Clima: l’Italia guida la sfida al cambiamento
ONU – “Se non dimezzeremo le emissioni di anidride carbonica entro il 2050 la catastrofe dovuta al cambiamento climatico sarà inevitabile”. Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell’Ambiente, stringe le mani ai lati del leggio e parla chiaro davanti alla sessione ministeriale della Commissione Sviluppo Sostenibile dell’Onu, che si è svolta nella sala dell’Assemblea Generale.
“Ogni anno – ha detto - vengono prodotte 20 miliardi di tonnellate di CO2. Il sistema Terra è in grado di smaltirne solamente la metà. Non dobbiamo meravigliarci se negli ultimi anni fenomeni come uragani o tsunami si stanno verificando sempre più frequentemente”. La necessità di sviluppare una politica internazionale a tutela dell’ambiente è quindi sempre più forte. “Ci sono paesi come l’India – ha sottolineato il ministro durante un incontro con la stampa – che non accettano alcuna intromissione nei loro piani di crescita economica. Per questo motivo la creazione dell’Uneo, l’organizzazione ambientale delle Nazioni Unite, rappresenterebbe l’occasione per realizzare una cornice comune di regole di sviluppo sostenibile. Le Nazioni Unite devono ricoprire ruolo centrale in questo processo. Altrimenti le trattative continueranno a procedere alla velocità di una tartaruga, mentre l’inquinamento a correre come una lepre”. E a tenere a battesimo questo nuovo organismo potrebbe essere proprio l’Italia. “Invito il presidente del Consiglio Romano Prodi – ha dichiarato – a lavorare fin da ora affinché la presidenza italiana del G8 segni l’atto di nascita dell’Uneo nel 2009”.
In fatto di clima il 2007, ha osservato il ministro, è stato l’anno della svolta. “Temi come il riscaldamento globale o la rincorsa alle risorse idriche – ha precisato - hanno spostato il cambiamento climatico in cima all’agenda politica internazionale”. Il rischio che la desertificazione provochi nuove guerre o esodi di massa è reale. Per questo motivo la nomina dei tre inviati speciali (l’ex premier di Norvegia Gro Harlem Bruntland, l’ex presidente del Cile Ricardo Lagos Escobar e l’ex presidente dell’Assemblea Generale Hang Seung-soo) da parte di Ban Ki Moon, che ha fatto del contenimento del cambiamento climatico il principale obiettivo del suo mandato, è stata salutata da Pecoraro Scanio come “una nuova incoraggiante iniziativa per far fronte alla sfida”.
Sfida che verrà ripresa (dopo i lavori della Commissione Sviluppo Sostenibile che, iniziati il 30 aprile, termineranno domani) a settembre dall’Assemblea Generale, con un segmento ad alto livello voluto da Ban Ki Moon in persona al quale parteciperanno esperti da tutto il mondo, e a dicembre a Bali, dove potrebbe prendere il via un negoziato in grado di portare verso un secondo protocollo di Kyoto.
Luca Bolognini
Giampaolo Pioli
