Onu: chiesto un nuovo rappresentante speciale per proteggere i bambini
ONU. A poche ore dalla cattura in Tailandia di Christopher Paul Neil, il 32enne canadese che avrebbe immesso su Internet almeno 200 sue foto che lo mostrano compiere atti di pedofilia, più di 1000 organizzazioni non governative si sono unite oggi per spingere l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a nominare un rappresentante speciale del Segretario Generale per la violenza sui i bambini.
“La violenza sui bambini – questa la dichiarazione delle Ong - è un’epidemia globale di proporzioni scandalose che viola il diritto di ogni minore di crescere in un ambiente sano e protetto”.
Le Ong di 134 paesi hanno deciso di reclamare la creazione di questa posizione in seguito a uno studio effettuato dall’Onu lo scorso anno sulla violenza esercitata contro i bambini in tutto il mondo. “Casa, scuola, lavoro, strutture specializzate, riformatori, sono tutti luoghi in cui quotidianamente i minori di tutto il pianeta subiscono abusi sessuali, percosse, torture o vengono addirittura uccisi”, si legge nel documento.
“Il rapporto – hanno sottolineato le Ong - evidenzia il bisogno di un’azione immediata per prevenire e combattere la violenza esercitata sui bambini in tutte le sue forme”.
Già nel 1996, l’Assemblea Generale aveva nominato un rappresentante speciale del Segretario Generale per i bambini nei conflitti armati. Il nuovo rappresentante speciale, sempre che l’Assemblea Generale decida di istituire un profilo del genere, si occuperà di combattere la violenza esercitata sui minori in tutte quelle situazioni che esulano dalla guerra.
L’anno scorso le Ong avevano già cercato di spingere l’Assemblea Generale a creare una figura del genere, ma i governi non erano riusciti a trovare un accordo. “La violenza – continuano le Ong - è una realtà giornaliera per milioni di bambini in tutto il mondo, e spesso sono proprio coloro che dovrebbero proteggere i più piccoli, parenti, insegnanti, datori di lavoro, forze di sicurezza, poliziotti, ad essere i loro carnefici. il momento di fare qualcosa”.
Secondo lo studio effettuato dall’Onu “nel 2002 i bambini morti per omicidio in tutto il mondo sono stati quasi 53mila, e sempre in quell’anno 150 milioni di ragazze e 73 milioni di ragazzi sotto i 18 anni sono stati costretti ad avere rapporti sessuali o hanno subito altre forme di violenza sessuale”. Ma, come si legge nelle premesse del rapporto, “cercare di quantificare le violenze subiti dai minori è un’operazione complessa, dato che per la maggior parte delle volte queste rimangono nascoste. Uno dei motivi è la paura: molti bambini, infatti, hanno paura di denunciare la violenza subita. Un altro fattore cruciale è l’approvazione sociale della violenza: sia i bambini che coloro che commettono abusi possono considerare la violenza fisica, sessuale o psicologica, come inevitabile e normale”.
Luca Bolognini
e Giampaolo Pioli
