Africa: ora c’è anche l’emergenza cancro

ONU - Aids, malaria e tubercolosi. Quando si elencano le malattie che funestano l’Africa non si pensa mai al cancro. Eppure entro il 2020 tra il Marocco e il Sud Africa si registreranno più di in un milione di nuovi casi di tumore ogni anno.

La possibilità di curare il cancro in Africa è molto limitata. I centri di radioterapia, che normalmente sono utilizzati da più del 50 per cento dei pazienti occidentali, sono presenti solo in 21 delle 53 nazioni africane. Il che significa che meno del 20 per cento dell’intera popolazione può usufruire di questo servizio. La scarsità di risorse e la mancanza di strutture di base impediscono a milioni di persone di avere accesso allo screening, alla diagnosi precoce, al trattamento o a cure palliative. Secondo l’Oms, in tutto il mondo la causa del 12,5 per cento dei decessi è il cancro. E’ più di quanto totalizzano Hiv/Aids, tubercolosi e malaria messe assieme. Le cause? Quelle di sempre. Quasi nella metà dei casi si tratta di infezioni virali, malnutrizione o fumo.

“Molte vite – spiega Massoud Samiei, direttore del Programma di azione per la terapia del cancro in seno all’Aiea (Agenzia internazionale dell’energia atomica) – potrebbero essere salvate attraverso l’adozione di strategie preventive e oculati investimenti in centri controllo. Il nostro obiettivo è quello di mobilitare nuove risorse in modo da permettere alle nazioni africane di diffondere i centri di radioterapia su tutto il territorio”.

Una volta il cancro era considerata la malattia dei ricchi, domani non sarà più così. Nel prossimo decennio circa il 70 per cento dei nuovi casi sarà registrato nei paesi in via di sviluppo.
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Il consorzio Africa-Oxford dell’omonima università assieme all’Aiea si sono dati appuntamento l’11 e il 12 maggio a Londra per cercare di trovare qualche soluzione a questo problema emergente. Verrà organizzato un forum che riunirà oncologi e politici esperti in tematiche sanitarie per valutare le priorità, assecondando le necessità e valutando le risorse disponibili. Con questa iniziativa gli organizzatori sperano di riuscire a piazzare il problema africano in cima all’agenda globale sanitaria e riuscire a ottenere nuovi fondi dai governi europei per combattere il cancro in Africa attraverso l’adozione di programmi internazionali congiunti.

Luca Bolognini

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