Eritrea e Etiopia: il Consiglio di Sicurezza vuole l’intesa sui confini
Onu- Il Consiglio di Sicurezza, con una dichiarazione presidenziale, richiama ufficialmente Etiopia e Eritrea. Il passo successivo, se i due paesi non ritireranno immediatamente le truppe dalla zona di sicurezza temporanea che corre lungo i confini, saranno le sanzioni.
La forza di pace dell’Onu presidia dal 2000, anno in cui è stato imposto il cessate il fuoco, la zona di sicurezza temporanea al fine di moderare le tensioni. Ma negli ultimi giorni le continue manovre dei rispettivi eserciti hanno fatto scattare l’allarme. “I membri del Consiglio di Sicurezza – ha dichiarato il presidente di turno, lo statunitense Khalilzad – ripetono il loro appello ad entrambe le parti a ritirare le dichiarazioni pubbliche di ostilità, ad astenersi da ogni ulteriore minaccia e a rinunciare all’uso della forza”.
Un servizio sulla guerra tra Etiopia e Eritrea
Il conflitto tra Eritrea ed Etiopia è scoppiato nel maggio del 1998, a seguito di una disputa sulla demarcazione dei confini. Al vertice di Algeri, svoltosi nel 1999, le due parti in conflitto si impegnarono ad accettare un documento stilato dalla Commissione per i confini tra Eritrea e Etiopia. Nel 2002 la decisione dell’Eebc fu resa nota. L’Eritrea doveva far ripiegare le proprie forze fuori dai territori che aveva occupato dopo il 6 maggio 1998. Mentre l’Etiopia doveva ritirarsi dalle posizioni prese dopo il 6 febbraio 1999 e che non appartenevano all’Etiopia prima del 6 maggio 1998. Gli accordi furono immediatamente accettati dagli eritrei. Addis Abeba, invece, si è sempre rifiutata di sottoscrivere alcunché. “Chiediamo all’Etiopia - ha fatto sapere il Consiglio di Sicurezza – di adottare senza ulteriori ritardi la decisione dell’Eebc. Gli ostacoli che il processo di pace sta incontrando e la crescente tensione tra le due nazioni ci preoccupano profondamente”.
Sull’altro fronte l’Eritrea sta violando gli accordi di Algeri e le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, imponendo alla forza di pace dell’Onu numerose restrizioni. “Queste restrizioni – ha fatto sapere Ban Ki Moon – riducono l’operatività della missione nella zona di sicurezza temporanea e le impediscono di rispettare gli obiettivi stabiliti dal suo mandato”.
Il segretario generale dell’Onu si augura e preme affinché gli accordi siglati nel 2000 in Algeria, al termine della guerra tra i due paesi, siano realizzati senza perdere altro tempo. “L’impasse – ha aggiunto Ban Ki Moon – continua ad essere una fonte di instabilità per tutta la zona, non solo per Etiopia e Eritrea”.
Luca Bolognini
Giampaolo Pioli
