Archivio di Gennaio 2009

Resistere, reagire, informare

Mercoledì 28 Gennaio 2009

piazzafarneseadp.jpg

Si è conclusa la manifestazione organizzata dall'Associazione Nazionale dei familiari delle vittime della mafia per la giustizia e a sostegno di Luigi Apicella. Pubblico il video e il testo del mio intervento, che ho diviso in capitoli per facilitarne la lettura:

- Perché siamo qui.
- Da legge ad personam a legge ad personam.
- Per una libera informazione.
- L'appello a Napolitano.

Il mio intervento:

"A nome mio personale e dell'Italia dei Valori voglio ringraziare tutta l'associazione dei familiari vittime della mafia, voglio ringraziare tutti voi perché non volete arrendervi, perché avete il coraggio di continuare questa battaglia di legalità e di civiltà, mai come in questo momento necessaria per evitare che il nostro Paese finisca da una parte governato da un regime piduista, dall'altro per dimenticare chi ha dato la vita per portare la democrazia e la legalità nel nostro Paese.
Da Piazza Navona a Piazza Farnese, dunque, e poi di nuovo ancora di piazza in piazza, in tutto il Paese, per informare i cittadini e formare insieme ad essi una nuova coscienza civile che faccia della legalità un presupposto per una sana economia e per una sana democrazia. Questo è l'impegno dell'Italia dei Valori.
Non vogliamo che chi ha dato la vita per il nostro Paese venga ammazzato due volte, ammazzandone il ricordo e l'impegno con cui hanno fatto il loro lavoro.

Perché siamo qui.

Perché siamo qui? Perché ancora una volta alcuni casi concreti fanno vedere come il sistema si chiude a riccio per pensare solo a difendere le proprie prerogative e la propria impunità. Ogni volta che rispetto al sistema si cerca di scoprire se qualcuno ha truccato le carte viene buttato fuori sempre non il truccatore, ma colui che cerca di scoprire chi è il truccatore. Di volta in volta è successo e succede sempre a chi, cercando di fare il proprio dovere, cerca di arrivare ad applicare la giustizia in modo uguale per tutti. Credo che un principio fondamentale in uno Stato di diritto debba essere che quando un magistrato fa le indagini debba essere lasciato in pace a farle completamente fino alla fine, e non bloccandole a metà. Ne so qualcosa io, perché l'ho vissuto sulla mia pelle. Questa idea che bisogna sempre fermare un magistrato prima che possa concludere le indagini, e quindi invece di difendersi nel processo ci si difenda dal processo, è un idea medievale, è un idea da Don Rodrigo. Ecco perché noi siamo qui. Siamo qui per affermare il principio che chi non ha nulla da temere dalla giustizia può essere solo felice di andare dal proprio giudice, perché può far sentire la propria ragione, e se non è convinto della decisione del primo giudice ha un secondo ed un terzo giudice che potrà valutare meglio la sua situazione. Ma l'idea che si debba essere al di fuori della legalità, costruendosi un lodo Alfano e un lodo Consolo, come si sta facendo, è un idea che offende lo Stato di diritto. Ecco perché siamo qui.

Da legge ad personam a legge ad personam.

Siccome si sta compiendo un altro misfatto, lo diciamo oggi prima che il misfatto si compia: si sta andando avanti di legge ad personam in legge ad personam. Si dice che si vuole più sicurezza, più legalità, più giustizia che funzioni, ma si fa l'esatto contrario. Ieri, il ministro della Giustizia Alfano in Parlamento è venuto a fare la relazione dei suoi primi mesi di governo, e si è scordato di dire che ha fatto il lodo Alfano. Si è vergognato pure lui di quello che ha fatto. Ieri, il ministro della Giustizia non ci ha detto che stiamo approvando in Parlamento, dove è già in Commissione, il lodo Consolo, dove i ministri, ingelositi, vogliono anch'essi la legge che Berlusconi si è fatto per sé. Ieri, il ministro della Giustizia si è dimenticato di dire che hanno fatto il lodo Salva-Manager, quello che ha permesso ai tanti furbetti del quartierino di poterla farla franca. Si sono scordati di dire che sta facendo il lodo “salvati dalle intercettazioni”. Anche su questo permettetemi di dire che quello che oggi vendono come un accordo trovato nella maggioranza è semplicemente una constatazione che sono stati presi con le mani nella marmellata, perché il disegno di legge è già stato depositato a giugno, e nel disegno di legge si diceva che fino a 10 anni della pena edittale non si intercettava più. Cosa voglio dire? Voglio dire che ci hanno provato, e dato lo schiaffetto nelle mani non ci hanno ripensato: hanno cambiato il vasetto della marmellata.
Cosa voglio dire con questo? Che la proposta che hanno fatto ieri è peggio ancora di quella precedente, perché hanno detto “va bene le intercettazioni, però per 45 giorni”, in modo che uno possa sapere che dal 46° giorno in poi può fare quello che gli pare e piace. Non voglio fare polemica politica, voglio dare solo un dato tecnico: il magistrato del pubblico ministero svolge un indagine, gli viene dato un tempo, da sei mesi al massimo un anno, per fare le indagini. Mi volete spiegare perché se ho 6 mesi per indagare su un fatto costituente reato, perché tra gli strumenti d'indagine l'intercettazione deve essere soltanto per 45 giorni? Mi spiego meglio: se in sala operatoria viene detto che un chirurgo ha bisogno di due ore per fare un intervento, perché gli viene detto che il bisturi lo può usare per 15 minuti? Ma se sto facendo un indagine, datemi tutto il tempo di cui ho bisogno. Non ha senso, ne una logica. Il senso e la logica ci sono perché “non si sa mai che si scoprano i reati”. Dico questo perché a parole dicono che vogliono sconfiggere la criminalità organizzata, quella criminalità per cui l'associazione delle vittime sono qui oggi, ma se togli al magistrato per scoprire, arrestare ed assicurare alla giustizia chi commette i reati, a parole combatti la criminalità organizzata e nei fatti la favorisci. Ecco perché siamo qui.
Siamo qui per ribadire che non possiamo e non dobbiamo arrenderci, che dobbiamo reagire. Il ministro della Giustizia Alfano si è scordato di dire che un milione di persone hanno detto che quel lodo Alfano è un indecenza. Siamo qui perché non comprendiamo per quale ragione in materia di giustizia riescano sempre a trovare accordi, un po a destra e un po a sinistra gli conviene a tutti quanti. Non le comprendiamo queste ragioni.
Sempre sul piano tecnico vi dico cosa contiene questo altro vasetto di marmellata. E' stato previsto che le intercettazioni ambientali e anche quelle fatte tramite videocamere sono valide ai fini processuali solo se autorizzate dal magistrato. Ora, uno dei modi per assicurare la sicurezza nelle città è quello di mettere un po di videocamere in giro. Questa benedetta videocamera becca uno stupro dietro l'angolo, una rapina, un furto, quella registrazione non la posso usare perché non è stata autorizzata dal magistrato. E come lo scopro il reato? Questi vogliono dei magistrati con la palla di vetro. E chi scelgono? Quelli che non piacciono a loro da castigare, quelli che piacciono a loro da non toccare. Questa è la giustizia in Italia, e contro questa giustizia dobbiamo ribellarci.

Per una libera informazione.

Che fare? Non basta semplicemente resistere, perché questi se ne fregano della resistenza. Bisogna fare da una parte come abbiamo fatto noi con i referendum, dall'altra informando i cittadini di quello che avviene nel palazzo, perché l'unico giudice nei confronti della politica è il cittadini.
Il cittadino non è fesso, ma non sa perché c'è un informazione malata. Ecco perché noi dell'Italia dei Valori non siamo rientrati nella Commissione di Vigilanza. Il problema è tutto li: la Commissione di Vigilanza, che vogliono adesso, la vogliono subito subito, presto presto, perché si sono già accordati per la spartizione del Consiglio di Amministrazione della Rai, quell'organismo che poi decide chi deve dire le cose agli italiani, come deve dirlo, quando deve dirlo e cosa deve dire. In realtà è un organo importantissimo, dipende da come lo usi. Appunto, è come il bisturi che serve per ammazzare la moglie o per salvare una vita. Noi diciamo che ci devono andare persone al di fuori di rapporti di parte, basta politici trombati, basta riciclati, basta persone di parte. Stamattina ho letto sui giornali che l'Italia dei Valori vuole un posto in Rai per sé: ma chi lo ha detto? Non saprei proprio chi metterci per me, e non avrebbe senso ne logica. Noi vogliamo una Rai dove al Consiglio di Amministrazione ci siano professionisti che di mestiere fanno informazione, che non dipendano dai partiti, ma che controllino i partiti. Noi vogliamo che i controllati non possano nominare i propri controllori, che se li nominano per dire che hanno ragione loro. Questa è l'anomalia del nostro Paese. E' chiaro che poi, se la Rai viene governata dai partiti, la Rai dei partiti dirà che i partiti della Rai sono i più bravi, gli unici che capiscono e gli unici che fanno le cose per bene. Il cittadino viene quindi truffato, cosi come quando viene chiamato a votare, perché con questa legge elettorale che non permette loro di scegliere il proprio dipendente, come dicono gli amici di Beppe Grillo, ci rendiamo conto che in Parlamento ci sono persone che vengono indicate da quattro-cinque Boss, e come tali devono soltanto rispondere perché altrimenti avranno la morte politica, e siccome vogliono vivere e campare si arrangiano sistemandosi. Ecco perché dico che in un Paese civile e democratico, le manifestazioni come queste, o come Piazza Navona, dovrebbero essere uno stimolo per chi è al potere di riflettere e migliorarsi, non di denigrare. Lo dico perché voglio lanciare un appello al Presidente della Repubblica.

L'appello a Napolitano.

Signor Presidente, lo sa che questa mattina si sta cercando, ancora una volta, di farci lo scherzetto che è stato fatto a Piazza Navona? Credo che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto di manifestare. Si può non essere d'accordo su quanto abbiamo fatto e su quanto stiamo facendo, ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che quello che fanno determinate persone non ci convince? Ci possiamo permettere, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d'accordo su alcuni suoi silenzi? Possiamo permettercelo o no? O siamo degli eversori? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l'arbitro, che a volte il suo giudizio ci pare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi la rispettiamo, abbiamo il senso delle istituzioni, vogliamo essere tranquilli. Oggi, un cittadino ha messo un manifesto, uno striscione, dove senza offendere nessuno dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge”. Perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, che non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, che non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, che non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso. Ecco perché non vogliamo rimanere in silenzio.
Noi ribadiamo che c'è necessità di una nuova legge elettorale che ridia in mano ai cittadini la possibilità di scegliersi i propri dipendenti. Vogliamo una legge che risolva il conflitto d'interessi. Vogliamo al più presto una legge che preveda la non candidabilità delle persone condannate, una legge che preveda l'impossibilità di assumere incarichi di governo, locale e centrale, di persone rinviate a giudizio. Vogliamo una legge che non preveda più la possibilità a quelle imprese, di cui imprenditori sono stati condannati, di partecipare a gare e ad appalti della pubblica amministrazione. Si deve sapere che quando c'è un Romeo preso con le mani nel sacco una prima volta, non ci può essere una seconda volta, e per non esserci c'è bisogno di stabilire delle regole.
Tutto queste cose noi chiediamo alle istituzioni, e per queste cose ci appelliamo a lei signor Capo dello Stato, lo faccia un discorso coraggioso, dica che devono andare fuori dal tempio i mercanti, dica che devono andare fuori dal Parlamento i condannati, lo dica e noi l'approveremo e troverà striscioni diversi. Non si lamenti se poi qualcuno vede nel silenzio un accondiscendenza.
E' tempo di far sentire sempre di più la propria voce, nel Parlamento e nelle istituzioni, dove possiamo. Ma sa, là ci considerano eversori perché vogliamo che la legge funzioni. Si sono invertiti i termini del gioco.
Vogliamo essere sempre più presenti, nelle piazze e nelle città, da Piazza Navona a Piazza Farnese, di piazza in piazza, questa primavera, subito dopo che saranno finite le scaramucce elettorali (perché non vogliamo essere accusati che lo facciamo per fini elettorali) metteremo in piedi un altro grappolo di referendum, perché vogliamo contribuire attraverso i referendum il risveglio della coscienza civica dei cittadini, di non lasciarli nell'oblio delle veline, che come nuovo olio di ricino addormentano le coscienze. Noi cominceremo quindi subito e a quegli amici, agli amici di Ponzio Pilato, quando ci diranno che non raggiungeremo il quorum, diremo: “Zitto ragazzo, zitto che siamo in mezzo al mare, è inutile che dici che non raggiungiamo la riva. Nuota in questo mare e cerca di portare l'Italia in una democrazia migliore”.
"

Io so. Piazza Farnese.

Mercoledì 28 Gennaio 2009

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Manifestazione per la Giustizia, 28 gennaio, Piazza Farnese, Roma. Intervento di Beppe Grillo

Testo:
"Ragazzi, io voglio abbracciarvi tutti perché avete fatto una cosa fantastica.
Siamo i grandi perdenti! Siamo i perdenti, guardatevi in faccia: dove vogliamo andare con queste facce? Da nessuna parte.
Siamo in una piazza dove dal suo superattico ci sta guardando Previti agli arresti domiciliari e se la sta ridacchiando!
Signori, noi siamo quelli che alla catastrofe ci arrivano con ottimismo. Vedo che sono arrivati gruppi da tutta Italia, siete fantastici. Gente che arriva dalla Calabria, dalla Salerno-Reggio Calabria: li riconosci perché hanno la macchina ancora piena di terra.
Ho visto quelli di Napoli, il MeetUp di Napoli: li riconoscete perché sono fosforescenti con le loro scorie tossiche.
Ci sono i sardi, che non sapevano nulla di questa manifestazione perché hanno il digitale terrestre e non sanno più un c...o di quello che succede nel mondo.
Io voglio ringraziare i parenti delle vittime della mafia. Abbiamo messo in galera Riina e Provenzano ma i mandanti sono ancora in un Palazzo di questa città.
Voglio dire che hanno fatto delle leggi, noi che siamo sfigati, disgraziati e perdenti facciamo leggermente paura. Facciamo paura con le nostre webcam, facciamo paura con la Rete.
Un cittadino oggi rimane escluso da qualsiasi decisione che possa influire sul suo futuro.
Abbiamo fatto i V-Day, le petizioni popolari, abbiamo fatto i referendum. Ho portato io alla Cassazione di Roma le firme per i referendum e davanti avevo un giudice di 85 anni che si chiama Carnevale.
Un giudice - non fischiate! - che mi aveva raccomandato Totò Riina dicendo che è una persona perbene.
Questo Paese è alla rovescia, noi parliamo di giustizia, abbiamo sentito Kriptonite Di Pietro che è l'unico che fa un po' di opposizione.
Il Parlamento è chiuso! Il Parlamento non legifera più! Abbiamo al governo nani, psiconani, ballerine, ruffiani, abbiamo di tutto!
Non ne bastava uno di psiconano, abbiamo anche l'altro nano, Brunetta: l'iPod nano!
E' uno che per mettersi le mani in tasca deve sedersi.
Siamo in un momento strano, dove non si dice più la verità. I mezzi di informazione non hanno detto niente, qui c'è pieno di Digos che ci sta riprendendo: saluto la forza pubblica, grazie di esserci, avete riempito la piazza... se non era per voi eravamo quattro gatti.
Guardate il vicino: è travestito, non si capisce più chi siamo, cosa facciamo.
E' un Paese che non c'è più, un Paese dove la Fiat tre giorni fa dichiara che ha comprato il 35% della Chrysler e crolla in borsa. Oggi dichiara che deve licenziare dai 60.000 ai 100.000 individui.
E' un Paese che non c'è più, dove la verità si sa all'ultimo momento. Siamo invecchiati di cento anni con Obama. Obama parla di Rete, di democrazia dal basso, mette le leggi e le fa discutere in Rete una settimana prima di promulgarle.
Noi abbiamo lo psiconano che fa la campagna elettorale in Sardegna a spese dello Stato. Un premier che fa campagna elettorale per un partito... italiani!
Non voglio gridare, voglio calmarmi, voglio essere buono e non dire neanche una parolaccia. Non voglio neanche nominare Napolitano, se no poi dicono “Grillo attacca il Presidente”.
Non voglio dire nulla. Voglio dire solo: Maroni ha dato disposizione di non fare più assemblee nelle piazze. Non si potranno più fare manifestazioni nelle piazze dove ci sia una chiesa.
Praticamente in tutte le piazze d'Italia c'è una chiesa e dove non c'è una chiesa ci faranno delle madonnine nascoste nell'angolo.
Maroni, che manda la polizia nelle scuole, manda la polizia in antisommossa contro i cittadini.
Maroni, che sembra un rappresentante DeLoreal. Maroni, che è stato condannato in via definitiva per oltraggi a pubblico ufficiale. Pensate! Lui era contro la polizia in una manifestazione, è caduto per terra e ha preso la caviglia di un poliziotto e l'ha morsicata!
Abbiamo un ministro degli interni che morsica le caviglie ai poliziotti. Quando i poliziotti vedono Maroni hanno paura, si mettono degli anfibi lunghi fino qua!
Noi siamo in un Paese in delirio, stiamo delirando con l'economia, con la giustizia.
E' un Paese che non so che fine farà. I referendum li mettono nei cassetti, le leggi popolari nei cassetti.
Noi avevamo chiesto col primo V-Day, e sono state depositate quattrocentomila firme, di togliere i pregiudicati dal Parlamento. Ne abbiamo ancora 18, condannati in via definitiva, e sono quelli che sono i grandi mandanti di tutti i casini che ci sono stati. Li abbiamo ancora.
Chiedevamo due legislature poi a casa, non trent'anni o trentacinque anni di politica a 20.000 euro al mese: queste cose vanno mandate affanculo.
Terzo: voto di preferenza. Nessun cittadino ha scelto chi ci governa, ci hanno preso per il culo, continuano a prenderci per il culo e questo è un governo abusivo, anticostituzionale e illegale.
Italiani! Oggi la mafia è stata corrotta dall'interno dallo Stato. Questo è un Paese da rifare, democrazia dal basso significa cominciare a essere informati, cittadini informati con l'elmetto che decidono di occuparsi della propria città.
Questa è una città da rifare moralmente. E' una città meravigliosa data in pasto a della gente che è ai limiti della criminalità. Bisogna reimpadronirsi dei comuni.
Noi abbiamo lanciato un'operazione, attraverso la Rete, che si chiama fiato sul collo: ragazzi dei MeetUp con una webcam vanno dentro i consigli comunali e li mandano via, vengono arrestati.
Uno che ha gridato “viva Caselli, viva il pool antimafia” è stato messo in una camera per sei ore.
Uno che grida a Fini “fascista” l'ha preso la polizia.
Io mi rivolgo alla polizia: io so che dentro di voi non ce la fate più, so che siete sull'orlo di un esaurimento nervoso. Siete costretti a difendere i criminali contro i cittadini. Bisogna che la smettiate anche voi, perché davanti avete dei cittadini.
Italiani! Cosa dire? Avremo l'esercito: un militare ogni bella donna. Chissà quanti militari avremo. Se facciamo questa regola, dovremo avere, per ogni mignotta, quanti presidenti del Consiglio?
Signori, noi perderemo. Noi perderemo, siamo fieri di perdere! Forse non è giunto ancora il nostro momento, forse l'economia darà la mazzata finale in questo Paese che è fallito.
Quando un ministro delle finanze, che si chiama Tremorti, preleva i fondi dormienti siamo arrivati a raschiare il barile.
I conti correnti sono quei conti correnti, libretti di risparmio, dei nostri nonni e dei nostri padri che non hanno movimentato per dieci anni. I nostri emigranti, i morti. Sono i conti dormienti.
Tremorti è andato come un principe azzurro coi conti dormienti e invece di baciarli li ha presi e li ha sodomizzati.
Tremorti prende quei soldi per finanziare la social card, due parole in inglese per prendere per il culo gli italiani.
Prende i soldi dai morti per darli ai morti di fame. Quando ci sono queste cose bisogna stare molto attenti.
Han fatto una legge sul federalismo fiscale. Ve lo giuro sulla mia famiglia, l'ho letta: non sono arrivato alla dodicesima pagina, non si capisce niente.
Quando fai una legge che dovrà cambiare l'assetto di tutti i sessanta milioni di italiani e non si capisce siamo al delirio.
Signori, noi saremo presenti. Noi ragazzi e ragazze che sono venuti da tutta Italia con i mezzi di fortuna, tutti i MeetUp, le associazioni.
Faremo delle liste civiche dal basso. Gli iscritti dovranno avere la fedina penale pulita, un miracolo, e non dovranno essere iscritti ai partiti, che sono morti.
PDL e PD-meno-elle. Di la abbiamo uno psiconano e dall'altra parte abbiamo Topo Gigio Veltroni, che non è neanche un parlamentare o un politico: è scemo!
Grazie a tutti, arrivederci!"


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Io so

Martedì 27 Gennaio 2009

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Riporto il video dal titolo "Io so" girato per il blog di Beppe Grillo. Il video con i miei "io so" (vi invito a vedere anche quelli di Beppe Grillo, Salvatore Borsellino, Sonia Alfano, Marco Travaglio e Carlo Vulpio) contengono informazioni che i media non riportano. Domani a Piazza Farnese io ci sarò, a difesa della giustizia e della democrazia del Paese.

Testo dell'intervento:

"Io so.
Io so che Tangentopoli non è mai finita, che la corruzione politica è più forte oggi di allora,
io so che molte televisioni e giornali sono uno strumento di propaganda permanente delle forze che si richiamano a Silvio Berlusconi,
io so che Rete 4 è abusiva, io so che Mangano era un mafioso,
io so che Mangano ha vissuto ospite per lungo tempo a casa Berlusconi,
io so che in Parlamento ci sono fior di pregiudicati che non dovrebbero rappresentare gli italiani,
io so che la crisi economica e i milioni di disoccupati e precari sono figli della corruzione, del pizzo, della criminalità organizzata, del malaffare, del connubio tra mafie e politica,
io so che il Lodo Alfano è incostituzionale, io so che nessun cittadino può essere più uguale di altri di fronte alla legge,
io so che Luigi De Magistris è stato discriminato per impedirgli di concludere le sue inchieste, com'è successo a me e com'è succede ogni giorno a tanti magistrati che vogliono fare il loro dovere,
io so che una intera Procura, quella di Salerno, è stata azzerata per impedire che le inchieste di Luigi De Magistris fossero riaperte,
io so che le intercettazioni non sono il problema, ma lo sono coloro che commettono i reati,
io so che chi non ha niente da nascondere non ha paura di essere intercettato,
io so che Berlusconi ha cercato di comprare un senatore e far cadere il Governo Prodi aiutando delle aspiranti attrici,
io so che in un altro Paese questo si chiama corruzione politica,
io so che un Presidente del Consiglio sta usando il suo ruolo e i nostri soldi per fare campagna elettorale in Sardegna invece di occuparsi dei gravi problemi dell'economia, io so che l'Alitalia è fallita,
io so che miliardi di euro di debiti dell'Alitalia sono stati scaricati sugli italiani,
io so che i piccoli risparmiatori che hanno comprato le azioni e le obbligazioni Alitalia hanno carta straccia in mano,
io so che il senatore a vita Giulio Andreotti è stato prescritto per i suoi rapporti con la mafia e non assolto,
io so che deve essere l'informazione a controllare la politica e non la politica a controllare l'informazione,
io so che il Paese ha bisogno di scrollarsi in modo definitivo questa camicia di forza di criminalità mafiosa e politica corrotta e entrare in una nuova era prima che sia troppo tardi,
io so che il parlamentare deve essere eletto dal popolo e non dai segretari di partito,
io so che Corrado Carnevale non dovrebbe avere più alcun ruolo istituzionale,
io so che la commissione antimafia non funziona perché i partiti non vogliono farla funzionare,
io so che i cittadini italiani vogliono giustizia e non soldati per le strade,
io so che l'Italia è la portaerei mondiale per l'importazione della droga.
Io so che bisogna ripartire onorando la memoria di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Giorgio Ambrosoli, Rosario Livatino, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Carlo Alberto Dalla Chiesa e tanti altri che hanno onorato il Paese sacrificando la propria vita, non come chi è andato in giro a fare il latitante.
Io so che il 28 gennaio sarò presente a Piazza Farnese dalle ore 9:00 alle 14:00 per partecipare alla manifestazione a sostegno della Giustizia.
Questo io so. Sapiamolo insieme.
"



diretta.gif La manifestazione dell’Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia a sostegno del Procuratore Capo di Salerno Luigi Apicella, a cui parteciperà l’Italia dei Valori ed io personalmente, deve trasformarsi in un momento per non lasciare sola la giustizia. A sostegno di Luigi Apicella ma anche di Luigi De Magistris, di Clementina Forleo, contro il Lodo Alfano e contro l’ultima porcata governativa: il bavaglio alle intercettazioni.
Mercoledì 28 gennaio 2009 dalle 9.00 - 14.00 in Piazza Farnese l’appuntamento è con la democrazia, ed i protagonisti saranno i cittadini che invitiamo caldamente a partecipare.


Pubblico l'agenda ricevuta dall'organizzazione di domani:

9.00-9.30: Video da You Tube

9:30-11:00: Interverranno:
- Serenetta Monti (introduce e spiega i motivi della manifestazione)
- Video dei Familiari delle Vittime di mafia
- Familiari di vittima di mafia
- Emiliano Morrone
- Salvatore Borsellino
- Sonia Alfano

11.00-13.00: Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, Carlo Vulpio

13:00: Conclusioni.

Io so. Antonio Di Pietro.

Martedì 27 Gennaio 2009

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Antonio Di Pietro. Manifestazione per la Giustizia, 28 gennaio, Piazza Farnese, Roma

La criminalità organizzata è la prima azienda del Paese. Per le mafie l’Italia è un buon investimento. Il titolo di Stato mafioso rende di più di ogni altro. Più dei Bund tedeschi, più dei depositi in oro. Tra rimesse dirette dovute alle attività tradizionali della droga, del pizzo, delle estorsioni e le rimesse indirette dei finanziamenti pubblici occulti statali e europei qui da noi è l’Eldorado.
La mafia non avverte le crisi, è la prima a servirsi a tavola. I politici sono i secondi e gli italiani gli ultimi, se è avanzato qualcosa. Le mafie vanno quotate in Borsa in prima persona al posto dei dilettanti come Tronchetti o Geronzi o Berlusconi. Se da una parte la mafia toglie, dall’altra potrebbe dare. Un’azione garantita da Provenzano sarebbe una sicurezza, una quadrupla A. Se lo Stato si fa mafia non è giusto che i cittadini non possano goderne anche loro i benefici.

"Io so.
Io so che Tangentopoli non è mai finita, che la corruzione politica è più forte oggi di allora,
io so che molte televisioni e giornali sono uno strumento di propaganda permanente delle forze che si richiamano a Silvio Berlusconi,
io so che Rete 4 è abusiva, io so che Mangano era un mafioso,
io so che Mangano ha vissuto ospite per lungo tempo a casa Berlusconi,
io so che in Parlamento ci sono fior di pregiudicati che non dovrebbero rappresentare gli italiani,
io so che la crisi economica e i milioni di disoccupati e precari sono figli della corruzione, del pizzo, della criminalità organizzata, del malaffare, del connubio tra mafie e politica,
io so che il Lodo Alfano è incostituzionale, io so che nessun cittadino può essere più uguale di altri di fronte alla legge,
io so che Luigi De Magistris è stato discriminato per impedirgli di concludere le sue inchieste, com'è successo a me e com'è succede ogni giorno a tanti magistrati che vogliono fare il loro dovere,
io so che una intera Procura, quella di Salerno, è stata azzerata per impedire che le inchieste di Luigi De Magistris fossero riaperte,
io so che le intercettazioni non sono il problema, ma lo sono coloro che commettono i reati,
io so che chi non ha niente da nascondere non ha paura di essere intercettato,
io so che Berlusconi ha cercato di comprare un senatore e far cadere il Governo Prodi aiutando delle aspiranti attrici,
io so che in un altro Paese questo si chiama corruzione politica,
io so che un Presidente del Consiglio sta usando il suo ruolo e i nostri soldi per fare campagna elettorale in Sardegna invece di occuparsi dei gravi problemi dell'economia,
io so che l'Alitalia è fallita,
io so che miliardi di euro di debiti dell'Alitalia sono stati scaricati sugli italiani,
io so che i piccoli risparmiatori che hanno comprato le azioni e le obbligazioni Alitalia hanno carta straccia in mano,
io so che il senatore a vita Giulio Andreotti è stato prescritto per i suoi rapporti con la mafia e non assolto,
io so che deve essere l'informazione a controllare la politica e non la politica a controllare l'informazione,
io so che il Paese ha bisogno di scrollarsi in modo definitivo questa camicia di forza di criminalità mafiosa e politica corrotta e entrare in una nuova era prima che sia troppo tardi,
io so che il parlamentare deve essere eletto dal popolo e non dai segretari di partito,
io so che Corrado Carnevale non dovrebbe avere più alcun ruolo istituzionale,
io so che la commissione antimafia non funziona perché i partiti non vogliono farla funzionare,
io so che i cittadini italiani vogliono giustizia e non soldati per le strade,
io so che l'Italia è la portaerei mondiale per l'importazione della droga.
Io so che bisogna ripartire onorando la memoria di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Giorgio Ambrosoli, Rosario Livatino, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Carlo Alberto Dalla Chiesa e tanti altri che hanno onorato il Paese sacrificando la propria vita, non come chi è andato in giro a fare il latitante.
Io so che il 28 gennaio sarò presente a Piazza Farnese dalle ore 9:00 alle 14:00 per partecipare alla manifestazione a sostegno della Giustizia.
Questo io so. Sapiamolo insieme." Antonio Di Pietro

Ps. Aderisci su Facebook alla Manifestazione per la Giustizia a sostegno del Procuratore di Salerno Luigi Apicella

Post precedenti:
Io so
Il Comma Maroni
Io so. Salvatore Borsellino
Io so. Sonia Alfano.
Io so. Marco Travaglio.
Io so. Carlo Vulpio.


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Io so. Carlo Vulpio.

Martedì 27 Gennaio 2009

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Carlo Vulpio. Manifestazione per la Giustizia, 28 gennaio, Piazza Farnese, Roma

L'ultima direttiva di Maroni è la ripresa dei manifestanti da parte della Polizia Scientifica. Ogni corteo sarà filmato, ogni viso, ogni vaffanculo sarà registrato. L'archivio della Polizia di Stato diventerà meglio di Facebook. A Lampedusa, a Vicenza, a Chiaiano, in Val di Susa, ai Vday i cittadini saranno schedati. Le facce di qualche milione di italiani diventeranno patrimonio dell'archivio della Polizia. Noi dobbiamo ricambiare il favore e filmare tutto quello che avviene nelle manifestazioni, nei cortei, negli incontri pubblici e metterlo in Rete. Filmate ogni provocatore, ogni abuso di potere, ogni atto di arroganza e di prevaricazione, ogni menzogna dei politici. Noi siamo più di loro, abbiamo più telecamere, la guerra dell'informazione la stanno perdendo. Un video di Maroni che parla di Lampedusa o di Bossi che dà del mafioso allo psiconano non ha prezzo.
Domani a Piazza Farnese portate le telecamere e filmate, filmate tutto e caricate su YouTube. Il blog pubblicherà i filmati. Invierò una selezione delle migliori scene a Maroni. Potrà con tutto comodo identificare gli uomini della Digos, dei Servizi, della Polizia in borghese e passare a La Russa le immagini dei militari.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

"Io so che Luigi De Magistris va difeso, che Clementina Forleo va difesa, che Gabriella Nuzzi, Dionigio Verasani, Luigi Apicella vanno difesi.
E non solo perché sono magistrati, ma perché sono magistrati che hanno fatto semplicemente il proprio dovere e per questo, oggi, stanno pagando.
Con il trasferimento, con la sospensione dello stipendio, con il declassamento dalle loro funzioni.
Stanno pagando perché il Consiglio Superiore della Magistratura sta seguendo in questi anni questa linea: punire coloro i quali indagano e fanno bene il proprio lavoro e non si accucciano sotto le ali protettrici della politica e delle correnti della magistratura.
Stiamo parlando di magistrati senza corrente, senza partito, di persone che difendiamo perché in esse noi vediamo coloro che difendono i nostri diritti.
La manifestazione del 28 di gennaio, mercoledì, a Roma in Piazza Farnese è non soltanto una manifestazione in difesa di qualcuno di quei principi della nostra Costituzione che vediamo ogni giorno svuotata di contenuti.
E' anche una manifestazione a favore di quei diritti dei quali dobbiamo riappropriarci e che ci vengono negati ogni giorno.
Oggi siamo in un paradosso, sta capitando qualcosa di molto molto importante: finora eravamo convinti, magari accettavamo certamente non di buon grado, l'idea e il principio che chi non rispetta la legge la fa franca.
Chi uccide non va in galera, diciamo così.
Ma da questo momento in poi stiamo vedendo che accade il contrario: chi rispetta la legge finisce in galera, chi, anche magistrato, emette un provvedimento conforme alla legge viene considerato deviato e deviante.
Per questo e non solo per questo dobbiamo vederci tutti a Piazza Farnese a Roma il 28 di gennaio affinché i diritti che vogliono toglierci vengano riaffermati da ognuno di noi con una presenza collettiva, massiccia, pacifica e democratica come sempre. Vi aspetto." Carlo Vulpio

Ps. Aderisci su Facebook alla Manifestazione per la Giustizia a sostegno del Procuratore di Salerno Luigi Apicella

Post precedenti:
Io so
Il Comma Maroni
Io so. Salvatore Borsellino
Io so. Sonia Alfano.
Io so. Marco Travaglio.


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