Don Camillo e Peppone trionfano a New York

New York - Il campanile di Brescello come l’Empire State Building. L’Hudson River come il Po. Perché Don Camillo e Peppone, i celebri personaggi creati dalla penna di Giovanni Guareschi, si sentono a casa anche nella Grande Mela.

Almeno a giudicare dal successo che sta raccogliendo la rassegna cinematografica “Don Camillo and Peppone: an Italian Epic”, in programma fino al 3 maggio. Le risate si susseguono senza sosta e la gente è disposta a rimanere anche in piedi pur di assistere alle proiezioni organizzate dalla Casa italiana Zerilli-Marimò di New York. “Wonderful! Se mi capitasse l’occasione giusta - esclama Patricia Constatino, che vive a Brooklyn – mi piacerebbe visitare Brescello”. Ma non è l’unica. “Il film – racconta Marco Pecunia, che coi genitori si è trasferito a New York da bambino – mi ha fatto tornare indietro nel tempo e mi ha fatto venire voglia di prendere l’aereo”. L’entusiasmo contagia anche le istituzioni. “Venire qua – racconta Giuseppe Vizzani, l’erede di Peppone - è come andare sulla Luna. Ci sono più abitanti in un condominio di New York che in tutta Brescello. Questa operazione ci sta dando un grande ritorno”. Il turismo attira ogni anno nel paese reggiano circa 50mila persone. Nel 2007, però, c’è stata una vera e propria esplosione. “Siamo solo ad aprile – racconta Giuseppe Carpi, presidente della Pro Loco e direttore del museo dedicato al prete e al sindaco più famosi della Bassa – e siamo già a quota 40mila. Solamente il lunedì di Pasqua abbiamo registrato 3mila presenze. E cominciano ad arrivare turisti anche dagli Stati Uniti: il prossimo anno hanno già prenotato circa 800 americani”.

Le nuove infrastrutture, come la pista ciclabile che corre lungo il Po, e la tradizione gastronomica (tortelli di zucca e salumi), rappresentano i punti di forza. Assieme, naturalmente, a Don Camillo e Peppone. “L’arrivo all’inizio degli anni Cinquanta della troupe cinematografica da Roma - illustrano Ezio Aldoni, Gianfranco Miro Gori e Andrea Setti, autori del libro “Amici Nemici. Brescello, piccolo mondo di celluloide” – e il successo ai botteghini hanno cambiato per sempre il volto del paese. Ancora oggi italiani, tedeschi e francesi vengono per fare quello che viene definito come cineturismo”.

Così nei weekend la sonnolenta cittadina della Bassa si anima. I bar e i ristoranti si riempiono e piazza Matteotti diventa una vera e propria meta di pellegrinaggio. “L’ultima cosa che ci aspettavamo – continua Ezio Aldoni – era quella di essere invitati qui. Giovanni Guareschi non è mai stato a New York, perché aveva paura di volare. Attraverso i film, il libro e una piccola mostra, ce lo abbiamo portato noi”. Il creatore di Peppone e Don Camillo, pochi lo sanno, ha venduto 20 milioni di libri in tutto il mondo ed è stato tradotto in più di 80 lingue. Nonostante il successo mondiale è però sempre rimasto molto legato alla sua terra di origine, che riteneva un vero e proprio paradiso. “New York – aggiunge il sindaco Vizzani – è una città incredibile. Ma la tranquillità e la genuinità dei rapporti umani rendono Brescello unica”.




Peppone entra in casa di Don Camillo con alcuni compagni

Il prossimo anno si celebrerà il centenario della nascita dello scrittore e i preparativi già fremono. “Questa iniziativa – conclude il primo cittadino – ci darà parecchia visibilità. Speriamo che contribuisca a far conoscere Brescello e attrarre ancora più turisti. Attualmente ci sono circa 12 bar e ristoranti, ma c’è spazio per aprire altre attività. Per celebrare degnamente il compleanno di Guareschi stiamo procedendo ad alcune ristrutturazioni in collaborazione con la Regione. Sono fiducioso che anche altre istituzioni si uniranno nello sforzo per celebrare degnamente uno dei più grandi scrittori italiani”.

Luca Bolognini

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