive:

    stefano ho riletto e o sono di coccio (nulla di + facile) o penso di aver capito bene… ma essendo di coccio…. cmq nn so se sappia quello che dico di lui ma sicuramente ha capito cosa vale al corso!!!!!!!! e se nn l’avesse capito al volo spero che almeno il successivo licenziamento il dubbio l’abbia sfiorato!!!!!!!

    purtroppo è proprio l’aver visto al bonfiglio trevisan che mi ha fatto sorgere i dubbi (tecnici xchè per quelli inerenti al denaro deviato nn ne ho mai avuti!!!) su tirrenia. speriamo x lui e per l’italia intera che questo stop stia a servire per costruire un gioco un po’ + offensivo

  154. STEFAR scrive:

    AT MY SIGNAL UNLEASH HELL…….AL MIO SEGNALE SCATENA

    L’INFERNO………NON E’ UNA DELLE PRIME BATTUTE DEL ”GLADIATORE”

    MA E’ IL SEGNALE CHE CI DIAMO CON IL MIO COMPAGNO DI DOPPIO…..VOLEVO DIRE MA CHE SI E’ SCATENATO L’INFERNO ???

    POST SU POST …COSI’ FACENDO ARRIVIAMO A MILLE IN MEN CHE NON SI DICA….IL NR MILLE E’ DI STEFANO ..RICORDIAMOCELO E TE STEFANO …..NON FARTELO SOFFIARE…

    PIBLA HA RAGIONE ANCHE SE E’ OFF TOPIC…..

  155. max scrive:

    sono d’accordo con kill bill riguardo ai circoli ma come + volte detto (e documentato visto che mia figlia frequenta il full time pomeridiano in una accademia) ribadisco che il costo alto delle accademie è solo una diceria. proprio settimana scorso ho incontrato il papà di una bambina che si allena al circolo dove si allenava prima mia figlia e dopo essere rimasto esterefatto dai miglioranti di mia figlia è letteralmente caduto x terra quando rispondendo ad una sua domanda ho risposto che pago 500 euro mensili per ore settimanali che possono arrivare (volendo) anche a 36 ed è compresa l’atletica

  156. roberto scrive:

    Rispondo a pibla, su Trevisan e Lopez. Dopo l’US open junior la loro carriera itf è finita, ed entrambi, da ora in poi, faranno solo tornei del circuito maggiore. Questa settimana erano iscritti al future di Sassari, ma purtroppo hanno dovuto rinunciare per piccoli problemi fisici. Lopez ha avuto un banale attacco influenzale, mentre Trevisan non ha ancora completamente smaltito l’infortunio agli addominali che ne ha condizionato il rendimento nell semi finale dell’US Open junior. Vorrei insomma tranquillizzare pibla. Non si faccia ingannare dalle posizioni in classifica che separano Fabbiano dagli altri due. Si tratta, in definitiva, di una manciata di punti, e il distacco sarà presto colmato, poiché lo spessore tecnico c’è, eccome.
    Infine volevo chiedere a max cosa non lo ha convinto di Trevisan sotto il profilo tecnico. Io lo ho osservato a lungo al Foro a maggio, dove si allenava con gli altri 2 ‘89, e poi lo ho visto vincere in tv la finale del Bonfiglio. Se per profilo tecnico intendiamo l’esecuzione dei colpi, a me il ragazzo è piaciuto moltissimo. A mio avviso,dal punto di vista tecnico, è il miglior prodotto del nostro tennis da almeno 10 anni, l’ultimo che colpiva così bene era forse Bracciali. Matteo ha gesti compatti, con preparazioni brevi, che lo rendono adattissimo al cemento, e lo mettono comunque in grado di giocare bene su tutte le superfici. Oltre a servizio e dritto eccellenti, ha anche un buonissimo rovescio bimane, molto potente, anche se ancora poco sicuro sul lungolinea. La tecnica di esecuzione della volée è buona e lo smash è ottimo. Anche nei recuperi in avanti, sa staccare bene la mano sul rovescio e ha un discreto tocco di palla. Fin qui la parte tecnica. Fisicamente è almeno altrettanto buono, esplosivo e molto resistente. Mentalmente pure è molto solido, anche nei pochi futures che ha giocato non ha perso mai la calma ed ha dimostrato di essere un gran lottatore, alzando il suo livello nei momenti più importanti dei match.
    Dove invece deve migliorare tantissimo, è a livello tattico. Matteo ha ancora un gioco troppo monocorde, solo pallate, bum bum, dritto a sventaglio e rovescio incrociato, mai un cambio di ritmo, una palla corta, una discesa a rete (dove peraltro si saprebbe anche muovere bene, attenzione, non è che non ci va perché non è capace, non ci va perché non gli viene ancora in mente…).
    E quindi per ora raccoglie dal suo potenziale non più del 40, 50%.Ma a mio avviso ha tutto per diventare un ottimo giocatore. Anche ammesso che, per assurdo, non riuscisse a migliorare per niente sotto il profilo tattico, solo in virtù del piccolo incremento di forza muscolare che gli resta da acquisire nei prossimi 1 o 2 anni, tantissime sue accelerazioni, che oggi sono rimandate indietro in affanno dai suoi avversari, diverranno punti vincenti diretti, e gli garantirebbero comunque di entrare nei primi 100. Poi, tutto quello che potrà venire in più, dipenderà dalla qualità del lavoro tattico che sarà svolto su di lui.
    La mia domanda è la seguente. Visto che ormai il buon Ljubicic sembra aver iniziato la parabola discendente, non è che Riccardo Piatti potrebbe tornare a seguire un giocatore italiano?

  157. fulvio scrive:

    Riccardo Piatti tra 2 anni temo che finisca con Ivan e entri definitivamente nel boarding della Fit,anche se…..

  158. pibla scrive:

    Grazie delle preziosissime informazioni Roberto!!!
    Sul resto, come al solito, concordo con te al 100 %, l’idea di Piatti sarebbe fantastica, ma anche una guida tecnica straniera che contribuisca a creare una mentalità ed una programmazione da giocatore vero non sarebbe male, sopratutto per Trevisan….
    Comunque ora una sola parola, futures, futures, futures, futures, in modo da poter approcciare i challengers, non dico dall’inizio, ma già nella prima metà del 2008!!

  159. max scrive:

    roberto ha perfettamente ragione infatti quando parlavo di problemi tecnici li intendevo inerenti al gioco (infatti ho scritto che la speranza era che questo stop servisse a costruirgli un po’ di gioco offensivo) ma a mio avviso è difficile in età già matura (tennisticamente) qundo hai vinto molto giocando sempre nello stesso modo riuscire a cambiare tattica. oltretutto sa fare bene tutto ma nn ha l’accellerazione vincente e questo a mio avviso è un handicap (detto questo penso che solo in italia un giocatore come bracciali nn riesca a diventare un top ten!!!). tutto questo sommato al fatto di aver visto claudia giovine (altra alloggiata a tirrenia) una ragazza che gioca benissimo a tennis ma che fisicamente è una tragedia (nel senso che nn si muove) è stata la scintilla che ha acceso la spia di pericolo per quanto riguarda il centro di tirrenia. per quanto riguarda piatti a parte il fatto che visto l’amicizia che lo unisce a ljubicic immagino che vada avanti insieme fino alla fine ma credo che (con tutto il rispetto) possa scegliere di meglio (come djokovic dimostra…)

  160. giorgio scrive:

    X Pibla:

    1-7 ottobre a Sassari, F34 Futures ($10000).

    Main Draw: FABBIANO

    Alternates:
    4. LOPEZ
    8. TREVISAN

    8-14 ottobre a Settimo San Pietro, Italy F35 Future ($10000):

    Main Draw: FABBIANO

    Alternates:
    8. TREVISAN
    9. LOPEZ

    Malanni permettendo….

  161. Stefano Grazia scrive:

    Stefar: grazie per l’onore ma il 1000 dovrebbe essere di UBALDO o magari di Stefano Semeraro che diede il via al tutto…Il problema è che con i numeri sballati (adesso siamo a 608 +156…e questo dovrebbe essere il 765 quindi… Comunque sono d’accordissimo con te su Maestri anche vittime e non solo responsabili e lo accennavo, mi sembra, al Sistema…In più ricordo benissimo quello che tu, anto e marcos fra gli altri scrissero all’epoca del mio primo j’accuse e ancora, ripeto, come allora non posso che concordare…Chiudo con una battuta:
    kill bill scrive: Dovremmo inventarci qualcosa affinchè chi partecipa al bloog si possa riconoscere e incontrare ai tornei.
    Usare il proprio nome e cognome di certo aiuterebbe! Qui sembra di essere a una Convention di Super eroi della Marvel o DCCOMICS, tutti in costume e con la loro identità segreta!!!!

  162. Nikolik scrive:

    Rispondo io alla tua domanda, Roberto.
    Certo che Piatti potrebbe tornare a seguire un giocatore italiano.
    Se questo giocatore italiano, giustamente, lo paga.

  163. Salvatore Buzzelli scrive:

    1) Signor Max…. scusi, ma lei pensa che io sia un neofita fresco di titolo?
    “Primo: non nuocere” è scritto alla pagina 1 del libro “ Il provetto Preparatore Atletico.”, io quella pagina l’ho letta molti anni fa e me la risogno la notte da sempre; non avevo certo bisogno di scomodare la sapienza del Dott.? Prof? PhD? G. C. ed anche la sua, per saperlo!
    Se poi uno decide che vuol contestare tutto, e mettersi sul podio (forse quello che non si è mai realmente conquistato nella vita e nella carriera! ndr), si abbia almeno il coraggio di qualificarsi e di rendersi riconoscibile come faccio io.
    Se sarà il caso, scatterò sull’attenti, ma sempre pronto al confronto dialettico se il contraddittorio avviene tra tecnici e specialisti della materia.

    2) Signor Stefar, le farò sapere meglio appena potrò determinare con più cura la velocità media di arrivo della pallina (67 grammi) con l’accelerazione angolare media del sistema tronco,braccio racchetta.
    (Mentre le scrivo il Prof.Abeti mi conferma che anche il dott. Burmingam (credo si scriva così) di un’accademia americana aveva trovato valori che variano da 12 a 17 Kg)

    3) Caro Stefano, di sapientoni il mondo è pieno, nel tennis come in molti altri sport, in Italia poi son tutti C.T.!
    Mi dispiace non credo sia questo il luogo più adatto per un contraddittorio con risvolti finementi scientifici, per cui quando tornerai in Italia e ci vedremo ti indicherò tutti i percentili di appartenenza per tuo figlio nelle prove che ho standardizzato, oltre al modus operandi, che comunque per chi volesse togliersi la curiosità, sono scritti in due miei articoli su Match Ball del 1991 “Per costruire un campione”.al n° 4 e n°6 .

    3) Di nuovo signor Max (omen, nomen!).
    Ma si, come ho fatto a non capirlo prima!
    E’ vero, G. C. è uno dei meglio che si possa trovare sulla piazza.
    Complimenti !
    Pensi che mi allenavo con già con la pliometria, e sperimentavamo l’elettrostimolazione ecc… nel 1971 in Nazionale, prima che lui ne scrivesse approfonditamente una ventina di anni dopo!.
    I miei tecnici (Gino Pederzani, e Carlo Arrighi) seguivano i dettami di Vierckoshanshj,
    Di quelle metodiche applicate al tennis ne parlavo proprio ieri con Abeti, che si allenava a Formia coi Proff. Vittori e Bosco già dal ‘72, dove è stato progettato il lavoro per far fare il record del mondo a Mennea sui 200m e nella 4×200m.
    Me lo saluti G., forse si ricorderà che gli ho mandato un report di un mio test innovativo nel 1993 o nel ‘94, a D. in Francia, il “Power Cardio Test” che ho progettato ed iniziato a studiare dal 1989 prima con Bosco e approfondito in seguito con Giorgio D’Urbano (il preparatore di Tomba).
    Bene, signor Max, ha trovato uno dei massimi (e vorrei ben vedere, mica è un pressappochista lei !!!)
    Ha trovato la strada per l’Olimpo,e sicuramente porterà sua figlia forte ed integra, alla meta: il tetto del mondo, ed io sarò lì ad aspettarla sperando di poterla applaudire, sempre se mi concederà di sapere chi è (sua figlia!).

    P.S. In Finlandia l’ultima volta sono stato nel 2004, per un Master di mia figlia col Prof. P. Komi.

    P.S. Pasqualino Abeti (oggi sessantenne in formissima e attuale recordman mondiale Master nei 200m in 21”94 a 50 anni!): diplomato ISEF, ex atleta di altissimo livello (10”36 nei 100 e 20”70 nei 200m, 46”72 nei 400 e 7,40 nel lungo) ex primatista mondiale (nel 1972) con Ossola, Benedetti, Mennea nella 4 x 200m, una partecipazione Olimpica, attualmente Preparatore Atletico formatosi,alla guida del Prof. Carlo Vittori e PhD Carmelo Bosco e Enrico Arcelli.
    Allenatore al Centro Tecnico di Correggio, dove giocano alcuni dei migliori Under 16 italiani…. e molto altro ancora.
    Per sua figlia Ginevra, 10 anni come i vostri figli, ha scelto di farla allenare 2-3 volte la settimana 1 ora di tennis e 1 di preparazione fisica giocando.

    P.S. Abeti mi dice :”Esistono gli uomini da campo e gli studiosi, noi uomini da campo abbiamo già dato, gli studiosi devono dimostrare!”

  164. Salvatore Buzzelli scrive:

    ah, ora che mi viene in mente G.C. l’ho citato anche in una mia videocassetta “la preparazione atletica del tennista” del ‘95.

  165. Stefano Grazia scrive:

    roberto, fra 7/8 anni Piatti allenerà Quinzi…!!!
    Tanto per sapere: grazie a Mad Max sappiamo che ina ottima e pubblicizzata (e plurivittoriosa, si direbbe al mercato dell’usato) Academy del Nord si paga 500 Euro al mese per 36 ore di tennis…
    Quanto si paga invece in un Circolo per un normale corso di tennis senza arte nè parte?
    E ancora: quanto hanno offerto a Percy (che-ricordate?-aveva lanciato il sasso in piccionaia…)
    Così uno può fare i paragoni fra costi e benefici, fra soldi spesi bene o meno bene, e valutare anche il detto: se vuoi un cavallo, non comprare un somaro (anche se costa meno)….

  166. Stefano Grazia scrive:

    su ragazzi, non fate i ragazzini…Mentre la reazione di Salvatore era ovviamente dovuta e l’ho letta con piacere perchè in effetti era stato attaccato duramente sul piano professionale da quel fine diplomatico di mad max, non riesco a capire perchè non si possa continuare a discutere civilmente su questo sub blog…esporre cioè quello che si pensa osi è sentito dire senza attaccare personalmente qualcuno… Cioè uno può dire: non sono molto d’accordo con Tal dei Tali perchè etc etc o perchè ho sentito dire da Pinco Pallino che etc etc…Al che Tal dei Tali potrà replicare ed eventualmente anche Pinco Pallino intervenire spiegando le sue ragioni…E così poi ognuno rimane della sua idea ma tutti noi comunque ne sappiamo di più … Sicuramente Mad Max ha detto molte cose condivisibili e altre meno e anche se spesso è accattivante nella sua foga, qualche volta risulta incomprensibile anche a me nel suo caricare a testa bassa travolgendo tutto e tutti come un toro scatenato in una cristalleria… mi ricorda quella cosa che lessi sui libri di storia quando dopo la caduta di Napoleone la Restaurazione ordinò di distruggere tutto quanto era stato fatto dal Grande Corso, compresi i ponti… Vabbè, non c’entra nulla. Quindi io che proprio Moderatore non sono e non sono mai stato (basterebbe leggere alcuni dei miei post o chiedere in giro a chi mi conosce), invito i due Contendenti a rasserenarsi e soprattutto a continuare invece il Dialogo…Ecco, quello che non ho capito nel post del Prof è il punto 3, quando si rivolge a me e dice:
    “Mi dispiace non credo sia questo il luogo più adatto per un contraddittorio con risvolti finementi scientifici”
    Maddai, su…certo, non è un aula di università, questo nostro blog, ma non può essersi trasformato nel giro di una settimana in una osteria… A parte ciò, anche in un bar davanti a una brioche e un cappuccino a volte si può discutere tranquillamente e anche talvolta alzare la voce main un questo blog siamo in tanti a scrivere ma ancora di più sono quelli che leggono e sono sicuro che in molti sarebbero interessati a leggere anche con molta più frequenza sia gli interventi del ProfBuzzelli sia magari ache quelli di gc (direttamente o per interposta persona). Io conosco Salvatore e spero che continui a collaborare…Come spero che continui a collaborare Max senza perdere nomignolo che gli abbiamo appioppato (”Mad”) anche perchè credo che lui non abbia intenzione di cambiare e non possa percè gli viene naturale così… Non vogliamo perdere nessuno, siamo tutti sulla stessa barca: questo non significa che non possiamo o non dobbiamo entrare in polemiche personali e nemmeno moderare troppo i toni…rimaniamo pure frizzanti ma cercando anche di rimanere rispettosi continuiamo ad abbeverarci delle conoscenze ed opinioni altrui e quindi … continuate a scrivere ( che ho sete di conoscenza!)

  167. Stefano Grazia scrive:

    oh, ma si può sapere cho è ’sto G.C.?
    Gesù Cristo?

  168. fulvio scrive:

    scusate ma il vostro g.c non è per caso giuseppe carnovali,il preparatore degli atleti di tirrenia?
    perchè se è lui devo dire che almeno su mio figlio ha fatto un lavoro a dir poco incredibile,visto che la sua miglior dote è proprio la fisicità!da anni segue da vicino la preparazione di fabio come di tutti gli atleti di interesse nazionale,e devo dire che oltre alla sua innata dote umana ,è uno che ne capisce e molto,viene dalla scuola dell’atletica e cura personalmente senza tralasciare niente tutti gli aspetti dei ragazzi a partire dai 12 anni ,per quello che ne so io fino ai tempi di oggi,e volandri come fabio ne è testimone visto che fino a 4 mesi fa era lui che quotidianamente lo seguiva!

  169. Percy scrive:

    Prima di parlare di offerta è bene chiarire la situazione da cui scaturisce l’offerta.Il circolo (storico e ben conosciuto) da in gestione la scuola tennis ad evidente riprova che non ha nessun interesse ad avere un attività giovanile ma solo a mantenere dei vecchi barboni che giocano a carte. La scuola la prende in gestione un ex giocatore che in realtà non sta ad insegnare in loco ma porta a giro per il mondo un paio di ragazze e piazza al circolo il suo socio un maestro volenteroso che per 4 anni si fa un mazzo incredibile per gestire la scuola, non frequentatissima, ma completamente da solo o quasi aiutato da qualche palleggiatore sottopagatissimmo.Si divide a fare il capitano di improbabili squadre di ognii età sempre da solo.I prezzi per un allenamento di 10mesi con tennis giornaliero di 1 ora e mezzo che si protraggono sempre anche a tre ore+ preparazione atletica per 5 giorni con pallone in 2 in campo e a raramente in tre sono 1.500,00(in verità solo 1.300,00 ma al sottoscritto che ne usufruisce solo per un periodo ridotto viene fatto un prezzo speciale e cioè maggiorato!!!!ma non per decisione del povero maestro del circolo). Aggiungo gli accompagnamenti ai tornei: il nostro maestro è sempre a disposizione e richiede solo rimborso spese forse arrotondato per volere dell’utente in virtù dell’ottimo rapporto stabilito. Cosa succede?il povero maestro strizzato come un limone si rompe le scatole di aver solo oneri e non onori e decide di non far più parte della società e con lauto anticipo avverte il socio della sua decisione.Il socio si inc… ops si arrabbia, gli impedisce di ripresentarsi al circolo che rimane così improvvisamente a metà anno orfano…ragazzi cresciuti ed allenati da lui per 4 anni che non lo vedono più…soci che avevano lezioni private con lui…Il circolo in tutto questa situazione come si pone? non prende posizioni quindi asseconda un simile assurdo comportamento.Per gli ultimi mesi di corso il maestro girellone si piazza al circolo per tappare la falla,fa l’accompagnatore anche ad un paio di tornei facendosi dare un’esosa diaria per la sua professionalità (almeno rispetta le consuetudini del vecchio maestro e aspetta il nuovo anno prima di prenderci per il collo)
    Per il nuovo anno però deve trovare un nuovo maestro da mettere al circolo,lo trova e lo presenta come il Piatti della situazione. Riunisce i poveri orfani e decanta con abilità di grande imbonitore il suo grandioso progetto ispirato solo da grande passione(?????) che secondo lui dovevaessere accettato in toto in base alla fiducia. Chiedere dettagli sul come fosse organizzato l’allenamento o peggio chierdere il prezzo è visto subito come una mancanza di fiducia, solo sotto insistenza nostra abbiamo potuto sapere il programma ma senza prezzi (chiss’perchè?)per sapere quelli ci sono volute almeno altre due riunioni. Con arroganza e presunzione ci è stato proposto un allenamento di ore di tennis forse inferiore a quelle degli anni precedenti con i soliti problemi di organico che rimane sempre inadeguato nel caso di accompagnamenti ai tornei ad una cifra pari a 4 volte circa:5.500,00.In fondo cosa è cambiato dall’anno scorso? solo il maestro di tennis e quello di atletica ( costui non ha mai fatto atletica a dei tennisti ma proviene dal mondo del calcio…ma sarà bravissimo!).Sicuramente queste cifre sono più adeguate ma rimane il dubbio se la qualità del servizio quadruplicherà.

  170. max scrive:

    sinceramente nn so se sia il g.c. di cui sta parlando visto che lui nn ricorda di lei… cmq se mi da una mail privata (oppure se si fa dare la mia da stefano) nn ho problemi a dirle chi è. anch’io sono un uomo di campo, e nei primi dieci al mondo ci sono già arrivato 10 anni fa!!!! il fatto è che l’essere stato bravo 10/20 anni fa nn serve a nulla, quello che serve è essere il + bravo oggi ma soprattutto con una mentalità moderna e proiettata al futuro. faccio un esempio: se il coach/prep atlet di qualsiasi nr 1 di 10 anni fa (che quindi ha comonciato 20 ani fa) preparasse un bambino di 10 anni oggi farebbe quasi esclusivamente dei danni a meno che si adeguasse ai cambiamenti che in 20 anni spesso non dicono solo che quello che faceva prima serve ormai a poco ma che è anche completamente sbagliato e dannoso!!!! (mia moglie che ha fatto parte della squadra juniores russa di atletica leggera nel 1980 ha fatto vedere cosa le facevano fare a g.c. che è rimasto allucinato nonostante molte cose già le sapesse, quelle ufficiali ovviamente ed infatti ora mia moglie può correre ma nn può fare + di due/tre scatti e si deve fermare per il dolore ) in + il tennis è uno sport molto particolare dove ancora c’è gente che nn sa che tipo di forza si debba allenare (ho visto gente che fa correre dei tennisti x 90 minuti ma nn devono mica fare la maratona!!!!!!!!!!!!!) e una preparazione atletica generica serve a poco (ma chi nn sa segue il famoso detto “meglio che niente” cosa in raltà esatta ma che in questo caso porta l’atleta a dare il massimo delle proprie capacità generiche senza però migliorare quelle specifiche che sono quelle che fanno la differenza!!!!). qundo lei sarcasticamnete scrive che mi aspetterà sul tetto del mondo per potere applaudire mia figlia devo dirle con franchezza che a questo proposito ho ben pochi dubbi vedendo in giro come lavorano i professionisti del settore (che nn sarebbero professionisti in qualunque altro settore (in post precedente ho raccontato come si raggiungeva fino a due anni fa la qualifica di tecnico nazionale la massima qualifica tennistica in italia), l’importante è che dopo nn si dica che è stata solo fortuna dato che lo dico 10 anni prima!!!!!!!!!!!
    N.B. prima che se lo dimentichi le consiglio di stampare e conservare il post!!! cordiali saluti

  171. MAURO istr.coni scrive:

    …Però ,36 h./sett. (compresa preparazione atletica) a 500,00 Euro/mese ,fanno un costo orario per lezione di Euro 3,47.
    (se ho fatto bene i calcoli).
    E tutto questo con alta qualità…e in Italia.
    Dove ? Come ? Quando ?
    Questo è TENNIS PER TUTTI ,basta fare copia/incolla e nel giro di poco tempo il Tennis Italiano decollerà.

  172. heraimo scrive:

    Senza nessun intento polemico (!) voglio farvi notare una cosa. Il blog avanza, cresce e prolifera ma rispetto all’inizio sono rimasti solo genitori di bambini piccoli, diciamo la categoria under 10-12, se si esclude Fulvio ed il sottoscritto. Fulvio, l’ho sempre detto, per me resta un mito e ogni suo intervento è da incorniciare. Io sono una nullità vicino a lui sia per risultati che per competenza ma tutti gli altri a mio giudizio dimostrano una buona dose di ingenuità che secondo me è da ricondurre semplicemente alla inesperienza e non potrebbe essere diversamente! In tanti interventi ritrovo me stesso 5 anni fa! Ma oggi vedo le cose molto diversamente.

  173. max scrive:

    caro mauro se nn ci fossero i circoli con la maggior parte dei maestri di tennis e le mamme italiane che pensano e dicono (chi x interesse chi x ignornaza nel senso che ignorano) che a 8/9 anni è prematuro allenarsi in un certo modo certamente il tennis italiano decollerebbe, d’altronde se belgio francia svizzera spagna e germania nazioni della ns stessa grandezza hanno avuto tutte vincitori dello slam e noi invece no qualche errore sarà pure stato fatto o credete nella casualità????????????
    per il resto basta andare su internet o su gotennis e l’accademia la trovi anche se come abbiamo detto e scritto decine di volte questo nn basta a creare dei campioni (anche se certamente le chnces aumentano di molto) ma se ti va vai a ritroso nei post e troverai tutto

    heraimo nn conosco gli altri e qindi nn posso giudicare ma anch’io ho avuto atleti di 9 anni, sono arrivati ai primi posti della graduatoria mondiale e il modo di pensare (se uno lo sa) rimane sempre uguale a meno che l’essere arrivato fino ad un livello tanto buono da volerci provare sia solo frutto del caso e nn ad un’ idea e e ad programmazione precisa

    no fulvio nn è fabio carnovali se lo chiedi in pvt a stefano gli ho mandato la mail con il nome ma ricordati che a 12 anni se i mattoni dove devi appoggiarci gli altri nn sono stati già posti diventa tutto + difficile e devi sperare che l’atleta abbia già di suo delle grandissime capacità generiche e specifiche. detto questo nn significa che dopo nn si possa fare + nulla ma l’atleta dovrà lavorare molto + duramente e per + tempo ma (se come in italia spesso accade) se da piccoli nn gli hanno insegnato la cultura del lavoro o si adegua o smette.

  174. max scrive:

    con il si adegua mi spiego meglio anche x chiarire cosa sia la cultura del lavoro. un giorno di alcuni anni fa da g.c. sono andate in prova due tenniste russe (una 40 wta diventata un un anno 15/20 l’altra faceva con lei il doppio cmq da 120 è passata ca 40 wta). dopo 3/4 ore di allenamento durissimo e dopo che alle ragazze sanguinavano i piedi (x modo di dire + o -) g.c disse stop. le ragazze si riposarono qualche minuto e tramite il traduttore chiesero se avevano finito e potevano andare a farsi la doccia o se c’era da fare dell’altro. prima di andare chiesero anche se potevano tornare ad allenarsi ed risultati ve li ho scritti. una cosa simile è accaduta con un forte under 16 italiano l’anno scorso e dopo un’ora e 30 piangendo e urlando che g.c. era un pazzo è scappato via. nn preoccupatevi che 15/20 atp nn arriverà mai……

  175. STEFAR scrive:

    ai preparatori atletici che si stanno alternando:

    Vorrei darvi alcuni dati che sono sicuro conoscete gia’ ed in questo caso possono servire a Stefano….per la preparazione di Nicholas… se anche lui non li conosce…. e chiedere i vostri commenti e gli accorgimenti da prendere per una adeguata preparazione atletica di un giovane tennista dodicenne…o di un quattordicenne.

    Sapete quanto dura in media il gioco effettivo di una partita di circa tre ore ?

    Venti minuti…..

    Sapete quanto durano in media gli scambi ?

    Meno di sette/nove secondi sulla terra,meno di tre/cinque sul duro…..

    Sapete quanti scambi vengono fatti in media ?

    Circa 7 sulla terra e circa 3 sul veloce……

    Tutto questo con spostamenti massimi da 3 a 5 metri e con spostamenti

    laterali 50 % in avanti 45 % e all’indietro 5 % ….. e frequenti cambi di direzione e andature…

    Grazie per consigli e suggerimenti……

    a Salvatore Buzzelli:

    Attendo sempre delucidazioni sul calcolo del peso della palla depressurizzata all’impatto di un braccio-racchetta di 90 cm e commenti su quanto sopra.

    G.C.sara’ si giorgio Carnovale no ?

  176. max scrive:

    no su gotennis nn la vedo + ma cmq su google la trovi….

  177. STEFAR scrive:

    Poiche’ vedo che molti si levano dei sassolini,me ne voglio levare uno anch’io…..e chiedo l’aiuto di molti dei colleghi tecnici che affollano il blog,ma anche di Fulvio,di Atti,di Max di Stefano e di tutti coloro i quali hanno qualcosa da dire a proposito.

    Rimando alla lettura del mio post del 18 settembre quando affermo che il circolo non e’ l’ambiente giusto per crescere un giovane promettente di livello italiano e che sono comprensibili le difficolta’ delle famiglie nel gestire i rapporti e le situazioni con i circoli…..specialmente le famiglie un po’ al di fuori dell’ambiente…

    Ormai purtroppo sono trenta anni che conosciamo la realta’ dei circoli,che purtroppo si e’ andata via via deteriorando…

    Vi domando …..vi sembra normale andare a fare una trasferta per un incontro a squadre impegnativa e lontana da giocarsi su un terreno duro (greenset) senza fare un’ora di allenamento in settimana su un terreno simile?

    Ed inoltre ….vi sembra normale che il maestro pur volenteroso accompagnatore non porti neanche una racchetta ? con il risultato che i tre ragazzi provano il doppio il sabato ……in tre …

    Incapacita’ o disinteresse?

    Inutile dire come e’ finito l’incontro ……attendo i vostri commenti.

  178. max scrive:

    ovviamente intendevo dire che nn è carnovali (fabio è l’amico con cui stavo parlando al telefono mentre scrivevo!!!!!!!!)

  179. max scrive:

    stefar ti voglio raccontare una cosa: nella mia vita per via del mio ex lavoro ed anche un po’ per divertimento ho girato il mondo frequentando o avendo a che fare o a volte solo conoscendo personaggi del calibro di nelson bunker hunt (uno dei + grandi petrolieri del mondo ex re dell’argento in usa) l’aga khan stavros niarcos robert sangster firestone decine di star di hollywood in italia gaucci presidenti di assicurazioni una delle ultime conoscenze è stata frank stronach austriaco che ha acquistato ultimamente 1/2 america e ne tralascio molti ancora; volutamente nn ho scritto di aver avuto la fortuna di conoscere queste persone xchè fondamentalmente nn me frega un beato c..zo tanto è vero che ho preferito alzarmi alle 10 del mattino lavorare qualche ora al pc (come potete osservare posto a qualsiasi ora del giorno e della notte) e seguire mia figlia!! ma l’ho scritto xchè sommando questo tipo di persone alle migliaia di persone normali che ho conosciuto di tutti i ceti sociali e di tutti i paesi del mondo posso dire di conoscere abbastanza bene il genere umano. mi sono ad esempio accorto che l’italia è molto diversa dagli altri paesi in quanto da noi spesso ci sono persone potentissime e ricchissime oltre che intelligentissime che però tolti rari casi sono persone xbene generose etc mentre il sottobosco di cui fa parte l’80% sono persone squallide, invidiosi, gente che x 1 euro passerebbe sul cadavere della propria madre (ovviamente nn tutti x fortuna ma gran parte si). al contrario negli altri paesi le percentuali variano moltissimo e mentre diminuiscono i potenti buoni generosi ed intelligentissimi (nn a caso molti italiani sono andati all’estero facendo fortuna) aumentano le persone perbene tra la gente “normale”. nel tennis italiano di potenti nn mi risulta che ce ne siano, quindi vedi tu con chi hai e avrai a che fare!!!!!!!!!!

  180. thomas yancey scrive:

    Se ho capito bene, la sostanziale differenza fra l’Italia e il resto del mondo è che i benestanti del nostro paese sono filantropi geniali (o geni filantropi) mentre i ricchi all’estero sono delle carogne un po’ sceme (o scemi un po’ carogne). Il resto delle popolazioni (i poveri disgraziati) invertono i ruoli: i poveracci italiani sono cretini e farabutti (come i tycoon stranieri) mentre i nullatenenti delle altre nazioni sono geniali e filantropi. Giusto?

  181. max scrive:

    se la butti in politica nn ti ri rispondo neanche….. poveracci benestanti di che stai parlando ed il resto delle popolazioni sarebbero deiipoveri disgraziati?? (chi gli americani forse???) ma probabilmete sei solo uno della gran parte….

  182. max scrive:

    ah no ora ho capito i poveri disgraziati x te sarebbero le personi normali….ah meno male che nn mi considero uno della gran parte altrimenti l’avrei presa come un’offesa!!!!!

  183. Stefano Grazia scrive:

    max, adesso datti una calmata perchè non ti seguo più, nessuno ti segue più, forse anche a causa della punteggiatura… ho perso il filo già diverso tempo fa ma non capisco perchè tu te la debba prendere con tutti e con tutto… va bene esprimere le proprie opinioni ma il disprezzo e il sarcasmo che trasudi non ti fanno onore e fanno perdere valore a quel che dici…Prendiamo la polemica col Prof …cavolo, io colgo l’occasione di avere due preparatori atletici e di metterli simpaticamente a confronto…simpaticamente? tu lo assali e dici che dice solo delle sciocchezze e affermi che non lo dici tu ma lo dice GC che è il più grande di tutti e tutti si mettono sull’attenti al solo proferire il suo nome… A parte che a me ora francamente sto GC comincia a stare sui cosiddetti (come tutti quelli che credono di essere i soli depositari della saggezza)io ho cliccato il suo nome su google e non è quasi manco venuto fuori (a differenza di Buzzelli), ma questo non vuol dire assolutamente nulla,concordo, non capisco poi perchè il suo nome non si possa fare come non si possa citare la famosa academy del nord…diciamo che ho fatto le mie ricerche: l’Academy sul lago d’iseo è ovviamente la Vavassori Academy, nulla da dire…Il Preparatore atletico è Giovanni…oh, non me lo ricordo più…Catizone? Bè, qualcosa del genere
    Va bene, sarà formidabile, nessuno lo mette in dubbio, ci credo a quello che dici e ai risultati che ha ottenuto…io metto in dubbio che solo lui abbia ragione, solo lui possieda il Verbo, solo lui possa parlare e gli altri son tutti stronzi… Suvvia, quando io me la prendo col povero Maestro di Circolo, son subito pronto a rivonoscere che spesso è vittima del Sistema o della Pagnotta e che comunque ce ne sono di osceni e ce ne sono di bravi come in tutte le professioni, qella dei Preparatori Atletici e dei Genitori inclusa…
    Tra l’altro quello che mi fa incavolare è che tu, mad max, parti a palla come un toro di pamplona e magari dici le stresse cose di Buzzelli…Quella critica sul far correre per 90′ io l’ho sentita tutta estate dal Prof che è un fermo assertore dell’inutilità dell’allenamento aerobico per il tennista…Quel mica deve correre la maratona l’ho sentitotale e quale duscire dalla bocca del Prof…E allora qual è il motivo dell’astio? Il fatto che allena i suoi allievi al lancio del giavellotto? Come se poi li volesse preparare per le olimpiadi…Rileggiamo quel che scrive lui, quel che ho scritto io, quel che ho visto far fare da Bertino…Nelle spiegazioni del Prof Buzzelli, esposte con gran civiltà, non ci trovo nulla di scandaloso…puoi essere di un’altra opinione, è legittimo, ma perchè mancare di rispetto a uno che tra l’altro si espone col suo nome e cognome a differenza di mad max e di GC… con questo modo di fare il blog perde valore perchè la gente (quella che si espone con nome e cognome) si viene poi a chiedere: ma a me chi me lo fa fare di mettere in gioco il mio nome e la mia eventuale reputazione a una manica di arroganti e sbruffoni?
    Mi accorgo che il Maestro Carlo Polidori potrebbe aver pensato lo stesso di me ma credo di aver sempre ben differenziato il mio pensiero in occasione delle mie precedenti tirate che erano di risposta (a delle osservazioni del famoso coach della Pizzichini) e comunque sono sempre state rispettose nei confronti della persona.
    Conscio con questro di aver perso due estimatori in un colpo solo, voglio invece invitare Buzzelli a tornare a scrivere quando vuole e Mad Max di continuare ad essere se stesso ma di essere un po’ più “empatico”…qui nessuno è permaloso, anzi, ma non so a voi, a me sto GC mi ha un po’ scassato le palle…E allora sveliamo il mistero: si tratta del Professor Giovanni Catizzone

  184. Stefano Grazia scrive:

    Mi è partito il clic prima di terminare: preciso che non mi sta sulle palle il Prof Catizzone ma il GC che da adito solo a confusione…Il Prof Buzzelli aveva creduto di identificarlo in Gilles Cometti (o qualcosa del genere…per me sono tutti nomi sconosciuti, ma è una mia ignoranza, per carità) ed era per questo che si era creato tutto quel misunderstanding…
    Mantengo l’anonimato di Mad Max perchè questo è un suo diritto (anche se Fulvio fu ben presto “smascherato” da Ubaldo…
    Invito di nuovo tutti non alla moderazione (jamais!) ma al rispetto e di imitare semmai Stefar che è sempre propositivo…prego Yancey di continuare ad onorarci della sua presenza e se qualcuno ha notizie di Enzo Lo Iacono gli dica di darsi una mossa che manca da troppo tempo…

  185. max scrive:

    hai ragione stefano tanto nn c’è peggior sordo di chi nn vuol sentire….contenti voi mi verrebbe da dire ma in realtà saranno contenti i vari soloni, fit compresa. a mio avviso sei stato scorretto a dare il nome di una persona che mi ha dato il permesso di dare un consiglio per salvaguardare la salute degli atleti e visto soprattutto che gli eventuali errori li avrei commessi io . cmq no problem, l’italia va così proprio x questi motivi e posso scommettere che tra 10 annni cioè quando forse tornerò sul blog per curiosità a sbirciare (ma così almeno sarete tutti contenti ed i toni si riabbasseranno dandovi sempre ragione o cmq anche nel non essere d’accordo sarete sempre pacati ed educati oltre che con tutti i luminari scriventi che possono vantare fior di RISULTATI ??? nn avete certo bisogno di consigli) troverò scritte le stesse cose di oggi dato che tanto in italia nn cambia mai nulla e questa se mai ce ne fosse stato bisogno ne è un’ulteriore conferma. saluto tutti cordialmente mi scuso se involontariamente ho offeso qualcuno e vi auguro (per chi ne avesse bisogno) di trovarne almeno uno nella vita di persone come me da un lato e come l’antipatico per l’altro. bye bye

  186. max scrive:

    è evidente che puoi benissimo farlo il mio nome (anche xchè ai + nn dirà nulla) ho messo sempre la faccia ed il nome davanti. i miei problemi (se così vogliamo chiamarli) sono derivati sempre da questo, viste le mie esternazioni sempre chiare e scomode x tutti. ma i problemi e le persone che me li creavano li ho sempre presi a calci nel c.lo quindi immagina che problemi posso avere. fortunatamente nn sono sul libro paga di nessuno nn dipendo da nessuno nn ho clienti ne nulla di simile .io tutti giorni mi sveglio e se sono bravo guadagno altrimenti perdo denaro alternative nn ne ho dipende solo da me e quindi posso permettermi di dire tutto senza dover avere paura di nessuna ritorsione da parte di nessuno (anche xchè andrei a prenderlo!!!) fermo restando che nn credo di aver offeso nessuno. se poi alla gente nn piace sapere che qualcuno possa essere + bravo (ed in questo caso nn sto certo parlando di me) e che soprattutto lo dice (e nn è una questione di essere l’unico depositario del sapere è una questione di risultati e dimostrazioni costanti negli anni il resto sono parole) mi spiace ma nn è un problema mio. come ho detto l’unica cosa che posso fare è lasciarvi alle vs idee (?? mi sembra difficile decidere tra le innumerevoli opinioni senza conoscenze specifiche e senza alcuna esperienza) e risalutarvi

  187. Stefano Grazia scrive:

    mah…max,max…ma che bisogno c’è di sparire per 10 anni? se ritieni di non aver offeso nessuno, dillo, scusati comunque e continua ad essere te stesso … ma sii più empatico…Io non credo di essere stato scorretto: semmai la scorrettezza è criticare qualcuno per interposta persona…ma non è nemmeno questo il punto…il punto è che non si può dire che gc è questo, è quello, e che tutti gli altri non sanno nulla…gc sarà sicuramente il migliore come tu dici ma questo non significa che tutti gli altri siano spazzatura…In più io parlo solo per me stesso e non sono il padrone del blog e non posso certo bandirti…in più, e sembrerà assurdo, tu mi sei anche simpatico e condivido diverse delle cose che hai detto… se tu avessi la pazienza di rileggere tutto questo inutile blog ti accorgeresti che il dibattito si è spesso acceso ma non è mai trasceso…figuriamoci poi, la testa calda semmai ero considerato io…ecco, diciamo che sono stato invidioso: al tuo cospetto io sembro una mammoletta… ho solo ritenuto che se usato troppo spesso l’aggressione verbale può mettere a disagio e alla fine qua rimanevamo solo io e te…fra dieci anni magari io sarò fra i pochi a sapere se avevi ragione tu e torto noi, ma non capisco poi perchè il fatto che tua figlia diventi una top 10, cosa che le auguro di cuore, debba per forza significare che altri di questo blog avessero torto…anche perchè non vedo una contrapposizione fra noi e te…a me non sembra di averti offeso, anzi, au contraire…se non scriverai più mi dispiace anche perchè ripeto io non ho le chiavi di questo blog e non posso nè voglio certo chiudere la porta a nessuno…tu hai gli stessi diritti e doveri che ho io…certo quando scrivi ” l’unica cosa che posso fare è lasciarvi alle vs idee (?? mi sembra difficile decidere tra le innumerevoli opinioni senza conoscenze specifiche e senza alcuna esperienza) ” mi lasci sconcertato perchè generalizzando corri il rischio di addolorare persone che primo, non si sono mai poste sul piedistallo e secondo,non meritano tanto disprezzo…in più criticare il blog è un tuo diritto ma se è così scarso e poco stimolante perchè ci scrivevi 10 volte al giorno, per salvarci tutti dalla perdizione?
    se ci rifletti su, vedrai che non ti ho mancato di rispetto ,anzi…quindi vedi tu…io spero che ci ripensi. Altrimenti, seguirò con attenzione e simpatia le gesta di tua figlia sulle riviste. E lo ripeto chiaro e tondo: non lo dico con ironia e sarcasmo, anzi. All the Best!
    Poi direi comunque di chiudere qui le personalizzazioni e di ritornare agli argomenti…

  188. Atti scrive:

    Oh ragazzi ci stiamo lasciando prendere la mano !!!! va bene tutto ma se scendiamo sul personale o sul io so e gli altri no non ne usciamo piuuuu…
    RIPETO : NON ESISTONO CERTEZZE PER DIVENTARE CAMPIONI, e quindi ognuna delle ns. teorie serve per scambiarci opinioni e idee ma da qui a sapere con assoluta certezza qual è il verbo del TENNIS ce ne passa eccome.. purtroppo.
    Se chiedessimo a Federer la Henin e compagnia briscola il percorso e le esperienze che li hanno fatti diventare campioni credete che troveremmo per tutti lo stessa strada dai 5 ai 20 anni ??
    Allora magari basterebbe copiarne uno come a scuola e avremmo tutti un bel voto in pagella, ed un figlio campione.
    Purtroppo non e’ cosi’ ed allora preferisco i maestri del circolo dove porto mie figlie che ci mettono l’anima e la passione mantenendo sempre i piedi per terra senza creare aspettative di nessun tipo ma solo lavorando sempre con entusiasmo ricordando a noi genitori che le certezze di oggi possono trasformarsi in illusioni effimere per i ragazzi…ed anche per le famiglie che li vorrebbero gia’ campioni…. solo per qualche torneo vinto, o perche’ qualcuno intravede in loro doti da FENOMENO .
    E poi ancora…giavellotto si o giavellotto no, e se invece parlassimo di professionisti e dilettanti, di appassionati e di illusionisti, di sportivi e di vincenti a tutti i costi, forse senza scendere nei nomi e cognomi, non per timore ma per rispetto…avremmo raggiunto il vero significato di questo bellissimo BLOG e cioe’ di scambiare opinioni con persone che hanno la stessa passione, con i medesimi obiettivi e con gli stessi dubbi che sempre dovrebbero accompagnarci; mi lascia perplesso chi non si sbaglia mai o coloro che pensano di conoscere il verbo…. Se fosse cosi’ semplice…..
    Poi alcune considerazioni sulla FIT:
    Certo che i migliori vengono notati, e ci mancherebbe ! con la penuria che c’e’ in giro, ma poi cosa vuol dire migliore a livello Under 10 12 14 ? certo dira’ qualcuno di noi, vai rileggerti il mio commento\sentenza al POST nr. X , che te lo spiego IO; ma quanti ragazzi sono allenati male o hanno genitori che non programmano e si disinteressano di loro, oppure non vengono accompagnati ai tornei dai maestri di circoli periferici…BEH ma allora non potranno mai diventare campioni !!!, si ma poi com’e’ che il titolo Italiano U16 lo vince uno che ha iniziato sul serio a 12-13 anni ? Sicuramente si dira’ che e’ l’eccezione che conferma la regola.
    Poi io di osservatori regionali non ne vedo l’ombra nei tornei regionali o forse pensano di valutare e conoscere i ragazzi con qualche 1\4 d’ora di palleggio nei raduni… ripeto a parte la soddisfazione per la convocazione ne abbiamo di strada da fare…. TIRRENIA a parte, siamo ancora nel Continente Nero con Stefano e Nicholas.
    Partiamo da cose semplici come i tesseramenti aperti o tornei Under con quote di iscrizione basse e date e orari piu’ semplici per chi deve scarrozzarli, e credo che l’elenco potrebbe essere allungato con altre piccole cose poco costose ma utili ed indispensabili; certo siamo in Italia ma per molti aspetti sembriamo tante repubbliche presidenziali e tanti protettorati autonomi che ci rendono piu’ piccoli della Serbia o del Belgio.
    Concludo dicendo che non e’ un caso se molti Blogger sono genitori di ragazzini, chi meglio di noi ha bisogno di confrontarsi su un argomento tanto complesso come il TENNIS ? Comunque sempre grati a Fulvio e company per le esperienze che condividono con noi, augurandoci che qualcuno dei ns. figli un giorno possa viverle in prima persona.
    PS: a MAX: anche a me stai simpatico e forse ci siamo anche visti a qualche torneo e/o raduno, pero’ credimi noi possiamo dare tutto quanto serve alle ns. figlie per tentare di arrivare ma poi brave e meno brave saranno loro che determineranno il loro futuro, certo chi ben comincia… ma poi bisogna anche voler continuare non camminando ma correndo…e quanti ne vediamo che l’anno prima sembrano lontani anni luce e poi l’anno dopo li troviamo in mezzo al gruppone…
    E ricordiamoci sempre : TESTA-CUORE-GAMBE-TECNICA purtroppo non si comprano al Market….
    Ciao.

  189. MAURO istr.coni scrive:

    … io non ho mica detto che i bimbi a 7-8 anni non debbano “lavorare” bene sul campo, anzi ne sono convinto!
    Dico anche che bisogna saperli “ingannare” , divertendoli con pgr di PROPEDEUTICA adeguati allo sviluppo psico motorio del bambino/a.
    (magari con una certa attenzione per i soggetti particolarmente dotati).
    Credo che basti osservare il modello del tennista agonista di alto livello, per capire come ,con periodizzazioni adeguate , si può portare il bimbo all’inizio dell’attività agonistica , preparato…
    Quello che mi ha sbalordito(positivamente) , erano i costi segnalati per le famose 36/h. settimanali , perchè anche facendone un pò meno e quindi con minor spesa per la famiglia “media” italiana , si possono ottenere buoni risultati.(entro i dodici /tredici anni di età).ciao a tutti.Vi seguo.

  190. Stefano Grazia scrive:

    Ah, la Quiete dopo la Tempesta….
    ovviamente concordando con ATTI-l’ANTIfenomeno, volevo solo rassicurare i più sensibili di voi: io e mad max rimaniamo in ottimi rapporti (mi ha invitato a mangiare il pesce e a parlare di tennis con lui appena rientro in Italia, invito esteso a tutti gli amici del blog) e spero di convincerlo a riprendere la sua vulcanica collaborazione…rimaniamo in disaccordo sui fini del blog che io vedo come uno scambio più che una cattedra e quindi sposo quanro dice Atti, con una piccola differenza: va bene l’anonimità di chi ha a che fare con la sua quotidianità (ritornassi indietro magari opterei anch’io per l’incognito, non per me ma per mio figlio) ma non quando si tratta di Addetti ai Lavori…voglio dire, che valore avrebbero gli interventi di Fulvio se non sapessimo che Lui è l’Unico che ha il Diritto di Parola visto che è l’unico ci è passato e ci è riuscito? I suoi interventi sarebbero ugualmente interessanti ma così hanno la stigmate del provato sul campo…Allo stesso modo il Padre di Quinzi, e noi lo ascoltiamo, ci parla in quanto padre di cotanto figlio…Ma soprattutto quando scrivono alcuni Coaches (vabbè Stefar è in RELATIVO incognito) o Preparatori Atletici, e soprattutto ci parlano non più da Genitori ma solo da Addetti ai Lavori, credo sia importante anche si sappia chi sono…A parte che da lustro al Blog e credo faccia contento anche Ubaldo il sapere che la sua creatura è ben frequentata… Poi ognuno può credere che il Tizio sia bravissimo ma questo non esclude che anche altri possano esserlo…Il Migliore in Assoluto è per definizione qualcuno che fa qualcosa che si possa misurare in termini di tempo o di centimetri in misura superiore ad altri…che senso ha dire che tizio è il miglior chirurgo del Mondo? Sicuramente ve ne saranno almeno 100 che potrebbero essere definiti tali e non si ha la possibilità di determinarlo…Solo nello Sport è possibile e non in tutti (vedi i casini che succedono nelle gare in cui sono coinvolti i giudici tipo tuffi o pattinaggio artistico o ginnastica…)
    Comunque Mad Max ha questa concezione di dover “salvarci dal male” ed è convinto di star facendo la cosa giusta e di avere il dovere morale di renderci partecipi se non addirittura educarci… Fosse meno integralista, e lui lo sa benissimo, farebbe forse più proseliti: infatti secondo me ha finito con l’azzuffarsi con qualcuno che probabilmente la pensa su molte cose esattamente come lui o il suo gc… MA VOLEVO VENIRE ALL’ARGOMENTO SOPRATTUTTO PER RICAPITOLARE E DA QUI RIPARTIRE, la quiete dopo la tempesta appunto:A questo punto il succo del max pensiero è probabilmente questo: se vuoi costruire una casa devi costruire solide fondamenta e quindi se vuoi costruire un tennista devi cominciare con una ottima preparazione atletica a metter su i mattoni…
    Credo che su questo si possa essere d’accordo (e lo è sicuramente anche il prof Buzzelli che queste cose le diceva già 20 anni fa: lo so perchè ho letto suoi aricoli su Match Ball del 90 e 91 in cui si parla di queste cose…qui ci siam fissati troppo sul giavellotto, ma il giavellotto è un piccolo particolare). La novità nel Max Pensiero c’è perchè in realtà noi o almeno molti di noi andavano sostenendo (vedi Teoria della Mielina e Affini) che bisognasse cominciare sin da piccoli a ripetere i gesti tecnici…Max mi sembra abbia privilegiato (anche con la spesa scegliendo quello che secondo lui era il migliore) la parte Atletica.Vabbè, probabilmente una cosa non esclude l’altra perchè è ovvio che se io (che non son nessuno) porto mio figlio a giocare gli faccio fare molti foot drills e questi qualcuno li può considerare tennis, qualcun altro preparazione atletica. La prima volta che Nicky si è allenato con Lance Luciani e Margie zeisinger, per due settimane gli han fatto fare solo foot drills curando quegli aspetti sottolinearti da Stefar (che per esempio ci si muove per il campo prevalentemente in avantie in laterale, che si sprinta per 5 metri (ed è quindi inutile fare ripetute di 100,ovvio) e che sono frequenti i cambi di direzione… Sarà che da Bollettieri la Prep Atletica viene fatta regolarmente sempre tutti i giorni su queste cose io non mi sono mai soffermato troppo: erano per me naturali…Non ho ancora sentito l’esigenza di un Preparatore Atletico Personale, lo facciamo noi, rubando qua e là, ascoltando e osservando quel che si fa nelle varie academies e integrando con quel che leggiamo nei libri…Mi fa piacere che un Allenatore Federale notando Nicholas quest’estate abbia osservato che ha “capacità motorie eccezionali”… Quindi crediamo moltissimo nell’importanza della Preparazione Atletica anche noi. Max ci ha impostato la sua scommessa.
    Chiudo però sottoscrivendo anche quel che scrive Mauro che deve essere un Bertiniano DOC :”Dico anche che bisogna saperli “ingannare” , divertendoli con pgr di PROPEDEUTICA adeguati allo sviluppo psico motorio del bambino/a.” Da qui credo anche l’ammissibilità dell’uso del giavellotto del Prof Buzzelli, divenuto or ora Responsabile FIT per le età 10-14 aa per l’Emilia Romagna (è quasi uno scoop!). Spero che anche lui non si sia spaventato della nostra aggressività e torni presto a farci compagnia perchè a parte che è un simpaticone anche lui, ha diverse cose da raccontarci che potrebbero interessarci ed esserci utili. Lui lo vorrebbe fare sul suo sito ma io sono contro la Dispersione…Il Sito è questo, prendere o lasciare! Sito che è ovviamente aperto anche al Professor Catizzone…

  191. iccia scrive:

    vi seguo dagli articoli di settembre molto divertente e appassionante e molto personali avete cominciato a parlare di organizzazione periferica di questo sport ma subito tralasciato vorrei invitarvi a riprendere l argomento che a mio giudizio è molto importante + del giavellotto.Il comitato lazio ha istituito la casa lazio raccoglie i migliori elementi raduna confronta ecc.. dai 10 anni ai 16 credo una cosa intelligente i migliori con i migliori (cosi si cresce)come i francesi che hanno in ogni dipartimento un centro federale fft sarebbe auspicabile che ogni regione seguisse questa strada, forse nel lazio perchè il preside è una ex 2 categoria? venti anni fa in toscana bracciali luzzi volandri ed altri giocavano in un circolo una volta due tre al mese tutti insieme non ha dato cattivi giocatori. Non ci sono i soldi o non ci sono nei consigli regionali veri appassionati dello sport,troppo lungo il quesito vi saluto organizziamo l ITALIA del TENNIS.

  192. Stefano Grazia scrive:

    ok, stefar,pibla e roberto: mi sa che ritocca a voi…

  193. roberto scrive:

    Rispondo ad iccia, dicendo che questo presidente del comitato regionale Lazio mi comincia a stare davvero simpatico.

    Anzitutto, l’iniziativa segnalata da iccia è sacrosanta. I giovani di talento devono poter fare “massa critica” fra loro, non restare dispersi sul territorio a perdersi con compagni di allenamento scarsi e metologie di training non aggiornate.

    I centri periferici sarebbero il primo, fondamentale passo verso un migliore presidio del territorio.

    Ma le iniziative lodevoli di Tropiano (Presidente del Comitato regionale FIT Lazio) non finiscono qua.

    Leggete che lettera ha scritto ai maestri della regione, che ho trovato curiosando sul sito della FIT - LAZIO:
    Cari maniaci del tennis,
    ho assistito a tante, tantissime partite dei nostri giovani negli ultimi tre mesi.
    Molte bellissime vittorie, alcune bellissime sconfitte, partite normali e partite
    entusiasmanti…
    Con avversari forti e meno forti, con tensione in campo e con atmosfere serene….,
    partite di tornei individuali e di manifestazioni a squadre……, primi e secondi turni o
    finali importanti…, insomma, partite di tutti i tipi.
    Concedetemi pertanto un accalorato invito ai tecnici del Lazio.
    Una divagazione tecnica che, se come Presidente forse non mi spetterebbe,
    sicuramente come (ex) giocatore di seconda categoria mi sarà perdonata.
    I nostri giovani atleti del Lazio servono male.
    In una personale statistica ho notato che un buon 70% degli under 12 e 14 (sia
    maschi che femmine) evidenziano gravi carenze nel servizio.
    Ciò comporta un gap tecnico che condiziona pesantemente il gioco dei ragazzi,
    determinando spesso situazioni di evidente handicap nella conduzione del gioco.
    Quando dico “servono male” intendo un movimento del servizio con vistose
    lacune, un movimento non fluido che prescinde dall’altezza del giovane.
    Vi sono ragazzi ancora in via di sviluppo (cioè ancora bassi) che posseggono un
    buon movimento; per questi la preoccupazione è minore, con la crescita un buon
    servizio è quasi certo.
    Ma per chi “rimette solo in gioco la palla” sacrificando la correttezza del gesto
    tecnico per un immediato beneficio di gioco (non faccio doppio fallo) non vi
    potrà essere un futuro da giocatore di vertice.
    Credetemi, troppi i nostri ragazzi che battono male.
    I motivi non sono del tutto chiari per me e lascio ai maestri l’analisi dei perchè e gli urgenti rimedi.
    Non vorrei che la cura del servizio sia un poco abbandonata perchè costringe il maestro ad una attività tipicamente formativa e correttiva che spesso è molto faticosa e che invece viene demandata a collaboratori non del tutto preparati in tale profilo.
    Certo è che nel gioco moderno servizio e risposta sono ormai i colpi determinanti per l’affermazione ad alti livelli.
    Forse che sia giunto il momento di chiedere alla Scuola Nazionale Maestri un intervento culturale, formativo e di aggiornamento per tutti gli insegnanti della
    nostra regione sul servizio e sulle metodiche di allenamento e correzione ?
    Che ne pensate amici maestri ?
    Scrivetemi e fateci sapere il vostro pensiero.
    Il CRLazio è disposto ad accollarsi parte dei costi dell’aggiornamento ove verrà ritenuto utile un intervento in tal senso.
    Il Presidente del CRLazio - Fabrizio Tropiano

    Forse qualcosa si muove…

    Che Tropiano legga questo blog?

  194. pibla scrive:

    ….esatto Stefano, esatto ed infatti volevo ringraziare Roberto e Giorgio per le preziose informazioni che mi hanno dato sulle condizioni e la programmazione dei nostri giovani, ma queste informazioni, diciamocelo una volta di più, non spostano di una virgola la constatazione che la nostra “triade” (per citare Fulvio) dell’89 ha praticamente perso un anno facendo quasi solo attività junior e qui mi ricollego in maniera più specifica all’argomento di questa sezione del blog:
    - i nostri giovani partono troppo tardi con l’attività professionistica, il mio pensiero, e qui mi piacerebbe sentire il parere di chi ha più competenza di me, è che, in uno sport come il tennis e pur tenendo conto delle dovute eccezioni, compiuti i diciassette anni, si dovrebbe smettere di fare attività junior, se non per giocare i tornei dello slam, che poi è lo stesso concetto espresso da Fulvio che, qualche post fa, ha detto che per valutare l’attività junior di un ‘89 bisognerebbe guardare i risultati ottenuti lo scorso anno e non quelli ottenuti quest’anno, tanto è vero che Young che è un 89 e Nishikori che è quasi un 90 quest’anno hanno fatto pochissima attività junior ed il prossimo anno entrano nei 100 prima degli US Open, garantito, a mio avviso con circa due anni di vantaggio sui nostri e questi due anni di carriera poi non te li restituisce nessuno.
    Un piccolo sintomatico esempio, quest’anno ero sugli spalti del Foro, ancora ebbro di gioia per la vittoria di Volandri su Federer, e sento la presentazione del match tra Davydenko e Starace, stesso anno di nascita, il russo era alla sesta se non settima partecipazione nel torneo romano e Starace alla terza, e si parla di un torneo che si gioca in Italia, allucinante!!! e finora dov’era??? Starace è un ‘81 di cui si dice che da ora in poi cercherà di progredire anche sul duro, sì, aspetta un altro pò, tra un paio d’anni al massimo comincia l’inevitabile parabola discendente….
    Ovviamente non credo che questo sia colpa di Potito, né di Rianna, che anzi ha fatto un ottimo lavoro, però il problema c’è ed è macroscopico; sono intimamente convinto che uno con le qualità di Starace, se si fosse chiamato Starovsky….si vabbè, con i se e con i ma….
    In conclusione due piccole parole sulla “bufera” di posts di questi giorni:
    -si possono esprimere concetti di grande efficacia e persuasione anche senza mettervi per forza una foga esagerata;
    - a me è sempre piaciuta ed ho sempre condiviso l’immagine che Ubaldo ha del blog, come di un circolo di tennis “virtuale” in cui i suoi frequentatori, cioè tutti noi, quotidianamente si trovano per parlare e scambiarsi opinioni su quella che è la nostra grande e comune passione per lo sport in generale e per il tennis in particolare, ora, se le cose stanno così, che senso ha starsi a scannare tra di noi???? certo, con qualcuno abbiamo più affinità e con qualcuno meno, come in un vero circolo, ma pur sempre la stessa passione coltiviamo….è un discorso troppo buonista??? sicuramente sì, ma vi assicuro che viene da uno che è abituato a vivere nella bagarre per circa dieci ore al giorno, tutti i giorni, qui dentro la bagarre me la risparmio volentieri…..
    Un abbraccio a tutti voi, appassionati come e più di me!!!

  195. roberto scrive:

    Scusate ma la lettera di Tropiano ai maestri del Lazio, riportata nel post che ho scritto prima, mi fornisce un assist troppo ghiotto…

    Scena da una qualsiasi scuola tennis romana, esterno giorno:
    Maestro: Luca, alza di più quel lancio di palla!
    Luca (11 anni, allievo): si maestro, ma così vado fuori tempo e faccio doppio fallo…
    Maestro: Andrea, alla fine dell’ora fermati 15 minuti con Luca e fagli fare qualche cesto di servizi!
    Andrea (21 anni, ex giocatorino di terza, sottopagatissimo palleggiatore della SAT): Si maestro, ci penso io! Ok Luca?

    Alla fine dell’ora, Luca e Andrea iniziano a fare il cesto supplementare di servizi, come chiesto dal maestro…
    Ma il lavoro si rivela più difficile del previsto, il ragazzo anticipa troppo l’entrata con la spalla, e se si alza la palla più in alto serve nel campo da calcetto alle spalle del circolo… L’inesperto palleggiatore non si rende conto del problema, e pensa “ma guarda che me tocca fa’, co ’sto regazzino impedito… e pe’ quei quattro euro che me danno…”
    Il ragazzino, dal canto suo, non si sta certo divertendo, è sempre più frustrato dei suoi tentativi a vuoto, e comincia a pensare al capitolo di storia da preparare per la mattina dopo, e a quel problema di matematica del quale non aveva capito nulla…
    …altri tre minuti, e il ragazzo è sotto la doccia.
    Sul campo resta, malinconico, il cesto di palle, ancora pieno per metà…

    Non mi dite che non avete mai assistito a una scena così!

    E’ da un ambiente formativo e culturale di questo tipo che vengono fuori gesti di servizio come quello di Volandri (anche se ovviamente lui non ha mai fatto la SAT, ma il concetto è lo stesso…).
    E Volandri è solo la punta dell’iceberg.
    Dietro di lui ci sono i casi, tra gli altri, di Vagnozzi, di Cipolla, di Lorenzi, tutti ottimi giocatori, gravemente penalizzati dalla debolezza della loro battuta.
    Ora che giocheremo in Davis con la Croazia sul veloce proveremo tutto il dolore che proviene dal non saper servire bene, come invece sanno fare, dall’altra parte dell’Adriatico, i valorosi, indomiti tennisti Dalmati.
    Ma voi direte: per forza che servono bene i Croati, sono tutti alti quasi 2 metri…
    E allora io vi rispondo: bene, invece di passare l’Adriatico, passiamo le Alpi:
    negli ultimi anni i nostri cugini francesi hanno prodotto parecchi giocatori di statura non elevata. Tre nomi per tutti: Grosjean, Clement, Santoro.
    Servono come Volandri?
    Chiudo con una provocazione, magari un po’ visionaria:
    Se Flavio Cipolla fosse nato a Marsiglia, anziché a Roma, dove sarebbe ora? A mio parere starebbe tranquillamente, da un pezzo, nei primi 100, forse nei primi 50 giocatori del mondo, e i giornalisti transalpini lo chiamerebbero “le noveau magicién”…

  196. Stefano Grazia scrive:

    anche chang e marcelino rios (170 e sblisga di altezza) servivano piuttosto bene…ricordo che in un match contro sampras chang, usando il manico più lungo della sua prince, fece più aces (una ventina) di Pistol Pete che raccontò poi divertito: non mi sarei mai immaginato di dover fare a gara di aces con Michael…

  197. Stefano Grazia scrive:

    Dimenticavo: grandissimo Fabrizio Tropiano…(che bello se davvero leggesse il nostro Blog!)
    Ma, e qui chiedo anche a Stefar, secondo te i Maestri come l’hanno presa?

  198. pibla scrive:

    La penso esattamente come Roberto, i nostri giocatori professionisti si portano dietro, nei colpi di inizio gioco, le lacune tecniche ereditate quando erano bambini, che dire ad esempio di Starace che è uno dei giocatori più alti del circuito e che ha un servizio niente più che sufficiente-buono, secondo voi esiste un giocatore così alto che serve peggio di Starace, secondo me no e se vogliamo questo esempio è ancora più eclatante del servizio di Volandri, e che dire poi di Seppi, altro ragazzo di bella statura, che per il livello a cui è, gioca una seconda assolutamente ridicola su cui, nei campi veloci, viene regolarmente “massacrato” dall’avversario, per non parlare poi di Bolelli che invece ha un buon servizio, ma su cui, con ogni probabilità, si è lavorato maluccio a livello fisico per cui ha ereditato una reattività fisica e muscolare davvero scarsina che si ripercuote sulla sua risposta e che fa sì che ogni giocatore che incontra su di una superficie rapida sembra che abbia un servizio devastante…..il giorno che gli capiterà di incontrare un Isner o un Karlovic sul veloce, magari a Wimbledon tre su cinque, si batterà sicuramente il record degli aces fatti in un singolo incontro!
    Vorrei a tal proposito concludere con un esempio che mi riguarda e che è emblematico di come venivano cresciuti tennisticamente i nostri bambini:
    cominciai a frequentare una scuola tennis ad otto anni e siccome a scuola ero mancino mi venne naturale impugnare la racchetta con la sinistra anche se a pallone ero tutto destro.
    Dopo quasi un anno che si giocava, e che ci avevano già abbondantemente insegnato diritto e rovescio, ci insegnarono il servizio.
    Ci misero tutti sul campo (circa venti-venticinque bambini), ci fecero posare le racchette, e dalla linea di fondo ci chiesero di tirare il più forte possibile una pallina da tennis, come fosse un sasso, con il braccio con cui giocavamo a tennis.
    Quasi tutti i bambini con il tiro superavano agevolmente la rete di metà campo, la maggior parte arrivava più o meno tra la linea del servizio ed il fondo del campo, i più bravi con il lancio arrivavano alla fine del campo di là o addirittura alla rete di protezione che stava alla fine del campo.
    I miei primi due lanci furono debolissimi e rimbalzarono addirittura nella mia metà campo, il maestro rimase stupito e, sapendo che giocavo benino e credendo non mi impegnassi, mi esortò ad impegnarmi di più e a tirare più forte, appuntando l’attenzione tutta su di me. Io, già parecchio intimidito dalla situazione, misi tutta la forza che avevo ed anche di più ed il mio lancio non rimbalzò, come gli altri due, nella mia metà campo ma si fermò sulla rete di metà campo senza andare di là. Il maestro mi disse che non era possibile che io tirassi così piano e mi disse “scusa, ma tu come lo tiri un sasso, lo tiri in quel modo lì?? dimentica il tennis e fammi vedere come tiri un sasso”.
    Allora io, ansioso di riscatto dopo le figurette fatte davanti a tutti gli altri bambini, presi una pallina con la mano destra e la scagliai lontanissimo, dove erano arrivati solo un altro paio di bambini, il commento del maestro fu del genere che quella per me era una fregatura e che avrei sempre avuto un servizio debole (e non solo debole, aggiungo io, ma anche foriero di problemi per una spalla che si è poi rivelata non in grado con gli anni di reggere un movimento così violento e traumatico).
    Ma certo che è una fregatura aggiungo io, se tu maestro il giochino della pallina ce lo fai fare alla fine dell’anno quando tutti siamo già impostati è chiaro che è una fregatura….se invece, dando maggior importanza al servizio, tu avessi fatto quel giochino fin dal primo giorno di lezione, magari avresti scoperto che per un bambino come me tenere la racchetta con la sinistra o con la destra sarebbe stato più o meno uguale, ma che con la parte destra del braccio-spalla avevo molta più potenza che con la sinistra e magari quel bambino lo potevi impostare destro con un gran servizio invece che sinistro, con una buona manina, ma con un servizio scarsissimo come poi sono stato io…..
    Io ovviamente non sarei mai stato un gran tennista e quindi chi se ne frega se poi sono rimasto mancino, ma certo che episodi come questi la dicono lunga sull’attenzione che in alcuni circoli veniva messa sui bambini che si avviavano al tennis….e poi ci lamentiamo delle evidenti lacune tecniche dei nostri giocatori migliori…e ti credo!!!

  199. Nikolik scrive:

    Non siete un po’ troppo severi con i nostri cari, carissimi, indimenticabili maestri di tennis?
    Crudeli!
    Ad esempio, come posso dimenticarmi di Pierino?
    Pierino è stato il mio primo maestro di tennis, con tanto di targa federale: ogni giorno portava al campo, a noi bambini, una sleppa di focaccia con la mortadella.
    Certo, a insegnarmi il servizio non era granché, ma è stato lui a farmi divertire ed a farmi amare questo sport.
    Insomma, ma che pretendiamo dai tanti Pierini dei nostri circoli? Poco si deve pretendere.
    Ugualmente, non puoi pretendere dal prof. di italiano alle medie che insegni a tuo figlio a diventare poeta: è sufficiente che gli insegni il congiuntivo. Ugualmente, non puoi pretendere dal tuo medico di famiglia che ti curi una rarissima malattia. Lui va bene per il mal di gola, devi andare da uno specialista.
    E’ tutta una questione di livello. a me bastava Pierino, come a milioni di altri nostri ragazzini, che non hanno alcuna intenzione di diventare campioni. La nostra federazione, giustamente, ci garantisce un Pierino a tutti, se vuoi di più, devi andare da uno specialista. La federazione deve pensare al movimento, non solo e non tanto ai piccoli campioni che vogliono emergere.
    Se hai un figlio campione, devi portarlo tu da un maestro migliore, se ci tieni, similmente a quando, se si ammala di polmonite, lo porti da un vero specialista di malattie polmonari.
    Pierino non mi ha mai insegnato il servizio, diceva che faceva male alla schiena dei bambini allenarlo troppo. Tanto aveva visto che campione non sarei mai diventato. Però mi ha insegnato a tenere in mano una racchetta, mi diceva di tirare sempre là dove non c’era l’avversario (”non ti far fregare da chi dice che è meglio il contropiede”, mi diceva), mi ha insegnato che ti devi scusare se prendi il net, a non sputare contro l’avversario antipatico durante il cambio di campo, insomma, mi ha insegnato l’a,b,c, appunto quello che a lui si chiedeva.
    Mi sono divertito un sacco.
    Ora, al posto dei suoi campi da tennis, c’è un lussuoso condominio.
    Pierino, mi manchi, e questi hanno il coraggio di criticarti.

  200. Polidori Carlo scrive:

    E’ molto difficile poter intervenire sul tema scaturito dall’articolo di Fabrizio Tropiano (presidente com reg Lazio), ma mi è piu’ difficile rimanere in silenzio.
    Sull’articolo ho due cose da dire: la prima è tecnica; sono d’accordo con lui, i nostri allievi o atleti dedicano troppo poco tempo a molte cose, primo fra tutte, il servizio. La seconda invece è di metodo, se un presidente che è stato un ex seconda puo’ dire alla categoria dei maestri come si deve fare per ……..allora qualunque maestro che vive da molti anni il suo club, il suo comitato o la sua federazione puo’ dire alla categoria dei dirigenti come potrebbero organizzarsi per fare meglio.
    La mia vuole essere una provocazione. In Italia siamo il paese dove si parla di piu’ e si fanno meno fatti.

    Ma vorrei scambiare con i frequentatori del blog facendo arrivare come mi approccio ad un’atleta under che seriamente si avvicina all’attività pro.
    Quello che segue è il mio modo di lavorare.

    Nel gioco del tennis, l’allenamento giovanile dovrebbe essere principalmente indirizzato verso il raggiungimento di elevate prestazioni nell’età della massima capacità. Età della massima capacità che sarà da definire.
    L’ATP ci dice che è tra i 20 ed i 26 anni.
    Per le donne è tutto molto più precoce. In particolare vorrei sfatare un mito secondo il quale la “ donna mediterranea” matura tardi . E’ vero esattamente il contrario. Studi, neanche tanto recenti hanno mostrato che debitamente condizionate “arrivano” a prestazione, prima.
    Determinata l’età della massima prestazione si potrà pianificare un lavoro a medio- lungo termine.
    Risultati di alto livello possono essere raggiunti solo se nell’età infantile ne sono stati creati i presupposti.
    L’allenamento giovanile deve tener conto dell’aspetto biologico dei giovani atleti,(quella che conta è l’eta’ biologica non quela cronologica !) ma anche del ritmo di sviluppo della prestazione nel mondo del tennis, che presuppone il raggiungimento di particolari obiettivi già in età giovanile.

    Punti fondamentali del mio pensiero:

    1. Motivazioni del giocatore e dell’allenatore
    2. Definizione degli obiettivi per l’atleta, con l’atleta
    3. Valutazione generale del giocatore
    4. Programmazione delle gare
    5. Programmazione dell’allenamento
    6. Tornei (sopratutto come verifica)
    7. Allenamento in funzione della verifica

    Per la valutazione del giocatore normalmente considero:

    1. Analisi antropometrica
    2. Analisi bio-chimica
    3. Valutazione posturale
    4. Valutazione psicologica
    5. Test atletici
    6. Valutazione tecnico-tattica (anche attraverso video)
    7. score (analisi del match)
    8. Anzianità di allenamento
    9. Considerazioni sulle esperienze precedenti di gara, come quantità e come qualità.

    Tutte queste valutazioni (che preferisco chiamare numeri) servono per aumentare le possibilità di organizzare una buona programmazione e per assistere al meglio il nostro atleta. A seguito della valutazione funzionale, l’allenatore potrà organizzare la programmazione dei tornei adeguata per migliorare il rendimento del giocatore, e di conseguenza la programmazione dell’allenamento.

    Come sono giunto alla definizione di obiettivi?
    In maniera assolutamente personale mi sono immaginato un percorso ideale del nostro giocatore a ritroso.
    Ipotizzando che a 20 anni il giocatore dovrebbe essere almeno tra i primi 100 del mondo
    A 19 anni dovrebbe essere dentro 300 del mondo
    A 18 anni dovrebbe essere dentro 500 del mondo
    A 17 anni dovrebbe essere dentro 900 del mondo
    A 16 anni dovrebbe giocare tornei ITF U.18 (anche del gran slam), satelliti, entrare in classifica mondiale
    A 15 anni dovrebbe giocare con buoni risultati tornei E.T.A U.16, I.T.F U.18 e iniziare a frequentare satelliti
    Per poter ottenere questo, ho valutato le caratteristiche e le qualità che servivano per giocare a quel determinato livello,
    cercando di avvicinarmi, con gli atleti che stavo assistendo, al modello di prestazione.

    Sulle Capacità coordinative sono stati scritti una infinità di libri, il problema non è nell’eventuale lettura che mi auguro che tutti abbiano avuto il tempo di fare, ma nell’utilizzo e nell’attenzione con cui, le suddette capacità vengono proposte.
    Non mi piace essere esterofilo, ma viaggiando ed osservando il modo di lavorare dei paesi più evoluti tennisticamente parlando, la differenza che mi appare più evidente riguarda l’educazione della persona e le motivazioni nel mettere in pratica le conoscenze acquisite. Per migliorare la situazione attuale in Italia, darei una migliore educazione sportiva coinvolgendo maggiormente le famiglie; sono consapevole che la situazione attuale della scuola non sta creando i necessari presupposti, ma penso che ciascuno di noi all’interno della propria organizzazione può fare molto per migliorare questo aspetto ormai purtroppo consolidato.
    Non tenterei di risolvere il problema a livello nazionale ma bensì partendo dal “piccolo”.

    La programmazione delle gare è un momento estremamente delicato che deve essere fatto di fronte a tutti i calendari delle gare (Fit, Eta, Itf, WTA/ATP) a cui vogliamo far partecipare il nostro atleta.
    Il principio che mi fa decidere per una serie di tornei piuttosto che per altri è sempre dettato dalla “direzione” verso la quale vorrei accompagnare l’atleta in questione.
    Il primo obiettivo che mi pongo è rappresentato dal numero di partite che intendo far giocare al mio atleta.
    Di conseguenza dovrò ipotizzare quanti tornei dovrà giocare per raggiungere quel numero, ipotetico di partite.

    La programmazione dell’allenamento è altrettanto delicata.
    Personalmente faccio l’elenco delle situazioni che considero importanti o che l’atleta mi mette in evidenza come tali.
    Poi cerco di pianificare quanto si è evidenziato all’interno del tempo che ho a disposizione.
    Normalmente più è alto il livello di qualificazione e meno tempo avremo a disposizione per l’ allenamento “invernale”.
    Dovremo poi considerare i periodi di gara, ed i vari momenti di richiamo.
    Considerata la particolarità della stagione tennistica, molte volte ci potremo ritrovare a fare dei microcicli particolari, anche solo di pochi giorni.

    Tornei come verifica.
    Soprattutto a livello giovanile, il torneo è da considerare un grande momento di verifica, sotto molti punti di vista.
    Normalmente cerco di dare un compito per ogni partita, anche se durante la partita vado a vedere cosa succede anche in ambiti non richiesti.
    Durante i tornei di solito, forse perché l’attenzione aumenta, la qualità e la quantità delle cose apprese è superiore al periodo preparatorio. È compito dell’allenatore annotarsi durante le partite del proprio allievo/a quante più cose possibili in modo di porre gli appropriati aggiustamenti nel gioco del ragazzo/a.
    La tattica spesso è correlata con l’aspetto psicologico, se abbiamo di fronte un ragazzo con forte personalità quasi sicuramente sarà a suo agio con un gioco aggressivo, se abbiamo di fronte un ragazzo più introverso potrebbe essere più a suo agio con un gioco di controllo, il nostro compito comunque è quello di aiutare l’allievo nel prendere decisioni (decision making), per fare questo dobbiamo sviluppare situazioni di gioco adeguate. Quando l’allievo fa un errore tattico occorre subito rilevarlo e farlo riprovare sulla stessa situazione di gioco.

    Naturalmente gli obiettivi che diamo loro devono essere raggiungibili in modo che ci sia l’aspetto “riuscita”. Il ragazzo finito ogni allenamento dovrebbe mettere un piccolo “mattone” per costruire i “muri della propria casa”. Il concetto della costruzione di un atleta si può assimilare a quello di una casa, per costruire una casa occorre un progetto poi la costruzione parte dalle fondamenta e della struttura portante, passa per i muri per arrivare al tetto. Il progetto è la pianificazione del lavoro, le fondamenta sono le basi tecnico-tattiche la struttura portante è il supporto atletico, i muri rappresentano la crescita dell’atleta infine il tetto è il coronamento del progetto.
    La presenza dell’allenatore è fondamentale durante il match.
    La ripresa video aiuta ad analizzare molto meglio quando si riguarda finito il match.
    Anche lo score game ci aiuta ad analizzare quanto è successo durante il match e a capire dove lavorare per migliorare.
    Quando e come parlare con l’atleta è molto soggettivo; varia da giocatore in giocatore.
    Il nostro compito è sicuramente quello di rispettare i tempi e le modalità dell’atleta.

    Saluti a tutti
    Carlo Polidori

  201. Stefano Grazia scrive:

    Molto simpatica, oserei dire poetica (alla Marcos?), l’Elegia di Pierino di Nikolic…Sontuosa e interessantissima la del Maestro Polidori-al che mi domando: ma perchèa allora ce l’ha sempre con me? Io mi svenerei per avere un Coach come lui…il fatto è che un Coach come lui è probabilmente fuori portata per i più di noi, un Coach come lui SCEGLIE, non viene scelto…Quanti allievi ha al momento? O meglio, quanti Maestri e/o Coach sono come lui, si possono permettere di essere come lui, o ci possiamo noi permettere come lui?
    In definitiva, ci vogliono sempre i Maestri come Pierino per l’avviamento al tennis e per quelli che continueranno senza pretese, ma ci vorrebbero anche molti, moltissimi Maestri come Carlo polidori per quelli che, almeno per un attimo, almeno per un momento, vogliono correre a vedere il colore del vento (De Andrè, questa è per Marcos)

  202. Polidori Carlo scrive:

    Caro Stefano
    non ce l’ho con te. Anzi. Questo blog mi piace perche’ riunisce molti genitori e qualche insegnante. Mi auguro che sempre piu’ insegnanti si facciano avanti e vengano a confrontarsi.

    il modo del tennis è formato da tante figure: atleti genitori insegnanti dirigenti giudici arbitri giornalisti manager ect ect
    capisco che la giovane eta’ dei vs figli vi faccia analizzare solo il primo step quello che si affronta con il maestro ma provate a pensare a quello che succede negli step successivi …..
    Vorrei chiedere aiuto a Fulvio Fognini, (che saluto !!) lui puo’ aiutarci.
    Insomma voglio continuare a difendere la classe insegnante ma i problemi del tennis nazionale non sono tutti responsabilità dei maestri …………..

    Posso fare alcune domande a tutti i frequentatori di questo blog ??
    SE IL TENNIS NAZIONALE HA DEI PROBLEMI (domanda n°1) CHI HA LE RESPONSABILITA’ MAGGIORI (domanda n°2) e QUALI SONO LE POSSIBILI SOLUZIONI (domanda n°3) ??

    Grazie alla prossima
    Saluti a tutti
    Carlo Polidori

  203. roberto scrive:

    Bellissimo, quasi toccante, il racconto autobiografico di pibla alle prese con il servizio.
    Sono invece in totale disaccordo con Nikolik, pur apprezzando il suo post sotto il profilo letterario…
    Ma come Nikolik, io ti pago per insegnarmi a servire, e tu mi porti la pizza con la mortadella?
    E allora se mi iscrivo ad un corso di inglese devo essere contento se invece di insegnarmi i verbi mi fanno giocare a monopoli…
    A mio avviso esiste un livello minimo di professionalità che tutti i maestri, anche quelli del circolo sotto casa, anche quelli che non produrranno mai campioni, devono possedere. Altrimenti la targa che cavolo ce l’hanno a fare?
    E le lacune tecniche che emergono a causa di un insegnamento insufficiente, non possono essere in alcun modo compensate con le virtù morali, perché poi, quando sei in campo, sei da solo e se sulla tua seconda palla di servizio il tuo avversario si diverte come ad una festa da ballo, non sarà con le buone maniere che ne verrai fuori, a tutti i livelli, nei tornei pro, in quelli di seconda, in quelli di terza fino ad arrivare al torneo sociale del Roccacannuccia tennis club.
    Ma noi siamo italiani, ci affezioniamo… si va bé, questo palleggiatore non sarà un fenomeno sulla parte tecnica, però è simpatico, con lui i bambini ci stanno volentieri, è pure un bel ragazzo, ma sì, diamogliela ’sta targa…
    Siamo gente di buon cuore…
    Ed ecco un’altra crepa nel sistema.
    E poi, alla guerra, invariabilmente ci spazzano via.
    Del resto il generale tedesco Erwin Rommel, la leggendaria “volpe del deserto”, uno che ci conosceva bene, diceva “i soldati italiani sono delle bravissime persone, ottimi camerati, sempre allegri, volenterosi, gentili e servizievoli… Peccato che tendano ad esserlo anche con il nemico… Del resto gli italiani, si sa, non sono fatti per la guerra…”

  204. gomma scrive:

    Buongiorno a tutti!!!!!
    Sono quasi due giorni che mi sono imbattuto in questo blog davvero interessante. L’argomento per me è di purissima attualità e nn sto a raccontarvi il perchè. Trovo spunti interessanti, altri meno. Io onestamente sono alla ricerca di argomentazioni che mi possano aiutare a capirci sempre di più, a continuare la mia formazione, a smussare o cambiare alcuni pensieri fermi.
    Partendo da questo, credo fermamente che anche senza essere addetti ai lavori, si possa capire qualcosa di questo pazzesco mondo che è il tennis.(pazzesco in senso positivo). Per capirci qualcosa c’è bisogno di formazione, che nn vuol dire necessariamente frequentare un qualsiasi corso da tecnico, ma dal mio punto di vista significa leggere, studiare, confrontarsi, vedere ecc.
    Ci sono moltissimi tecnici che una volta raggiunta una qualsiasi qualifica interrompono la loro formazione, intraprendendo un’unica e sola strada senza provare a capire se è la strada migliore.
    In parole povere sto parlando di passione!!!!
    A questo punto ( forse ho scritto un pò troppo!!!) chiederei a voi uno scambio di materiale, links, quant’altro voi avete trovato davvero interessante per migliorare la vostra formazione.
    Qui nn parlo solo ai tecnici, ma anche ai genitori che giustamente giudicano l’operato di altre persone.(per giudicare o consigliare però bisogna almeno sapere di cosa si parla!!!!!!nn credete).
    PARTO IO CON UN LIBRO SECONDO DAVVERO IMPORTANTE NELLA FORMAZIONE PER QUALSIASI DISCIPLINA SPORTIVA:
    “APPRENDIMENTO MOTORIO E PRESTAZIONE”

  205. Nikolik scrive:

    A parte il fatto che Pierino non portava, a noi bambini, la pizza con la mortadella, ma la focaccia con la mortadella, dove Roberto sbaglia è quando afferma che Pierino era pagato per insegnarmi a servire.
    No, no e no, Roberto, per niente, i miei genitori non pagavano (pochissimo, peraltro) Pierino per quello, lo pagavano affinché lui mi desse un’educazione sportiva e mi facesse fare dello sport sano, indispensabile per un bambino.
    Nonostante ciò, se io avessi avuto talento, tutti se ne sarebbero accorti lo stesso, immediatamente. Ma siccome, sinistramente, tendevo ad allenarmi nel campo che, prima di ogni altro, andava in ombra, all’evidente fine di sudare meno, nessuno mi ha mai considerato una concreta speranza per il tennis italiano.
    Insomma, se avevo talento, è chiaro che sarei passato ad un maestro che poteva dedicarmi più tempo ed attenzioni (e che, naturalmente, avrei dovuto pagare ben di più). Tutto lì, tutto regolare, direi.
    In buona sostanza, per me e per le mie capacità ed attitudini, Pierino era anche troppo, sarebbe bastato molto meno.

  206. STEFAR scrive:

    a STEFANO GRAZIA e CARLO POLIDORI

    sulla lettera di Tropiano:

    Non so come l’hanno presa i maestri del Lazio,magari mi informo presso qualche amico,pero’….direi di valutare con un senso positivo sia la lettera che la fondazione della CASA LAZIO come un primo passo verso la creazione di tanti centri federali periferici,dipendenti magari da tirrenia per favorire metodi di insegnamento e di studio comuni e scientifici,con i mezzi e le apparecchiature tecnologiche a disposizione di tutti gli insegnanti che ne volessero usufruire.

    Ricordo e ripeto :

    La FRANCIA HA 26 CENTRI FEDERALI(DIVISI IN LIGUES) con ciascuno circa 10 campi coperti e non ……..sarebbe come se il comitato toscano,tanto per fare un esempio,avesse 10 campi coperti,palestra e quant’altro,anziche’ a malapena un paio di uffici….

    Caro Carlo,
    cerchiamo di non essere inutilmente polemici o negativi stabilendo i paletti del nostro orticello…..non mi pare che la lettera contenesse motivi di pregiudizi o imperativi,era soltanto un invito,giusto secondo me ,a curare un po’ piu’ l’aspetto del servizio,colpo iniziale al pari della risposta in uno sport che conta a volte 2/3 scambi massimo (sul duro) e sovente 6/7 scambi in media (sulla terra).

    Molto meglio dell’assoluto immobilismo di altre regioni …..ricorda …DIVIDI ET IMPERA dicevano i romani …invece uniti si vince.

  207. egizio scrive:

    Caro Carlo, è un piacere incontrarti sul blog! Non posso non rispondere a domande cosi invitanti e così facili. Facili, oltre che per l’ovvietà delle possibili risposte anche per la “leggerezza” dei nostri temi. Ci dobbiamo considerare dei privilegiati a commentare temi del genere mentre altrove si compiono ben altre tragedie: ringrazio pubblicamente Ubaldo per il suo tentativo coraggioso di elevare quando possibile questo blog con temi al di fuori del nostro dorato mondo virtuale.

    Veniamo alle domande di Carlo:
    1) SE IL TENNIS NAZIONALE HA DEI PROBLEMI (domanda n°1) _ Risposta: immagino che vorresti sapere quali siano i problemi secondo noi. Bè, ora come ora credo che la situazione non sia così drammatica come qualche anno fa. La federazione bene o male credo che qualche merito ce l’abbia. Ma se debbo indicare dei problemi non ho problemi buttare giù il seguente elenco:
    a) Insufficiente diffusione televisiva in chiaro del tennis
    b) Molti maestri che “operano” sono allo sbando. Credo si sentano abbandonati, non guidati e tirano a campare. Fanno del loro meglio per mantenersi i loro giovani clienti che hanno e cercano di portarsi la “giornata” a casa. _ ma non mi sento di criticare loro pesantemente
    c) poca diffusione nelle scuole e in centri di aggregazione come oratori ecc. Il mini tennis può essere molto utile dove ci sono spazi ridotti
    d) il tennis va avanti troppo per iniziativa dei privati, che investono tanto e questo porta a squilibrare, a volte, a inquinare l’equilibrio fra il “triangolo” genitore-alievo-coach
    e) parliamo di “triangoli”. Si tende a sottovalutare troppo proprio l’equilibrio fra questo virtuale “triangolo” di personaggi. Si tende troppo a dar importanza alla tecnica che si, è importantissima, ma non è, a mio avviso, l’elemento discriminante.
    f) il tennis viene finanziato dai privati. Quindi c’è anche una naturale selezione di persone e ceti. Il tennista che proviene da ceti benestanti non è attrezzato, a mio modestissimo parere, per lottare da solo sul campo da tennis contro colleghi stranieri ben più corazzati, motivati e solidi. Come ho detto altre volte le famiglie “bene” tendono troppo ad ovattare l’ambiente del futuro combattente.
    g) la preparazione atletica a livello giovanile non è spesso adeguata, anche per colpa dei stessi giovani, poco inclini a soffrire e dei stessi genitori dei giovani, molto protettivi.
    h) sono pochi i tecnici di qualità
    i) numericamente sono ancora pochi i ragazzi che provano a praticare seriamente questo sport. E ti credo, se andiamo avanti con istruttori “pizza e fichi”… che si pretende??

    2) CHI HA LE RESPONSABILITA’ MAGGIORI (domanda n°2)
    Le responsabilità sono un po’ di tutti. I nostri tempi hanno strozzato il tennis, che è sempre meno collocabile ad esempio nei palinsesti televisivi. Gli interessi economici mano a mano strozzeranno sempre di più tutti gli sport o per lo meno ne modificheranno le abitudini. Berlusconi, ad esempio, arriva a dire (e manda a far dire) che la Champions League è più importante del campionato…quindi: il Milan snobba il campionato! Tornando al tennis mi raccontava il buon Baccini, che anni fa un dirigente Mediast fu quasi cacciato per essersi preso la responsabilità di mandare in onda la maratona di oltre cinque ore del Foro Italico. Certo sarebbe facile puntare il dito sulla federazione, che sicuramente ha le sue responsabilità, ma credo che il fenomeno sulla mancata crescita del nostro tennis vada analizzato con più attenzione

    3) QUALI SONO LE POSSIBILI SOLUZIONI (domanda n°3) ?
    Partirei con cose semplici. Numericamente si deve essere di più. La federazione si darà anche da fare ma non credo di insultare nessuno se dico che si dovrebbe fare di più. Il progetto di Alberto Castellani di qualche anno fa (in sostegno alla corsa da presidente federale di Luigi Tronchetti Provera) era egregio. Aumentare la diffusione, elenco solo un punto, tramite la sinergia di “regione” e scuole è un’idea banale, ma credo efficace. Viene fatta attualmente questa cosa? Non so che qualcuno mi risponda…
    Si devono trovare le risorse, come farlo non è mio compito, di favorire e finanziare l’attività dei giovani più promettenti. La federazione Golf, ad esempio, fa molto di più in merito. Un folto gruppo di ragazzi vengono seguiti e finanziati durante le loro attività. Mi riferisce un altro illustre genitore di una promessa (speriamo!) azzurra, che alcune strutture pubbliche sono utilizzate per costituire dei team privati… non vengono utilizzati dunque per avvantaggiare atleti più meritevoli… sarà vera questa cosa? Mha indagherò… Per ultimo, ma non meno importante: si deve far crescere il numero di tecnici di qualità! Sei d’accordo Carlo?
    Ah dimenticavo. Quel giochetto che si chiama Mini-tennis, che so che ha molte varianti, può davvero tornare utile per la diffusione (specie negli oratori ad esempio) del suo fratello maggiore. Si vendono dei kit smontabili. Ricordo un signore di un’umanità straordinaria, che si chiamava Giancarlo Nitri, che per oltre un ventennio ha lottato _ credo invano _ per dare dignità e ruolo a questo “giochetto”…

  208. thomas yancey scrive:

    L’affermazione di Rommel, tanto appropriatamente riportata da Roberto, è una fra le migliori descrizioni che io conosca del carattere degli italiani. Il nostro popolo discende direttamente dall’antica Roma. Una civiltà potentissima, quella romana, dalla quale trae origine l’intero mondo moderno. Questo impero, dominatore massimo nell’antichità, fu minato alle fondamenta dall’azione di un solo uomo: Gesù Cristo, il paradosso più grande che la storia abbia conosciuto. In meno di tre anni, la dottrina di questo umilissimo carpentiere crea le premesse per il crollo dell’Impero romano e perché la società civile che seguirà diventi di fatto cristiana, quindi sua seguace.
    Gesù appare in una terra che i dominatori di allora definivano la più tetra e la più pericolosa per le altre, un luogo che era soltanto una “spregiatissima accolta di schiavi” (Tacito). Per trent’anni nessuno sa chi sia, eccetto due o tre persone, silenziose quanto lui. Trascorsa quest’età, compare in pubblico e inizia la sua azione. Non si rivolge ad accademici, esteti, politici, ma solo a povera gente, pescatori, contadini, meretrici e reietti d’ogni genere. E’ chiaramente un uomo che conosce alla perfezione la tragedia dell’esistenza umana. Il suo intento è fornire una ragione di vita ai derelitti, agli oppressi. La sua dottrina non è filosofica né politica: si fonda piuttosto su quanto è stato rigettato da tutte le filosofie e da qualunque forma di pensiero precedente. Per Gesù Cristo è bene tutto ciò che il mondo ritiene un male; quel che per il mondo è bene, per lui è male. Essere poveri, sottomessi, umili, sopportare offese e prevaricazioni, sono giudicati un grande male dal mondo: per Cristo sono sommi beni. Quel che è giudicato felicità per il mondo, come ricchezze e onori, il dominio sugli altri, sono per Gesù il pericolo e il male più grande che possa affliggere l’uomo. Cristo è l’autentica antitesi del mondo.
    Per lui la vita sulla terra non ha alcun senso in sé, non essendo altro che un fatto soltanto doloroso ed evidentemente transitorio. L’esistenza umana non ha soluzioni adeguate. Per Cristo, la terra è una dimora devastata e provvisoria: la vita ha il solo valore di costituire il punto di partenza verso la “Dimora” per eccellenza, il Regno di Dio.
    La guerra che scaturisce fra il regno del mondo e quello di Dio è inesorabile quanto accanita. A mio modestissimo parere anche irrisolvibile e può comporsi esclusivamente in una questione di fede: credere o meno ad uno dei due regni.
    Il punto nodale è l’estrema difficoltà di affidarsi completamente ad uno dei due regni, così opposti da essere antitetici: l’uomo riesce ad amare completamente solo se stesso, sa fare ciò che è utile e piacevole unicamente per lui? Oppure riesce ad amare prima di tutto Dio e poi tutti i suoi simili, a cominciare dai più malefici e inutili, sa fare il bene a chi fa il male, riesce a dare tutto ciò che ha senza risparmio e senza alcun odio, perché non dare e odiare sono le massime avarizie?
    Credo esistano pochissimi esseri umani che sappiano compiere completamente questa scelta: quelli che definiamo demoni, come i dittatori più feroci, per esempio; e quelli che chiamiamo santi, come coloro che si sono spogliati di ogni bene terreno per dedicarsi a Dio.
    Tutta l’altra umanità, così tanto più immensa, si dibatte in questa contraddizione. Talvolta propende per un regno, talaltra per l’opposto. Cercando molto spesso di conciliare entrambi.
    Noi italiani abbiamo nel sangue i tanti secoli del dominio romano, ma siamo stati fra i primi seguaci di Gesù. La società stabile istituita da Cristo, la Chiesa, ha avuto il suo centro per eccellenza praticamente sempre a Roma. La contraddizione per noi è ancora più implacabile e di difficile soluzione. Non a caso siamo il popolo che si è riunito in Stato più tardi degli altri, senza però riuscire mai ad averne veramente il senso: tanti anarchici, anche molto bonari, ma che fanno comunque Stato a sé.
    Ecco perché siamo più ambigui degli altri.

  209. anto scrive:

    E intanto da lunedì il coluored afro-americano 18 enne Young ritoccherà il suo nuovo best ranking. Chissà che la stagione 2008 rappresenti la definitiva explosion di questo super reclamizzato giocatorino di colore!

  210. roberto scrive:

    Nikolik, tu mi devi scusare, io non me la volevo certo infangare la reputazione del tuo amato Pierino…
    Ma vedi, a differenza degli altri frequentatori di questo sub-blog, io non sono né un genitore (o almeno non ancora, ché mio figlio deve ancora compiere 3 anni, e credo che iniziare adesso sia un po’ troppo presto anche per la sua… mielina), né un maestro, né (come qualcuno ha più volte creduto) un dirigente FIT.
    Io sono solo un tifoso. Sì sono un tifoso, e molto passionale, che spera ardentemente di rivedere un giocatore italiano ai vertici di questo sport. Inoltre, pur essendo poco più di un modesto praticante, sono appassionato di tecnica e tattica, leggo libri, osservo giocatori, guardo filmati, parlo con i tecnici, (italiani e, quando posso, stranieri), e ho visto tante, tante partite.
    E in questi anni, le mie idee sul perché noi no e tutti gli altri si, me le sono fatte, e le scrivo.
    Ma sono anni che studio, Nikolik, studio e aspetto. Ho seguito e seguo tutti i nostri ragazzini emergenti con trepidante speranza, bramando di riconoscere in qualcuno di loro le stimmate del campione.
    Dopo l’era Panatta, iniziai con Cancellotti, Nikolik, un perugino che proemtteva bene. Aveva un bel dritto, un buon fisico, serviva forte, ma qualcosa (la ruvidezza della mano? il rovescio scolastico, leggerino?) mi diceva che no, non sarebbe stato lui ad emulare gli immortali moschettieri azzurri degli anni ‘70.
    Poi mi imbattei in Cané ed in Pistolesi, Nikolik, ma subito mi dissi, fra me e me: non ci siamo, uno è troppo psicolabile e leggero, l’altro troppo muscolare, limitato…
    Tempo dopo, il mio sguardo osservava tristemente il gioco di gambe di un altro ragazzino bolognese, Omar Camporese, traendone pessimi auspici.
    Un giorno di primavera, al challenger del Parioli, vidi giocare un ragazzino napoletano, non ancora diciassettenne, che faceva il serve & volley, un certo Diego Nargiso. Lì per lì, mi brillarono gli occhi. Mamma mia, guarda che voleé di rovescio che c’ha questo, chissà quanto può vincere sul veloce… Ma poi osservai meglio, notai la lentezza negli spostamenti laterali, la debolezza del rovescio, gli appoggi sempre un po’ malfermi, e quel lampo di speranza mi morì dentro. Continuai a cercare.
    E via, anno dopo anno, i Pescosolido, i Caratti, i Furlan, i Gaudenzi, i Sanguinetti… Ma anche i Visconti, i Navarra, i Mordegan, i Pozzi, i Martelli, i Narducci, i Valeri, i Colombo, i Baldoni, i Galimberti, gli Eugenio Rossi, gli Sciortino, gli Allgauer, eccetera, eccetera… Tutti li ho visti, studiati, vivisezionati, e di tutti ho annotato, mentalmente, i pregi e i limiti. Per ognuno ho formulato una speranza, e per tutti la ragione, la fredda analisi, mi dava una risposta… Ahimé sempre negativa. Qualcuno ha fatto il massimo che poteva, qualcun altro non ha espresso in pieno il suo potenziale, qualcuno, promettentissimo, si è perso prima ancora di iniziare. Ma intanto, l’ultimo italiano a figurare tra i primi 10 nella classifica mondiale è stato Corrado Barazzutti, esattamente 30 anni fa…
    Mi sono stufato Nikolik, voglio un Campione. Uno con la C maiuscola. Ché il tempo stringe. E quindi sono diventato un po’ intollerante nei confronti del nostro sistema formativo. E me la sono presa con il tuo Pierino. Sorry.
    A Thomas Yancey. Sono contento che il mio spunto gli abbia ispirato il bellissimo post sulla natura del nostro popolo. Cerco di fornirgli un altro assist, stavolta citando Machiavelli:
    “Non è chi non veda come, fra i diversi popoli, gli Italiani, singolarmente presi, siano a tutti superiori per arguzia, prontezza di intelletto, laboriosità e ingegno. Ma quando si viene agli eserciti, gli italiani non compariscono. E tutto promana dalla debolezza dei capi”.
    Va bene così, maestro Carlo Polidori?
    Buona notte.

  211. marcos scrive:

    graecia capta ferum victorem cepit et artes intulit agresti latio…

    …ed era la grecia di atene, non quella di sparta!

    son contento che l’italia non sia un paese adatto alla guerra, anche dal punto di vista tennistico: qualche vincitore di slam l’abbiamo avuto lo stesso. e presto ne arriverà un altro…diamoci una decina d’anni, va bene?

    il problema non è essere preparati alla guerra: il problema è che noi e l’orgnizzazione siamo due entità agli antipodi.

  212. Nikolik scrive:

    Già, già, Roberto, un campione, uno di quelli che fa rinviare il TG1, no?
    Beh, mettiti il cuore in pace, sei accontetato, rilassati.
    Ce l’abbiamo.
    Non un campione, una campionessa, Corinna Dentoni, no? Entrerà tra le prime dieci.
    Coraggio, un po’ di fiducia, no?
    Tra l’altro, ha una bravissima “maestra”, Laura Golarsa, c’è da stare tranquilli.
    Ora non cominciare a dire che non sa servire.
    Le mie spie mi dicono che, nell’ultimo periodo, lo ha migliorato tantissimo.
    Alla prima occasione, valla a vedere giocare e raccontami se è vero.

  213. STEFAR scrive:

    a TUTTI:

    cerchiamo di stare al tema ,i saggi di storia o di filosofia andate a scriverli da un’altra parte ,qui si parla di rapporti tennistici genitori-figli,di problemi del tennis ,di come crescere al meglio tennisticamente e non i nostri figli,di maestri ,di palle, di racchette e di academies ……potrei anch’io annoiarvi con analisi aziendali,analisi S.W.A.T.(peraltro applicabili amche al tennis),bilanci o cose simili ma evito accuratamente ……

    E smettiamola di dare addosso solo ai maestri;ricordo a tutti che oggi per chiunque voglia diventare maestro nazionale deve affrontare una formazione che dura tre anni,con valutazioni periodiche ogni anno.E deve avere un diploma superiore e classifica minima ……gia’ rispetto al passato e’ un grosso progresso……..pensiamo piuttosto al ‘’sistema circolo”che non funziona piu’ per produrre giocatori….

  214. thomas yancey scrive:

    Pugno di ferro in guanto di velluto. E’ stato il primo pensiero che mi ha ispirato il tuo scritto, Roberto. L’affermazione di Machiavelli è inconfutabile, conoscendo la nostra storia. Una battuta che circola da decenni fra i militari statunitensi sostiene che il libro più breve esistente al mondo è quello che elenca gli eroi di guerra italiani. Siamo gente indolente, le nostre soluzioni ai problemi sono invariabilmente gli accomodamenti meno dispendiosi e dolorosi possibili, anche a costo del fallimento. Abbiamo generato un’infinità di ciarlatani capipopolo, sempre poi invariabilmente affossati per continuare a conservare qualche piccolo e meschino privilegio servendo qualche altro padrone.
    Alan Greenspan ha dichiarato qualche giorno fa che l’Italia sarebbe in grossi guai senza l’euro perché “avrebbe sicuramente svalutato, come ha fatto cronicamente in passato”. Eppure da noi c’è chi attribuisce alla moneta europea i nostri mali economici, semplicemente per salvare il proprio piccolo orticello senza fatica, a completo discapito della comunità. Evitiamo accuratamente qualsiasi confronto veramente impegnativo. Tiriamo a campare. Un colpo al cerchio e un altro alla botte. Anche quando abbiamo ritenuto, molto erroneamente, che la nostra convenienza fosse l’alleanza con la Germania di Hitler, siamo stati trattati come dei miserabili e ci siamo comportati come protagonisti di un’operetta.
    L’affermazione di Machiavelli, secondo la quale “tutto promana dalla debolezza dei capi”, mi ha riportato alla mente Sun Tzu e le sue massime immortali: “Non fare presagi e va oltre i dubbi delle superstizioni. Così, fino a quando la morte stessa non appare, nessuna calamità verrà temuta”. Oppure: “Come ottenere il meglio tanto dalla forza quanto dalla debolezza: questo è il problema che riguarda il corretto sfruttamento delle situazioni”. O ancora, una delle più efficaci: “Se è a tuo vantaggio, fa una mossa; se no, resta dove sei”.
    Si narra un aneddoto sulle capacità di condottiero di Sun Tzu. L’Imperatore Helu intendeva assumere il generale. Ma condizionò l’assunzione al superamento di una verifica. L’Imperatore chiese a Sun Tzu di dare una dimostrazione della sua abilità nel condurre le truppe, servendosi nella prova delle trecento donne appartenenti all’harem di Helu. Il generale accettò le condizioni dell’Imperatore. Compose due gruppi uguali di donne, al cui comando mise le due favorite dell’harem. Sun Tzu spiegò diffusamente i comandi che intendeva fossero eseguiti: l’ordine “avanti” significava che le donne avrebbero dovuto rivolgere immediatamente lo sguardo verso il proprio cuore; ai comandi “a sinistra” e “a destra” avrebbero invece dovuto guardare la mano sinistra nel primo caso, quella destra nel secondo; l’ordine “indietro” comportava l’obbligo di volgere l’attenzione alle spalle.
    Prima di passare all’attuazione pratica, Sun Tzu ripeté più volte la definizione degli ordini e li spiegò diffusamente. Poi ordinò alle donne di volgersi a destra, ma queste scoppiarono in una sonora risata. Sun Tzu, senza scomporsi, affermò: “Se le regole non sono chiare e le spiegazioni sono prive di fervore, la responsabilità è del generale.” Spiegò nuovamente molte volte gli ordini, quindi comandò alle donne di volgersi a sinistra. Queste proruppero ancora in una fragorosa risata. Sun Tzu disse: “Se le regole non sono chiare e le spiegazioni sono prive di fervore, la colpa è del generale; se dopo gli ulteriori chiarimenti non ci si conforma alle regole, la responsabilità è degli ufficiali”. Dopo tale affermazione fece arrestare le due favorite, ordinando la loro decapitazione. L’Imperatore stava seguendo direttamente la dimostrazione. Rendendosi conto che Sun Tzu intendeva far uccidere le sue concubine preferite, si rivolse al generale: “Mi sono convinto che il generale Sun Tzu sa impiegare ottimamente le truppe. Non posso essere privato di queste due concubine, altrimenti ne morirò di dispiacere. Desidero quindi che la loro vita venga risparmiata”. Il generale Sun Tzu gli rispose: “Il vostro servitore è già stato nominato generale in questa prova. Quando un generale comanda un esercito comunque composto, ha anche la facoltà di non accogliere alcuni degli ordini del suo signore, essendo unicamente sua la responsabilità del raggiungimento degli obiettivi”. Le due favorite vennero dunque decapitate senza meno. Sun Tzu nominò poi comandanti dei due gruppi di donne le concubine immediatamente inferiori per rango. Quando furono impartiti nuovamente gli ordini, le donne obbedirono accuratamente e in preciso assetto, senza fiatare.
    Sun Tzu comunicò allora all’Imperatore che le truppe erano pronte per essere passate in rassegna, e che potevano essere impiegate in qualsiasi modo lui avesse voluto, anche attraverso l’acqua o il fuoco. Helu lo congedò senza passare in rivista le truppe. Sun Tzu commentò: “L’Imperatore ama grandemente le belle parole, ma non sa metterle in pratica”. Helu si rese conto che Sun Tzu era un generale eccellente e lo assunse.
    Ritengo che Machiavelli si riferisse a uomini di tale tempra.

  215. thomas yancey scrive:

    I saggi di storia e filosofia forse servono a poco. Qualche rude sostenitore di questa tesi afferma infatti: “Divide et impera dicevano i romani… invece uniti si vince”. Una frase che la dice lunga sull’inutilità non solo della storia, ma anche del cervello. I romani dividevano gli altri, non loro stessi.

  216. roberto scrive:

    Un grazie a Thomas per il pregievolissimo post su Sun Tzu, il cui imperatore Helu mi ha fatto venire in mente l’avvocato Galgani.
    Mi scuso con Stefar, e con tutti gli altri, per aver innescato delle lunghe divagazioni di poco contenuto tecnico.
    Vedo però che marcos è stato il più pronto a coglierne il senso: senza una buona organizzazione, e senza capi che sappiano costruirla, non solo non si vincono le guerre (e speriamo di non averne più bisogno, per carità), ma nemmeno si costruiscono giocatori di vertice.
    A Nikolik: Corinna l’ho vista giocare l’ultima volta lo scorso anno. Ha sicuramente una gran testa da tennis, un buon senso geometrico e due fondamentali ben impostati. Sono molto contento che abbia migliorato il servizio, e spero che abbia messo, o che stia mettendo, qualche chilo in più di muscoli. Concordo sulla Golarsa, mentre non essendo conterraneo di Corinna, come te, non mi sento di predire alla ragazza un futuro da top 10, anche se, come dici tu, sperare non costa nulla e fa passare il malumore…

  217. Stefano Grazia scrive:

    Pur apprezzando moltissimo, e l’ho scritto più volte, i pezzi squisitamente colti e stilisticamente perfetti di Thomas Yancey, non posso che concordare con Stefar…anche perchè poi io devo scrivere i Riassunti!!!
    Ritorniamo in argomento ma per carità, Thomas, resta con noi e illustraci semmai come solo tu sai (o puoi fare) il rapporto Genitore e Figlio nell’ambito Tennistico o la differenza fra maestri alla Pierino di Nikolic e maestri coach…Io credo che servano tutti e due e che il primo non debba essere disprezzato…Lo deve essere se invece si vende o viene venduto come il secondo… Credo sia questo il punto: non confondiamo, direbbero gli americani, apples with orange…

  218. Stefano Grazia scrive:

    Preciso ancor meglio il mio post precedente: Lo spessore culturale di alcuni nostri post credo siano quello che ci differenzia dagli altri …d’altra parte la forma non deve oscurare i contenuti e quindi non intimidare chi ritiene di non essere un fine letterato dal partecipare… Dunque,cerchiamo di scrivere bene ed emulare gli yancey,i marcos, i nikolic e i roberto ma cerchiamo anche di rimaner in tema… Io comunque considero parte del tema anche l’aneddotica e quindi invito sempre i Genitori a raccontare le loro esperienze al seguito dei figli ai tornei, ai Circoli, nelle Academies…per esempio, abbiamo poche notizie (solo da Mamma Mastellone) della Sanchez Casal, del Centro di Navarra, della Vavassori…
    Certo, heraimo non ha tutti i torti nel riscontrare in molti di noi gli ” una buona dose di ingenuità (…) da ricondurre semplicemente alla inesperienza” che gli ricordano lui stesso 5 anni prima…”Oggi,conclude, vedo le cose molto diversamente”…E purtroppo per 499 su 500 di noi quello sarà l’esito finale…Capisco l’amarezza, la frustrazione, la prostrazione, la delusione…Ciò significa che non sarà stato giusto o bello non averci provato? Non credo, credo che comunque un po’ di sano agonismo sportivo ti formi comunque il carattere, insegni comunque ai nostri figli qualcosa, no? che nella vita si vince e si perde ma che l’importante è rialzarsi, accettare se stessi, certo, riprendere a lottare o comunque sapere che l’importante è aver ben combattuto etc etc etc…ma ad heraimo vorrei poter dire: certo, ora provi quel sapore amaro in bocca e ti senti fiacco e prostrato, ma non hai passato INSIEME a tua figlia cinque anni bellissimi? Quanti genitori possono dire lo stesso, di aver vissuto insieme ai propri figli una passione o un progetto che li abbia accomunati?
    Non abbandonarci, heraimo, e racconta ancora…E l’essere ingenui è parte fondamentale della capacità di saper sognare (ecco, su questo Thomas Yancey potrebbe aiutarci a dissertare…Io scrivevo sempre: condicio sine qua non per la realizzazione del sogno è primo, la capacità di sognare e secondo, la perseveranza nel sogno… (Thomas, quando hai scritto in altra sede “conditio” anch’io come Nikolic ho avuto un dubbio ma potenza del tuo status, NONOSTANTE ANCH’IO( come forse anche tu) ABBIA FATTO IL CLASSICO, mi è venuto il dubbio che fino ad allora mi fossi sempre sbagliato io!!!!
    Ritornando sul tema ultimo affrontato:alle domande del Maestro Polidori io risponderei con una sola risposta:
    DISPONIBILITA’ DEI CAMPI
    Dovrebbero essercene di più (PUBLIC COURTS) e l’accesso dei campi nei Circoli agli Under 14 dovrebbe essere gratuito almeno nelle ore di minor afflusso (dalle 14 alle 17?)
    Poi riprenderei il post di Roberto e vi aggiungerei alle Soluzioni prospettate quanto da me, dallo stesso Roberto e da Stefar e da Enzo Lo Iacono (questi ultimi due Maestri) più volte denunciato:
    1) sdoganamento del vincolo al Circolo
    2)Tornei nei Week Ends anzichè durante la settimana (cfr OTTAVO RIASSUNTO se non avete voglia di andarvi a cercare i post di roberto e Stefar,perfetti nella loro concisione, o gli innumerevoli ma sparsi e confusi miei)
    3) Creazione di Centri REGIONALI come per l’ennesima volta proposto da Stefar: non ha senso che per es i migliori 10 U10 o U12 di Bologna giochino in 10 Circoli diversi e non abbiano mai occasione d’incontrarsi ed allenarsi insieme se non nei tornei…Come progredirebbero maggiormente invece se potessero giocare fra di loro tutte le settimane se non tutti i giorni o almeno una volta al mese!
    4)infine,non dimentichiamolo: AUMENTARE LA COLLABORAZIONE E IL DIALOGO FRA GENITORI E COACHES… occhio, non sto parlando di quei genitori che affidano il figlio e vogliono vedere risultati o vogliono interferire e dettare gli allenamenti…ma se un genitore ha la possibilità, la passione, la voglia di allenare lui stesso perchè non utilizzarlo anzichè liquidarlo con un “Genitori a casa!” come disse tanto tempo fa Torzillo (a cui Giovanni di Natale rispose: anche gli zii! Così magari Federer avrebbe già fatto suo il Grande slam!!!)
    Poi, ovvio, ci sono genitori e genitori, maestri e maestri, coaches e coaches, prepartori atletici e preparatori atletici…Ma è il Genitore che li sceglie e quindi la sua importanza nel Team non mi sembra di poco conto…

  219. thomas yancey scrive:

    Abbiamo concezioni esistenziali e di conseguenza anche professionali molto diverse. Il tennis, come qualsiasi altra attività o arte o mestiere, non è avulso dal contesto complessivo nel quale si svolge. Che è fatto certo di aspetti squisitamente tecnici, ma soprattutto di conoscenza molto più ampia. Quando Federer ha dichiarato, forse anche scherzando, di non conoscere Sigmund Freud e tantomeno Althea Gibson, anche su questo sito si sono levati alti lai sull’ignoranza del campione svizzero. Certo, Federer non ha forse bisogno di una visione esistenziale più colta per essere quello che è. Sicuramente però non soffrirebbe,per esempio, così tanto Nadal se avesse strumenti di conoscenza che gli permettessero una migliore visione introspettiva. Ma non intendo tediarvi ulteriormente. Sono il primo ad essermi annoiato.
    Saluti a tutti.

  220. pibla scrive:

    Riprendo quanto detto da Stefano per dire al carissimo Nikolik che il problema infatti non è Pierino e la focaccia con la mortadella, anzi quello è un esempio da prendere in postitivo su come avvicinare i bambini ed i ragazzetti allo sport, ma il maestro di cui vi raccontavo io non era Pierino, no, lui era il fiore all’occhiello del circolo, lui era quello che giocava i doppi con (o contro non ricordo) Panatta, lui era quello che al campo si vedeva una volta ogni tanto ma di cui al circolo si parlava tanto, quello con l’occhio clinico che capiva al volo chi era portato e chi no…..come dice Stefano, ben venga Pierino a patto che non mi venga venduto come il talent scout od il futuro creatore di campioncini perché sennò non va più bene….

  221. Nikolik scrive:

    Eh, bravo Stefano, dopo aver fatto fuori Max, ora hai fatto fuori anche Thomas…
    Come, in quel film, come si chiamava? Highlander? Boh! Era in quel film che si diceva: “alla fine ne resterà solo uno”?
    Questo blog si spopolerà!

  222. heraimo scrive:

    Accolgo subito il tuo invito Stefano. Mi fa piacere che il mio intervento sia stato da te interpretato nella giusta luce. Dopo averlo inviato temevo di apparire un pò arrogante e supponente per la maggior parte di voi genitori che giustamente ci crede e ci prova. Del resto se non ci fossero dei genitori che ci credono e ci provano (spesso anche contro le elementari norme del buon senso!) come potrebbero venir fuori dei campioni?
    Quello che dici è giustissimo: le esperienze fatte comunque sono state belle ed appaganti. Ho vissuto dei momenti entusiasmanti e in fondo quello che rende un’esperienza esaltante sono proprio le difficoltà e gli scogli. Il tennis è uno sport dove si perde spessissimo (se non ci si chiama Federer). Praticamente tutte le settimane! Io penso che una delle tante doti richieste al giovane tennista è quella di saper perdere. Non fare tragedie. Non buttarsi giù, continuare a lavorare e tener duro.
    Purtroppo insisto a dire che chi non è nella prima fascia ( 3-4 atleti di ogni anno) è completamente abbandonato a se stesso. Non riceve nessun aiuto di nessun tipo. Su Tennis Italiano di questo mese c’è un bell’articolo di Pistolesi che riporta un episodio che io stesso ho potuto constatare di persona. Tecnici federali che durante un torneo sostenevano e consigliavano un giocatore di Tirrenia impegnato in partita contro un altro italiano, ovviamente non di Tirrenia. Altra considerazione giusta: siamo tutti capaci a fare i selezionatori!! Prendiamo i primi del ranking!! Cosa ci vuole?? E dopo aver preso il meglio ci diamo la patente dei migliori maestri: abbiamo cresciuto i migliori giocatori!! Ma questo è un sistema che non porta da nessuna parte e Riano e Cesenatico l’hanno dimostrato. Non puoi basare un movimento tennistico giovanile su un pugno di ragazzi.
    La base deve essere estesa, centinaia di ragazzi da cui far uscire quella decina di professionisti.

  223. Stefano Grazia scrive:

    Era Highlander, l’unico film decente di Russel Malcahy…Il film all’epoca colpì oltre che per l’originalità della trama anche per l’uso fino allora inedito della cinepresa sospesa nell’aere a fare spericolate carrellate in avanti e dall’alto in basso (per un uso rimasto ineguagliato fino alla sequenza iniziale di Broken Arrow di John Woo)e per la colonna sonora dei Queens…Certo, Highlander, quella ridicola storia, adrenalico cocktail di cappa e di spada, fantasy e fantascienza con Christopher Lambert e il sopravvalutatissimo Sean Connery che qui fa solo da supporter charachter econdo alcuni in maniera magistrale, secondo me non tanto…Meglio Cristopher Lambert nell’unico ruolo della sua carriera, insieme con Subway di Luc Besson, in cui riesce ad essere efficace. Highlander offre ben poco di logico ma ha la pretesa di fingere di crederci e senza curarsi dei vari buchi nella sceneggiaturae del finale pacchiano e demenziale:non si preoccupa nemmeno di spiegare perchè gli Immortali dovrebbero essere amici l’un con l’altro se già sanno che poi devonoaffrontarsi in un duello mortale….Eppure nonostante le sciocchezze di cui è pregno ilfilm rimane, e oserei dire giustificatamente ,un cult movie anche per coloro,come me, che ritengono per esempio the 25th hour il più bel film degli ultimi 20 anni…o amano i film minimalisti di Edward burns tipo The Sideways di New York o She’s the one o The Brother McMullen.Lo Studente dell’UCLA Gregory Widen,che poi finì col dirigere The Prophecy e fu uno degli sceneggiatori dell’ottimo Backdraft, uno dei primi film da egista di Richie Cunningham,pardon Ron Howard, scrisseHighlander, come tesi di laurea cercando di creare una sorta di ciclo di leggende imperniato su uno scelto gruppo di Immortali che attraversano i secoli prima didoversi affrontare in duelli che si concludono solo con la decapitazione dell’avversario. Per lo più ambientato nell’86, offre incredibili scene d’azione, almeno per quel tempo…Ci ono alcuni flashbacks ambientati nel passato con lambert che non invecchia mai senza sapere il perchè e vede le sue compagne sfiorire davanti ai suoi occhi…E si, uno dei castelli che si vedono è lo stesso usato nel film Monty Python and the Holy Grail).
    Devo continuare? Se questo è sufficiente a spiegare la mia posizione, fermatevi qui.Perchè potrei continuare per altre cinque o sei pagine ma non credo che sarebbe giusto…quando scrivo di cinema, vado a farlo su un blog di cinema
    Altrimenti continuate:
    E perchè dovrei sentirmi colpevole ? Solo perchè ho richiamato Yancey, io che di lui ho sempre elogiato stile e contenuti, a rientrare in tema? Non credo che Thomas faccia dipendere la sua partecipazione al blog a me o ad altri…certo che se vogliamo farne un blog non più a tema e vogliamo parlare di altre cose (cinema, letteratura, fumetti d’autore, musica,politica,viaggi,etc) io sono pronto e con l’arroganza di essere persino all’altezza…però se quando la Maestra da un tema su Genitori e Figli ed io invece scrivo 10 pagine sulle responsabiltà dei dirigenti africani a proposito dell’arretratezza dell’africa e citando l’ottimo libro Africa! di Bartolomew Grill dico che gli Africani sarebbero gli unici esseri umani al mondo che credono siano gli altri a doversi occupare del proprio sviluppo, o mi metto a parlare della Ballata del Mare Salato di Hugo Pratt o faccio una recensione dell’ultimo CD di David Gray o del libro La Versione di Barney di Mordecai Rilcher o del film The Bourney Ultimatum…o dell’overdiangnosis di Malaria negli ospedali africani, magari scrivo cose molto più interessanti che parlare sempre di mio figlio o di Bollettieri e magari rendo chi mi legge più dotto e colto ma mi beccavo lo stesso un brutto voto perchè ero andato fuori tema…
    D’altra parte comprendo quello che intende Yancey e da un lato lo condivido ed infatti per questo ho sempre apprezzato i suoi excursus…il che non significa che io o Stefar non si possa richiamare tutti a rimanere in tema…Insomma, se uno adesso inviasse un suo post sull’importanza del romanzo russo nella storia della narrativa voi cosa pensereste? Io spero che Thomas non sia così permaloso come Nikolic sembrerebbe pensare ma premesso che io non sono il Custode del Gioco e non posseggo le chiavi di casa, io posso solo dire che mi piacerebbe che si potesse continuare a scrivere sul tema allargandolo con citazioni e richiami e finezze stilistiche … cercando comunque di non discostarci troppo dal tema. Altrimenti, è vero, ci sono comunque argomenti molto più importanti da trattare. Su altri blog.
    Ma poi,scusa: ma chi sono io e perchè mi devo prendere a cuore se uno scrive o non scrive? Fate un po’ quel che volete, mi son rotto anch’io…sono in angola, devo essere trasferito in nigeria, ho un container da riempire, un visto in scadenza, la scuola del figlio, il mio sostituto che non ne vuol sapere di venire a sostituirmi e il medico che devo andare arimpiazzare che non vuole saperne di andarsene, uomini del personale che mi odiano perchè per loro sono “quello del tennis”, altri che mi amano perchè per loro sono “quello del tennis”, mio figlio che dovrebbe giocare più tornei e che dovrebbe già andare in un academy in US o in Australia o anche in Italia ma questo significherebbe separarsi e non vederlo che ogni 2-3 mesi, e comunque ho un trasferimento e nessuno che mi da delle risposte precise e quindi non posso pianificare., e mia moglie che mi dice che mio figlio se la prende troppo e sta troppo male quando gioca la partita…E insomma, ma ti pare che mi debba anche mettere il problema se mad max o thomas yancey si impermalosiscono se io,affettuosamente, li bacchetto? ma bacchettatemi anche voi… il peso del mondo è amore…
    E dunque, di cosa stavamo parlando?

  224. Stefano Grazia scrive:

    Stavamo parlando dei mali del Tennis Italiano e cosa si potrebbe/dovrebbe fare. Alla mia risposta unica (Più campi per tutti) aggiungo anche SCUOLE. Scuole che favoriscano la Mens Sana in Corpore Sano e che non vedano in chi vuole fare sport in maniera un po’ più seria IL NEMICO. Quindi, come già accennato diversi posts fa: collaborazioni fra Scuole e Academies. Se voglio aprire un’Academy seria la prima cosa che devo fare è trovarmi una buona scuola seria senza pregiudizi, con un preside, se non tutti i professori, che abbia si studiato ma che abbia anche fatto sport ad un certo livello. Campioni stupidi sciocchi e ignoranti non ne vogliamo (ammesso che uno stupido sciocco e ignorante campione davvero possa diventarlo anche se qualche volta succede, specie nel calcio) ma soprattutto è facilitando il connubio sport e studio senza criminalizzare il primo a favore del secondo che potremo magari allargare la base senza costringere i genitori a scommesse troppo azzardate e foriere di troppi rimorsi e sensi di colpa.

  225. Atti scrive:

    Io sto con gli ippopotami ! scherzi a parte condivido in toto il pensiero di Stefano che , non a caso, e considerato da TUTTI noi il maitre indiscusso di questo blog !
    O come dice un mio caro amico (copiando da non so chi) : CHI NON CI VUOLE NON CI MERITA !
    D’altro canto partecipare a questo blog , per mè ,significa aver voglia di condividere le proprie idee con spirito critico ma anche ironico ricordandoci che stiamo parlando di un gioco.
    Quindi spazio a tutti, ma qualche piccolo paletto è inevitabile metterlo per non rischiare di arrivare a 10.000 post in 8 giorni trasformandoci in “tuttologhi”; oppure, se UBALDO è d’accordo, potremmo creare un ANGOLO DELLA CULTURA da dove attingere, filosofia pura a piene mani, nei tanti momenti bui che aspettano, soprattutto, noi genitori malati di TENNIS.
    Piuttosto tornando in tema, ieri è cominciata, ufficialmente, in quasi tutti i circoli l’annata 2007/2008; e vai con ragazzi arrivati ad un passo dai tornei Prof che si trovano il fidanzato/a e non hanno piu’ voglia di giocare/allenarsi , oppure con genitori che hanno spostato il figlio perché, a detta loro, poco allenato, oppure, al contrario, con genitori disposti a farsi 2/3 ore di strada pur di farli allenare nel ns. circolo considerato, da molti, uno dei migliori della regione; BOH CHI CI CAPISCE QUALCOSA E’ BRAVO !!
    Dal mio punto di vista quest’anno avremo un tassello importante che prima mancava: un vero preparatore atletico, esperto anche sulle metodologie specifiche per il tennis; lo conosco personalnmente e sono sicuro che il circolo ha fatto un ottima scelta.
    Io emia moglie, con 2 figlie che giocano, avremo ben poco tempo per filoseffeggiare , ci aspettano litri e litri di benzina da consumare sulla strada del…..( di cosa fate voi).
    Mio nonno diceva sempre : HAI VOLUTO LA BICICLETTA, E ADESSO ALLORA STAI ZITTO E PEDALA !!.
    Ciao.

  226. STEFAR scrive:

    Grande Stefano,
    concordo con te ,mi sembra lapalissiano che su un blog di tennis si scriva di tennis,con incursioni ammesse nel mondo degli aneddoti e delle citazioni.
    E se non si capisce questo forse e’ meglio astenersi,comunque ciascuno faccia quello che vuole ,se UBS e il comitato di redazione gli passa i posts….

    Per scrivere qui secondo me ci vuole il FIRE inside di NB(vi ricordate le dieci F di Bollettieri ?)…

    Focus
    Footwork
    Feel
    Fight
    Follow
    Figure
    Fearless
    Future
    Fire
    Fun

    Con queste doti (e con qualche altra,direi io) si diventa campioni.

    E come concordo con Stefano nel riconfermare il diritto/dovere di un genitore di provarci….in ogni caso avra ‘ passato cinque anni stupendi in compagnia del figlio..ne avra’ condiviso amarezze e gioie ,delusioni e felicita’ avra’ passato uno spicchio di vita in compagnia del figlio.

    Prendete HERAIMO,non so di che livello e’ sua figlia,pero’ non credo che abbia ancora dieci o dodici anni,ne ha sicuramente di piu ??

    Sembra comunquie che lui abbia fatto delle stupende esperienze con lei negli ultimi anni o no ?

    A me piace immaginare la mia vita a scatti(suffragato anche dal fatto che qualsiasi lavoro dopo 10 anni che lo fai viene a noia e diventa tediante.
    Ora e’ lo ‘’scatto” da dedicare ai figli e alla loro educazione scolastica e tennistica e ci apprestiamo a farlo con grande piacere ed entusiasmo,tralasciando anche altri lavori magari piu’ gratificanti economicamente ma molto piu’ impegnativi.

    Capisco pero’ che non tutti sono cosi’,mi viene in mente alcuni anni fa una coppia di genitori che ci chiese di accompagnare il figlio ad una finale (non eravamo suoi maestri ma c’era soltanto una concomitanza con la finale di nostro figlio) perche’ loro volevano andare a sciare………ed infatti andarono.

    Oppure una coppia con una bambina molto brava ad un nostro corso che non ne voleva sapere di far fare alla bambina qualche ora in piu’ perche la domenica ed il sabato non volevano avere impegni e”rotture”..agonistiche ed andare in campagna…

    Che tristezza…di sicuro loro non sono tra i frequentatori di questo Blog….

  227. dani scrive:

    ….a proposito scusate la rapida intromissione, ma una bambina classe 97 di discreto livello che si allena 4 volte per un 1 ora alla settimana insieme ad altri 4 , ma che senso ha?.quest’ anno ha avuto ottimi piazzamenti a livello di nike , lemon ecc. , ma cosi’ non le si offre la possibilita’ di crescere tecnicamente.soprettutto quello che scoraggia e’ che gli hanni scorsi era stata seguita quasi individualmente solo perche’ c’era poca affluenza ora che quest’ anno vi sono state molte iscrizioni la si fa giocare con altri ragazzi di 13-14-anni che stanno li’ sul campo solo per far numero e far intascare soldi al circolo…e non c’ e’ modo di stare neanche in 3 sul campo. essendo distante 2 ore di macchina da qualsiasi altro posto all’ altezza non mi resta che piangere…o farla smettere come tra poco avverra’…

  228. gabri scrive:

    Oltre a voler ribadire che a mio parere in un programma per la creazione di atleti professionisti la scuola dovrebbe avere un ruolo importante e quando in passato mi sono riferita al coraggio di fare qualcosa non mi riferivo ai genitori che in quel momento scelgono quello che possono e quello che risulta essere meno peggio per le esigenze del momento , ma mi riferivo appunto ad un coraggio lungimirante di insegnanti(di scuola pubblica o privata), maestri e coaches che ad un certo punto si concertano e trovano il modo di aiutare i ragazzi o con un programma serio di tutoring o proprio con la creazione del connubio scuola-sport ed è qui che entrano in azione i metodi più all’avanguardia di insegnamento che forse qualche giovane laureato con l’entusiasmo della passione didattica e magari un trascorso sportivo, potrebbe abbracciare…forse qualcuno ha già fatto tesi di laurea sull’argomento.
    Ma vorrei variare il tiro e allacciarmi alla sfilza di motivazioni che vedono il tennis in difficoltà in Italia e lo faccio sicuramente in modo naif, ma ancora una volta portando esempi stranieri e come fece Billy Jean King in un suo discorso, bisogna riconoscere la enorme importanza dei campi pubblici che in America erano numerosissimi, al pari dei campi da basket e che raggruppavano bambini e ragazzi dei quartieri. Da noi non ci sono mai stati ma qualcuno faceva riferimento agli oratori e io ricordo di aver giocato molto a palla volo essendo la cosa più semplice da giocare al di qua e al di là di un cancello o di una rete tra cortili, per poi finire a giocare anche se per breve in una squadra seria, certo altri tempi, ma se qualcuno, anzi intendo qualche comune avesse avuto il coraggio di fare campi in cemento anche senza illuminazione, quindi di facile manutenzione, ma “liberi” non credete che il tennis ne avrebbe beneficiato? Sono convinta che quello che ha un po’ disturbato nella gestione di questo sport è la famosa ‘ora di tennis’…chi ha deciso che deve essere praticato ad ore? Infatti non lo deve essere, e nel bagaglio sportivo di un bambino, perchè poi possa amare il tennis dovrebbero esserci tutte quelle ore di divertimento sul campo, ore a prendere le palline nei modi più strani, affinando abilità di tocco, ore che spesso devono essere evitate quando il tassametro scatta a cinque, dieci o non so quanti euro all’ora. Già Egizio qualche commento fa citava la federazione Golf, ecco, per esempio nel gioco del golf al quale adesso tanti si avvicinano hanno capito che con l’abbassamento delle tariffe per l‘utilizzo dei practice range e l’accesso a campi comunali praticamente pubblici, si va sul campo per fare le 18 buche con una cifra ragionevole, e pochi limiti di tempo(…si dovrebbe fare il percorso entro le tre ore e mezzo circa, ma nessuno dice nulla se ci si sta più a lungo).
    Parola d’ordine: DISPONIBILITA’ DEI CAMPI. Quindi ben vengano le accademie, o comunque il circolo che preveda campi adibiti esclusivamente all’attività agonistica e dia libero accesso ai bambini.
    Saluto Stefar e sua moglie, che spero di rincontrare e che mi avevano subito fatto notare il loro ‘grande piacere ed entusiasmo’ nell’ organizzare la loro vita assieme ai figli. Filosofia alla quale aderiamo anche noi.

  229. Stefano Grazia scrive:

    bè, quando leggo una email come quella di dani, tiro un sospiro di sollievo…nel senso che mi poteva capitare di peggio che dover allenare da solo con mia moglie mio figlio in africa!

  230. dani scrive:

    a proposito dell’ accademia panatta…qualcuno c’e’ mai stato??? avete info??

  231. kill bill scrive:

    salve a tutti,
    ho bisogno di un consiglio.
    Mio figlio passa quest’anno U 14 , dato che rimarra fuori dal circuito dei tornei ETA e i tornei regionali Under sono di bassa profilo poichè disertati da quelli più bravi , che attività mi consigliate di fargli fare ?
    tornei di 4° in regione ? nike tour ?
    in sostanza il problema è : per tutti quelli che non sono ai primi posti nel taccuino degli osservatori federali esiste un modo per confrontarsi con quelli più bravi o si è già tagliati fuori ?

  232. anto scrive:

    Questa è diventata una piccola comunità, ed anche se non vi conosco personalmente, ormai ho imparato a conoscervi, ad apprezzare i vs interventi ed a condividere o no le vs disamine. Chi racconta di experienze avute, che di sogni che forse non si realizzeranno mai, chi disapprova il full time di un piccolo uomo, tutto quello che abbiamo dentro lo mettiamo sul blog per poterlo condividere con l’intera comunità, ed è quello che mi accingo a fare. Mio figlio Nicolas (senza h), ha 5 anni e ieri ha iniziato il suo primo corso di tennis. Io di tennis modestamente penso di capirci qualcosa, e prima di affidare mio figlio ad un coach piuttosto che ad un altro, ho fatto le mie opportune ricerche, ho sentito pareri, ho guardato i risultati passati ecc. ecc. La mia scelta è ricaduta su una delle scuole più importanti e blasonate di Brescia, e mio figlio essendo il più piccolino è stato inserito in una squadra di 5 bambine di sei sette anni. Il suo coach o maestra che dir si voglia, è una ex pro a livello femminile wta che ha raggiunto il suo best ranking alla posizione mondiale 250. Ha giocato tutti gli slam, anche solo a livello di qualificazione, ha giocato contro Gabriela Sabatini e altre top player, insomma è una ragazza di 35 anni che ha fatto vita da professionista. Vedendo ieri la prima lezione di mio figlio, molto impacciato e un pochino spaesato, sorridevo dentro di me, chiedendomi se era giusto imporre questa scelta di giocare a tennis ad un bambino così piccolo. Ma quando ieri sera, riportandolo a casa dalla sua prima lezione , miha detto: Papà ma perchè io gioco con le bambine io che sono un maschio, e poi mi dicono tutte che sono piccoletto e non mi vogliono passare le palline. Io gli ho risposto, ascolta Nicolas se non ti trovi bene, se vuoi non ti porto più a giocare. E lui mi ha risposto, no papà, io voglio giocare bene perchè in questo modo diventerò il capo delle bambine. Allorchè ho sorriso e gli ho fatto una carezza. Questo mio intervento ai più potrà sembrare una cazzara, ma ci tenevo a condividere con Voi il suo primo vero giorno di tennis.Ciao a presto Antonello

  233. claudio scrive:

    Intervengo per la prima volta dopo aver letto solo alcuni dei contributi del blog per cui è possibile che ripeta argomenti già detti.
    Non ho figli, ho due nipoti che stanno cominciando ( per Max, se legge ancora: mio cognato ti aspetta a Roma alle finali del Topolino).
    Senza voler essere pessimista o peggio banale, credo non esista il metodo perfetto per formare dei campioni. Vi sono un mix di fattori. Ci sono il maestro, il circolo, i genitori, la federazione, la fortuna di azzeccare i tempi per farli coincidere tutti. Ovviamente tutte le volontà dei genitori devono essere assorbite dal figlio, che magari gioca solo perchè il migliore amichetto lo fa…

    Tempo fa al mio circolo avevamo tradotto una piccola pubblicazione dell’ITF “Being a better tennis parent” (aggiornata al 1999) che conteneva utili indicazioni. Ad alcuni potrebbero sembrare banali, ma, vedendo i comportamenti di molti genitori a bordo campo… Contiene anche utili informazioni sui costi della formazione di un giocatore, sulle partite che il figlio/atleta dovrebbe fare negli anni, sulle ore di allenamento e di atletica.

    Un altro fattore per riuscire a formare dei giocatori o agonisti o campioni (anche se io abbandonerei quest’obiettivo per un eventuale mio/a figlio/a), dal punto di vista del circolo e della federazione (che dovrebbe essere lo stesso) riguarda la creazione di un gruppo. Senza, ogni tentativo è destinato a fallire (secondo me ovviamente). Io vivo in Trentino. Il totale degli abitanti della provincia è 400.000. I circoli tennis sono pochi, i praticanti anche. Molti giocano a calcio, molti vanno a sciare o in bicicletta. Le strutture coperte ci sono solamente lungo l’asta dell’Adige e in qualche circolo periferico.
    Dopo qualche anno di abbandono, 3 anni fa il comitato locale della FIT ha deciso di organizzare l’attività per i più piccoli, creando il cosiddetto “Progetto Tennis Trentino”. Niente di eclatante, per carità. Ha riunito i maestri, nominato tra loro dei responsabili del progetto. Ha istituito delle sedute di allenamento comuni, il primo anno aveva messo a disposizione dei genitori anche una psicologa dello sport. L’iniziativa ha funzionato. Si è creato a un bel gruppo di ragazzini 95, 96, 97 ai quali si stanno aggiungendo ora altri elementi più piccoli. Probabilmente non nascerà il nuovo Federer, però mi sembra un’iniziativa che ha dato dei frutti (secondo posto in Italia nella coppa delle province (95 96 97) quest’anno). Tutto è migliorabile, le difficoltà cominciano ora, perchè il gruppo si restringe, ed è venuto per i migliori il momento delle scelte. Però è una buona partenza.

    Accademie o Circoli? Gli elementi fondamentali per insegnare il tennis sono molto semplici. Basta un campo, un buon coach (che abbia l’esperienza per far fare i necessari step all’allievo), passione, passione, passione, nell’allievo, nel maestro, nei genitori. La differenza la fanno le persone. Certo se poi c’è un’organizzazione dietro, tanto meglio.
    Un esempio: Seppi è nato a Caldaro (BZ), ha cominciato a giocare a tennis lì, e lì si allena, il maestro è lo stesso da sempre. Karin Knapp è cresciuta in una valle vicino a Brunico, non ha mai frequentato accademie (anche se potrei sbagliarmi) ed attualmente si è spostata anche lei a Caldaro. Il Circolo non è grandissimo, 5 campi in terra all’aperto (di cui 2 coperti in inverno con pallone) uno coperto con struttura fissa, una palestra. Tutto qui.
    Che siano solo eccezioni?

    A presto

  234. max scrive:

    ciao claudio (x te faccio un’eccezione e ti rispondo) certamente ci sarò e dille che ci incontreremo (mia figlia dice di salutarle giada!!). nn sono eccezioni per due motivi: il primo è che qui si stava discutendo di creare un campione (un to ten almeno) e per seppi siamo certi che nn lo sia per quanto riguarda la knapp nn so, cmq certamente della sua età ce ne sono già parecchie meglio e secondo ma nn certo ultimo ultimo fattore devi differenziare il trentino alto adige dal resto dell’italia. chiunque abbia girato come me x i vari nike estivi si sarà accorto (proprio a caldaro x esempio) che la gente fa i km camminando in salita vanno in montagna sciano, hanno tutti dei polpacci come quelli della kusnetzova o di un qualsiasi ciclista in realtà sono italiani ma gli usi e costumi sono austriaci/tedeschi che sono un tantino + duri dei ns; un giorno andando in auto dal mio albergo al ct caldaro ho trovato dei bambini di 9/10 anni che con la borsa (+ lunga di loro) sulle spalle andavano a piedi al circolo (ho dato loro un passaggio erano di caldaro e fanno quasi tutti i giorni andata e ritorno a piedi). a milano per fare 300 mt vengono e vanno con la macchina soprattutto x pigrizia ma da nn sottovalutare il fatto che a milano ad es. mandare da soli bambini di quell’età qualche patema a noi genitori lo da….tutto questo crea delle problematiche incredibili nella creazione di un atleta soprattutto in uno sport dove i primi passi sono quelli che in futuro fanno la differenza. ho sempre detto che il problema sono la società in cui viviamo completamente senza valori e le famiglie troppo permissive. l’accademia è un vantaggio solo perchè è strutturata in maniera che con costi contenuti è possibile allenarsi sempre molto sabato e domenica compresi a natale come a pasqua senza il problema che il maestro vada a sciare a vedere la partita a stare a casa con i propri figli o con la fidanzata o perchè è andato a seguire un altro ragazzo che gioca un torneo. altro vantaggio poi delle accademie è quello di trovare sempre un avversario superiore (di gioco età e testa) cosa indispensabile per progredire, che poi a livello di under è l’unica cosa importante. ciao e a presto

  235. iccia scrive:

    la costruzione di un atleta in tutte le attivita passa da una fase di crescita fisica mentale cordinativa ecc come tutti noi appassionati di sport sappiamo.A mio parere come dice babbo Fognini in nessun caso un atleta può emergere a livello nazionale o internazionale se la sua attivita non comincia dai 6 agli 8anni dedicandosi a molteplici discipline sportive che svilupperanno varie attitudini per poi decidere col tempo a quali rivolgersi. Ad esempio il fisico l’ altezza e la struttura dell’ atleta danno il suo naturale indirizzo (sempre che uno lo voglia leggere). La tecnica è la cosa piu’ importante , la palla che scorre nel tennis ,la scorrevolezza negli sci ,lapedalata rotonda nella bici ,il calciare naturalmente il pallone,la sorrevolezza in acqua del prorio corpo,ecc… sono la classe che va rispettata.NOi genitori non possiamo pensare che con molto lavoro si raggiunge il massimo livello assoluto ,si raggiungera’ilmax del proprio. la tecnica efficace o buona la si puo raggiungere anche con il proprio genitore lancia palle che si aggiorni oche osservi o che abbia tempo da perdere dietro al proprio figlio e non è tempo perso .il braccio veloce o ce l’hai o lo puoi migliorare dopo una fase iniziale fino ad under 12 o primo anno under 14 se hai veramente la stoffa devi andare iin un accademia oin un grosso circolo dove ti confronti con tanti giocatori ma soprattutto con buoni giocatori econ piu velocita di palla i forti con ipiu forti . questo è il mio pensiero cari genitori.

  236. Stefano Grazia scrive:

    Avevo inviato un post e scopro che non è arrivato…facevo i complimenti ad Anto per la bella storia e invitavo anche gli altri a raccontare perchè dall’aneddotica uno scopre di non essere solo, che anche gli altri ci sono passati, che non è solo nostro figlio a preferire lspesso a PS a un match di tennis fra Federer e Nadal e che perfino Fulvio si arrabbiava con suo figlio perchè non s’impegnava in allenamento o in partita…poi rispondevo a Claudio dicendo…le stesse cose di Mad Max!!! In realtà avevo scritto quasi la stessa cosa anche di Seppi e poi l’avevo cancellata, perchè magari diventare come Seppi, ma in realtà anch’io osservavo che quando cominci il tuo obiettivo per tuo figlio non è diventare come Seppi ma ti ispiri a chi è entrato nei top ten e a parte Nadal quasi tutti sono passati attraverso delle Academies, Federer incluso che a 13-14 aa fu mandato dai suoi in francia…Epperò il punto non è neanche quello ed è invece che Caldaro magari è strutturata come un Academy per 3 o 4 giocatori e che le Academies sono strumenti che spetta a te sfruttare e utilizzare e che i Team di Maestri consigliati da Piatti o Bertino non tutti possono permetterselo ma è soprattutto quello che scrive max nelle ultime 10 righe che fa la differenza fra Academy e Circolo…E comunque ogni periodo ed ogni età hanno i suoi momenti ed è anche vero che dipende dai caratteri ma ripeto, se uno ha la fortuna d’incontrare presto un Carlos Rodrigues, di problemi non ne ha…Però quello di cui si discuteva in reltà erano le differenze fra Maestri e Coach, fra Maestri Motivati e Maestri Non, fra Academy inteso come posto dove ci si allena e Circolo dove invece il Pensionato detta legge e non c’è disponibilità di campi…Da Bollettieri ci sono 70 campi…se sei dentro, dopo le 5 puoi sempre allenarti con tuo padre, giocare un match con un amico, un doppio per divertirti, provare i servizi…tranne in quelle due sett di Pasqua e un po’ anche a luglio nei summer camps, hai sempre diversi campi disponibili…dopo le 17 anche a Pasqua e a luglio…Disponibilità di Campi GRATIS,possibilità di stare sul campo per ore, anche solo a parlare del match o di quanto si è appena fatto in allenamento senza dover lasciare il posto a chi giustamente lo reclama per farsi la sua partitina settimanale…Ecco, almeno questo credo sia fondamentale: circolo,academy, chiamateli come volete, ma soprattutto all’inizio, fra i tre e i 12 aa, deve essere un posto in cui tu puoi stare sul campo senza preoccuparti di sforare…

  237. Stefano Grazia scrive:

    c’era un’altra cosa che mi frullava nel subconscio da un po’ di tempo e magari qua e là l’avevo anche tirata fuori ed è cioè la convinzione che poi tutti questi discorsi che facciamo, la cosiddetta costruzione del campione, debbono essere intesi e valere per quell’ossimoro che è il campione mediocre, il Gattuso della situazione, il Davidenko, il giocatore che magari naviga 10 anni fra il lusco e il brusco, fra il 30esmo e il 70esimo posto (e mi ricordo quel posto che raccontava che al circolo era venuto Tizio che era stato Nà400 al mondo e sembrava un marziano,quindi è chiaro che tutto è relativo…Quel che voglio dire qui è che comunque tutti questi discorsi, e i libri, e le metodologie dei coach si applicano a quei giocatori che raramente sono poi i PREDESTINATI, quei Fenomeni veri e non quelli contro cui giustamente si scaglia Atti (non contro di loro ma contro chi li definisce tali)…Perchè il FENOMENO VERO di solito diventa campione a dispetto dei coaches, dei genitori e deelle federazioni…il Fenomeno vero fa quello che gli pare e spesso anche il contrario di quello che si è sempre insegnato e dopo che lo ha fatto lui arrivano i coach a copiarlo e poi a tradurlo in metodologia per gli Altri …Non è nemmeno detto che poi il Fenomeno Vero diventi N°1 ma a volte la loro peculiarità, la loro stranezza, il loro essere diversi è quello che li rende campioni veri…Tutta sta pappardella mi è venuta in mente ieri leggendo il Blog di Venus Williams da Tokyo…non so voi ma a me piace molto andare a leggere i blog che ATP l’anno scorso e WTA anche quest’anno richiedono a un giocatore scelto ogni settimana dalla sede del torneo in cui sta giocando…Bene, leggi Venus e scopri che a mezzogiorno mangia patatine fritte, che a sera non mangia quasi, solo un po’ di frutta, e che comunque spesso non mangia, che sta alzata tutta la notte a chattare o a tentare di disegnare il suo costume da bagno per la sua Fashion Company,poi leggi delle sue strategie di gioco e scopri che non ne ha, lei va in campo e fa il suo gioco,come va va (che avesseragione Sampras quando diceva che le Williams non sanno nemmeno loro dove mandano la pallina?) e insomma, nulla di quello che ti viene insegnato sulle riviste, dai coaches, nei libri…E dire che io avevo letto un’intervista in cui Oracene Pryce, la Mamma, si vantava di aver sempre preparato lei i pasti delle figlie con cibi naturali, fatti in casa, senza nulla di artificioso,etc etc…Vabbè, capisco che vi sareste aspettati qualcosa di più di patatine fritte e salto della cena come argomento a sostegno della tesi enunciata in apertura, ma era tanto per offrire uno spunto…

  238. Claudio scrive:

    Salve, non so se il post sia quello giusto ma ho bisogno urgentemente di una risposta precisa che ho già posto in Federazione Nazionale e Regionale …. purtroppo i 2 Enti mi hanno risposto in maniera diversa!!
    Ho una bimba di 12 anni che da 2 anni frequenta un piccolo circolo, la bimba gioca bene, forse non diventerà una prof. ma potrebbe magari diventare una buona tennista. Naturalmente all’inizio era stato scelto il tennis per fargli fare attività sportiva, avremmo potuto scegliere la pallavolo la ginnastica il nuoto o q.si altro sport. Ma adesso le cose sono cambiate, la ragazzina potrebbe avere delle possibilità di migliorare, ha molta voglia di imparare e passione per questo sport, il circolo che era stato scelto solo per comodità logistica inizia ad andarle stretto, e l’intenzione sarebbe quella di cambiare, di andare in un circolo migliore con ottimi maestri che l’hanno già vista e chiaramente risultano interessati.
    Pare però che il regolamento non permetta il trasferimento fino all’età di 14 anni, non sono ancora riuscito a capire se un nulla-osta del circolo cedente potrebbe svincolare la bimba oppure no. E anche cosa succederebbe se il circolo cedente si rifiutasse di rilasciare la dichiarazione di svincolo.

    Potete aiutarmi? Grazie
    Claudio

  239. marcos scrive:

    secondo me, la patatina fritta è parte fondamentale nella dieta dei giovani sportivi. parimenti fondamentale nella dieta dei loro genitori.

    mi spiego: fatta salva la pericolosità dei grassi, se assunta a cadenze settimanali, la patatina fritta regala ai giovani (ed ai loro genitori) quel tipo di gioia che tutti ricordano esser fanciulla. quella che si sente dentro nella pancia, accompagnata da una scossa dei muscoli e da un grande sorriso istintivo, talvolta, anche sonoro.

    quando il bimbo scopre la patatina fritta sulla tavola, in quel momento lì, ha migliorato il suo servizio slice. è la gioia che migliora l’uomo, è la gioia che migliora il piccolo tennista.

  240. Marco scrive:

    Ciao Max, Giada contraccambia i saluti. Un piccolo spunto anche da parte mia. Credo che le varie soluzioni che proponete dipendano in gran misura dall’ obiettivo prefissato. Per esempio Max parla senza titubanze di un obiettivo di top 10, mentre altri considerano un punto di arrivo il professionismo. L’ obiettivo permette una strategia di tipo diverso. Credo infatti che il top 10, ma forse anche il top 100, non lasci spazio a formazioni sportive dell’ atleta di tipo “romantico” ma obblighi ad un approccio quasi maniacale già dai primissimi anni di età. E da questo punto di vista forse l’ accademia è l’ ambiente dove esiste la maggiore professionalità per la gestione del progetto. Se invece l’ obiettivo è quello del professionismo o comunque di diventare un buon atleta a livello nazionale, credo che ci sia lo spazio per un approccio molto più dolce (soprattutto in età giovane) pur sempre impegnativo, ma con la possibilità di portare avanti anche altri interessi che potrebbero rivelarsi non meno importanti nel momento in cui il ragazzo scopre quant’è bella la vita anche fuori dal campo di tennis.

  241. STEFAR scrive:

    Caro Marco,

    concordo con te solo in parte……..quant’e’ bella la vita fuori dal campo……non vorrei fare il negativo…ma sei sicuro ?

    Pensa che l’obiettivo che ci dovremmo dare non e’ quello dei top 10 (impossibile da raggiungere per un normoatleta,i top 10 hanno tutto),e neanche quello dei top 140 ,(difficile),forse quello dell’agonismo di livello nazionale (facile)ma soprattutto quello di tenere i nostri figli lontano da brutte compagnie e rischi da sballo,di tenerli in un ambiente sano con compagnie giuste e pensare alla formazione scolastica soprattutto e perche’ no sportiva.Almeno fino ai 14 anni…..poi li’ si che incombono decisioni irrevocabili (parafrasando uno che poi si e’ rovinato e ha portato alla rovina l’italia )ma soltanto se sei fra i primi 5 in italia……se no fai del tuo meglio serenamente nel tennis e studia come si deve.

    Aneddoto:

    Eravamo a Kufstein,
    ed una sera ci mancava un po’ di acqua,era tutto chiuso,siamo entrati in un locale,specie di pub,…per chiedere una bottiglia di acqua…..si sono messi a ridere ,e ci hanno detto che non l’avevano e che l’acqua della fontana era buona…….erano tutti mezzi brilli …fra birra ,alcol,e fumo e non erano anziani,anzi la maggior parte erano giovani under twenty……Ci siamo detti con mia moglie:ecco uno dei motivi per cui siamo qui,non per far vincere un torneo a ns figlio,ma perche’ lui stia il piu’ possibile lontano da uno di questi locali…..

    E a chi crede che la vita professionale al di fuori del tennis sia sicura e facile…….provate a chiedere ai giovani ingegneri sbattuti a lavorare per multinazionali in paesi a rischio….oppure ai giovani laureati in economia (proprio ieri ne ho incontrata una ,laurea in marketing,due lingue parlate e scritte,contratto di tre mesi in tre mesi ,900 euro al mese,senza sicurezze….messa a fare il piu’ semplice lavoro di ufficio tipo imbustare o mandare e-mails ….e mi diceva di essere fortunata perche’ molti dei suoi amici sono a casa senza lavoro..)o a chi laureato si trova a fare lavori precari….. senza dire di coloro che cercano lavoro come operai….

    Personalmente appena terminati gli studi di economia mi trovai a lavorare in una industria manifatturiera dove si trasformavano dei metalli …….si guadagnava come primo stipendio 1.200.000 lire (1987) ,davanti a me molti ingegneri e laureati in chimica con 20 anni di anzianita’ piu’ di me che guadagnavano 1.600.000,il direttore che ne guadagnava 2.200.000….con responsabilita’ enormi……

    Capii subito che non era l’azienda giusta per uno spirito sportivo e libero abituato a stare su un rettangolo rosso all’aria aperta…..e mi comportai di conseguenza…..

  242. Stefano Grazia scrive:

    Il Quesito di Claudio papà di una Bambina di 12 anni CONDANNATA DAL VINCOLO a rimanere dove si trova per 4 anni…o fino ai 14…o comunque che non può cambiare circolo a fine anno , è una della battaglie portate avanti dal nostro sub Blog. Le versioni sono molteplici ma in sostanza dopo i 12 aa sembrerebbe che una volta fatta la tessera per un dato Circolo si sia costretti a rimanervi per 4 anni a meno di non poter dimostrare un cambio di residenza. Altri però dicono che basti pagare una penale di 100 Euro: era così fino all’anno scorso, non so quest’anno MA GLI STESSI MAESTRI NON LO SANNO o almeno molti di loro: questa cosa me l’ha detta uno dello Staff di Bertino incazzandosi quasi perchè io sostenevo che era un problema elui invece diceva di no, che bastava pagare una penale ed era sempre stato così. Invece a mia moglie alla FIT a Bologna il Segretario aveva detto esattamente il contrario e che era ora di finirla con la Tratta degli Schiavi.
    Dunque, sarebbe il caso di vederci chiaro.
    Io da sempre sostengo che non si possa e non si debba cambiare in corsa specialmente se uno sfrutta per allenarsi E DIVENTARE BRAVO le strutture di un club e poi divenuto bravo ciao ciao, se ne va…insomma, almeno fino alla fine dell’anno difendi i colori per il tal Circolo. Poi dovresti essere libero di decidere e di andare DA CHI TI OFFRE DI PIU’ nel senso di allenamenti, disponibilità del campo,servizi…questa si chiama anche stimolo a progredire,aggiornarsi,migliorarsi da parte del Club che se poi oltre un certo punto non può andare dovrebbe essere il primo ad essere felice di lasciarti andare…
    Ciò detto, più volte ci siamo scagliati contro questo problema e ancora nel RIASSUNTONE (l’OTTAVO) che campeggia all’inizio di questa serie di posts ne parlavo citando il “manifesto” di roberto.
    In definitiva io non sarei contrario alla PENALE per uno che voglia cambiare Circolo: potrebbe esservi dettato da vari motivi (seguire un maestro/Coach che se ne va, voler cambiare Maestro/Coach, semplicemente voler cambiare aria o trovare altri coetanei con cui giocare etc etc) ma qualunque essi siano dovrebbe avere la possibilità di farlo all’inizio di ogni stagione.
    Che io sappia, uno puòandare comunque ad allenarsi dove vuole anche se rimane affiliato ad un altro Circolo: ovviamente i suoi risultati rimangono assegnati a quel Circolo e non potrebbe giocare le Competizioni a Squadre al di fuori di quel Circolo…Tutto sta al Nuovo Circolo decidere se offrirti ospitalità o meno…Ovviamente può essere anche che in molte academies di questo non gliene possa fregar di meno: tu paghi una retta annuale, loro ti preparano, poi con chi giochi è affar tuo… Qui potrebbe dirci qualcosa max di come si comportano alla Vavassori, ma credo che più o meno sarà così…In US tu ti fai la tessera USTA on line e puoi anche non appartenere a Nessun Circolo…Però invito tutti a dire la propria su un argomento che INSIEME CON LO SPOSTAMENTO DEI TORNEI NEL FINE SETTIMANA dovrebbe/potrebbe costituire una concretizzazione delle molte istanze e grida di dolore (vabbè mi sto lasciando trasportare) che si son levate da questo blog…

  243. max scrive:

    esatto alla vavassori nn importa dove sei tesserato…un un consiglio x i genitori degli under 10: poichè da quest’anno anche loro saranno agonisti e quindi vincolati andate a formare un’associazione tennistica (è quasi gratis) e tesseri il figlio x te stesso. nn credo sia importante (almeno a me nn interessa) ma si ha anche la possibilità di votare come un qualsiasi circolo x scegliere da che parte stare!!!

  244. Claudio scrive:

    Grazie Stefano per la risposta, in effetti il trasferimento sarebbe dal 2008, terminando quindi l’anno all’attuale circolo; giustissimo il passaggio dove dici “questa si chiama anche stimolo a progredire,aggiornarsi,migliorarsi da parte del Club che se poi oltre un certo punto non può andare dovrebbe essere il primo ad essere felice di lasciarti andare…”
    Ma se anche il circolo fosse d’accordo a lasciarti andare e non lo puoi fare per via del regolamento, mi dite che regolamento è?
    Sempre se ho capito bene, in quanto la vicenda ancora non mi è chiara, magari questo benedetto regolamento lo si può leggere da qualche parte, io non sono riuscito a trovarlo.
    Claudio

  245. Atti scrive:

    Condivido anch’io le valutazioni in merito al tennis come sport ed anche stile di vita evitando, per il momento, che i ns. figli “sposino” gli stereotipi perditempo odierni ed anche passati.
    Mi permetto invece di non essere d’accordo sulla prospettiva agonistica , non credo nelle sentenze premature di conseguenza lascerei sempre aperta la porta anche alle sentenze postume; del resto via dello sport è lastricata di esempi di atleti che hanno smentito statistiche e ribaltato ogni pronostico.
    Che poi le percentuali parlino a favore delle teorie di Stefar è altrettanto vero, e probabilmente un coach/maestro deve pianificare basandosi su questi dati, io comunque non la vedrei cosi’ drastica, o raggirando l’ostacolo la domanda potrebbe essere : VOI MAESTRI/COACH INVESTIRESTE TEMPO, DANARI, E RISORSE SU UN RAGAZZO/A CHE A 14/15 ANNI NON E’ FRA I PRIMI 5/10 IN ITALIA , MA POTENZIALMENTE POTREBBE DIVENTARLO?
    Ovviamente visti i risultati dei ns. tennisti, qualcuno dirà che è già difficile far emergere i piu’ bravi figuriamoci le presunte “mezze calzette”; pero’ in uno sport individualista e complicato come il tennis sono convinto che il 99 % si perda per strada per i piu’ svariati motivi, e non perché non era un “predestinato”; ed anzi fino ai 16-18 anni, sempre che il ragazzo sia motivato e predisposto tecnicamente, è indispensabile una famiglia di “pazzi” e “illusi” che integerrimi continuano a credere nel proprio figlio/a, a volte a dispetto di maghi e fattucchiere, anche se, a onor del vero, nella mia esperienza di genitore incontro tanti maestri preparati (in primis quelli del mio circolo), ma devo ribadire che molte volte noto in questo sport, soprattutto fra gli addetti ai lavori, ci sono molti “postini” pronti a “timbrare” anticipatamente le carriere dei ns. ragazzi.
    Poi ovviamente se i risultati non arrivano, o la crescita tennistica evidenzia lacune insormontabili, o le motivazioni del ragazzo non lasciano spazio a dubbi, solo allora si puo’ abbassare la guardia..
    Sottolineo che il mio concetto non è da “illuso”, e comunque è molto piu’ grave soffiare sulla fiamma del “successo assicurato e garantito”, che mantenere viva e alimentata la fiammella della passione, dell’ impegno e dei valori dello sport.
    Ciao
    PS: al genitore che non trova circoli adeguati nel raggio di 100-200 Km dico di insistere e guardarsi attorno, perché se ne ha voglia, un bravo maestro per allenare sua figlia fino a13-14 anni lo puo’ tranquillamente trovare; il punto invece è quanto lui come genitore ha voglia di “impegnarsi” per sua figlia, il resto è….ACCADEMIA !

  246. claudiotn scrive:

    Riguardo alla regola del trasferimento degli under 12 14.
    Il trasferimento è quasi impossibile. L’unica possibilità è che il genitore scriva una racc. a.r. in cui richiede il tesseramento del figlio, che il Circolo presso cui il ragazzo era tesserato si rifiuti di tesserarlo (tramite una risposta credo sempre con racc.) e così si può richiedere il trasferimento.
    Il parametro di svincolo degli anni scorsi non credo valga più, e non erano 100 euro, dipendeva dai risultati del ragazzo

  247. Stefano Grazia scrive:

    claudiotn, quel che dici mi conferma che anche i Maestri/Coach(o diciamo la maggior parte di essi) non sanno nulla e quel che è più grave manco gliene frega qualcosa…Eppure a un certo punto potrebbe toccare anche il loro interesse e non solo quello del Genitore/Figlio…

  248. Nikolik scrive:

    A Claudio, che chiedeva dove si può leggere il regolamento in vigore in materia di svincolo e tesseramento dei ragazzi, ed agli altri a cui può interessare, segnalo che detto regolamento si può rintracciare nel sito della FIT.
    E’ il cosiddetto regolamento organico, l’indirizzo esatto dovrebbe essere http://www.federtennis.it/PDF/reg%20org%20mag%202007.pdf, comunque basta andare nel sito della fit e selezionare “carte federali”, per trovarlo.
    E’ tutto spiegato nel regolamento.
    Gli articoli più interessanti mi sembrano il 77, l’83 e tutti quelli dal 90 al 98.
    Buona lettura.

  249. Stefano Grazia scrive:

    Nikolic, a me cliccando è venuto fuori questo messaggio: fai il bravo su, e facci un copia e incolla degli art 77,83 e 90-98…(sennò lo dico a paoà Yancey)

  250. Stefano Grazia scrive:

    Approffitto del momento di stasi per fare un copia e incolla (lui mi perdonerà) di un commento di roberto in risposta a Nikolic a proposito dell’importanza del servizio,dell’insegnarlo e del non è mai troppo tardi per impararlo…Siccome questa è un area del blog in cui si discute anche e spesso di tecnica, mi è sembrato interessante …e anche perchè abbiamo parlato del Presidente del Comitato FIT Regione Lazio che invitava i Maestri a prestare un po’ più d’attenzione e tempo nell’insegnamento di quello che da Bollettieri è considerato il colpo più importante di tutto il tennis (e la ragione per cui lo è è perfino troppo ovvia…Il secondo colpo più importante ovviamente è The Return of Service)
    roberto scrive:

    1 Ottobre 2007 alle 23:22
    Perdonami Nikolik, ma sulla Knapp arrivi un pochino tardi…
    Il mio primo intervento pro-Karin su questo blog data gennaio 2007, quando la nostra era ancora 130 al mondo e pochi sapevano chi fosse…
    Io la avevo scoperta al torneo di Palermo nel settembre dell’anno precedente, ed ero rimasto molto impressionato vedendola, a tratti, prendere a pallate la Medina Garrigues, e scrissi che in prospettiva aveva i mezzi per diventare una top10. Non ricordo una giocatrice italiana con la sua forza fisica, con colpi così violenti e in grado di muoversi così bene, nonostante la mole.
    E poi, Nikolik, non sono per nulla d’accordo con la tua frase “sul servizio non c’è nulla da insegnare, se uno si allena, migliora”…

    Non è cosi, Nikolik. Stiamo prlando di atleti di vertice mondiale, non si finisce mai di perfezionarsi.
    Karin, ad esempio, ha un servizio estremamente potente (spesso anche sopra i 190 km/h), ma è ancora molto limitata negli effetti e nelle traiettorie. Serve benissimo piatto, e abbastanza bene slice in fuori da destra, ma non sa fare il kick, e questo le fa prendere moltissimi rischi sulla seconda palla, che non è abbastanza “lavorata”, e spesso lei, per non farsi attaccare, è costretta a rischiarla troppo, con il risultato che quando è sotto pressione fa un mare di doppi falli.
    Come molte altre componenti del gioco, il servizio in kick è un gesto insegnabile con discreta facilità ad atleti piccolini, diciamo fino ai 16-18 anni, mentre diventa più complicato da imparare dopo i 20. Sanguinetti, ad esempio, nonostante tutti gli sforzi compiuti con Pistolesi, non lo ha mai imparato in modo soddisfacente, e anche Seppi ha grosse difficoltà, mentre al contrario Starace lo sa giocare benissimo, è anzi il colpo base del suo gioco. Il servizio in kick è diventato un’arma fondamentale nel gioco moderno: consente di migliorare la 2a di servizio e di rendere più efficace la prima, perché permette di prendere di sorpresa l’avversario variando le traiettorie e gli effetti, mentre se si serve solo piatto, prima o poi ti prendono le misure. Il fatto che c’entri moltissimo la formazione è dimostrato dal fatto che i giocatori di alcune “scuole” tennistiche servono il kick meglio di altri. Gli spagnoli servono tutti benissimo il kick, e lo stesso dicasi per gli americani, mentre i russi lo usano meno volentieri (con l’eccezione di Andreev, che però è un prodotto di scuola spagnola).
    Altroché se c’è da insegnare, sul servizio, Nikolik. E prima si comincia, meglio è.”

    Per esempio da Bollettieri c’è un Dr Serve, un Coach specializzato sull’insegnamento del Servizio e lo vedete girare di campo in campo,chiamato da questo o quel Coach, ed è spesso richiesto per lezioni private … Nicholas ne ha fatte alcune e a Dicembre intendiamo dedicargli un po’ di tempo, filmando quel che dice per poi essere in grado di verificare quando saremo di nuovo a casa…Perchè in effetti allenarsi è importante ma bisogna anche evitare di assumere difetti senza accorgersene…

  251. roberto scrive:

    Riporto dal blog “Spazio Tennis” dell’amico Alessandro Nizegorodcev un interessante dibattito, con la pertecipazione di Alberto Castellani e Quirino Cipolla, sui mali della nostra Federazione:

    Il movimento tennistico italiano. Probabilmente un concetto che non è mai esitito davvero. Una Federazione che sia davvero di supporto agli atleti, seguendoli nella loro crescita, senza abbandonarli; un ente che possa essere punto di riferimento..questo ente non dovrebbe esistere o quantomeno il suo ruolo dovrebbe essere completamente diverso.

    Questo il concetto che in maniera diversa hanno espresso ai microfoni di Nuova Spazio Radio durante la trasmissione “Ho Scelto lo Sport” due allenatori, due uomini che di certo non le mandano a dire, due persone che hanno visto cose che voi umani… parliamo di Alberto Castellani e Quirino Cipolla

    Alberto Castellani si esprime in maniera diretta: “Tutti sanno qual è la mia posizione per quanto riguarda la federazione Italiana Tennis. Esprimendo le mie idee, grazie ad un livello culturale che me lo permette, sono stato più volte isolato ma ho sempre vissuto senza dipendere da nessuno e credo di aver sempre lavorato con onestà e concretezza. Il movimento italiano, che dire.. vanno un po’ meglio le donne degli uomini ed in generale esprimiamo molto meno di quello che è il nostro potenziale. Mi sembra incredibile che la federazione si prenda il merito della vittoria della Fed Cup, quando mette insieme solamente le migliori 2-3 atlete italiane che vengono però tutte da situazioni private, alcune anche dall’estero. Io sostengo da tempo che le federazioni sono enti inutili, che nel momento in cui esitono dovrebbero solo fare da raccordo con il lavoro privato, ma ovviamente neanche questo avviene.”

    Per Quirino Cipolla il discorso è un po’ diverso anche se le conclusioni sono sempre le stesse. La Federazione non è un ente inutile ma dovrebbe espletare un lavoro che in nessun modo, secondo Cipolla, viene fatto..
    “Quando si parla di FIT tocchiamo veramente un tasto dolente. Ritengo di appoggiare la disamina di Alberto Castellani, seppur arrivandoci da considerazioni diverse. Il punto è questo: io credo che la Federazione abbia ragion d’esistere per dare una mano ai giocatori, per aiutarli a preparare competizioni importanti come ad esempio le Olimpiadi, dovrebbe promuovere i vivai attraverso promozioni. I buoni giocatori nascono dal lavoro, da programmazioni mirate, da disamine tecniche e sociologiche complesse. Tutti questi punti insieme potrebbero creare ottime realtà; ci sono tanti esempi di cicli che possiamo fare, a partire da paesi con pochi abitanti e senza talenti particolari come la Svezia di Borg che portò 3-4 giocatori tra i primi 20 del mondo, tutti senza grandi caratteristiche tecniche. Non è la natura a creare lo spessore tecnico, ma gli insegnamenti, un’elevata cultura necessaria per poter generare elementi validi, l’educazione allo sport, all’etica, come ad esempio in Spagna. Poi c’è anche il discorso della “fame” dei giocatori dell’Est..
    Venendo a quello che purtroppo è stata la FIT, in 30 e passa anni di frequentazione, ho visto cose abbastanza particolari o bizzarre generate dalla scuola maestri, che è più che altro una struttra imprenditoriale, attraverso la quale viene divulgato il verbo della federazione. Le persone che guidano il “castello” hanno interessi particolari pronunciati e di natura diversa; per esempio io dico che uno come Binaghi secondo me non si mai messo in tesca un euro, ma è comunque una persona che ricercando la gratificazione personale è arrivato dove è arrivato; il problema nasce quando si scelgono i personaggi che devono comporre l’organico e si scelgono perché portano consenso, come in tutti sistemi politici. Questo nello sport non dovrebbe esistere. Altra cosa incredibile: la proposta fatta da Palmieri di diventare procuratore dei giocatori più forti italiani attraverso la federazione; praticamente la madre di tutti i conflitti di interesse, anche se il conflitto di interssi in sè mi sembra abbia perso di significato anche a livelli più alti quindi figuriamoci.. al momento in cui si presenta la possibilità di assistere economicamente un giocatore assitito dalla FIT o un altro, è facile capire come finirebbe.. Questo non avviene in alcuna federazione sportiva del mondo ed è quindi ancor di più uno scenario inquietante. Personalmente mi sono sempre tenuto a distanza da cordate e correnti politiche, nonostante come azienda (Shot n.d.r.) io abbia tantissimi contatti sul territorio nazionale. Non l’ho fatto perchè non voglio che possa rimetterci mio figlio e giocatore Flavio, anche se a dire il vero gli è già stato tolto qualcosa di importante ultimamente, ma questo è un altro discorso. Un ulteriore critica che si può fare alla federazione è che gli elettori non sono i giocatori o gli amatori bensì i circoli sportivi, contenitori di potere; Oggi che abbiamo Beppe Grillo sotto gli occhi possiamo intuire quanto una raccolta di firme nel mondo del nostro tennis non abbia senso, perchè non servirebbe a nulla a livello legale. E questa è la fortuna più grande di chi gestisce il sistema, insita nel fatto che gli elettori non sono i reali fruitori dello sport, ma semplicemente presidenti di circolo, una categoria eterogenea interessata, spesso, più al buiseness che al tennis. Parlo ovviamente in linea generale, perché esistono anche alcune situazioni positive. Ci vorrebbero ore per parlare di questi argomenti, per adesso fermiamoci..“

    Fin qui il blog di Alessandro.

    Invece io non mi fermo, e dico la mia personalissima opinione, quella di roberto:

    Non sono d’accordo con Castellani. A mio avviso non è il concetto di Federazione in sè a non funzionare, perché ne esistono altre che il loro mestiere fondamentale (quello di produrre giocatori) lo sanno fare bene. L’esempio francese credo che sia sufficiente.
    Il problema è che le federazioni sono organizzazioni, e come tali sono soprattutto fatte dagli uomini che le dirigono e dalle norme che le governano. I francesi hanno avuto un grandissimo dirigente nella persona di Philippe Chartrier, che ha svolto un’opera di qualità enorme a favore della Federazione francese. Noi, purtroppo abbiamo avuto Paolo Galgani, e i guasti prodotti dalla sua fallimentare gestione li stiamo ancora pagando.
    Credo che Binaghi sia una persona onesta e che sia molto più competente di Galgani, ma credo anche che lui abbia le mani legate. Mi spiego.
    Io penso che il problema della nostra federazione sia la cosiddetta governance, ovvero la struttura proprietaria.
    La federazione esprime il suo vertice (il Presidente e il Consiglio Federale) attraverso le elezioni tra i circoli, che lo controllano, e lo possono sfiduciare se non approvano il suo operato.
    I circoli, nella grande maggioranza, non sono interessati alla costruzione di giocatori di vertice, ma alla massimizzazione del profitto di breve periodo (lezioni private, soci, molti dei quali pensionati, eventi mondani, tornei, attività collaterali, etc.), e non sono interessati ad investire soldi e risorse nella costruzione di giovani tennisti. Insomma,non c’è incentivo a creare il “vivaio” come avviene per le società di calcio.
    E’ chiaro che si tratta di un ragionamento miope: se in Italia tornassimo a produrre campioni, il numero di soci, praticanti ed allievi crescerebbe a dismisura , con grandi profitti dei circoli. E infatti per fortuna ve ne sono alcuni che se ne rendono conto ed investono nei giovani. (Pleiadi, Parioli, etc.).
    Ma stando così le cose, per la maggior parte dei circoli l’importante è vivacchiare arrangiandosi alla meno peggio.
    Inoltre nei circoli comandano quasi sempre i consiglieri più anziani, che vedono con sfavore iniziative tipo l’incremento degli orari della scuola agonistica, a scapito dei soci, o la sostituzione di campi in terra con campi veloci, come le esigenze del gioco moderno richiederebbero.
    E quindi la Federazione stessa, essendo espressione dei circoli, non può prendere iniziative che vanno contro gli interessi di chi comanda nei circoli stessi.
    Pertanto, il settore tecnico è stato lasciato marcire per decenni nell’arretratezza generale, i centri di Riano, Formia e Cesenatico sono stati chiusi per mancanza di fondi, la scuola maestri per tanti anni ha formato maestri incompetenti, e da noi le nuove tecniche di esecuzione dei colpi e le moderne metodologie di allenamento sono arrivate con 10 anni di ritardo rispetto agli altri paesi, portatevi dai coach dei team privati, che spesso si sono formati con esperienze all’estero (un nome per tutti, quello di Rianna).
    Binaghi ha cercato di metterci riparo, è stata fondata Tirrenia, si sono rivisti gli obsoleti manuali tecnici federali, si è investito di più sulla formazione dei nuovi maestri e sull’aggiornamento dei vecchi, (come giustamente ricordava Stefar) ma ancora vi sono troppi ciarlatani incompetenti che sono stati muniti di targa da Galgani e che continuano a fare danni sui nostri giovani.
    Infine, proprio perché ai circoli non interessa un beneamato tubo del settore tecnico, Binaghi non può investire in esso quanto vorrebbe e quanto sarebbe necessario, altrimenti sarebbe sfiduciato e sostituito con un altro maneggione alla Galgani. Alla fine, una quota preponderante del bilancio federale è destinata all’esercizio del potere per il potere, e solo una piccola parte va al sostegno ai giocatori, nonché al centro Federale.
    Come abbiamo già scritto, i francesi hanno, oltre al centro federale del Roland Garros, che da solo è 5 volte Tirrenia, altri 10 centri federali periferici,ciascuno dei quali è grande e attrezzato come e meglio di Tirrenia, in cui si allenano con le migliori metodologie i più forti under della rispettiva regione. Da noi tantissimi ragazzini che non riescono ad entrare nelle inevitabilmente durissime selezioni per entrare a Tirrenia sono abbandonati a loro stessi e non hanno l’opportunità, non esistendo centri periferici, di allenarsi con altri ragazzini di livello adeguato e con metodi avanzati.
    Insomma, credo che il CONI dovrebbe poter togliere ai circoli il potere di eleggere il vertice delle Fit, che in tal modo non sarebbe ricostretto a rispondere del suo operato ad una cricca di vecchi tromboni e maneggioni, quali sono la gran parte dei consiglieri e presidenti dei circoli italiani.
    ci vorrebbe forse un lunghissimo periodo di commissariamento, fino a che non saranno state apportate le necessarie riforme “strutturali” al tennis italiano, che l’attuale assetto non può produrre.

  252. Nikolik scrive:

    Replico al lungo commento di Roberto, come al solito interessante, cercando, ancora una volta come al solito, di prendere un poco le parti della bistrattata federazione.
    Anche perché, altrimenti, se in questo blog non c’è qualcuno dalla parte della federazione, come fate a divertirvi? Uno parla male della federazione, tutti gli altri gli dicono che ha ragione e la discussione è presto terminata.
    Roberto, sai qual’è, non la verità, ma una delle verità? Che in ogni commento perdiamo sempre di vista i limiti del nostro sport.
    Mi spiego: qualunque approfondimento si voglia fare sul nostro sport si deve partire dal presupposto certo, sicuro, innegabile, che il nostro sport è molto, molto particolare e che, in buona sostanza, con umiltà e grande autocritica, come ho già detto diverse volte da quando ho inziato a frequentare questo blog, ci sono molti sport più belli e coinvolgenti del nostro.
    Non è uno sport di squadra. Se fai tennis, non fai amicizia, anzi, è uno sport molto individuale. E’ uno sport con frequenti movimenti uguali e ripetitivi. Le regole sono difficili come anche il punteggio. L’attrezzatura è molto costosa. Una partita dura tantissimo, in modo indecente per i tempi moderni, in cui non si può chiedere ad un uomo o a una donna del 2000 di stare davanti alla televisione per 3 ore. Insomma, per un ragazzo ed un bambino è l’ultimo degli sport, come divertimento. Oltretutto, adesso tutto è televisione ed il tennis, arroccato su regole astruse, formulate 100 anni fa e quasi mai cambiate, ha perso irrimediabilmente, e giustamente, la televisione.
    Come sempre, in ogni giudizio perdiamo di vista questi limiti.
    Riporto una parte del riassunto dei post precedenti fatto da Stefano: “Enzo Lojacono sostiene che un ragazzo di famiglia non particolarmente facoltosa pur con talento, non abbia NESSUNA possibilità di emergere; a meno che le conoscenze del maestro non siano tali da potergli trovare uno sponsor che creda nel bambino. E anche Fulvio è d’accordo stroncando le obiezioni del sottoscritto (chi è povero ha piú fame, etc etc etc).”il fatto caro è –sostiene “l’Unico che ha Cognizione di Causa”,-che per diventare bravi devi fargli fare moltissimi tornei a livello nazionale e internazionale e se la cassa piange mi dici come fai?”.
    Quindi, abbiamo chiarito, una volta per tutte, che il nostro è anche uno sport per ricchi.
    Inoltre, non ti sarà sfuggito, in questi ultimi 10-15 anni, quanti campi da tennis sono stati convertiti in campi da calcetto. Colpa della nostra federazione? Ma no, Roberto, dai, altrimenti dovrebbe essere merito anche, in parte, della della federazione del calcetto. Ma esiste? Chi la conosce la federazione del calcetto? E’ accaduto questo solo perché, obiettivamente, bisogna, pur a malincuore, riconoscere che il calcetto è più divertente, più coinvolgente.
    Attento, è logico che io, te, Stefano e tutti quelli che scrivono in questo blog preferiamo il tennis, ma è ai grandi numeri che bisogna guardare.
    Ragionevolmente, molti ragazzini fanno sport perchè gli amici vengono a prenderli sotto casa, in dieci, a dirgli: vieni, andiamo a giocare a pallone, a basket, a pallavolo, a calcetto…
    Invece, il reclutamento per noi è disagevole: occorre inevitabilmente un parente che ti prende per mano, ti compra una costosa racchetta, ti compra il completino (tutti gli altri sport di massa puoi giocarli anche a piedi nudi quasi), ti porta al circolo, ti iscrive ad un corso a pagamento. Niente cortili gratuiti con gli amici. Un parente ricco, per giunta (ma lo sai quanto costa un tubo di palle?).
    Hai ragione, invece, quando affermi di non essere d’accordo con Castellani. Che discorso è “Mi sembra incredibile che la federazione si prenda il merito della vittoria della Fed Cup, quando mette insieme solamente le migliori 2-3 atlete italiane che vengono però tutte da situazioni private, alcune anche dall’estero”?
    Perché, non è sempre legittimamente così, in ogni sport, per ogni federazione?
    Che merito ha la FIGC se l’Italia ha vinto i mondiali di calcio? Forse che ha allenato lei i giocatori? I giocatori li hanno allenati e fatti crescere, fin da bambini, le società private, nei loro settori giovanili, la Roma, la Juve, l’Inter, il Milan, ecc. La FIGC, come tutti, convoca i migliori, li allena per quella settimana, e se ne frega, se Totti si infortuna, o gioca male, avanti, se ne convoca un altro. E’ così per tutte le federazioni, per tutti gli sport, per tutte le nazionali.
    La federazione non deve assolutamente curarsi di tennisti e tenniste che sono liberi professionisti. Facciano le scelte che vogliono. Giustamente si limita alle convocazioni.
    Con questi limiti, potete criticare anche la federazione.
    Ma, veramente, mi spieghi perchè, come dice Cipolla, le cariche federali dovrebbero, addirittura, essere votate ed elette dai giocatori? In nessuna federazione è così. In tutte le federazioni sono i circoli, le società private che votano. Francamente, visto che sono loro, molto spesso, i proprietari dei campi, o che pagano l’affitto, non vedo perché non dovrebbero essere loro a scegliere le cariche federali. Anche nelle assemblee di condominio votano i proprietari, non gli inquilini. Veramente vuoi far decidere ai giocatori, agli atleti, le cariche federali? E perché?
    Sei veramente ingeneroso nel paragonare la situazione francese alla nostra.
    In pratica, sostieni la preferenza per l’esistenza di centri federali periferici: se non sbaglio è della tua stessa idea Pistolesi, nell’ultimo numero del Tennis Italiano.
    Ma ci vogliono un sacco di soldi, che la FFT prende dal Roland Garros, un evento sportivo di portata mondiale che noi ci sognamo e la cui mancanza, legittimamente, non può essere addebitata a nessuno, se non agli italiani degli anni ‘20 e ‘30, che hanno preferito concentrarsi nel far crescere il Giro d’Italia.
    Veramente, a parte Pierino, non comprendo l’astio nei confronti dei maestri di tennis. Quando Paolo Rossi, a 12 anni, ha cominciato a far vedere chi era, ha abbandonato il suo vecchio maestro di calcio di borgata per andare nelle giovanili della Juventus. Là, ha trovato maestri all’altezza.
    In Italia ci saranno almeno 30 maestri di tennis di livello internazionale, forse più, molti ex giocatori rpofessionisti.
    Certo, se il bambino non ha voglia di andarci, perchè proviene già da una famiglia benestante, perchè il tennis, alla fin fine, non lo diverte, perchè ci sono sport migliori, perché è uno sport solitario ed individuale e che chiede sacrifici personali enormi, che non puoi dividere nemmeno con compagni di squadra, beh, che deve fare la federazione? Nulla, come nulla fa la federazione russa, polacca, ceca. Solo che i loro bambini, ovviamente, come abbiamo detto miliardi di volte, hanno motivazioni maggiori, per ovvi motivi, che però non auguro ai nostri giovani.
    La realtà, una delle realtà, è che le convinzioni personali dei piccoli atleti non le può insegnare la federazione.
    La realtà, una delle realtà, è che nel nostro sport l’autonomia privata è fondamentale, la federazione al massimo può prestarti dei soldi da giovane, ma poi devi fare tutto da solo: cercarti un buon allenatore, un buon circolo, un buon medico e viaggiare tantissimo.
    La federazione non può costringere nessuno ad andare a giocare a Batumi ed a Telavi, se vuoi giocare, a 18 anni, a Reggio Calabria, buon per te.
    Preparati, che la prossima volta che vengo a Roma andiamo a giocare a calcetto.

  253. roberto scrive:

    Su richiesta di Stefano Grazia, incollo di seguito gli articoli del Capo Quarto del Regolamento Organico della FIT che disciplinano le modalità di trasferimento dei tesserati agonisti da un circolo ad un altro.
    La normativa, per capirci meglio, chiama il circolo con il termine “affiliato”.

    CAPO IV
    TRASFERIMENTI
    Art. 90 – Generalità
    1. La disciplina dei trasferimenti riguarda esclusivamente i tesserati muniti di tessera atleta.
    2. Il possessore di tale tessera è vincolato con l’affiliato di appartenenza
    a) se maggiorenne o minorenne appartenente al settore under 10, per l’anno in corso;
    b) se minorenne, con esclusione degli appartenenti al settore under 10, fino al massimo di quattro anni
    consecutivi o, comunque, fino al raggiungimento della maggiore età;
    e può trasferirsi ad altro affiliato con il rispetto delle condizioni e dei termini di cui agli articoli seguenti.
    3. Chi nell’anno precedente non aveva la tessera atleta può richiedere la stessa. senza formalità e senza procedura
    di trasferimento, a favore di qualsiasi affiliato.
    4. Il tesserato appartenente ai settori di età under 12 o under 14 non può ottenere il trasferimento ad altro affiliato,
    salvi i casi previsti negli articoli seguenti.
    5. Il tesserato appartenente ai settori di età soggetti all’indennità di svincolo, a cui, per qualsiasi motivo, non sia
    stata rilasciata la tessera atleta nell’anno precedente, resta comunque vincolato all’affiliato di appartenenza alle
    stesse condizioni e con gli stessi termini.
    Art. 91 - Cessazione del vincolo
    1. Per il tesserato atleta maggiorenne o minorenne appartenente al settore under 10, il vincolo cessa:
    a) se entro il 31 dicembre dà comunicazione scritta all’affiliato ed al Comitato provinciale di appartenenza
    dell’intenzione di svincolarsi;
    b) nei casi in cui è consentito lo scioglimento su domanda;
    c) nei casi in cui avviene lo scioglimento d’ufficio.
    2. Per il tesserato atleta che non ha ancora compiuto il diciottesimo anno di età, con esclusione di quelli
    appartenenti al settore under 10, il vincolo cessa:
    24
    a) al raggiungimento della maggiore età e comunque al termine del quarto anno consecutivo di vincolo, se entro il
    31 dicembre dà comunicazione scritta all’affiliato ed al Comitato provinciale di appartenenza dell’intenzione di
    svincolarsi;
    b) nei casi in cui è consentito lo scioglimento su domanda;
    c) nei casi in cui avviene lo scioglimento d’ufficio.
    3. Il tesserato atleta, dopo la cessazione del vincolo, è libero:
    a) di rinnovare il vincolo per lo stesso affiliato, per un ulteriore anno, per i tesserati atleti maggiorenni o
    minorenni appartenenti al settore under 10, e per ulteriori quattro anni e comunque non oltre il raggiungimento
    della maggiore età, per gli altri tesserati atleti minorenni.
    b) di trasferirsi ad altro affiliato:
    1) nell’anno successivo, nei casi a) del primo e del secondo comma;
    2) nell’anno in corso, nei casi b) del primo e del secondo comma;
    c) di tesserarsi per altro affiliato, senza necessità di pratica di trasferimento, nei casi c) del primo e del secondo
    comma.
    Art. 92 - Scioglimento del vincolo su domanda
    1. Lo scioglimento del vincolo tra tesserato atleta ed affiliato è concesso, su domanda del tesserato, nel corso
    dell’anno, nei seguenti casi:
    a) per il maggiorenne e per il minorenne appartenente al settore under 10:
    1) con il nulla-osta dell’affiliato di appartenenza;
    2) per il trasferimento della residenza in comune di altra provincia;
    3) per il trasferimento del domicilio in comune di altra provincia per motivi di lavoro o di studio;
    4) quando l’affiliato di appartenenza è sospeso da qualsiasi attività federale;
    5) per mancato rilascio della tessera (o mancata richiesta della sua emissione agli organi federali), in
    presenza dei requisiti.
    b) per il minorenne, appartenente ai settori under 16 ed under 18:
    1) se ha ottenuto il nulla-osta dell’affiliato di appartenenza e se, essendo soggetto all’indennità di svincolo,
    l’affiliato di destinazione l’ha versata all’affiliato di appartenenza o questi vi ha rinunciato;
    2) per il trasferimento della residenza in comune di altra provincia;
    3) quando l’affiliato di appartenenza è sospeso da qualsiasi attività federale;
    4) per mancato rilascio della tessera (o mancata richiesta della sua emissione agli organi federali), in
    presenza dei requisiti.
    c) per il minorenne, appartenente ai settori under 12 ed under 14:
    1) per il trasferimento della residenza in comune di altra regione;
    2) quando l’affiliato di appartenenza è sospeso da qualsiasi attività federale;
    3) per mancato rilascio della tessera (o mancata richiesta della sua emissione agli organi federali), in
    presenza dei requisiti.
    2. Il trasferimento della residenza o del domicilio deve essere comprovato con certificazione anagrafica o con atto
    equipollente, esclusa l’autocertificazione.
    Art. 93 - Scioglimento d’ufficio del vincolo
    1. Il vincolo tra tesserato atleta ed affiliato si scioglie nei seguenti casi:
    a) per cessazione di appartenenza alla F.I.T. dell’affiliato, per qualsiasi motivo;
    b) per scioglimento dell’affiliato;
    c) per trasferimento della sede dell’affiliato al di fuori del comune di appartenenza o dei comuni limitrofi facenti
    parte della stessa regione.
    2. In tali casi, i tesserati possono ottenere, senza procedura di trasferimento, anche per l’anno in corso, la tessera
    atleta da altro affiliato con le limitazioni previste successivamente.
    Art. 94 - Modalità del trasferimento
    1. Il trasferimento dei tesserati atleti avviene:
    a) per l’anno successivo, nei casi di cessazione del vincolo per decorrenza del termine;
    b) anche nel corso dell’anno, in tutti gli altri casi di scioglimento del vincolo, con le limitazioni successivamente
    previste.
    2. L’interessato deve presentare, al Comitato provinciale, per il trasferimento nell’ambito della provincia, o al
    Comitato regionale, per il trasferimento fuori provincia, la domanda di trasferimento con le seguenti modalità:
    a) nei casi di cessazione del vincolo per decorrenza del termine, entro il 31 dicembre, con allegati
    1) la tassa di trasferimento;
    25
    2) la copia della comunicazione di svincolo all’affiliato ed al Comitato provinciale di appartenenza;
    b) in tutti gli altri casi di scioglimento del vincolo, prima della richiesta della nuova tessera atleta, con allegati
    (per ciascun caso indicato in parentesi):
    1) la tassa di trasferimento (sempre);
    2) per i soli giocatori soggetti all’indennità di svincolo, la ricevuta del pagamento dell’indennità ovvero la
    dichiarazione liberatoria o di rinuncia dell’affiliato, sottoscritta dal presidente (articolo 92, comma 1,
    lettera b), n. 1);
    3) il nulla-osta (articolo 92, comma 1, lettera a), n. 1 e lettera b) n. 1);
    4) la certificazione anagrafica o l’atto equipollente comprovante il trasferimento della residenza o del
    domicilio (articolo 92, comma 1, lettera a), nn. 2 e 3, lettera b), n. 2 e lettera c), n. 1);
    5) la richiesta all’affiliato di rilascio della tessera (articolo 92, comma 1, lettera a), n. 5, lettera b), n. 4 e
    lettera c), n. 3).
    Art. 95 - Nulla-osta
    1. Il nulla-osta deve essere redatto dall’affiliato di appartenenza ed essere sottoscritto dal suo Presidente o da chi
    ne fa le veci.
    2. Esso deve contenere le generalità dell’interessato, gli estremi relativi al numero ed alla data del rilascio della
    tessera e la data della sottoscrizione.
    3. Il nulla-osta non può essere sottoposto a condizione alcuna.
    Art. 96 - Limitazioni ai trasferimenti
    1. Il tesserato atleta che ha rappresentato un affiliato in un qualsiasi Campionato nazionale a squadre non può
    ottenere la tessera atleta per altro affiliato fino alla successiva annata sportiva.
    2. Ai fini della rappresentanza di un affiliato l’inserimento dell’atleta nella formazione, dichiarata all’atto
    dell’iscrizione o presentata al Giudice arbitro, è equiparato alla materiale partecipazione alla gara.
    Art. 97 - Indennità di svincolo - Parametri
    1. L’indennità di svincolo si applica agli atleti minorenni (esclusi gli appartenenti al settore under 10), i quali, per
    l’anno agonistico nel quale richiedono lo scioglimento del vincolo per il trasferimento ad altro affiliato hanno
    parametro superiore a zero.
    2. I punti sono cumulabili e vengono attribuiti ai tesserati atleti nelle misure sotto riportate:
    a) punti attribuiti in funzione di classifica ed età, riferite all’anno agonistico nel quale si chiede lo svincolo:
    18 a. 17 a. 16 a. 15 a. 14 a. 13 a. 12 a. 11 a.
    classificato 1° 24 27 30 33 36 42 48 54
    classificato 2a/1° 16 18 20 22 24 28 32 36
    classificato 2a/2° 12 13,5 15 16,5 18 21 24 27
    classificato 2a/3° 9,6 10,8 12 13,2 14,4 16,8 19,2 21,6
    classificato 2a/4° 8 9 10 11 12 14 16 18
    classificato 2a/5° 4,8 5,4 6 6,6 7,2 8,4 9,6 10,8
    classificato 2a/6° 4 4,5 5 5,5 6 7 8 9
    classificato 2a/7° 3,2 3,6 4 4,4 4,8 5,6 6,4 7,2
    classificato 2a/8° 3 3,4 3,8 4,1 4,5 5,2 6 6,6
    classificato 3a/1° 2,8 3,2 3,6 3,8 4,2 4,8 5,6 6,2
    classificato 3a/2° 2,6 3 3,4 3,6 3,9 4.5 5,2 5,8
    classificato 3a/3° 2,4 2,7 3 3,3 3,6 4,2 4,8 5,4
    classificato 3a/4° 2,2 2,4 2,7 2,9 3,2 3,6 4,2 4,8
    classificato 3a/5° 2 2,2 2,4 2,6 2,8 3,2 3,6 4,2
    classificato 4a/1° 1,8 2 2,2 2,4 2,6 3 3,4 4
    classificato 4a/2° 1,6 1,8 2 2,2 2,4 2,8 3,2 3,6
    b) punti attribuiti in base ai piazzamenti nella fase nazionale dei Campionati individuali giovanili (under 16, 14 e
    12) e di prima, seconda e terza categoria:
    u. u. u. I II III
    26
    16 14 12 cat. cat. cat.
    vincitore 10 12 14 20 15 10
    finalista 8 10 12 16 12 8
    semifinalista 7 9 10 14 10 6
    perdente nei quarti 6 8 9 11 8 5
    perdente negli ottavi 5 7 8 9 6 4
    perdente nei sedicesimi 4 6 7 8 4 3
    perdente nei turni precedenti 3 5 6 7 2 2
    c) punti attribuiti in base ai piazzamenti nella fase regionale dei Campionati individuali giovanili (under 18, 16,
    14 e 12) e di terza categoria; non vengono attribuiti punti regionali a coloro che ne ottengono nella fase
    nazionale del medesimo Campionato:
    u. 18 u. 16 u. 14 u. 12 III cat.
    vincitore 2 3 5 6 2
    finalista 2 2 4 5 2
    semifinalista 1 2 3 4 1
    perdente nei quarti 1 1 2 3 1
    perdente negli ottavi 1 1 1 2 1
    d) punti attribuiti in base alla convocazione in rappresentative giovanili ufficiali a squadre (non cumulabili tra
    loro):
    punti
    rappresentative nazionali 5
    rappresentative regionali 2
    rappresentative provinciali 1
    3. Il parametro è il numero intero che si ottiene come somma dei punti; le frazioni di unità da 0,5 in aumento
    attribuiscono l’unità superiore, quelle fino allo 0,5 compreso l’unità inferiore; se il totale è superiore a zero ed
    inferiore a tre, il parametro viene comunque considerato pari a tre.
    4. I punti attribuiti per l’attività dei settori giovanili vanno moltiplicati per 1,2 quando il tesserato atleta
    appartenga al primo anno del settore.
    5. L’ammontare dell’indennità di svincolo si ottiene moltiplicando il parametro per la cifra base, stabilita dal
    Consiglio federale in € 250,00 (euro duecentocinquanta e zero centesimi).
    6. L’indennità di svincolo è corrisposta dall’affiliato di destinazione che tessera il giocatore.
    7. L’indennità di svincolo deve essere totalmente reinvestita per il perseguimento dei fini sportivi dell’affiliato.

    La costruzione più diabolica di tutta la normativa è l’indennità di svincolo, che il circolo in cui l’atleta intende trasferirsi dovrebbe corrispondere al circolo di provenienza. L’indeennità va determinata moltiplicando la somma di 250 euro per una delle tabelle sopra riportate (purtroppo incollate male), in modo da arrivare ad un importo crescente in relazione al valore del giocatore. In sostanza, una forma di tennis-mercato con prezzi predeterminati.
    Peccato che lo Statuto della FIT stabilisca che gli affiliati (i circoli) debbano essere organizzazioni dilettantistiche e senza fini di lucro!!

    E’ evidente l’intento di limitare, con la mobilità degli atleti, anche la concorrenza fra le scuole di agonistica, tutelando, in questo modo, i mediocri.

  254. Stefano Grazia scrive:

    Tradito dal titolo Genitori & Figli avevo chiesto, PRIMA DI LEGGERE L’ARTICOLO, di sviare tutti i commenti a Genitori & Figli,appunto…leggendolo, capisco che l’argomento è vasto, più centrato sulla Federazione, e non limitato a Genitori & Figli e quindi ritiro quanto detto…MA NON NASCONDO CHE PREFERIREI CHE I COMMENTI RIGUARDO GENITORI & FIGLI RIMANESSERO IN QUESTA AREA DEL BLOG COSIì E’ PIU’ FACILE POI ANDARE A RILEGGERSELI…Dicevo che avrei riportato i commenti più interessanti…

    tilden scrive:

    6 2007 alle 23:37
    Il confronto con la FFT é improponibile. In Francia ci sono 330.000 classificati ed 1.200.000 tesserati. In Italia il numero dei tesserato non credo superi i 200.000. Per dare un’idea delle differenze del movimento di base vi basti pensare che in Francia, in ogni torneo é il Giudice Arbitro che convoca i giocatori (si vi telefona sul cellulare con un giorno minimo di anticipo) ed ogni partita di qualsiasi torneo, a qualsiasi livello (anche NC contro NC) si gioca con un tubo di palle nuove fornito dall’organizzazione del torneo (il perdente poi si porta a casa le palline).
    How may roads must a man walk down before you can call him a man.. (per dirla con Bob Dylan) quanta strada deve fare la Federazione Tennis Italiana…

    karl scrive:

    7 2007 alle 00:28
    In ogni caso mi pare che la montagna Francese partorisca ottimi giocatori ( e non topolini) ma nessun vincitore di slam. La faraonicità dell’organizzazione non basta a creare il fuoriclasse assoluto che può uscire anche da organizzazioni ben più modeste. Già non sprecare i pochi talenti veri che escono sarebbe un deciso passo avanti per avere top players.

    marcos scrive:

    7 2007 alle 01:18
    tilden mi commuove: il dylan sul blog dell’ubaldo è un’accoppiata che non scorderò mai più!

    mi giungono notizie che vi trasferisco sinteticamente:

    molti circoli sono presi d’assalto da genitori che hanno, d’improvviso, riscoperto il tennis. sono genitori nati nella fine dei 60, nei primi del 70.
    un circolo della periferia milanese ha sostituito due campi di calcetto con due campi da tennis in terra. sì, in terra: tutti gli altri sono in mateco.
    un circolo in città, invece, sta pensando di trasformare due campi in terra in campi di cemento.

    la federazione dovrebbe formare dei commissari tecnici in grado di vagliare la realtà dell’insegnamento nel settore giovanile in ogni dove, aiutando i ragazzi più meritevoli. a mio parere, tirrenia potrebbe essere sostituita da 5 centri tecnici, più piccoli di tirrenia, dislocati in macroaree, in grado di fornire continuo aggiornamento ai maestri dei circoli privati. il pool di tecnici federali, dislocati come sopra, dovrebbe solo occuparsi della formazione e dell’aggiornamento dei maestri; i vertici della federazione dovrebbero solo occuparsi di reperire fondi per mantenere le strutture tecniche federali e per aiutare i circoli a sostenere i giovani più promettenti nella loro iniziale carriera agonistica. le decisioni tecniche dovrebbero esser prese solo dal pool dei tecnici federali. i vertici federali dovrebbero avere solo mansioni di marketing: in quest’ottica, non c’è alcun bisogno che i vertici siano scelti tra uomini o donne del settore; c’è bisogno di gente in grado di rastrellare quattrini. gente che fa questo per mestiere. solo i risultati ottenuti dai circoli garantirebbero fondi federali necessari al mantenimento di giovani non in grado di affronatare le crescenti spese: in questo modo, i circoli non avrebbero più alcun legame con i vertici; non avrebbero più interesse a mantenere un presidente per questioni politiche, o di vicinanza o più materiali. i giovani migliori cercherebbero questi circoli, per migliorarsi. il presidente non potrebbe garantirsi l’elezione, promettendo ai presidenti mari e monti; i presidenti non garantirebbero i loro voti al candidato più riconoscente, ma voterebbero il candidato più bravo a gestire le entrate del bilancio federale.

    il mio circolo ha vinto le gare giovanili a squadre ed individuali: la federazione, automaticamente, senza manco sapere il nome del presidente di circolo, stacca l’assegno e ne verifica l’utilizzo.

    e i soldi? mi chiederete. quanto costa tutto il carrozzone adesso? vi chiedo io. ce ne sono pochi, ora? si razionalizzi quel poco che c’è e si punti tutto su centri federali territoriali, magari, iniziando da uno o due.

    è impensabile che si raggiungano risultati, se nessun tecnico federale sa cosa c’è in giro, per i vari circoli italiani. non basta leggere i risultati del nike tour o dei topolino, per farsi un’idea dei 97 o dei 98 italiani e dei loro maestri. la presenza del tecnico federale, in ausilio tecnico ai maestri dei circoli, dev’essere costante e propositiva. ed i maestri dei circoli dovrebbero sfornare mensilmente relazioni, dati e risultati ai tecnici federali di zona.

    ho buttato giù qualche proposta alla rinfusa, ma senza una razionalizzazione del rapporto tra circoli e federazione, senza un decentramento del centro tecnico federale, senza un diverso rapporto tra presidenti dei circoli e vertici federali, senza un continuo controllo sullo stato dell’insegnamento privato, la federazione non ha alcuna ragione d’essere, che non sia quella di rappresentanza. se dev’essere così, si invitino pietrangeli e la sig.ra pericoli ad occuparsene: sarebbero, senza meno, all’altezza.

    QUINDI, POSSIAMO RIPRENDERE DA QUI,DIREI…

  255. Nikolik scrive:

    Roberto, ma come hai fatto a fare copia e incolla?
    Io avevo individuato la norma, come riportata nel mio commento precedente, ma non sono riuscito a copiarla, con questi maledetti files pdf…sono l’uomo meno tecnologico d’Europa.
    In ogni caso, non concordo con le tue conclusioni, anche perché devo continuare il mio compito consueto di sponsor della federazione.
    Tu affermi:”Peccato che lo Statuto della FIT stabilisca che gli affiliati (i circoli) debbano essere organizzazioni dilettantistiche e senza fini di lucro!!”
    E, infatti, l’art. 97, settimo comma, da te stesso citato, dispone testualmente che “L’indennità di svincolo deve essere totalmente reinvestita per il perseguimento dei fini sportivi dell’affiliato”.
    Se poi questo non viene fatto, è un altro discorso, passibile di sanzione disciplinare, ma, comunque, non si può accusare il Regolamento Organico di essere in contrasto con lo Statuto FIT.
    Sei veramente ingeneroso, poi, quando concludi che “E’ evidente l’intento di limitare, con la mobilità degli atleti, anche la concorrenza fra le scuole di agonistica, tutelando, in questo modo, i mediocri”.
    Non è così.
    Roberto, non fare come Tommasi, non ti fare travolgere dalla foga anti-federale!

  256. roberto scrive:

    Caro Nikolik, hai ragione nel difendere la coerenza FORMALE delle norme (e vorrei anche vedere che non ci fosse, dal momento che la stesura dei regolamenti viene fatta da studi legali profumatamente pagati). Però in concreto come fa la FIT a verificare cosa ci fanno i circoli con le indennità di trasferimento?
    E poi il punto non è questo. A quanto mi consta, tutto il marchingegno fa sì che, all’atto pratico, i trasferimenti in concreto siano pochissimi.
    Ora, perdonami, ma le mie confuse nozioni di economia mi dicono che se io sono un consumatore, intenzionato a fruire per mio figlio di un servizio (quello di addestramento al tennis agonistico), e sono costretto a stipulare un contratto di durata almeno quadriennale, senza che possa negoziare su questa clausola, ne viene fuori che la mia possibilità di scegliere fra i diversi soggetti che offrono lo stesso servizio diviene nulla. Se un consumatore non pùo scegliere, è evidente che la concorrenza non opera.
    Tutto questo non si chiama restrizione della concorrenza?
    E poi, se leggi i miei post passati, vedrai che quando la Federazione fa scelte positive, come l’affidare Tirrenia ad un Furlan, sono il primo ad elogiarla, non ho pregiudizi, credimi. Mi sta solo a cuore il nostro movimento, essendo io soprattutto un tifoso.

  257. Stefano Grazia scrive:

    Nikolic, in soldoni e in linguaggio terra terra, dicci alfine: tu sei d’accordo col fatto che a 12 aa se fai la tessera FIT con un Circolo poi devi giocare per quel circolo per almeno 4 anni?
    Si o No?
    E poi magari se sei d’accordo come temo, spiegaci anche perchè: perchè sei geloso che giorgio abbia dato a me la nomea di bastian contrario e invece ti senti tu il vero seguace di Demostene, o perchè ci credi davvero?

  258. Nikolik scrive:

    Caro Roberto, nella mia qualità di indegno rappresentante federale in questo blog, cercherò di rispondere ai tuoi dubbi, alle tue domande ed alle tue osservazioni, che sono più che legittime.
    Inziamo dalla tua domanda: come fa la FIT a verificare cosa ci fanno i circoli con le indennità di trasferimento?
    Roberto, io sono sicuro che tu, come la maggior parte dei frequentatori di questo blog, hai fatto e fai vita di circolo, che sicuramente frequenti da tanti anni.
    I circoli di tennis altro non sono altro, giuridicamente, che delle associazioni non riconosciute: come tutte le associazioni, hanno un presidente, un tesoriere, un consiglio e, ogni anno, c’è anche l’assemblea dei soci. Se l’indennità di trasferimento va a finire nelle casse dell’associazione, non c’è più possibilità che essa venga utilizzata per fini diversi dal “perseguimento dei fini sportivi dell’affiliato”, come dispone correttamente la norma, vale a dire per contribuire a pagare, che ne so, lo stipendio dei maestri (se sono stipendiati), le trasferte per i tornei, la manutenzione dei campi, il pagamento delle bollette, ecc. Insomma, quell’indennità contribuisce al pagamento delle spese del circolo e quindi direi che va bene. Oltretutto, troppe persone dovrebbero essere d’accordo sull’utilizzo illecito dell’indennità (il presidente, il maestro dell’allievo trasferito, i componenti del consiglio…). E, poi, chi la intascherebbe di costoro?
    Insomma, l’unico sistema per utilizzare l’indennità di trasferimento senza che essa sia utilizzata per il “perseguimento dei fini sportivi dell’affiliato” sarebbe il pagamento in “nero” della medesima.
    Ma ciò è praticamente impossibile: infatti, tale pagamento in “nero” non potrebbe avvenire certo con denari provenienti dalle casse del circolo “acquirente”. Ogni uscita di denaro dalle casse del circolo deve avere una giustificazione, perché il circolo ogni anno sottopone il bilancio stesso all’approvazione dell’assemblea dei soci. Occorrerebbe che uno dei soci del circolo “acquirente” pagasse di tasca sua. Ma, a parte il fatto che nessuno lo farebbe, ci sarebbe anche il problema del circolo “venditore”, che non potrebbe contabilizzare un simile pagamento in nero e potrebbe essere costretto a render conto del suo operato da un qualunque suo socio, che, legittimamente, venuto a sapere del trasferimento di un allievo promettente del suo circolo, chiederebbe sicuramente al proprio presidente di sapere quanto denaro è stato realizzato dalla cessione.
    Insomma, per rispondere alla tua domanda: la FIT, per verificare cosa ci fanno i circoli con le indennità di trasferimento, si affida ai tesserati onesti come te, Roberto. La FIT ti chiede di vigilare sui conti del tuo circolo, ti chiede di esercitare i tuoi diritti di controllo di socio del tuo circolo, ti chiede di partecipare alle assemblee e di stimolare gli organi direttivi del tuo circolo ad ulteriori controlli. Insomma, la FIT sei tu, la FIT è composta da tesserati, tu sei tesserato. La FIT si aspetta che tu denunci le irregolarità.
    Passiamo al problema dei trasferimenti. Il problema dei tasferimenti non c’è, ovviamente, per gli adulti e per i bambini. C’è solo per i ragazzini dai 10 ai 18 anni. Al di fuori di quella fascia di età, c’è assoluta libertà, basta una semplice raccomandata e sei libero, con l’unico ovvio limite di rispettare l’annata sportiva.
    Con i limiti di trasferimento per i soggetti dai 10 ai 18 anni di età, tu affermi che “E’ evidente l’intento di limitare, con la mobilità degli atleti, anche la concorrenza fra le scuole di agonistica, tutelando, in questo modo, i mediocri”.
    In realtà, si cerca di tutelare non i mediocri, ma i deboli, e la battaglia a favore dei deboli e degli oppressi è sempre quella giusta o, se non è quella giusta, non è nemmeno quella sbagliata.
    Mi spiego: io sono un circolo piccolissimo di provincia e il figlio di un mio socio è un piccolo campione in erba. Io circolo (per una volta mi immedesimo non in una persona ma in un’associazione) faccio un mare di sacrifici, litigo con i soci per lasciare sempre un campo a disposizione al campioncino, gli dedico un maestro tutto per lui, mi iscrivo ai campionati solo per far giocare lui, partecipo attivamente alla sua formazione ed educazione e, quando arriva finalmente il momento di avere qualche soddisfazione, zac, arriva un mega-circolo di Milano e Roma che a 13 anni me lo porta via senza un grazie, lasciandomi con un cerino in mano.
    Beh, ammetterai che non è tanto giusto e che le cose non vanno viste solo dalla prospettiva di voi genitori, ma anche da quella dei circoli, che vanno tutelati dalle “rapine” di giovani speranze da parte di circoli più forti e ricchi, che si ritrovano giocatori già formati, almeno in parte, grazie a sacrifici di altri.
    Se un circolo non è minimamente tutelato, allora sì che si verifcherà ancora più spesso quello che temi, che cioè i campi siano riservati ai soci pancioni come me e non ai giovani atleti. Perché un circolo dovrebbe investire sui giovani se, tanto, alla fine arriva il mega-circolo che si prende il meglio?
    E, ancora: hai applicato i parametri federali? Hai provato a fare una simulazione. Io sì.
    Roberto, facciamo il caso, solo per esempio, della Dentoni a 17 anni, e guarda che ho già preso un esempio oneroso, perchè lei è la indiscutibile n. 1 italiana del suo anno.
    Lei ha una classifica 2.2: 13,5 punti; è arrivata in finale ai campionati italiani under 16 (battuta da Alessandra Di Batte): 10 punti; nessun punto per i campionato regionali perché ha fatto i campionati italiani; convocazione in nazionale: 5 punti, totale 28,5, cioè parametro 29. 29x 250= 7.250.
    Roberto, la verità è che con la miseria di 7.250 euro ti portavi via la n. 1 italiana. E ho fatto l’esempio della n. 1 italiana, ma la maggior parte dei junior ha parametro zero. Si tratta solo, come puoi immaginare, di un rimborso spese, altro che indennità di trasferimento.
    Ragionevolmente, devi ammettere che queste cifre, per la n. 1 italiana, non rappresentano un ostacolo per il trasferimento e ancor meno per ragazzini che hanno parametri ben inferiori, pari allo zero o poco più.
    Francamente, dovrai ammettere che questo marchingegno non fa sì che, all’atto pratico, i trasferimenti in concreto siano pochissimi, come hai detto tu. Se sono pochissimi, i motivi devono essere proprio altri. E probabilmente sono che i bambini e ragazzini italiani non amano spostarsi dalle loro agiate situazioni familiari ma, chiaramente, chi vuol farlo lo fa senza eccessivi problemi.
    Tu ti definisci un consumatore, intenzionato a fruire per tuo figlio di un servizio (quello di addestramento al tennis agonistico), costretto a stipulare un contratto di durata almeno quadriennale, senza che tu possa negoziare su questa clausola.
    Roberto, però veramente non comprendo il tuo ragionamento: tu e tuo figlio siete liberissimi di fruire di quel servizio che chiedi, quello di addestramento al tennis agonistico, in tutta italia e anche all’estero. Qual’è il vincolo? L’unico vincolo è di essere tesserato per un circolo, ma tuo figlio può andare ad addestrarsi dove vuole, a Milano, a Catania, a Treviso, al circolo a fianco a quello in cui è iscritto, dove vuole. Certo, rimarrà tesserato per un altro circolo, ma qual’è il problema? Miccini si allena in america, ma immagino sarà tesserato per un circolo italiano.
    Oltretutto, visto che pagherai di tasca tua il nuovo maestro, non penso ti faranno grossi problemi se tuo figlio non sarà tesserato per il circolo in cui lavora il maestro di cui ti fidi.
    Ma c’è di più: questi limiti al trasferimento (anzi, al tesseramento, è diverso) dei minori sono stati previsti a loro tutela, ecco qual’è la verità. Per evitare che si faccia mercimonio di atleti che, pur promettenti, sono solo delle speranze, per cui si preferisce non allontanarli, così giovani, dai loro luoghi di origine. Prevedendo dei limiti, che comunque possono essere agevolmente superati solo in presenza di grandi motivazioni e con il neccessario appoggio di tutto il nucleo familiare, si cerca di porre un freno a eventuali avventurieri che, aggirandosi per i circoli con false promesse e falsi inganni, convincano dei minorenni di essere dei campioni e a trasferirsi solo al fine, magari, di aumentare agonisti ed iscritti di un altro circolo.
    Viva La FIT.

  259. Stefano Grazia scrive:

    Ma veramente io invece di fare il caso di Corinna Dentoni che eventualmente viene richiesta e pagata da un circolo, facevo il caso di Pietrino Barazzulli,12 anni, i cui genitori, i poveri sprovveduti Tano e Gina, dopo due anni in un circolo dove non c’è buona attività, non ci sono maestri e/o coach coscienziosi, non ci sono coetanei con cui giocare, vorrebbero provare a cambiare circolo,per cambiare aria, per rigenerarsi, perchè hanno sentito che in quel dato circolo c’è un buon gruppo…
    Certo, possono andarci lo stesso, e poi continuare a giocare con la tessera del vecchio circolo, ma il Nuovo Circolo potrebbe non accettare ul povero Pietrino e comunque continuerebbe a favorire giustamente i soci del circolo,non gli esterni…Il mio ragionamento è proprio terra terra e lontano mille miglia dal tuo fine intercalare da avvocato…
    Ma una curiosità:tu,quindi,nella diatriba baccini-tommasi e poi baccini-gazzetta/scanagatta sei sulla lunghezza d’onda di Baccini? Non che sia una colpa, beninteso, ma giusto per capire…Perchè in effetti il tuo argomentare è molto convincente e mi fa vedere le cose dall’altro punto di vista…non mi hai convinto ma ora sono sicuramente un uomo migliore…

  260. roberto scrive:

    Nikolik, anzitutto grazie per esserti preso la briga di rispondermi in modo così esauriente, nonché per essere andato a fare la simulazione usando la Corinna come esempio.
    Ti dico però subito che non mi convinci, Nikolik.
    Anzi, certe volte, a leggere le tue argomentazioni, mi viene, in amicizia, il dubbio che tu mi voglia prendere in giro. Insomma, a Roma diciamo: ma ce fai o ce sei? Mi spiego.
    Punto primo. L’uso dei soldi derivanti dalle (rare) indennità di trasferimento. Il fatto che il tesoriere del circolo non se li metta in saccoccia, non vuol dire affatto che essi vengano investiti in fini sportivi dell’affiliato. Sappiamo bene entrambi, Nikolik, quante attività collaterali facciano i circoli, e magari quei soldi vanno a pagare il maestro di salsa e merengue per intrattenere le socie di mezza età, magari annoiate dai mariti…
    altro che essere reinvestite nel settore tecnico!
    Punto secondo. Il piccolo circolo di provincia. E’ proprio questo il punto. In un mondo ideale, un piccolo circolo di provincia, che ha la fortuna di vedersi capitare tra le mani un campioncino, dovrebbe avere l’onestà di ammettere che il suo maestro Pierino non è in grado di supportarlo, chiamare un maestro del settore tecnico, farglielo vedere e decidere insieme ai genitori del ragazzo quale soluzione adottare per non disperderne il patrimonio tecnico. In altre parole, il circolo di provincia deve fare una gestione degli atleti commisurata alla propria realtà… Invece la norma consente a questi circoli di tenersi in casa per quattro anni il ragazzino promettente, sfruttandone le qualità nelle competizioni a squadre, e quando questo finalmente se ne può andare ad allenarsi presso una struttura seria ha ormai perso il tram per diventare forte veramente…
    Punto terzo. Allenarsi in una struttura e rappresentarne un’altra. Ma mi prendi in giro Nikolik? Sanno tutti che concretamente non è una soluzione praticabile, perché nel circolo dove sei tesserato sei un “tollerato” perché non ti alleni da loro, e altrattanto avviene là dove ti alleni, perché poi non li puoi rappresentare nei tornei. Molti che conosco, ci hanno provato, e non era una situazione sostenibile.
    Riconosco, invece, la bontà del tuo ragionamento quando dici che questo sistema ha se non altro il vantaggio di salvaguardare bambini e famiglie meno informati da personaggi pericolosi e ciarlatani. E’ vero. Ma i genitori informati, invece, che magari hanno fatto una cavolata nella scelta iniziale del circolo, e nel frattempo, essendo diventati pratici dell’ambiente, si sono resi conto dell’errore?
    In un sistema economico (e sociale), ogni volta che si elimina una parte di rischio, si elimina anche una possibilità di profitto. E qundi noi genitori non rischiamo di finire in mano ai ciarlatani, e proteggiamo i nostri figli, ma in cambo magari perdiamo l’opportunità di farne dei campioni, anche laddove putacaso le potenzialità ci sarebbero..
    ‘Notte Nikolik, salutami la Corinna, che da domani gioca al 25.000 di Reggio Calabria, e speriamo in un altro buon risultato dopo la trionfale tourneè georgiana.

  261. Stefano Grazia scrive:

    grazie roberto per aver dato corpo in forma più articolata ai miei stessi dubbi e a quelli della famiglia Barazzulli che sono anche quelli della Famiglia Grazia ogni qual volta si pone il problema di rientrare in Italia…Prendiamo per esempio Bologna: la dispersione regna sovrana con una decina di circoli storici e almeno altrettanti meno noti ma magari anche più agguerriti: come districarsi dovendo scegliere così all’improvviso, cercando di mediare fra coaches, distanze, programmi, gruppo di coetanei… Alla BTA ci sono Zavoli e Buzzelli ma non hanno U14 e sono ,rispetto a noi,a casa di dio: infatti il gruppo di ragazzini di Ferrara ci mette meno tempo di noi ad arrivare,…Ai Giardini Margherita ,il bellissimo Circolo nel centro città dove il programma agonistico è diretto da Trevisan, ex socio di Zavoli ai tempi di Garbin,Lubiani e Camerin, l’anno scorso i ragazzini erano mandati ad allenarsi a Rastignano, sede dell’ex mitico Junior,ancora più in là…Al CRB,dove si svolgeva il Torneo ATP, e che sarebbe quello a noi più vicino, Padovani se n’è andato al Match Ball di Firenze e in seguito a ristrutturazione con spostamento degli interessi precipui a favore del basket c’è stato un attimo di sbandamento e per esempio lì giocava con Padovani prima e Albertini poi unodei migliori U10 bolognesi, P. Neri…Adesso Albertini sembrerebbe essersi unito a Giovanni Toni nella cordata che ha rilevato il TCA (dove noi eravamosociprima di tornare all’estero) e che è stato addirittura chiuso per qualche mese dopo un anno di folle sbandamento,nonostante la presenza di Camporese…E sto lasciando fuori la mitica Virtus, il Nettuno, il Circolo di Casalecchio…e chissà quanti altri…A prescindere dalla dispersione (m’immagino che in ogni Circolo vi siano uno o due giocatorini, coccolati e allevati come se fossero dei principini invece di metterli insieme una volta a settimana o una settimana al mese o almeno nei week end!) in un Centro Federale Provinciale e attraverso lo stimolo competitivo farli crescere), dover scegliere sapendo che poi una volta fata la scelta quella è per 4 anni, a me continua a sembrare non solo sbagliato ma anche follia … Ci dovrebbero essere altri modi per impedire la Tratta degli Schiavi, o davvero non c’è altra via?
    Il ce sei o ce fai a Nikolic l’avevo già chiesto anch’io in altra area e a volte ormai mi sorge il sospetto che lui sia un principe del foro che usi questa (e magari altre)palestra per esercitarsi nel sostenere una tesi opposta …

  262. Claudio scrive:

    Voi dite che il vincolo riguarda solo il tesseramento col vecchio circolo e poi il ragazzino si può allenare dove vuole.

    Questo significa che, il circolo che lo accoglie dovrebbe tollerare il fatto che non sia un suo tesserato, non potrà quindi farlo giocare nelle gare a squadre, ma chiaramente se è seriamente interessato al ragazzo non gli vieterà sicuramente di allenarsi da loro.

    E fin qui ci siamo, mi pare, le mie domande ora sono :

    Alle gare individuali potrà partecipare, ad es. i tornei FIT potrà farli?
    In pratica NESSUNO gli può vietare di partecipare a questi tornei?
    Il circolo cedente per tenere l’atleta vincolato deve per forza tesserarlo?

    Vi ringrazio per la disponibilità.

  263. thomas yancey scrive:

    Non sono ferrato quanto voi nella conoscenza dell’effettiva realtà dei circoli in Italia. Mi pare ad ogni modo che l’elemento comune nelle vostre disamine sia la concreta inadeguatezza dei circoli a favorire la crescita di potenziali buoni tennisti e la sostanziale incapacità della Federazione di proporre una strategia complessiva veramente adatta alla bisogna.
    La mia esperienza di osservatore occasionale mi dice che i circoli non sono nella condizione di far crescere giovani atleti. Per la semplice ragione che il loro motore sono i soci già abbondantemente cresciuti in età. Il paragone con le società calcistiche, anche di categoria infima, non regge. Di conseguenza, è improponibile anche il raffronto tra FIT e FIGC. L’attività educativa che viene svolta nelle associazioni calcistiche è rivolta esclusivamente ai ragazzi. Nessun maestro di calcio si sognerebbe di insegnare a giocare a chiunque abbia superato l’adolescenza, né di intrattenere giocatori più o meno mediocri di un tempo che fu. Gli appassionati anziani si organizzano da soli o in associazioni create esclusivamente con finalità ricreative per soci adulti.
    Il tennis è uno sport con caratteristiche molto diverse dalle altre discipline agonistiche più diffuse. Si può giocare sostanzialmente a tutte le età, anche in condizioni fisiche che renderebbero impossibile, se non ridicola, l’idea di praticare altri sport; non c’è preclusione o disparità di sesso; richiede la possibilità di poter spendere una certa quantità di denaro. La domanda nel mercato è fatta dunque essenzialmente da una massa di persone che con l’attività agonistica professionale non hanno nulla a che spartire; oppure da ragazzi molto spesso trascinati sui campi dai loro genitori, per i più diversi motivi. E’ quindi del tutto evidente che l’offerta è conforme alla richiesta: maestri che sono intrattenitori a tutti gli effetti, sempre più demotivati a migliorare professionalmente, grigi nei comportamenti come i loro allievi lo sono nei capelli. Se fossi un ragazzo mi terrei ben lontano da un circolo di tennis. Certo, non è la realtà assoluta. Ma ho buoni motivi per ritenere che sia quella dominante.
    La Federazione dovrebbe svolgere e propugnare un’attività ben diversa. Non si può continuare a sostenere di voler incidere significativamente nella cultura sportiva giovanile mentre si continua ad effettuare le iniziative tennistiche offrendo qualche sporadica vetrinetta spettacolare e foraggiando alcuni giardini d’infanzia e molti parchi geriatrici. Quel che occorre è una visione organica che faccia coincidere l’occasione per i ragazzi di fare tennis con la conoscenza reale, inserendo i giovani aspiranti agonisti in contesti programmatici che permettano loro di capire cosa effettivamente è oggi (e cosa è stato) questo determinato fenomeno sportivo. Ma soprattutto è necessario che queste occasioni diventino durevoli: che significa progettare circuiti permanenti sul territorio (in ognuno almeno dei grandi capoluoghi di regione) che prevedano certo lezioni, ma anche esibizioni, incontri e scambi d’esperienze con tennisti professionisti di livello elevato e con altri giovani aspiranti atleti agonisti.
    In tal modo si creerebbe ogni premessa per migliorare significativamente la qualità di tutti: dirigenti, maestri, allievi.
    Ma è necessario dissipare le nebbie della confusione.

  264. Nikolik scrive:

    Stefano, scusami, ma come potrei, in questo luogo, deputato alle disquisizioni su genitori e figli, parlare della diatriba baccini-tommasi?
    Stefano, mi meraviglio di te, abituale censore, crociato contro gli off-topic, ora intendi portarmi sulla cattiva strada e incitarmi addirittura ad andare off-topic?
    Comunque, amici, né ci sono né ci faccio, desidero unicamente stimolare il dibattito.
    Pur non essendo d’accordo con lui, ad esempio, riconosco che Roberto ha ragione quando afferma che allenarsi in una struttura e rappresentarne un’altra è disagevole. Da persone pratiche occorre prenderne atto. E’ tutto vero quel che dice Roberto.
    Però, due considerazioni: la prima, è che la norma che non lede gli interessi particolari di qualcuno, o di qualche categoria di soggetti, non esiste. Roberto, la FIT deve pensare alla massa dei tesserati, è logico che qualcuno venga danneggiato, è sempre così per ogni norma.
    Ammetterai che le difficoltà che tu dici sono rare: si possono verificare solo in presenza di una serie di circostanze negative.
    Ad esempio, fino ai 10 anni tuo figlio è liberissimo. Io ho iniziato a giocare a 8 anni, ma ora i bambini iniziano molto prima. Quindi, tu genitore hai anni per scegliere il circolo ed il maestro adatto, non è vero che non puoi cambiare, almeno all’inizio. Non è poco.
    Poi, ragionevolmente, il problema si può porre per il bambino veramente molto promettente, cioè nell’un per cento dei casi. Se mio figlio è solo bravino, che motivo c’è di farlo girare come una trottola? Che giochi con i suoi amici, faccia vita sana e buonanotte. Io sono sicuro che ti puoi accorgere molto presto delle attitudini tennistiche di un bambino e del suo talento, dopo 3 anni che gioca.
    Però ammetterai che se il tuo bambino è veramente molto promettente, e non solo bravino, il problema non si pone: ogni circolo te lo accoglie a braccia aperte, allecconito di dare ospitalità al nuovo presunto Panatta, anche se è tesserato per altri. Tutti vorranno allenarsi con il tuo bambino.
    Solo se è normalmente bravo possono esserci difficoltà. Ma, allora, perché trasferirlo? Lascialo divertire.
    Proprio in questo blog c’è stato chi ha detto (Stefar, forse? Non mi ricordo) che o tuo figlio è tra i top 5 d’Italia o è meglio darci su. E non temere che se tuo figlio è tra i top 5 d’Italia under 12 o 14 ogni circolo te lo prende, anche se non è tesserato presso di esso, anche perché non ti dimenticare che paghi, oltretutto, perché te lo prendano, e pecunia non olet, anche quella dei tesserati presso altro circolo.
    Non dimenticare, poi, che tuo figlio può svincolarsi quando vuole se si trasferisce in altra regione. Quindi, se tu lo mandi ad allenarsi in Lombardia, o in Emilia Romagna, o in una academy fuori regione, scelta che fai, appunto, quando è veramente molto promettente, ecco che il vincolo quadriennale non esiste.
    E ancora. Nelle vere situazioni di emergenza (ho detto di emergenza) puoi anche giovarti della norma che consente lo svincolo “per mancato rilascio della tessera (o mancata richiesta della sua emissione agli organi federali), in presenza dei requisiti”. In pratica, basta che non rinnovi la tessera per un anno. Poiché il problema è solo per quelli under 14 (per gli under 16 c’è più libertà), il male è relativo. Peraltro, molti maestri, a quella età, sono contrari alla partecipazione a molti tornei. In condizioni di emeregenza (ho detto emergenza) puoi fare anche quella scelta.
    Insomma, dovrai ammettere che il problema riguarda, legittimamente, pochi soggetti e, in ogni caso, in un modo o nell’altro una soluzione la trovi.
    Quindi, Stefano, anche il piccolo Barazzulli ha poco da temere.
    Su una cosa siamo d’accordo, Roberto: forza Corinna!

  265. kill bill scrive:

    cito Nikolik
    ” Io sono sicuro che ti puoi accorgere molto presto delle attitudini tennistiche di un bambino e del suo talento, dopo 3 anni che gioca ”.
    ne sei proprio sicuro ?.
    Il numero 6 d’ Italia deve andare a fare attività ricreativa ?
    ” lascialo divertire ” e se li non si diverte più ?
    perchè devo pagare il circolo per andarmene quando ho sempre pagato , e bene , per farlo giocare ?
    ” basta che non rinnovi la tessera per un anno ” ho letto bene ?
    ”riguarda pochi soggetti ” ?????????? volevi dire : riguarda pochi soggetti che valgono , per il resto non vale la pena di perder tempo ?
    ” in un modo o nell’altro una soluzione la trovi ” si, all’italiana .
    Si fa una cattiva norma e poi si trova il modo di aggirarla.

  266. Bobo scrive:

    Caro Nikolik,
    permettimi di dissentire totalmente dalla tua opinione sul vincolo per i giovani atleti.
    Ti spiego subito il perché. Una tutela per i circoli sarebbe logica se i circoli investissero effettivamente sui loro vivai. Purtroppo, con la scusa che questo sport è uno sport individuale e che è intrinsecamente costoso, i circoli si fanno generalmente pagare per allenare gli atleti, spesso molto profumatamente. E allora quale investimento sostengono?
    L’investimento lo sostengono i genitori, che dunque (sia giusto o no da un punto di vista tecnico) dovrebbero essere “i titolari degli eventuali diritti” (leggi anche parametro di svincolo). In una simile logica di mercato le protezioni ed i vincoli imposti dai governi (la FIT in questo caso) hanno sempre provocato più disastri che benefici. Potrebbero essere gli stessi circoli che vogliono investire (ad esempio allenando gratis o a basso prezzo) a stipulare con gli atleti di interesse un “contratto” o un “impegno d’onore”. Mi pare che ciò accada in altri sport ed in altri paesi da cui abbiamo ancora da imparare (non fa così anche il famoso Nik Bollettieri?).
    Per quanto mi risulta, il vincolo ha soltanto generato ingiuste grane ai genitori: già costretti a pagare profumatamente un servizio (più o meno buono) che né i circoli né la federazione offrono, non sono più neppure in grado di scegliere da chi comprarlo!
    E ti assicuro che anche i piccoli circoli non ne hanno goduto: i bambini bravi, con genitori un po’ più esperti, adesso, si trasferiscono nei grandi circoli già alla fine dell’U10!

  267. roberto scrive:

    Il punto, è che la norma del vincolo non ha molte probabilità di essere abolita nell’ordinamento vigente, perché protegge i maestri scarsi (che sono ancora tanti) e i circoli che non investono sul settore giovanile (che sono ancora la maggioranza) dalla concorrenza dei più capaci, dei “virtuosi” o di quelli che hanno più mezzi da investire in know how tecnico (che restano una minoranza).
    Insomma, la norma serve ad assicurare un tozzo di pane a tutti…, sulla pelle dei genitori più polli o meno competenti (altro che proteggere il debole, come diceva Nikolik).
    Pertanto, come ho spiegato nel mio intervento di sabato, la Federazione non può abolire una norma che lede gli interessi della maggior parte dei suoi associati aventi diritto di voto. E questo vale per tutte le altre riforme che non si trova il coraggio di fare (come ad esempio incentivare l’attività agonistica sui campi veloci), o ancora per la ripartizione del magro bilancio federale fra spesa improduttiva (prebende varie) e investimenti nel settore tecnico.
    Ci vuole un intervento normativo (?) del CONI.

  268. Stefano Grazia scrive:

    Nikolic, sono un po’ allucinato, e vedo dagli interventi precedenti che non sono il solo, da quanto scrivi…Ma davvero hai scritto:
    “Poi, ragionevolmente, il problema si può porre per il bambino veramente molto promettente, cioè nell’un per cento dei casi. Se mio figlio è solo bravino, che motivo c’è di farlo girare come una trottola? Che giochi con i suoi amici, faccia vita sana e buonanotte. Io sono sicuro che ti puoi accorgere molto presto delle attitudini tennistiche di un bambino e del suo talento, dopo 3 anni che gioca.” ???
    mi sa che sia per questo allora che non escano più top 100, da questa mentalità, modo di pensare, superficialità…il ritenere che solo se sei Federer o McEnroe, e cioè baciato in fronte dal diodel tennis, puoi pensare di giocare a tennis… insomma, solo Quinzi e Miccini possono farcela e gli altri,ma che vadano a quel paese… Anzi, no: che restino nel loro,di paese (inteso come circolo). Maddai, a parte che abbiamo detto che a parte Gli dei e Gli Immortali che di solito su 100 sono si e no una decina (Federer,Safin, Gasquet, Murray,Djokovic, certo anche Nadal ma lui sarebbe un top 10 anche senza avere il talento degli altri…),abbiamo detto,dicevo che la maggior parte dei Pro sono dei Gattuso dal punto di vista mentale che sanno si giocare a tennis (tennis,everybody has!dice Safin) ma perchè il loro tennis se lo sono costruito… insomma, se mio figlio è solo bravino ED HA PASSIONE io genitore faccio di tutto per permettergli di diventare BRAVO ed eventualmente anche BRAVISSIMO…
    tu saresti dunque la prova vivente che in Italia non mancano i campioni ma mancano i GENITORI dei campioni!

  269. Stefano Grazia scrive:

    Ma la realtà è che non dovrebbe nemmeno essere così… questa latitanza di genitori non dovrebbe nemmeno essere una causa e lo diventa invece per la mancanza di Maestri/Coaches più motivati o meglio per la mancanza di un Sistema che li motivi…Nulla contro il Maestro Pierino: ci vuole anche lui e ci vuole il Maestro dell’Adulto e del Pensionato, come ha esemplarmente individuato Yancey delineando le differenze fra il nostro sport e altri tipo il calcio (il tennis in questo rassomiglia al golf),ma ci vogliono anche i Maestri che quando ti prendono a tre-cinque anni abbiano già come obiettivo quello di portarti il più in alto possibile…E non che pensino già che tanto è inutile, che ci riesce solo uno su 1000 e vuoi dire che proprio sia quello che alleno io? nyaaah…

  270. STEFAR scrive:

    D’accordo con Bobo,
    E’ stata una normativa-disastro ,sembra che chi l’ha approvata e promulgata non abbia alcuna esperienza di tennis ed invece purtroppo vi assicuro che non e’ cosi….
    Alle mie rimostranze ad un consigliere federale mi e’ stato risposto che si voleva evitare il mercato dei bambini…..ebbene oggi tutti coloro che arrivano ai dieci anni stanno bene attenti a dove andare …. cambiando circolo subito e coloro che magari hanno dodici anni cambiano lo stesso e non fanno i campionati a squadre della loro eta’….partecipando ad altre categorie con il nuovo circolo (si puo’ fare sapete…),insomma una confusione unica.

    Lacci e lacciuoli leggi e leggine per favorire nessuno…… esempi negativi: l’anno scorso un ragazzo fra i piu’ bravi in toscana e’ rimasto solo in perche’ l’altro aveva smesso,non ha potuto fare la gara a squadre (perche’ il circolo non poteva abbinargli nessuno ne’ prendere qualcuno)e quindi quest’ annno ha smesso anche lui…..altro esempio,due figlie di maestri che lavora in un circolo tesserate per lo stesso circolo,poi l’anno dopo non viene rinnovato il contratto al maestro e le bambine ? non possono fare le gare a squadre con nessuno per 4 anni….

    E ti assicuro,caro Roberto,che l’interpretazione autentica della norma non e’ ”proteggere i maestri scarsi” dei quali non frega niente a nessuno,ma proprio fermare il mercato dei bambini……un vero controsenso

    Si potrebbe fare un referendum perche’ no ? oppure una raccolta di firme per l’anno prossimo….

  271. Stefano Grazia scrive:

    “Si potrebbe fare un referendum perche’ no ? oppure una raccolta di firme per l’anno prossimo…”

    Non potrebbe essere argomento da Match Point, questo? Dopotutto è stato il Vice Direttore Stefano Semeraro ad iniziare il Blog… in fondo hanno rinunciato ai Round Robin una volta visto che faceva acqua da tutte le parti…marcos, che mi dici?almeno il tanto odiato DeVillers ha riconosciuto il proprio errore, la nostra Federazione no…
    E LE ALTRE FEDERAZIONI? COME SI COMPORTANO LA FEDERAZIONE FRANCESE, QUELLA SPAGNOLA,QUELLA ARGENTINA?

  272. Nikolik scrive:

    Chiaramente, ognuno rimarrà della propria idea.
    Però, voglio comunque dare una risposta agli amici che mi hanno posto dei quesiti, perché mi sembra veramente scortese non farlo.
    Comincio con le domande che mi ha posto Kill Bill.
    Kill Bill, tu mi chiedi se sono sicuro che dopo 3 anni ti puoi accorgere delle attitudini tennistiche di un bambino e del suo talento.
    Il tuo interrogativo è legittimo, vista la bassa età del bambino, ma ammetterai che dopo 3 anni di lezioni, anche se, chiaramente, non puoi essere certo della posizione che tuo figlio potrà ambire in classifica, puoi però accertare con sicurezza se il bambino ha vera e genuina passione per questo sport oppure gioca solo perchè al circolo ce lo portano i genitori, perché alla fine è sempre meglio che stare in casa a fare i compiti e perchè si tratta comunque di un gioco all’aria aperta, ma, essenzialmente, non gliene frega niente.
    Questo, dopo 3 anni, riesci sicuramente a vederlo in un bambino e mi sembra una cosa molto importante. Se vedi che è bravino ma, essenzialmente, non ha passione, di che stiamo discutendo? Che senso ha fargli cambiare circolo? Tu, a quel punto, il tuo dovere di genitore lo hai fatto, gli hai insegnato uno sport, è tutta salute, ed arrivederci.
    Kill Bill, tu mi chiedi se il n. 6 d’Italia deve andare a fare attività ricreativa.
    Ma io ho ripreso uno spunto di Stefar, che ho ritrovato ed incollo qua: “Almeno fino ai 14 anni…..poi li’ si che incombono decisioni irrevocabili (parafrasando uno che poi si e’ rovinato e ha portato alla rovina l’italia )ma soltanto se sei fra i primi 5 in italia……se no fai del tuo meglio serenamente nel tennis e studia come si deve”.
    Scusatemi, ma a questa affermazione nessuno aveva replicato e pensavo che fosse ritenuta buona da tutti. Oltretutto, mi pare un’affermazione molto saggia, anche perchè, guardando le classifiche internazionali, non vedo più di 5-6 atleti italiani per anno di nascita.
    Del resto, la questione è intuitiva. Se così non fosse, se cioè avessimo 5 tennisti di livello per anno, dal 1977 al 1987, noi avremmo 50 tennisti e 50 tenniste tra i primi 400 del mondo, cosa assolutamente impossibile per ogni federazione, non solo per la FIT. Quindi, è giusto, se si hanno figli, fare la giusta riflessione di Stefar.
    Ebbene, Kill Bill, pare proprio di sì, se non sei fra i primi 5 d’Italia a 14 anni, è meglio studiare e divertirsi giocando a tennis. Questo io lo consideravo scontato, leggendo questa rubrica, se non lo è rivolgetevi a Stefar.
    Tu mi dici, e se non si diverte?
    No, no, Kill Bill, non cambiamo la base del ragionamento. Voi mi avete detto che il problema era quello del minore promettente che è costretto a rimanere 4 anni in un circolo, con l’impossibilità di andare quindi a perfezionarsi in un circolo migliore e da un maestro migliore.
    Se il problema è solo che il bambino non si diverte, vuol dire che non fa attività agonistica. Quindi, se ci si riferisce al bambino che non ha ambizioni agonistiche, competitive, che non ha intenzione di migliorare le proprie prestazioni ma che vuole solo divertirsi e che non si diverte perchè si trova male in un circolo, beh, che problema è? Se uno si vuole divertire e basta, giocando a tennis, può farlo benissimo anche da non tesserato: Vai in un circolo, paghi un’ora di campo, e giochi.
    Voi mi avevate detto che il problema era quello dell’impossibilità di migliorare restando sempre in un circolo, non quello di non divertirsi più. Se mi cambiate ogni volta la prospettiva, non posso seguirvi.
    Mi chiedi perchè devi pagare il circolo per andartene quando hai sempre pagato, e bene, per fare giocare il tuo bambino.
    Ma pagare cosa? Ti ho dimostrato che il trasferimento della n. 1 italiana costa solo poco più di 7.000 euro. Un bambino solo promettente al massimo potrà avere parametro 3 e con 750 euro te la cavi. Ora, io ho grande rispetto per il denaro, ma non credo che in uno sport ricco come il tennis questo possa costituire un ostacolo ai trasferimenti dei bambini.
    Mi hai chiesto se hai letto bene a proposito di non rinnovare la tessera per un anno. Certo che hai letto bene, ma avevo anche detto che si doveva trattare di reali emergenze. Era solo un consiglio per i casi disperazione.
    Oltretutto, non si tratta di aggirare la norma, ma di osservare una disposzione che lo permette espressamente, laddove dice ““per mancato rilascio della tessera (o mancata richiesta della sua emissione agli organi federali), in presenza dei requisiti”.
    Infine, non è vero che volevo dire che la norma riguarda pochi soggetti che valgono, per il resto non vale la pena di perder tempo.
    Io volevo semplicemente dire questo: mio figlio gioca a tennis, è bravino, si diverte, ma non ha alcuna intenzione di provare a diventare un vero tennista, fa le sue garette, si prende le sue soddisfazioni e buonanotte. Mi dici perchè dovrebbe cambiare circolo e maestro, al fine di migliorare le sue prestazioni?
    E’ chiaro che il problema per lui non si pone. Il problema si pone, invece, proprio per coloro che ambiscono a diventare i top 5 del loro anno di nascita, di cui diceva Stefar.
    Ma, ora, mi sono dilungato anche troppo, mi scuso con voi.
    Se vi interesserà, replicherò anche agli altri.

  273. roberto scrive:

    Adesso ho capito perché Galgani ci ha portato dove ci ha portato:
    faceva il tuo stesso mestiere, Nikolik

    ERA UN AVVOCATO!!

    Mah…

  274. Stefano Grazia scrive:

    “Se vi interesserà, replicherò anche agli altri”

    No,no, lascia stare…

  275. Gabri scrive:

    Io non capisco. Ma che siano quei 5 che vogliono diventare top o gli altri che “si decide vogliono solo divertirsi” ad avere il problema…mi chiedo, ma perchè bisogna averlo sto problema? Retaggio della cultura cattolica? Se non si soffre non siamo contenti? Ma facciamolo questo referendum. A parte il fatto che come può uno dire e accettare che chi ha il problema è quello che vuole provare a essere fra i primi 5, proprio quello che invece di problemi ne dovrebbe avere il meno possibile,quello che dovrebbe vivere sereno per potersi concentrare sul tennis… allora proprio non ci siamo, è una ostinazione a voler complicare cose semplici.

  276. Bobo scrive:

    Caro Nikolik,
    spero che la tua difesa della scelta (profondamente sbagliata) fatta dalla federazione non significhi che in federazione hanno fatto esattamente i tuoi ragionamenti!
    Il fatto che in Italia non ci siano più di 5 giocatori buoni per classe di età non dimostra che se ne debbano seguire 5 per ogni anno. Anzi ad una mente ragionante, fa venire il dubbo che se se ne fossero seguiti venti forse ne sarebbero arrivati 10! (Stefar aveva voluto indicare un parametro per, eventualmente, impegnarsi di più e, ad esempoi, lasciare la scuola) Chi dice che il 5° a 14 anni è il 5° a venti?
    E chi dice chi è il quinto? La federazione? Ma se spesso la commissione tecnica federale non è neppure in grado di fare a livello giovaniledei tabelloni seri ed equilibrati!
    E poi perchè uno che non è quinto non può non trovarsi più bene con un certo maestro e voler andare da un altro? Questo indipendentemente dal fatto che si diverta o no, abbia ambizioni o no, ecc… ecc…
    Inutile dire che ogniuno rimarrà della sua opinione. Ma queste norme faranno smettere aaltri giovani (e forse promettenti) tennisti.
    Grazie di cuore!

  277. Atti scrive:

    ALLEGO UNA LETTERA IPOTETICA (ottobre 2006) CHE AVREI POTUTO INVIALE ALLORA ALLA FIT, E CHE RITENGO UTILE AL DIBATTITO:
    XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
    “La presente per esprimere tutto il disappunto di due genitori impegnati ad educare i propri figli anche per mezzo di questo bellissimo sport.
    Siamo il Papà e la mamma di A.Z. (anno 1995) che da circa 18 mesi (agosto 2005) si allena, assieme alla sorellina (anno 1998), presso la Scuola Tennis del “TC 1
    Entrambe a fine 2005 non erano ancora tesserate per nessun circolo FIT, e dopo precisa richiesta ai maestri, abbiamo deciso di tesserare la piu’ grande, solo per il 2006, per un altro circolo (TC 2) ; cio’ per permetterle di disputare alcune partite del campionato U12 a squadre, visto che erano le sue prime “vere” partite, non avendo mai disputato alcun incontro come U10.
    La sorellina invece, è stata ed è regolarmente tesserata con il TC 1
    Adesso, volendo giustamente tesserarle per il circolo in qui si allena , apprendiamo che alcune norme sono cambiate, con molta fatica e perdita di tempo, è stata tesserata per il circolo “TC 1” , ma non potrà’ disputare il campionato U12F a squadre con le sue compagne di allenamento.

    XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

    Domanda a Nikolik e agli altri amici del BLOG:
    dopo un anno poco piu’ di agonismo, “risultati attuali alla mano”, è fra la prime 2-3 in regione e + o - fra le prime 15-20 in Italia ( per quello che vale una classifica a 12 anni); ma è in questo modo che la FIT pensa di avvicinare i ragazzi all’agonismo?
    O a detta sua e di qualche tecnico con doti da “sibilla”, visto che non rientra fra le prime 5, dovremmo farla smettere di allenarsi e/o cambiare sport , oppure dirle in faccia che tanto non avrà mai nessuna chance ?
    Certo come dice la canzone “Uno su mille ce la fa” e poi anche ” Ma quanto è dura la salita”, e allora cari amici della FIT perchè aumentare ulteriormente la pendenza con regole che scoraggiano quei pochi “matti” di genitori e figli che tentano l’avventura ?
    E che senso ha trattenere ragazzini di qualsiasi livello in un circolo, se per mille motivi vogliono trasferirsi in un altro ?
    A meno che, i circoli piu’ grandi che “controllano” i vertici FIT, non siano contrari al passaggio dei ragazzi piu’ promettenti in circoli “secondari” ma piu’ preparati e motivati; mentre con le regole attuali e relative penali solo pochi circoli posso “permettersi” di “ingaggiare” i ragazzini migliori, salvo poi sbandierare ai quattro venti la bontà del loro vivaio….se il povero rimane povero i vari Granducati imperano…
    Ciao.

  278. Nikolik scrive:

    Amici, io avrei una risposta, sempre educata, per tutti i vostri interrogativi, assolutamente legittimi e che ben comprendo, perchè solo con il dibattito si può crescere e fare un discorso un po’ approfondito. Altrimenti, che si fa? Ci si lamenta della federazione, ci diamo ragione a vicenda, si va a letto tranquilli e tutto resta così com’è.
    Solo il dibattito è costruttivo, non i monologhi.
    Purtroppo, però, Stefano mi ha detto di lasciar stare e io, umilmente, volentieri lascio stare, non avendo, oltretutto, alcun interesse federale.
    Si fa per parlare, se non ci si confronta a che serve questo blog, a lamentarsi della federazione?
    Pertanto, vi prego di invitare Stefano a ripensarci e a non farmi lasciar stare.
    In mancanza, volentieri vi lascio senza risposte.

  279. Ubaldo Scanagatta scrive:

    Già fatto.
    Nikolik, penso che Stefano _ avrai potuto renderti conto che ogni tanto gli parte il mouse! _ scherzava. Non bisogna essere troppo suscettibili in un blog.
    Se non avesse scherzate mi sarei trovato talmente in disaccordo con lui…
    Le tue risposte _ riguardo l’argomento genitori-figli_ possono non essere condivisibili (e francamente alcune non le condivido, come quelle che si riferiscono ai ragazzi che non sono top-5 cui in pratica consigli di prendersela comodo, quasi di lasciar perdere seppur hanno altre ambizioni…) ma stimolano il dibattito, aiutano a capire quali sono le problematiche e discutere civilmente non è mai sbagliato a prescindere dalle argomentazioni giuste o sbagliate. Io poi non sono per il tiro al piccione FIT sempre e comunque…ma solo quando se lo merita. Diciamo che spesso se lo merita…ma anche che è più facile tirare al piccione che vivere da piccione e…volare bene. Tu conitnua a fare…l’avvocato del piccione che vai bene. Detto questo preparati al meglio perchè le controparti mi paiono parecchio preparate e…agguerrite. Ciao. Ubaldo

  280. Bobo scrive:

    Mi sorge perfino un dubbio sulla legittimità della decisione presa lo scorso anno dalla federazione.
    Infatti negli sport in cui è previsto un vincolo sportivo è anche prevista la cosiddetta “firma del cartellino” da parte dell’atleta o di chi ne esercita la patria potestà. Come si può introdurre un vincolo nel tesseramento FIT per il quale non mi risulta sia richiesta alcuna firma? Inoltre, e qui pongo il quesito a Nikolik che capisco dagli interventi essere un avvocato, non sarebbe legalmente impugnabile un contratto non scritto in cui un contraente può cambiare a piacere le condizioni contrattuali (sostituire i maestri , cambiare il costo dei corsi ecc…) e l’altro non può altro che subire?
    Ovvio che la mia domanda è provocatoria, perchè, si è detto, ognuno è libero di allenarsi dove vuole. Ma allora che senso ha il vincolo? e perchè mettere l’atleta in questa condizione di “manifesta inferiorità” rispetto ai circoli?

  281. claudiotn scrive:

    Io sono presidente di un piccolo circolo. Comprendo alcune dellle argomentazioni di Nikolic e della volontà della Fit di tutelare i circoli, i giocatori limitando il “mercato ” e le false promesse di molti avventurieri, però mi pare che la norma di bloccare i trasferimenti non tuteli nessuno. Il parametro di svincolo da noi non è mai stato applicato. Quando un ragazzo o bambino vuole cambiare, viene lasciato libero di farlo, magari con dispiacere, magari con sollievo. Certo se ci tengo a che un bambino rimanga, provo a parlare con i genitori, con il maestro, a convincerli, ma senza costringere nessuno. Che senso ha avere un tesserato che gioca controvoglia. Per il prestigio del Circolo, ma va! Quando tutti nella zona poi, grazie al tuo comportamento, ti additano come rovinagiocatori! Probabilmente vivendo la realtà della nostra provincia, non capisco alcune logiche proprie di associazioni molto più grandi e prestigiose, in fondo il mio impegno, come quello di molti dirigenti di Circolo, è dettato solo dalla passione per il tennis. Ci vorrebbe solo un po’ di buon senso.
    Non sono d’accordo con Nikolic quando dice che se non sei nei primi 5 d’Italia, stai nel tuo Circolo, divertiti e non rompere, ne tu, ne i tuoi genitori, tanto non vai da nessuna parte. E se uno non si trova bene con il maestro, se cambia la politica del circolo verso l’attività agonistica, se cambia il maestro ed arriva un incapace, se uno vuole seguire il vecchio maestro? Se uno a 12 anni ha il fuoco dentro, ma il Circolo fa acqua? Può certo allenarsi dove vuole, non verrà certo rifiutato da nessuno, ma chi ne guadagna?

  282. STEFAR scrive:

    sulla norma capestro per i giovani:

    Penso anch’io che se valutata da qualche attento giurista possa essere considerata UN PATTO LEONINO ,che viola alcuni principi fondamentali,se non costituzionali,ma non credo sia questa la strada da percorrere…

    a BOBO,UBS,NIKOLIK,ATTI E STEFANO:

    BOBO ha colto in pieno quello che volevo intendere per il parametro primi 5 in Italia……E’ solo un parametro che puo’ aiutare certe difficili scelte per le famiglie sulla scuola che si pongono quando arrivi a 14 anni e sei in quei paraggi di classifica,ma non e’ ne’ tassativo ne’ categorico.

    E non ho affatto detto di lasciar perdere gli altri,anzi se avessimo una federazione con tante tirrenia periferiche saremmo in grado di monitorare e seguire molti piu’ ragazzi,ma cosi’ non e’ e gli altri si devono completamente arrangiare con le loro famiglie…..

    Tempo fa consigliai a vuoto qualche dirigente federale di istituire un data base di tutti i ragazzi migliori per classe di eta’(che ci vuole,sono cosi’ pochi)per ogni regione,un data base comprensivo di tanti dati,dall’altezza dei genitori e dei nonni alle capacita’ coordinative,ai test atletici,alle valutazioni fisiologiche,alle valutazioni tecniche,ai risultati,alle lateralita’,alle misure antropometriche,alle capacita’ attentive,alla famiglia etc..etc..

    Incrociando tutti i dati si’ che forse verrebbero fuori i potenziali campioncini,al di la’ dei risultati giovanili…

    Mi sembrerebbe un punto di partenza giusto per non seguire soltanto quei 5 che dicevo prima ed anche un punto di partenza per organizzare dei raduni degni di questo nome,non basati soltanto su 4 giochi o un set con i coetanei.

    Nessuno puo’ prevedere il futuro specialmente nel tennis ma poiche’ sono abituato a ragionare con principi pragmatici,basati su capisaldi con parametri certi cerco sempre di riportare a concetti e modelli matematici la realta’…tennistica e non.

    Capisco che questo possa sembrare un difetto….

  283. Claudio scrive:

    Giustissimo Bobo, non si firma niente, però il ragazzo è vincolato per un regolamento assurdo in quanto la FIT o chi ha emesso il regolamento non può sapere a priori quali siano le cause che portano ad un divorzio dal circolo, e vi assicuro che possono essere le più disparate e non necessariamente tennistiche.
    Che l’atleta possa andare a allenarsi da un’altra parte va bene, ma se non può tesserarsi con nessun altro circolo come fa a partecipare ai tornei? perchè un ragazzino/a di 11-12 anni anche se solo bravino e non tra i migliori vuole partecipare alle competizioni agonistiche, non può allenarsi e basta, prima che si sia svincolato potrebbe anche smettere.
    Io ho giocato molto a calcio ma se fossi stato costretto ad allenarmi senza giocare le partite avrei smesso molto prima.

  284. Gio92 scrive:

    Mi rivolgo a Stefar o cmq a chiunque sia in grado di rispondere, poichè mi piacerebbe capire quali sono dei buoni valori in relazione ai test atletici.
    Mi spiego meglio ; un bimbo di 8 anni (ma ha già senso x quell’eta ?!) , piuttosto che di 10 o 12 anni che tempo deve fare sui 30 metri (è giusta la distanza ?) per dimostrare buone capacità atletiche ? Oppure lanciare una boccia a quale distanza ?
    Che parametri di valutazione vengono usati ?
    Dai che domenica ci vedete tutti in giro con il cronometro…… :-)
    Grazie

  285. Gabri scrive:

    Suvvia un po’ di senso dell’umorismo, soprattutto se uno uso l’ironia come arma a spese degli altri.
    E comunque una cosa è fare l’avvocato del diavolo o del piccione, un’altra è fare il ‘bastian contrario’ , credo che ci sia una bella differenza.

    D’accordo con Stefar sulla proposta concreta, perchè i nostri ragazzi sono lì che hanno bisogno di idee concrete adesso, in fretta, per avere tutti l’opportunità di dare il meglio di sè e non per essere ostacolati e scoraggiati ancor prima di provarci.

    Io continuo a non capire il motivo del vincolo e continuo a vederlo come una limitazione della libertà. Mi fa piacere che da alcuni circoli come leggo non venga applicato, cosa saggia ma frutto solo del buon senso di chi decide. Ma se non ci fosse il vincolo cosa impedirebbe a chi non vuole cambiare circolo di non cambiarlo? Nulla naturalmente…troppo facile?

  286. dani scrive:

    i campioni nascono da una manciata di terra, diventare tennisti e’ utopia, la bambina e’ piccola non bisogna stressarla , 4 ore alla settimana sono piu’ che sufficienti… poi i campi non ce ne sono a disposizione ne i maestri…noi gia’ vi facciamo un favore perche’ ci rimettiamo con l’ agonistica, ci basta che raggiungono qualche buon risultato per farci pubblicita’, non e’ che se sta in due in campo migliora di piu’ rispetto a 3-4-5 contemporaneamente…morale della favola quando finisce al circolo lo pseudoallenamento ci devo pensare io …

  287. kill bill scrive:

    … grande Dani ! andiamo allo stesso circolo ?

  288. percy scrive:

    …che sia anche il mio?

  289. Nikolik scrive:

    Proseguendo il mio ingrato compito di indegno rappresentante delle istanze federali, passo, dunque, sperando nella benignità degli amici di questo blog, a rispondere agli ulteriori quesiti che mi vengono posti.
    Proseguendo nell’ordine, dopo aver risposto a Kill Bill, provvedo a rispondere a Bobo.
    La scusa, come dici tu, che questo sport è uno sport individuale e intrinsecamente costoso, non è una scusa ma è l’assoluta verità.
    Abbiamo già detto che, in questa stessa rubrica, è stata raggiunta la certezza che il nostro è uno sport per ricchi (ho già citato le frasi di Enzo Lojacono e del papà di Fognini).
    Il problema è che, effettivamente, il nostro non è uno sport di squadra, tranne in occasione di poche competizioni che non godono di molta importanza. Per spiegarmi: se Totti vince la coppa dei campioni, è la Roma, che, in realtà, la vince; se io vinco Wimbledon, il mio circolo non c’entra niente.
    Hai ragione, quindi, quando affermi che i genitori sono i soggetti che investono di più e non i figli, solo che non è una scusa. Il circolo, se mio figlio diventa n. 1, non ci guadagna assolutamente nulla.
    Si ritorna, quindi, ai limiti del nostro sport, che molto spesso ci dimentichiamo. Non è colpa di nessuno se il tennis è uno sport individuale.
    Infatti, è così per tutti. La federazione americana non ti paga Bollettieri. Se ci vuoi andare, te lo paghi. Purtroppo, è così.
    E’ vero che, però, in molti circoli viene svolta pochissima attività giovanile, oppure, come giustamente ha osservato Roberto, si disperdono risorse per organizzare corsi di ballo.
    Ma sapete perchè ciò avviene? Perchè tanti, tantissimi, la maggior parte dei soci e tesserati, si comporta come me.
    Mi spiego. A me, quando arriva a casa la comunicazione che è indetta l’assemblea dei soci del circolo, oppure il rinnovo delle cariche sociali, o strappo tutto oppure firmo la delega al mio amico Gianni, che invece ci tiene a partecipare, raccomandandogli di fare come gli pare.
    Al contrario, io faccio pubblica ammenda: occorrerebbe partecipare, vigilare, litigare, lottare per migliorare le cose nel proprio circolo. Bisognerebbe anche partecipare al rinnovo delle cariche sociali e anche candidarsi, insomma, si dovrebbe far sentire la propria voce.
    Lamentarsi dopo, in effetti, è del tutto inutile, se si lascia fare agli altri, come faccio, erroneamente, io.
    Eh, sì, perché i Presidenti dei circoli e i componenti dei consigli direttivi prendono le decisioni per tutti: sono loro che decidono quanto investire nei vivai, sono loro che decidono di assumere quel maestro, affinché insegni ai bambini, sono loro che decidono di impiegare il denaro nei corsi di ballo.
    Però, qualcuno li vota, e quel qualcuno siamo noi.
    La federazione avrà sicuramente le sue colpe, ma non può assolutamente incidere nelle scelte specifiche che fanno i singoli circoli: se un circolo, con una deliberazione del proprio consiglio direttivo, decide di stanziare solo il 15-20% del proprio budget per il vivaio, la federazione non può nulla, ovviamente.
    Ripeto che il circolo è un ente assolutamente privato, giuridicamente è un’associazione non riconosciuta, ha il suo presidente, il suo consiglio direttivo, i suoi soci. Nulla può la federazione nell’ambito delle scelte autonome di un circolo.
    Se un circolo costa troppo, se ha assunto un maestro che non sa insegnare il servizio ai bambini, se ha assunto un maestro incapace, se impiega male il proprio denaro, che c’entra la federazione? Devi essere tu, socio, a prendere per la giacchetta il tuo presidente e a protestare. Tu l’hai votato. Protesta con i componenti del consiglio direttivo. Alla prossima assemblea elettiva, vota diversamente o, ancor meglio, candidati.
    Non è la federazione che impone ai circoli di assumere maestri scarsi, tra tutti i maestri. Ogni circolo assume chi vuole.
    Proseguendo nell’analisi delle questioni imputate alla beneamata federazione, dopo il messaggio di Bobo trovo quello del mio amico Roberto, che imputa alla FIT anche di non voler incentivare l’attività agonistica sui campi veloci.
    Ancora una volta, sei veramente ingeneroso e severo, amico mio: i campi non sono di proprietà della FIT, ma dei circoli.
    Tu sei socio di un circolo: alla prossima assemblea dei soci, prendi la parola e proponi che 4 campi in terra del tuo circolo vengano convertiti in cemento; comincia a stressare il tuo presidente di circolo e i tuoi componenti del consiglio direttivo, ogni volta che li vedi, con questa tua richiesta; al prossimo rinnovo delle cariche sociali, vota per colui che è d’accordo nel convertire 4 campi dalla terra al cemento.
    Se respingono la tua idea, temo che ciò sarà dovuto al fatto che la maggioranza è contraria.
    E, in quel caso, da uomo democratico, posso solo dirti: mi dispiace Roberto, quella dei campi veloci era una buona idea, io sono d’accordo con te, purtroppo la federazione non può costringere la maggioranza di un circolo, liberamente eletta, a prendere una decisione.
    Naturalmente, via via, risponderò anche a tutti gli altri, sperando nella vostra indulgenza.

  290. roberto scrive:

    Caro Nikolik, ma è proprio questo il punto. L’inidoneità delle strutture democratiche, o pseudodemocratiche dei circoli a discernere il bene comune… A volte il bene comune passa per provvedimenti impopolari. Per queste problematiche la democrazia si deve autolimitare. E’ il caso, per fare un esempio vicino al tuo campo di attività, delle materie che la Costituzione sottrae a referendum popolare: la politica fiscale e la politica estera. Se tu potessi indire un referendum sottoponendo a al popolo la possibilità di eliminare le tasse, è moltoprobabile che le tasse sarebbero abolite, ma avresti fatto il bene comune? E lo stesso è per la questione dei campi in cemento. Se i vecchietti (che in molti circoli sono la maggioranza dei voti) se ne fregano delle azioni da intraprendere per avere un campione, e preferiscono continuare a ravanare nella amata terra rossa, possiamo consentire loro di ingessare il nostro sport per l’eternità?
    Ora, credo che siamo tutti d’accordo che il bene comune del tennis in Italia passa per la costruzione di un top 10, che ridia slancio e interesse al movimento. Purtroppo i circoli, ed i loro soci, non sanno vedere quali sono i loro interessi diciamo “di lungo periodo” e si baloccano con i divertimenti di breve periodo, fra cui il ballo…
    Quindi, quando un sistema di rappresentanza non è più idoneo a fare il bene comune, bisogna cambiarlo. E per quello, ci vuole un intervento politico, ché la lungimiranza dovrebbe essere, appunto, una dote dei buoni politici. Dovrebbe.

  291. Salvatore Buzzelli scrive:

    Rispondo alla richiesta di aiuto da parte di Gio92, ma credo che l’argomento possa interessare anche gli altri genitori che volessero avere indicazioni circa il valore atletico dei loro figli.
    Ribadisco ancora una volta che prima degli 11-12 anni è meglio concentrarsi sullo sviluppo delle capacità coordinative (equilibrio, ritmo, differenziazione, ecc…) con esercitazioni multilaterali e polivalenti al fine di arricchire la base motoria individuale, piuttosto che prendere in seria considerazione l’allenamento specifico delle qualità condizionali (forza, resistenza, ecc…),comunque visto che le esercitazioni hanno una ricaduta sulle qualità condizionali e qualche dato di riferimento esiste, vale la pena di fornire qualche indicazione in merito.
    Normalmente un preparatore atletico per capire le qualità atletiche di un suo allievo fa eseguire dei test, per quanto mi riguarda io prediligo il salto verticale utilizzando una pedana a conduttanza o “Pedana di Bosco”.
    Il salto verticale è un buon indicatore per tanti parametri, è semplice da eseguire e può dare risposte interessanti anche per bambini di 6-7 anni di età.
    In mancanza di tale strumentazione, posso fornirvi alcuni valori desunti da una mia ricerca longitudinale e trasversale protrattasi per vari anni (dal 1985 al 1997) in cui ho indagato sulle “Qualità motorie di base in giovani tennisti in età evolutiva”.
    In quello studio mi sono avvalso di una batteria di test motori, nella quale tra le altre, figuravano alcune prove abbastanza semplici da far eseguire di cui fornisco i due indici statistici utili per la valutazione (Media e Deviazione Standard) relative ai due sessi della fascia 10-12 anni.
    Va comunque precisato che l’acquisizione di un risultato deve necessariamente avvenire in condizioni standard, cioè quelle dettate dal protocollo di esecuzione dei test.
    Per rendere più comprensibile il concetto, per esempio, non sono confrontabili fra loro risultati di velocità ottenuti su due superfici diverse (es. terra rossa e superfice veloce) o con differente tecnologia di cronometraggio (manuale o elettrico).
    Muniti quindi di un cronometro ed un metro, anche voi, attenendovi a semplici regole e utilizzando le griglie di seguito, potete fare una valutazione dei risultati dei vostri figli.

    Queste le griglie di riferimento dell’analsi statistica:

    Maschi 10 anni
    N° esaminati = 321 Peso Altez 30m 600m Mob Lung
    Media 32.7 138 520 172 59.5 152
    Deviazione Standard 4.8 5.6 30 19 9.77 14.3

    Maschi 11 anni
    N° esaminati = 433 Peso Altez 30m 1200 Mob Lung
    Media 39 151 533 323 64.1 178.5
    Deviazione Standard 1.4 3.54 21.9 11.31 11.7 16.26

    Maschi 12 anni
    N° esaminati = 1024 Peso Altez 30m 1200 Mob Lung
    Media 45 157 517 341.2 64.9 177
    Deviazione Standard 7.2 8.5 27 28.6 12.1 16

    Femmine 10 anni
    N° esaminati = 217 Peso Altez 30m 600 Mob Lung
    Media 32.2 134 518 212 52.1 149
    Deviazione Standard 3.1 3.9 31 46 8.14 14.1

    Femmine 11 anni
    N° esaminati = 164 Peso Altez 30m 1200 Mob Lung
    Media 43 151 547 378 56 162
    Deviazione Standard 2.0 6.12 23.5 28.3 9.3 12.1

    Femmine 12 anni
    N° esaminati = 222 Peso Altez 30m 1200 Mob Lung
    Media 47.4 158 518 354 57 173
    Deviazione Standard 9.7 6.4 26.1 25.5 11.2 11.2

    Questi i semplici criteri di standardizzazione dei test utilizzati:

    30m sta per 30 metri di corsa veloce con partenza da in piedi.
    Cronometraggio manuale al centesimo di secondo; l’allievo parte a suo piacimento dal punto di “Start” ed il cronometraggio parte dal momento che stacca il piede dietro.
    Questo test indica la velocità di spostamento, doti di coordinazione motoria, e forza veloce ciclica.

    600 corrisponde a 600 metri di corsa (la prova si può eseguire anche in un campo da tennis : 8 giri passando fuori dagli angoli esterni del corridoio e 4 metri oltre il centro della linea di fondo campo).
    Nel caso dei 1200 metri si percorreranno 16 giri del medesimo percorso.
    Il cronometraggio è in secondi( es. un tempo di 3 minuti e 20 secondi corrisponde a 200 secondi)
    Per i ragazzi questo è un test di resistenza aerobica

    Mob sta per mobilità scapolo-omerale eseguita con un bastoncino graduato (misura in cm)
    Il test di mobilità del cingolo scapolo-omerale è significativo ai fini
    dell’ apprendimento e della corretta esecuzione del servizio.

    Lung sta per salto in lungo da fermo (misura in cm):il test si esegue sul campo da tennis, partendo a piedi pari dietro una linea, si misura la distanza raggiunta nell’atterraggio dal tallone più prossimo al punto di stacco.
    Questo è un test di forza esplosiva degli arti inferiori con caratteristiche coordinative.

    Come si può vedere nelle griglie sono presenti anche i valori relativi al peso ed all’altezza (in Kg e cm) .

    Per ottenere la valutazione del risultato si può far riferimento ai “percentili” o al metodo del”Punteggio standard”, in quest’ultimo caso bisogna procedere nel modo seguente:

    Punteggio Standard = (Risultato ottenuto – Media ) : deviazione standard

    La scala dei valori ottenibili va da -3 a +3.
    Se il “punteggio” è ZERO vuol dire che quel risultato è corrispondente alla media, se assume valori negativi fino a -1 il risultato è medio-scarso, se assume valori negativi tra -1,01 fino a -2 il risultato è scarso, oltre il risultato è molto scarso.
    Viceversa se il “punteggio” è compreso tra zero e +1 siamo di fronte ad un valore medio-buono, valori tra +1,01 e +2 sono valori ottimi, valori tra 2,01 e 3 sono eccezionali.
    Per le prove di velocità o di resistenza il criterio di valutazione è inverso.

    Ecco alcuni esempi:

    Se ottengo da una ragazza di 10 anni un risultato di 188 cm nel salto in lungo da fermo, scoprirò che quello è un risultato eccezionale, in quanto :

    Punteggio = (188–149) : 14.1 ottengo 2,76

    Se ottengo sui 30m da un ragazzo di 10 anni un risultato di 4” e 89 centesimi (che sono in pratica 489 centesimi di secondo), procedendo secondo la formula:

    Punteggio = (489–520) : 30 ottengo -1,03

    In questo caso il valore pur essendo negativo è da considerarsi più che buono in quanto, come avevo accennato, la valutazione delle prove a tempo segue una logica inversa (più il tempo è minore più il valore è migliore).

    Secondo questo metodo statistico è possibile sapere il valore intrinseco di un risultato.
    Inoltre essendo il “punteggio”, un numero puro, è possibile confrontare test omogenei tra due soggetti diversi per sesso e/o età, o diversi punteggi ottenuti da uno stesso soggetto, in test diversi, per stabilire se in lui prevalgono doti di velocità o resistenza o forza.
    Di questo gli allenatori dovrebbero tener conto quando si imposta un allievo nella tecnica e nella strategia di gioco.

    Approfitto del post per indicare al sig. Stefar il semplicissimo procedimento che ho seguito per ottenere che su una racchetta si possono concentrare anche 13Kg di peso.
    Poniamo che una pallina del peso di circa 70 grammi (0.07 Kg) arrivi all’impatto con la racchetta alla velocità di 20Km/h (circa 5 metri al secondo), e che dopo l’impatto esca dalla racchetta alla velocità di 45Km/h (circa 13 m/s) e che l’impatto abbia la durata di circa 1 centesimo di secondo (0.01 s).
    Sapendo che la forza è data dal prodotto della massa per l’accelerazione (F= m x a) e che nel nostro caso l’accelerazione è data dalla (velocità finale - la velocità iniziale) /dt (tempo dell’impatto) avremo :

    F = 0,07 (Kg) x (5m/s - (-13m/s)) / 0,01 sec = 120 Newton

    Dividendo i Newton per l’accelerazione di gravità (9.81 m/s^2)si ottiene:
    (120 / 9.81) = circa 12 Kg

    Va da sè che a velocità diverse si ottengono carichi diversi.
    In realtà le cose sono un pò più complesse ma io non sono un fisico e…..
    Di certo, il materiale elastico (palla, racchetta e corde) attutisce questi carichi che comunque vengono trasmessi in parte a polso, gomito, spalla e colonna vertebrale.

    A chi piacesse approfondire questi argomenti, mi permetto di suggerire due testi che ho trovato alquanto interessanti “Appunti sulla meccanica del tennis” di Federico Casolo del Politecnico di Milano , Corso di Meccanica dei sistemi uomo-macchina, ed anche il testo”Tennis Science for Tennis Players” di Howard Brody dell’Università di Pennsylvania.
    Cordiali saluti.

  292. Salvatore Buzzelli scrive:

    Ho notato che le griglie dei valori dei test purtroppo non si sono allineate come quando le ho inserite nel commento.
    Chiedo scusa, non avevo previsto che la formattazione del blog non includesse le tabelle, ma è comunque possibile far riferimento ad esse semplicemente reincolonnando manualmente i valori così come sono dati.

  293. Bobo scrive:

    Caro Nikolik,
    riesco solo parzialmente a capire la tua risposta. Cosa c’entra il vincolo che ha posto la federazione, con il buon funzionamento di un circolo? Al contrario, se la federazione impedisce alla gente di spostarsi, impedisce alla gente di applicare sani criteri di concorrenza.
    Così tutela il circolo che NON investe, che mantiene il maestro che non insegna il servizio ecc. ecc..
    Ancor peggio, il bambino bravo resterà tesserato per il circolo pessimo (e potrà ovviamente fare i tornei che vuole), si allenerà, comunque a sue spese, in un altro circolo. Ma eventualmente, con i suoi successi, porterà lustro al circolo peggiore, quello ahinoi tutelato dalla federazione. Con buona pace dei presidenti o dei soci di uno o dell’altro circolo, che vorrebbero fare le cose per bene…… la norma federale va a tutelare ancora i peggiori!
    Quello che mi chedo io è questo: se è vero che i circoli non funzionano come dovrebbero, perchè varare una norma per proteggerli, farli perseverare in questo stato, e quindi alla fine farli funzionare ancora peggio?

  294. Bobo scrive:

    Rispondo a CLAUDIO,
    il ragazzino può tranquillamente fare i tornei con la tessera rilasciata (come da regolamento FIT) dal vecchio Circolo.
    Quello che rischia un ragazzino è di non fare attività a squadre.
    L’unico danno è che si allena in un circolo e gareggia affiliato ad un altro.
    Fra le righe del regolamento permane anche la possibilità di trasferimento. Richiede l’accordo fra i due circoli. Accordo che normalmente i circoli piccoli non si sentono di negare a quelli grandi!
    Citando Killbill:
    ” in un modo o nell’altro una soluzione la trovi ” si, all’italiana .
    Si fa una cattiva norma e poi si trova il modo di aggirarla.

  295. Sereno scrive:

    Sempre sul discorso Svincolo : Siete sicuri che il circolo cedente debba obbligatoriamente tesserare il ragazzino che va ad allenarsi in un altro circolo? Non è che possa tenerlo vincolato senza tesserarlo, cosicchè non possa fare tornei?

    Anche da noi molti circoli, anche quelli migliori, lasciano liberi i ragazzi di cambiare, purtroppo ci sono casi sporadici in cui il trasferimento non viene concesso, avvalendosi del regolamento.

  296. Gio92 scrive:

    Ringraziando il prof Buzzelli (questo fine settimana facciamo i test ;-)), volevo soffermarmi sulla crescita che vedo evidenziata dai 10 agli 11 anni sia per i maschi che per le femmine. Se non interpreto male si passa da
    media maschi 10 anni 138cm
    media maschi 11 anni 151cm
    media femmine 10 anni 134cm
    media femmine 11 anni 151cm
    quindi con un +13cm x i maschi e un +17cm x le femmine in un anno solo !
    ammazza , ecco perchè sono sempre a dovergli comprare le scarpe nuove !!
    Presumo che una altezza superiore alla media sia positiva per il tennis…giusto ?!

  297. Nikolik scrive:

    Proseguendo nell’ordine delle risposte e dei quesiti che mi vengono posti, trovo due messaggi di Stefano Grazia.
    Stefano, anche tu sei veramente ingeneroso e severo con me, come Roberto: infatti, io non ho mai detto che “ritenere che solo se sei Federer o McEnroe, e cioè baciato in fronte dal diodel tennis, puoi pensare di giocare a tennis… insomma, solo Quinzi e Miccini possono farcela e gli altri,ma che vadano a quel paese”, dai Stefano, non ho mai pensato una cosa simile.
    Scusami, ma chi stava parlando di chi può giocare a tennis o no? Si stava parlando solo dello svincolo dei minorenni, si parlava del problema dello svincolo, non mi cambiare anche tu la base del ragionamento, altrimenti non riesco a seguirti e non posso spiegarmi.
    Quello che volevo semplicemente dire con la mia frase, che hai riportato fra virgolette nel tuo messaggio, è che il problema dello svincolo tocca una minima parte di tesserati: infatti, non solo devi avere dai 10 ai 18 anni, ma il bambino o ragazzino deve anche sentire l’esigenza di cambiare circolo; dovrai ammettere che, quindi, la norma incriminata tocca una categoria di tesserati molto limitata.
    Non puoi negare che la stragrande maggioranza di ragazzini dai 10 ai 18 anni non ha alcuna intenzione di diventare un campione o anche solo di migliorarsi: tantissimi giocano solo per divertimento, per fare sport, per stare con gli amici, per stare all’aria aperta.
    Costoro non hanno alcuna esigenza di cambiare circolo, non vogliono cambiare circolo, se ne fregano. Ammetterai che se c’è un ragazzino che vuole cambiare circolo, ce ne sono contemporaneamente 5 che se ne fregano, non vogliono cambiare.
    Del resto, che il fenomeno di problemi di svincolo sia, nella pratica, molto limitato, lo hanno appena ammesso, nei loro ultimi messaggi, anche Bobo e Sereno, non me lo invento io.
    Tu ora mi dirai. E di quei pochi ce ne freghiamo?
    No, certo che no, però torniamo al discorso che ho già fatto: una norma tutela interessi generali che chiaramente lede sempre, sempre, qualche interesse particolare. Ma chi pronuncia quella norma è comunque agli interessi generali che deve guardare.
    E ora mi dirai: e quali sarebbero questi interessi generali così importanti da comportare una simile contrizione della mia libertà di trasferire mio figlio nel circolo che voglio?
    Ma li ho già detti, ascoltatemi: questi supremi interessi sono proprio quelli di tutelare i minori. Per evitare che si faccia mercimonio di atleti-ragazzini, per cui si preferisce non allontanarli, così giovani, dai loro luoghi di origine. Prevedendo dei limiti, che comunque possono essere agevolmente superati solo in presenza di grandi motivazioni e con il neccessario appoggio di tutto il nucleo familiare, si cerca di porre un freno a eventuali avventurieri che, aggirandosi per i circoli con false promesse e falsi inganni, convincano dei minorenni di essere dei campioni e a trasferirsi solo al fine, magari, di aumentare agonisti ed iscritti di un altro circolo.
    Stefano, tu devi pensare anche a che cosa accadrebbe nei nostri circoli se la situazione fosse quella che voi auspicate, cioè senza nessun vincolo: pensi veramente che non si aggirerebbero nei circoli loschi figuri, che si spaccerebbero per talent-scout, falsi imbonitori, imbroglioni di quart’ordine, che avvicinerebbero i nostri giovani dicendogli: accidenti, come giochi bene, sei un talento, vieni con me al circolo X, che abbiamo 4 campi in più, dal maestro Y, che ha lanciato il giocatore Z che ora è n. 169 del mondo, lascia questo circolo che non ti capisce, non ti allenano bene…
    E questo lo farebbero al fine di avere più tesserati, di avere più giovani nel proprio circolo, di guadagnare di più con le lezioni a pagamento, eccetera.
    Insomma, Stefano, io sono sicuro che nemmeno voi, che mi date addosso, volete una cosa del genere, è evidente proprio a tutti che la norma è questo che vuole impedire e non mi dire che non si verificherebbe, si verificherebbe eccome. In parte si verifica anche adesso, figuriamoci senza limiti.
    Io mi immagino la scena: torna a casa mia figlia di 15 anni (che, come tutti a 15 anni, non ascolta i genitori) e mi dice: ho incontrato il tale, mi ha detto che sono bravissima, nel tal circolo c’è il maestro tale che è il maestro dei campioni, se non mi iscrivi in quel circolo vuol dire che non ci tieni a me, non vuoi che io diventi una campionessa…e pensa che succederebbe con ragazzini di soli 12-13 anni, che sono ancor più influenzabili. I genitori non molto esperti di tennis cederebbero, eccome se lo farebbero.
    Insomma, dei limiti la federazione deve metterli. Anche se costano sacrifici. Interessi superiori da tutelare.
    E non dimenticare che, comunque, come hanno detto anche altri, non è vero che la norma impedisce completamente lo svincolo, anzi.
    Insomma, io come genitore, o, meglio, se fossi genitore, grazie a questa norma mi sentirei un po’ più tranquillo. Anche perchè avrei la certezza che, in ogni caso, solo se mi impegno un po’, comunque mio figlio posso portarlo nel circolo che voglio, avvalendomi delle possibilità che la stessa norma prevede.
    Infine, riguardo al fatto che, molto spesso, sono i genitori a non credere nelle possibilità dei loro figli, sono completamente d’accordo con te.

  298. Stefano Grazia scrive:

    Nikolic:
    “Naturalmente, via via, risponderò anche a tutti gli altri,…”

    Ma devi proprio?

    SCHERZO!!!!!
    SCUSATE,MA NON HO POTUTO TRATTENERMI!!!!!!

    Come avevo giá privatamente risposto ad Ubaldo, e senza aver visto la sua accorata ma un po’ leziosa petizione pubblica, io credo che nikolic mi attribuisca troppa importanza e poteri che non ho e cosí ,al contrario di quello che lui sostiene o ha ritenuto di credere fra il serio e il faceto,come non avevo cacciato né Mad Max (con cui resto in cordialissimi rapporti) né Yancey (di cui ho fin troppa stima) non ho di certo chiuso la porta in faccia a Mr Bastian Contrario per Professione primo perché non son io il padrone di casa e non ho quindi le chiavi e secondo perché ritengo che ognuno,nei limiti della decenza, possa dire quel che gli passa per la mente…io compreso.
    A dire il vero non mi era nemmeno passato per la testa che Mr Bastian fosse cosí ipersensibile da essersi risentito per quello che ovviamente era uno sfottó tra fratelli e infatti ancora ignaro che Ubaldo era intervenuto direttamente anche sul blog, in privato gli avevo replicato che ero convintissimo che Nikolic avrebbe continuato a scrivere, così come Uragano Max e Thomas Yancey…..Mi sembrava tra l’altro che Roberto fosse stato ben piú feroce di me dandogli del Galgani e augurandosi la scomparsa di tutti gli Avvocati dalla faccia della terra…
    Sull’oggetto del contendere poi, al di là del fatto che-ripeto-ognuno dovrebbe poter scrivere quel cavolo che gli pare senza urtare la suscettibilità,permalosia o coda di paglia di chicchessia e a fine discussione andare tuttia bere una birra insieme, avanzo una proposta preceduta da una premessa:
    Un conto è andare controcorrente (come faccio quando tifo Henin e Hewitt…o Yuri Sharapov!) o come dice mia moglie anche fare l’Avvocato del Diavolo e un altro è fare il Bastian Contrario per Partito Preso: interessante e sopraffino esercizio di abilitá,intendiamoci, ma mi rifiuto quasi di credere che una persona intelligente come senz’altro è Nikolic sia sincera quando con fare garbato e ironico ci prende tutti per i fondelli smontando le nostre tesi basate sul buon senso e sulla logica comune …A chi non l’avesse letta chiedo di leggersi la sua Orazione pro Volandri: credo che tutti l’abbiano intesa, a prima lettura, come una ineguagliabile presa per il sedere ai danni di Volandri…Ma no, 2-3 posts dopo Mr Bastian ci dice che non abbiamo capito niente, la sua era la pura verità, una vera difesa in tutto e per tutto di Filo. Non satira, non parodia…l’ha riscritto anche di recente.
    Ora io non so quanto bene (o piacere) abbia arrecato a Filippo quella Difesa che in realtá credo tutti noi avevamo confuso per una straordinaria requisitoria dell’Accusa (e ancora io ritengo che Nikolic non ce la conti giusta) e comunque nasce da qui il sospetto di “Ma Nikolic c’è o ci fa… ”
    Vengo al dunque:
    In tempi non sospetti avevo sostenuto l’utilitá di un un Nikolic che ci faceva vedere tutti i diversi punti di vista possibili: magari non ci convinceva ma ci rendeva migliori…Temo peró che ultimamente si sia innamorato troppo della parte creando uno stato di artificio tale da generare il fastidio tipico che deriva dalla mancanza di sincera convinzione…insomma, puó darsi che mi sbagli e che Nikolic davvero sia fermamente convinto di quel che dice, ma spesso lui premette di farlo non perché ci crede ma perché qualcuno lo deve pur fare(it’s a tough job but somebody’s gotta do it) , è insomma il suo mestiere, l’Avvocato…Ora, tutto questo non è importante: mi domandavo invece se non fosse possibile convincere Nikolic a fare il Bastian Contrario di Se Stesso e come Demostene impegnarsi a fondo nello stendere un’Orazione questa volta CONTRO il Vincolo, una orazione vibrante e ironica come solo Nikolic puó fare, di quelle che mettano alla berlina il sistema e chi l’ha voluto o lo sostiene, e anche se non fosse quello che davvero lui pensa, chissenefrega, magari stavolta è così bravo che ci convince tutti…
    E ci permetterebbe una ,sono sicuro,micidiale introduzione alla nostra Petizione per la Cancellazione del Vincolo…

  299. roberto scrive:

    Grande Stefano, operazione geniale: se non puoi battere un avversario, fattelo amico, tiralo dalla tua parte, fanne il tuo compagno di doppio.

    Hai mica letto anche Clausewitz?…

  300. thomas yancey scrive:

    Siamo tutti avvocati, a modo nostro (absit iniuria verbis). Per quel poco che conosco l’animo umano, il modo più sicuro per impedire che un uomo faccia qualcosa è dirgli di farla. E il contrario.

  301. heraimo scrive:

    Vorrei dire a Nikolik che in tanti anni di frequentazione di circoli e maestri non mi è mai successo di incontrare qualcuno che cerca di accaparrarsi degli atleti per allenarli. Succede piuttosto l’incontrario, allenare un agonista è quasi sempre un costo per il circolo. Diverso il discorso per il tesseramento per le competizioni a squadre, in quel caso sì che si cerca l’atleta che faccia vincere il circolo ma evidentemente è un contesto del tutto diverso da quello da te disegnato.

  302. Nikolik scrive:

    Come non detto, amici mei, mi arrendo! Avete vinto voi!
    Ma, comunque, non sono Bastian Contrario per Professione, per carità, dicevo solo quello che pensavo.
    Abbasso la federazione.

  303. Stefano Grazia scrive:

    roberto, non ho letto von clausewitz ma grazie a questo blog son stato costretto a cimentarmi con Sun Tzu (eheheh!)
    Volevo citare,a memoria, una parte dell’articolo della nostra angelica inviata a mosca che osserva quanti bambini e soprattutto bambine siano portati7e dai genitori ad assistere alle partite del torneo…Che sia questo,chiosa l’angelica inviata, il motivo per cui il tennis in russia produce così tanti giocatori di vertice?
    Chiederei poi ad angelica, visto che ormai col russo ci va a nozze, di chiedere come sono messi lì ,in russia, col vincolo…ma magari sono messi peggio di noi, infatti non dimentichiamo che quasi tutti a 12-14 anni se ne vanno all’estero…mi ricordo che Safin lo diceva in un intervista o nel suo blog per conto dell’ATP l’anno scorso, che a un certo punto te ne devi andare, devi avere il coraggio e la voglia di andartene ad allenarti all’estero…
    A Nikolic:no,seriamente, qui non si tratta di dire viva o abbasso la Federazione, per esempio roberto a periodi alterni è stato accusato di dargli contro ma anche di essere un uomo FIT (mi sembra da un certo gigi ma potrei sbagliarmi), il che secondo me significa solo che è obiettivo e che le sue critiche sono semmai costruttive…A me il fatto del vincolo ricorda un po’ l’esperimento del Round Robin di De Villers: l’intenzione sarà anche stata buona (e ce lo conferma Stefar), ma risultati e effetti -almeno per il 99% dei lettori di questo blog,sono nefasti.
    Tu dirai che non vogliamo contradditorio…au contraire,infatti la tua resa mi ha un po’ deluso, contiamo molto su di te per arrivare a 1000…

  304. Nikolik scrive:

    Ma no, la mia resa riguarda solo il problema dello svincolo, non la mia partecipazione a questa rubrica! Non ti preoccupare, Stefano, non vi libererete di me così facilmente…!
    La mia resa è dovuta al fatto che, come abbiamo già detto, chiaramente ognuno rimarrà della sua idea, com’è giusto, insistere vuol dire solo attorcigliarsi e incorrere in ripetizioni che non giovano: l’importante era, anche in questo blog, far sentire tutte le varie voci e versioni, anche quelle contrarie, come la mia e quella della federazione.
    Piuttosto, Stefano, direi che dobbiamo una risposta ad Atti, quella coppia di genitori che ha scritto un commento che mi ha molto colpito.
    Infatti, visto che si tratta di genitori, direi che possiamo dare loro qualche risposta concreta.
    Se ho capito bene, i genitori hanno contattato i maestri ed il tesseramento della figlia in altro circolo è avvenuto con il loro consenso e, forse, dietro loro indicazione, al fine di partecipare alle gare a squadre.
    Ora, se ho capito bene il fatto (ed ho detto se), mi pare di capire che il problema reale non è tanto l’impossibilità di svincolo, quanto il fatto che i genitori non sapevano dell’esistenza della norma che lo vieta per quattro anni.
    Quindi, mi pare evidente che i maestri, che invece conoscevano (o dovevano conoscere) la norma, in quanto tesserati, non hanno informato i genitori delle conseguenze a cui andavano incontro.
    Suggerisco a questi genitori, quindi, di parlare del problema a questi maestri, in maniera tale che essi stessi si adoperino per risolvere il problema che, in qualche modo, hanno contribuito a creare.
    Nel caso lo abbiano già fatto, senza esito, direi che dovrebbero contattare i due presidenti dei circoli, spiegando l’equivoco e chiedendo lo svincolo.
    Nel caso ciò non fosse possibile, suggerisco ai genitori di rivolgersi al presidente del loro comitato provinciale della FIT e, nel caso non fosse sufficiente, anche al Presidente del Comitato Regionale della FIT. La loro figlia è tesserata e devono almeno ascoltare le loro esigenze e, se possibile, trovare una soluzione, vista la particolarità della loro situazione.
    Ma non solo: nel caso in cui nemmeno questo fosse sufficiente, i genitori potrebbero fare reclamo alla Commissione Tesseramenti della FIT, come scritto nell’art. 98 del Regolamernto Organico della FIT e copiato da Roberto, sperando che non ci sia bisogno di arrivare a tanto.
    Chiedo anche agli altri di consigliare questi genitori, se hanno idee migliori, visto che la situazione in cui si trovano mi sembra molto ingiusta per loro.

  305. Marco scrive:

    Un altro punto di discussione. Da genitore considero positiva l’ attività agonistica di un bambino volta a diventare con il tempo un ragazzo/a migliore. Ma mi sto sempre di più rendendo conto che nello sviluppo di un’ atleta c’è un momento in cui i più bravi devono decidere di oltrepassare un determinato muro. Questo muro si trova ad un livello diverso a seconda della tipologia di sport prescelto. Per esempio nel tennis immagino possa trovarsi grosso modo all’ ingresso nei 300 del mondo, nel ciclismo nel passaggio dilettante-professionista…Ecco mi sto chiedendo se i valori per cui uno è spinto a fare sport, non vengano travolti nel momento in cui si decida di oltrepassare questo muro. Le recenti notizie di doping che sta avvolgendo la maggior parte del mondo professionistico, lo scandalo delle scommesse, allenatori che picchiano atleti, sistemi di allenamento maniacali, stipendi da far perdere la bussola, mi fanno concludere che io, a domanda diretta dico senza ombra di dubbio, non vorrei mai che mio figlio superasse quella soglia.

  306. heraimo scrive:

    Ciao Marco, più che decidere di oltrepassare quel muro si tratta di riuscirci! In Italia ci sono circa 100.000 tennisti che fanno attività agonistica. Al di là di quel muro che tu immagini alla posizione 300 mondiale ci sono 16 maschi e 14 femmine quindi un totale di 30 atleti che in percentuale vuol dire lo 0,03 % ma non credere che gli altri 99.970 non lo supererebbero quel muro…se potessero!

  307. stefar scrive:

    al prof BUZZELLI:ringrazio per la disamina ed i dati forniti che reputo molto utili per molti tecnici - genitori.

    Sono anch’io in possesso di molti dati di riferimento riguardanti tests fatti per atleti di interesse nazionale e campioni,ma poiche’ forse faranno parte di un mio lavoro per adesso non posso….postarli tutti.
    Magari alcuni nei prossimi posts..

    Non capisco pero’l'utilita’ dei test 30 m…….anche l’Itf consiglia l’effettuazione degli speed tests 5 + 10 + 20 m,piu’consoni agli spostamenti reali su un campo da tennis….

    Puoi chiarire?

    a NIKOLIK:

    Ma te giochi a tennis ? frequenti i circoli ? Non hai visto quanti quest’ anno hanno cambiato circolo di allenamento fregandosene del vincolo e non giocando le gare a squadre della loro eta’ ? Suvvia…guardiamo in faccia la realta’ …..

    Ricordo l’esame di economia della popolazione,mi fu chiesto se le norme emanate dai governi fossero state storicamente utili a frenare o femare le migrazioni………no fu la risposta.

    Non fu capace l’impero romano ad arginare le migrazioni dei popoli barbari e cosi’ oggi i cinesi,i romeni,gli albanesi vengono in talia nonostante la Bossi - Fini,cosi’ come gli africani vanno in Francia o i vietnamiti e i cinesi vanno in giappone ,che pure ha norme severissime sull’immigrazione.
    E i portoricani e sudamericani in genere vanno negli Usa…

    Credetemi e’ una norma inutile e dannosa che serve solo a farci perdere tempo sul blog.

  308. Atti scrive:

    Riguardo al trasferimento di mia figlia forse mi sono spiegato male; infatti nel 2006 siamo riusciti a trasferirla nel circolo dove si allena attualmente assieme alla sorellina. Il problema era che la norma l’avevano cambiata dopo che noi l’avevamo tesserata per l’altro circolo (credo dicembre 2005); non sono i maestri che non lo sapevano è la norma FIT che è contorta infatti nel ns. caso, visto che era il primo tesseramento non poteva RITORNARE nel circolo attuale in quanto prima non era tesserata per alcun circolo.
    Avendolo saputo prima è ovvio che non avremmo creato il problema, nel ns. caso si trattava solo di farle giocare un po’ di partite per fare esperienza punto e basta.
    Ciao.

  309. gomma scrive:

    Buongiorno a tutti!!!!
    mi rivolgo a prof. Buzzelli riguardo ad i test per valutare le capacità fisiche dei bambini.
    Ecco c’è un bambino di 8 anni che ha saltato in lungo da fermo 1,87 cm.
    Io sono rimasto a bocca aperta.Gioca anche molto bene per la sua età, ma a me questo sembra un dato assolutamente fuori dalla norma.
    che mi dice????
    grazie e a presto

  310. Salvatore Buzzelli scrive:

    Per Gomma:
    sicuramente un salto eccezionale!!!
    Non ho dati relativi agli 8 anni, ma quella misura è di notevole valore per quell’età, se gioca anche bene, meglio! Potrà contare su “piedi” molto buoni.
    Il salto in lungo da fermo è un indice abbastanza significativo delle qualità esplosive degli arti inferiori; in realtà a questo gesto motorio concorrono più fattori di cui i più importanti sono: la capacità di coordinare lo slancio delle braccia nella fase di spinta delle gambe allo stacco, e la capacità tecnica di raccogliere le gambe in fase di atterraggio.
    Fermo restando l’importanza tecnica della misura ottenuta, sarebbe bello poter valutare la forza esplosiva di quel ragazzino con un test più sofisticato, che offra nel dettaglio le caratteristiche muscolari individuali, infatti come accennavo prima, il salto in lungo da fermo offre un valore abbastanza “inquinato” della capacità condizionale specifica in oggetto, come farebbe il anche Saergent Test (salto verticale).
    Per poter discriminare la forza, dall’ elasticità muscolare, e dalla componente coordinativa e tecnica intra ed extra muscolare è possibile eseguire il Test di Bosco (Squat Jump, Counter movement Jump con e senza braccia), che qualunque preparatore atletico è in grado di far eseguire e fornendo anche una valutazione meno empirica e più dettagliata.
    Complimenti al ragazzo!

    Per Stefar:
    mi sono sentito di fornire tra gli altri, i parametri relativi ai 30m in quanto sono quelli che ho raccolto in massima parte nei test che ho fatto eseguire per oltre un decennio, e di cui conosco vita, morte e miracoli, ma anche perchè sinceramente non sono in possesso di una casistica altrettanto concreta su distanze diverse.
    I 30m comunque sono un test (con una storia alle spalle) attendibile e valido per la valutazione della velocità di spostamento, che nei più giovani, consente anche di valutare la coordinazione motoria generale.
    Per cui se mi si chiede di dare indicazioni circa una valutazione tecnica o più empiricamente per capire se un risultato è buono piuttosto ottimo o appena sufficiente, come minimo devo rifarmi ad una casistica ampia, certa, valida, oggettiva e credibile; mi sono quindi riferito a dati di cui sono in possesso e di cui mi fido.
    Non sono in possesso di dati relativi a test come quelli consigliati dall’ITF, perché sono test anomali, più di abilità motoria, che sono dipendenti dal possesso o meno di qualità motorie specifiche, e comunque più adatti a ragazzi più grandi (14-15 anni minimo).
    In pratica se voglio valutare una qualità devo cercare un gesto motorio che misuri realmente quello che voglio misurare, quindi con caratteristiche di certezza, attendibilità ed oggettività oltre che corredato di protocollo esecutivo.
    I 30 m rispondono a queste caratteristiche: parti e arrivi, punto.
    Li puoi fare dovunque e se non sei uno sprinter raffinato (intendo uno che faccia atletica leggera di professione) non c’è neanche tanta differenza tra farli su terra o asfalto.
    Cosa diversa è fare un test 5+10+20 test in cui è evidente la richiesta di resistenza alla forza esplosiva che è quella che permette rapidi cambi di direzione e la velocità di spostamento.
    La Forza esplosiva in questo caso è la qualità motoria primaria, il cambio di direzione e la velocità di spostamento sono le abilità motorie derivate.
    Se lo immagina un test di velocità con cambio di direzione fatto su terra o su “duro”? l’eventuale scivolata, il superamento o meno di traguardi ai 5 e ai 10m?
    Dove sta l’attendibilità o la validità di quel test? E i criteri di standardizzazione?
    Poi, si può fare il cambio anche senza grandi doti di forza esplosiva, ma se questa è presente in maniera eclatante il cambio avverrà più agevolmente.
    Allora preferisco valutare la forza esplosiva ed allenare l’abilità motoria che la utilizza.
    Infatti mi trova senz’altro d’accordo con le distanze suggerite dall’ITF soprattutto per quello che riguarda l’allenamento specifico, del resto sono quelle che anch’io utilizzo da sempre, con parecchie variazioni sul tema.
    Ecco, nel caso delle mie esercitazioni specifiche invece sono in possesso di valori di riferimento precisi, che i miei allievi utilizzano per sfidarsi in veri e propri incontri di “tennis” col cronometro, ma non sono esercitazioni standardizzate, cambiano di volta in volta, non si svolgono su distanze lineari, ed in più per il rilevamento dei tempi si utilizzano le fotocellule.
    In pratica riferimenti inutilizzabili da altri.
    Vorrei anche aggiungere, a proposito dei test su brevissime distanze (5-10m), che anche queste più che per la velocità, sono più adatte per la valutazione della forza esplosiva, ma in questo caso, secondo me, è preferibile utilizzare il “Test di Bosco”, un test semplice, senza implicazioni tecnicistiche (come invece richiede una partenza, o un cambio di direzione per esempio), universalmente noto ed utilizzato, di cui si ha un’ampia possibilità di riscontri.
    Per essere effettuato il test di Bosco richiede una strumentazione sofisticata, che in cambio però restituisce parametri fondamentali per capire le qualità neuromuscolari individuali, scevre da qualsiasi “inquinamento” tecnicistico.
    Se può essere utile, la settimana scorsa sono stato per tre giorni a Tirrenia in occasione del raduno nazionale del team Under16.
    Il Prof. Carnovale, che ha effettuato i test, rifletteva con me sull’opportunità di dare meno rilevanza al test dei 10m ed invece accreditare maggiormente quello sui 20 metri per gli stessi concetti che ho precedentemente espresso.
    Per dovere di cronaca i tempi sui 10m del gruppo dei nazionali (con partenza leggermente “lanciata” con 80cm di rincorsa proprio per eliminare la difficoltà tecnica dovuta alla partenza stessa), rilevati con cronometraggio elettronico con l’ausilio di fotocellule, oscillavano tra 1”61 e 1”91, mentre nel CMJ nel Test di Bosco tra 25,3cm e 43,2cm, naturalmente chi saltava di più correva più veloce (Ornago), e viceversa (Giacalone).
    Non a caso il coefficiente di correlazione rilevato nelle mie analisi statistiche, tra T30m e Hcmj è r = -0,845 (all’aumentare dell’altezza del salto diminuisce il tempo di percorrenza de 30m).
    Alla luce di ciò sono altresì convinto che coloro che ottengono risultati di rilievo nei test di velocità con cambio di direzione sono sicuramente dotati di forza esplosiva considerevole proprio perchè il cambio di direzione è un gesto tecnico riconducibile a caratteristiche muscolari esplosive, reattive ed elastiche, qualità queste, valutabili ancora più precisamente e dettagliatamente col Test di Bosco; guarda caso nbel raduno di Tirrenia lo stesso Ornago ha ottenuto il miglior tempo nella navetta 6 x 8metri (11″66) mentre Giacalone ha ottenuto il peggior tempo (12″55) !

    Per gio92:
    allora come sono andati i test? posso esservi utile?

  311. Gio92 scrive:

    Salve Prof ! In maniera un po’ “ruspante” i test li ho fatti fare , come temevo i risultati non sono particolarmente incoraggianti visto che mio figlio è un po’ “pesante” (10 anni , 145cm , 35,5kg di peso), inoltre è solo da un annetto che gioca seriamente a tennis prima ha fatto judo e nuoto. 150cm di salto da fermo e 6″05 (lui dice che è colpa delle scarpe non proprio da corsa….) sui 30mt.
    Ci sono speranze ;-) ?!
    Scherzi a parte da quest’anno fa anche una bella preparazione atletica mirata penso/spero che lo aiuti a velocizzarsi visto che la forza c’è !
    Preziosissimi tutti i vostri interventi veramente impagabili, grazie.

  312. Stefano Grazia scrive:

    Volevo ringraziare Francesco Grigori Di Bene che ci ha ridato dignità di categoria mettendoci anzi, esaperato dalle mie continue lamentele in quanto timoroso che nessuno riuscisse a trovare Genitori & Figli, addirittura in POLE POSITION…A questo punto non possiamo deludere e dobbiamo arrivare a mille in un nanosecondo…

  313. Nikolik scrive:

    A Marco voglio rispondere che, in realtà, quel muro a cui lui fa riferimento, che a un certo punto, in uno sport professionistico, gli atleti e le loro famiglie devono oltrepassare, nel tennis non è al momento dell’ingresso nei primi 300 del mondo.
    Certo, è tutta una questione di chi si può ritenere un campione. Per me, se entri nei primi 600-700 della classifica mondiale, sei già un incredibile campione. Vuol dire che hai già dei numeri e un talento pazzesco. Fare anche solo un punto ATP e WTA è difficilissimo. Forse, quando critichiamo i nostri atleti di punta, perdiamo di vista le proporzioni.
    Quindi, per tornare ai quesiti di Marco, se veramente (e ho detto se) anche nel tennis esistono i fenomeni detti da Marco, cioè il doping, gli allenatori che picchiano atleti, sistemi di allenamento maniacali, beh, allora un atleta assaggia questi problemi non certo all’ingresso dei primi 300 del mondo, ma molto prima, verso i 14 anni, vale a dire quando decide di occuparsi completamente di tennis.
    Si torna, pertanto, all’interrogativo che aveva posto Roberto, in modo molto interessante, in occasione dell’articolo, posto su questo blog, in cui si parlava dei problemi della Capriati. Roberto si era chiesto: è ancora possibile, nel tennis di oggi, così competitivo, è ancora possibile riuscire ad emergere senza dare il 100% di se stessi alla sola attività agonistica?
    Io avevo risposto di no, per me non è posssibile.
    Quindi, Marco, direi che l’importante è che i genitori sappiano a cosa vanno incontro e quali problemi avranno se i loro figli faranno un qualunque sport a livello competitivo e professionistico.
    Una volta che si sanno tutti i problemi e le questioni, poi è chiaro che ognuno che potrà regolarsi come vuole, anche come proponi tu, quando affermi che non vorresti mai che tuo figlio superasse quella soglia. L’importante è essere consapevoli delle difficoltà, poi ogni scelta è valida, poiché ognuno decide sempre, per i propri figli, quello che ritiene meglio.

  314. Stefano Grazia scrive:

    Scrive Nikolic: “L’importante è essere consapevoli delle difficoltà, poi ogni scelta è valida, poiché ognuno decide sempre, per i propri figli, quello che ritiene meglio.” Infatti ol problema nello sport agonistico ai nostri giorni è che non è più l’atleta che può decidere ma deve essere stato 10 anni prima e forse più il suo genitore/trice…Fare l’attore,il medico,il rapper o l’ingenere scrittore avvocato criminale ragioniere giornalista geologo etc etc è ancora una scelta che a volte ti possono aver imposto i tuoi ma che molto più spesso è proprio tua…O comunque puoi decidere anche a trent’anni, una volta raggiunta una maturità psicofisica…Fare sport a livello agonistico no. Altri devono aver deciso per te: tua rimane eventualmente la scelta di smettere.
    Ironico,no?, e anche un po’ triste.

  315. francesco scrive:

    torno dopo una lunga assenza e mi sono perso 1 mese di commenti..ma sono sicuro che recupererò con uno dei sontuosi riassunti del nostro insostituibile stefano. L’ultima è stata una settimana esaltante,mia figlia ha vinto il master regionale sicilia u 10 ,e le finali u 10 a squadre.Il nostro circolo sta di puntando decisamente sui piccoli u 10 ed u 12 ed ha previsto un programma di allenamenti intenso: (per rispondere a dani) nel caso di mia figlia il programma settimanale prevede 5 ore di atletica e 9 ore di tennis, tra cui alcune a solo con il maestro ma in ogni caso al massimo in 2 in campo,dal lunedì al giovedì.il venerdì solo partite tra i vari gruppi.Sabato e domenica teoricamente free,ma tra vari impegni (coppa pia provincie tornei locali etc.) giocano spesso anche nel week end.
    P.s. mi piacerebbe incontrare chi di voi andrà a Roma per Il master OUATT

  316. thomas yancey scrive:

    Un genitore ha il potere di vietare una scelta. Non può imporre una direzione. Accettare un divieto o seguire un’indicazione resta sempre nella sostanza facoltà dell’individuo (il figlio, nella fattispecie). Sono del parere che l’atteggiamento educativo migliore consista soprattutto nell’esempio e nella ragionevole proposizione di modi di vita. Senza eccessive ed inutili aspettative.

  317. dani scrive:

    ciao francesco ….mi ricordo vagamente di te al nike roma …mia figlia giocava in contemporanea alla tua, durante i quarti, su campi adiacenti e tra l’altro feci 2 chiacchere col famoso coach rumeno,…beata la tua piccina…da me invece i mitici tecnici federali dicono che non ha la maturita’ per sostenere allenamenti di quel tipo e bisogna aspettare il momento opportuno….morale della favola, tennis fai da te no alpitour…per ora la alleno io ma nel frattempo ho iniziato a fare il giro delle accademie, la scorsa settimana sono stato all’accademia Panatta a Roma …prossima tappa Brett …poi Vavassori.

  318. Stefano Grazia scrive:

    Sulla Bob Brett è uscito sta per uscire un articolo su 0 15 di questo mese… vabbè, è l’articolo, completo di foto, tratto dai miei resoconti estivi…BTA e Van Der Mere invece nei mesi di Novembre e Dicembre…A Bologna intanto ha riaperto,mi dicono, il TCA e il Maestro Giovanni Toni che da tempo sperava di poterlo dirigere è stato il primo maestro in italia a veder giocare Nicholas, quando aveva 7 anni… Mi dicono cheha grandi progetti a livello ragazzini e so che,sotto la guida del Maestro Albertini, vi si dovrebbe allenare anche Gigi Neri, campione regionale U10… Noi invece parteciperemo sabato a un torneo propaganda UNDER NON SI SA BENE da svolgersi in un solo pomeriggio… Capite bene dunque che quando vi sento parlare di tornei,masters, ouatt, etc etc ,ammesso e non concesso che Nicky fosse così bravo da qualificarsi,mi viene un po’ il magone… Vabbè, diciamo che non oppresso dall’ansia del risultato potrà continuare a sviluppare i suoi fondamentali (in realtà ha veramente bisogno di giocare tornei: a dicembre proverà a giocarne 3 o 4 mentre si allena alla Bollettieri)…
    Francesco, dunque col Rumeno quanto fanno: Tre ore al giorno, 2 di tennis + 1 di Atletica al giorno per 5 gg più un giorno di matches?

  319. pibla scrive:

    Ma insomma, butto lì una provocazione un pò stupida, che rimanga tra di noi, ma tra tutte le varie accademie di cui sento ricorrere i nomi, Brett, Panatta, Vavassori ed altre, qualcuno se la sente di dire quale è in questo momento, se non la migliore, almeno la più affidabile in Italia per mandarci un bimbo???
    Sì, sì, lo so, non vi arrabiate, lo so che è una decisa caduta di tono rispetto al livello della discussione, ma che ci volete fà, secondo me ci vogliono anche queste cose….

  320. max scrive:

    francesco il 30/10 siamo a roma, mia figlia gioca il 31

    dani quando vieni alla vavassori fammi un fischio

  321. Stefano Grazia scrive:

    pibla, il problema credo stia nel giudicare senza averle provate…per avere un giudizio critico onesto, bisognerebbe che uno di noi facesse davvero il tester d’academy e le girasse tutte… Inoltre fare un summer camp o un periodo breve può essere fuorviante, bisogna avere un po’ d’esperienza e saper interpretare…Poi credo che si debba anche considerare che quello che è meglio per me o mio figlio potrebbe non essere il meglio per un altro e ancora dipende anche dal momento…io sostengo da tempo che sotto i 12 aa la Grande Academy alla Bollettieri o Sanchez sia troppo dispersiva e che sia meglio una più piccola e familiare dove ti sembri di essere, tu piccolino, di essere al centro dell’attenzione…sto parlando di all year long boarding, il discorso è diverso se parliamo di periodi brevi… Dipende insomma da tante variabili: livello e tipo di gioco,carattere, esigenze particolari (C’è il mental conditioning? Come è la preparazione atletica?Quanti coetanei ci sono? Quante possibilità di avere uno stimolo foscoliano alla Egregie cose l’animo accendon…)… Dipende anche dove abiti tu, cosa vuoi fare, qual è la città più vicina, se tuo figlio/a ci starà da solo/a o con uno o due genitori nei paraggi…Insomma, lo so, non ti ho risposto ma se io abitassi in Italia in un ano o due anni fra i 10 e i 12 aa le avrei visitate quasi tutte per periodi di 1 o 2 settimane…Per me,insomma, bisogna comunque provarne diverse all’inizio, per farsi un idea onesta…

  322. roberto scrive:

    Da Bob Brett si allena anche una ragazzina di Sanremo (non è parete di Fognini, credo) che pare promettere bene. Si chiama Valentine Confalonieri, è del ‘92 e questa settimana a soli 15 anni e spiccioli ha raggiunto i quarti in un torneo pro al 10.000 di Settimo S. Pietro, in Sardegna, battendo giocatrici piazzate intorno alla 500a posizione mondiale. Sperimo che segua le orme di Marin Cilic…

  323. francesco scrive:

    Bene Max !anche noi a Roma dal 30/10.Saremo con un gruppo di 9 atleti ed il maestro.se vuoi ci si incontra al Real village, potremmo organizzare lì un meeting di frequentatori di questo blog.
    Stefano è proprio come ti ho detto 9 ore settimanali di tennis e 5 di atletica,il venerdì ,giorno di matches , è una novità di quest’anno .il programma è partito dal 1/10 e osservo che mia figlia è carica si allena con entusiasmo ed impegno… almeno fino ad ora ..poi si vedrà..vi aggiornerò più avanti.

  324. max scrive:

    certamente si fammi sapere dove e come contatarti ciao

  325. francesco scrive:

    max e tutti coloro che saranno a Roma per il master OUATT il mio contatto :brancatofra@tiscali.it

  326. Stefano Grazia scrive:

    Oggi è venuto in clinica con 40 di febbre il figlio di un espatriato italiano accompagnato dalla madre peruviana…la mamma è una carinissima signora in miniatura, sarà 1.50 per 40 chili…ciò nonostante il figlio di 11 aa è 168 e pesa 64 chili… Ovviamente non pratica quasi nessun sport…c’è chi ha il pane e non i denti…Ecco, vorrei chiedere al Prof Buzzelli: ma al momento di valutare il futuro di un miniatleta, si considerano di più le presunte “eccezionali capacità motorie” di mio figlio di 134cm e 30 kg o l’immenso potenziale atletico di un undicenne di 168?
    Mentre leggo dei vostri Masters in giro per l’Italia, mio figlio in questo momento é molto preso…dal rugby, un po’ perché ci giocavo io un po’ perché c’é la World Cup …Vive con la palla in mano, mentre ci alleniamo a tennis mi chiede solo cose di rugby esasperandomi (e per me lo fa apposta)…Anche volendo poi non avrebbe chances: troppo piccolo anche per giocare solo in Italia e pur essendo un “bully” non mi pare un “lionheart” e comunque qui non ci gioca nessuno…Se fossimo in un paese anglosassone col rugby nelle scuole lo farei giocare, ottimo sport educativo, sport di squadra molto formativo, il gioco degli scacchi in velocitá, anche se forse per il tennis é piú propedeutico il calcio (per via dei rimbalzi della palla, suppongo, che ti abituano all’early preparation,agli aggiustamenti,alla visualizzazione…Ma,intendiamoci, io sono per far provare al figlio diversi sport (Nicky nuota,scia,gioca a golf,faceva anche karatè e un giorno a settimana gioca a calcio con la scuola) e per di più il rugby é un bellissimo sport da giocare anche se potrebbe essere pericoloso in funzione tennis (se si fa male…)… Però certo che inquieta un po’ l’accorgersi che forse sotto sotto,per quanto lui neghi, il tennis viene considerato un po’ come un dovere (un po’come la scuola o un lavoro) mentre invece per divertirsi si gioca a rugby…Vabbè che anche Agassi e Tursunov, fra i tanti,erano così…e anche Fognini, forse. Gasquet giocava a rugby e lui dice (mi sembra su Deuce Magazine l’anno scorso) che fino a 14-15 aa non aveva ancora deciso…Gasquet!che a 9 aa era sulla front cover di Tennis Francese…
    Io poi sono combattuto, o meglio in conflitto: da ex rugbysta e profondo amante di questo gioco seguire il raziocinio e negarglielo per una somma di motivi (troppo piccolo, nessuna possibilitàdi giocarlo qui in africa, maggior talento e predisposizione per il tennis) mi acuisce sensi di colpa e rimorsi E SO BENISSIMO CHE NEGANDOGLIELO GLIELO FAREI DESIDERARE DI PIU’…ciò nonostante il fatto che mentre gli sto facendo il feeding per il rovescio lui mi chieda come si fa il cambio di piede o la finta di x, mi rende nevrastenico…Suppongo sia la stessa cosa in Italia con il potere d’attrazione del calcio… So benissimo che gli passerà ma, come ne parlavo in privato con alcuni di voi, tutto questo viene acuito dalla mancanza di quegli stimoli da Egregie Cose L’Animo Accendon l’Urne dei Forti…E’ questo a mio avviso uno dei motivi per prediligere ad una certa età un ambiente simil Academy…Se sei nel tuo circolino tutto solo e ti alleni sempre con il tuo Maestro, da solo, e poi esci,torni a casa e fra i tuoi amici a nessuno gliene può fregar di meno del tennis e anzi, proprio perchè tu sei rispetto a loro di un’altra categoria (ah,l’infanzia, che buco oscuro talora…) faran di tutto per farti fare altre cose, per parlare di tutti gli sport tranne che del tuo, cercheranno di farti innamorare magari perfino del crickett pur di non parlare di tennis…Meglio allora un ambiente sano e competitivo dove stare anche fuori dal campo con gli altri coetanei, mangiare insieme,cazzeggiare anche ma fra simili, fra esseri umani con affinità elettive… (poi,certo, è importante avere anche ALTRI amici ma non SOLO quelli…)…Insomma, ripeto: non è tutt’oro quel che luccica di riflesso dai miei resoconti qui all’estero…E sta diventando sempre più dura.

  327. max scrive:

    stefano nn preoccuparti dei risultati degli altri bambini ora nn contano. i motivi delle vittorie sono essenzialmente due: o giochi a tirar di la la pallina e come sappiamo questo tipo di gioco ha vita breve o un super allenamtento ma anche con quello dipende molto dal fisico. mi spiego meglio mia figlia che si allena come penso nessuno in italia nn è che abbia vinto nulla di particolare; ad oggi ha all’attivo due ouatt un under 10 una semi ed un quarto nei nike. è vero che è della fine di ottobre del ‘98 (quindi spesso gioca con bambine di quasi 2 anni + grandi di lei e soprattutto con bambine di di 4/5/10/15 kg + di lei che pesa 27 kg e fabio della vida mi ha detto un giorno: le categorie dovrebbero farle per peso….) cmq mi accorgo che a volte perde con delle bambine che tra un paio d’anni (ma anche ora quando nn vuole chiudere lo scambio dopo 2/3 tiri!!!) so già che riusciranno a stare in campo con lei al max 15/20 minuti (e si vede…), quindi posso solo dirti di continuare sulla tua strada con qualche aggiustamento (qualche torneo in + e magari qualche ora in + in accademia).
    ora veramente sono altre le cose importanti: proprio oggi l’ho portata a cremona da montanari e pizzorno per la sua prima seduta di videoanalisi: è un’esperienza che consiglio a tutti!!!! per lei è stata la prima volta che si è rivista in un video si è vista messa a confronto con henin sharapova federer etc etc oltre che si è resa conto dei suoi errori. era talmente gasata dopo aver fatto qualche esercizio che la “avvicinava” ai campioni che per la prima volta ha messo il tennis davanti a tutto: domani è il suo compleanno e tornando a casa le ho domandato che regalo le sarebbe piaciuto ricevere. ridendo mi ha risposto: lo so che dipende da me e che nn è importante ma mi piacerebbe tanto vincere il master a roma!!! è da 3 ore che cammino a due spanne da terra, xche questo credo significhi che (scuola a parte da cui neanche l’influenza riesce a distoglierla) tra il mio training mentale allenamenti vari e l’ambiente dell’accademia ora il tennis sia diventato x lei prioritario. ciao

  328. Stefano Grazia scrive:

    beato te max che hai…una figlia! Scherzo, ma è risaputo (lo dicono anche da Bollettieri!) che con le bambine è più facile all’inizio: sono più determinate, più concentrate, perfino più cattive…Comunque è vero che bisogna saper guardare avanti, oltre il proprio naso e un po’ più in là…Quanto alla videoanalisi da Bollettieri la fanno di prassi, anche ai Summer Camps, e devo dire che Nicholas si allena proprio con quelli della Videoanalisi: cioè Lance Luciani e Margie Zeisinger sono i due tecnici che si occupano del programma denominato Strategy Zone che è un servizio offerto come standard a tutti quelli che fanno il Corso alla Bollettieri, settimanale-mensile-annuale…In più loro hanno un gruppo di ragazzi,una ventina, che seguono iun forma privata…fra questi c’è anche Nicholas che appunto si farà tre settimane con loro a Dicembre. Diciamo pure che sono loro ad averlo impostato tecnicamente da quando aveva 8 anni e/o che noi abbiamo sposato la loro filosofia molto basata sul fatto che…tutto quello che devi imparare tecnicamente lo impari prima dei 12 anni. Il discorso della mielina,insomma. Ma anche molta attenzione al footwork, alla concezione CONTROL,HURT,FINISH, etc etc Nulla di trascendentale, forse, ma comunque un bel passo in avanti rispetto a quello che ti insegnano nel circolino sotto casa o alla SAT (ovviamente non sto parlando del Maestro Polidori o della Vavassori o di Stefar o di Enzo Loiacono e degli altri Coaches italiani che sicuramente sanno il fatto loro, sto parlando del Maestro Pierino di Nikolic che va benissimo per il bambino senza ambizioni che deve essere solo avviato allo sport,per la primissima scrematura, ma che non basta più se quel bambino ha qualche predisposizione…A un certo punto dei 10 bambini del Maestro Pierino 6-7 potranno continuare tranquillamente con lui 2 volte a settimana, ma gli altri 3-4 devono avere la possibilità di fare il salto di qualità…)
    Comunque,per tornare alla videoanalisi, da Bollettieri ci sono una ventina di campi (o forse più)con la telecamera fissa e lì nel pomeriggio si giocano i match che poi vengono analizzati…Nell’ufficio della Strategy Zone c’è un grande schermo con la visualizzazione in piccoli schermi di tutti i campi…Insomma,da un punto di vista tecnologico Bollettieri/Img sono avanti di decenni…Poi, certo, è un business, c’è troppa gente, devi saperti muovere, trovare un punto di riferimento,a volte sarebbe meglio una Academy più piccola e familiare, ma quando il gioco si fa duro…i duri,almeno per pit stop, vanno da Bollettieri…Insomma, la devi saper usare e può essere molto deludente e frustrante (perchè se non sei un Quinzi ti devi sudare -e pagare-tutto) ma quello che ti offre la Bollettieri non credo tu lo possa trovare in tutte le altre.

  329. Stefano Grazia scrive:

    Aneddoto, tanto per confrontarci a livello psiche:
    al sabato ci alleniamo con un bambino francese di 9 anni (e comunque più alto di Nicholas) il cui papà ha strappato in gioventù un set ad escudè e ha comunque giocato ad un buon livello…è come scrivevo in precedenza uno scambio alla pari: lui il braccio,noi la mente con tutto il repertorio di drills importati da Bollettieri…è stato proprio lui a dimostrare entusiasmo a lavorare con noi (noi non nosavamo per pudore)…Bene, fra gli esercizi che facciamo ce n’è uno molto basic importato da lui a livello di warm up: i bambini devono fare 10 palleggi consecutivi cross court di dritto,poi lungo linea di dritto, poi cross court di rovescio,poi lungolinea di rovescio…se uno sbaglia,subentra l’altro…Ok,nulla di che e i bimbi ormai li fanno in scioltezza o quasi e quindi Pierre,il francese, sta aumentando la velocità e lo spin…Siccome Nicholas è superiore, sia per età che per tecnica, con lui Pierre gioca più forte e cattivo…Niente, Nicholas questo non lo capisce e se non riesce a finire prima dell’altro è stizzoso,rabbioso,perchè va a perdere il confronto, perchè-l’ho sentito oggi dire-”dopo lui pensa di essere più bravo di me”
    Ovviamente gliene dico di tutti i colori, dopo aver cercato di spiegargli con calma la differenza…Ma mi chiedo: tutto questo è meschinità o ego mostruoso da vincente alla Hewitt?
    Io credo di no, che sia più una tendenza alla mediocrità da primo del mio giardino (A WINNER IS A POSITIVE PERSON, dice Rick Macci…ne ha una lista piena di frasette come questa, e per quel che servono WINNERS DON’T QUIT, QUITTERS DON’T WIN, è la mia preferita) ma è un argomento molto delicato…
    Anche voi vivete momenti amletici come questi?

  330. max scrive:

    no devo dire che x quanto mi riguarda i dubbi che ho avuto sono sempre dipesi dal fatto che mia figlia è una bambina portata a fare e dare sempre il massimo e quando nn si sente sicura di quello che fa diventa timorosa e ci sta male. il mio portarla in accademia è dipeso quasi esclusivamente da questo. ora lei nn ha dubbi quando trova una bambina peggio di lei la strabatte quando deve lottare dà il meglio di se e quando ne trova una + forte lo accetta, prova a lottare perde sicuramente nn rimanendone contenta ma lo accetta. ti faccio un esempio: come ho detto, ieri ha fatto videoanalisi e alla fine le hanno dato degli esercizi x correggere i difetti. oggi avendo un torneino (uno di quelli che cominciano e finiscono in giornata) come prassi la mattina l’ ho riscaldata x 1 ora e 1/2 e nella prima mezz’ora abbiamo provato questa nuova serie di esercizi. inizialmente ha fatto un po’ fatica poi verso la fine è andata meglio e continuando io a “battere” sul fatto che erano gli stessi movimenti dei campioni ho visto che ci prendeva gusto esaltandosi quando le cose riuscivano. quando siamo arrivati a milano x giocare le ho chiesto se poteva provare in partita le nuove cose e lei mettendosi a ridere mi ha detto: ci provo!!! premetto che era un torneo under 12 di bassissimo livello cmq x una ‘98 (under 10 al primo anno e nata alla fine dell’anno) giocare con una ‘96 alta 1.75 (veramente era così alta!!!!) qualche problermino lo da. beh devo dirti che partita dopo partita ha preso confidenza con i nuovi movimenti ed ha stravinto il torneo con tutti i presenti (me compreso) che si stropicciavano gli occhi x vedere se fosse tutto vero.. questo racconto l’ho fatto xche girando x i vari tornei ho visto molti genitori arrabbiarsi parecchio con i propri figli (anche a me è capitato intendiamoci..) quando sbagliavano o giocavano male o perdevano senza rendersi conto che è giustissimo buttare nella fossa dei leoni i propri figli x fare esperienza ma si devono mandare con le armi per poter combattere e per potersi difendere. con questo voglio dire che come è successo a mia figlia di giocar + sciolta e tranquilla dal momento in cui si è accorta che certe cose le riuscivano meglio probabilmente la stessa cosa succederebbe a molti altri nelle stesse situazioni di difficoltà. quindi attenzione a nn confondere i problemi “mentali” con quelli tecnici. (e qui mi riallaccio a nn ricordo + chi quando diceva che se nn sei nei primi 4 del tuo anno poi è dura) xchè i risultati è vero che nn contano (soprattutto se hai un gioco aggressivo) nel senso che se un bambino è al primo anno di categoria nato magari alla fine dell’anno e magari anche poco sviluppato è evidente che nn gli si può chiedere di battere uno di quasi due anni + grande con 10 kg in + ma è evidente che nel tuo anno te la devi poter giocare alla pari con i primi 8/10 (una volta vinci e una perdi) e quelli + scarsi li devi battere facile…

  331. Stefano Grazia scrive:

    Comunque ieri anche Nicholas ha vinto il suo primo Torneo con Coppa, anche lui uno di quei tornei che siconcludono in giornata, un’accozzaglia di gente della Scuola Locale di Tennis con età variabili dagli 8 ai 14 anni e con una formula tipo shoot out con match a chi arriva primo ai tre…SENZA ADs,cioè vantaggi…Una vera lotteria che Nicky ha vinto giocando alla grande e aggressivo sparando sul rovescio avversario aprendosi il campo e poi piazzando dei winners angolati sulle righe dall’altra parte…Ha battuto fra gli altri anche un quattordicenne rimontando da 1-2,ridicolizzato 3/0 un francesino che 4 anni fa giocava come lui e che era considerato un predestinato e che 4 anni dopo,come ho già raccontato,tira ancora bordate a due mani sia di dritto che di rovescio con grip anomalo e che non sa servire, e in finale giocando contro Mr Padella ha mantenuto la calma ma non calando l’aggressività in una splendida dimostrazione del CONTROL,HURT ‘n FINISH insegnatogli allo Strategy Zone sopra menzionato… In più per tutta la giornata si è divertito mescolandosi agli altri ragazzi…certo, avesse perso un match probabilmente sai la solfa (nonostante i nostri insegnamenti di trattare vittoria e sconfitta allo stesso modo,those impostors e blah blah blah, ma certo, questo conferma che potessimo averne di più di giornate come queste…Piuttosto il figlio del 2 categoria francese che si allena con noi al sabato è arrivato in semi perdendo dal runner up…peccato, ma anche così la nostra Piccola Academy Privata (io,mia moglie e il francese) ha sbancato… Quasi quasi,scherzavamo, ci mettiamo nel business…
    A parte gli scherzi, ho scritto quanto sopra 1)perchè lo dovevo a mio figlio dopo tutto quello che gli ho scritto (fighetta,loser,antipatico,etc) 2)because I’m a very proud DAD!!!!

  332. max scrive:

    intanto complimenti, la prima volta è sempre la prima volta (guarda nel business no ma devo dire che con la mia famiglia abbiamo + volte detto che se le cose dovessero andare come speriamo un’accademia in un paese del terzo mondo, quindi completamente gratuita almeno x i bambini fino a 12 anni sarebbe una forte tentazione, quindi dimmi x quale programma devo tenerti il posto di coach!!!!) . devo dire che in italia giornate e torneini come questi ce ne sono parecchi (con e senza battuta) il fatto è che servono a poco (anche se meglio di niente!!!!) io l’ho portata solo xchè erano quasi 2 mesi che nn giocava una partita vera e tra 10 gg comincia il master… tecnicamente le serve di + giocare con una forte di 12/14 anni in accademia ma il torneo è sempre il torneo x loro, in + la stagione dei tornei è ormai alla fine ed anche in accademia in questo periodo di match se ne giocano un po’ meno essendo privilegiato l’aspetto atletico, tecnico etc. quindi…. l’ho vista cmq ben concentrata e già focalizzata su roma quindi ora nn è rimasto altro che curare qualche piccolo dettaglio e aspettare il resto come al solito lo dirà il campo. io in verità sono solo curioso di vedere il tipo di gioco che esprimeranno le bambine delle altre regioni d’italia visto chè x quanto riguarda il nord italia a parte una bambina di padova (’98) e la figlia di sartori (l’allenatore di seppi del ‘97) le altre giocano magari bene (poche in verità..) e sbagliando poco ma principalmente a buttare di la la palla sfruttando al max la forza maggiore con le + piccole…

  333. max scrive:

    ricordando qualcuno indietro nei post che sosteneva la tesi del c’è tempo che nn va bene iniziare con i bambini troppo presto etc etc. l’atro giorno quando sono andato x la videoanalisi di mia figlia con pizzorno (quello che si occupa della parte al pc) guardando uno dei difetti di mia figlia e cioè di quando alla ricerca della max forza va troppo dietro con il braccio e poi porta avanti troppo la spalla dx coprendo e superando la sx, mi diceva che il figlio di piatti (3 anni) già fa questo movimento in maniera perfetta!! ora sicuramente lo farà come divertimento ma quando farà il movimento facendo un match l’unico movimento che conosce è quello corretto….è evidente che è un errore che si può correggere anche + avanti ma se gìà fai bene questo avrai il tempo (che nn è mai abbastanza) di lavorare su altri aspetti

  334. angelica scrive:

    Complimenti a Nicholas ed al suo Very Proud Dad !

  335. Stefano Grazia scrive:

    Grazie Max & Angie da parte anche di Nikko..Volevo aggiungere qualcosa in merito al One Day Tournament disputato ieri…A prima vista (cioè appena arrivato) di fronte alla maramaglia ,al chaos e alla Formula mi son detto fra me e me: per carità, non dire nulla…Insomma, ero molto scettico e un po’ mortificato ma vedevo Nicky che si divertiva e quindi Tudo Bem (che non è veneto ma portoghese)…Dopo la vittoria (ovviamente si è sempre più saggi dopo una vittoria) ci ho pensato un po’ su e sono arrivato a questa conclusione:Questa Formula ai 3 Games è una cosa interessante da un punto di vista del training perchè ti obbliga a una grande concentrazione: Nicholas ha giocato 6 incontri, 3 di round robin e poi Quarti-Semi-Finale…mancavano i due-tre ragazzini locali più grandi di Nick ma di pari livello e quindi ha giocato con 6 ragazzi che in un match normale anche a un solo set avrebbe probabilmente battuto 1 and 2, massimo 3, ma con la formula siffatta, e per di più SENZA i vantaggi sul 40 pari, certo non puoi essere tranquillo, basta un attimo di distrazione e ti ritrovi sotto di due a zero e allora t’innervosisci o peggio te la fai sotto o peggio ancora ti viene il braccino…Quello che mi è piaciuto ieri di Nicholas è che ha giocato come fosse sponsorizzato dalla NO FEAR e anzi,qualche volta avrebbe potuto trattenersi che non c’era bisogno di tirare a tutta il vincente che magari usciva di 5 cm visto che il campo era aperto e l’avversario era stato mandato dall’altra parte…Mi è piaciuto perchè di fronte a un paio di bambini che appoggiavano la racchetta alle sue bordate rimandando palle campanile o a tamburello lui ha continuato imperterrito a dettare lo scambio anche 5-6 volte e se gli andava male riprendeva al punto successivo…Mi è piaciuto soprattutto perchè 1/1 40 pari contro il 14enne, l’avversario ha preso un nastro e la pallina è caduta perpendicolare dal lato di Nicky stabilendo un 1-2 ingiusto (dal suo punto di vista) e che poteva condannarlo anche perchè il ragazzo non giocava affatto male e invece è riuscito a non lasciarsi attrarre dal Dark Side of The Force…Insomma, questa Formula che io ho subito guardato con scetticismo all’inizio, se fatta ogni tanto e dandole il valore adeguato, non è male per sviluppare il FOCUS e la CONCENTRAZIONE perchè ti obbliga a considerare tutti i punti importanti, sarebbe meglio forse ai 4 ma ai 3 è brutale…Ho visto far fare,da Bollettieri e da Bob Brett, dei matches partendo da 3 pari e in pratica lo scopo è lo stesso…Da Bertino si facevano i torneini di fine settimana col tie break ma nel mio caso particolare l’importanza derivava dal fatto che Nicholas probabilmente avrebbe vinto più comodamente se si fosse giocato un set intero mentre con la Formula a Tre non aveva alcuna rete di sicurezza sotto… Quindi la Formula era più “educativa” per lui che per gli altri,se vogliamo…Il problema è che questi Tornei, encomiabili se intesi come Propaganda/Festa del Tennis sono invece il Clou della stagione Angolana… In più alcuni genitori, dopo aver pagato 20$ di iscrizione e aver avuto i figli eliminati all’inizio si sono imbufaliti non senza ragione (Siccome erano oltre una quarantina,dopo tre ore hanno mandato a casa chi aveva perso una partita e cominciato più o meno arbitrariamente i quarti…insomma, organizzazione un po’ alla carlona africana, m’immagino cosa ne penserebbero alcuni di quei genitori che van per tornei in italia ma qui bisogna sfruttare il territorio, fare buon viso a cattiva sorte o meglio, ringraziare per quello che ti viene offerto e per il resto arrangiarsi,inventare e lavorare di immaginazione…del resto se la Jankovic giocava sul fondo di una piscina, cosa stiamo a fare,i fighetti noi?… In Nigeria, dove si giocano anche dei challenger e nel 90-91 anche un ATP vinto mi sembra entrambe le volte dall’olandese Paul Haahruis, dovrebbe esser meglio: sicuramente non ci sarà un torneo ogni settimana ma qualcosa ci inventeremo anche lì…
    Sulla Videoanalisi sono abbastanza d’accordo con Max anche se ogni tanto mi ritrovo a pensare che tutta questa ipertecnologia serve a costruire i campioni mediocri, i Gattuso del tennis, con tutto il rispetto, o quelli dal N°30 al 100, perchè alla fin fine i fuoriclasse i colpi se li inventano e poi i tecnici li filmano e li vanno a insegnare agli altri…da qui Johnny Mac, Borg e il suo rovescio, lo stesso Connors, Agassi e lo schiaffo al volo… Stavo leggendo un libro di Vincenzo Cerami, Consigli a un giovane scrittore, e nella introduzione scrive: “se non fosse troppo ovvio comincerei così: una volta nelle scuole di calcio era vietato “tirare di punta” e nelle scuole di tennis cacciavano via gli allievi che rinviando la palla piegavano il polso. In realtà solo i grandi calciatori fanno gol con la punta del piede e tennisti di qualità piazzano un colpo micidiale con una svirgolata del polso. QUESTO PER DIRE CHE L’ARTISTA FA COME GLI PARE”
    Io sono per la tecnologia, il coach specifico, il dietologo,il preparatore,lo psicologo…ma la segreta speranza è lastessa che ha Cerami per l’allievo che legge il suo libro e cioè imparare tutto e poi dimenticarlo e andarsene per la tangente.

  336. max scrive:

    considera però due cose: i tempi di mc enroe borg etc venivano dopo anni di professionismo per modo di dire era ancora un gioco x pochi con meno soldi e dove pochi ci avevano messo gli occhi e quindi il colpo tecnico risultava molto + vincente. oggi nel 99 % dei casi una palla corta ad esempio è un colpo perdente, a quei tempi 8 volte su 10 era punto. la videoanalisi serve per mettere in pratica principi di biomeccanica quindi tirando in un certo modo la palla va + forte e basta, tenendo la centralità del corpo ci si scompone meno e basta nn sono cose soggettive ed è da lì che l’unica strada per partire e poter essere un giocatore solido da primi 30/50 al mondo. poi una volta in quelle posizioni la miglior capiacità di spostamento la maggior sagacia tattica il colpo vincente o geniale la maggior preparazione atletica, la miglior forza mentale e ancor di + la maggior applicazione e capacità di tenerla nel tempo negli allenamenti cambia la tua posizione fino a poter arrivare a nr 1. in + c’è da dire che un miglior impatto sulla palla una maggiore potenza fa si che ci si stanchi di meno che si abbiano prima e + risultati, tutte cose che aiutano nn poco a farti venire + voglia ad avvicinarti ai primi dandoti la spinta a voler arrivare in alto allenandoti sempre di + xchè ti accorgi di nn essere lontano e quindi automaticamente ti serve per credere + in te stesso e in chi e cosa ti fanno fare (altra cosa basilare per arrivare). in conclusione se tempo sosteniamo l’importanza delle famiglia del lavoro etc dobbiamo dire che se (cosa difficilissima intendiamoci) si riesce a ottimizzare al meglio il lavoro arrivare nei top ten nn è impossibile (ed i vari canas davydenko ferrer robredo gonzales credo lo dimostrino potendo credo affermare senza paura di essere smentito che di artistico abbiano ben poco) poi chi avrà quel qualcosa in + sarà il nr 1. e questo lo dico + per i puristi che xchè ci creda veramente, nel senso che a me sembra che quelli che con certezza saranno i prossimi nr 1 e cioè nadal e djokovic fanno la differenza il primo soprattutto con una testa ed una prep atletica fuori dal comune ed il secondo grazie ad un lavoro alle spalle pefetto cose che poco hanno a che fare con il done di madre natura, quello che ad esempio ha gasquet. ma come ho sepre sostenuto il solo lavoro anche se meno poetico batterà tutta la vita il solo talento!!!!!

  337. max scrive:

    n.b. e cosa nn da poco un modo migliore di colpire la palla evita molti infortuni e rende l’atleta + longevo…,.

  338. stefar scrive:

    a Max e Stefano:

    non sono affatto d’accordo che la videoanalisi serva soltanto a costruire i Gattuso del tennis.

    Essa puo’ infatti anche servire a correggere nei dettagli e far prendere coscienza di se’ atleti molto talentuosi ed estrosi.
    Inoltre,puo’ prevenire rischi di usura delle articolazioni prevenendo errori di movimento ….(vedi Rafter o Kuerten)

    Ricordo che non tutto puo’ essere visto dall’occhio umano in un movimento che oggi e’ sempre piu’ veloce e complesso e che la videoanalisi,se fatta bene con un buon software ,puo’ mettere in evidenza lati specifici e mancanze ,tutto in vista prima del perfezionamento poi del MASSIMO RENDIMENTO,e successivamente di una longeva vita sportiva.

    a Buzzelli:

    mi hanno detto che eri a Ferrara….tu che sei sempre cosi’ esaudiente….che mi dici del tennis specific agility test ?

    consigli ?

  339. Stefano Grazia scrive:

    stefar, mi sono espresso male,o meglio la mia era un’iperbole e non voleva prima di tutto significare che “serve SOLTANTO a costruire i Gattuso del tennis” e,secondo, non voleva essere offensiva per i Gattuso che anzi stimo anche di più dei MacEnroe…Quelli si sono costruiti, i secondi si sono ritrovati…E d’accordo anche con Max:blood sweat & tears batte solo talento (vedi Scott Draper che di talento ne aveva così tanto da giocare ora fra i pro del golf )
    Piuttosto volevo aggiungere un’altra cosa,volevo scrivere un articolo o un post per la Diatriba Federazione si Federazione No, Baccini,Tommasi & Compagnia Bella e poi invece è giusto postarlo qui e poi semmai si vedrà:

    Quel che é giusto é giusto: ci lamentiamo sempre della Nostra Federazione ma non è che in casa degli altri sia meglio…leggetevi quanto scrive Lisa Raymond nella sua Rubrica su si.com (Sport Illustrated, la piú importante rivista di sport in US):
    Cosa sta succedendo?-scrive la Raymond-Siamo una nazione più ricca,più grande,più popolosa e non riusciamo a produrre più giocatrici top 100 di paesi più piccoli e più poveri come solo per citarne alcuni
    Russia, Serbia and the Czech Republic … Poi scrive ancora: certo, potremmo puntare il dito su certe decisioni sbagliate della USTA e chiederci se stanno assumendo le persone giuste, i coaches giusti, se stanno costruendo le giuste strutture…Tutto vero,tutto importante ma ,scrive la Raymond: But where this issue begins is with the young player and the environment in which she is brought up.Cioè anche per lei è più una faccenda di AMBIENTE. Parte del problema,scrive,è dentro la nostra cultura.I Giocatori Americani ce l’hanno troppo facile, punto. Tennis negli US è uno sport in voga e ci sono incredibili circoli e programmi di tennis in tutto il paese. MA ALLA FINE le famiglie devono scucire il grano ( But on the whole, families have to have some money to pay for their kids’ lessons, equipment, court fees, trainers, travel, etc.)
    Molti di questi Bimbi di soldi provengono da background dove i soldi non sono un problema:l’idea di dover farsi il mazzo per ottenere qualcosa
    (The idea of having to work extremely hard for something, to fight tooth-and-nail, to know that the difference between winning and losing could mean your family having food on the table that night ), bè, questo è un concetto foresto ai più di loro (– this is a foreign concept to most.Vi piace la mia traduzione di foreign concept con concetto foresto?…da’ l’idea di : chi,io lavorare duro, massacrarmi, lottare unghie e denti per un tozzo di pane…chi,io? orpo, andiamo a giocare a calcetto,va là che se perdiamo è sempre colpa di un altro o del coach…) Gli Americani vengono da una Terra di Eccessi dove hai tutto e di tutto. Troppe opzioni,troppe opportunità.e quindi troppe distrazioni. Junior players in Russia or Serbia sono disposti a sacrificare tutto per ottenere il successo, per venir via dai loro paesi e trovare una vita migliore per se stessi e le proprie famiglie.American juniors perdono un match o hanno un allenamento mal riuscitoe saltano nelle loro BMW e se ne tornano a casa a giocare alla PS ad Halo 3 o con il loro nuovo Xbox 360.” E anche lei cita l’Ivanovic che si allenava sul fondo della piscina (senz’acqua,ovvio) in mezzo alla guerra…E conclude: How’s that for hunger and the desire to be the best? Cioè,questo la dice lunga sulla fame e la voglia di riuscire.
    QUINDI, anche in America fanno i nostri stessi discorsi, e noi qui a guardare l’America come fosse appunto…l’America! Vabbè, il fatto è che l’America è il Regno delle Academies private e il loro Sistema più che altro non distingue fra giovani Americani e Non.Ma io credo che tutto sommato abbia ragione chi scrive che la Federazione cosí come puó arrogarsi il merito di una vittoria in uno Slam o una Fed Cup, nemmeno puó essere accusata di essere l’unica responsabile del fatto che non sia in grado di produrre un Campione. La Svizzera certo non ha fatto granché per ritrovarsi un federer e tantomeno una Hingis…Peró altre Federazioni come la Francia il seme l’hanno buttato…anche loro è da 30 anni che aspettano (1986, Noah,RG) ma sicuramente non gli si puó rimproverare nulla…buoni giocatori li hanno sempre prodotti, il Campionissimo (Gasquet?) è un dono del cielo… Piuttosto l’Azione di una Federazione si potrebbe valutare da certe ristrutturazioni interne atte a favorire l’allargamento della base ma contemporaneamente spostando verso il basso l’etá dei nuovi adepti: avere milioni di praticanti tutti sopra i trenta perché dopo aver abbandonato altri sport, per lo piú il calcio, ci si dedica al tennis e al golf, puó andar bene ma è una statistica ingannatrice…Dobbiamo far giocare di piú i Bambini. Quindi bisogna farli giocare GRATIS. Nelle scuole,nelle Strutture Pubbliche, persino nei Campi dei Circoli Privati. Ha quindi ragione STEFAR di Genitori & Figli quando scrive che il problema vero in Italia non sono i Maestri (o almeno non solo) ma il Sistema dei Circoli.

  340. Nikolik scrive:

    Bravo Stefano! Sono completamente d’accordo con te e la tua analisi!
    Finalmente qualcuno mi ascolta quando dico che la federazione ha limitate responsabilità.

  341. Gabri scrive:

    Due righe perchè anche io sento di doverlo a Nicholas. Sono fiera dell’impegno che portiamo avanti e su questo sapete già tutto grazie a quel vulcano di Stefano (col quale non posso certo competere sul piano letterario-epistolare). Volevo solo che sapeste che:’ I am a VERY VERY PROUD MOM!’.

  342. kill bill scrive:

    non credo sia un problema solo di BMW o di farsi il mazzo ma di scelte.
    il fatto è che negli USA ,come da noi, il tennis è uno sport da benestanti.
    Il resto abbiamo visto hanno pochissime chances.
    Il figlio del benestante di solito è inquadrato fin da bambino per la sua strada che porta al college e non al tennis professionistico.
    Quindi c’è da chiedersi al di là di Academies e di numero di praticanti quanti sono in realtà quei ragazzi , e le famiglie, con i mezzi economici e le qualità che arrivati a 14 anni sono disposti a giocarsi il propio futuro nello sport senza avere nessuna certezza piuttosto di una carriera agiata procurata dalla posizione economica della famiglia.
    Rispetto a gli altri sport USA il tennis mal si sposa con il college.
    Gli altri sport al contrario rappresentano spesso l’unica via per togliersi dalla strada e offrono la possibilità di giocare a livelli altissimi, finire comunque il college e se non si sfonda avere comunque un alternativa.
    Benjamin Becker, da quello che so, prima ha finito il college poi è andato tra i pro ma come qualcuno tempo fa diceva sul bloog forse ha perso il treno.
    Gli atleti dell’Est non hanno di questi problemi , hanno meno opportunità e voglia di correre qualche rischio in più, per il momento.
    Da noi la situazione non cambia di molto.
    Il problema è sempre lo stesso : preferite avere il figlio laureato con 2 stanze sue o il figlio che ha abbandonato la scuola è un professionista mancato e nullatenente ( visto che Vi siete giocati i risparmi tra coach e viaggi ) ?
    Non è che la prima opzione dia più garanzie della seconda , anzi, ma forse noi genitori saremmo un pò più a posto con la coscenza.

  343. kill bill scrive:

    per Nikolik
    ” limitate responsabilità” e limitati meriti.

  344. max scrive:

    a STEFAR:

    io sulla videoanalisi ho detto esattamente il contrario!!!!!!!!!!! e soprattutto ho parlato della salvaguardia dell’atleta…..

    # max scrive:
    22 Ottobre 2007 alle 09:46

    n.b. e cosa nn da poco un modo migliore di colpire la palla evita molti infortuni e rende l’atleta + longevo…,.

  345. max scrive:

    a kill bill:

    nn ho capito x quale misterioso motivo un mancato tennista professionista dovrebbe essere un nullatenente!!! il maestro di tennis nn è un lavoro???? e certamente guadagna + soldi di un qualsiasi laureato ai call center…..

  346. Nikolik scrive:

    Sono d’accordissimo, Kill Bill. Limitate responsabilità e limitati meriti, hai assolutamente ragione.

  347. max scrive:

    la colpa è soprattutto della federazione perchè nn fa l’unica cosa che dovrebbe fare: INFORMARE DICENDO LA VERITA’:

    tizio che essendo un profano decide di far giocare il proprio figlio a tennis cosa fa? cerca il circolo + vicino a casa entra nel circolo e da quel momento la vita tennistica di suo figlio dipendere solo ed esclusivamente dall’onesta e capacità del maestro che troverà senza che ovviamnete nessuno gli dica eventualmente che nn è in grado nn ha voglia etc etc salvo scoprirlo poi da solo quando spesso è tardi. una FEDERAZIONESERIA COSA DOVREBBE FARE? SEMPLICISSIMO

    RISCRIVERE I 10 COMANDAMENTI DICENDO COME STANNO VERAMENTE LE COSE

    1) CHI VUOE GIOCARE A TENNIS PER DIVERTIRSI VADA NEL CIRCOLO + VICINO A CASA

    2) CHI VUOL PROVARE A FARE AGONISMO SCELGA IL CIRCOLO + VICINO A CASA A SECONDA DELLA VALUTAZIONE DI MERITO DA NOI ESPRESSA ES. MILANO T.C AAAAA ***** (SIA TENNIS CHE PREP ATLETICA)
    T.C BBBBB *****(PER LA PREP ATLETICA ***)
    T.C CCCC **** (PER LA PREP ATLETICA *****)
    T.C. DDDD *** (PER LA PREP ATLETICA **)

    PER CHI VOLESSE NELLA ZONA DI MILANO OPERA IL PREP ATLETICO TIZIO CAIO ***** CHE LAVORA IN PRIVATO E FA PROGRAMMI PERSONALIZZATI)

    3) PER CHI VOLESSE FARE AGONISMO ABBIA BEN CHIARO IN PARTENZA CHE IL TENNIS E’ UNO DEGLI SPORT + FATICOSI E DIFFICILI CHE ESISTANO E LE PROBABILITA’ DI RIUSCITA SONO DIRETTAMENTE PROPORZIONALI ALL’IMPEGNO ED ALLA FATICA PROFUSI

    4) TRA I MIGLIORI 8 DI OGNI CATEGORIA NE VERRANNO SCELTI 4 A CUI VERRANNO DATI DEI CONTRIBUTI IN DENARO E LE SCELTE VERRANNO FATTE IN BASE AL FISICO ALL’ANNO DI NASCITA AL TIPO DI GIOCO E SOPRATTUTTO IN BASE ALL’IMPEGNO IN ALLENAMENTO IL CARATTERE ED IL COMPORTAMENTO IN CAMPO E FUORI

    IL PROBLEMA PERO’ E’ CHE POI LA FIT AD UN CIRCOLO DI GROSSE DIMENSIONI CON DIRITTO DI MOLTI VOTI NN DARA’ MAI ** DI MERITO ALTRIMENTI I VOTI LI PERDEREBBE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    QUINDI CHANCES NN CE NE SONO TANTO E’ VERO CHE ALLA FINE MOLTI DEI GIOVANI MIGLIORI SONO FIGLI DI MAESTRI FIGLI DI PRESIDENTI DI CIRCOLO FIGLI DI PORTINAI DEI CIRCOLI ETC PERSONE CHE BENE O MALE DI TENNIS UN PO’ NE MASTICANO E SANNO SOPRATTUTTO DESTREGGIARSI NEI MEANDRI… VOI PENSATE CHE SIA UN CASO? IO PENSO DI NO…..

  348. kill bill scrive:

    per max
    Sono d’accordo con te che è meglio un bravo maestro di un laureato del call center e l’ho detto quando dico che la prima opzione non da più garanzie della seconda, ”anzi” e mi riferivo a proprio a quello.
    Nullatenente riguarda il fatto che magari i soldi che spendi per farlo giocare gli possono essere utili in altro modo.
    Se vuoi la metto sul personale estremizzando : faccio più il bene di mio figlio rischiando tutto quello che posso dargli per lo sport adesso ( esempio lo mando da bollettieri per 3/4 anni , gli pago un coach …) , o dandogli una mano in un altro modo più avanti ( che so pagandogli un master all’estero o un corso di teatro o regalargli 2 stanze cosi non deve pagare il mutuo ) ?
    E non è un fatto puramente economico :se ad un certo punto dovessi scegliere tra la scuola e lo sport cosa dovrei fare ? Certo meglio conciliare tutte e due ma se non puoi ?
    Io ho provato a fare il professionista, ( non di tennis ) , non ci sono riuscito ma ho fatto il tecnico per tanti anni con soddisfazione , ma è stata una mia scelta a 18 anni ( 30 anni fa si poteva fare ), non una scelta che mi hanno imposto a 14.
    E nonostante tutto ti confesso che anche se ci sono passato qualche dubbio mi rimane.

  349. max scrive:

    beh credo che la differenza stia nella sostanza: se gli compri due stanze credo che sia il + grosso errore della vita perchè in realtà nn gli hai dato nulla (se è un pazzo se le vende x una donna x il casinò etc se è stupido deve vendere per mangiare) pagandogli un master o un corso di teatro rischi primo xchè in realtà nn sono ancora un lavoro (il tennis una volta che sei un 3° cat e anche meno se vuoi il maestro lo fai) e cmq se nn lo fanno con impegno voglia e anche con un po’ di bravura nn ci fanno nulla. ovviamete discorso tutto diverso nel momento in cui sono loro a chiedertelo supportati ovviamente dai risultati scolastici precedenti (x il master) o dalla grande passione (x il teatro).
    detto questo credo cmq che se tu gli hai dato da bambino l’unica cosa che in realtà serve e cioè una buona educazione, gli hai insegnato il rispetto la differenza tra il bene ed il male il valore del denaro del lavoro etc poi in qualsiasi cosa tu deciderai di investire avrai fatto un buon affare…..

  350. Salvatore Buzzelli scrive:

    Per Stefar,
    sinceramente non conosco il test a cui lei fa riferimento, anche se intuitivamente credo di immaginare , se però mi dà delle indicazioni e le interessa sapere cosa ne penso, sono a sua disposizione.

    A presto

  351. francesco scrive:

    A stefano e gabri complimenti!! è certamente il primo di una serie di successi..
    A stefar una sua opinione sull’utilità delle palline mid ,visto che parlando a Deauville con la madre di una ‘97 degli Usa mi diceva che da loro si usano anche per i piccoli sempre le palline normali, ed anche per le racchette non ci sono limitazioni.
    (ci sarai a Roma per il master?)

  352. stefar scrive:

    a Francesco:

    ho gia’ espresso precedentemente il mio parere sull’utilita’ delle palline mid ….secondo me esse sono utilissime per i bambini fino ai dieci anni ,soprattutto per quelli esili e piccoli di statura.

    con l’utilizzo delle palle normali(e magari nuove e peggio ancora sul cemento.. )cambia il peso,l’impatto,e soprattutto il rimbalzo.

    Le palle normali sono progettate per il rimbalzo adatto ad un adulto,prevedendo un impatto fra l’anca e le spalle……pensate allo sforzo di una piccola ” nana” o di un ”nano”alti 130 cm…..che devono cercare la palla ad una altezza fuori del comune….magari sopra le spalle…con i rischi di cambi di impugnatura repentini (SOPRATTUTTO NELLE FEMMINE NEL DIRITTO,LA EASTERN SPESSO DIVENTA FULL WESTERN,con i danni che ne consegue..se nessuno se ne accorge)sforzi e linee di impatto non adeguate.

    Naturalmente all’approssimarsi agli undici anni e’ bene prevedere via via sempre piu’ sedute con palle normali…

    Si saremo a Roma con un gruppo per il master.

  353. Nikolik scrive:

    Kill Bill, i tuoi interrogativi da genitore in ordine a quale scelta fare se ad un certo punto ci si trova davanti all’alternativa tra la scuola e lo sport e sulla possibilità o meno di imporre tali scelte a ragazzini di 14 anni o anche meno, sono proprio gli interrogativi che hanno originato e fatto nascere proprio questa questa rubrica, Genitori e Figli, in questo blog, quindi sono interrogativi che ti poni assolutamente legittimi.
    A questi interrogativi cercava di dare subito una risposta Marcos, grande ed arguto protagonista di questo blog, con un commento, il secondo in assoluto, che ti copio qua, con copia ed incolla, ecco quel che diceva Marcos: “certo che se per sfondare nel tennis è necessario sfondare le famiglie, allora i prossimi campioni saranno probabilmente figli di genitori irresponsabili. Qualche esempio eclatante già si conosce.
    Obbligare un bambino a seguire una vita da professionista, fin dai primi anni della sua vita, magari sradicandolo dal suo ambiente e dalla sua famiglia, significa non avere un gran rispetto per il senso di responsabilità che dovrebbe guidare ogni genitore”.
    Subito dopo segue un bellissimo commento di Ubaldo, che parla proprio della difficoltà di combinare scuola e sport, oltre ai necessari svaghi propri di ogni giovane, per un ragazzo e per la sua famiglia, un commento vermente bellissimo e molto profondo.
    Ancora in tempi più recenti, Thomas ha affermato che “un genitore ha il potere di vietare una scelta. Non può imporre una direzione”.
    Insomma, Kill Bill, penso che ogni genitore debba rispondere, con la propria sensibilità, ai tuoi interrogativi, come meglio ritiene e come pensa che sia più opportuno.
    Anche perchè, in ogni caso, ogni genitore avrà un giudice severissimo: il proprio figlio, che di fronte a sue scelte sbagliate gliela farà pagare carissima.
    Infatti, io ora non vorrei mai essere nei disperati panni del papà della Capriati.

  354. max scrive:

    sono scioccato da quello che leggo. mr capriati l’errore che ha certamente fatto nn è quello di aver indirizzato la figlia al tennis ma quello semmai di nn averla educata visto che a 15/16 anni rubava (con l’aggravante di nn averne bisogno) beveva e si drogava!!!!!!!!!!!!!!!!!! e nella vita nn sbaglia solo chi nn fa nulla e chi nn fa delle scelte è e restera sempre un mediocre a qualsiasi livello…….semmai dato che sbagliare è umano ma perseverare è diabolico bisogna imparare dai propri errori ma per far questo si deve essere prima di tutto umili e chi giudica certamente nn lo è……

  355. Stefano Grazia scrive:

    mai letto una parola contro il padre da parte di jennifer…a sentire anche gli evert, credo ci sia molta disinformazione sul rapporto jennifer-stefano capriati…vero è che il rapporto di andre con mike agassi è stato difficile ma credo che tutto sommato oggi se ne sia fatto una ragione e anzi gli possa essere molto riconoscente, credo che davvero lo sia…ben difficilmente avrebbe potuto sposare steffi,fra le altre cose, non avesse avuto cotanto padre…

  356. Nikolik scrive:

    Io giudicare il papà della Capriati? Ma quando mai, mi dispiace che abbiate equivocato le mie parole.
    E come potrei? Oltretutto, chi lo conosce il papà della Capriati, come potrei giudicarlo? E, in secondo luogo, mai mi sono permesso di giudicare le scelte di un genitore.
    Al contrario, ho scritto che i genitori saranno giudicati dai figli, non certo da me! Il mio commento era molto chiaro. Sarà Jennifer a giudicare suo padre.
    Ancora, e sempre al contrario, ho scritto espressamente che, secondo me, ogni genitore è assolutamente legittimato a fare tutte le scelte che ritiene più opportune, senza rendere conto a nessuno se non, appunto, al proprio figlio, com’è ovvio.
    Semplicemente, mi sono permesso di dire che non vorrei essere nei disperati panni del papà della Capriati. Infatti, immedesimandomi, mi immagino come si sarà sentito leggendo l’intervista della figlia in cui confessava di avere pensato diverse volte a suicidarsi. Sarà stato disperato, immagino.
    Ameno, io, se leggessi che mio figlio ha pensato di suicidarsi, sarei entrato in disperazione, al di là delle colpe, o presunte tali.
    Penso che su questo, proprio voi che siete genitori, sarete senz’altro d’accordo con me, perché immagino che anche voi, nei panni di Capriati, vi sentireste disperati. Basta immedesimarsi.
    Tutto qua, quello che avevo detto. Mi sembrano concetti del tutto condivisibili.
    Figuriamoci se mi permetto di giudicare qualcuno.

  357. max scrive:

    tutto vero senn fosse che stiamo parlando di tennis e di rapporti tra padri padroni che impogno dele scelte ai propri figli. come ho scritto se di qualcosa mr capriati dovrà rammaricarsi del fatto che la figlia ha un carattere debole o dell’educazione (forse) datale che l’ha portata a fare parecchie sciocchezze durante la sua vita, visto che nn mi sembra possibile che l’indirizzare il proprio figlio al tennis abbia attinenza con il rubare. detto questo in casi estremi può benissimo succedere che l’obbligare il proprio figlio a fare un qualcosa che nn vuole porti lo stesso a fare cose eclatanti ma visto che dopo le varie periezie ha ripreso nn mi sembra il su caso, poi cmq semmai deve essere messo in discussione il metodo (l’obbligo) e nn il fatto di averla indirizzata al tennis. nn credo che esista nessun bambino che se lo metti a fare 3 ore di tennis e un’ora di corsa a 6 anni sia contento mentre credo che si debba (a quelletà) farle fare delle cose che lo fanno divertire ma che gli sviluppino le qualità atletiche e tecniche che gli serviranno + avanti. a questo punto dato che questo bambino sarà un bambino a cui riusciranno bene molte cose per lui sarà un divertente anche giocare gradatamente sempre di + quindi sarà contento di allenarsi etc etc…

  358. Massimo scrive:

    Ma perchè sparisce sempre il link del forum “genitori e figli” dalla home page?

  359. francesco g. di bene scrive:

    Il link non è sparito, la categoria Genitori&Figli è stata inserita nella meta-categoria Junior World

  360. francesco g. di bene scrive:

    Lo spostamento è stato effettuato nell’ottica del restyle del blog e della migliore organizzazione delle categorie, restyle volto a migliorare l’esperienza nell’uso del blog. Spero che il disagio arrecato sia inferiore ai benefici raggiunti.

  361. Stefano Grazia scrive:

    Dall’Angolo di Cino Marchese, riporto un mio post stimolato da un suo commento a seguito della discussione originata dal suo bel racconto dell’esibizione fiorentina Agassi-Lendl…
    “Chiedo il permesso a Cino Marchese di riportare la frase “perchè se Bracciali,che avrebbe potuto giocare molto bene, si trova a Sydney la sua preoccupazione principale è di trovare La Gazzetta dello Sport, oppure tutti insieme trovare il ristorante italiano dove mangiare.” su Genitori & Figli perchè la ritengo abbastanza emblematica e nella mia esperienza d’italiano all’estero una delle ragioni per cui siamo spessi accusati, io e mia moglie, di arroganza e superbia. Proprio perchè ci rifiutiamo di andare a mangiare nel ristorante italiano o di seguire il calcio in tivù o di guardare il tg della rai tutti insieme nella Guest house della Compagnia… Se mio figlio avrà mai davvero un vantaggio rispetto agli altri, potrebbe davvero essere che sarà cresciuto all’estero?”

  362. mauro scrive:

    Per me questo blog è stato quasi una seduta di psico-terapia oltre che un ottima possibilità per conoscere le esperienze di altre persone. volevo quindi condividere la mia esperienza e quella di mia figlia. Ha iniziato a 4 anni a fare ginnastica artistica sino a giugno 07. Le lezioni di tennis sono iniziate a 7 anni (è del 98) con 2 lezioni settimanali. Oggi si allena 6 volte la settimana con 7 ore di tennis e 2 due di atletica. Ama Tantissimo scendere a rete e questo gli è costata qualche sconfitta in più. E’ già stata convocata mei raduni di macro aerea e spero la prossima estate di fargli fare qualche esperienza in una accademy. A proposito ho saputo che la fit ha rilevato i centri Orsini, cosa ne pensate? Ciao e grazie a tutti per il loro contributo.

  363. daniele riva scrive:

    Buongiorno a tutti, ho 47 anni, gioco, male, a tennis da una vita ma per ragioni varie, per una decina d’anni, le mie Prince, hanno ingloriosamente”dormito” nell’armadio del garage…
    Quest’anno,a Giugno, prima della fine delle scuole, è arrivato a casa il volantino del Tennis Club del nostro paese del Parmense, Fontanellato (il Paese di Alberta Brianti) dove veniva proposto un corso promozionale di tennis per bambini, 10 lezioni, alla incredibile cifra di 20euro ! !
    Marianna, 7 anni, entusiasta, Riccardo 9 anni del tutto indifferente, lui vive di calcio e PlayStation…
    Il giorno del raduno è venuto anche lui per vedere se c’era qualche amichetto si è incuriosito e in extremis l’ho iscritto…
    Prima lezione…Il maestro è bravo e paziente, le bambine, una dozzina, si divertono un mondo.
    Quando tocca a Riki, mai vista una racchetta se non quelle da spiaggia con pallina di spugna, cuore di babbo tennista si apre a girasole…! ! A differenza degli altri , tutti coetanei, un quindicina, non sbaglia una palla ! ! !
    E’ aggressivo su ogni colpo e a volte emette anche il famigerato urletto…
    Dopo alcune lezioni il maestro, che in Provincia di Parma ha una grossa esperienza in campo giovanile, mi chiama in privato e mi dice che ci sono le basi per intraprendere qualcosa di molto molto buono…
    A fine corso, a noi e ai genitori di un altro bambino, parimenti talentuoso, arriva il consiglio del maestro di farli continuare presso il suo T.C.
    Al costo decisamente onesto, due ore a settimana, da Ottobre a Maggio, di 340 euro tutto compreso. OK il prezzo è giusto ! ! Accettiamo !
    In attesa di Ottobre, Riki mi costringe, per tutta estate, ogni santo giorno, al ritorno dal lavoro, a riesumare la Prince per fare “due tiri” in cortile…e anche qualche oretta al campo.
    Finalmente Ottobre!! Si torna dal Maestro.
    L’evoluzione, nelle prime settimane è straordinaria e a furia si “sassate” di dritto e rovescio a due mani, i due bimbi vengono spostati con i più grandicelli e anche li ” dettano legge”.
    Come tanti papà comincio a sognare…..ma per poco ! !.
    Ho iniziato a curiosare sul web per informarmi del tennis giovanile, di cui conosco assolutamente nulla, ed ho incontrato questo blog, vi confesso con una disillusione pazzesca.
    Dopo aver letto con attenzione tutti gli interventi mi chiedo: a parte il discorso economico, ma siamo sicuri che nel tennis giovanile venga rispettato lo status di “bambino” ? ? ? ?
    Mio figlio gioca anche a calcio ma non c’è un ambiente così esasperato ! ! !
    Lo sport deve essere educativo e foriero di valori ma non di 5 ore al giorno per sette giorni con lezioni di strategia e top spin e quant’altro.
    A otto o nove anni hanno una quantità sterminata di altre cose da omparare, interessanti e fondamentali per il loro futuro ! !
    Probabilmente il figlio del dott. Grazia è abituato, fin dalla nascita, ad essere cittadino del mondo, per seguire gli impegni di lavoro del padre.
    Mio figlio invece, crede , e ne è certo, che la racchetta nuova gliela porterà Santa Lucia con tanto di asinello…altro che andare in California o in Australia per imparare volèe e attacchi in lungolinea.
    Ho parlato giorni fa dell’argomento con i genitori di Alberta Brianti, il padre, geometra, e la madre sarta. di cui sono amico da anni.
    Alberta è da poco entrata nelle Top 100, ma loro non hanno mai e poi mai ( non se lo possono permettere) sborsato le cifre che o letto su questo blog per far progredire la figlia.
    Eppure, qualcuno ha scritto…” se la Brianti avesse intrapreso altre strade, nelle Top 100 ci sarebbe arrivata prima dei 26 anni”
    Perché ? ? ? A 26 anni uno sportivo è da buttare ? ? ?
    Proviamo a fare un sondaggio tra i milioni di ragazzi e ragazze che al mondo giocano il tennis agonistico e vediamo quanti sottoscriverebbero di arrivare nei primi 100 a 26 anni ! ! !
    Non voglio per questo essere polemico ! Probabilmente se ne avessi le possibilità ecomiche andrei anch’io a cercare il meglio degli istruttori.
    Per ora mi godo Riki, che alla fine di ogni lezione è raggiante e che la Domenica pomeriggio, per una oretta e mezza mi fa sputare l’anima sul campo di erba sintetica ! !
    Un caro saluto a tutti! !
    P.S. Riki è un Gennaio 98 è alto 1,45 e pesa 39 kg. Chiedo un suggerimento per la racchetta che dovrà portargli S.Lucia……..

  364. mauro scrive:

    Un mio amico che si interessa di stampanti per pc, mi dice sempre che tra il nero ed il bianco esistono migliaia di tonalità di grigi. Questo per dire a Daniele che 1 ora 1 ora 1/2 al giorno si può tranquillamente ricavare da tempo del bambino. La mia rinuncia ad un ora di cartoni animati (ma ha il tempo per vederne oltre 2 ore. Tutto dipende dalla forza di volontà del bambino e del genitore. Sul discorso dell’esasperazione, invito Daniele ad assistere ad una partita di calcio giovanile per vedere di quale cose siamo capaci noi genitori, compreso insultare altri bambini. Nel tennis piuttosto esiste un fatto molto atipico rispetto ad altri sport, salvo casi del ttutto eccezionali chi segue in gara il bambino non è il maestro o l’allenatore ma il genitore che deve cercare di capirne qualcosa se non vuole lasciare il figlio in balia dcegli eventi. A presto

  365. anto scrive:

    E intanto l’ex bambino prodigio statunitense Young da oggi è nei primi 115 al mondo classifica atp!

  366. daniele riva scrive:

    Grazie Mauro per la risposta ! !
    Il mio intervento è stato assolutamente da profano di tennis giovanile.
    L’unica cosa di cui avevo sentito parlare era che il padre delle Williams le ha fatte iniziare a 3 anni ( con o senza pannolone ? ? ?)
    Purtroppo, io, come tanti altri ultraquarantenni, soffro di nostalgia e rapporto sempre i comportamenti dei miei figli in base ai ricordi di come è stata la mia infanzia.
    Come faccio a trasmettere a mio figlio l’emozione che ho provato quando a 14 anni,dopo mesi di risparmi, sono uscito dal negozio di sport, con in mano la mia WIP Panatta nuova di pacca, lucida e con quell’odore inebriante di legno , vernice e cuoio ? ? ? O quando ho portato a scuola la fiammante DONNAY firmata Bjorn Borg e leggere negli occhi dei compagni l’invidia più sfrenata ! ! ! !
    Però a 14 anni ! ! !
    Erano gli anni 70 e non so, i campioni che ho appena citato, e che sono parte della storia del tennis, a che età abbiano cominciato a fare agonismo.
    Di certo, io, che ai campi andavo praticamente ogni giorno dell’anno, bambini di 7, 8 anni non ne ho mai visti.
    La cosa che faccio fatica a “digerire” è questa corsa pazza alla precocità che c’è in tutti gli sport.
    Tre anni fa, Riki, piccolissimo, era stato selezionato per correre con le mini moto da cross.
    Una intera stagione di allenamenti e corse, totalmente gratis ! ! !
    Al primo giorno, al campo cross, 5 moto splendide, come se Harry Potter, con la bacchetta magica avesse rimpicciolito cinque moto vere.
    Non vi dico noi papà quanti commenti di fronte a quello che nella nostra gioventù era qualcosa di assimilabile a cinque UFO…
    Dopo un oretta di frastuono, un silenzio quasi irreale…
    Dove sono i bambini ? ? ?
    Vediamo uscire dal motor home il presidente del Moto Club, con una faccia come quella del custode del Louvre se una mattina trovasse La Gioconda con un paio di baffi neri fatti a pennarello ! ! !
    I bimbi erano nel camper……..a giocare col Game Boy! ! !
    A sentir loro, con le moto si annoiavano ! ! ! !
    Questo per dire che forse, se gli lasciassimo più libertà di decidere, le cose prenderebbero un’altra piega.
    Non è nemmeno una novità affermare che molti coltivano il sogno, spesso mal celato, di vedere propri i figli primeggiare dove loro in un certo senso, hanno fallito.
    Quanti adolescenti sono stati ridotti ad avere il voltastomaco al solo sentir parlare di un paio di sci, di una bici da corsa, una piscina o un pianoforte… ? ? ? ?
    Ho letto negli interventi precedenti, alcune interessanti e sicuramente più dotte disquisizioni sul rapporto genitori - figli e su come gestire i giovani tennisti.
    Io, con molta semplicità, mi sento solo di ribadire che in tutta questa rincorsa al “bambino prodigio” vedo qualcosa di molto disarmonico col mondo dell’infanzia.
    Un saluto a tutti.

  367. roberto scrive:

    Mi complimento con Daniele Riva per l’estrema umanità che traspare dai suoi post. Purtroppo la competizione nel tennis è diventata così esasperata che la precocità dell’allenamento è diventata praticamente obbligata per avere una pur piccola speranza di emergere. Tuttavia, signor Riva, non si scoraggi. Faccia giocare suo figlio, si accerti che viene seguito in una struttura che adotta metodologie moderne e aggiornate, lo porti ai raduni di macro-area, e chi vivrà vedrà. Se suo figlio è veramente bravo, potrebbe benissimo essere notato dalla Federazione e inserito nei programmi federali. In quel caso,potrebbe avere modo di provare a diventare un giocatore professionista senza che lei debba necessariamente spendere una fortuna.
    Riconosco che è molto difficile, perché la FIT può seguire a Tirrenia solo i migliori 5 maschi e le migliori 5 ragazze di ciascun anno, però non è impossibile. In bocca al lupo a lei e a suo figlio!

  368. mauro scrive:

    Vorrei chiedere se qualcuno può suggerirmi degli esercizi o drills specifici per migliorare nei ragazzi l’intuizione ed il capire in quale zona del campo l’avversario manderà la pallina. Grazie anticipatamente.

  369. pibla scrive:

    Una notizia per Roberto, seppur non strettamente attinente con il tema, mi è giunta voce e non ho motivo per non dargli credito, anzi sono praticamente certo che sia vero…..che a Tirrenia le ragazze non ci son più, o meglio pare sia rimasta solo la Meccico, causa, pare, abbandono delle maestre…..che dire….altro che i migliori e le migliori 5 di ciascun anno, onestamente non saprei come interpretare questa cosa, ma non mi pare un gran segno…ma di questo la federazione non ci racconta niente???…vabbè, pazienza, ora che sappiamo per filo e per segno come sarà il nuovo Centrale del Foro dal 2009(???) siamo tranquilli….

  370. kill bill scrive:

    Qualcuno sa come si svolge la vita scolastica degli ”interni” di Tirrenia ?
    Migliori 5 ? a me risulta 2/3 per anno ( dipende dal livello ) e che iniziano a prenderli alla fine del II° anno U 14.
    Quindi diciamo 5 per ogni 2 anni di nascita = 10 maschi e 10 femmine in teoria.
    sbaglio ?

  371. Nikolik scrive:

    A cosa vi riferite quando parlate dei ragazzi, o ragazzini, che vengono seguiti a Tirrenia? Cioè, che cosa intendete per “interni”? Cosa intendete dire quando parlate dei migliori 5?
    Intendete proprio quelli che stanno a Tirrenia e che si allenano sempre lì?

  372. kill bill scrive:

    ciao Nikolik ,
    si , intendo quelli che stanno a Tirrenia e si allenano li tutto l’anno.
    in particolare mi piacerebbe sapere :
    1) se riescono a studiare e in che modo ( hanno degli insegnanti che li seguono per poi dare gli esami a fine anno ? o frequentano una scuola adiacente ? o hanno abbandonato gli studi ? ).
    2) se è vero che la selezione ( quando vengono presi ) avviene , in linea di massima ed eccezioni a parte, alla fine dell’u 14.
    3) il numero dei ragazzi , sempre in linea di massima , di ogni anno di nascita che vengono presi.
    grazie.

  373. kill bill scrive:

    sempre sull’argomento Tirrenia riporto l’articolo apparso nell’Ottobre 2006 sul sito della FIT a news :

    CENTRO TECNICO NAZIONALE
    Inaugurata la nuova stagione a Tirrenia

    A Tirrenia è stato inaugurato l’anno sportivo 2006/2007 del Centro Tecnico Nazionale. Alla presenza dei responsabili dello staff tecnico, dei maestri, dei ragazzi accompagnati dalle loro famiglie e dei rappresentanti della Fit, è stata aperta ufficialmente la nuova stagione del Centro Tecnico Nazionale che, fino a giugno ospiterà nel suo college 14 promesse del tennis italiano. I ragazzi potranno usufruire di tutti i servizi tecnici e sanitari messi a disposizione dal centro e dai suoi professionisti. A Tirrenia, inoltre, da metà ottobre saranno ospitati i raduni tecnici dei migliori under 16, nati fra il 1995 e il 1991). All’inaugurazione, oltre al “padrone di casa” Renzo Furlan, hanno preso parte il dirigente della Fit Roberto Pellegrini, il coordinatore dell’area tecnica Giancarlo Palumbo, e il dottor Pier Francesco Parra.

    I CONVOCATI AL COLLEGE

    Abbondanzieri Alessio (89)
    Trevisan Matteo (89)
    Lopez Daniel (89)
    Della Tommasina Davide (90)
    Piludu Daniele (90)
    Giannessi Alessandro (90)
    Papasidero Lorenzo (90)
    Bortolotti Marco (91)
    Di Batte Alessandra (89)
    Meccico Lara (90)
    Giovine Claudia (90)
    Grymalska Anastasia (90)
    Gaio Federico (92)
    Colella Alessandro (92)

    LA GIORNATA TIPO
    7.30 sveglia
    8.00 colazione
    8.30 riscaldamento fisico
    9.30 allenamento tennis
    11.15 preparazione fisica
    13.00 pranzo
    14.00 scuola
    17.00 allenamento tennis
    18.45 preparazione fisica
    19.30 defaticamento, sauna o fisioterapia
    20.30 cena
    21.00 relax
    22.15 riposo

  374. max scrive:

    ciao a tutti torno a casa dal master di roma con un buon quarto di finale in tasca (anche se con il rammarico di nn aver visto mia figlia giocarsela come sa ma questo succede anche ai pro e nonostante che dopo le prime due partite chi l’aveva vista giocare l’aveva data per super favorita sono strafelice ugualmente anche perchè per il gioco espesso ha fatto volare di fantasia ed i risultati come spesso si è detto ora valgono poco. inoltre come riporterò + avanti fortunatamente in qualcosa mia figlia è in ritardo o meglio nn ci arriverà mai…) e con tanto da raccontare sia in positivo che in negativo. partiamo dalle cose positive:

    esperienza eccezionale con bambini di tutta italia dal piemonte alla sicilia tutti praticamente nello stesso villaggio e master organizzato a tutti gli effetti (pregi e difetti) come un torneo pro (e quindi i bambini hanno potuto annusarne i profumi) anche per la pioggia dei primi due gg che ha fatto slittare le partite con i giocatori che dovevano essere sempre pronti perchè si poteva giocare da un momento all’altro oltretutto chi su campo allentato chi al buio chi al freddo e nonostante alcuni genitori si lamentassero se si vuol giocare a tennis bisogna essere consapevoli del fatto che a queste cose ci si deve abituare (soprattutto il ragazzo/a) e nn si devono trovare giustificazioni anche perchè i problemi sono uguali per tutti.

    altra cosa positiva è che le giocate migliori si sono viste trai i ‘97 ed i ‘98 (soprattutto maschi ‘98 ne ho visti molti anche usciti al 2° turno di veramente bravi) quindi per il futuro potrebbero arrivare delle soddisfazioni notevoli

    bellissimo il gazebo con le play station a disposizione dei ragazzi

    ed ora le cose negative:

    rita grande ex pro mr 24° del mondo era la persona che si occupava dell’organizzazione del torneo e nonostante il circolo organizzatore le aveva predetto che statisticamente a roma nei primi gg di novembre piove sempre nn aveva ritenuto opportuno riservare qualche campo coperto. come al solito bambini e genitori nn contano nulla e si che anche lei avrà passato queste cose….. fortunatamente l’accademia che frequenta mia figlia mi aveva dato dei circoli di appoggio per gli allenamenti (inizialmente al torneo nn c’erano neanche quelli scoperti a disposizione dei ragazzi) che ho messo in contatto con l’oranizzazione del torneo ed il primo giorno si sono svolti degli incontri al coperto. l’anno prox pensateci prima!!!!

    stessa cosa per la comunicazione dei partecipanti: solo una settimana prima il circolo ospitante è stato avvertito che il nr dei partecipanti era 432 e nn 200 con l’ovvio raddoppiamento degli accompagnatori e con alloggi e ristoranti le problematiche e le attese i primi gg sono state un po’ pesanti poi con le eliminazioni si è pian piano tornati alla normalità

    ora il peggio…..

    soprattutto tra i piccoli era un continuo c’mon dai forza (la sharapova è una dilettante al confronto) sugli errori degli avversari senza che poi a quest’età venga fatto per un motivo preciso se nn quello di scimmittare copiando le varie sharapova appunto ed innervosire chi è + educato o bambino.

    palle rubate di una spanna con i genitori che applaudevano

    genitori che al punto del figlio fatto dopo tre “candele” di fila dicevano: bravo tutti gli scambi così!!!!

    il max è stato raggiunto da una bambina che al 4/0 2/0 sotto sul servizio dell’avversaria ha cominciato ad insultarla pesantemente ed alla fine ha chiuso con un “speriamo che tu muoia di cancro!!!” p.s. le bambine avevano 10 anni ed i genitori di questa pazza (nn ho altre parole x definirla) zitti!!!!!!!!!! (se mia figlia facesse una cosa del genere l’ammazzerei all’istante e mi ammazzerei subito dopo per nn averla educata…)

    a parte molti maschi ‘98 mia figlia e pochissimi altri tutti giocavano per vincere senza pensare al gioco e senza avere nessuna idea di cos’è il gioco moderno senza cui nn si va da nessuna parte senza le impugnature giuste che serviranno tra qualche anno per sviluppare la max velocità solo una grande esasperazione del solito nulla italiano e la solita cultura della vittoria ad ogni costo compreso rubando. a questi (genitori e maestri ovviamente) dicolo solo una cosa: VERGOGNA

    tornando all’aspetto tecnico risulta evidente (senza però doverne fare un alibi) che il tipo di gioco ed il fisico sono alla base (soprattutto per i + piccoli) dei risultati attuali. un esempio su tutti:

    match femminile ‘98: una “bambina” alta 1.60×50 kg gioca da fondo, tecnica così così contro altra 1.40×26 kg tecnica perfetta che nelle altre partite aveva giocato molto aggressiva. quest’ultima solo alla vista dell’avversaria si piazza 1 mt fuori dal campo. risultato ha vinto la prima, ma nn so voi io scelgo tutta la vita la seconda….. e di questi esempi ce ne sono stati + di uno

    altra cosa da far notare che moltissimi tra i + piccoli erano figli di maestri quindi cmq chi gioca di + è subito nel gruppo di testa e questo è basilare

    p.s. come dicevo inizialmente la cosa che ora penalizza un po’ mia figlia (e che sono certo che sarà così per un po’ fino a che nn giocherà con la consapevolezza di quello che sa fare) è la sfrontatezza e la maleducazione per nn essere stata allevata allo stato brado (come altre sue coetanee che sembravano o maschiacci o animali) che in questo momento un po’ la annichilisce, ma ora l’importante è continuare nel progresso generale dell’aspetto tecnico della precisione dei movimenti degli appoggi della parte fisica, poi quando capirà e quando la sua prima di servizio o il suo dritto arriveranno a 200 km/h a voglia a dire c’mon e forza…….. saluti a tutti e poichè so che qualcuno è venuto fatemi sapere se avete visto qualcosa di diverso che mi è scappato!!!!!

  375. max scrive:

    pensandoci bene altre due bambine del ‘98 giocavano bene aggressive ed erano ben educate (una di trento l’altra piemontese arrivate anche loro avanti nel torneo), quindi nn disturbando nessuno e visto che il punto l’hanno fatto loro ed i loro genitori dico forza e c’mon……

  376. gio92 scrive:

    A breve mio figlio (anno 1997) passerà alle racchette “normali”, mi è stata consigliata la Head Microgel Extreme che mi sembra un’ottima racchetta. Così per curiosità con cosa giocano i vostri figli ? e quante ne hanno…… ? e le corde , cosa usate per loro ?
    Mi sembra un argomento non ancora trattato tra i tanti affrontati…..

  377. francesco g. di bene scrive:

    x gio92:

    non è una racchetta un po troppo rigida e pesante per un ragazzo di 10 anni? io l’ho provata e l’ho trovata un discreto bastone :)

  378. max scrive:

    mia figlia ‘98 gioca ancora con la junior ed usa la babolat roddick con budello a 23kg. essendo molto leggera (26 kg) mi sembrava più che sufficiente ma in realtà dipende tutto dal bilanciamento del peso nel senso che + il peso è sulla testa della racchetta e + la sentirà pesante. infatti ho provato a farla giocare con la mia volkl catapult 4 super comoda ed a lei sembrava + leggera (mentre è + pesante) la palla le viaggiava a 200 all’ora ed anche in accademia nn vedono l’ra di farla giocare con la racchetta lunga. ciao

  379. gio92 scrive:

    x francesco g.di bene;
    in effetti ci sono 3 modelli con praticamente lo stesso nome , la “pro”, la base e la “team” che differiscono di ben 50 gr tra la più pesante e la più leggera (che penso sia quella x mio figlio). Per quanto riguarda la rigidità non so se cambia da un modello all’altro , chiedo lumi a chi le conosce !
    Lui comunque è ben messo fisicamente.

  380. gio92 scrive:

    Altro quesito, visto il cambio strafavorevole nessuno si è ancora fatto tentare dall’acquisto di racchette negli USA magari su un negozio Ebay ? Io un pensierino lo stavo facendo…..

  381. chloe de lissier scrive:

    Una racchetta di 26 chili? Ci giocano le figlie di Conan?

  382. max scrive:

    mia figlia pesa 26 kg!!!!!!

  383. kill bill scrive:

    post n° 990

    per Gio92
    se compri negli USA fai bene i conti , oltre al costo della racchetta e le spese di spedizione quando arriva il pacco devi pagare un 30-35% in più per IVA , DAZIO e diritti vari.

  384. mauro scrive:

    Ringrazio Max per il resonto da Roma, dovevo iscrivere mia figlia ma ci sono stati parecchi contratempi. Potresti dirmi cosa intendi per impugnature giuste? Grazie anticipatamente

  385. daniele riva scrive:

    Buonasera a tutti, visto che il tasso tecnico dei post che sto leggendo è decisamente elevato, chiudo con le mie solite considerazioni da libro Cuore e cerco di introdurmi, spero con garbo, nel filone ” attrezzature”.
    Mio figlio, che compirà 10 anni a fine Gennaio, è alto 1,45 e pesa quasi 40 kg.
    Essendo agli inizi, gioca i colpi non ancora in perfetto stile ma decisamente con molta energia.
    Attualmente gioca con una Tecnifibre, credo si dica misura 26″ in alluminio che, a mia impressione, ha un rendimento diciamo dignitoso con le palline leggere, ma entra clamorosamente in crisi con quelle più pesanti.
    Nel mio peregrinare sul web, per non stressare con mille dubbi e quesiti il maestro, ho individuato tre modelli, Babolat ( Nadal o Roddik junior) Wilson ( Federer junior) e Head, che sono quelli che compaiono in maggior misura nei siti dei negozi sportivi che fanno e-commerce.
    C’è qualcuno che può darmi una dritta per non buttare dalle finestra 70 o 80 euro ? ? ? ? Ringrazio anticipatamente ! ! !

  386. iccia scrive:

    x max la tua è la strada giusta bisogna credere nella tecnica ci vogliono degli anni ma il sorpasso è garantito i miglioramenti saranno costanti mentre gli altri si impantanano la palla di tua figlia scorrera insieme a molte soddisfazioni auguri E MOLTAAAAAAA PAZIENZA

  387. max scrive:

    x mauro:

    sono stati fatti molti studi sui tipi di impugnture + idonei per poter “spingere” maggiormente per poter effettuare delle “smorzate” e soprattutto x nn obbligare gli atleti a sforzi esagerati che alla lunga porterebbero a gravi infortuni. chiedi pure al tuo maestro di fiducia che saprà darti le giuste indicazioni altrimenti informati presso il circolo a indirizzo agonistico + vicino a te

    x daniele

    la babolat roddick è l’unica racchetta jr che + si avvicina alle racchette da adulti

    x iccia

    ti ringrazio e lo so dovrò avere moooooooolta pazienza anche se sono convinto che alla lunga nn solo sia l’unica strada ma anche la + breve nel senso che aspetti aspetti ma poi da un giorno all’altro come d’incanto i progressi tanto attesi diventono realtà, palpabili e visibili.

    x chi intendesse seguire la mia stessa strada senza soffrire troppo consiglio nel corso dei match di nn seguire il risultato ma i vari colpi vincenti, la fluidità dei colpi, come il proprio figlio arriva sulla palla, l’atteggiamento che ha sulle palle facili o nn profonde (che deve essere sempre molto aggressivo rincuorandolo in caso di errore e bacchettandolo se nn aggredisce anche se poi fa il punto) vedendo se dietro ad ogni suo colpo c’è un’idea di gioco poi i risultati verranno ed allora il brutto anatroccolo diventerà cigno anche se cmq giocando bene si perde sicuramente qualche partita in + ma i risultati vengono lo stesso ovviamente in rapporto alle capacità e soprattutto alla quantità/qualità/impegno degli allenamenti. ciao a tutti

  388. max scrive:

    vedrete che dopo un po’ vi abituerete a vedere il miglioramento de un appoggio o il colpire la palla nn aspettandola e ben davanti come un set in + vinto oppure il servizio con la pronazione del polso come la vittoria di un match……credo che la parola giusta sia lungimiranza…

  389. Nikolik scrive:

    Kill Bill, vedo che, copiando dal sito della federtennis la notizia su Tirrenia, hai in pratica risposto da solo alle tue domande.
    La notizia che tu hai copiato è quella relativa al progetto di Tirrenia dello scorso anno e, più o meno, penso che anche quest’anno non si discosterà molto.
    Quelli, quindi, sono gli orari dei ragazzi e, come detto, alle tue domande hai risposto da solo.
    Come puoi vedere, in realtà non è assolutamente vero che a Tirrenia vanno, per allenarsi tutto l’anno, come hai detto tu, i migliori 5 di ogni anno.
    Anche perchè, anche solo dai 14 ai 18 anni, se venissero ammessi i migliori 5 di ogni anno, tra maschi e femmine, occorrerebbe seguire 50 giovani atleti e questo sarebbe francamente impossibile.
    Come, invece, hai potuto notare, i convocati sono solo una quindicina.
    Ma non solo: ovviamente, i convocati sono quelli che non hanno un coach, un allenatore privato. Anche perchè è logico che nessun coach vorrebbe vedersi espropriare di un proprio talento, che magari potrebbe dargli buoni frutti nel futuro.
    Ora è chiaro, Kill Bill: a Tirrenia non solo non vanno (e non potrebbero andare) i migliori 5 di ogni anno, ma non vanno nemmeno i migliori. Ad esempio, è stata convocata (a parer mio giustamente, perché secondo me è un grandissimo talento) Alessandra Di Batte, mentre tra le ‘89 ci sono la Dentoni, la Remondina, la Besser, ecc. E tra le ‘90 manca la nostra n. 1 assoluta, la Di Sarra.
    Insomma, Tirrenia è il giusto, giustissimo contemperamento tra talento e mancanza di un coach privato. La federazione, in pratica, guarda solo ai più promettenti che sono, per così dire, “liberi”, praticamente senza coach fisso, per un motivo o per l’altro.
    Ad esempio, Trevisan avrebbe senz’altro facilmente trovato un coach privato, ma per lui la scelta di Tirrenia era troppo vantaggiosa, anche dal punto di vista economico, perchè lui è proprio di Pisa, è a casa sua Tirrenia.
    Ovviamente, la federazione non intende rivaleggiare con i coach privati, non ha interessi in questo senso, convoca i più meritevoli tra quelli liberi e tra quelli, ovviamente, che sono disponibili ad andarci, a Tirrenia.
    Quindi, per rispondere alle tue domande, non è vero che sono 5 per anno di nascita e, soprattutto, non è vero che sono i migliori italiani, sono solo i migliori “liberi” e che hanno voglia di andare.
    Gli altri, tutti gli altri, vengono periodicamente invitati a dei raduni (della durata di non più di 3-4 giorni alla volta), ovviamente assieme ai loro coach privati.
    In questo caso, al contrario, vengono invitati tantissimi ragazzi e ragazze, ben di più di 5 per anno di nascita, assieme ai loro coach, come detto, com’è anche giusto.
    Poiché, come detto, sono ben di più di 5 per anno di nascita, ragionevolmente, si può ora affermare che, almeno dai 12-13 anni in poi, è praticamente impossibile che alla federazione possa sfuggire la segnalazione di un ragazzo o una ragazza di talento. Con gli ovvi limiti umani, secondo i quali, ovviamente, nessuno è perfetto.

  390. kill bill scrive:

    post 998
    se siete d’accordo lascerei l’onore del post 1000 e il 1001 a Stefano e Ubaldo.

    grazie Nikolik,
    non ho detto i migliori 5 per anno ma i migliori 2/3.
    Condivido la scelta di aiutare i ragazzi che meritano e sono senza coach e o che hanno difficoltà economiche.

  391. mauro scrive:

    x Max: sulle impugnature mi sono fatto una mia idea, ma volevo sapere il tuo personale parere.

  392. gio92 scrive:

    Notizia di “servizio”, siamo a 998 (con questo) credo sia il caso di un intervento di Ubaldo e di Stefano !

  393. max scrive:

    x mauro: io nn sono un tecnico quindi per la mia “azienda tennistica” (mia figlia) mi sono informato sui maestri/accademie che nella mia zona erano considerati i migliori ho fatto un periodo di prova e ho deciso di affidargli la parte tecnica. loro sono per le impugnature + naturali e nello specifico mia figlia gioca con:

    servizio: continental

    diritto: semi-western che ogni tanto diventa eastern cercando spesso di giocare piatto

    rovescio bimane: mano dx continental mano sx eastern anche se andando avanti potrà variare qualcosa a seconda di quanto crescerà del tipo di gioco e delle superfici

    voleè: continental

    è evidente che ho sposato la loro filosofia essendo d’accordo con le motivazioni che mi hanno dato e che li spingono a queste impostazioni
    ciao

  394. francesco scrive:

    iteressante

  395. mauro scrive:

    Visto che qualcuno ha scritto il post n.1000, posso ricominciare anch’io. Volevo dire a Max che concordo appieno con le impugnature descritte che adotta nella stessa maniera anche mia figlia. Per cio’ che riguarda la racchetta, usa un Babolata aeroprodrive cortex appesantita di 10g. Volevo inoltre chiedere a Max ma anche agli altri che se la sentono, di descrivere un allenamento tennistico standard dei propri figli. Ciao

  396. max scrive:

    mah è un po’ difficile spiegarlo, cmq delle tre ore di tennis le basi sono che si parte sempre con riscaldamento fisico, palleggio di riscaldamento ed alla fine di ogni sessione di 90 min ci sono i servizi a volte normali a volte con la rete da pallavolo o lo step. in mezzo ci sono sempre un po’ di esercizi tecnici specifici ad indirizzo generico o personalizzato poi ci sono le settimane dove lavorano da fondo altre soprattutto al volo altre tutti punti ed altre ancora mixando il tutto. ottimo a mio avviso il fatto che quando fanno punti o match una volta giocano con uno + piccolo o scarso e l’altra con uno + grande o + forte e questo viene accettato senza nessun problema da tutti aiutandosi così l’un con l’altro a progredire e ad essere abituati alle varie situazioni di gioco. una volta la settimana gioca con me ed in quel caso lavoriamo su aspetti personalizzati (tipo difetti scovati grazie alla videoanalisi) o su cose completamente diverse che normalmente nn fa oppure l’accademia mi da un paio di esercizi su cui pensano sia meglio lavorarci di +. da rimarcare che quando ha partite di torneo cmq la mattina fa ugualmente 60/90 min di allenamento tennistico preceduto da riscaldamento fisico. in + 3 volte la settimana ha delle sedute di preparazione atletica di 90/120 min l’una. ciao

  397. heraimo scrive:

    Ma Stefano dov’è finito? Senza di lui questo blog perde l’anima!
    Lamento anche l’assenza di genitori di giocatori più grandicelli, diciamo dai 13 ai 17 anni e soprattutto il papà di Fabio che ha sempre detto cose di estrema utilità!! Essendoci passato consiglio tutti i partecipanti attuali di leggersi i suoi post.
    Se il dialogo si chiude nel cerchio dei genitori che sono all’inizio della loro esperienza rischia di diventare una seduta di buoni propositi, sicuramente gratificante ma poco utile.

  398. max scrive:

    l’impressione che ho avuto è quella di un cambio di rotta editoriale (la sezione è molto meno in evidenza di prima i commenti riassunti scomparsi etc) magari sotto “consiglio” di qualcuno. siamo forse di fronte ad un nuovo giornale embedded???? beh siamo in italia e sarebbe la normalità e questo è un altro dei tanti problemi italiani, anche del tennis. spero di sbagliarmi anche perchè i blog dovrebbero essere completamente liberi e spesso contro corrente……

    p.s. spero che la colpa nn sia dei miei interventi xchè altrimenti lascerei subito strada libera…..

  399. francesco scrive:

    Spero che i presentimenti di max siano infondati, perchè ubaldo dovrebbe fare ciò? Questa è una sezione interessante!
    Chi potrebbe fargli delle pressioni? La BNL che lo sponsorizza?
    Ma solo per qualche tuo commento contrario alla organizzazione del settore agonistico della FIT?
    Son sicuro che Ubaldo ci può dire che fine ha fatto stefano Grazia e perchè questa sezione è meno evidente di prima nella home.

  400. mauro scrive:

    Magari Stefano è impelagato nel suo trasferimento o magari si è semplicemente stufato opuure ha ragione Max……….comunque sia diamoci da fare e proviamo a contribuire sempre meglio al blog, poi se non ci vogliono qui……….Ciao a Stefa fatti senti armeno per un saluto

  401. max scrive:

    stefano commenta su altre sezioni ed uno come lui nn si stufa facilmente. per il resto chi tace acconsente……

  402. Stefano Grazia scrive:

    CALMA E GESSO! come si dice a Bologna…. Credevo di essere rimsto a 361 e invece siamo già oltre i 1000…Mille e non più mille? Giammai…Io ero e sono in effetti impegnato nel trasferimento e ho un RIASUNTO GIGANTESCO che si è arenato a che porterò a termine, ma in realtà NON vedevo mai apparire il NEW COMMENT e quindi pensavo fosse un periodo di 2stagione morta” e mi riprmettevo di tornare alla carica dopo il Master…Adessovado a rileggermi gli ultimi post, e poi, visto che è stata premiata come frase cinematografica del secolo, I’LL BE BACK!

  403. Stefano Grazia scrive:

    Dunque ho letto tutto e vi tranquillizzo. NESSUN CAMBIO DI LINEA EDITORIALE e solo credo una nuova grafica che ioper primo h criticato iù volte (volevo più visibilità a GENITORI E FIGLI) e probabilmente ho anche rotto troppole scatole all’ottimo francesco grigori bene…Adesso voglio verificare se i messaggi nuovi appaiono o no…S’impone ASAP un mio Riassunto ma non so se potr farlo prima della fine dell’anno e da lì ripartire.. Non escludo che ci sia stato qualche guasto tecico proprio nel mi computer…MA IO DAVVEROERO CONVINTO CHE NESSUNO STESSE PIU’ SCRIVENDO e invece BRAVISSIMI TUTTI VOI CHE AVETE CONTINUATO ANCHE IN MIA ASSENZA… Adesso chiudo il post (un trucco per vedere se arriva più visibilità nei NUOVI COMMENTI) e poi rispondo a tutti

  404. Stefano Grazia scrive:

    DANILE RIVA:
    li hai letti proprio tutti o solo quelli dopo il mio NONO RIASUNTO (che viene ancora attribuito come articolo di Giovanni Di Natale)? Ce ne sono altri otto e altri 608 commenti…Te lo dico perchè molti dei tuoi giustificati quesiti erano già stati affrontati con grandi scontri dialettici…Anch’io ho cominciato a giocare con mio figlio a tre anni… ovviamente facevamo 15′ d palle etanti gioci propedeutici..poi a4 sicominciava a palleggiare con la rete abbassata e nel campo piccolo delimitato dalle line di servizo… A 4-5 anni facevo delle sedute di due ore con altri 6-7 bambini di età fra i 4 e i 7 in cui si facevano slalom,staffette, percorsi di guerra e mi facevo perfino colpire con la pallina girando su me stesso come gi Orsi da Baraccone… A 7 anni me l’ha visto un Maestro in un Circolo a Bologna ed era così entusiasta che ci ha convinti ad anticipare il nostro progetto di portarlo da Bollettieri (oi pensavamo di portarlo l’anno dopo)… Tutto questo lo scrivo nel POST N°37, quello passato alla storia come il POST più lungo della Storia del Tennis,il vero 37, non il 37 dopo il NONO RIASSUNTO … Da Bollettieri ho scoperto che di ambini più bravi del mio ce ne erano parecchi, primo fra tutti quel Quinzi, di un anno più grande, il cui papà ci onorato dissertando sul PRECOCISMO NATURALE E INNATURALE…Ti consiglio di leggere anche quello se non l’hai già fatto e poi,e soprattutto, l’Articolo sulla TEORIA DELLA MIELINA…
    Ciò detto, tuo figlio, 145 cm, ha già più possibilità del mio che tecnicamente sembra perfetto ma fisicamente, pur avendo anche a detta di tenici federali “eccezionali capacità motorie” è un nanetto d 135 cm … In compenso, il MENTAL è già da Psichiatria dello Sport…Mi consolo perchè mi si dice che anche Federer era una testa matta…E quindi c’è speranza che anche mio figlio prima o poi veda la luce.
    Ho letto con attenzione il resoconto di Max e confesso che non so cosa potrebbe fare Nicky in campo…lui viene regolarmente punito ogni volta che si comporta male (le ho provate tutte: a volte per punire lui mi punisco io, andando per es a letto prima senza vedere il bel film che ci eravamo pregustati: non ci crederai ma sembra sia quello che soffre di più) e anche in questo momento è punito per aver esagerato in gesti di stizza durane le 5 ore di training del sabato (ma in tutta la sett omai facciamo solo un’oradi Atletica tranne il giovedì incui fa un’ora di match e il venerdì in cui si allenaun’oa al servizio: abbiamo ridotto perchè a Dicembre va tre sett da Bollettieri e vorrei ci andasse avendo un po’ di voglia)…Perchè è punito? Sta giocando “da dio” ma risponde male ai Genitori Coach o s’innervosisce troppo se sbaglia o quel che peggio s’intestardisce a cercare di vincere anche i Drills di allenamento invece di giocarli per imparare il colpo solo perchè giocando contro altri bambini li vuole primadi tutto battere etc etc…Non sbatte più la racchetta per terra ma ancora fa troppe scene, fa la faccia incazzata se sta perdendo-mentre se tutto va bene è lì che sembra in paradiso etc etc etc…Quindi è punito: ci sono appena nati 7 cagnolini e lui ieri sera ci ha in pratica dormito insieme…Non li può vedere oggi e giocarci insieme: per lui una tragedia… Ma se legge 50 pagine di un libro della scuola rientra in gioco…) Ciò detto, onestamente, i nostri figli sono bombe ad orologeria …Certo, certi genitori sono da bandire per sempre ma starei attento a giudicare certi comportamenti solo come effetto dell’educazioe, potresti avere delle brutte sorprese..Ciò detto, mio figlio va avanti a forza di C’MON! e io lì non ci trovo nulla di male: l’importane è NON fregare punti e rispettare l’avversario…Ma non è così semplice e siamo tutti un po’ Dr Jeckyll & Mr Hyde.

  405. Stefano Grazia scrive:

    PIBLA:mi sa che hai ragione, a Tirrenia non fanno più le Femmine e infatti io lo sapevo da Luglio perchè Zavoli mi diceva che da loro,alla BTA-Bologna Tennis Academy- che dirige con il Prof Buzzelli ora anche Responsabile FIT per la Prep Atletica in Emilia e che più volte ha scritto su questo blog scontrandosi anche col nostro Mad Max, da loro, dicevo, sarebbe arrivata ad allenarsi la GRYMALSKA … non so chi paghi, può darsi che la Federazione le abbia dislocate in Centri di loro fiducia e che continui poi a seguirle… Questo potrebbe essere valido: più Centri Federali, più Collaborazione con altri Centri Privati, più Scambi di Informazioni e più Comunicazione…Più possibilità anche di Scouting, a questo punto…Perchè quando Palumbo va a controllare la Grymalska -e Eros Siringo- a Bologna magari si accorge che ci sono anche altri ragazzini degni di nota…
    GIO92:
    anche mio figlio,97, 135 cm per 30 kili, gioca dall’estate scorsa con la Head Microjelly Extreme…Prima giocava con le Babolat Junior e poi gli han detto tutti-da Lance Luciani a Zavoli a Bertino- che nonostante fisicamente non c’era ancora, tecnicamente avrebbe dovuto o comunque poteva passare alla racchetta Adulta…Ne ha provate diverse, wilson yonex babolat, e alla fine la scelta si è ristretta alla Babolat e alla Head, anzi, all’inizio voleva addirittura la Extreme PRO ma siamo riusciti a convincerlo ad usare la Extreme e basta, più leggera… Dopo aver scelto è saltata addirittura fuori la sponsorizzazione, basata non certo sui risultati ma su qualcosa che qualcuno avrà visto (la cartola?,come dicono a Bologna), ma tant’è…lui si trova ora benissimo e credo anch’io sia una ottima racchetta…
    Per dirla tutta, ma sicuramente qui STEFAR potrebbe essere più tecnico, credo il passare dalla racchetta Junior a quella Adulta dipenda e dal fisico e dalla tecnica del minigiocatore … Poi devi combattere con la sua psiche e cercare di fargli accettare il fatto che no, non può giocare con la pesantissima racchetta di Federer!

  406. max scrive:

    come volevasi dimostrare……..

  407. max scrive:

    quando ho scritto l’ultimo post sono apparsi i due di stefano ma prima di ricredermi devo leggerne il contenuto….. io sono come san tommaso… per quanto riguarda i messaggi a volte appaiono a volte no ed anche questa è un’anomalia.

    tornando invece alle cose serie in questi giorni sto pensando al programma futuro di mia figlia. per quando riguarda l’immediato futuro dopo averle dato una settimana di meritato riposo praticamente completo (le ho detto solo di fare almeno per mezz’ora al giorno un po’ di movimento a sua scelta, bicicletta piscina o solo giocare a bandiera con le amichette) ricomincierà con una settimana di 90 minuti di tennis al giorno (la metà della routine) concentrandoci particolarmete sull’aspetto tecnico, sulla ricerca della perfezione nell’esecuzione dei colpi e con l’atletica al 70%, poi tutto come prima. ma quello a cui stavo pensando è il prox torneo e tramontata la possibiltà del master mondiale di parigi le possibilità rimangono due per quel periodo: o la prima tappa del nike a bolzano o il lemon bowl a roma. da una parte (bolzano) la comodità (molto + vicino), la certezza di giocare sempre con le stesse condizioni (indoor), con puntualità (o quasi) e con set al 6 dove i + forti sono avvantaggiati (dato che al 4 se sbagli due game sei fatto) dall’altra un torneo di grande fascino e un ottimo allenamento x l’adattabilità alle varie situazioni. al master nonostante i buoni propositi non ci siamo incontrati e potrebbe essere finalmente la volta buona per quel periodo. non sarebbe male se anche stefano e nikolas facessero una scappata……

  408. mauro scrive:

    Bentornato Ste!!! Chiedo aiuto a tutti, mia figlia sul rovescio (è destrosa), ha incomicinciato ad inclinare la testa vestro sinistra quando colpisce. Come mai? Quali rimedi? Grazie e ciao

  409. gio92 scrive:

    Prima di tutto congratulazioni a papà Fulvio….. ed anche a Fabio vah !!!
    Sembra proprio che da lunedì ci sarà un nuovo top 100 italiano !!!!

    Per Stefano: a mio figlio è stata consigliata la head extreme da 255 gr , quindi il modello JUNIOR PRO lungo 68,5 cm (come quelle da adulti) ma ancora considerata x junior appunto.
    Tuo figlio invece gioca con quella da 295 gr ?

  410. marcos scrive:

    bravissimi: oltre i mille post!!

    vi sono alcuni maestri che consigliano ai propri migliori under 10 le babolat. ve ne sono altri che, a sentir parlare di babolat, platealmente si tappano le orecchie: mi parlano molto bene della head flexpoint instinct jr, 245 grammi. è uno strumento molto adatto, pare, ai bimbi che sentono particolarmente la palla: accompagna il loro estro e le loro intuizioni, senza minimamente pregiudicare le ore passate a migliorare dritto e rovescio.

    anche da qui mi complimento con fognini: il sogno dei 100 è raggiunto!

  411. roberto scrive:

    Ciao max, diffidente max. Non c’è nessun boicottaggio del topic, stai tranquillo.
    Se vieni a Roma al Lemon Bowl per quel periodo forse potrei riuscire a liberarmi e venire al torneo, così ci conosciamo.
    Mi dispiace che Tirrenia abbia chiuso i battenti alle ragazze, forse si potrebbe sfruculiare in proposito Baccini sul blog della FIT…

  412. Stefano Grazia scrive:

    Si, Gio, gioca con quella da 295 … l’abbiamo chiesto a vari coaches se potevamo : prima a Pasqua quelli di Bollettieri , Lance Luciani e Margie Zeisinger, ci avevano dato il Semaforo Verde (e una lista di 5 racchette da provare), poi anche in Italia, sia Zavoli che Bertino, ci avevano confermato che anche secondo loro poteva fare il passaggio … Certo, Zavoli era stato molto deciso a dirgli che la Extreme era meglio della Extreme Pro (312 g mi sembra) anche se Nicholas, che è uno zuccone, all’inizio non ne voleva sapere perchè lui voleva giocare con quella dei grandi … Alla fine siam riusciti a convincerlo e adesso si trova benissimo…
    Certo, credo che avrebbe potuto tranquillamente continuare a giocare con una Junior per un altro anno ma siccome tutti mi hanno detto che tecnicamente era in grado di giocarci, abbiamo fatto il passo … Confesso che 3-4 settimane fa quando si è lamentato per un dolore al polso mi son venuti i sudori freddi ma gli era venuto cadendo giocando a rugby a scuola e dopo 2-3 gg gli era già passato … Gioca per 5 ore di seguito, al Sabato e alla Domenica, senza accusare fastidi … In effetti ogni tanto mi lamento con lui perchè tiene la racchetta bassa mentre corre: pigrizia, momenti di superficale trasandatezza o racchetta troppo pesante? Boh, sentiamo cosa diranno i Super Tecnici alla IMG nelle tre settimane che Nicky passerà lì a Dicembre …No, Max, purtroppo non saremo in Italia nemmeno a Dicembre: oddio, io dovrei andare a Milano il 4 a firmare il nuovo contratto e pensavo magari di fermarmi a Brescia sulla via del ritorno … O nei giorni immediatamente successivi: fra l’11 e il 15 dicembre infatti volerò a Lagos … In Florida con Nicky ci va solo mia moglie: dovrebbero fare un salto anche alla Rick Macci ma più che altro per vedere la Scuola che è lì vicino: sappiamo infatti che a Lagos ci staremo sicuramente fino a fine 2008 ma già nel 2009 potrebbe riproporsi la necessità di andarsene (Nicholas, non io che devo sostenerlo lavorando) se strutture competizioni motivazioni venissero ad essere insufficienti. A questo punto la nostra idea è farsi un paio d’anni in australia dove abbiam lasciato il cuore e quindi nell’estate 2008 potremmo tradire Bolletta e l’Italia e ritornare nella Gold Coast e questa volta verificare sul posto non tanto l’Academy che conosciamo già ma piuttosto scuola e accomodations … Del resto se non sarà fra un anno, sarà fra due : queste tre settimane saranno importanti anche sotto questo punto di vista e cercare di capire cosa vedono in Nicholas i suoi Coaches e se magari è cambiato qualcosa nel difficile rapporto fra la Scuola che avevamo scelto noi e l’Academy … Il succo alla fine è che per un bambino di 10-12 aa la Bollettieri a me sembra ancora troppo grande e preferirei un ambiente più piccolo e famigliare, come la Pat Cash o come Rick Macci o la Evert… Poi si vedrà …Miccini ci è andato,alla Bollettieri, in pianta stabile a 12 anni, ed era già il N°3 in Italia … Quinzi non so se adesso si è trasferito definitivamente … Ma Nicholas NON è assolutamente nè l’uno nè l’altro e nemmeno il suo Papà può competere economicamente con Papà Miccini e Papà Quinzi, quindi da queste tre settimane ci aspettiamo diverse indicazioni anche per il futuro … Vogliamo anche cercare di capire se non abbiamo perso troppo terreno, se Nicholas è migliorato davvero anche in paragone agli altri coetanei dell’Academy, vogliamo una valutazione onesta dai Coach di cui ci fidiamo e cercare di capire se sono davvero interessati a continuare a “svilupparlo” … Si allenerà con uno dei migliori ragazzini inglesi, Alex Sendegeya, di un anno più vecchio, con cui si era già allenato alla Strategy Zone in un paio di occasioni (anche Alex fa come noi: vive in England e i suoi,due medici, lo portano 2-3 volte allanno, hanno addirittura comprato una casa nelle vicinanze dell’Academy)… Ah, Gio: proprio ad Alex i Coaches di Bollettieri l’anno scorso avevano fatto cambiare racchetta perchè era secondo loro troppo pesante e quindi quando mi hanno detto che Nicky poteva passare alla racchetta adulta anche per questo mi sono fidato …

  413. fulvio scrive:

    grazie gio 92 grazie di cuore.
    per heramio /sono in sudamerica con mio figlio e serrano.ho deciso di venire qui pwerche era da 3 mesi che nn vedevo mio figlio,sapete ora abita a barcellonas e allora…..felice della mia decisione visto come sono andate le cose .ora posso finalmente dire che siamo o e entrato nel tennis che conta dalla porta principale.gli sforzi fatti fino a adesso sono stati ripagati.nn e da tutti vedere il proprio figlio entrare nei 100 a 20 anni,per questo dico : forza genitori che la vostra testardaggine verra ripagata come lo e stato con la mia di testardaggine,quando tutti dicevano chissa quanto spendera il padre di fognini per farlo giocare.scusate gli accenti ma questo ps sudamericano e privo.i soldi spesi per fabio potevano essere spesi meglio? io sono contento cosi e ed per questo che vi …spingo a nn pensare a quanto spenderete,ma come li spenderete.a presto pewr aggiornarci.11ciaqo a tutti fulviof.

  414. Nikolik scrive:

    Stefano, riguardo all’altezza di tuo figlio, ho letto su internet (ma su internet se ne leggono tante) che, con una certa approssimazione, esiste una formula matematica per effettuare una stima relativa alla statura di un bambino in età adulta.
    Questa formula sarebbe (il condizionale è d’obbligo), per i bambini maschi: (Statura del padre + statura della madre +13)/2, mentre, per le bambine:(Statura del padre + statura della madre -13)/2.
    In entrambi i casi lo scarto sarebbe di +-7 cm.
    Ad esempio: un bambino maschio con il papà alto cm. 180 e la mamma alta cm. 168 avrebbe un’altezza teorica, in età adulta, di cm. 180,5 con uno scarto stimato di 7 cm. Quindi la sua altezza minima raggiungibile sarebbe di cm. 173,5 e massima di cm. 187,5.
    Stefano, tu che sei un medico, avevi mai letto questa formula? Ritieni che abbia un’attendibilità scientifica oppure no? E’ una delle tante cose che si leggono su internet oppure questa formula ha un minimo di valore?
    Infatti, vedo che sei un po’ preoccupato per l’altezza di tuo figlio, visto che ormai i tennisti devono essere alti almeno 1,85.

  415. heraimo scrive:

    Tanti tanti tantissimi complimenti a Fabio!!!!!!!!!!!!!!!!
    Un abbraccio fortissimo a Fulvio!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Nel leggere la notizia sul sito della federazione mi sono commosso ed ho esultato come ad una vittoria di mia figlia.
    Leggendo tra le righe di alcuni tuoi post ho intuito che devi anche aver subito delle mortificazioni, patito delle piccole/grandi cattiverie, allora ti dico che questo risultato premia te innanzi tutto, ovvio, ma se me lo permetti premia anche tutti quei genitori che ci credono, che, in buona fede, fanno tutto quello che possono non per avere delle rivincite dalla vita, come in tanti pensano, ma per dare ai propri figli una grande opportunità di realizzazione.
    Però vogliamo leggerti ancora. Devi darci assolutamente la ricetta, devi svelarci il mistero, devi e dico devi spiegarci come hai fatto.
    20 anni! Chissà cosa stai pensando in termini di cose passate, quante vittorie, quante sconfitte.
    Hai avuto dei momenti di voglia di lasciare? Cosa ti ha aiutato di più? Dove pensi di aver sbagliato? Pensi che Fabio sarebbe venuto fuori comunque? Quali sono le sue qualità naturali? Quanto sono contati i maestri/coach? Poteva fare di più? Cosa non rifaresti?
    Dai ti aspettiamo.

  416. heraimo scrive:

    Scusate quando ho scritto il mio post non avevo ancora letto quello di Fulvio

  417. francesco scrive:

    Saluti a tutti,sono un semplice appassionato di tennis. Sull’altezza dei futuri campioni volevo solo dire che mio padre è alto 1.70, mia madre 1.64 e io 1.86! Secondo me la formula di nikolik è valida a parità di stile di vita (alimentazione, riposo, attività sportive), luogo ed epoca di vita dei genitori,altrimenti è da ritenersi imprecisa.
    Un’ altra cosa a vantaggio di chi non è uno spilungone è che i primi 2 del mondo sono ragazzi alti (circa 1.85 cm), ma non dei vatussi, lo stesso vale per Fabio Fognini che è comunque molto promettente e per Volandri!
    In oltre con il progressivo rallentamento delle superfici di gioco potrebbe perdere efficacia la prima di servizio.
    In somma anche se siete piccoli dateci dentro!

  418. mauro scrive:

    Complimenti anche da parte mia a Fulvio e Fabio ed ora prossimo obiettivo entro i 50………. forza!!!! vorrei chiedere a Max che sembra l’unico che si degna di rispondermi, se puo dirmi qualcosa circa l’inclinazione della testa e l’intuizione dei colpi avversari e quando sarà il lemon bowl. Grazie anticipatamente. Mia figlia prosegue sempre con la sua ora e mezzo di tenni al giorno per 6 giorni e 2/3 di atletica alla settimana. E’ reduce da un proficuo ed interessante raduno di macroarea a proposito cosa pensate del fit ranking programm? Ciao a tutti

  419. Nikolik scrive:

    Penso che il FIT Ranking Program possa anche essere una buona idea, si vedrà.
    Certo, penso che sarà molto importante che i maestri inseriscano i dati richiesti in modo tempestivo e corretto, ecco, su questo sono un po’ perplesso, visto che, insomma, è da più di 30 anni che conosco i maestri…
    Ma l’idea, in sè, probabilmente è anche valida, si vedrà quale sarà l’applicazione pratica.
    Per quanto riguarda Tirrenia, temo che la spiegazione sulla (quasi) scomparsa delle ragazze sia molto semplice: semplicemente, non ci sono ragazze di talento libere! Quasi tutte hanno il loro maestro privato.
    Chi dovrebbe andare, infatti, a Tirrenia? La Giorgi? Sapete dove e con chi si allena. La Burnett? Sapete dove e con chi si allena. Eccetera, eccetera.
    Del resto, tantissime, anche poco conosciute e che finora hanno fatto pochi risultati, si allenano comunque liberamente all’estero (ad esempio, la D’Ortona).
    Scelte assolutamente comprensibili, visto che il tennis è uno sport spaventosamente individuale.
    Tirrenia è lì, ma bisogna anche avere la necessità di andarci e, in secondo ordine, la voglia.

  420. max scrive:

    o forse tirrenia dovrebbe migliore la qualità del prodotto…….

    a mauro:

    come ti dicevo nn essendo un tecnico nn posso risponderti circa l’inclinazione della testa da parte di tua figlia anche xchè bisognerebbe vederla

    per quanto riguarda l’intuizione dei colpi avversari c’entra un po’ il talento naturale e poi ci sono degli esercizi specifici da chiedere ad un buon preparatore atletico

    sul fit ranking concordo con nikolik mentre il lemon bowl comincia il 02/01/2008 però da quest’anno ci sono le quali anche x gli under 10 e poi come ci sarà chi beneficierà del bye. questo significa che per qualcuno il lemon bowl comincierà il 27/28 dicembre per altri il 02/03 gennaio…..ciao

    p.s. sull’altezza, altro esempio: io sono alto 1.69 mia moglie 1.71 il mio primo figlio 1.82 e la piccola di 9 anni nata alla fine di ottobre del ‘98 già 1.40

  421. kill bill scrive:

    Mi hanno detto che quest’anno sarà data via libera ai tornei del fine settimana.
    Ho saputo anche che saranno effettuati dei tornei riservati al primo anno di ogni categoria.
    ( per capirsi U 11 riservati ai 97 , U 12 riservati a gli anni 96 e 97 ……… )
    Ne sapete niente ?

  422. pibla scrive:

    Dunque, con BACCINI oggi sul blog della FIT ho parlato d’altro, i suoi toni non mi piacciono ma per il resto credo che sia uno che si sbatte e che ci crede…
    Su TIRRENIA a me risulta, da prendersi con doveroso beneficio di inventario, che non sarebbero stati rinnovati i contratti alle maestre, di cui una mi pare fosse una parente della Pennetta, mi risulta anche però che la gestione delle ragazze fosse molto più complessa di quella dei ragazzi e che mentre questi ultimi traevano grosso beneficio dallo stare insieme la stessa cosa non si poteva dire delle ragazze e questo è un classico tema per questa sezione del blog perché non è che in età adolescenziale i ragazzini siano proprio uguali alle ragazzine e quindi non è che quello che và bene per gli uni debba necessariamente andare bene anche per le altre…
    Per il resto grandissimi Fabio e Fulvio!!! speriamo che ora Fabio si riposi un pò e ricarichi le pile in vista della prossima stagione che non è poi così lontana.
    Per il resto, ogni tanto vado un pò fuori dal seminato, ma vi seguo sempre con grande assiduità e sommo piacere, avanti così!!!
    Un saluto a tutti

  423. Mirko scrive:

    Per Stefano… il ragazzino francese Pierre, di cui parlavi pochi post fa, sai per caso se è venuto in vacanza in Sardegna, questa estate?
    Sembra una domanda folle… (tipo: conosci Mario? Abita a Roma…) ma appena ho letto quel post mi è scattato qualcosa ( i famosi cassettini della memoria).

    Un saluto a tutti, e complimenti per quello che fate. Questo blog (anche se è riduttivo, ormai) è come l’acqua nel deserto.

  424. heraimo scrive:

    Sono d’accordo con chi critica Tirrenia.
    I risultati non sono affatto incoraggianti. Se togliamo i tre ragazzi dell’89 che sono cresciuti altrove, tutti gli altri ragazzi selezionati per Tirrenia e selezionati in quanto i più forti del loro anno di nascita, sono entrati per l’appunto a Tirrenia come i primi del loro anno e dopo uno o più anni sono tutti quanti stati scavalcati da loro coetanei che erano dietro di loro e che si sono aggiustati ad allenarsi per conto loro.
    La verifica è presto fatta dal ranking Itf.
    Quindi la federazione pur potendo pescare i migliori di ogni anno ed investendo cifre da capogiro su pochissimi elementi, non solo non li porta a confermarsi ma li porta ad essere scavalcati da quelli che erano più scarsi e che non hanno beneficiato di tutti quegli investimenti.

  425. Nikolik scrive:

    Per quanto rguarda Tirrenia, ripeto che non è assolutamente vero che può “pescare i migliori di ogni anno”.
    Facciamo un esempio, che ho peraltro già fatto: la Burnett è sicuramente una delle migliori del suo anno e non va a Tirrenia perchè, legittimamente, non ci vuole andare, perchè preferisce allenarsi con il suo coach, che si paga da sé. Liberissima.
    E così tantissime altre e altri, anzi, quasi tutti gli altri.
    Faccio un altro esempio: conoscete una certa Martina Parmigiani? E’ una ragazzina del 1993, che finora ha fatto pochi risultati ma che, pensate un po’, è allenata da Panajotti, che non ha certo bisogno di presentazioni. Ho letto che lui spergiura sulle sue qualità.
    Ora, chiaramente è una grande speranza del nostro tennis, chiaramente sarà una delle migliori del suo anno, altrettanto chiaramente non andrà mai a Tirrenia tutto l’anno perchè ha Panajotti.
    Quindi, è chiaro che Tirrenia ha una funzione solo residuale, per così dire.
    Ripeto che tutti coloro che hanno un loro coach, che sono felici di lui, che se lo pagano con piacere, non andranno mai a Tirrenia, ma non perché non funziona Tirrenia, semplicemente non ci andrebbero mai.
    Similmente, se io sono soddisfatto del mio medico di famiglia, mi trovo bene con lui, mi cura bene lui, non vado da un altro medico, nemmeno se quest’ultimo è un professore universitario, resto con il mio e sono felice così.
    Per il resto, visto che Tirrenia funziona solo da tre anni, penso che si debba attendere ancora un po’ per dare giudizi definitivi, anche perché i professionisti che ci lavorano sono di valore assoluto e le loro qualità non possono essere messe in dubbio.
    Oltretutto, sono professionisti che sono stati a lungo ostracizzati dalla nostra federazione, quando era retta da Galgani, per cui non si possono nemmeno considerare figli di una precedente cattiva gestione.

  426. max scrive:

    nikolik scusa ma ci sei o ci fai??? secondo te come mai un genitore o un giocatore preferisce pagarsi (e nel tennis i soldi nn bastano mai) un coach o un’accademia invece di andare in un posto eccezionale dove ci lavorano professionisti di valore assoluto (questo è quello che dici tu)??????? il fatto è che generalmente nelle strutture federali vengono messi o degli yes man o gli amici degli amici o chi ha fatto precedentemente un piacere o chi ha portato dei voti, etc etc. come ho già detto tempo fa la cosa migliore sarebbe dare direttamente il denaro alle famiglie dei giocatori + promettenti lasciando loro le scelte tecniche che hanno portato il ragazzo fino ad essere tra i migliori (quindi proprio stupidi nn sono) anche perchè appunto dietro ci sono coach o accademie di conclamato valore e far meglio è sempre difficile considerando poi che cambiando coach metodi di allenamento città nn per scelta ma solo per convenienza economica (quindi una scelta obbligata) quasi mai porta dei buoni risultati soprattutto in uno sport come il tennis dove l’aspetto mentale è la base per raggiungere anche il + piccolo dei risultati…

  427. max scrive:

    per quanto riguarda la lombardia dal 24/11 cominciano i tornei rodeo (quelli che cominciano il sabato e finiscono la domenica). un piccolo passo avanti è stato fatto, forse a forza di urlare qualcuno sente……quindi avanti così e guai a fermarsi!!!

  428. roberto scrive:

    Sono contento di apprendere, da max, che qualcosa si stia muovendo. Dal blog di Baccini, sul sito della FIT, ho appreso che sarebbe in preparazione un progetto di collaborazione tra la FIT e le accademie private in Italia, finalizzato a realizzare un migliore presidio del territorio e a mettere a fattor comune metodologie e approcci, nonché informazioni su giovani atleti di potenziale interesse nazionale. Una proposta simile era stata fatta da Pistolesi, in un articolo apparso recentemente su Il tennis Italiano.
    Vi posto qui il mio botta e risposta con Baccini:

    Gentile Baccini, sempre cercando di fornire un contributo costruttivo al dibattito, tenterei di portare la discussione su quello che è a mio avviso il problema principale del nostro sistema di costruzione di giocatori: l’insufficiente presidio del territorio. Mi spiego. La FIT dispone di un solo centro federale, quello di Tirrenia, una struttura tutt’altro che faraonica, nella quale per giunta sembra che non ci siano più le ragazze.
    La federazione francese, al contrario, oltre al centro federale nazionale del roland garros, dispone di 10 centri federali regionali, ognuno grande e attrezzato almeno quanto Tirrenia. In questo modo, i ragazzi più dotati delle varie regioni di Francia possono allenarsi assieme, con le migliori metodologie, e fare “massa critica” anzichè disperdersi per tutto il territorio come succede da noi, senza nessuno che tira le fila.
    Noi con Tirrenia riusciamo a seguire solo i 2-3 più forti di ciascun anno, a partire dagli under 14. Ma lei sa bene che è una platea, anche statisticamente, troppo esigua per dare garanzie di buona riuscita. I francesi riescono a supportare lo sviluppo tecnico e agonistico di 10-12 ragazzini per ogni annata. Mi rendo conto che un confronto con la forza finanziaria della Federazione francese, che può contare sui proventi del roland garros, è improponibile. Ma allora non sarebbe il caso di creare questa “rete” di eccellenza coinvolgendo le academies private sparse per il territorio nazionale? Ho letto che è in fase di preparazione un protocollo tra la FIT e le accademie, va forse in questa direzione? In questo modo avremmo, oltre a Tirrenia, messo a fattor comune il meglio che c’è in Italia nel pubblico (Tirrenia) e nel privato (Vavassori a Bologna, Golarsa a Milano, Pistolesi e Magnelli a Roma, Rizzo e Palpacelli a Palermo, Bertino nel Veneto, eccetera).
    Le sarei grato se mi rispondesse.
    Un saluto, e lasci stare le polemiche sterili con Tommasi, ne guadagnerà in credibilità.
    Roberto Commentucci
    di roberto (Mercoledì, 14 Novembre 2007 alle 00:32)

    37 Gentile Roberto, il Board del Settore Tecnico - di cui fanno parte personaggi del livello di Riccardo Piatti, Corrado Barazzutti, Roberto Lombardi e Renzo Furlan: la crema del tennis italiano, insomma - sta per sottoporre un progetto al Consiglio Federale. Non dubiti che non appena ci sarà qualcosa di ufficiale da comunicare lo faremo con gioia. Nel frattempo i suoi suggerimenti, molto sensati, sono i benvenuti.
    di Giancarlo Baccini (Mercoledì, 14 Novembre 2007 alle 07:51)

    La risposta di Batch è molto abbottonata, immagino ci siano trattative in corso per la definizione del protocollo contrattuale che dovrà regolamentare la collaborazione. A me l’idea sembrerebbe ottima, speriamo bene.

  429. Nikolik scrive:

    Ma no, Max, cerco solo di essere obiettivo, tutto lì…
    Ecco, ad esempio, chi sono i professionisti che collaborano strettamente con la federazione, a parte Corrado Barazzutti, che chiaramente non ha bisogno di presentazioni: Riccardo Piatti, Renzo Furlan, Pino Carnovale, Roberto Lombardi, Pier Francesco Parra.
    Siccome questo è un blog di tennis e sapete tutti chi sono i signori sopra citati, non dico nulla di presentazione nemmeno per loro.
    Come detto, Max, trattasi di professionisti di valore assoluto, poi, certo, è ovvio che magari non tutti costoro saranno simpatici a tutti e magari qualcuno ha idee diverse dalle loro, ma veramente sostenere, come fai tu, che sono “degli yes man o gli amici degli amici o chi ha fatto precedentemente un piacere o chi ha portato dei voti”, mi sembra veramente ingeneroso nei confronti di professionisti che, simpatici o no, hanno delle grandi qualità.
    Oltretutto, si tratta di persone che per anni sono state completamente trascurate dalla federazione, colpevolmente trascurate, per cui accusarle adesso di essere degli yes man, quando hanno storie personali di grandi lotte contro la federazione, negli anni passati, non è proprio giusto.
    Per il resto, non sono d’accordo con te quando, sostanzialmente, affermi che, se i genitori preferiscono pagarsi un coach privato piuttosto che andare con la federazione a Tirrenia, un motivo deve pur esserci e questo motivo sarebbe, in pratica, che a Tirrenia non sono di livello.
    In realtà, Max, è ovvio che un ragazzino di 13-14 anni non cresce come un fungo: ha una propria storia, umana, personale e anche agonistica alle spalle.
    Mi spiego meglio: un ragazzino di talento comincia ormai a giocare e allenarsi con discreta professionalità a 7-8 anni. E’ ovvio, quindi, che sia il ragazzino che i propri genitori, giunti a 13-14 anni, anche se a Tirrenia ci sono ottimi professionisti, giustamente e legittimamente non lasciano il coach privato che ha scoperto per primo, o per secondo, il talento di tuo figlio e che lo ha portato a risultati ottimi fino a quel punto, facendolo migliorare costantemente. Sei soddisfatto del lavoro svolto e lo fai rimanere con quel coach.
    Quindi, non è vero che i 13-14enni non vanno a Tirrenia perché a Tirrenia ci sono degli incompetenti, semplicemente molti non vanno perché si trovano benissimo da anni per conto loro.
    Diverso sarebbe il caso se la convocazione a Tirrenia fosse come una convocazione in nazionale, che non puoi rifiutare pena squalifica: allora, la federazione convocherebbe tutti i 14enni migliori a Tirrenia, a forza, pena squalifica. Chiaramente, sarebbe ingiusto e in Italia verrebbe la rivoluzione.
    Impossibile, poi, è quello che proponi, cioè dare direttamente il denaro alle famiglie dei giocatori + promettenti: a parte che, com’è noto, con il prestito d’onore, qualcosa del genere già avviene, ovviamente la federazione non può diventare una banca a fondo perduto.
    Quanto, poi, alla tua idea di lasciare libere le scelte tecniche che hanno portato il ragazzo fino ad essere tra i migliori, è, appunto, quello che avviene e che dicevo io: infatti, a Tirrenia va solo chi è libero, senza coach, e vuole andarci. Nessuno è obbligato ad andarci.
    Infine, in altra parte di questo stesso blog sono state annunciate delle importanti novità di collaborazione tra academies private e federazione, del tutto innovative.
    Sai Max qual’è il regalo più bello che possiamo fare alla nostra federazione? Quella di criticarla sempre e comunque, per partito preso, anche laddove, invece, tali critiche sono irreali. Ciò giustifica la loro reazione, della serie: con voi la federazione non parla, tanto voi dite sempre male, siete prevenuti, con voi non si ragiona…
    E, così, quando invece la critica alla federazione è fondata e costruttiva, ugualmente non viene presa in considerazione e trattata alla stregua delle altre.
    Bisogna anche avere il coraggio di non criticare la federazione quando cerca di migliorare le cose, prima non c’era nemmeno Tirrenia.

  430. max scrive:

    nikolik dai su nn insultare la ns intellligenza scusami ma ne abbiamo le scatole piene!!!!!!!

    1) l’apporto attivo di piatti alla federazione è lo stesso che danno federer nadal e la sharapova alla nike: PUBBLICITARIO essendo costantemente sul campo ed in giro per il mondo con lubo

    2) per quanto riguarda i nomi dei coach: a parte il fatto che tutto dipende dalle strutture che hai a disposizione e da come sono organizzato perchè se provi a mettere brett gilbert a capo di una struttura come un circolo anche lui nn tirerà fuori nulla!! (certo che tirrenia nn è un circolo ma è un esempio per farti capire che se la struttura nn è organizzata bene….) inoltre scusa quale altro nome sarebbe di sicuro valore?? stiamo parlando di coach e nn mi risulta che quelli da te citati abbiano mai costruito un campione!! (e parlo nei primi 100 del mondo che a mio avviso nn sono campioni ma se parliamo di top 10 in realtà in italia c’è solo piatti che per ora è in altre faccende affacendato!!!) ricordatevi che il calcio ad esempio è stato cambiato negli anni ‘90 da arrigo sacchi da fusignano (che a calcio giocava come mia figlio e cioè una tragedia) e non da maradona pelè o cruijff!!!! e per rimanere nel tennis ci sono tecnici nazionali anche ottimi giocatori di tennis che hanno preso la qualifica prorio con lombardi che pur conoscendo ad esempio le impugnature, ai bambini nn le fanno neanche vedere!!! e nessuno al corso le ha fatte vedere loro nn avendo mai fatto neanche un’ora in campo!!!

    3) essendo un genitore ti assicuro che se mia figlia fosse convocata a tirrenia e ritenessi che il servizio offerto fosse migliore o uguale a quello che mi danno ora dopo tre ore mia figlia sarebbe a tirrenia al mare tra livorno e pisa dove tra l’altro si mangia divinamente!!! e posso anche assicurarti che il 90% degli altri genitori farebbero la stessa cosa!!!

    4) e ci mancherebbe altro che senza dare aiuti tenesse la guida tecnica!!!! si devono fare degli accordi con le accademie che per i migliori giovani segnalati dalla fit paga la stessa fit (ovviamente fit e accademie si accorderanno x un prezzo simbolico tanto anche alle accademie fa comodo che la fit le indirizzi giovani di talento che le faranno da pubblicità e da richiamo per altri giovani paganti)

    5 e ultimo) se la federazione è quella presentata da te che nn prende in considerazione neanche le critiche giuste allora alle mie quasi certezze cade il quasi…….anche se con la tua affermazione che sono i ragazzi a nn voler venire avevo già capito tutto: o ci sei o ci fai perchè se tu provassi ad andare ai vari raduni di macroarea ti accorgeresti (e forse sentiresti) che le convocazioni inizialmente sia dai genitori che dai ragazzi vengono prese come un traguardo importante e sentiresti anche che molti genitori si lamentano dei costi del tennis della mancanza di tempo per portare i figli in giro etc, il fatto è che quando vedono come funziona o lasciano che il proprio figlio vada avanti senza alcuna ambizione o altrimenti altri si tirano su le maniche al posto dei raduni lasciano i che i propri figli si allenino in maniera proficua in accademia e fanno a meno del NULLA FEDERALE!!!!

    detto questo effettivamente qualche piccolo passo avanti vedo che si prova a fare ma fino a quando nn vengono lasciati da parte le ambizioni personali fino a quando nn si comincia con l’insegnare la cultura sportiva a genitori e ragazzi (che già spesso sono privi dell’educazione in genere) fino a quando nn si dice chiaramente che il tennis è uno sport durissimo e che per raggiungere anche il + piccolo dei risutati (a livello mondiale si intende) c’è bisogno di molto lavoro e di cominciare a fare preparazione fisica adeguata sin da subito anche xchè solo chi si mette in luce sin da giovanissimo potrà accedere agli aiuti federali mentre dopo sarà possibile continuare con qualche speranza solo per famiglie + facoltose, fino a quando insomma nn si ricomincia dalle fondamenta chances nn ce ne sono e continueremo a vedere sui campi di gioco bambini viziati piangenti ed in sovrappeso!!!

  431. heraimo scrive:

    Scusami Nikolik ma devo smentirti e ti dimostro subito il perchè. Che io sappia non c’è nessun ragazzo in Italia inferiore ai 14 anni che ha un coach privato gratuito. Se qualcuno ce l’ha è perchè c’è dietro un genitore che paga. Ci sono ovviamente dei ragazzini bravi che sono spesati dal prorio circolo per gli allenamenti, ma chiaramente è un’altra cosa rispetto al coach privato. Devono fare le competizioni a squadre, devono allenarsi con chi capita, anche con quelli più scarsi, devono limitarsi ad una programmazione locale.
    Io credo che nessuno mai abbia rifiutato la convocazione a Tirrenia, a parte quelli per l’appunto che hanno un genitore che può pagare sui 30.000 -60.000 euro all’anno per un coach privato (ma penso siano pochi).
    Detto questo, bisogna vedere cosa capita a chi và a Tirrenia, non avendo alternative professionali. La mia impressione è che non cambi molto rispetto ad allenarsi nel circolo sotto casa (per modo di dire!), almeno così sembrerebbe dimostrare il ranking Itf.
    Voglio anche sfatare quella che secondo me è una leggenda che si autoalimenta: che a Tirrenia ci siano fior di professionisti.
    Mi fermo qui perchè non voglio andare sul personale e non so neanche se si può (tempo fa feci un quesito a Scanagatta in merito ma non ricordo di aver visto la risposta). Posso ricordare che qualcuno ha riportato l’episodio Dorocenko-Virgili (e nessuno ha smentito) ma come quello ce ne sarebbero parecchi altri.

  432. mauro scrive:

    Come non poter essere d’accordo con Max!!! Aggiungo però rivolgendomi a tutti, che occorre vedere le cose buone che la fit ha fatto e sta facendo per evitate di cadere nel solito qualunquismo”governo ladro” che potenzialmente può danneggiare ciò che di buono viene fatto. Daltronde perchè non cercare di entrare di in questa federazione per incidere sulle sue decisioni? e? un invito a me stesso per primo ad essere propositivi. Cambiando argomento, qualcuno può fare delle ipotesi sul fatto che il movimento spagnolo sforna tanti buoni giocatori ma non da tanto tempo giocatrici?

  433. fulvio scrive:

    caro heramio ho vissuto in prima persona tutto l iter giovanile di mio figlio e ti posso assicurare che se dovessi tornare indietro rifarei le cose che ho fatto finorA.HO avuto anche io la possibilita di allenare fabio a tirrenia e ti posso assicurARE CHE OLTRE A FURLAN E CARNOVALI ce’ il…buio.se poi mettiamo che renzo nn segue i giocatori durante i tornei in giro per il mondo e che lasacia la cosa a altri ecco ancor di piu che quel che dico nn mi sebra poi tanto sbagliato.se potete tenete i vostri figli a casa fino almeno alle ta di 16 anni,hanno davvero bisogno di noi.tirrenia sara valida ma per chi? per 8 giocatori? e con tutti i costi ele spese che hanno e’ un discorso valido?se prendiamo i soldi spesi per tutto lo staff eli diamo a 8 coach validi alla fine sono convinto che risparmieremo davvero tanto.metto anche giancarlo palumbo nei dirigenti molto validi a tirrenia perche so che il suo lavoro oscuro e’ molto valido,ma oltre a quelli che ho citato chi ce’?
    ecco puo darsi che ttra qualche anno quando riccardo avra’ smesso con van e si stabilira’ come dicono a tirrenia qualcosa di buono verra ‘fuori.cmq sia ho parlA TO la settimana scorsa a asuncion in pARAGUAY con lopez il quale mi ribadiva la sua intenzione di non andare piu al centro tecnico di tirrenia perche’ dice ha bisogno di un tecnico che lavori solo con lui tutto l anno e che non prenda le ferie durnte l estate quando ci sono tornei importanti.nn so cosa volesse rdirmi ,ma riporto quello che mi ha detto lui,o chi vuol capire ,tipo roberto,capisca……

  434. marcos scrive:

    a proposito di tirrenia: credo che settimana prossima ci sarà un incontro con piatti, furlan ed altri maestri, invitati da più parti d’italia.

    spero che tra gli obiettivi dell’incontro, oltre ad essere stage tecnico per maestri e giovani tennisti, ci sia anche quello di abbozzare una strategia per stringere relazioni più efficaci tra la dirigenza tecnica federale ed i tecnici dei circoli privati.

  435. roberto scrive:

    Fulvio si riferisce ad un episodio, a mio avviso grave, verificatosi questa estate, durante i due tornei future di Imperia (dove Trevisan fece finale) e di Avezzano (dove Lopez arrivò mi pare in semi). Ebbene, al quasi-esordio fra i pro, i due giovani virgulti, declamati talenti allevati dalla nostra Federazione, simbolo vivente del nuovo corso della FIT, sono andati DA SOLI, allo sbaraglio, senza coach, perché il tecnico federale Christian Brandi, che li segue abitualmente in giro per i tornei, AVEVA PRESO DUE SETTIMANE DI FERIE, COME UN IMPIEGATO DELLE POSTE…

    Fu davvero un brutto episodio, che conferma da un lato le perplessità di molti sulla qualità e la motivazione di quanti affiancano il povero Furlan, e dall’altro, a mio avviso, la stoffa e la determinazione dei due ragazzi, che hanno ottenuto, nonostante tutto, dei buoni piazzamenti.

  436. Avec Double Cordage scrive:

    @mauro

    questa cosa che gli spagnoli hanno solo una caterva di giocatori che sfruttano quasi tutti al meglio le loro possibilitaà mentre ci sono poche ragazze mi pare vera, ed interessante.

    …istintivamente mi verrebbe da dire si vede cha hanno capito dove conviene investire i soldi. Ma lo so che non si dice cosi, però mi dispiace anche me, ma non riesco a cambiare la mia posizione personale, secondo la quale il tennis vero e quello maschile mentre quello femminile non va oltre i concetti basilari. basti pensare che una giocatrice come la henin che per carità avrà pure dei fondamentali decenti e una buona capacità tattica (non mentale visto che sta sempre a guardare l’allenatore dopo ogni punto) fa sembrare tutte le altre dei volenterosi ma rudi apprendisti, le doti tecniche della henin non basterebbero nemmeno per stabilirsi nei cento senza troppi pensieri e invece tra le ragazze domina e fa un figurone, sarebbe come se volandri stesse al numero uno e tutti a dire ma che gran giocatore guarda che demivolèe, che servizio… e invece no… al suo posto c’è uno come federer

    prendiamo l’esempio della cina in quattro e quattrotto sono riusciti ad avere un paio di giocatrici da classifica e hanno pure vinto uno slam nel doppio femminile mentre il loro miglior giocatore maschile è oltre la 450esima posizione atp, segno che il livello tecnico maschile è molto più elevato e se vuoi investire dei soldi a livello giovanile è meglio metterli tutti li senza disperderli altrove altrimenti la differenza la noti

    e diciamocelo un tomba tira più di una compagnoni non c’è niente da fare, il tennis femminile sarà pure un arricchimento per i tornei dello slam ma per tirare un movimento non basta la campionessa ci vuole il campione

    e per avere un chance realistica di avere questo campione, non perchè piovuto dal cielo, devi fare in modo d’avere in ogni generazione almeno 20 giocatori con potenziale talento, grinta e voglia di sacrificio

  437. max scrive:

    quindi nessuno della fit potrà venirci a dire che fulvio parla x sentito dire, quindi dopo tutto quello che ho scritto l’unica cosa che mi viene da dire è: COME VOLEVASI DIMOSTRARE!!!!!! e questo lo dico per i tanti che nn lo sapevano per certo ma che nn essendo degli stupidi e sapendo che 2+2 ha sempre fatto e sempre farà 4 lo pensavano…….

    detto questo la stupidità (o gli interessi) sta nel fatto di scontrarsi con le accademie ed i coach pvt perchè è normale che se un coach bravo può guadagnare x all’anno per un quarto nn va certamente a tirrenia!!!!!

    x mauro: hai ragione purtroppo il problema è che di cose buone ne ha fatte veramente poche primo xchè prendendo chi è libero è difficile trovarne uno bravo (nel mercato del lavoro è difficile che uno bravo sia libero) e secondo xchè da uno scarso le idee che escono nn possono che essere di scarsa qualità……cmq le cose tipo i tornei rodeo i pia etc tutti abbiamo detto che sono innovazioni positive solamente che queste cose bastano a creare un top 10 come una zattera basta per fare una crociera nel mediterraneo!!!! e sinceramente dopo 30 anni di buio continuare a dire che è meglio di niente risulta un po’ eccessivo….

  438. max scrive:

    mah sinceramente il tennis si è ripreso con l’avvento delle varie kournikova sharapova (in primis, che dove gioca lei c’è sempre il pienone) vaidisova hantukova etc etc e sei così sicuro che anche nella vita di tutti i gg gli attributi li abbiano i maschi?? io so solo che ero un patito di calcio e dopo aver visto cosa stanno combinando i sigg calciatori ho smesso di guardarlo. e anche il tennis con la storia delle scommesse nn mi sembra che degli uomini ne sia uscita una figura edificante…. il problema è sempre qui: le partite sono belle sono se giocano i primi 20 sia uomini che donne. e che le henin ridicolizzi tutte mi sembra un po’ riduttivo visto che a wimbledon ha perso sulla terre è forse l’unica delle prime che ci gioca bene al master ha vinto dopo 3 ore e 25 minuti con una giocatrice che per 6 mesi nn si è potuta allenare per + di un infortunio…. se tanto mi da tanto…

  439. Avec Double Cordage scrive:

    max la donna che oiace ha sempre avuto vita più facile..

    poi le varie kournikova, sharapova e hantuchova fanno soprattutto immagine ma non creano un vero interesse per il tennis, voglio dire le mettono sui vari tabloid ma poca gente va a comprarsi un racchetta e quattro palline ne tanto meno qualche rete televisiva in chiaro tedesca o italiana comprerebbe i diritti di un torneo perchè gioca la kournikova di turno mentre se c’è un giocatore tedesco o italiano tipo becker tra i primi tre al mondo trasmettono pure il doppio misto

    riguardo alla henin intendevo che come tennis, inteso come capacità di eseguire colpi etc, tra la sharapova e la henin non c’è storia. il fatto è che tra i maschi tutti sanno tirare le randellate quindi alla fine esce fuori chi le randellate le sa tirare anche con la tecnica migliore dei colpi, e costui è federer mentre dalle ragazze la forza fisica ha maggiore impatto essendoci anche giocatrici che non sanno tirare forte come le altre. Anche per questo è ammirabile che la henin sia numero uno vincendo più slam delle altre mentre la sharapova incassa un sacco di soldi anche se sembra più un incrocio tra la pierce e la sorella di goofy quando fa una demivoleè

    ma d’altronde anche la henin come argomentavo prima non dico un leconte ma nemmeno dei journey men come nargiso, antonitsch o mahut li vede con il cannocchiale, nei reparti che fanno del tennis il tennis

    insomma non mi sembra che arantxcha sanchez habbia fatto partire la valanga di spagnoli, semmai era un prodotto collaterale della fabbrica di arrotini che c’era gia e le dimensioni che ha raggiunto il tennis in spagna come popolarità sono da dedicare in primo luogo ai vari bruguera, costa, ferrero, nadal magari un emilio sanchez non era male averlo ma senza quelli che sono venuti dopo non si troverebbero il business che hanno adesso i cari spagnoli, e penso che le bamboline alla hantuchova gli servono giusto come ciliegina sulla torta li, non certo a far ripartire il tennis

  440. Stefano Grazia scrive:

    Ragazzi, bravi: vedo che continuate alla grande anche se io (e Stefar e il desaparecido Enzo Lo Iacono,per citare due che per un certo periodo avevano rivaleggiato con me a colpi di post) colpevolmente tiriamo il fiato…e per fortuna che Mad Max si era ritirato sull’Aventino(IRATO AI NUMI…)
    A proposito di Mad Max: mi hai fatto venire un coccolone d’invidia con le misure tue,di tua moglie e dei tuoi figli…
    ADC: non venirmi a parlar male (anche nel mio salotto!) della Henin,per favore… Qui voglio dire solo che in effetti il tennis è l’unico sport dove una Donna può guadagnare e avere visibilità quanto e più di un uomo…Per ragioni sbagliate, d’accordo,ma è un fatto…Questo è l’unico sport dove la Compagnoni potrebbe tirare più di un Tomba, soprattutto se la Compagnoni fosse anche una bellissima come le varie Sharapova,Ivanovic, Hanthucova,Dementieva… Il problema è semmai che in Italia un’atleta così a 15 anni smetterebbe per fare la velina a Striscia…
    MIRKO: no, Pierre è il padre (e strappo’ un set a Escudè !) mentre il bimbo,9 anni, si chiama MARTIN e l’estate scorsa erano nella zona di Pau, in Francia
    ROBERTO: ma Vavassori è anche a Bologna? O volevi dire la BTA di Zavoli e Buzzelli che so essere in stretto contatto con Tirrenia e in particolare con Palumbo: da loro è stata distaccata la Grymalska (non so chi paghi) ed Eros Siringo… in più spesso i ragazzi della BTA scendono a Tirrenia per qualche allenamento e/o valutazione … tutto sommato una situazione di questo genere a me non dispiace, una collaborazione/comunicazione fra Tirrenia e i Centri Privati è un po’ quello che roberto e tutti noi chiedevamo,
    MICCINI…Miccini ha rifiutato la convocazione a Tirrenia e continua ad allenarsi da Bollettieri ma credo siano in ottimi rapporti…cioè la Federazione non si sente offesa e fa più o mreno questo discorso: ok, tu ti trovi bene lì, continua e sentiamoci regolarmente e se possiamo ti aiutiamo e quando sei in Italia fatti vedere… OK, direte voi (e soprattutto Mad Max), Bella Forza, ma mi sembra di capire che a volte ,in passato, non è stato così e vigeva la Regola O CON NOI O CONTRO DI NOI, e quindi mi sembra un bel passo avanti … Se mai in un futuro ipotetico ed immaginario mio figlio, cresciuto magari in Florida o in Australia, diventasse d’interesse nazionale, certamente a me non dispiacerebbe che durante i sogguiorni in Italia potesse fare di tanto in tanto base a Tirrenia e che si potesse lavorare in armonia … Certo, Miccini se lo può permettere perchè primo ,è fortissimo e secondo, perchè il Babbo paga … Come probabilmente ha fatto papà Fulvio che però mi sembra in un post precedente abbia speso buone parole per Palumbo … Boh, io sono naive ma credo che da un lato si possa e si debba criticare e dall’altro non ci si debba impermalosire se le critiche sono obiettive e fatte in buona fede e con senso costruttivo… (Tipo le mie con il Coach Carlo Polidori,eheheh! SCHERZO!!!!)
    Colgo l’occasione per unirmi ai complimenti a Papà Fognini, “l’Unico che può parlare con Cognizione di Causa”, come ebbe a definirlo una volta heraimo, o almeno credo fosse lui.
    Mauro, non è che solo Max ti considera…è che lui vive davanti al computer e quindi ci precede sempre… Continua a scrivere, mi raccomando…Io sarò ancora per un po’ assente ma spero di poter riprendere presto il mio posto…Ah, e non fate troppo caso a nikolic, Mr Bastian Contrario…tutto sommato lo trovo fondamentale nel costringerci,per meglio controbattere le sue tesi, a trasformare le nostre balbuzie in sempre più solide ed ineccepibili argomentazioni critiche …
    Concludo però ancora con una invettiva al destino cinico e baro quando penso all’altezza dei figli di Mad Max e all’altezza del mio… Che ,sono sicuro, crescerà tutto d’un tratto.

  441. max scrive:

    per farlo crescere devi pensare in grande: se tu tutti i gg gli spieghi cosa deve fare per diventare nr 1 del mondo (e nn che si deve divertire…ah ah) vedrai che da un giorno all’altro aumenterà di 20 cm!!!!!!!!!!!!!! ciao

  442. mauro scrive:

    Max, anch’io provo invidia visto che mia figlia Anche lei del 98, è alta solo 1.34. Sono chiaramente in conflitto di interessi, ma penso che il tennis femminile sia molto bello ed avvincente ed a volte più di quello maschile, pensate ad un match tra Carlovic ed Isner che somiglierebbe di più ad una gara di tiro al piattello. Daltronde il fruitore dello sport ovvero il pubblico, ha sempre dimostrato di gradire il tennis femminile.

  443. daniele riva scrive:

    Buongiorno a tutti, , mi sento molto impertinente e anche un po’ “scroccone”.
    Il fatto è che, come ultimo arrivato e come soggetto fortemente in arretrato con gli sviluppi tecnologici dei materiali da tennis, leggendo i vostri post, mi rendo conto che c’è parecchia gente “che ne sa” vuoi perchè è del mestiere, vuoi perchè le proprie conoscenze se le è come si usa dire ” tolte dalla pelle ” .
    Abbiate perciò pazienza, anzi consideratevi a tutti gli effetti tutor o consulenti di chi si affaccia per la prima volta nel mondo del tennis giovanile.
    Quakche giorno fa, in procinto di acquistare la racchetta nuova per mio figlio, ho avuto su questo blog un eccellente dritta sul modello verso il quale orientarmi, un modello junior.
    Ieri sera invece il maestro, giustamente, ha detto che vista la corporatura robusta di Riki e dato che, non ci sono limiti di regolamento in quanto quando saremo pronti ad affrontare eventuali tornei, non sarà più un U.10, tanto vale scegliere già da ora una racchetta “normale” purchè molto leggera.
    Ora, con tutta la dose di serietà e professionalità che può avere un negoziante, potete gentilmente darmi qualche piccolo suggerimento per non farmi appioppare un aggeggio da fondo di magazzino? ? ?
    Riccardo ha la tendenza a portare colpi molto piatti, senza rotazioni o effetti.
    Grazie ancora una volta ! ! !

  444. gio92 scrive:

    X Daniele
    ti giro quanto è stato consigliato a me ;
    Head Extreme junior pro
    Babolat Drive-Z lite
    sono entrambe lunghe 68,5 cm (quindi “normali”) e pesano 255 gr (senza corde), estremamente leggere quindi.
    Lì poi va a gusti del bambino…….
    Un’ultima cosa mi sa che 70 euro non bastano….. :-(

  445. daniele riva scrive:

    Grazie infinite gio92.Mi hai risolto un bel dilemma.
    In quanto al costo, visto che andrà tutto nel calderone delle Feste, sarà surclassato da ben altre voci.
    E poi, dopo aver letto i compensi per un coach privato, ( 30.000 - 60.000 annui) il centinaio di euro per la racchetta diventa assolutamente ridicolo ! ! !

  446. anto scrive:

    Ho sentito dire che dal prossimo anno non ci saranno più donne a Tirrenia, è vera questa cosa?

  447. pibla scrive:

    Ciao Anto, in questa stessa sezione io ho scritto due post, uno il 6 Novembre alle ore 12.57 ed uno il 12 Novembre alle ore 18.33 cui sono seguiti alcuni altri interventi di commento e di conferma alla notizia

  448. fulvio scrive:

    venerdi sarò tutto il giorno a Tirrenia,il boarding della Fit vuole parlarmi.vi racconterò appena arriverò delle novità del…luogo.

  449. max scrive:

    mille grazie fulvio, il tuo resoconto sarà utile e graditissimo come al solito. ciao

  450. marcos scrive:

    bravo fulvio!!

    ti affido un compito, trascrivendoti un mio intervento di qualche giorno fa:

    “a proposito di tirrenia: credo che settimana prossima ci sarà un incontro con piatti, furlan ed altri maestri, invitati da più parti d’italia.

    spero che tra gli obiettivi dell’incontro, oltre ad essere stage tecnico per maestri e giovani tennisti, ci sia anche quello di abbozzare una strategia per stringere relazioni più efficaci tra la dirigenza tecnica federale ed i tecnici dei circoli privati.”

  451. max scrive:

    >

    dopo gli ultimi post di contestazione scritti sul blog della fit (da me e molti altri utenti) riguardo al fatto che il dottor Baccini sosteneva con forza che l’italia del tennis nn è in crisi + altri esternazioni fatte dai loro rappresentanti come ad esempio quella di lombardi alla fine della telecronica federer-ferrer che diceva che il tennis giovanile nn costa molto e quindi il costo nn è un problema, cosa ha fatto il “fenomeno”? nn solo nn ha + risposto ma ha rilanciato con un ulteriore thread sul fatto che l’italia del tennis nn è in crisi prendendo come spunto l’articolo sulla gazzetta che titola “italia da record” in riferimento al nr di giocatori italiani nei primi 100. dato che nn sono certo che pubblicherà il mio post lo riporto qui:

    e lei invece di rispondere a tutti gli ultimi ns post, invece di rispondere a tutte le bugie che dite (come ad esempio che il tennis giovanile costa poco, bugia che abbiamo dimostrato tutti noi genitori che VI MANTENIAMO) si permette di mettere online la sciocchezza scritta probabilmente da un giornalista embedded (che cmq conferma la nn QUALITA’ di questi numeri)?mi piacerebbe incontrarla e che me le dicesse guardandomi negli occhi le sciocchezze che scrive. ma come sappiamo gtutti voi sui campi nn ci siete mai o solo alla fine per salire sul carro dei vincitori a cose ormai fatte. come ho detto + volte auguratevi che io nn raggiunga mai il mio obiettivo chè sul mio carro ci si sale solo dall’inizio poi sarà tardi e perchè nn ci siano dubbi i fatti saranno urlati ai quattro venti.

    saluti max

  452. STEFAR scrive:

    Tra gli altri ci sara’ un meeting il 1 dicembre ,come risulta dal sito della federtennis.

  453. mauro scrive:

    Max, ho seguito il tuo intervento sul sito Fit circa i costi del tennis giovanile ritenuti da Lombardi notevolmente più bassi di ieri, e devo dirti di essere ancora una volta pienamente d’accordo con te. Detto che comunque stimo Lombardi il quale probabilmente vede le cose dei professionisti e non sicuramente del tennis giovanile, altrimenti non si spiegherebbe una simile gaffe. Mia figlia non va in accademia , ma i costi rispetto ad altri sport sono altissimi (persino rispetto al golf). Ma lo sa il sig. Lombardi che per un bambino di 8 anni si devono spendere 9 euro a torneo + spese di carburante. pernottamenti e ferie del sottoscritto. Io non pretendo che si debba giocare gratis, ma almeno il settore giovanile dovrebbe essere più agevolato. Max, potresti dirmi se nell’accademia di tua figlia si usano le macchine lancia palle e cosa ne pensi tu di questi strumenti. Naturalmente quest’ultimo parere è richiesto anche a tutti. Ciao coloro che vogliono intervenire.

  454. heraimo scrive:

    Sono perfettamente d’accordo con tutti voi che Lombardi ha preso una cantonata, io però l’ho letta in questo modo: lui aveva iniziato il discorso sostenedo l’esatto contrario poi è intervenuto Tommasi dicendo la sua, ossia che adesso i costi sono diminuiti rispetto una volta, allora lui per non contraddirlo si è adeguato, non so se ve ne siete accorti ma tende sempre a dargli ragione
    Detto questo ed appurato che i costi sono esagerati devo purtroppo avvisarvi che i costi crescono esponenzialmente con il crescere dell’età, per un motivo molto semplice: la necessità di viaggiare sempre più a vasto raggio. Se a 10 anni si fanno tornei in Italia, a 12-14 si fanno in Europa, a 16-18 si fanno nel mondo. Se ipotizziamo almeno una decina di tornei all’anno, in Italia vuol dire circa 10.000 euro all’anno, in Europa 15.000, nel mondo 20.000-30.000. Questo senza contare i soliti costi per gli allenamenti, la preparazione atletica ecc.

  455. max scrive:

    purtroppo il mio post migliore nn l’hanno pubblicato ne sul sito fit ma neanche su questo blog perchè in italia i giornali e i giornalisti (e nn solo) sono quasi tutti embedded (hanno le mani legate e molti sono anche prezzolati in pratica sono dei burattini nelle mani dei burattinai), quindi nn so se pubblicheranno questa mia risposta che comunque sarebbe l’ultima fino al momento che mi venga esposto il post di cui parlavo. questo è uno dei grandi mali del tennis italiano e dell’italia in generale. cmq si nella mia accademia usano le macchine lancia palle e devo dirti che gli ultimi modelli con tutte le opzioni che hanno (tantissime combinazioni di palle, variazioni di ritmo, palle in top in back etc velocità di palla intensità con la quale arrivano etc) mi hanno lasciato un’impressione molto positiva.

    Caro Dauriamax,
    nel ringraziarti per i frequenti commenti che fai a questo blog, spesso contributi intelligenti che riferiscono di esperienze concrete da te vissute quale genitore di tennista, devo però dirti che tu _ ma non solo tu per carità _ sei portato ad usare sovente toni troppo aspri, eccessivi…e queste righe che tu scrivi qui sopra in cui parli di prezzolati, burattini in mano ai burattinai, embedder etc (non sono sicuro di aver capito bene, ma forse ti riferivi anche a me per la mancata pubblicazione del tuo post migliore)….ne sono indubbia conferma. Lascio giudicare a chi le legge
    Io sono tornato da Shanghai mercoledì, ho avuto un viaggio osceno, ci ho messo 23 ore da quando sono partito, sono arrivato a mezzanotte a Firenze e con un art. per Matchpoint da finire (in aereo erano finite le pile) sul caso Davydenko e la mia intervista, ho finito alle due e quando mi sono svegliato alle sette del mattino avevo 40 di febbre. Sono rimasto rinco per un giorno e mezzo nonostante antibiotici, tachipirina etc e stamani avevo ancora 38,7…. Se il tuo miglior post non fosse stato aspro e abbastanza pesante, gli altri moderatori non l’avrebbero lasciato a me (a parte il fatto che non mi entusiasma raccogliere qui quel che gli altri, per un motivo o l’altro scartano…o le copie di articoli che escono su altri siti un o due gg. dopo; nella vita bisogna anche saper scegliere…).
    Quando sono stato di nuovo capace di intendere e di volere, ho “moderato” il tuo miglior post (non ricordo se ho dovuto sostituire qualcosa o meno, francamente…sono ancora piuttosto confuso) e l’ho passato.
    Detto questo, però mi vedo arrivare quest’altro tuo post (che reputo offensivo…o mi sbaglio?) e ci sono rimasto malissimo. L’avessi intuito, non avrei passato il primo. Il fatto stesso che tu possa pensare che se un domani un tuo “pensiero” venga censurato, io _ o i miei amici moderatori _ si sia embedded, burattini, o burattinai…beh non mi va giù. Perchè io non ho mai offeso nessuno e non permetto ad altri di offendermi. Se vuoi continuare a scrivere su questo blog fai pure, non verrai mai censurato se manterrai un atteggiamento rispettoso nei confronti della persone cui ti rivolgi. E comunque non sarebbe male, visto che frequenti questo blog, che tu nutrissi un po’ più di fiducia nel sottoscritto senza prendere cappello per un ritardo. Ubaldo Scanagatta

  456. max scrive:

    intanto colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente ubaldo che ha pubblicato il mio post al contrario del sito della fit e devo dire che questo mi fa essere un po’ più ottimista nel senso che ciò significa che nn proprio tutti i giornali e giornalisti sono embedded (con le mani legate per usare un termine molto soft) anche se una volta di + la fit si presenta da sola rendendosi nn credibile, come sempre del resto e quindi per il ns mondo possibilità di migliorare nn ne esistono e qualsiasi cosa positiva deve nascere dal privato. fondamentalmente credo che il male principale dell’italia (tennistica e non) nasca tutto da questo e cioè che da tutte le centralizzazioni (federazioni sportive governi etc etc) avendo come unico obiettivo il vantaggio personale sia esso economico che di visibilità, nn potrà mai nascere nulla di buono nn essendoci nel ns paese la certezza della pena e quindi potendo contare conseguentemente di appoggi da tutte le parti e a tutti i livelli. chiusa questa parentesi (solo per il momento perchè nn si deve mai smettere di gridare le loro porcherie, (loro aspettano solo questo…) si mauro nell’ accademia frequentata da mia figlia usano le macchine lancia palle e devo dirti che gli ultimi modelli con tutte le opzioni che hanno (tantissime combinazioni di palle, variazioni di ritmo, palle in top in back velocità di palla intensità con la quale arrivano etc) mi hanno lasciato un’impressione molto positiva. ciao max

  457. max scrive:

    ricky ciao, ovviamente nn avevo visto ancora il mio post pubblicato quindi il primo e questo ovviamente cestinali. grazie e ringrazia personalmente ubaldo

  458. max scrive:

    e ovviamente per qualsiasi problema relativo a querele etc fai tranquillamente il mio nome e cognome venissero pure che poi ci divertiamo!!!!!

  459. fulvio scrive:

    interessante argomento: qui cè il nostro pane …scateniamoci!!!
    http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=1151

  460. fulvio scrive:

    http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=1151

    qui cè da sbizzarrirsi!!forza tutti sotto a dire la nostra!!

  461. max scrive:

    sinceramente di Lei nn ho mai pensato che fosse un prezzolato ma se nn avesse pubblicato il mio post avrei certamente pensato che fosse un embedded. come avrà visto quando ho letto la sua risposta ho anche ringraziato, ma a Lei non è bastato…….detto questo però incomincio a stancarmi di leggere dei miei presunti toni eccessivi!! in italia quando si parla di fatti reali, verità scomode soprattutto in risposta a delle evidenti bugie ed invenzioni (tipo quelle della fit) subito ci si inalbera nn si rispetta neanche + la privacy (fermo restando che come ho scritto nn me ne po’ fregà de meno detto alla romana visto che a chi rispondo a tono nn devo nulla e forse loro devono qualcosa a me (in qualità di genitore ovviamente) e quando leggo o sento che i genitori nn capiscono nulla fanno danni ed in + pagano poco (questo è il succo dei vari discorsi) scusatemi se mi arrabbio . rimango basito poi riguardo al fatto che Lei si sia risentito dei commenti sui giornalisti. dal momento in cuii nn si sente e nn è uno uno di loro (e si metta nei miei panni che dopo due gg nn avevo ancora visto esposto il mio post) di cosa si arrabbia? lo sa benissimo quanti ce ne sono di quel tipo!!! io ho avuto la fortuna di crescere nel momento in cui in casa mia praticamente “viveva” il grande beppe viola, poi ho frequentato ezio de cesari e conosco gli scheletri nell’armadio di tutti i giornalisti nel mio settore. se li conosco io nn mi dica che nn li conosce anche lei!! quindi smettiamola di parlare di toni pesanti, quel tipo di giornalisti (i +) raccoglie per quel che semina (ma loro sono ben contenti essendo ripagati profumatamente). in quanto al fatto che io mi sarei arrabbiato per il ritardo di due gg Lei l’ha fatto per un mio ritardo di 17 minuti……(forse come ha fatto il suo collaboratore poteva scrivermi una mail pvt…)

    Se lei incomincia a stancarsi dei suoi presunti toni eccessivi…vuol dire che qualcuno altro (non solo io) glielo ha fatto notare. Tutta gente in malafede? Che ce l’ha con lei? Forse un po’ di sana autocritica non guasterebbe. Guardi…io che pure ho frequentato un college negli Stati Uniti non sono sicuro di capire il significato della parola embedded…(insabbiato?insabbiatore?), ma quale che sia il signficato, il fatto che lei se io pubblico un suo post sono così e se non lo pubblico sono cosà… mi sembra un modo di ragionare e, di conseguenza, di giudicare, che non mi piace per niente. Se lei invece dei giornalisti avesse parlato dei poliziotti, dei magistrati, dei notai, degli operai, di una qualunque categoria nella quale come in tutte ci sono buoni e cattivi, e li avesse definiti generalizzando prezzolati, burattini nelle mani di burattinai, avrei reagito nella stessa identica maniera. Io sono un giornalista, certo che lo sono, e credo che ci siano tanti buoni giornalisti che non sono nè burattini nè burattinai. Lei parla di soldi, di compensi profumati….c’è chi li ha fatti onestamentge e chi meno. Io ci tengo a far parte di quella parte della categoria che può guardarsi nello specchio senza abbassare gli occhi, come auguro a lei _se lei fosse un commerciante, un ferroviere, un bancario, un maestro di tennis _ di fare gruppo con la parte migliore della sua categoria e poter fare lo stesso. Gli scheletri negli armadi altrui mi interessano fino a un certo punto, l’importante è che non ce ne siano nei miei, e che io _ proprio perchè uomo libero _ possa liberamente decidere quel che credo più opportuno, usando quell’equilibrio di giudizio che i più mi hanno per solito riconosciuto. Di giudizi sui giornalisti che ha avuto modo di conoscere lei francamente non mi interessa, Tanto più se sono negativi. Preferisco che mi metta al corrente, semmai, sul conto di qelle brave persone che certamente le sarà capitato di incontrare.
    Voglio decidere quel che mi pare giusto senza il timore di passare per…embedded o meno. Se alla figlia tennista di DauriaMax o di Chicchessia potrebbe dar fastidio leggere anzichè… arrabbiato un’altra parola che significa la stessa cosa ma è più volgare, meno educata (seppur entrata purtroppo nel gergo comune,) io intervengo _ e sarò magari un embedded bigotto! _ ma la sostituisco. E se lei la scrive due volte la correggo tutte e due le volte. Poi magari un giorno un suo commento lo modera un altro che è più permissivo…e quella passa. Solo che io mi devo preoccupare che la cosa non diventi un vizio, che il costume di esprimersi come al mercato non degeneri. Per rispetto di chi legge, dai 72 anni ai 12. Anche quelli sono toni…per me. Anche lei poteva scrivermi una email privata…ha un’idea di quante ne ricevo io e di quanto scrivo ogni giorno? E due gg. di attesa cui uno su un aereo e un altra a letto le sono apparsi intollerabili? Il collaboratore che le ha scritto la e.mail ha fatto bene a farlo, così come ha fatto bene ad aspettare che io tornassi prima di moderare una lettera che, a suo giudizio, si esprimeva in un modo…come dire? piuttosto rude. O lei pensa che anche quel collaboratore sia in malafede, ce l’abbia con lei, abbia preso un abbaglio nel voler attendere una mia opinione al riguardo? Ha passato altre centinaia di interventi ma quello no…Burattino, embedded anche lui? Suvvia, non scherziamo. E’ così difficile esprimere opinioni, raccontare episodi, rivolgere critiche serene, senza scadere in epiteti, accuse generalizzate e male parole al prossimo? Che bisogno c’è? La Forza dei fatti, delle opinioni, non basta a sostenere una tesi?
    cordiali saluti
    Ubaldo

  462. max scrive:

    ah rileggendo, poichè io nn offendo mai nessuno e rispondo solo con delle verità oggettive il giorno che mi dovesse censurare se lo faccia andare giù il fatto che io pensi di Lei che è un embedded perchè in quel caso vorrebbe dire nn voler far conoscere una mia opinione (senza alcuna offesa per nessuno) o nn voler far conoscere una verità magari scomoda precisando che ovviamente io mi prendo sempre la responsabilità di quel che scrivo. ma come ho detto a oggi nn ho mai avuto nessun motivo per pensarlo e dal momento che il mio post una volta pubblicato era come da me scritto da cestinare io nn l’ho mai giudicata al contrario di Lei che come ha scritto scrivo spesso con toni pesanti e troppo aspri…. ma credo che la cosa importante (x chi vuole essere onesto) sia sempre il succo del discorso e nn come lo si dice cmq…..

  463. Mauro scrive:

    Carissimo Max, in questo blog sei la persona che forse stimo di piu’ per la passione che metti in quello che dici e che fai. detto questo pero’ visto che tra le altre cose mio occupo di comunicazione, quando uno dice legno c’è chi capisce albero e chi capisce tavolo, giusto per dire quanto è importante far capire cosa veramente si vuol dire. Inoltre credo che come in tutte le cose, la forma abbia la sua importanza e dia più sostanza al contenuto. Ti prego di continuare, se ne hai voglia, le tue battaglie che se portate avanti con civiltà mi avranno sempre al tuo fianco. Ciao

  464. Mauro scrive:

    Fulvio, raccontaci di tirrenia. grazie anticipatamente

  465. max scrive:

    purtroppo siamo in italia e la forza dei fatti nn basta visto che vengono sempre stravolti……e se a lei (che ha un blog che dovrebbe essere libero) nn piace un modo di ragionare, ha il diritto di censurare? siamo a posto….ma allora nn perdete tempo a discutere sui mali del tennis, perchè il problema siete voi che nn accettate critiche , modi di pensare, di esprimersi etc etc. intelligenza vorrebbe che dai vari spunti si prendesse sempre la parte migliore altrimenti il napoli nn avrebbe potuto vincere due scudetti ed una uefa con maradona che agli allenamenti andava una volta la settimana (quindi con un comportamento poco corretto verso gli altri). inoltre rileggo il suo post e trovo solo del suo ritardo di 72 ore ma nn del mio di 17 minuti ed in più quando avrei pensato male del suo collaboratore? cmq nn fa nulla e auguri

  466. fulvio scrive:

    mauro all’ultimo minuto ho avuto dei problemi di lavoro e sono rimasto daccordo con Riccardo Piatti che ci rivedremo la settimana prossima a Montercarlo,anche perchè cosi in una ventina di nimuti si sono!mi piacerebbe però sapere quello che verrà fuori dalla riunione dei coach del 1° novembre ,dove tutti fanno..finta di sentire tutti e poi ognuno fa per se,come sempre!

  467. Avec Double Cordage scrive:

    OFF TOPIC:

    sono venuto qui per leggermi qualche commento, purtroppo il materiale è troppo per avere una visuale sufficente a capirci qualcosa, ma è anche vero che non sono ne genitore ne addetto ai lavori ma semplicemnte interessato, quindi non c’è nessun bisogno che io commneti in questo topic.
    Il caso ha voluto che per via del enorme tabulato da caricare lo schermo si bloccase una prima volta sul commento di thomas yancey (scrive: 1 Ottobre 2007 alle 09:59) e sapendo della sua vasta cultura ho inizato a leggere. La mia testolina si è trovata benissimo a seguire il ragionamento esposto sul esempio di Sun Tzu.
    Sta di fatto che la cosa mi ha incuriosito e cosi mi sono letto tutta la parte partendo da pibla (scrive: 29 Settembre 2007 alle 14:29) del maestro che fa il test del lancio della pallina come un sasso per il servizio e pierino mastro focaccia e mortadella di Nikolik fino all’intervento di Stefano Grazia (scrive: 1 Ottobre 2007 alle 22:49) dove parla di Highlander e off topic

    beh inanto conficcati, embedded come il salame in un panino imbottito per cosi dire, tra questi exursus ho trovato l’intervento che Stefano Grazia una volta mi aveva accennato dove parlava di PUBLIC COURTS (lo metto in maiuscolo anche io perchè lo ritengo fondamentale per risolvere il problema di noi guardoni-depressi ansiosi di essere tifosi di un finalista o almeno semifinalista di grand slam italiano) poi ho letto cose molto interessanti scritte da Polidori Carlo, Stefar con il decentramento, Roberto con il suo bellisimo racconto del tragitto Cancellotti - Nargiso e altre due perle di thomas yancey

    in primis vorrei affermare che è veramente una perdita per il blog non avere più i contributi di thomas yancey, che sinceramente non capisco cosa gli sia passato per la testa a scrivere una specie di comunicato stampa nel suo ultimo intervento quando per un giorno o due e ritornato dall’auto esilio se invece poteva benissimo deliziarci con interventi di forma più simile ai due commenti che ho letto nella parte elencata sopra di questo thread.

    spero che torni, se ha voglia di disquisire invece di concretizzare basta che metta una sigla dicente OFF TOPIC all’inizio e tutti quelli che non vogliono leggere pezzi letterari ne potranno stare alla larga, mentre quelli come io ad esempio che avrebbero piacere di leggere i suoi pensieri, anche quelli che al tennis sono legati solo con un filo, non ne sarebbero impossibilitati.
    .
    .
    .
    .

    già un pò più IN TOPIC:

    visto che ci sono ne aprofitto per indicarvi che nei commenti all’ articolo

    Storie dal mondo challenger.
    TV: tutto il Masters su Sky.
    14 Novembre 2007 Articolo di Riccardo Bisti

    http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=1129

    si è andati a finire per parlare proprio delle cose che stava scrivendo Max - DauriaMax (ma è il Mad Max del quale vien parlato nella parte che ho letto, citato da Nikolik come messo in fuga da una “filippica” di Stefano Grazia, lo chiedo a livello informativo, per iniziare a capirci qualcosa :) tranqilli non sto provocando) dove poi alla fine ho anche fatto un proposta di creare un nuovo topic separato da “Genitori e Figli” ma affiliato ad esso un pò come “Tennis Giovanile” (entrambi ragruppati sotto “Junior World “) dove il tema principale sia “MODI PER ALLARGARE LA BASE” (precisando si potrebbe aggiungere la base di bambini con genitori ma anche giovani senza sostegno familiare praticanti il tennis a livello ricreativo) le mie due proposte a riguardo le ho descritte nei commenti all’articolo che ho citato e di cui ho dato anche il link. In breve si tratta di PUBLIC COURTS e “brevi riassunti con interviste alla “TENIS PRO argentina” dello slam il pomeriggio in tv in chiaro”

    3 esempi tratti dalla trasmissione argentina Tenis Pro
    intervista:
    guga kuerten
    http://www.youtube.com/watch?v=9aRY1W_CYOY

    servizio extra tennis:
    david nalbandian rally and bungee jumping
    http://www.youtube.com/watch?v=Z5oR8WeyJDU&feature=related

    servizio legato a torneo di tennis:
    copa davis 2006 argentina suezia con maradona
    http://www.youtube.com/watch?v=7AAHQ8XUfG4

    servizi in questo stile andrebbero embedded (perchè non utilzzarala questa paroluccia ;) che in se non ha nulla di male) in riassunti di due o tre partite del giorno prima durante gli slam, il tutto di una durata di circa un ora 4 volte l’anno per due settimane di fila il pomeriggio intorno alle 16:00

    poi ho anche proposto un metodo come attivarsi noi invece di aspettare sempre aiuto dall’alto ma andatevelo a leggere li se vi interessa perchè ogni volta che metto il link succede un patatatrac e ci vuole francesco g. di bene a far resuscitare il mio comment

  468. max scrive:

    ciao mauro intanto ti ringrazio degli apprezzamenti ed è probabilmente vero la passione mi fa dire le cose esponendole con fermezza, però: c’è un però e cioè che da quando scrivo su questo blog in particolare ma anche su altri inerenti al tennis la quasi totalità delle persone mi ha sempre aprrezzato tranne appunto i vari tenutari del blog o i facenti parte del settore. una volta sola ha avuto da dire stefano grazia (poi tutto chiarito) e caso vuole perchè dicendo la sacrosanta verità sono andato “contro” un suo conoscente. allora mi sono fatto una domanda: come mai tutti i genitori che vivono le mie stesse problematiche sono d’accordo con me mentre gli altri (spesso da seduti dietro una scrivania o spesso con interessi opposti a quelli dei genitori) hanno da dire?? comincio ad avere il dubbio che gli incompetenti e quelli in malafede siano loro anche perchè in un mondo dove quasi tutto si calcola in denaro mi viene facile dire che il 99% dei genitori ha raggiunto nella vita traguardi ben superiori (e spesso di molto)a quelli raggiunti dalle persone che ci giudicano e che vorrebbero dirci come e cosa dobbiamo fare e comportarci. signori ma fateci un piacere….!!!!

    e mauro nn ti preoccupare tu domanda ed io risponderò perchè stai tranquillo che nn la do vinta a loro, stavolta hanno trovato un brutto inquilino parecchio scomodo….ciao

  469. Avec Double Cordage scrive:

    leggo qui sopra e devo ammettere che questo max mi è simpatico 8) purtroppo non ho capito bene di cosa parli, ma vedrò di dare una “sbircatina” al thread… ci risentiamo tra qualche anno ;) apparte gli scherzi devo dare ragione a Ubaldo, i toni devono rimanere entro i limiti e max sta sicuramente rasendo l’orlo, probabilmete è molto incavolato e probabilmente a ragione ma spero che si renda conto che è controproducente usare toni e parole che potrebbero sembrare offensivi indipendentemente da chi ha torto o ragione. Mi pare, per carità, non ne sono per niente sicuro, ma mi pare che Max si stia sforzando a non superare questo limite, e adesso vado a vedere un po’ qual è la vera questione in causa perchè non ci ho capito niente, sebbene posso averne un vago presentimento ;)

  470. roberto scrive:

    Forse non tutti sanno che Leonardo Caperchi, ex coach di Andrea Gaudenzi prima e di Fabio Fognini e Gianluca Naso poi, tiene un suo blog con il quale condivide alcune sue teorie sull’allenameno degli atleti agonisti. Iolo trovo interessante. A questo indirizzo:

    http://caperchi.coaching.sport-blog.it/?p=106#comments

    ieri ho trovato un pezzo interessante in tema di politica federale e aggiornamento dei maestri, che trascrivo in parte:

    “Il corso di Bruce Elliot professore di Biomeccanica australiano,esperto mondiale di Biomeccanica applicata al tennis di oggi (24.11.2007, nota di roberto) a Genova è stato molto interessante e mi ha dato la possibilità di riflettere su vari aspetti dell’allenamento che portiamo avanti.

    Stando sul circuito ATP avevo sentito parlare piuttosto male dei corsi di formazione FIT dai maestri che ci partecipavano.Come per tante cose è meglio viverle di persona che per interposta persona e oggi mi sono reso conto del livello di alta qualità delle informazioni che vengono portate ai maestri e della quantità di informazioni utili da trasformare in lavoro che vengono passate.

    Non sò in altre circostanze ma quella di oggi è stata una buonissima iniziativa!

    E’ stata una giornata ben spesa e affrontare il Prof.Elliot una esperienza utile.Oltre che uno scienziato di fama mondilae si è messo in luce per spiegare le cose con grande semplicità ed efficacia.

    La biomeccanica applicata al nostro sport è la maniera migliore di usare la forza per avere il massimo rendimento dai colpi di ognuno.(questa è la mia definizione)

    La tecnica che useremo sarà quindi la conseguenza degli studi biomeccanici che mirano all’efficenza ,alla precisione ealla economia del gesto tecnico….”

    Segue poi una precisa disamina dei temi trattati dal prof. Elliot, che ometto in quanto molto tecnica, ma che chiunque può leggere al link di cui sopra.

    Certo, bisogna vedere quanto, dei contenuti della conferenza, verrà poi trasfuso in manuali tecnici e metodologie di insegnamento concretamente applicate dai maestri federali.

    Tuttavia, mi sembra di poter affermare che la rottura con il passato, e con l’immobilismo culturale che ha caratterizzato per decenni il settore tecnico sotto Galgani, sia evidente.
    Questo dovrebbe scrivere quell’impiastro di Baccini sul suo blog, e non mettersi a fare i giochetti con i numeri delle classifiche atp e wta per dimostrare che siamo una potenza tennistica…

  471. fulvio scrive:

    vedo che sta parlando da ”federasta” proprio lui che quando se ne presentava l’occasione non ci metteva che 2 secondi per …liquidarli!!ha come cambia il mondo……!!!!

  472. max scrive:

    dicendo poi le solite cose fini a se stesse… prendendo per buona anche l’affermazione circa la bontà dei corsi x maestri (anche se in un mio vecchio post avevo dimostrato come nn lo era stato neanche il corso di tecnico nazionale cioè la massima specializzazione federale) il problema è come i maestri li mettano in pratica con gli agonisti (avendo spesso interessi + verso la sat e le ore pvt) e quindi nn avendo la fit un buon programma di supporto x i giovami promettenti, l’eventuale bontà degli aggiornamenti serve come uno stupendo paio di scarpe nr 40 ad una persona che ha il 46 a cui servirebbe di + un paio di scarpe solo discreto magari ma del suo nr!!!!!!

  473. STEFAR scrive:

    Caro Max ,

    scusa ma ti trovo veramente eccessivo,
    sparare in cielo a tutto e tutti non serve a niente ,non so come giochi tua figlia ,ma comunque giochi immagino sia una under 10 come ce ne sono tante ,percio’ non capisco da dove ed il perche’ di tutti questi toni accesi.

    Proprio la serenita’ dovrebbe essere il principio ispiratore nell’educazione tennistica degli under 10,perche’ vincere da under 10 non vuol dire niente .

    Le gare degli nder 10 12 fino ai 14 servono,ripeto ,soltanto come verifica del lavoro svolto in allenamento e si deve porre l’accento sulla prestazione non sul risultato.

    Tanti genitori vedono il risultato dei bambini come punto di arrivo,come obiettivo…….no non e’ cosi’.
    La bellezza del nostro sport e’ il fatto che ci sono tante gare nella formazione dei nostri piccoli ed ogni gara va vista come una piccola pietra miliare nella costruzione del loro gioco,indipendentemente dal risultato.

    Penso che Ubaldo abbia ragione,non a censurarti,ma semplicemente a mantenere i toni di questo Blog dentro i limiti di racconti sereni e scambi di notizie,senza esagerazioni.

    Mi sembra anche che tu faccia un po’ di confusione fra censura e correttezza ….mi permetto solo di ricordarti che se vuoi prendere il miele non puoi prendere a calci l’alveare,o perlomeno lo puoi fare a casa tua ,ma non in casa di altri.

    Libero ovviamente di pensarla diversamente.

    Concordo inoltre con Chi diceva che la FIT,accanto a cose decisamente scadenti sta anche proponendo cose decisamente interessanti dal punto di vista della formazione.

    Saluti

    p.s. A Fulvio:

    il meeting dei coach con i maestri e’ il 1 dicembre ,aperto a tutti i tecnici che volessero partecipare,come scritto sul sito della FIT

  474. fulvio scrive:

    grazie stefar lo so,quindi non riesco a capire perchè me lo hai ricordato.ho scritto solo di come il mondo cambia,sapenso certamente quali erano le considerazioni si Caperchi riguardo i…federali!!

  475. fulvio scrive:

    aggiungo: fino a 8 mesi fà!

  476. Mauro scrive:

    Caro Stefar, da dei post di Stefano grazia ho dedotto che sei un maestro di tennis, allora perchè non sei intervenuto quando si sono formulati dei quesiti strettamente tecnici ed invece intervieni sui modi di Max che a suo tempo ho definito appassionati a volte eccessivi ma decisamente reali e concreti. Cosa mi dici caro Stefar dei costi assolutamente assurdi che deve affrontare una famiglia che ha un bambino che gioca a tennis? C’è qualcuno purtroppo che prende a calci l’alveare ma anche il miele. Cordiali Saluti

  477. stefar scrive:

    Caro Mauro,

    hai ragione ,il tennis e’ uno sport bellissimo ma molto costoso ed impegnativo per i bambini e le famiglie,sotto tutti i punti di vista ,partendo proprio da quello economico .

    Chi dice che il tennis e’ alla portata di tutti si riferisce a coloro i quali giocano a tennis due volte alla settimana,non certo agli agonisti giovani….di livello regionale- nazionale.

    E capisco anche le difficolta’ di molti genitori a districarsi fra le maglie federali,fra quelle di maestri-me ne impippo o impreparati o mangiasoldi,fra quelle di circoli inadeguati,pseudo-academies,fra le gelosie…….

    Per quanto riguarda gli interventi su argomenti di natura tecnica ti invito a rileggere molti miei interventi anche negli archivi precedenti………per quanto vedo sei uno degli ultimi che e’ intervenuto e probabilmente non ne sei al corrente…

    Se ultimamente non sono intervenuto e’ dovuto al fatto che non faccio il blogger di professione…purtroppo e gli impegni professionali me lo hanno impedito.

    p.s.Notizia fresca:ho visto una miglioratissima Dentoni ieri battere la Pennetta giocando un grande tennis…..penso che avremo una prossima top 100 a breve…..

  478. Atti scrive:

    Leggo e vedo che dopo “l’abbandono” di Stefano il BLOG GENITORI E FIGLI stenta a procedere ed anzi viaggi a salti e colpi di galateo e/o diktat (gli antichi romani dicevano che la virtu’ spesso sta in mezzo).
    Condivido sostanzialmente il succo di quanto dicono Max, Mauro e quanti hanno a che fare con figli agonisti ( naturalmente il numero uno rimane FULVIO sempre prezioso e illuminante sui reali problemi che attendono quanti provano a scalare la montagna).
    Da quello che vedo io come genitore di figlie agoniste, poco o nulla è cambiato per poterci paragonare, anche solo lontanamente e con le dovute proporzioni di budget; ad altre federazioni tipo Francia o Spagna.
    Il fardello dei costi eccessivi per i giovani agonisti rimane in “groppa” ai genitori, cresce di anno in anno con la carriera del figlio, ed alla minima difficoltà ciao e grazie…purtroppo NOI GENITORI DOBBIAMO ARRANGIARCI a fare la guerra coi fichi secchi !!
    In altri sport piu’ il ragazzo è bravo e piu’ viene aiutato… nel Tennis è tutto al contrario… + bravo diventi e piu’ spendi per migliorarti !!!
    Raduni, convocazioni, stage, amichevoli…. a che pro ??? soldi della FIT che potrebbero consentire ad esempio di accedere per i migliori giovani agonisti ai tornei di II II e IV cat., senza spendere 20 Euro di iscrizione per un piccolo torneo week-end invernale regionale di IV cat.!!!
    Vertici FIT fate dei sondaggi con i genitori: VOLETE ACCESSO GRATIS AI TORNEI PER I VS. FIGLI o RADUNI E CONVOCAZIONI ?
    Meglio coppe e gagliardetti vari (spesso dati a caso e/o con taglie fuori misura) o buoni spesa per materiale tennistico ?
    Basterebbe un maestro per regione che periodicamente girasse i tornei regionali per aggiornare il settore tecnico sulla crescita dei ragazzi .
    E se poi si volesse organizzare qualche partecipazione a tornei ETA per gruppi di ragazzi sai quanto tempo per allenarli…
    Siamo e rimaniamo figli di logiche da spartizioni stile morotei e dorotei della vecchia DC: la storia e la ns. cultura non si cambiano facilmente; riusciremo mai a focalizzare gli sforzi di federazione circoli e maestri su obbiettivi chiari e condivisi ? ( troppe le trincee da abbattere ?).
    Concludo condividendo il parere sulla bontà dei ns. tecnici; non serve attraversare l’oceano; di tecnici bravi e preparati ne vedo anche in Italia, e credo che molto, in prospettiva, dipenda dalla loro voglia di organizzarsi per “smuovere” alcuni concetti assurdi ed anacronistici per un movimento in costante crescita come il nostro (top 10 a parte su questo concordo con la FIT) .
    Ciao
    PS: Ancora complimenti ad UBALDO che in pochi mesi ha creato questo bellissimo angolo sul mondo del tennis

  479. max scrive:

    ecco l’esempio che aspettavo!!!! io sarei eccessivo?? ma come si va a nn esserlo… rispondendo proprio ad ubaldo dicevo che in italia la realtà viene sempre stravolta ed eccoci qui:

    Caro Stefar cosa caspita dici??? sono io quello che semmai ha sempre sostenuto che i risultati fino a 13/14 anni nn contano!!!!

    dopodichè di quale miele stai parlando?? prima di tutto in italia miele non c’è secondo poi fortunatamente non ne ho bisogno quindi 10 20 o 100 per me è uguale. questo non significa però che me ne debba fregare o che nn debba dire cosa sia giusto o meno o rimarcare le bugie dette dalla fit e dai suoi discepoli!!!

    terzo, mia figlia anche se fosse una delle tante (e nn lo è ma poco importa….) è mia figlia quindi x me è e rimarra sempre la numero uno (come ogni figlia lo è e lo deve essere per i propri genitori) ed è normale che per loro si pretenda sempre il meglio, poi se una merita lo dovrà avere gratuitamente altrimenti lo dovrà pagare!! al contrario oggi il meglio nn l’ha ne chi paga ne chi nn paga ed ironia della sorte dobbiamo sentirci dire che tanto il tennis costa poco. poi in più ci stravolgono sempre i fatti come te che mi dici di stare calmo xchè i risultati nn contano tra gli under 10 ( che per ora curo solo la tecnica in generale la perfezione dei colpi e la preparazione fisica)!!!! poi risulta evidente che qualche risultato arriva ugualmete ma nn è certo a questo che sto guardando ora…..

    per finire guarda caso la terza persona a me contraria è un maestro……ogni ulteriore commento risulta completamente inutile!!!

    P.S. mi piacerebbe sapere dove in questo caso sono stato eccessivo!!!!

  480. Nikolik scrive:

    Stefar, corro il rischio di andare spaventosamente off-topic, ma spero che nessuno si offenderà se ti prego di raccontare un po’ più nel dettaglio il recente match Dentoni-Pennetta, a cui hai assistito.
    Corinna ha realmente migliorato il servizio, come mi hanno raccontato? Che genere di miglioramenti hai osservato?
    Sono un grande tifoso di questa ragazza, che è delle mie parti e che qua abbiamo visto crescere!
    Penso che interesserà anche gli altri, visto che anche tu pronostichi un bel futuro per lei.
    Un saluto e grazie.

  481. fulvio scrive:

    scusate ma tra sudamerica e impegni di lavoro mi sono perso il perchè dell’abbandono di stefano grazia,volete riassumermi per cortesia brevemente il tutto?

  482. Ubaldo Scanagatta scrive:

    Non è vero che Stefano abbia abbandonato. Semplicmente deve affrontare viaggi e traslochi, in più ha non so bene quali problemi con il computer…e sia pur con minor frequenza scrive ancora qua e là…quindi non vi preoccupate ci farà presto avere sue notizie

  483. pibla scrive:

    Grande Stefar!!!
    Ci piacciono le notizie fresche, discorriamo quanto ci pare e facciamo più che bene, da un caos primo o poi creeremo una fantastica stella, ma non perdiamo di vista l’attualità e chi ha notizie di prima mano le deve condividere con gli altri “compagni di circolo” del blog, quindi ben vengano gli aggiornamenti e le chicche su qualcuno dei “nostri”, meglio ancora su qualcuno dei nostri giovani, in questo spazio, come nel caso di Corinna.
    A questo proposito segnalo che Lopez questa sett. giocherà un 15.000 in Paraguay, anche se ha beccato la tds n. 6, speriamo bene….
    Ciao a tutti

  484. stefar scrive:

    a NIKOLIK:

    Corinna ha impressionato non solo me ma gli oltre trecento spettatori presenti per consistenza,grinta e personalita’.
    Rispetto all’anno scorso e’ cresciuta,fisicamente ,e’ molto piu’ solida,consistente e continua nel servizio e nel diritto ,ma la sua forza risiede nelle variazioni di ritmo che riesce a dare in alcuni momenti del match.

    Lei gioca ”giusto”,sempre.

    Badate bene che la Pennetta secondo me non ha giocato male,forse qualche errore in piu’ ,ma di la’ aveva una giocatrice con grande motivazione e personalita’,che non ha concesso nulla e che ha chiuso tanti punti quando era il momento di chiuderli con schiaffi al volo o palle corte….

    Abbiamo visto veramente un bell’incontro ,avanti 5-0 la Dentoni nel primo ,chiuso 6 2 ,avanti la Pennetta 4-1 nel secondo ,chiuso 6 4 dalla Dentoni con rimonta.

    Speriamo che Corinna progredisca e si confermi il prossimo anno,sbilanciarsi nel tennis e’ veramente difficile ,da tempo ho smesso di farmi delle idee fisse ,pero’ si puo ‘ dire che la Dentoni rappresenta vermante una delle nostre piu’ belle speranze.

    a Max :

    Mi e’ piaciuta la tua espressione che tua figlia per te sara’ sempre la numero 1 .
    Avrai capito che Il mio e’ un invito a non essere troppo radicali con nessuno;capisco e condivido la tua difficolta’ a scegliere il meglio per tua figlia,pur pagando fior di soldi.

    E’ la difficolta’ che trovano molte famiglie ..

  485. Il_Gelataio scrive:

    @pibla

    URUGUAY (Montevideo)

  486. pibla scrive:

    Mitico Il_Gelataio!!!
    Uruguay, esatto Uruguay, me ne sono accorto dopo.
    Ciao!!!

  487. Stefano Grazia scrive:

    Ubaldo mi scrive e mi chiede un intervento a spiegare i motivi del mio silenzio:
    Carissimo Ubaldo, in realtá mi ero offeso perché non è ancora stato corretto all’inizio che l’OTTAVO IASSUNTO non è di Giovanni Di Natale ma mio e soprattutto perchè non ti piacevano i miei commenti a favore degli ALLEZ della Henin….
    SCHERZO!!!!!!!!
    no, visto che ormai il blog sembra essere divenuto il rifugio dei permalosi astiosi un po’ noiosi (e la smetterei anche di invocare il ritorno di Yancey che poi ci offendiamo noi che restiamo…)….No, voglio tranquillizzare Ubaldo e chi come Atti e fulvio e altri che magari non erano al corrente, hanno chiesto di me ringraziandoli per la stima. Dice bene Ubs: sto proprio per partire e ricominciare. Dall’inizio? Ma no, ma vi pare? anch’io ricominceró da tre, come nel film (indimenticabile) di Troisi: il 13 Dicembre (no, non é un Venerdí) infatti me ne torno a Lagos. E da Luanda partiamo tutti lSabato 1Dicembre ( poi Gabrí & Nicky se ne vanno il 4 Dic per 3 settimane da Bollettieri in Florida e mi raggiungeranno il 12 Gennaio) (Ma già mi stan facendo diventare matti coi Visti e ogni volta questi cambi sono una lunga discesa agli inferi…Comnque pur consapevoli dei cambiamenti e delle possibili disillusioni , siamo molto “excited” e contenti di ritornare. Molto felici anzi,soprattutto Gabrí,mia moglie. Nicholas magari sará l’unico a farsi venire un po’ di magone a lasciare l’Angola ma sono certo che in due settimane si sará riambientato. Certamente Lagos é un posto di m…ooops, e certamente in questi 4 anni sará anche peggiorato come premurosamente m’informano i vecchi amici ancora rimasti nell’ex capitale nigeriana, ma pochi mesi fa ad un agippino appena trasferito a Luanda proprio da Lagos spiegavo che chi volendo lavorare all’Estero si lamentava dell’Angola doveva forse tornarsene a casa che ci son posti ben peggiori ma che ció detto me ne sarei tornato l’indomani a Lagos. A piedi.
    E pensare quindi che ora la Compagnia mi ci manda perfino in aereo…
    Lo so, ai piú di voi Lagos potrá sembrare un posto orrido,triste e pericoloso col clima umido,piovoso e appicicaticcio, con gli armed robbers che ti assaltono in casa o per strada (perché a Bologna no?vi assicuro che da un certo punto di vista son meno pericolose Luanda e Lagos…) e con un sacco di disagi fisici e psicologici, un postaccio,insomma, per cui non vale certo la pena di fare balzi di gioia …E’ vero, era meglio la Jamaica, ma si sa che we were all born to suffer,siamo tutti nati per soffrire… Lagos é davvero il buco di culo del mondo e se uno ci arriva per la prima volta lo shock culturale é di quelli grandi: ti vengono a prendere all’aereoporto con la scorta armata, attraversi quartieri degradati, arrivi in case col filo spinato e le guardie col walkie talkie…E potrebbe anche andare peggio, come direbbe Igor in frankenstein Jr. Potrebbe anche piovere… Ma poi l’impressione migliora e le Signore che piasngevano al loro arrivo, é risaputo, hanno tutte pianto molto di piú quando se ne son dovute andare. Molte di loro-ne abbiamo anche qui della Chevron e della Total-vi tornerebbero immediatamente, anche quelle che all’inizio erano rimaste affascinate dalla baia di Luanda…
    Come vi ho piú volte raccontato,si, Luanda batte Lagos 3/0 per l’estetica (clima,mare,colori,spiaggie,tropical bars sulla Ilha in stile Viareggio ai Caraibi) ma nel match di ritorno Lagos (la Lagos degli expat sotto l’ombrello di una grande Compagnia,ovvio) stravince e passa il turno, non c’é proprio partita, grazie alla Quality of Life (e con questo intendiamo qualcosa che va dall’esistenza dei BoysQuarters all’Ikoy Club)…Per noi alla fin fine é soprattutto sapere che a Lagos abbiamo comunque giá qualche amico che abbiamo piacere ad invitare a cena o con cui improvvisare un’uscita a un ristorante e perfino sapere che posso andare al Club a sera e trovare qualcuno con cui giocare a tennis e credetemi, é giá molto di piú di quel che abbiamo avuto a Luanda a parte rari momenti qua e lá, o come sempre succede, proprio in questi ultimi mesi quando abbiamo fatto amicizia con una coppia di francesi, quelli col papá ex giocatore semi pro e anche lui coach del figlio. In altre email dicevo che Luanda offre qualcosa di piú ai Singles ed eventualmente alle Coppie senza figli ma é veramente scarna di attrattive per le Famiglie coi Figli. Scrivevo che, per usare una fine metafora,per chi va a fi…ooops,volevo dire a donne, scusate il mio francese!, é meglio Luanda mentre per chi sublima il Sesso col Tennis e col Golf é sicuramente meglio Lagos.Ma era solo una fine metafora, anche chi non gioca a tennis e a golf alla fine a Luanda si é trovato male perché non ci sono spazi per i bambini, non ci sono club…Forse,chissá, qualche mio amico appassionato di pesca si sarebbe comprato la barca e nel week end avrebbe trovato una ragione di esistere, noi ci siamo autocondannati con la necessitá di allenare Nicholas, l’avessimo cresciuto come un surfista, chissá… Alcune romantiche signore inglesi (e americane),mi raccontava Gabrí, sono anzi giunte alla irrevocabile decisione di mandare via i propri figli 14enni perché qui vivrebbero la Dolce Vita del Muretto…sono le famiglie che vivono a Luanda Sul, nei grandi Compound Village dove i ragazzini escono da scuola, vanno allo Shopping Center, passano al Compound dell’amico e tutta la vita si risolve in paries,parties, parties… Vivono in una bolla, nessuna possibilitá di fare sport vero, di fare musica, di fare qualcosa … Vabbé, é un po’ cosí anche a Lagos e in tutti i micromondi espatriati all’estero ma qui il tutto é accentuato dalla Dispersione e dalle Difficoltá di Spostamento… alla fine,infatti, la veritá é che la logistica ha davvero soffocato i nostri anni a Luanda: 6 traslochi,ore passate in auto, problemi di trasporto…come abitare a Piacenza, dover andare a lavorare a San Donato, fare la spesa a Monza, il figlio che va a scuola a Varese e poi deve allenarsi a Lodi e il Golf invece é a Lugano… Il tutto con una sola auto e un autista perché la moglie non puó guidare in nome di un’assurda regola di sicurezza che nessuno ha piú avuto il coraggio di revocare (oppure bastava dare due auto…) in un paese dove ovviamente non esistono mezzi pubblici degni di un tal nome (e che comunque noi ,sempre per le stesse regole di sicurezze, non possiamo prendere)…Insomma, se per le Famiglie in genere Luanda é un paese molto difficile, per la Famiglia Grazia in particolare é risultato estremamente ostile al punto che noi comunque avevamo giá deciso che a gennaio Nicky e Gabrí se ne sarebbero andati in Australia (avevamo giá pagato l’application fee per la scuola e il visto): l’improvviso ritorno a Lagos ci consente di rimanere ancora insieme un anno o due. Ok, tutte cose che vi ho giá scritto e riscritto. Ve le ripeto per confermarvi dunque che saró in Italia per un breve periodo e che quindi in questi giorni e per le prossime settimane sarò poco presente…….)….Ieri notte (purtroppo in Clinica non ho piú l’accesso: prima lo potevo consultare nei tempi morti fra un paziente e l’altro…) l’avevo aperto il Blog,dopo 2-3 giorni di assenza, ed ero andato a controllare Genitori & Figli e quasi non ho riconosciuto la mia creatura: non ho capito un accidente della querelle di Mad Max,non dissimile da altre in altre aree del blog in questo momento e francamente un po’ bolse e in compenso molto piú confusa e contorta, e ho fatto fatica a districarmi….Di che cosa parlava? Davvero non ci ho capito un accidente….di getto avevo scritto un post e poi non l’ho mandato, mi sembrava troppo banale e volevo piú tempo…E’ una fase di stanca, ci stiamo ripetendo un po’ troppo e la Vecchia Guardia sta cedendo un po’ il passo ai nuovi e confesso di essere meno in sintonia: le mie polemiche con Carlo Polidori,per esempio, mi sembravano molto piú costruttive e soprattutto con maggiore rispetto della sintassi! Ma se lo scrivessi suonerebbe come un’offesa a marco.napo….Scherzi a parte, scriveró qualcosa ASAP :il fatto é che Genitori & Figli ha bisogno del suo Riassuntone Gigante ma non ho proprio tempo al momento fra pacchi e pacchettini,shipping,passaggi di consegne,clinica da mandare avanti, cene e addii e anche un figlio ribelle da allenare…. Ma non ho abbandonato e torneró piú bello e piú forte di pria: ho anche pronto da oltre un mese un articolo su Marcelino Rios ma mi é scappato di 11 pagine e mi sembrano un po’ troppe….

    PS
    Come scrivevo sempre ad alcuni amici,siamo comunque anche molto eccitati all’idea di riprendere l’Agip Boat per Tarkwa, di arrivare a sera all’Ikoyi Club e giocare sul primo campo libero col primo che capita e poi bersi una Star mischiata a Sprite e soprattutto anche giocare a golf di nuovo sull’erba dopo 4 anni di pietraia, di andarsene una sera al Bottles o al Santa Fe o allo Sherlaton o al Giapponese o a uno dei tanti Libanesi…Siamo davvero strani,noi bianchi di Lagos: per quanto brutta, pericolosa, caotica e tutto sommata infingarda sia, ogni volta che ci torniamo ci sembra sempre di tornare davvero a casa…

  488. pibla scrive:

    Fantastico Stefano!!!
    Un abbraccione ed un grosso in bocca al lupo, ti aspettiamo fiduciosi, la tue capacità analitiche e la tua proverbiale ironia ed originalità sono indispensabili qua dentro e mi mancano!
    Voglio solo dire una cosa, io considero Max una grandissima risorsa di questo blog e a me piace perché le cose le sta provando direttamente sulla sua pelle e dice le cose esattamente come le pensa e la maggior parte delle volte ha pure ragione.
    Ogni tanto di sicuro eccede, ma ha già dimostrato capacità di auto disciplinarsi e là dove non ci è riuscito lo ha fatto qualcun altro e lui ne ha preso atto.
    L’ultima polemica con quelli della Federazione lo vedeva alla grande dalla parte della ragione ed ha fatto bene ad “urlare” il suo pensiero di fronte alle ipocrisie che ci propinano.
    Considero Max energia pura e, come tutti sapete, dall’energia pura possono scaturire grandi risultati, l’importante è saper incanalare questa energia nel modo giusto, ed io credo che in tanti ormai abbiano capito questa cosa, l’imortante è non eccedere.
    Del resto è questione di scelte, si può lasciar perdere Max e non leggere quello che scrive e passare le giornate disquisendo se Kramer avrebbe battuto Borg o viceversa oppure se gli avversari di Sampras fossero più forti di quelli di Federer o viceversa……….io mi becco Max!
    Un abbraccio a tutti

  489. Avec Double Cordage scrive:

    almeno pagare la benzina al prezzo del vino serve a qualcosa! visto che serve a mantenre Stefano Grazia in Africa che scrive questi magnifici post ;) apparte gli scherzi siccome ieri mi sono preso un giorno intero, visto che il tempo faceva schifo, e mi sono addentrato in questo thread sono partito dall’inizio, cioè l’articolo di semeraro mi sembra nel qale si parlava tra l’altro di jan silva… madosca!… ma questo blog è una saga! dopo aver letto il primo intervento di Stefano Grazia mi stava per esplodere la testa e sono dovuto uscire a farmi un giro in spiaggia…

    neanche sapevo che avesse un figlio che gioca a tennis, poi ho letto l’intervento del padre di quinzi, veramente molto interessante anche perchè quinzi l’ho visto giocare assieme ad altri under 12 per 3 o 4 giorni alla tennis europe nations challange ad alghero, ero capitato li per caso ed è proprio li che ho iniziato nuovamente a seguire il tennis che avevo trascurato per quasi un decennio

    ad ogni modo vermanete interessantissimo tutto quello che c’è scritto, specialmente gli interventi di fulvio, igor e Salvatore Buzzelli ma anche le storie di Gabrì, anto ed altri che non posso elencare tutti perchè mica sono hal 9000 ad ogni modo vermamente complimenti, two thumbs up!

    certo nel caso dovessi averne bisogno sarebbe troppo tardi, ma come come consigli di base potrebbero valere anche tra dieci anni, ho gia salvato tutto su disco e penso che difficilmente mi dimenticherò della giornata di ieri passata a leggere buona parte del thread fino a trascendere i confini tra realtà e blog in un blob, tant’è che ho dovuto aspettare mezza giornata per riaquisire il senso della ragione :)

    Ho visto che Stefano Grazia gira mezzo mondo se non tutto il mondo per questa faccenda, sei un vero guru, complimentie e grazia, come direbbero a merano ;) Ho visto che sei stato persino a Marlengo, sinceramente non avevo idea che li ci fosse un accademia del tennis. Nel tuo mitico post mastodontico imbottito di saggezze di ogni genere c’è scritta mezza enciclopedia della vita!

    continuerò a seguirvi anche se difficilmente farò più commenti perchè non essendo ne padre ne addetto ai lavori anzi autodidatta totale, il mio contributo non potrebbe certo essere particolarmente utile, l’unica cosa che mi sento di dire è che quello a cui io personalmente mirerei se fossi un padre con un figlio tennista sarebbe prima di tutto la salute quindi niente pesi prima della pubertà ma nuoto e altri sport simmetrici e molto stretching etc. e poi mirerei a fargli imparare il gioco completo di volley e variazioni e non uno stile nadal, in questo senso i risultati di tornei fino 14 anni li trascurerei completamente, e se il bimbo non dovesse avere abbastanza talento e tocco per giocare a tutto campo gli proporrei un altro sport.

    Gia che ci sono ne approfitto per porre anche una domanda. Non so se è una variante praticabile o se viene gia attuata, ma certe volte penso che sarebbe maglio far giocare i piccoli, che sò fino ad un altezza di 1,50 ca su campi esattamente proporzionati alla loro statura, comprese altezza della rete e peso e dimensioni della racchetta e palla, in modo da insegnarli il gioco in una specie di forma niniaturizzata e con minori sollecitazioni a giunture e muscoli.

    Per spiegarmi faccio un esmpio un pò esagerato: invece di farli giocare come una specie di nadal con palle che pesano più del doppio su un campo lungo 30 metri e largo 20 con una rete alta quasi due metri, li farei giocare (sempre in chiave di esempio esagerato) con racchette tipo badmington e palle tipo squash o di gomma piuma su un campo le cui dimensioni calcolerei in base all’altezza ed età del bimbo, praticamente cosi potrebbero provare a giocare come una specie di “federer” gia a 6 o 7 anni, certo non gli servirebbe a nulla per vincere nei tornei under ma almeno quello che imparano è tennis anche se in miniatura, ma con movimenti e colpi come quelli veri.

    Scusate l’eventuale (anzi porbabile) ignioranza della proposta ma come detto non ho mai fatto un corso di tennis e non ho la minima idea di come si insegna in modo appropriato, era solo una mia idea che volevo sottoporre a valutazione, massacratemi pure :)

    ad ogni modo buona fortuna ai figli e ai genitori, e speriamo che quinzi e miccini combinino qualcosa di buono negli slam quando sarà il loro momento, intanto grazie a fulvio e fabio di dare a me ed agli altri guardoni di tennis la possibilità di sperare, in bocca all’lupo e dateci dentro!

  490. Stefano Grazia scrive:

    Pibla: “io mi becco Max!”
    Io dovrei perfino andarci a mangiare il pesce sul lago,se ce la faccio, così approffitto per vedermi anche la Vavassori!

  491. chloe de lissier scrive:

    ragazzi, sono allibita. a double cordage mi ero un poco abituata. ma non avevo ancora letto stefano grazia. ma dove la prendete tutta questa energia? perchè non provate a scrivere, che so, una guerra e pace di quest’epoca? a proposito, stefano. anche se smetti di invocarlo uno come yancey manca proprio. che bravo.

  492. pibla scrive:

    Sì Stefano, e bevetevi pure un goccetto alla salute mia!!….che poi, al momento opportuno, sarò io a bermi un goccetto alla salute vostra….spero che il mio messaggio di augurio e di speranza sia arrivato e non sia stato troppo criptico…..toccare ferro please!!!

  493. max scrive:

    attenti a prendermi, da quando mi sono trasferito sul lago sono arrivato quasi a 100 kg!!!!! ovviamente sono felice per i vs apprezzamenti e vi dico un’altra cosa importante: la Vavassori nn è un’accademia molto vicina alla fit ma vista la sua importanza è sempre in contatto e ne conosce tutte le varie mosse partendo dal comitato regionale in poi. ad esempio ora il direttore dell’accademia (che è anche il coach del settore femminilie) va a tirrenia con la vincitrice under 16 dei campionati italiani, quindi poi vi riporterò i commenti anche se posso già anticiparvi che questa settimana viene vista come una perdta di tempo…..con questo voglio dire che noi genitori che viviamo l’esperienza diretta (soprattutto io e chi come me già da questa età fa frequentare alla propria figlia un’accademia e che quindi pensa ascolta e ragiona da “pro”) può veramente dare un grande aiuto a tutti quelli che vogliono “provarci” preparandoli su cosa dovranno dire rispondere e fare quando si troveranno davanti i soliti soloni. a stefar dico che parlo appunto per far conoscere ad altri le cose, visto che fortunatamente per ora il problema l’ho risolto sia a livello tennistico (con l’accademia) che con la preprazione fisica (g.c.) + io che coordino e faccio confluire tutto nella strada che persegue lo stesso obiettivo eventualmente inserendo anche delle iniziative extra (sempre discusse e decise ovviamente con le altri parte del gruppo) come la videoanalisi, in parole povere ho creato una sorta di “squadra tecnica”. Addirittura un giorno (ma questo + avanti) mi piacerebbe portare davanti alla mia “commissione tecnica” (che sicuramente la boccerà ma domandare nn costa nulla) un’idea un po’ bislacca ma chissà che magari tra qualche anno nn lo sia poi così tanto e cioè: prendendo spunto dal football americano tenute ferme le basi certe mi piacerebbe prendere in considerazione l’avere + coach , uno per l’attacco, uno per la difesa, uno per il servizio ed uno per le voleè…. bah magari sono pazzo cmq vorrò vedere la loro faccia!!! e poi vi raccontero il tutt. ciao ed a presto

  494. max scrive:

    pibla ai ns incontri nn escludiamo nessuno del blog, quindi possiamo anche berlo tutti insieme il goccetto…!!!! ciao

  495. fulvio scrive:

    e si vede che è….rientrato il nostro guru africano .per leggerlo stamattina mi sono giocato la pausa panino,e io che lo avevo invocato al ritorno…..un oceano di parole bellissime,lui si che sta vivendo una vita che molti di noi sognano….

  496. Mauro scrive:

    In certe logiche sociali. quando si vuol fare zittire qualcuno, si cerca di eliminarlo in vari modi (mediatico e persino fisico), oppure si cerca di adulalrlo. Mi sembra questo stia avenendo anche nei confronti di Max, si loda la persona ma si trascurano alla grande le sue “battaglie” ad esempio prloblemi della Fit o i costi assurdi del tennis giovanile. Non credo che sia una cosa voluta da Pibla e Stefano, è sicuramente inconscia ma reale. Max non fatti fregare!!!
    X Stefano, i tuoi racconti sono molto belli ma anche molto fuori tema come tu avevi già detto a qualcuno precedentemente. Non ci hai detto nulla per esempio dei progressi di Nicholas dei suoi attuali allenamenti etc. Ciao a tutti

  497. max scrive:

    mauro per quanto riguarda pibla nn mi sembra proprio, stefano effettivamente nn è sempre stato cristallino ma se si litiga anche su di un blog.. poi prima era l’unico a portare esperienze dirette, è stato il creatore di questa sezione del blog quindi ha fatto molte conoscenze/amicizie e quando nn sei d’accordo con queste persone è un po’ come andare contro di lui. poi diciamo la verità persone che dicono sempre quello che pensano nn se ne trovano molte!! io sono sempre stato una persona amata o odiata fantastica o insopportabile senza vie di mezzo perchè nn mi trattengo mai dal dire quel che penso e questo xchè un giorno ho deciso che mi sarei messo in una posizione per cui nn ero obbligato a farlo (trattenermi) ne per quieto vivere ne per interesse o peggio ancora per paura di perdere lavoro/vantaggi etc. quindi nn stare molto a guardare…oltretutto andare contro la fit un domani potrebbe danneggiarti se pensi di averne bisogno (ma io nn lo penso proprio e loro hanno la faccia come… se tuo figlio è bravo si dimenticano di tutto!!). per il resto invece e cioè ritornando al tema di ns interesse e cioè ai vari allenamenti miglioramenti etc è difficile portare novità dato che nei vari circoli ma anche nelle accademie le cose nn variano molto. ed allora comincio io a darti qualche chicca: tempo fa avevo scritto del programma dei tornei di mia figlia e cioè che c’era da scegliere tra prima tappa del nike a bolzano o il lemon bowl a roma passando da un torneo di macro area a borgaro (to). per il dopo borgaro la scelta sarebbe caduta su roma ed il lemon bowl ma dico sarebbe xchè potrebbe anche succedere che nn vada a giocare nessun torneo. perchè mi chiederai. dopo averla portata alla videoanalisi e averne studiato i difetti la mia squadra tecnica ha stilato un piano di lavoro specifico della durata di un paio di mesi (che affiancherà il programma solito e che si svolgerà nel week-end) che va dagli appoggi al conseguente perfezionamento massimale dei vari colpi (movimenti velocità di braccio punto d’impatto etc)
    con annessa confusione per lei e difficoltà a spingere dovendo fare cose in maniera diversa dal solito. ma evidentemente ora la parte tecnica è prioritaria su tutto e se quindi per il periodo dei tornei nn sarà ancora pronta ce ne staremo a casa ad allenarci. questo anche perchè se nn assimilati del tutto i nuovi concetti, in partita sarebbe portata ancora ad eseguire i colpi come si sente + sicura e quindi come faceva prima. cmq staremo a vedere. detto questo però porrei l’accento sul nuovo programma di lavoro e cioè sugli esercizi nello specifico poichè mi sono piaciuti moltissimo ed anzi mi piacerebbe sapere se anche altri hanno adottato questo tipo di esercizi. premetto che siamo solo al secondo week end e quindi i prox lunedì riporterò i nuovi esercizi:

    il primo week end abbiamo cominciato dopo il riscaldamento facendo dei test: disegnati dei rettangoli negli angoli ext del campo si tiravano 10 diritti lungolinea e 10 diritti incrociati, poi stessa cosa con il rovescio andando a scrivere quante palle per ogni tipo di colpo entravano nel rettangolo. stessa cosa con le volèè ed alla fine stessa cosa per il servizio con l’aggiunta dei rettangoli anche negli angoli interni (per l’ace centrale). tutto questo veniva fatto 15 min. con le scarpe 15 min scalza ed il palleggio è stato fatto x metà con i tappi nelle orecchie e metà normalmente. alla fine dei test sono stati fatti un paio di cesti in questa maniera: 1/2 cesto di diritto con bendato l’occhio sx e 1/2 cesto di rovescio sempre con l’occhio sx bendato. stessa cosa è stata fatta con bendato l’occhio dx. per finire 5 minuti di servizi completamente bendata.

    il secondo week end è stato improntato sugli appoggi e dopo il solito riscaldamento un po’ a piedi nudi ed un po’ con i tappi nelle orecchie si è cominciato prima con degli esercizi specifici per il movimento dei colpi mettendole dei vincoli come una bacchetta sotto il braccio sx da superare alla fine del dritto obbligandola così a finire il colpo in alto, mettendo dei coni ai lati del campo da guardare mentre stava effetuando il colpo, mettendole una monetina sulla racchetta che nn poteva cadere quando il braccio andava indieto, mettendole una racchetta sui piedi che quindi nn poteva muovere oppure nn facendole staccare la punta del piede che stava dietro da terra così da nn poter portare anche e spalle troppo avanti e abituandola a mandare avanti solo il braccio etc etc .poi abbiamo cominciato con il lavoro sugli appoggi ed abbiamo cominciato con il giocare di diritto dovendo nel momento del colpo alzare la gamba sx, questo prima con dei colpi liberi poi in palleggio poi giocando incrociato ed in fine lungolinea. stessa cosa si è fatta con il rovescio e poi si è ripetuto il tutto alzando la gamba dx. alla fine di questi esercizi abbiamo cominciato a palleggiare prima bendando un occhio poi l’altro poi servizi totalmente bendata. per finire abbiamo giocato un po normalmente e devo dire che dopo le difficoltà che aveva dovuto sostenere potendo giocare in maniera normale sembrava molto + sciolta e facile del solito.

    sperando di aver dato un valido e apprezzato contributo mi domandavo se anche i vari soloni in giro propongono allenamenti di questo genere!! ciao

  498. Stefano Grazia scrive:

    fammi capire,max: se ti do ragione sono cristallino, se non son ti do ragione non lo sono ? O solo chi mantiene l’anonimato può permettersi LA VERITA’ senza paura di offendere ? Poi non capisco perchè se tu dici bene di Vavassori e Catizzone tutto bene, se qualcun altro parla bene di qualcun altro NO, Vavassori e Catizzone sono meglio…Magari può anche essere come tu dici, non ho pregiudiziali, ma diffiderei da chi crede di avere il verbo (bello l’eroe con gli occhi azzurri dritto sopra la nave ha più ferite che battaglie e lui ce l’ha la chiave ha crocefissi falci in pugno e blah blah blah fratelli…) e a volte il dubbio di non avere sempre ragione mi sfiora per cui micapita di cambiare anche idea o di cercare di vedere le cose da differenti punti di vista….Non ho tempo nè voglia di articolare una difesa ma ringrazio ADC per aver letto tutto il blog e per i complimenti. E ovviamente anche Fulvio per aver saltato il panino. Ci risentiremo fra un po: stanno arrivando quelli dello shipping per caricare 75 colli, inclusi ball machine,libri di tennis,palline, borse,coni,targets,etc etc etc

  499. Mauro scrive:

    Bella canzone stranamore Stefano anche perchè le stroffe concludono sempre con “forse non lo sai ma pur questo è amore”…E forse bisognerebbe concludere ogni nostro intervento con questa frase. Per Max: grazie di cuore per il contributo, anche mia figlia ha fatto e fa qualcuno degli esercizi che hai decritto anche se non conoscevo quello dei tappi e dello essere scalza, mi pui spiegare a quale risultato mirano? Grazie. Inolre non ho capito il sollevare la gamba sx nel dritto o forse tua figlia è mancina? Grazie ancora per la gradita risposta. Per i tornei anch’io sono indeciso ma forse faremo Bari e Bolzano.

  500. pibla scrive:

    Le argomentazioni di Mauro in linea generale non sono assolutamente banali ma secondo me nel caso specifico non si attagliano né a Stefano né a me, come credo pensi lo stesso Mauro. A Stefano, che ovviamente è in grado di spiegarsi da solo ma in questo momento ha poco tempo, non si attagliano, in primo luogo perché lui come Max sta provando certe cose direttamente sulla sua pelle ed anche lui, attraverso il confronto con gli altri, cerca di capire più cose possibile nel minor tempo possibile e sopratutto cercando di fare meno errori possibile nella crescita “tennistica” di Nicholas, in secondo luogo ha sempre difeso Max capendo per primo quanta e quale energia si sprigionava dai suoi interventi, l’unica volta che lo ha “bacchettato” (disputa con il Prof. Buzzelli) lo ha fatto solo perché i toni in effetti si stavano alzando troppo e, al di là di chi poi abbia effettivamente ragione, quando i toni si alzano troppo poi si finisce per non capire più nulla tutti e l’interscambio diventa meno proficuo e su questa cosa credo che anche Max, a bocce ferme, la pensi allo stesso modo.
    In quanto a me, io nutro nei rispetti di Max, di Stefano, di Fulvio, di Atti, di Heraimo e comunque di tutti quelli che stanno cercando di fare una cosa così difficile come far diventare proprio figlio anche un tennista (dico anche perché poi ognuno vuole che il proprio figlio/a non diventi solo un tennista ma anche una persona degna) un tale rispetto per cui qui nella sezione genitori e figli non mi sono mai sognato di fare un appunto a qualcuno, per il semplice fatto che non mi sento in grado di farlo.
    Là dove invece sono intervenuto in prima persona e mi sono sentito legittimato a farlo e dove mi sono trovato “fianco a fianco” con Max è proprio nella polemica contro la Fit, a dimostrazione che se c’è una cosa che non faccio è proprio quella di “trascurare le sue battaglie contro la Fit”, se tu Mauro ti prendi la briga di andare nel blog della Fit vedrai che là dove è nata la polemica di Max verso Baccini ci sono vari miei interventi, tra cui anche il primo in assoluto, dove dicevo praticamente le stesse cose che diceva Max e forse anche qualcosa di più, tanto che ad alcune cose hanno avuto voglia di rispondermi e ad altre no.
    L’unica differenza rispetto a Max è che io “urlo” meno ma non per questo mi indigno meno di lui in certe circostanze. Certo, una cosa è stare davanti alla TV o davanti ad un computer ed ascoltare o leggere alcune cavolate come faccio io, una cosa è scontrarsi ogni giorno con certe difficoltà e vedere uscire dal portafoglio tutti i soldi che servono per far giocare a tennis sul serio un figlio/a come fa Max e poi sentir dire da qualcuno della Federazione che ormai far giocare un figlio a tennis non è più così costoso, è chiaro che ti sale il sangue alla testa e vorresti solo “urlare” tutta la tua rabbia e magari spaccare anche il televisore.
    Comunque mi farebbe piacere Mauro che tu ti andassi a leggere quegli scambi di opinione con Baccini, sono interessanti (il titolo è qualcosa del genere “eh sì il tennis italiano è proprio in crisi (2)”.
    Scusate se mi sono dilungato.
    p.s. Detto da un profano, super interessanti gli esercizi proposti da Max, se mi posso permettere, ed è la prima volta che lo faccio, mi raccomando di non dimenticarti ogni tanto di farla anche divertire Max, tienici aggiornati, ciao!!!

  501. Il_Gelataio scrive:

    @max e stefano grazia ot

    visto che non disto tanto dal lago mi piacerebbe passare qualche ora in vostra compagnia (così se volete pikkiarvi vi divido io che sono quasi 140 kg) :) casomai vi facesse piacere scrivetemi a gelateriasiberia@fastwebnet.it

  502. Mauro scrive:

    Grazie Pibla per la garbata e chiara risposta. Seguirò il tuo consiglio nel leggere gli scambi con Baccini. Saluti

  503. fulvio scrive:

    far giocare il proprio figlio costa : tra
    -coach
    -prepratore fisico -fino ai 100 va bene assieme agli altri,poi deve essere a tua disposizione sempre
    -voli
    -pranzi
    -pernottamenti
    -visite mediche
    -accordature
    -telefono
    -varie

    circa 70-100.000 euro all’anno
    mi chiedo some si può dire che il tennis non costa niente.
    ve lo dice un padre che ha sempre ”investito” sul proprio figlio e che solo da 2 anni si permette di stare a …guardare,ma prima se dovessi metterci anche le ore i giorni o le settimane perse di lavoro da me sono sicuro che il totale sarebbe aumentato vertiginosamente.e per fortuna che Fabio aveva da alcuni anni sponsor come la Fila -Babolat-Kia che lo aiutavano economicamente,quindi fate voi se il tennis è per….tutti!!!

  504. fulvio scrive:

    ps: ve lo dice uno che quest’anno nonostante il figlio sia entrato nei top 100 ,la mano nel portafogli ce la messa più di una volta…….fate voi!!!

  505. fulvio scrive:

    ubaldo cancella il mio ultimo post sopra erroneamente ho scritto che sono 2 anni che nn tiro fuori soldi,ma sono…balle :D

  506. pibla scrive:

    Ciao Mauro, se non li trovi sono nella categoria Commenti, all’interno del blog della Fit.
    I miei sono il numero 1-27-31 e 53, quello di Max è il numero 50, ti segnalo anche quello di Roberto il 36.
    Ubaldo non ti adirare, quella è l’unica volta che ho scritto su quel blog, essendo un fedelissimo di questo, è solo che non se ne poteva fare a meno e tu avresti fatto lo stesso…

  507. marcos scrive:

    sono estremamente grato a stefano, anche per aver fatto saltare il panino a fulvio, un uomo di straordinarie capacità!

  508. max scrive:

    stefano devo dirti la verità, nella mia vita ci sono delle priorità nel rapporto con le persone : 1° dire sempre quello che penso davanti, 2° rispettare il volere delle persone su quello che mi raccontano (privacy) e questo ne tu con Catizone e la Vavassori ne il blogger ubaldo scanagatta con me è una cosa a cui vi siete attenuti. premesso che nn era nn doveva essere e nn è stato un problema per nessuno però io nn scrivo nome e cognome nn siete certo voi che lo dovete fare…e fatto da chi da lezioni di stile…. quindi è questo il motivo del “nn cristallino” nn certo per la diatriba con buzzelli (cmq ti basterebbe guardare il dvd di sartori per notare, nonostante usi dei mini palloni da football americano che immagino usi come buzzelli, la maxi attenzione che usano seppi e vagnozzi a nn spingere troppo con le spalle a significare il grosso rischio che si corre. e visto che una volta fatti dei buoni bicipiti la palla a 200 km/h ci va ugualmente a quel punto è molto + intelligente evitare stupidi rischi concentrandosi sul perfezionamento del colpo sull’equilibrio etc che aggiunti appunto ai bicipiti fanno andare la palla nell’angolo alla max velocità) cmq come ho detto per me nn ci sono problemi ben conoscendo il genere umano ed italiano in particolar modo queste sono sciocchezze a cui nn do molta importanza soprattutto nn arrivando da Amici veri ma da persone conosciute su web.

    pibla il bello della situazione che questo per lei è un divertimento e questo certamente mi agevola

    gelataio sei il benvenuto, quando stefano mi dice che sta arrivando (se ancora lo farà) ti faremo un fischio!!!

    mauro il togliere le scarpe serve a “sentire” di + il proprio corpo e cmq x imparare a giocare mentre l’attenzione nn è rivolta solo verso la palla quindi con un’ulteriore difficoltà. il tapparsi le orecchie serve oltre ad un discorso di equilibrio a stimolare il seguire la palla visto che nn la si sentirà partire.
    per quanto riguarda la gamba sx alzata sul diritto, no nn è mancina ma l’obiettivo è quello di imparare a giocare in difficoltà visto che in partita può capitare di arrivare sulla palla in ritardo o in equilibrio precario (e questo può capitare su entrambe le gambe) oltre che quando ci si abitua a giocare in situazione difficile quando poi giochi con tutte e due le gambe ben appoggiate a terra sembrerà una passeggiata

    tempo fa lessi che scriveva sul blog qualcuno da albinea, settimana prox la vavassori fa un’amichevoke con l’albinea appunto e noi penso che ci saremo, quindi chi c’è batta un colpo. ciao

  509. fulvio scrive:

    lascia tutto come prima al limite lasciali tutti ci faremo 4 risate! !

  510. pibla scrive:

    Max non mi vorrai mica davvero dare del lei, vero???? ti è solo scappato, vero??????….sennò poi a me toccherà darti del Voi!!
    Comunque più che un divertimento questa per me è una passione e sappi che vi seguo con tutta la passione, appunto, e la partecipazione di questo mondo.
    Quello che ha detto Fulvio è esattamente quello che io, Max ed altri abbiamo provato a scrivere a Baccini e a Lombardi, certo, detto da lui che ci è passato vale doppio!!

  511. max scrive:

    lei era mia figlia!!!! ciao

  512. pibla scrive:

    Ma certo che era tua figlia, era ovvio!!!! che idiota che sono, ma purtroppo mi è venuto in mente quando ero già in macchina e non ho potuto rettificare!!!
    Comunque ok, è fondamentale, almeno fino a che è possibile e fino a che sono piccoli, che non perdano la dimensione del divertimento, quindi super ok!!
    Ciao a presto e ricorda che per noi le notizie non sono mai abbastanza!!

  513. Ubaldo Scanagatta scrive:

    Gianluigi Quinzi ha perso dopo 3 ore e passa la semifinale under 12 dell’Eddie Herr a Miami, da un tennista della Florida Roy Lederman che giocherà così la finale under 12 contro un tennista di chiare origine italiane, ma californiano, Joe Di Giulio.
    Il punteggio a favore di Lederman dice però che il ragazzino di Porto San Giorgio, che aveva dominato il primo set, prima di perdere 1-6,7-5,6-4, ha grandi qualità. io ricordo di averlo visto giocare al Parioli (è seguito anche da Vittorio Magnelli) e …se son rose fioriranno. Certo la famiglia lo segue alla grande e senza badare a spese. L’avevo visto anche a Umago quando era venuto con la mamma per farsi seguire un paio di giorni da Riccardo Piatti e Salvador Sosa…Il primo game della semifinale è durato più di 20 minuti…insomma la grinta non manca.
    A 12 anni è presto coltivare grandi illusioni, ma di Quinizi e Miccini (che di anni ne avrà presto 16) si parla da tempo e speriamo non si rivelino bolle di sapone.
    Leggo di Max…(che quando può me ne dice quattro, pazienza) e dell’intenzione di diputare la Lemon Bowl. Amici genitori che ci si sono trovati coinvolti non hanno avuto esperienze esaltanti, il torneo per via delle ordinarie pioggie invernali, non finiva mai…magari nel frattempo l’organizzazione è migliorata.
    Mi fa grande tenerezza, poi.leggere tutte queste apprensioni-angoscie di padri: ci sono passato attraverso. Mio figlio Giancarlo, 17 anni compiuti a luglio e D1 (quindi niente di che, ma una classifica costruita con appena 4 tornei disputati l’anno scorso quando preferii mandarlo negli States ad affinare tecnica ed inglese), fino a pochi mesi fa non saltava un allenament al Matchball nè una seduta in palestra nemmeno quando _ frequentando con ottimi profitto il liceo pubblico e classico _ doveva studiare fino a mezzanotte. Sua madre gli diceva, ma dai oggi non andare in palestra, nulla da fare. Ci andava. ebbene: una caduta dal motorino e un braccio rotto, un’operazione per una ciste al fondoschiena, il coach brasiliano arrestato per traffico di…transessuali, …Giancarlo non ha più preso la racchetta in mano da agosto e gioca solo a calcio con gli amici. Un osservatore della Settignanese, squadra fra le più attrezzate in Toscana a livello giovanile (è quella di Valcareggi, Albertosi, Hamrin etc) l’ha visto e domani la formazione junior lo schiera titolare contro il Fiorenzuola. Io lo lascio ovviamente libero di scegliere quel che preferisce, anche se anni e anni di accompagnamenti, scuole, spese, in Italia e all’estero, sono andati a farsi benedire. Lasciandomi addosso anche un po’ di dispiacere (che però non ho fatto trapelare).
    Tutto ciò per dire…a tutti quanti, qui, calma e gesso…I genitori sognano, sognano e non puoi mai prevedere quel che accadrà. Può anche essere che fra qulche mese Giancarlo lasci il calcio e riprenda a giocare a tennis…chi lo sa? Ma certo i sogni che faccio oggi sono diversi da quelli ch facevo un paio d’anni fa….e allora forza Fabio (Fognini), forza Gianluigi (Quinzi), forza Bobo (Virgili…anche se non so che diavolo stia facendo), forza Giacomo (Miccini), forza Italia (e non è uno slogan politico).

  514. max scrive:

    caro ubaldo io nn te ne ho dette quattro ne ho detta una sola e se nn sono diventato matto mi sembra di aver detto il vero (o mi sbaglio?) ma da come ho capito sei toscano ed io vi conosco molto bene, mio padre è di livorno ed infatti nn ci parlo da dieci anni…. siete tutti molto simpatici in partenza o se nn bisogna averci a che fare seriamente poi però….. e dato che io tutte le mattine mi sveglio e mangio 7/8 kg di fil di ferro (x nn dire altro) passi lunghi e ben distesi please(e ti prego nn arrabiarti ora!! almeno sappiamo con chi abbiamo a che fare e ci comporteremo di conseguenza). per quanto riguarda il lemon bowl avevo detto le stesse cose qualche post fa ma la scelta è stata fatta appunto (un po’ come al master ouatt) per abituarla alle difficoltà che poi si troverà a dover affrontare quotidianamente nel proseguio della carriera. ed il fatto di mollare alle prime difficoltà è tipico della maggior parte della gioventù nostrana che è poi il risultato (nella maggior parte dei casi) dell’educazione data dai genitori nostrani…bye bye

  515. Nikolik scrive:

    Con la consueta acutezza, Ubaldo ha scritto un grande messaggio, che apprezzo tantissimo.
    Apprezzo soprattutto la parte in cui ha scritto che, in pratica, suo figlio sta cominciando a preferire il calcio al tennis.
    Si torna, quindi, a ciò che avevo detto io: noi siamo innamorati del tennis, siamo appassionati, ma scontiamo dei limiti congeniti del nostro sport, che è senz’altro, se siamo obiettivi, meno divertente e coinvolgente, per i giovani, per i ragazzini, di tanti altri sport. Certo, io preferisco il tennis 100 volte, ma bisogna rendersi conto della realtà e la realtà non va di pari passo con i miei gusti.
    C’è poco da fare: i nostri (anzi, vostri, perché io non ne ho) figli, a meno che non siano costretti, preferiscono, in linea di massima, altri sport.
    Urgono drastiche modifiche regolamentari, c’è poco da fare, al fine di svecchiare questo sport, il racconto di Ubaldo riguardo a suo figlio che, alla fine, preferisce liberamente il calcio, oltretutto con successo personale, è illuminante.
    Inutile criticare la federazione, quando per giocare a pallone ci vogliono 10 euro e per giocare a tennis 1000. Inutile criticare la federazione, quando a calcio si gioca in 11, con 10 amici, mentre a tennis si gioca da soli, con 0 amici.
    Se non ci si rende conto della specificità e della particolarità del nostro sport, non si va da nessuna parte.
    Semplice: il nostro sport deve diventare meno specifico, meno particolare, meno costoso, più semplice, più attrattivo. Per fare questo, basta cambiare minimamente le regole, assurdamente immutate dal 1921 circa.
    Ho detto minimanente, non preoccupatevi, non propongo che a tennis si giochi in 11, basterebbe veramente pochissimo, senza snaturare nulla.
    In caso contrario, a parte inveire inutilmente contro la federazione ed essere vittime della Sindrome del Complotto (la federazione ce l’ha con me, la federazione non fa nulla per me, la federazione mi fa perdere apposta, la federazione aiuta altri e non me, ecc. ecc.), cosa che, in effetti, può essere divertente (tanto chi è la federazione? Il Presidente, ogni volta, prende migliaia di voti dai circoli, cioè da noi…), niente altro si può fare!

  516. max scrive:

    rileggendo x nikolik: scusa ma perchè in spagna argentina etc a tennis si gioca in 11???????? o ci sono forse regole diverse che da noi??? no xchè nn vorrei essermi perso qualcosa….guarda forse l’unica attenuante che posso dare alla federazione è quella che in italia nn ci sono molti giovani che meritano gli aiuti considerando nell’insieme il merito e cioè chi ha talento magari nn si danna l’anima + di tanto chi viceversa si fa il mazzo è limitato… vorrò vedere il giorno che capita un giocatore che ha entrambe le qualità…. e cmq questo succede dopo che per un certo periodo appena un giocatore faceva qualche risultato e classifica (fa nulla se magari i punti li prendeva da un giocatore dello stesso circolo meno immanicato, eh eh i pc nn c’erano ancora!!!) i contributi arrivavano ed ovviamente a forza di buttarli nel wc i soldi son finiti (e ripeto di questo l’attuale direttivo nn ha nessuna colpa) questo però ancor di + deve far si che i pochi denari rimasti devono essere spesi bene focalizzando attentamente le priorità…

  517. max scrive:

    e rileggendi del figlio di ubaldo… io nn so come giochi ma credo che un ragazzo a 17 anni abbia molte possibilità per divertirsi ed essendo un 4.1 capisce da solo che grandissime chances e obiettivi sono duri da coltivare a meno di avere un gran talento e tanta voglia di soffrire (senza nessuna certezza poi!!). diverso è se 4.1 lo sei a 12/13 anni, come lo sono i migliori under 12 o primo anno under 14. in questo caso divertimenti e grilli x la testa sono minori oltre che il ragazzo ci crede e quindi anche i sacrifici ha + voglia di farli…ma per arrivare a questo il genitore deve spingere sull’accelleratore prima…cmq questa è solo la mia personalissima opinione ovviamente…ciao

  518. Mauro istr.CONI scrive:

    …l’eccessiva precocità anche riferita alle classifiche non ha senso o almeno non dovrebbe averne.Sopratutto per i maschi che sono 4.1 a 14 anni solo perchè battono coetanei più scarsi.
    Poi c’è l’eccezione…
    Le femmine d’altro canto possono avere più possibilità di fare classifica se abbastanza brave da piccole ,perchè il livello delle grandi (di età) anche in terza categoria non è granchè.
    Poi c’è l’eccezione…’
    Un programma più a lunga scadenza andrebbe invece sostenuto con quei soggetti particolarmente abili a sostenere lavori in progressione e che denotano miglioramenti repentini in breve tempo.
    Il tutto stando bene attenti ai carichi perchè i soggetti vanno valutati singolarmente nella loro evoluzione psico-fisica.(c’è chi arriva prima e chi dopo…).
    La cosa più importante di tutte però è dare la possibilità a questi ragazzi meritevoli di fare esperienze fuori dall’italia e fargli respirare aria di tournament internazionale, perchè quello è il vero eventuale professionismo nel ns. amato sport.
    Mi rendo conto che a questo punto le spese aumentano notevolmente e allora diventa difficilissimo sia per le associazioni nonchè per i genitori…
    Quindi come fare???
    Cmq secondo me il concetto di estrema precocità andrebbe comunque contrastato perchè è… innaturale.
    Forse ho scritto cose già viste in questo blog ma Vi seguo quando posso e il poema genitori e figli è ormai di dimensioni ragguardevoli!
    ciao.(a tutti)

  519. kill bill scrive:

    max :
    ”ho capito sei toscano ed io vi conosco molto bene, mio padre è di livorno ed infatti nn ci parlo da dieci anni…. siete tutti molto simpatici in partenza o se nn bisogna averci a che fare seriamente poi però….. e dato che io tutte le mattine mi sveglio e mangio 7/8 kg di fil di ferro………..”

    non è che ti rimane di traverso ?

  520. stefar scrive:

    x Mauro istr coni:

    Le femmine possono fare classifica + dei maschi anche perche’ le riduzioni per gli under sono diverse tra maschi e femmine.

    x Max:

    non hai proprio mezzi termini….ti faccio un copia-incolla di quello che hai

    scritto: ”ma da come ho capito sei toscano ed io vi conosco molto bene,

    mio padre è di livorno ed infatti nn ci parlo da dieci anni…. ”

    Pascal scrisse che le generalizzazioni sono generalmente inesatte…..

    condivido:penso che ci siano esseri umani di tutte le categorie in tutte le

    regioni d’ Italia.

    Ma per favore parliamo di tennis …..ieri c’e’ stato il Meeting tra coach e

    maestri, so che c’erano circa 100 maestri ,presenti Pistolesi Golarsa

    Coppo e Caperchi: qualcuno ha commenti o c’era ?

  521. max scrive:

    infatti hai ragione stefar c’è sempre l’eccezione che conferma la regola!!!! e spero x ubaldo (e ad istinto direi di si anche se via web è impossibile dirlo) che lui sia l’eccezione.. kill invece direi proprio di no…..

  522. roberto scrive:

    A proposito della giornata di aggiornamento tenuta a Tirrenia, il meeting fra coach e maestri, questo è quanto ne scrive sul suo blog Leo Caperchi, ex coach di Fognini e Naso, e ora alle dipendenze della FIT-Liguria:

    ” Sabato mattina presto sono partito per Tirrenia dove con Claudio Pistolesi,Laura Golarsa e Giampaolo Coppo abbiamo presentato una serie di argomenti invitati dalla associazione dei maestri della Toscana.Alla giornata nel Centro Tecnico Nazionale di Tirrenia hanno partecipato un centinaio di maestri da tutta italia ed ho avuto modo di confrontarmi con i maestri presenti ed i relatori.

    Sul circuito il confronto con i tecnici e giocatori è costante:devi solo stare sveglio fare un giro per i campi e notare le varie differenze nel lavoro di tutti.Poi con la maggior parte dei lupi solitari del circuito dopo un poco scatta comunque il confronto visto che sono tutti dei malati di tennis e prestazione da migliorare.

    Pistolesi che arrivava da una telecronaca dei singolari della finale di Coppa Davis tra USA e RUSSIA ha parlato dell’importanza dell’allenatore nella crescita del giocatore.Claudio oltre a farti divertire ha esperienza da vendere e ha trasmesso utili consigli ai maestri soprattutto sull’approccio della mentalità.

    Coppo ha parlato della consapevolezza e di come far arrivare sensazioni ai giocatori senza sprecare tante parole ma trasferendogliele con esercitazioni utili allo scopo.Toni bassi nel suo stile e concetti interessanti.Laura Golarsa è intervenuta sull’importanza della tecnica e soprattutto dell’impugnatura e quindi del piano ideale di impatto per la racchetta per arrivare a dei colpi efficaci al rimbalzo.Io ho proposto ai maestri un modello di costruzione tattica con la giocata base che conoscete bene e la prima variazione.Ho poi parlato di come aggiungerci delle situazioni di attacco,come inserire nel lavoro settimanale il lavoro tattico e in quale periodo della costruzione del giocatore insisto maggiormente sulla tattica.

    Tra un intervento e l’altro scambiavamo con Coppo o Claudio Pistolesi sensazioni e idee sugli interventi altrui.100% confronto!Mi mancava….

    Dopo una breve pausa per il pranzo la tavola rotonda: un botta e risposta tra i 4 allenatori e di maestri toccando vari temi.In seguito un intervento della Scuola Nazionale Maestri con il maestro Catalucci che ha parlato della tecnica dei passi.

    Per la seconda volta in pochi giorni sono rimasto sorpreso dai contenuti che la SNM stà facendo arrivare ai tecnici.Molto utile la presetazione di Catalucci e vedo con piacere che si può ora davvero cominciare a dire che arrivano corrette informazioni ai maestri partendo dai passi per arrivare alla biomeccanica che determina la tecnica.Dopo Elliot che ho seguito a genova ora questo mi conferma un cambio o sviluppo delle direzioni della SNM che approvo in pieno.La giornata di sabato valeva per i maestri come corso di aggiornamento annuale della SNM e sono orgoglioso di averne fatto parte,da relatore come da ascoltatore.”

    Anche questa a mio avviso pare essere una buona iniziativa, e sembra segnare una rottura con il triste pressapochismo e l’assolutovuoto culturale del passato. Tuttavia, come ricordava Fulvio Fognini, Leo Caperchi, ora dipendente Fit, non va considerato un osservatore del tutto “neutrale”.

  523. pibla scrive:

    Grazie Roberto!!! Molto, molto interessante

  524. kill bill scrive:

    nelle federazioni normali dopo un incontro così importante si fa un resoconto scritto con gli interventi tenuti dai relatori e dei botta e risposta.
    una sorta di atti ufficiali del convegno ( o come lo volete chiamare ) , in modo da informare anche gli addetti ai lavori assenti, (e perchè no i genitori), su quanto è stato dibattuto.
    Dato che non conosco le usanze della FIT qualcuno sa se sarà fatto ?
    Saranno divulgati gli intendimenti tecnici espressi ?
    In poche parole ai maestri dei circoli arriverà qualcosa ?

    Nikolik aiutaci tu !

  525. Avec Double Cordage scrive:

    vi segnalo un video di un domanda rispost di mc enroe cin degli ascoltatori radio della bbc di quest anno wimbledon 2007 dove parla anche di tennis giovanile

    http://www.youtube.com/watch?v=YW-8h1JjE1Y

    poi specialmente per Stefano Grazia, anche se non mi sorprenderebbe se l’avessa gai vista un intervista di Mc Enroe di un ora con Charlie Rose alla PBS anno circa 1997

    http://youtube.com/watch?v=YJf07Y1iMJU

    su video.google.com la si puo vedere a schero pieno

    http://video.google.com/videoplay?docid=-7077101289860147686&q=charlie+rose+mc+enroe&total=12&start=0&num=10&so=0&type=search&plindex=2

    è molto interessante, parla un po’ di tutto senza peli sulla lingua, ci sono anche altre interviste di charlie rose dello stesso periodo che consiglio di vedere con connors e sampras ad esempio, c’è anche un episodio con panchi segura che interviene alla fine

    questa invece è un intervista del 2002 sempre charlie rose con Mc Enroe, ma è solo alla fine che interviene

    http://youtube.com/watch?v=JsisC7-nXqE

  526. stefar scrive:

    sul Meeting di Tirrenia:

    e’ ovvio che coloro i quali fossero stati interessati bastava che partecipassero…..

    Ed e’ anche ovvio che a coloro i quali non c’erano non arrivi nulla ….sarebbe come chiedere che un dentista che nn ha fatto un corso di aggiornamento richieda i documenti del corso…senza pagare ne’ partecipare…..troppo comodo restare a casa .

    Ripeto che un maestro professionista che non si aggiorna mai ,oltre a

    dimostrare poca professionalita’ e passione , e’ come un

    commercialista che vi tenesse la contabilita’ con i criteri di venti anni fa…

    o un avvocato che vi difendesse con le leggi del passato….o peggio

    ancora un dentista che vi curasse con i metodi passatii o un chirurgo vi

    operasse con le metodologie del passato…..provate a pensare che

    danni …..

    Questi fanno piu’ danni di un maestro,che al massimo non vi insegna a

    giocare a tennis !

  527. Bobo scrive:

    Stefar,

    ti sei tanto accolorato in questa risposta da buttare a mare grammatica e sintassi!

    Ma l’ incontro era un servizio offerto dalla FIT o un corso privato a pagamento?

  528. stefar scrive:

    a Bobo:

    scusa ma ho scritto fra un impegno di lavoro e l’altro di corsa e di getto.

    Il post poi re-impagina a suo piacimento e quindi risulta tutto senza

    punteggiatura… poi se stiamo a vedere grammatica e sintassi per i

    post su internet …..addio.

    L’incontro era stato organizzato dall’associazione maestri della toscana in

    collaborazione con la FIT e la SNM ed era gratuito per i soci ATIT

    Corso riconosciuto anche da PTR e UISP.

  529. Stefano Grazia scrive:

    Dunque criticare DA ANONIMO citando altri ANONIMI il Prof Buzzelli trattandolo come l’ultimo degli arrivati è cristallino, invece rivelare per chiarezza il nome di un academy e di un preparatore atletico non lo è….E’ proprio vero che è questione di angolazioni,di punti di vista…o di confondere l’ironia col sarcasmo e i cultori di Hugo Pratt sanno qual era la differenza secondo lui (leggetevi La Ballata del Mare Salato…(e tra l’altro:ORMAI CI AVEVI QUASI DATO L’INDIRIZZO E IL NUMERO DI TELEFONO!) COMUNQUE vi scrivo solo per dirvi che sono in italia e dovrei raccontarvi di un viaggio pieno di simpatici contrattempi…tipo il Container per lo shipping che doveva arrivare lunedì ,poi martedì, poi giovedì alle 14.30 e alle 7 non era ancora arrivato bloccato dal traffico di Luanda ma noi ,che partivamo sabato,cominciavamo a preoccuparci e dovevamo anche uscire per uno dei tanti farewell party, e alle 20 quando arriva mia moglie,imitando Igor di Frankenstein Jr, fa: poteva anche andar peggio…poteva piovere! E INFATTI COMINCIA IL DILUVIO…in più mentre stavo controllando sotto la pioggia che la banda di ragazzotti reclutata per caricare non si fregasse una delle 75 casse, uno dei 9 bimbi con cui mio figlio aveva organizzato uno SLEEP OVER (tutti senza dormire visto che venerdì era giorno di festa per via degli Incontri coi Professori) si taglia un braccio rompendo il vetro della finestra della camera…e quindi devo abbandonare tutto, tamponare, poi prima di cucire, mettere una pezza al vetro per evitare l’infestazione di zanzare…E il Sabato invece,quando avevamo solo 12 valigie grazie ad un benevolo accordo con British Airways, altro DILUVIO esattamente al momento di caricarle con il pullmino che non riesce ad entrare nel cortile e anzi si blocca nel mezzo e devono tirarlo fuori con il traino e un po’ di nervosismo col rischio di perdere l’aereo,l’accordo con la British e poi anche la coincidenza con alitalia per gli US, e questa a nostre spese, per moglie e figlio…Insomma, come è bella l’avventura!, e vi risparmio le beghe dei visti,e tutto il casino dei prossimi due mesi…MA COME DICE STEFAR,parliamo di tennis: Nicky dunque è già in Florida e si farà 3 settimane piene alla Bollettieri, tre settimane molto importanti per lui e per noi. Per lui e per noi perchè è importante che capisca se gli piace davvero giocare o se gli piace invece fare solo la rock star, cioè l’Apparire…A 10 anni ha tutto il tempo che vuole e non gli chiedo risultati, gli chiedo solo di aver voglia di giocare,allenarsi e migliorarsi…Voglio che mi faccia capire che si diverte…Per lui perchè vediamo anche cosa ci dicono…Sul volo da Londra ho sentito parlare di tennis e academies dietro di me e con una formidabile faccia di tolla mi sono presentato e mi sono ritrovato con il contatto di una importante compagnia di abbigliamento e sport appareil…insomma, avessi avuto qualche risultato da offrire al di là degli Angola Open under 14 magari si poteva avviare un certo discorso