Commenti a: Rezai che maleducata a MiamiLa tennista che viaggia in roulotteE il solito padre-allenatore… http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316 Il blog ufficiale di Ubaldo Scanagatta (tennis, calcio, vela e altri sport) Fri, 10 May 2013 18:13:21 +0000 http://wordpress.org/?v=2.3.3 Di: stefano grazia http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8623 stefano grazia Fri, 23 Mar 2007 15:39:00 +0000 http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8623 D'ACCORDO -PER UNA VOLTA- CON VINCENZO: il bello del blog é anche avere la possibilitá di sapere in prima persona i chiaroscuri di quel Barnum che é il Tour...Non per gusto del pettegolezzo, ma per farsi un idea dei protagonisti, del loro carattere, dei loro processi mentali... D’ACCORDO -PER UNA VOLTA- CON VINCENZO: il bello del blog é anche avere la possibilitá di sapere in prima persona i chiaroscuri di quel Barnum che é il Tour…Non per gusto del pettegolezzo, ma per farsi un idea dei protagonisti, del loro carattere, dei loro processi mentali…

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Di: vincenzo torzillo http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8516 vincenzo torzillo Fri, 23 Mar 2007 08:30:41 +0000 http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8516 UBà raccontaci........... UBà raccontaci………..

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Di: stefano grazia http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8501 stefano grazia Fri, 23 Mar 2007 08:01:28 +0000 http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8501 Ubaldo, tu rimani il Chairman: io sono solo onorato di essere il tuo "deputy", il vice, l'umile segretario... Prima di tutto faró un riassunto degli argomenti attinenti e lo invieró a Genitori & Figli, e molto piú importante: vorrei invitare Vieri Peroncini a scrivere anche lui qualcosa perché ho letto due suoi interventi, questo e quello sul Pari Montepremi per le Donne, che mi hanno talmente ben impressionato (e reso positivamente invidioso delle sue capacitá stlistiche) da far si che non saró contento finché la sua firma non si aggiungerá al "nostro" sub-blog!!! Con Marcos, certo: ma che ne sai, magari ha menato chi gli aveva insidiato la figlia...E poi, non mi pare abbia menato nessuno, si parla "solo" di offese... Io ci andrei piano prima di giudicare tout court: il temperamento focoso é una cosa,e magari ha torto marcio e saró il primo-dopo averlo conosciuto di persona-a dire che é un grandissimo coglione, ma fino ad allora, prima di condannarlo definitivamente solo per i giudizi filtrati da altri,vorrei conoscere anche quello con cui avrebbe litigato...Dimmi con chi ti litighi, o chi ti sta sul gozzo, e ti diró chi sei...Magari a volte é anche motivo di vanto l'aver mandato a quel paese qualcuno... Invece l'aver cercato d'intimidire gli avversari della figlia, questo no: se é vero, mi sembra molto piú grave ... Ubaldo, tu rimani il Chairman: io sono solo onorato di essere il tuo “deputy”, il vice, l’umile segretario…
Prima di tutto faró un riassunto degli argomenti attinenti e lo invieró a Genitori & Figli, e molto piú importante: vorrei invitare Vieri Peroncini a scrivere anche lui qualcosa perché ho letto due suoi interventi, questo e quello sul Pari Montepremi per le Donne, che mi hanno talmente ben impressionato (e reso positivamente invidioso delle sue capacitá stlistiche) da far si che non saró contento finché la sua firma non si aggiungerá al “nostro” sub-blog!!!
Con Marcos, certo: ma che ne sai, magari ha menato chi gli aveva insidiato la figlia…E poi, non mi pare abbia menato nessuno, si parla “solo” di offese… Io ci andrei piano prima di giudicare tout court: il temperamento focoso é una cosa,e magari ha torto marcio e saró il primo-dopo averlo conosciuto di persona-a dire che é un grandissimo coglione, ma fino ad allora, prima di condannarlo definitivamente solo per i giudizi filtrati da altri,vorrei conoscere anche quello con cui avrebbe litigato…Dimmi con chi ti litighi, o chi ti sta sul gozzo, e ti diró chi sei…Magari a volte é anche motivo di vanto l’aver mandato a quel paese qualcuno… Invece l’aver cercato d’intimidire gli avversari della figlia, questo no: se é vero, mi sembra molto piú grave …

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Di: Ubaldo Scanagatta http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8404 Ubaldo Scanagatta Thu, 22 Mar 2007 23:56:01 +0000 http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8404 Screzi con i giocatori, Anto? beh, diciamo che non ho mai sopportato nemmeno io la mancanza di professionalità di chi rifiuta di presenzaire ad una conferenza stampa quando ha perso. Ovviamente bisogna essere più condiscendenti con i giocatori/trici giovani. O anche con quelli che provengono da situazioni educative più difficili. Anche Agassi all'inizio della carriera era di una strafottenza insopportabile. C'erano giornalisti con minor personalità, o esperienza, che si lasciavano maltrattare...finchè lui, da persona intelligente, ha imparato a riconoscere quelli con cui non si poteva permettere di essere arrogante o maleducato (magari anche con un minimo di calcolo opportunistico: ricordo a Palermo in occasione della Davis d'una dozzina di anni fa, notai come verso i Boss della stampa americana, Bud Collins, Sally Jenkins di Sports Illustrated, si rivolgesse quasi con deferenza quando fino a un anno prima si comportava invece da gran cafone. Poi, piano piano anche l'Agassi che si faceva contorniare da un nugolo di guardie del corpo _ in stile...Las Vegas _è cambiato, ha capito, è maturato, si è comportato da persona normale. Quasi sempre i giocatori hanno cattivi rapporti con i giornalisti del proprio Paese: magari perchè hanno malsopportato certe critiche all'inizio di carriera (quando inevitabilmente hanno cominciato con...il perdere), magari perchè effettivamente i giornalisti scavano di più quando devono scrivere sui campioni di casa e ogni tanto scoprono degli altarini (se sono bravi) o danno credito a maldicenze (se sono scarsi). Così Borg parlava con tutti ma non con i giornalisti svedesi, così Noah proibì ai giocatori francesi di parlare con la stampa francese alla vigilia di una coppa Davis e soprattutto impedì ai giocatori (che poi batterono gli Usa a Lione nella finale di Davis) di leggere i giornali. Così Becker e soprattutto Stich hanno avuto rapporti fortemente conflittuali con i media tedeschi, mentre magari Boris era gentilissimo con me e con i colleghi non suoi connazionali. Idem Kafelnikov con i russi quando presero a criticarlo...Riguardo ai genitori sono convinto che ce ne siano stati di pessimi, altro che, ma penso anche che un genitore normale _ e per normale intendo uno molto equilibrato senza una passione smodata per uno sport _ difficilmente sarà il padre di un figlio campione. A meno che il figlio sia cresciuto a due passi da un campo di tennis, di un circolo, e abbia passato lì tutta la sua infanzia, anzichè giocare ai cowboy (quello succedeva ai miei tempi), alla playstation (oggi...) E qui si torna sul tema genitori-figli e scuola, tanto caro ai lettori di questo bloge a Stefano Grazia in particolare che ne è diventato il coordinatore principe (dopo che io avevo gettato il primo sasso nello stagno...). Detto che sono pienamente d'accordo con lui che fare il genitore sia un mestiere diabolicamente difficile, e che comunque lo fai sbagli quando tuo figlio vorrebbe giocare a tennis più di ogni altra cosa e tua moglie invece pensa che è pura pazzia fargli trascurare gli studi...e tu ti accorgi che la via di mezzo funziona poco e male e soltanto fino ad un certo punto e ad una certa età...beh passo ad altro. Sui miei screzi con i giocatori, altri che se ne ho avuti, in tutti questi anni e con il mio carattere che...non le manda mai a dire dietro le spalle. Una volta proverò a farvene un elenco...ma se volete i primi nomi di italiani che mi vengono a mente...beh, Panatta, Barazzutti, Schiavone, Pistolesi...prima o poi vi racconterò. Screzi con i giocatori, Anto? beh, diciamo che non ho mai sopportato nemmeno io la mancanza di professionalità di chi rifiuta di presenzaire ad una conferenza stampa quando ha perso. Ovviamente bisogna essere più condiscendenti con i giocatori/trici giovani. O anche con quelli che provengono da situazioni educative più difficili. Anche Agassi all’inizio della carriera era di una strafottenza insopportabile. C’erano giornalisti con minor personalità, o esperienza, che si lasciavano maltrattare…finchè lui, da persona intelligente, ha imparato a riconoscere quelli con cui non si poteva permettere di essere arrogante o maleducato (magari anche con un minimo di calcolo opportunistico: ricordo a Palermo in occasione della Davis d’una dozzina di anni fa, notai come verso i Boss della stampa americana, Bud Collins, Sally Jenkins di Sports Illustrated, si rivolgesse quasi con deferenza quando fino a un anno prima si comportava invece da gran cafone. Poi, piano piano anche l’Agassi che si faceva contorniare da un nugolo di guardie del corpo _ in stile…Las Vegas _è cambiato, ha capito, è maturato, si è comportato da persona normale.
Quasi sempre i giocatori hanno cattivi rapporti con i giornalisti del proprio Paese: magari perchè hanno malsopportato certe critiche all’inizio di carriera (quando inevitabilmente hanno cominciato con…il perdere), magari perchè effettivamente i giornalisti scavano di più quando devono scrivere sui campioni di casa e ogni tanto scoprono degli altarini (se sono bravi) o danno credito a maldicenze (se sono scarsi). Così Borg parlava con tutti ma non con i giornalisti svedesi, così Noah proibì ai giocatori francesi di parlare con la stampa francese alla vigilia di una coppa Davis e soprattutto impedì ai giocatori (che poi batterono gli Usa a Lione nella finale di Davis) di leggere i giornali. Così Becker e soprattutto Stich hanno avuto rapporti fortemente conflittuali con i media tedeschi, mentre magari Boris era gentilissimo con me e con i colleghi non suoi connazionali. Idem Kafelnikov con i russi quando presero a criticarlo…Riguardo ai genitori sono convinto che ce ne siano stati di pessimi, altro che, ma penso anche che un genitore normale _ e per normale intendo uno molto equilibrato senza una passione smodata per uno sport _ difficilmente sarà il padre di un figlio campione. A meno che il figlio sia cresciuto a due passi da un campo di tennis, di un circolo, e abbia passato lì tutta la sua infanzia, anzichè giocare ai cowboy (quello succedeva ai miei tempi), alla playstation (oggi…)
E qui si torna sul tema genitori-figli e scuola, tanto caro ai lettori di questo bloge a Stefano Grazia in particolare che ne è diventato il coordinatore principe (dopo che io avevo gettato il primo sasso nello stagno…).
Detto che sono pienamente d’accordo con lui che fare il genitore sia un mestiere diabolicamente difficile, e che comunque lo fai sbagli quando tuo figlio vorrebbe giocare a tennis più di ogni altra cosa e tua moglie invece pensa che è pura pazzia fargli trascurare gli studi…e tu ti accorgi che la via di mezzo funziona poco e male e soltanto fino ad un certo punto e ad una certa età…beh passo ad altro.
Sui miei screzi con i giocatori, altri che se ne ho avuti, in tutti questi anni e con il mio carattere che…non le manda mai a dire dietro le spalle. Una volta proverò a farvene un elenco…ma se volete i primi nomi di italiani che mi vengono a mente…beh, Panatta, Barazzutti, Schiavone, Pistolesi…prima o poi vi racconterò.

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Di: Vieri Peroncini http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8390 Vieri Peroncini Thu, 22 Mar 2007 23:15:33 +0000 http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8390 Pare anche a me che almeno in parte l’argomento riguardi il rapporto genitori-figli-tennis, ed è senza dubbio discorso che parte da lontano e si fa denso di risvolti, diramazioni, cause e conseguenze. L’arrogante maleducazione della Rezai stessa, possibile indole individuale a parte, può essere presa ad esempio di atteggiamento che verosimilmente affonda le sue radici in pessime abitudini educazionali, genitoriali e sportive. Pessime abitudini che assai difficilmente fondano buoni giocatori. Pur affacciandomi solo da qualche mese alla finestra dell’agonismo, dal mio angolino d’Italia tennistica, cioè il confinario Friuli-Venezia Giulia, e solo in qualità di chaperon del miglior tennista della mia famiglia, non riesco a meravigliarmi di un tanto., il dato che emerge prepotentemente è uno solo, ossia la presunzione. Nel tennis “Under” locale, ci si deve giocoforza dibattere tra genitori convinti assertori del fatto che il proprio figlio “non sbaglia mai”, altri che non rispondono più (a 12 anni) alle convocazioni delle Rappresentative Provinciali e Regionali perché a loro dire non trovano avversari al loro livello, altri ancora che contrattano il passaggio del loro campione ad altro club come se questi avesse un curriculum di sole vittorie alle spalle mentre il povero piccino non è riuscito a vincere un singolo torneo in tutta la stagione. Per contraltare, la stragrande maggioranza di questi presunti campioncini si sciolgono come neve al sole al semplice trovarsi sotto di qualche game contro avversari meno titolati (???) ma noncuranti di trovarsi di fronte a cotante promesse, e allora sono pianti e lanci di racchetta. Infine, vi sono altri deliranti genitori che all’atto di una sconfitta non preventivata (e quando mai, se sono imbattibili e non sbagliano mai?) mostrano i pugni al piccolo sibilando tra i denti “Hai perso? Vedrai cosa ti succede a casa!”. E cosa potrà mai succedere? Per una sconfitta in un torneo Under 10? Vengono i brividi a pensarci, almeno a me. Ah, dimenticavo: non trascuriamo il fatto che i nostri campioncini hanno moltissimi problemi di natura oculistica, vedendo sempre in campo i propri colpi e spessissimo fuori quelli degli avversari. Balza agli occhi questa discrepanza percettiva (Miopia? Presbiopia? Delirio di onnipotenza? Slealtà simplex?), ma certo non è cosa che faccia bene. Non nel senso decoubertiniano dell’intendere lo sport, ma per altri due motivi. Uno psicologico, in quanto l’abitudine a prendere scorciatoie non può aiutare nei momenti di difficoltà (vedi lo sciogliersi come neve al sole, sopra) e non serve contro avversari altrettanto agguerriti, preparati e determinati a non farsi prendere per il naso. Uno squisitamente tecnico, ossia che il considerare sempre con infinita tolleranza i propri colpi e soprattutto ai propri errori non è stimolo al miglioramento dei colpi di base e non aiuta, come si dice, a dare una dimensione al campo. Non posso essere certo che malvezzi simili siano alla base della maleducazione della Rezai, Carneade di turno: ho invece la certezza, anche senza riprova, che in questo modo si piantano solidamente solo semi di future, cocenti delusioni e bruschi risvegli. Pare anche a me che almeno in parte l’argomento riguardi il rapporto genitori-figli-tennis, ed è senza dubbio discorso che parte da lontano e si fa denso di risvolti, diramazioni, cause e conseguenze. L’arrogante maleducazione della Rezai stessa, possibile indole individuale a parte, può essere presa ad esempio di atteggiamento che verosimilmente affonda le sue radici in pessime abitudini educazionali, genitoriali e sportive. Pessime abitudini che assai difficilmente fondano buoni giocatori. Pur affacciandomi solo da qualche mese alla finestra dell’agonismo, dal mio angolino d’Italia tennistica, cioè il confinario Friuli-Venezia Giulia, e solo in qualità di chaperon del miglior tennista della mia famiglia, non riesco a meravigliarmi di un tanto., il dato che emerge prepotentemente è uno solo, ossia la presunzione. Nel tennis “Under” locale, ci si deve giocoforza dibattere tra genitori convinti assertori del fatto che il proprio figlio “non sbaglia mai”, altri che non rispondono più (a 12 anni) alle convocazioni delle Rappresentative Provinciali e Regionali perché a loro dire non trovano avversari al loro livello, altri ancora che contrattano il passaggio del loro campione ad altro club come se questi avesse un curriculum di sole vittorie alle spalle mentre il povero piccino non è riuscito a vincere un singolo torneo in tutta la stagione. Per contraltare, la stragrande maggioranza di questi presunti campioncini si sciolgono come neve al sole al semplice trovarsi sotto di qualche game contro avversari meno titolati (???) ma noncuranti di trovarsi di fronte a cotante promesse, e allora sono pianti e lanci di racchetta. Infine, vi sono altri deliranti genitori che all’atto di una sconfitta non preventivata (e quando mai, se sono imbattibili e non sbagliano mai?) mostrano i pugni al piccolo sibilando tra i denti “Hai perso? Vedrai cosa ti succede a casa!”.
E cosa potrà mai succedere? Per una sconfitta in un torneo Under 10? Vengono i brividi a pensarci, almeno a me.
Ah, dimenticavo: non trascuriamo il fatto che i nostri campioncini hanno moltissimi problemi di natura oculistica, vedendo sempre in campo i propri colpi e spessissimo fuori quelli degli avversari. Balza agli occhi questa discrepanza percettiva (Miopia? Presbiopia? Delirio di onnipotenza? Slealtà simplex?), ma certo non è cosa che faccia bene. Non nel senso decoubertiniano dell’intendere lo sport, ma per altri due motivi. Uno psicologico, in quanto l’abitudine a prendere scorciatoie non può aiutare nei momenti di difficoltà (vedi lo sciogliersi come neve al sole, sopra) e non serve contro avversari altrettanto agguerriti, preparati e determinati a non farsi prendere per il naso. Uno squisitamente tecnico, ossia che il considerare sempre con infinita tolleranza i propri colpi e soprattutto ai propri errori non è stimolo al miglioramento dei colpi di base e non aiuta, come si dice, a dare una dimensione al campo.
Non posso essere certo che malvezzi simili siano alla base della maleducazione della Rezai, Carneade di turno: ho invece la certezza, anche senza riprova, che in questo modo si piantano solidamente solo semi di future, cocenti delusioni e bruschi risvegli.

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Di: marcos http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8384 marcos Thu, 22 Mar 2007 22:41:26 +0000 http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8384 quando questo padre mena qualcuno, oltre a non essere bene educato, è pure un delinquente. sulla conferenza stampa non mi scandalizzo: pur essendo un'indiretta forma di mancanza di rispetto per il lavoro dei giornalisti (a cui va tutto il mio conforto in queste occasioni), comprendo lo spirito nel quale ci si trova dopo una cocente sconfitta...bisogna ricordarsi che prima di diventare professionisti a tutto tondo (accettare le sconfitte con serietà), non nascendo alcuni di questi protagonisti nell'amniotico decubertiano, qualche anno deve passare. quando si impara a perdere con dignità, allora si può a ragione esser ritenuti professionisti. mi direte: ma questi i soldi li prendono come i professionisti! sì, ma, nella maggiorparte dei casi, è stato loro insegnato, ahimè, che l'unico scopo nella vita è sconfiggere l'avversario; che bisogna morire sul campo, piuttosto che perdere...è difficile spiegare loro che, ad un tratto, bisogna che inizino a sentire nel cuoricino loro quel pò di spirito sportivo. il grande sportivo, infatti, è colui che sa perdere con dignità, complimentandosi con l'avversario, se l'ha battuto lealmente, e spiegando le ragioni della sua sconfitta o nello spogliatoio, se è un amatore, o in conferenza stampa, se è un professionista. perdono lei per le maleducate (non è stata educata!) risposte ai giornalisti; non perdono il padre quando minaccia e mena. quando questo padre mena qualcuno, oltre a non essere bene educato, è pure un delinquente.
sulla conferenza stampa non mi scandalizzo: pur essendo un’indiretta forma di mancanza di rispetto per il lavoro dei giornalisti (a cui va tutto il mio conforto in queste occasioni), comprendo lo spirito nel quale ci si trova dopo una cocente sconfitta…bisogna ricordarsi che prima di diventare professionisti a tutto tondo (accettare le sconfitte con serietà), non nascendo alcuni di questi protagonisti nell’amniotico decubertiano, qualche anno deve passare. quando si impara a perdere con dignità, allora si può a ragione esser ritenuti professionisti.
mi direte: ma questi i soldi li prendono come i professionisti!
sì, ma, nella maggiorparte dei casi, è stato loro insegnato, ahimè, che l’unico scopo nella vita è sconfiggere l’avversario; che bisogna morire sul campo, piuttosto che perdere…è difficile spiegare loro che, ad un tratto, bisogna che inizino a sentire nel cuoricino loro quel pò di spirito sportivo.

il grande sportivo, infatti, è colui che sa perdere con dignità, complimentandosi con l’avversario, se l’ha battuto lealmente, e spiegando le ragioni della sua sconfitta o nello spogliatoio, se è un amatore, o in conferenza stampa, se è un professionista.

perdono lei per le maleducate (non è stata educata!) risposte ai giornalisti; non perdono il padre quando minaccia e mena.

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Di: Stefano Grazia http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8356 Stefano Grazia Thu, 22 Mar 2007 21:04:02 +0000 http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8356 Grande Giovanni! Anto: d'accordo. Però non generalizziamo. Comunque le Interviste Obbligate laslaciano il tempo che trovano...se uno/a non vuole parlare, chissenefrega, il pubblico trarrà le sue conclusioni...Roddick si è dimostrato un grande, la Razai no, però anche i giornalisti non devono fare i permalosi e gli offesi con la solita solfa del diritto a sapere...Non vuoi parlare? Va bene, non incazzarti poi se scrivo quello che penso del tuo comportamento infantile o maleducato...Ma non la farei così lunga,dai... Grande Giovanni!
Anto: d’accordo. Però non generalizziamo. Comunque le Interviste Obbligate laslaciano il tempo che trovano…se uno/a non vuole parlare, chissenefrega, il pubblico trarrà le sue conclusioni…Roddick si è dimostrato un grande, la Razai no, però anche i giornalisti non devono fare i permalosi e gli offesi con la solita solfa del diritto a sapere…Non vuoi parlare? Va bene, non incazzarti poi se scrivo quello che penso del tuo comportamento infantile o maleducato…Ma non la farei così lunga,dai…

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Di: Giovanni Di Natale http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8322 Giovanni Di Natale Thu, 22 Mar 2007 18:40:33 +0000 http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8322 ... anche gli zii devono stare a casa... così magari battere Nadal è più facile... … anche gli zii devono stare a casa… così magari battere Nadal è più facile…

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Di: Stefano Grazia http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8319 Stefano Grazia Thu, 22 Mar 2007 18:23:56 +0000 http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8319 Non conosco Vincenzo se non attraverso il suo integralismo compiaciuto teso a negare anche contro l'evidenza ogni sia pur minimo riconoscimento a Rafa nel blog su Nadal… Ma se uno dice che Nadal è un brocco, e poi dice che i genitori non devono rompere ma stare a casa, è evidente che se tanto mi dà tanto, per la proprietà transitiva… bè,lascio a voi le conclusioni Non conosco Vincenzo se non attraverso il suo integralismo compiaciuto teso a negare anche contro l’evidenza ogni sia pur minimo riconoscimento a Rafa nel blog su Nadal… Ma se uno dice che Nadal è un brocco, e poi dice che i genitori non devono rompere ma stare a casa, è evidente che se tanto mi dà tanto, per la proprietà transitiva… bè,lascio a voi le conclusioni

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Di: anto http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8304 anto Thu, 22 Mar 2007 17:39:23 +0000 http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=316#comment-8304 Io sinceramente queste cose non riesco a capirle. Se mio figlio fosse un professionista e dopo una sconfitta un giornalista tipo alla Scanagatta gli chiedesse lumi e lui si rifiutasse di rispondere, lo prenderei a calci nel sedere. La maleducazione è una cosa che non sopporto, sei un professionista e fai il tuo lavoro, bene, ma che accidenti ti viene in tasca a fare il maleducato e a non rispondere alla stampa. Se io fossi nei giornalisti francesi, una così, la ignorerei sempre. A proposito Ubaldo, nella tua lunga carriera ti è mai capitato di avere screzi con giocatori e con il suo entourage. Ciao grazie Io sinceramente queste cose non riesco a capirle. Se mio figlio fosse un professionista e dopo una sconfitta un giornalista tipo alla Scanagatta gli chiedesse lumi e lui si rifiutasse di rispondere, lo prenderei a calci nel sedere. La maleducazione è una cosa che non sopporto, sei un professionista e fai il tuo lavoro, bene, ma che accidenti ti viene in tasca a fare il maleducato e a non rispondere alla stampa. Se io fossi nei giornalisti francesi, una così, la ignorerei sempre. A proposito Ubaldo, nella tua lunga carriera ti è mai capitato di avere screzi con giocatori e con il suo entourage. Ciao grazie

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