Archivio della Categoria 'Economia'

Comuni Casinò

Giovedì 22 Gennaio 2009

jesi_derivati.jpg

Il MeetUp di Jesi e i derivati sottoscritti dal Comune

I Comuni italiani hanno qualcosa in comune: 35 miliardi di euro di investimenti in fondi, obbligazioni, derivati e altre forme di carta diventata straccia. Il debito dei Comuni italiani fa impallidire la Parmalat e qualcuno dovrà pagarlo. I Comuni sono diventati in questi anni degli speculatori finanziari, hanno usato le tasse dei cittadini per giocare in Borsa. I risultati sono spaventosi.
La crisi finanziaria ha trasformato gli investimenti in debiti. I Comuni hanno avuto dei benefici iniziali con anticipi ottenuti dalle banche in previsione di consistenti guadagni e si ritrovano con i soldi da restituire e il capitale iniziale annullato. Non mi risulta che i funzionari dei Comuni siano degli esperti finanziari e neppure che la cittadinanza gli abbia attribuito la facoltà di usare i suoi soldi per comprare azioni della Lehman Brothers o della Bank of Scotland. In pratica i nostri sindaci si sono improvvisati banchieri con i nostri soldi e hanno perso tutto.
Nel 2008 sono falliti Taranto, Catania, Roma salvati dalle casse dello Stato. Sono le avanguardie. Le operazioni finanziarie hanno spesso nomi pittoreschi con un chiaro riferimento al Comune, a Venezia sono in corso gli investimenti "Canaletto" e "Rialto". Alcuni Comuni hanno deciso di citare in giudizio le banche. Milano ha avviato un'azione legale contro Deutsche Bank, JP Morgan Chase, UBS e Depfa di Hypo Real Estate. In pratica sono accusate di aver raggirato il Comune, un caso lampante di circonvezione di incapace.
La causa della Moratti potrebbe aprire la via a una class action da parte di tutti i risparmiatori italiani che hanno perso la camicia nel 2008 e nel 2009 perderanno anche le mutande. Se il Comune è stato truffato, lo sono stati anche tutti gli investitori italiani. Resta il fatto che dalle casse dei Comuni mancano 35 miliardi. Chi vigila sui Comuni Casinò?
Le operazioni finanziarie sono di solito avviate da sindaci che non dovranno risponderne, nel senso che la scadenza dell'investimento e quindi della potenziale ( di solito certa) perdita ricadono sull'amministrazione successiva. I debiti finanziari della Moratti sono, ad esempio, figli della gestione Albertini. Sino ad oggi vi è stato un precario equilibrio con investimenti sempre più rischiosi che coprivano perdite precedenti. Ora il tappo è saltato con la crisi economica mondiale.
Rimane la domanda: "Chi vigila sui Comuni Casinò?". I sindaci non possono esporre le loro città al fallimento giocando alla roulette con i soldi dei contribuenti. La strategia dei Comuni è di fare causa alle Banche, la strategia dei cittadini dovrebbe essere quella di fare causa ai sindaci. Belin, il debito dei Comuni è più grande di quello della Parmalat e nessuno dice niente, nessuno si preoccupa.
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Leggi articolo del Daily Telegraph: "Italian bond scandal could ensnare banks"

Ps. La manifestazione del 28 gennaio a Roma a sostegno di Luigi Apicella, inizialmente annunciata in piazza della Repubblica, è stata spostata in piazza Farnese.


Commenti (1696) | Commenti piu' votati | Scrivi | Invia il tuo video | Iscriviti | Autenticati | Invia ad un amico | | GrilloNews | La Settimana

Berlusconi, ‘’mister unpercento'’

Martedì 20 Gennaio 2009

mister unpercento

Le concessioni radiotelevisive costano al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l’uno per cento del fatturato che ne ottiene. Avete letto bene. Lo Stato italiano regala da anni alla Mediaset, attraverso RTI, il 99% degli introiti che ne ottiene. Solo l’uno per cento rimane allo Stato.

Le frequenze su cui Mediaset trasmette sono dello Stato italiano che le può dare in concessione a qualunque società ritenga. Mediaset o altre. La logica vorrebbe che la concessione porti principalmente soldi alle casse dello Stato, non ai privati. La ricchezza del signor Berlusconi, dell’imprenditore Berlusconi, deriva da una “graziosa” concessione ottenuta prima da Craxi con un una tantum annua ridicola e poi dal Governo D’Alema nel 1999, con la legge un per cento (pagina 32: legge 488, art.27 comma 9, del 23 dicembre 1999). Legge mai messa in discussione dagli altri Governi che lo hanno seguito, tra cui ovviamente i suoi.

Il signor unpercento è ricco e continua a incrementare le sue ricchezze in virtù di una legge che gli regala letteralmente le frequenze radiotelevisive. Paga l’un per cento dei ricavi. Ma quale cittadino può avere in concessione un bene dello Stato pagando solo l’un per cento dei ricavi? Nessuno, se non Berlusconi. La legge che regolamenta le concessioni radiotelevisive va cambiata immediatamente. E’ una legge parassitaria che toglie agli italiani, a tutti gli italiani, un reddito enorme, di loro competenza, per donarlo al presidente del Consiglio. Una vera rapina a norma di legge.

Il Gruppo Mediaset vive alle spalle degli italiani. Nel 2007 ha fatturato oltre 4 miliardi di euro, di cui 2.5 miliardi derivanti da pubblicità delle Reti Mediaset. Invertiamo le percentuali: allo Stato il 99%, a Mediaset l’un per cento. L’Italia dei Valori presenterà un’interrogazione parlamentare su questo vero esproprio di reddito degli italiani da parte di Silvio Berlusconi.

P.s. Risultato Operativo 2007 del Gruppo Mediaset (EBIT): 1,49 miliardi di euro.