Estate nella Grande Mela

New York - Il sogno americano sa di hamburger. Perché pur di provare l’ebbrezza di vivere e lavorare negli Stati Uniti, molti ragazzi sono disposti ad accettare anche i lavori più modesti. Che si tratti di servire Big Mac a San Francisco o lavare piatti in un ristorante di Little Italy poco importa: ciò che conta è fare la valigia e prendere l’aereo.

Cercare un impiego stagionale oltreoceano non è una missione impossibile, bisogna solo sapersi accontentare. Soprattutto se il vostro curriculum è immacolato. Ciò che otterrete in cambio, in ogni caso, ne varrà sicuramente la pena.

Ma andiamo con ordine, perché prima di salutare mamma e papà dal finestrino dell’aereo bisogna sbrigare alcune seccature burocratiche. L’operazione preliminare da portare a termine è l’ottenimento del visto J1, rilasciato a studenti o tirocinanti. Cercare un impiego in nero, sfruttando la finestra di tre mesi riservata ai turisti, infatti, può rivelarsi una pessima idea: in caso veniate sorpresi sarete espulsi a vostre spese dagli Stati Uniti e non potrete fare ritorno a New York o Washington prima di cinque anni.

Per ottenere il J1, tuttavia, dovete fare parte di un programma di scambio approvato dal governo che vi garantisca un posto fisso prima di lasciare l’Italia. Ci sono parecchie organizzazioni che possono rilasciarvi l’agognato J1: il Ciee è riservato unicamente agli studenti, le offerte di Au Pair in America, come quelle presso le ambasciate o i consolati italiani, invece, sono aperte a tutti.

I tipi di lavoro che vi verranno proposti saranno gli stessi che sono abitualmente offerti ai giovani americani durante l’estate: occupazioni presso uffici, negozi, ristoranti, alberghi, parchi di divertimento e riserve naturali. Se avete già qualche contatto potrete chiaramente sfruttarlo. Una volta ottenuto il J1, infatti, è possibile partire senza lavoro e cercarne uno direttamente sul posto. Il costo medio di questi programmi si aggira attorno ai 500-600 euro. Questa quota oltre a garantire un impiego retribuito negli Usa, generalmente comprende anche l’assicurazione medica.

Se il vostro programma non prevede di trovarvi un alloggio, non disperate: negli Stati Uniti vige la legge di Craig’s list. Cliccando su questo sito accederete a una bacheca di annunci pressoché sterminata. Se all’inizio le cose via andranno male, non vi scoraggiate. Nella terra del fast food, la velocità con cui si intavola e si conclude una trattativa è la stessa con la quale si consuma un hamburger. Con Craig’s list trovare una stanza è diventata una questione di pochi attimi.

Il sito, infatti, si aggiorna ogni venti minuti circa, così, per accalappiarsi l’offerta migliore, dovrete monitorarlo costantemente. Clic dopo clic, non appena compare qualcosa che abbia i crismi della normalità (perché non è raro trovare offerte del tipo: «Affittasi gratis stanza nel cuore di Manhattan per coinquilino che ami girare nudo per casa. Prestazioni sessuali non obbligatorie»), se c’è il numero di telefono chiamate immediatamente per fissare un appuntamento. Se, invece, c’è solo un indirizzo e-mail, preparatevi una lettera di presentazione da copiare, incollare e spedire alla velocità della luce. Se riuscite a strappare un appuntamento, la casa vi piace e voi piacete ai proprietari, fermatela immediatamente. Agli annunci rispondono centinaia di persone, per cui nessuno bloccherà la stanza per voi. E anche se ve lo promettessero, non ci credete: è l’America, bellezza.

Luca Bolognini

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